Il racconto di Zaccheo presenta un uomo piccolo di statura che desidera vedere Gesù, supera gli ostacoli arrampicandosi su un sicomoro, accoglie il Signore con gioia e cambia concretamente il proprio comportamento. Il messaggio centrale è che Gesù guarda la persona con misericordia, entra nella sua vita e porta la salvezza anche nella casa di chi era considerato perduto.
Questo libretto fa partecipare i bambini al racconto evangelico con l'aiuto del ritmo, delle rime e del movimento. Ogni frase del racconto è accompagnata da una semplice gestualizzazione adatta anche per i bambini più piccoli.

Il racconto evangelico di Zaccheo
In quel tempo Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: - Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: - Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto. Gesù gli rispose: - Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
Zaccheo cerca Gesù
Poi Gesù, entrato in Gerico, l'attraversava; ed ecco un uomo, chiamato Zaccheo, il quale era il capo dei pubblicani ed era ricco. Egli cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura.
Gesù è diretto a Gerusalemme. Luca ha dedicato buona parte del suo vangelo a parlare di questo viaggio fatto da Gesù, che sarebbe culminato nella sua morte salvifica e nella sua gloriosa risurrezione.
Questa scena, che sottolinea il carattere salvifico di Gesù, è posta quasi alla fine di questo lungo racconto, quando ormai manca poco al Maestro per arrivare nella Città Santa. Gesù è in viaggio, ma non si tiene lontano da Gerico, magari salutando qualcuno che incontra mentre cammina.
Dice il vangelo che “entrò nella città di Gerico e la stava attraversando” (v. 1), come se avesse il desiderio di avvicinarsi alla vita di coloro che vi abitavano, e di dare una possibilità alle persone per incontrarsi personalmente con lui.
Uno di quelli che volevano conoscerlo era Zaccheo, il “capo dei pubblicani”, vale a dire, degli esattori delle imposte per conto dei romani. Quest’uomo dovette superare alcuni ostacoli per vedere Gesù.
Gli ostacoli da superare
Prima di tutto, la sua bassa statura che gli impediva di vedere il Maestro quando stava in mezzo alla folla, circondato da gente più alta di lui. Avrebbe potuto ritenere impossibile realizzare il suo progetto e rassegnarsi.
Anche noi, del resto, possiamo a volte avere la tentazione di rinunciare ad avvicinarci a Gesù constatando la nostra bassezza, che può non essere fisica ma morale o spirituale. Però Zaccheo non desistette.
Poi dovette superare la vergogna di sentirsi oggetto di tutti i commenti e le critiche di tanta gente che lo odiava perché collaborava con i romani. Comunque non gl’importò di esporsi al ridicolo salendo su un albero, perché la sola cosa che gl’importava ardentemente era di vedere Gesù.
Quando qualcuno si propone seriamente qualcosa, è capace di fare piccole follie, e Zaccheo sentiva battere con forza il suo cuore pensando all’unica possibilità che aveva di togliersi da addosso il peso che lo opprimeva, e di trasformare la propria vita, sicché “corse avanti e salì su un sicomoro” (v. 4) e quando Gesù gli parlò, “scese in fretta e lo accolse pieno di gioia” (v. 6).
Non provò né paura né vergogna, ma proseguì imperterrito nel suo proposito.

Gesù vede Zaccheo
Mentre le persone fra di loro lanciavano frecciatine, pettegolezzi e commenti negativi, Gesù lo guardava in modo ben diverso. Per la gente comune era un personaggio spregevole, che si era arricchito a spese degli altri; ma Gesù lo contemplava con uno sguardo di misericordia e aveva voglia di stare con lui.
“Lo sguardo di Gesù - sono parole di Papa Francesco - va oltre i peccati e i pregiudizi; vede la persona con gli occhi di Dio, che non si ferma al male passato, ma intravede il bene futuro”[2].
Guardiamo Zaccheo, oggi, sull’albero - diceva Papa Francesco - : il suo è un gesto ridicolo, ma è un gesto di salvezza. E io dico a te: se tu hai un peso sulla tua coscienza, se tu hai vergogna di tante cose che hai commesso, fermati un po’, non spaventarti.
Pensa che qualcuno ti aspetta perché mai ha smesso di ricordarsi di te; e questo qualcuno è tuo Padre, è Dio che ti aspetta! Arrampicati, come ha fatto Zaccheo, sali sull’albero della voglia di essere perdonato; io ti assicuro che non sarai deluso.
Gesù è misericordioso e mai si stanca di perdonare”[1].
«Scendi subito»
Allora corse avanti e salì su un sicomoro per vederlo, perché egli doveva passare di là. E, quando Gesù arrivò in quel luogo, alzò gli occhi, lo vide e gli disse: «Zaccheo, scendi giù subito, perché oggi devo fermarmi in casa tua».
Scese in fretta e lo ricevette con gioia. Nonostante la folla e i giudizi degli altri, Zaccheo risponde immediatamente all’invito di Gesù.
L’incontro non rimane un semplice momento di curiosità o di emozione. La chiamata di Gesù conduce Zaccheo a scendere dall’albero, ad accoglierlo nella propria casa e a lasciarsi trasformare nel cuore.
Un cuore che cambia
Vedendo ciò, tutti mormoravano, dicendo: «Egli è andato ad alloggiare in casa di un uomo peccatore». Ma Zaccheo si alzò e disse al Signore: «Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri e, se ho defraudato qualcuno di qualcosa, gli restituirò quattro volte tanto».
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: - Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto.
San Josemaría meditava questa scena del vangelo, insieme ad altre analoghi, e invitava ognuno a trarre le conseguenze personali: “Zaccheo, Simone di Cirene, Dima, il centurione. Adesso lo sai perché il Signore ha cercato te. Ringrazialo!. Ma ‘opere et veritate’, con i fatti e per davvero”[3].
La trasformazione di Zaccheo si manifesta attraverso scelte concrete: condivide ciò che possiede con i poveri e restituisce molto più di quanto abbia sottratto a chi aveva danneggiato. L’incontro con Gesù diventa così un cambiamento del cuore e della vita.
La salvezza entra nella casa
E Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anche costui è figlio d'Abrahamo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Per questo, quando Gesù entra in casa di Zaccheo, può esclamare con gioia: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (vv. 9-10).
La conclusione del racconto mostra che Gesù non si limita a osservare Zaccheo da lontano: lo chiama per nome, desidera fermarsi a casa sua e riconosce la sua dignità. Anche chi è giudicato dagli altri può essere raggiunto dalla misericordia e diventare una persona nuova.
Raccontare Zaccheo con ritmo e movimento
Conta i soldi, arrampicati sull'albero, accogli Gesù, cambia il tuo cuore insieme a Zaccheo. Questo libretto fa partecipare i bambini al racconto evangelico con l'aiuto del ritmo, delle rime e del movimento.
Ogni frase del racconto è accompagnata da una semplice gestualizzazione adatta anche per i bambini più piccoli.
- Contare i soldi: Zaccheo era il capo dei pubblicani ed era ricco.
- Guardare oltre la folla: Zaccheo cercava di vedere chi fosse Gesù.
- Arrampicarsi sull’albero: corse avanti e salì su un sicomoro.
- Scendere in fretta: Gesù gli disse di scendere subito.
- Accogliere con gioia: Zaccheo lo ricevette con gioia.
- Condividere: Zaccheo promise di dare la metà dei suoi beni ai poveri.
- Restituire: promise di restituire quattro volte tanto a chi aveva defraudato.
Dati del libretto
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Titolo | Cate rap / Scendi Zaccheo! |
| Autori | Leena Lane, Chris Saunderson |
| Editore | Elledici |
| Pagine | 16 |
| Data | maggio 2007 |
| Peso | 56 grammi |
| Formato | Altezza 19 cm, Larghezza 19 cm, Profondità 0,3 cm |
| Collana | Sussidi per la catechesi biblica |
| Vangelo | Lc 19, 1-10 |
Zaccheo - Il Vangelo per bambini e ragazzi - XXXI Domenica Tempo Ordinario Anno C
Il testo biblico in forma sintetica
- Gesù entra nella città di Gerico e la attraversa.
- Zaccheo, capo dei pubblicani e uomo ricco, cerca di vedere Gesù.
- La folla gli impedisce di riuscirci perché è piccolo di statura.
- Zaccheo corre avanti e sale su un sicomoro.
- Gesù alza gli occhi, lo vede e lo chiama per nome.
- Gesù annuncia che deve fermarsi a casa sua.
- Zaccheo scende in fretta e accoglie Gesù pieno di gioia.
- La folla mormora perché Gesù è entrato in casa di un peccatore.
- Zaccheo promette di condividere i suoi beni e di restituire quanto ha sottratto.
- Gesù proclama che la salvezza è entrata in quella casa.
Vangelo (Lc 19, 1-10)