Veglia di preghiera per giovani in Quaresima a San Giovanni

Una veglia di preghiera per giovani in Quaresima a San Giovanni può diventare un momento intenso di ascolto della Parola, riconciliazione, adorazione e affidamento, orientato verso la Pasqua. La proposta può coinvolgere i giovani in un cammino dalla consapevolezza delle proprie fragilità alla riscoperta dell’amore misericordioso di Dio.

Il percorso può essere vissuto in una serata comunitaria, con un momento di accoglienza, una cena semplice, la proclamazione del Vangelo, la preghiera davanti al Santissimo Sacramento e la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione.

Il significato della veglia quaresimale

La Quaresima è un tempo opportuno per stare con Gesù, lasciarsi accompagnare attraverso il deserto delle proprie fragilità e orientare il cuore verso la gioia della Pasqua. Purifichiamo il cuore perché possiamo scavare in profondità dentro la nostra storia.

La riconciliazione è un segno efficace della Grazia. Ci viene offerto il volto di un Dio che conosce come nessuno mai, la nostra condizione umana e le si fa vicino con tenerissimo amore.

Di questa vicinanza tenera e compassionevole di Dio abbiamo immenso bisogno, come dimostra anche un semplice sguardo alla nostra esistenza: per quanto possiamo desiderare di fare il bene, la fragilità che ci caratterizza tutti ci espone continuamente al rischio di cadere nella tentazione.

Il sacramento del perdono, che viene a soccorrerci sempre di nuovo nella nostra condizione di peccato, ci raggiunge con la potenza sanante della grazia divina e trasformando il nostro cuore e i comportamenti in cui ci esprimiamo.

Obiettivi della serata

  • Aiutare i giovani a riconoscere le proprie paure, i desideri e le fragilità.
  • Favorire l’ascolto personale e comunitario della Parola di Dio.
  • Riscoprire la vicinanza tenera e compassionevole di Dio.
  • Prepararsi alla Pasqua attraverso la preghiera e la riconciliazione.
  • Affidare a Gesù la propria storia, confidando nel suo amore.
  • Ritrovare speranza e coraggio nel cammino quotidiano.

‘Non smettete di sognare’, qualche giorno fa Papa Francesco si rivolgeva ai giovani, perché i sogni coltivano speranza, futuro.

I giovani sono il fiore all’occhiello della società, non per essere plasmati dagli adulti ma per essere ascoltati, incoraggiati, aiutati a coltivare il progetto di una umanità che promuova la cultura della pace, della giustizia, del bene comune.

Struttura della veglia a San Giovanni

1. Accoglienza e introduzione

La veglia può iniziare con un momento di accoglienza animato dai giovani della comunità, così da creare un clima semplice, familiare e fraterno.

Un momento di convivialità può precedere la preghiera, favorendo la conoscenza reciproca e disponendo i partecipanti a vivere la serata con maggiore libertà e partecipazione.

La proposta può comprendere un momento di cena al sacco, seguito dall’ingresso in chiesa per l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio.

2. Invocazione dello Spirito

La preghiera può proseguire chiedendo allo Spirito Santo di illuminare il cuore dei partecipanti, di renderli disponibili all’ascolto e di accompagnarli nel cammino verso la Pasqua.

Il silenzio aiuta a passare dalla dimensione dell’incontro esteriore alla profondità della preghiera personale e comunitaria.

3. Ascolto della Parola

La Parola di Dio può essere proclamata con calma, lasciando uno spazio di silenzio prima della riflessione. La veglia può essere costruita attorno alla storia di Maria Maddalena, una donna salvata, nella quale c’era la storia di tutti, con qualcuno che ti ha tenuto per mano e ti ha riconsegnato alla vita.

Il vescovo Ivan, nell’offrire ai giovani la sua riflessione sul tema della Veglia, ha detto, in sintesi: “Nella storia di Maria Maddalena, una donna salvata, c’era la storia di tutti, con qualcuno che ti ha tenuto per mano e ti ha riconsegnato alla vita”.

L’ascolto del Vangelo può condurre i giovani a riconoscere che Gesù non si limita a giudicare la fragilità, ma entra nella storia delle persone, le rialza e le riconsegna alla vita.

4. Meditazione e condivisione

La meditazione può aiutare i giovani a interrogarsi sul modo in cui vivono le proprie fragilità, le paure e i desideri.

Anche don Antonello nella sua riflessione ha esortato i giovani a non arrendersi mai, neanche davanti alle difficoltà della vita, nel dolore e nella sofferenza.

Di non scoraggiarsi perche Gesù è presente nella loro vita e li sostiene prendendoli per mano.

La condivisione può essere vissuta in piccoli gruppi, lasciando a ciascuno la libertà di parlare oppure di rimanere in silenzio.

La preghiera davanti al Santissimo Sacramento

La veglia può raggiungere il suo momento centrale nell’adorazione eucaristica. I giovani possono raccogliersi in preghiera davanti al Santissimo Sacramento, in un clima di silenzio, ascolto e affidamento.

Ai ragazzi presenti è stato consegnato un cartoncino dove- dopo aver pregato in silenzio davanti al Santissimo Sacramento- hanno scritto le proprio paure, i desideri e le fragilità, per poi consegnarlo a Gesù , che ci guardava, che ci fissava, che ci amava!

Questo gesto semplice può aiutare ciascuno a mettere davanti a Gesù ciò che spesso rimane nascosto: le inquietudini, le fatiche, le ferite, ma anche i desideri e le speranze.

Questa sera ci siamo sentiti vicino a Gesù. E’ stato emozionante e ci ha dato una carica in più per affrontare tutte le nostre fragilità e le nostre paure, ma soprattutto di sperare e non perdere mai di vista i nostri sogni.

Un momento di preghiera davvero unico, intimo, sobrio dove ognuno di noi ha potuto gustare l’amore Misericordioso di Dio e capire realmente che nessuno mai potrà separarci da questo Amore!

Il sacramento della Riconciliazione

La veglia può offrire ai giovani la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione, accompagnando la preghiera con un esame di coscienza personale.

Fra le domande che vengono fatte spesso c’è: perché bisogna confessarsi? É una domanda che ritorna in molteplici forme: perché si deve andare da un sacerdote a dire i propri peccati e non lo si può fare direttamente con Dio, che ci conosce e comprende molto meglio di qualunque interlocutore umano?

La riconciliazione è un segno efficace della Grazia. Ci viene offerto il volto di un Dio che conosce come nessuno mai, la nostra condizione umana e le si fa vicino con tenerissimo amore.

Il tempo della preghiera davanti all’Eucaristia può essere accompagnato dalla presenza di sacerdoti disponibili all’ascolto e alla confessione, così che ogni giovane possa vivere questo momento con libertà e discrezione.

Un cammino dalla testa ai piedi

Seguendo la tematica dello sguardo attraverso cui si avverte la vicinanza tenera e compassionevole di Dio che ci accompagna nel cammino di riconciliazione, il percorso pensato per gli adolescenti prevede quattro momenti per la preghiera di gruppo e/o comunitaria grazie a cui prepararsi alla Pasqua.

Sarà un percorso da vivere dalla testa ai piedi, in cui il tutto di noi è coinvolto nella preghiera e nella riconciliazione con se stessi, con gli altri, con il mondo e con Dio.

  1. Ritiro o incontri settimanali.
  2. Sacramento della Riconciliazione.
  3. Veglia del Giovedì Santo.
  4. Via Crucis del Venerdì Santo.

Il primo momento può essere vissuto in una giornata di ritiro oppure suddiviso in diversi incontri settimanali da vivere con gli adolescenti.

Il secondo momento è il Sacramento della Riconciliazione, da vivere con gli adolescenti oppure con tutta la comunità.

Il terzo momento è la Veglia del Giovedì Santo, da vivere con gli adolescenti oppure con tutta la comunità.

Il quarto momento è la Via Crucis del Venerdì Santo, da vivere con gli adolescenti oppure con tutta la comunità.

Preghiera personale durante la Quaresima

Per accompagnare la preghiera lungo tutta la Quaresima avremo a disposizione diverse proposte: sia quella quotidiana e personale che quella settimanale e da vivere in gruppo e/o con tutta la comunità.

Condividiamo 47 spunti di preghiera da inviare quotidianamente agli adolescenti tramite Whatsapp.

Queste brevi tracce saranno fornite sottoforma di jpeg per aprire la settimana e di testo, pronto da essere copiato e inviato, ma anche per essere registrato perché diventino un vocale che invita gli adolescenti a pregare, attraverso l’esercizio dell’esame di coscienza serale, dalla voce dei suoi educatori.

Ci vorranno solo pochi minuti, ma il messaggio sarà molto più personale e sembrerà davvero di pregare insieme!

Per ogni settimana, sarà pubblicato un jpeg graficato da condividere nel giorno festivo nel quale troveremo il Vangelo-guida della settimana, un commento a cura di don Andrea Cuni Berzi e delle domande di provocazione per la settimana.

Esame di coscienza e domande per il silenzio

Durante il silenzio davanti al Santissimo Sacramento, ogni giovane può lasciarsi guidare da alcune domande semplici e concrete.

  • Quali paure porto oggi nel cuore?
  • Quali fragilità faccio più fatica ad accettare?
  • In quali situazioni ho smesso di sperare?
  • Quali persone hanno bisogno del mio perdono?
  • A chi devo chiedere perdono?
  • Quale desiderio vorrei affidare a Gesù?
  • Quale sogno non voglio perdere di vista?
  • In che modo posso riconoscere la presenza di Gesù nella mia vita?

L’esame di coscienza serale può diventare un esercizio breve ma costante, capace di aiutare i giovani a rileggere la giornata alla luce della presenza di Dio.

Maria, donna dell’ascolto e della fiducia

La veglia può essere affidata a Maria, Madre di Gesù e Madre nostra. In questa Veglia abbiamo ripercorso i momenti fondamentali della vita di Maria, Madre di Gesù e Madre nostra.

Ella riportandoci a Cana, ci chiede di metterci al posto dei servi per ascoltare la Sua voce che ci dice ‘fate quello che vi dirà’.

Di fidarci di Lui, di seguirlo.

Maria ci insegna a percorrere questa strada tortuosa della gioia per di viverla in pieno!

Questo è il punto culminante del nostro cammino - la gioia!!!

L’affidamento a Maria può concludere il tempo di adorazione e preparare i giovani a riprendere il cammino con maggiore fiducia, senza perdere di vista la speranza.

Segni e gesti per la celebrazione

La veglia può essere accompagnata da alcuni segni semplici, capaci di coinvolgere i partecipanti senza appesantire la celebrazione.

  • Una luce accesa davanti all’altare.
  • Un cartoncino per scrivere paure, desideri e fragilità.
  • Un tempo prolungato di silenzio davanti al Santissimo Sacramento.
  • La possibilità di accostarsi alla confessione.
  • Un’immagine di Maria o una rappresentazione delle nozze di Cana.
  • Una preghiera comunitaria di affidamento.

Il gesto del cartoncino può essere vissuto in forma personale e riservata, lasciando a ciascuno la possibilità di consegnare a Gesù ciò che ha scritto.

La luce può richiamare la presenza di Cristo che illumina le paure, le fragilità e le zone più oscure della vita.

giovani in adorazione eucaristica

La preghiera comunitaria

La preghiera comunitaria permette ai giovani di scoprire che il cammino della Quaresima non è un percorso individuale, ma un’esperienza condivisa nella Chiesa.

Pochi i giovani presenti ma tanta partecipazione.

La partecipazione non si misura soltanto dal numero dei presenti, ma dalla qualità dell’ascolto, del silenzio e della disponibilità del cuore.

La presenza degli educatori, dei sacerdoti e degli altri giovani può offrire sostegno a chi attraversa un momento di fatica, dolore o solitudine.

Dalla preghiera alla vita

La preghiera può condurre a gesti concreti di attenzione verso gli altri, soprattutto durante la Settimana Santa.

La Settimana Santa può diventare un’occasione preziosa per portare un saluto agli anziani o alle persone sole della parrocchia, magari donando un ramoscello d’ulivo e recitando una preghiera.

Vi suggeriamo di confrontarvi con il parroco e con i ministri dell’Eucaristia per individuare alcune persone che potrebbero accogliere con gioia la visita di un gruppetto di adolescenti.

Per dare continuità al gesto, proponiamo di prepararlo insieme ai ragazzi e di concludere la serata con una cena e una condivisione dell’esperienza.

Anche il servizio può diventare una forma di preghiera, quando nasce dall’ascolto, dalla gratuità e dal desiderio di portare speranza.

La Messa domenicale e la fraternità

Invitiamo i ragazzi a partecipare insieme alla Messa domenicale, condividendo poi un momento di convivialità, come una colazione o un aperitivo.

Non è solo una proposta per la Quaresima, ma può essere l’inizio di una bella abitudine per riscoprire ciò che è essenziale nella nostra vita cristiana.

La convivialità può aiutare a mantenere vivo il legame creato durante la veglia e a trasformare l’esperienza della preghiera in un cammino stabile di fraternità.

Una veglia sobria, intima e aperta alla speranza

La veglia di Quaresima per giovani a San Giovanni può essere semplice nella forma e profonda nel contenuto: un’accoglienza fraterna, l’ascolto della Parola, il silenzio davanti all’Eucaristia, la confessione, un gesto di affidamento e una preghiera condivisa.

Non si sono fatti scoraggiare dalla qualificazione dell’Italia ai Mondiali e da un clima più natalizio che pasquale, partecipando in tanti a quest’incontro iniziato alle ore 19, con il “benvenuto di accoglienza” animato dai ragazzi del locale oratorio “GP2” e proseguito con la cena al sacco.

A seguire, in chiesa, hanno ascoltato e meditato la Parola di Dio, raccogliendosi poi in preghiera davanti al Santissimo Sacramente e confessandosi fino a tarda sera con lo stesso vescovo e i tanti sacerdoti presenti.

La veglia può così diventare un’occasione per affrontare le fragilità e le paure con maggiore fiducia, sostenuti dalla certezza che Gesù è presente nella vita dei giovani, li accompagna e li sostiene.

Veglia d'inizio Quaresima - con il vescovo Marco

Questa sera ci siamo sentiti vicino a Gesù. E’ stato emozionante e ci ha dato una carica in più per affrontare tutte le nostre fragilità e le nostre paure, ma soprattutto di sperare e non perdere mai di vista i nostri sogni.

Di non scoraggiarsi perche Gesù è presente nella loro vita e li sostiene prendendoli per mano.

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