Veglia di Pentecoste del 3 giugno all’alba: preghiera, Maria e lo Spirito Santo

La veglia di Pentecoste è un momento forte di preghiera in attesa della discesa dello Spirito Santo su Maria Santissima e sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo. Attraverso l’invocazione «Vieni Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce» possiamo riconoscere quanto anche noi abbiamo bisogno dello Spirito Santo.

La preghiera della veglia richiama la comunità cristiana a rimanere assidua e concorde, insieme a Maria, nell’attesa del dono promesso da Gesù. La Pentecoste è la pienezza della Pasqua, il cinquantesimo giorno, e celebra l’effusione dello Spirito Santo, battesimo della Chiesa nascente.

Il significato della veglia di Pentecoste

La veglia intende essere un momento forte di preghiera in attesa del giorno in cui la Chiesa fa memoria della discesa dello Spirito Santo su Maria Santissima e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo. E perché riempia i nostri cuori e trasformi le nostre vite, le Sorelle Clarisse di Bra invitano alla solennità di Pentecoste, preceduta da un appuntamento di fede.

“Vieni Spirito di Pace!” È questa l’invocazione che vogliamo far risuonare questa sera in questa veglia di Pentecoste in comunione con tutte le chiese che sono in Italia. Vuole essere un grido che si innalza verso il cielo per implorare con forza il dono della pace per il mondo intero.

Le letture che abbiamo ascoltato ci hanno presentato quanto sia protagonista lo Spirito Santo nella storia della salvezza e della Chiesa. Lo Spirito che aleggia sulle acque è lo Spirito creatore che ha fatto bene ogni cosa.

Lo Spirito è quella sorgente di acqua viva di cui ci parla Gesù nel Vangelo: “Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva». Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui”.

Veglia di Pentecoste in chiesa

Il programma della preparazione a Pentecoste

Il 2 giugno non è solo la Festa della Repubblica, ma quest’anno è la data in cui inizia presso il Monastero delle Suore Clarisse di viale Madonna dei Fiori di Bra, un Triduo di preparazione per la solennità di Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli nel Cenacolo, evento in cui poi partirà la predicazione della nascente Chiesa.

È anche la solennità che chiude il Tempo di Pasqua, 50 giorni dopo la Pasqua. Ecco il programma: giovedì 2 giugno alle 21 Adorazione Eucaristica guidata, venerdì 3 giugno alle 21, Veglia di preghera e sabato 4 giugno Veglia di Pentecoste e Solenne celebrazione della Messa, presieduta da fra Andrea di Saluzzo.

Domenica 5 giugno, solennità di Pentecoste e Messa alle 8.30. Nel pomeriggio dalle 15.30: Adorazione eucaristica; alle 17 Recita del Rosario allo Spirito Santo e infine alle 17.30 Vespri e chiusura del Tempo Pasquale.

GiornoOrarioAppuntamento
Giovedì 2 giugno21Adorazione Eucaristica guidata
Venerdì 3 giugno21Veglia di preghiera
Sabato 4 giugno21Veglia di Pentecoste e Solenne celebrazione della Messa
Domenica 5 giugno8.30Messa nella solennità di Pentecoste
Domenica 5 giugno15.30Adorazione eucaristica
Domenica 5 giugno17Recita del Rosario allo Spirito Santo
Domenica 5 giugno17.30Vespri e chiusura del Tempo Pasquale

Giovedì e venerdì, 5 e 6 giugno, alle ore 21, nella chiesa del Monastero delle Clarisse (viale Madonna dei Fiori, 3), è in programma la veglia di preghiera in attesa dello Spirito Santo.

Ed eccoci al gran giorno: sabato 7 giugno, alle ore 21, Messa solenne di Pentecoste, per una notte che introduce nel mistero del cinquantesimo giorno, pienezza della Pasqua, contrassegnato dall’evento dell’effusione dello Spirito, battesimo della Chiesa nascente.

La Pentecoste negli Atti degli Apostoli

Negli Atti degli Apostoli la Pentecoste rappresentò l’evento straordinario in cui le genti si scoprirono, con la forza dello Spirito Santo, unite, anche se diverse; capaci di dialogare, anche se con idiomi diversi. Nacque così la Chiesa.

Nacque così la comunità cristiana, il popolo di Dio, intorno al Sommo Sacerdote che è Gesù. Il Monastero delle Clarisse continua ad essere un’oasi importante di preghiera per tutta la città.

La comunità riunita con Maria

“ERANO ASSIDUI E CONCORDI NELLA PREGHIERA… CON MARIA, LA MADRE DI GESU’ ” (At 1,12-14; 2,1-4)

12Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. 13Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo.

14Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui… 1Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.

2Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

La prima parte del testo degli Atti degli Apostoli presenta il gruppo degli Apostoli che, con altre persone, tra le quali è nominata Maria, la “madre di Gesù”, si raduna, dopo l’ascensione di Gesù, a Gerusalemme, obbedendo all’indicazione di Gesù stesso.

Quello che si raduna a Gerusalemme è un gruppo vario, composto da persone diverse (gli Undici apostoli, le donne che, probabilmente, hanno seguito Gesù, la madre e i parenti di Gesù), con sensibilità diverse e cammini di fede diversi.

E’ sottolineata l’assiduità nella preghiera e la concordia. La concordia del gruppo è ricuperata, dopo la dispersione seguita all’arresto e alla morte di Gesù, grazie all’iniziativa di Gesù stesso, il quale raduna attorno a sé i discepoli, li guida alla comprensione della sua morte.

Il vento, il fuoco e il dono dello Spirito

La seconda parte del brano riferisce della discesa dello Spirito sulla comunità radunata. Lo Spirito che si riversa su ognuno dei presenti produce un effetto straordinario: lo Spirito abilita la persone ad annunciare a tutti le “grandi opere di Dio”.

Siamo di fronte al primo nucleo della Chiesa, che presenta gli aspetti costitutivi della vita della Chiesa di sempre: la pratica della preghiera, la comunione fraterna, l’obbedienza a Gesù, la presenza dello Spirito, l’impegno missionario.

La Discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste. Tratto dal film A.D. : The Bible

Maria e lo Spirito nella comunità dei discepoli

Maria è con il gruppo dei discepoli. Questa collocazione consente di cogliere Maria come ‘discepola’ di Gesù, colei che al pari dei discepoli, cammina nella fede, impara a stare con Gesù come credente che si abbandona al suo mistero mediante l’obbedienza della fede, vive nell’intimità con questo mistero, affronta la prova.

E’ presentata come “madre di Gesù”, qualifica che indica la singolarità dell’esperienza di fede di Maria. Tra i diversi testi che parlano di Maria come “madre di Gesù” scegliamo Gv 2,1-12 (le nozze di Cana).

Con il miracolo (segno) Gesù manifesta la propria gloria (se stesso, la propria identità di Salvatore) e i discepoli giungono alla fede. Maria svolge un ruolo decisivo in questo se­gno di Gesù, che lo rivela e contribuisce a suscitare la fede dei discepoli.

Maria credente alle nozze di Cana

Maria appare anzitutto come credente: ha fede in Gesù, per questo si rivolge a lui, per segnalare la situazione di bisogno («Non hanno vino»!), si affida alla sua autorità, lo lascia libero di agire come e quando vuole.

Si presenta come portavoce della sua volontà e crea le condizioni perché Gesù possa operare («Qualsiasi cosa vi dica, fatela»). Maria è Cana è la credente che precede i discepoli nella fede e indica la strada della fede.

Questo è il modo con cui Maria esprime il suo essere la “madre di Gesù”. Scrive S. Giovanni Paolo II nella Redemptoris Mater: «Dalla descrizione dell’evento di Cana si delinea ciò che concretamente si manifesta come nuova maternità secondo lo Spirito e non solo secondo la carne, ossia la sollecitudine di Maria per gli uomini, il suo andare incontro ad essi nella vasta gamma dei loro bisogni e necessità…

Maria si pone tra suo figlio e gli uomini nella realtà delle loro privazioni, indigenze, sofferenze. Si pone “in mezzo”, cioè fa da mediatrice non come un’estranea, ma nella sua posizione di madre, consape­vole che come tale può - anzi «ha il diritto» - di far presente al figlio i bisogni degli uomini…

Maria “intercede” per gli uomini. Non solo: come madre desidera anche che si manifesti la potenza messianica del figlio, ossia la sua potenza salvifica volta a soccorrere la sventura umana, a liberare l’uomo dal male che in diversa forma e misura grava sulla sua vita….

Altro elemento essenziale di questo compito materno di Maria si coglie nelle parole rivolte ai servitori: «Fate quello che egli vi dirà». La madre di Cristo si presenta davanti agli uomini come portavoce della volontà del Figlio, indicatrice di quelle esigenze che devono essere soddi­sfatte, affinché la potenza salvifica del Messia possa manifestarsi.

A Cana, grazie all’inter­cessione di Maria e all’ubbidienza dei servitori, Gesù dà inizio alla “sua ora”; A Cana Maria ap­pare come credente in Gesù: la sua fede ne provoca il primo “segno” e contribuisce a suscitare la fede dei discepoli» (n 21).

Lo Spirito Santo e la missione della Chiesa

Lo Spirito Santo scende sui discepoli, mettendoli in condizione di testi­moniare Gesù “fino agli estremi confini della terra”. I discepoli sono in grado di testimoniare Gesù, perché, guidati dallo Spirito, hanno compreso la verità di Gesù , la sua parola, il senso della sua morte.

Lo Spirito, aprendo il cuore e l’intelli­genza dei discepoli alla comprensione della “verità tutta intera”, al riconoscimento della ‘gloria’ del Figlio, nel quale il Padre si rivela, è il grande animatore della fede dei discepoli, della vita della Chiesa, della sua testimonianza.

La presenza di Maria come “madre di Gesù” e l’azione dello Spirito Santo agli inizi della Chiesa dicono che Maria e lo Spirito sono ineliminabili dalla vita della Chiesa, di ogni comunità cristiana, dall’esistenza di ogni cristiano.

Quella di Maria e dello Spirito non è una presenza generica, ma portatrice di si­gnificati precisi, dai quali lasciar alimentare la propria fede. Maria e lo Spirito, pur con modalità diverse, ci ricordano l’insuperabilità di Gesù nella vita cristiana, ci rinviano a lui, ci mettono in relazione con lui.

Maria conduce a Gesù

Maria offre Gesù, non solo perché lo ha generato, ma anche (soprattutto) perché lo ha accolto, amato, seguito, come discepola fedele; ci precede nella fede in Gesù; c’invita ad aver fede in lui, ad accogliere con fiducia la sua parola, a lasciarsi guidare da questa parola.

Lo Spirito ci guida a capire Gesù, a riconoscere la buona qualità della sua verità, a rimanere nella sua parola, a comprenderla, costruendo su di essa, come su roccia sta­bile, la nostra esistenza.

Maria invita ogni comunità cristiana, ogni credente a stare in mezzo agli uomini non distrattamente, ma con grande attenzione a ciò di cui hanno bisogno, con la fede che in­dica in Gesù la possibilità per l’uomo di non restare senza il vino della vita buona.

Lo Spirito apre la Chiesa, ogni credente, sul mondo perché testimoni Gesù, offra la sua parola di vita, lo accompagna e lo sostiene perché la fede nel Risorto e nella sua pa­rola non venga meno nella prova, nella fatica, di fronte al rifiuto, alla persecuzione, all’in­differenza.

La veglia come invocazione di pace

In questo mondo così arso e assetato a causa delle guerre, delle violenze e delle ingiustizie quotidiane, c’è un gran bisogno di abbeverarci alla sorgente d’acqua viva che è lo Spirito donatoci da Gesù.

Sono molte le sorgenti inquinate a cui spesso ci abbeveriamo, solo in Gesù possiamo dissetarci, ecco perché facciamo nostro il suo invito: “Se qualcuno ha sete, venga a me …”.

Questa sera domandiamoci a quali fonti d’acqua ci dissetiamo? La Parola di Dio, la Grazia dei sacramenti, le opere di misericordia sono per noi sorgenti d’acqua viva?

Solo se dissetati dallo Spirito d’acqua viva potremmo costruire una pace vera: “disarmata e disarmante”, come ha detto Papa Leone.

Questa è la nostra speranza che la pace giusta e duratura si realizzi nel mondo intero e altresì che molti giovani rispondano con coraggio alla chiamata del Signore.

La chiamata dei giovani

In queste prime settimane il Papa rivolgendosi in momenti diversi ai giovani ha detto nel suo primo Regina Caeli “E ai giovani dico: “Non abbiate paura! Accettate l’invito della Chiesa e di Cristo Signore!”.

La Vergine Maria, la cui vita fu tutta una risposta alla chiamata del Signore, ci accompagni sempre nella sequela di Gesù” e mercoledì scorso all’udienza generale: ”Vorrei dire, specialmente ai giovani, di non aspettare, ma di rispondere con entusiasmo al Signore che ci chiama a lavorare nella sua vigna.

Non rimandare, rimboccati le maniche, perché il Signore è generoso e non sarai deluso! Lavorando nella sua vigna, troverai una risposta a quella domanda profonda che porti dentro di te: che senso ha la mia vita?”.

Questi inviti così pressanti da parte del Papa ai giovani non cadano nel nulla, domandiamo allo Spirito che possano far breccia nei cuori dei nostri giovani, affinché accolgano la chiamata e non rimandino, anzi si rimbocchino le maniche, solo così potranno dare senso alla loro vita.

Sono convinto che anche nella nostra chiesa ci siano molti giovani a cui lo Spirito dice: Non abbiate paura! Accettate l’invito di Cristo!”.

Pregare lo Spirito Santo ogni giorno

Dalla riflessione ricaviamo un duplice invito

  • Rivolgersi a Maria non semplicemente per ottenere dal Signore delle grazie, ma per imparare a diventare credenti. La ‘funzione’ di Maria nella Chiesa, nella vita cristiana, prima ancora di guadagnarci le grazie, è quella di offrire Gesù e di guidare i credenti a Gesù.
  • Dare spazio nella nostra esistenza, nella vita della comunità, allo Spirito S., alla sua azione. Proprio perché quella dello Spirito non è un’azione saltuaria nella vita cristiana, il riferimento a Lui (nella preghiera, nell’ascolto delle sue istruzioni, nel dia­logo) deve essere costante, quotidiano.

Dovremmo imparare a pregare lo Spirito, dialo­gare con Lui come facciamo con Dio Padre e con Gesù, il Figlio.

Una preghiera per la pace

Vorrei concludere con una preghiera per la pace di don Tonino Bello, artigiano di pace: Signore, Tu che sei la sorgente di ogni pace, rendi i nostri cuori capaci di ascoltare il tuo richiamo alla riconciliazione.

A tutti noi, donne e uomini di buona volontà, aiuta a costruire ponti invece di muri, parlare invece di armi, abbracciare invece di disprezzare. Aiuta i nostri leader a scegliere sempre il cammino della giustizia e del dialogo.

Incoraggia i nostri cuori a perdonare, a superare i rancori, a cercare la pace non come assenza di conflitto, ma come un equilibrio fragile e prezioso che si costruisce con la collaborazione e l’amore.

Signore, rendi il nostro mondo un luogo dove si possa respirare la tua pace, dove la fratellanza sia un valore più forte dell’odio, dove la vita di ogni persona sia rispettata. Amen.

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