Nel 1988 la veggente Marija Pavlovic scrisse una lettera al presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, invitandolo a fare il possibile per la pace; la lettera fu poi collegata all’incontro con il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov e alle trattative sul disarmo nucleare.
La vicenda è raccontata attraverso la testimonianza di Marija e una ricostruzione attribuita a René Laurentin: l’ambasciatore statunitense Alfred Kingon portò la lettera alla Casa Bianca, Reagan la lesse personalmente e, in seguito, fu avviato anche un tentativo di far pervenire una copia a Gorbaciov.
Il contesto: Medjugorje e il messaggio della pace
La Madonna è apparsa la prima volta il 24 giugno 1981 e da quel momento la Madonna ha cominciato a dare i messaggi. Si è presentata qui con il nome di “Regina della Pace” e ci ha invitato tutti a pregare per la pace, perché ha detto che la vera pace arriva soltanto da Dio attraverso la preghiera.
Così la Madonna ha cominciato ad invitare a pregare per la pace nel cuore, pace nelle famiglie e pace nel mondo. A quel tempo c’erano tutte le possibilità che diminuisse la guerra fredda che c’era tra gli Stati Uniti e la Russia e allora sembrava un messaggio un po’ strano.
Quando la Madonna ci disse che “con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono allontanare”, abbiamo pensato che c’erano invece tutte le possibilità che le guerre non ci fossero più.
La Madonna ci invita a pregare per la pace nei nostri cuori, nelle nostre famiglie e nel mondo. Ci invita anche a digiunare 2 giorni la settimana a pane ed acqua, perché sono i mezzi più efficaci contro la guerra.
“Solamente con il digiuno e la preghiera possiamo impedire le guerre, fermare le guerre e sospendere le leggi naturali” ci ha detto a diverse riprese.

L’incontro con Alfred Kingon a Medjugorje
Mi ricordo che una volta è arrivato un personaggio importante dagli Stati Uniti, che era presso l’Unione Europea, a Bruxelles, in Belgio. In quel tempo il Presidente dell’America era Reagan e lui lo incontrava ogni settimana o ogni quindici giorni.
La ricostruzione della vicenda identifica questo personaggio con Alfred Kingon, allora ambasciatore presso la Comunità europea di Bruxelles. Alfred Kingon, ambasciatore allora presso la Comunità europea di Bruxelles, fece un pellegrinaggio a Medjugorje nella seconda settimana del novembre 1987.
Durante il suo soggiorno, ebbe un colloquio con Marija Pavlovic e Kathleen Parisod, sua amica e interprete. Al termine della conversazione svolta nella casa di Marija, la veggente invitò a pranzo l'ambasciatore e sua moglie Jacqueline.
E’ venuto qua a Medjugorje con la moglie a pregare per il suo bambino che era ammalato, era come mongoloide. Sono venuti a Medjugorje di nascosto, perché altrimenti aveva sempre una guardia del corpo.
Aveva detto che andava fino a Dubrovnik e poi hanno preso di nascosto un taxi e sono venuti qua a pregare perché il loro progetto era di venire a pregare per il bambino.
Io li ho visti perché la nostra casa è sotto la collina delle apparizioni: erano tutti bagnati. Era gennaio e la giornata era piovosa e fredda. Allora ho detto loro di venire a casa nostra per scaldarsi.
Loro non sapevano che ero Marija veggente. L’hanno saputo dopo da una ragazza, Kathleen, che era a casa nostra; lei ha spiegato loro che ero Marija veggente e che la Madonna mi era apparsa…
Così hanno fatto tante domande ed erano stupiti come la Madonna avesse messo sulla loro strada proprio me, che vedevo la Madonna. Così hanno detto che la provvidenza è grande e Dio progetta tutto nei minimi dettagli.
Sono rimasti in casa nostra anche per pranzo, hanno asciugato i vestiti e siamo diventati quasi amici. Dopo un po’ che era in casa, lui ha detto che incontra il Presidente e mi chiese di scrivere a lui una lettera.
La lettera indirizzata a Ronald Reagan
Ma io dicevo che la Madonna dà il messaggio per ognuno di noi, e così anche per il Presidente degli Stati Uniti. Alla fine però ho scritto una lettera invitando anche lui di fare il possibile per la pace.
Durante questo "lunch", Maria si eclissò un attimo e ritornò con una lettera per Reagan appena scritta, di sua sola iniziativa e non su richiesta dell'ospite come è stato detto.
Arrivato a Bruxelles, l'ambasciatore inviò la lettera alla Casa Bianca. Il Presidente Reagan la lesse personalmente. Ne fu commosso ("very moved") e chiese l'indirizzo per dare direttamente la risposta.
La lettera, secondo questa ricostruzione, non fu quindi presentata come un documento ufficiale della Santa Sede o di un’autorità politica, ma come una lettera personale della veggente, nata nel contesto dell’incontro con l’ambasciatore.
Il collegamento con il disarmo nucleare
In quel tempo stavano facendo il disarmo nucleare e doveva incontrare dopo un mese il Presidente della Russia. Era la prima volta che si incontravano i due Presidenti.
L'otto dicembre (festa dell'Immacolata Concezione), giorno nel quale il Trattato di riduzione delle Forze nucleari fu fumato fra Reagan e Gorbaciov, Kingon chiamò Medjugorje da Bruxelles, per invitare Marija alla preghiera e avvertirla del contatto al vertice mondiale.
Il testo tramandato nel materiale presenta la firma del trattato come il momento nel quale la vicenda della lettera a Reagan si intrecciò con l’incontro tra i due presidenti. La testimonianza di Marija sottolinea soprattutto il significato spirituale attribuito alla preghiera per la pace.
Dopo un po’ di tempo mi hanno telefonato dicendo che chiamavano dalla Casa Bianca. Io ho risposto di prendere in giro qualcun altro e ho sbattuto giù il telefono.
Poco dopo ha chiamato il nostro amico e ha detto: “Sono io, Marija, e c’è il Presidente che vorrebbe ringraziarti”.
Avevano fatto un incontro tra i due Presidenti. Di solito possono portare solo i documenti che devono discutere, ma lui ha voluto portare anche la lettera scritta da me e così ne ha parlato anche a Gorbaciov, dicendo che voleva condividere questa lettera anche con lui.
E poi hanno firmato subito il disarmo. Per me è stata una grande gioia quando ho sentito questo e ho capito che ascoltano il messaggio della Madonna.

Il tentativo di consegnare la lettera a Gorbaciov
Durante la stessa conversazione telefonica, Kathleen suggerì che Marija avrebbe potuto inviare la stessa lettera al Presidente Mikhail Gorbaciov.
Il 11 dicembre, l’ambasciatore Kingon in missione a Oslo, incontra Jack Matlock, ambasciatore degli USA a Mosca. Gli sottomette il desiderio che Marija aveva di mandare la sua lettera per la pace al presidente Gorbaciov.
Matlcok acconsente. Kingon telefona la notizia a Medjugorje.
Il due febbraio, Marija imbuca la sua lettera per Bruxelles che Kingon porta poi a Mosca durante la sua visita della prima settimana di aprile.
Matlock informa che ha consegnato la lettera ad una delle più alte personalità dell'entourage di Gorbaciov che aveva promesso di dargliela.
Si è detto moralmente sicuro che era stata data. Ma di questa non abbiamo altre notizie.
| Passaggio | Persona o luogo | Avvenimento |
|---|---|---|
| Seconda settimana del novembre 1987 | Alfred Kingon e Medjugorje | Il pellegrinaggio dell’ambasciatore e il colloquio con Marija Pavlovic |
| 1988 | Marija e Ronald Reagan | Scrittura e invio della lettera alla Casa Bianca |
| 8 dicembre | Reagan e Gorbaciov | Firma del Trattato di riduzione delle Forze nucleari |
| 11 dicembre | Kingon e Jack Matlock | Discussione sulla possibilità di inviare la lettera a Gorbaciov |
| 2 febbraio | Marija e Bruxelles | Invio della lettera destinata a Gorbaciov |
| Prima settimana di aprile | Kingon e Mosca | Trasporto della lettera e tentativo di consegna all’entourage di Gorbaciov |
Il significato attribuito alla lettera
Abbiamo visto che il messaggio della Madonna ha toccato non soltanto i Presidenti degli Stati Uniti e della Russia, ma ha toccato un po’ anche il cuore di tante persone.
La vicenda viene così presentata come un esempio del modo in cui, secondo la testimonianza di Marija, un invito alla preghiera può raggiungere anche ambienti politici e diplomatici. Il centro del racconto non è soltanto la consegna materiale della lettera, ma il rapporto tra pace spirituale, conversione personale e decisioni pubbliche.
La Madonna ha cominciato a chiamarci alla conversione, alla preghiera; all’inizio la prima preghiera è stata quella dei 7 Padre Nostro, Ave Maria e Gloria. Poi, pian piano il Rosario; poi il Rosario completo.
Poi ha chiesto di creare il gruppo di preghiera. Prima in casa, nella famiglia, di risvegliare la preghiera come famiglia, di avere il coraggio di spegnere il televisore, di tenere la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle nostre case e di leggerla un po’ ogni giorno.
Così è cominciata una intimità che abbiamo riscoperto, nonostante che pregassimo anche prima delle apparizioni: pregavamo prima di mangiare, pregavamo sempre alla sera; al mattino quando pioveva si pregava un po’ di più, se non pioveva si andava in fretta al lavoro, a scuola, nei campi.
Poi la Madonna ci ha chiesto di creare il gruppo di preghiera nella parrocchia. Lei ci ha aiutato ad arrivare sulla via della santità, così da poter aiutare l’uno e l’altro ad avviarsi su questo cammino della santità, come Lei lo chiama.
La preghiera per la pace durante la guerra fredda
All’inizio la Madonna ha scelto noi. Abbiamo detto alla Madonna: “Perché noi? Perché non qualcun altro? Noi non siamo migliori”. Ma la Madonna rispose che Dio l’ha lasciata scegliere e Lei ha scelto noi.
Allora c’era il comunismo e sotto questo impero comunista era proibito tutto quello che era Chiesa o Dio. Noi a scuola dovevamo imparare a memoria che la religione è “l’oppio dei popoli”, che Dio non esiste e tante altre cose.
Ed ecco che invece la Madonna appare proprio a noi e così abbiamo cercato di trasmettere, parlare e testimoniare quello che di nascosto si viveva in casa.
Tante volte sotto la cappa del comunismo abbiamo potuto vivere anche più radicalmente i messaggi della Madonna. Abbiamo capito che la Madonna ci ha scelti anche se non sappiamo perché; Dio ha voluto così.
Ma poi piano, piano abbiamo visto che la Madonna in realtà è andata oltre: ha cominciato a prendere noi e attraverso di noi ha chiamato tanti altri; tanti che venivano qua a Medjugorje perché, come Lei diceva, erano stati chiamati.
Così tante persone hanno cominciato a pregare con noi. Allora noi non sapevamo tante cose, non sapevamo pregare il Rosario, non conoscevamo i misteri… Ma la Madonna ci ha detto: “Pregate il Rosario, imparatelo e aiutate anche gli altri”.
La testimonianza di Marija sulla pace
La Madonna ci invita alla conversione. Soprattutto la Madonna dice: “l’Altissimo mi dà la grazia di potervi amare”.
La Madonna, con immenso amore, ci sta amando oggi così come i primi giorni dell’apparizione. Senti Marija raccontaci: come è stata quel 25 giugno 1981 per te, che il giorno precedente non avevi visto la Madonna?
La Madonna era come una calamita che ci attirava, il Suo amore ci attirava! Dal quel momento abbiamo iniziato a dire “La Madonna ci chiama, dobbiamo andare!”.
Ci siamo avvicinati alla Madonna e ancora oggi non ho parole per descrivere quello che sentivo! Avevo dentro la gioia perché la presenza della Madonna era presenza di Dio che ha riempito il nostro cuore e quando hai Dio nel cuore tutto il resto non è più importante.
E’ importante Lei, la Sua presenza ci ha portati a Dio, ha permesso di innamorarci di Lei e attraverso Lei ci ha portati dalla collina dell’apparizione fino alla chiesa e ha detto “mettete Dio al primo posto nella vostra vita!”.
La Madonna dice che Lei e la Sua presenza per noi sono sempre stati un invito per avvicinarci a Dio”. Sin dai primi giorni, nonostante lei non abbia parlato, la Sua presenza era preghiera.
Quando noi le abbiamo chiesto “perché hai scelto noi? noi non siamo migliori” Lei ha risposto: “Dio mi ha permesso di scegliere e io ho scelto voi” così abbiamo sentito il dovere di rispondere a questa Sua chiamata!
Il ruolo della Chiesa e della preghiera comunitaria
Lei ci ha portato nella Chiesa dalle rocce della montagna delle apparizioni, Lei ha detto: “andate nella Chiesa, là sarete protetti!”.
La Madonna ci ha detto: “Andate nella chiesa, là sarete protetti”. Noi non sapevamo che c’era una legge che diceva che nel terreno della chiesa la polizia non poteva fare niente; ma la Madonna lo sapeva e così ci ha detto di andare nella chiesa.
Abbiamo pregato il Rosario con la Madonna. Lei cominciava con il Padre nostro; poi noi dicevamo le Ave Maria e allora lei restava in silenzio, sorridente e ci ascoltava.
Abbiamo capito che alla Madonna piace che noi preghiamo e così abbiamo cominciato a pregare di più. Ricordo che all’inizio si pregava dalle 15 fino alle 18.
Poi alle 18 si pregava come preparazione fino alle 18,45 quando la Madonna appariva. Così era una preghiera molto intensa già dalle 15 e la gente, anche i nostri genitori, le nostre famiglie, tutti hanno sentito il bisogno di fare quello che la Madonna chiedeva.
La Madonna ci ha invitato alla S. Messa come centro della nostra vita e ha detto che la S. Messa non si può cambiare con un’opera di carità, come tante volte noi diciamo: andando a trovare un ammalato, facendo una elemosina, ecc. .
La pace come conversione personale
Poi pian piano la Madonna ci ha invitato anche alla conversione quotidiana e ha cominciato a prepararci per la confessione, come incontro nella verità con Dio.
Lei ci ha invitato alla confessione mensile proprio come stimolo a intraprendere un cammino costante di conversione, un cammino dove ognuno proprio sceglie la via della conversione, la via della santità.
Marija ha collegato la pace tra le nazioni alla trasformazione del cuore e alla responsabilità personale. Ci ha esortato a pregare di più, perché, ci ha spiegato, la pace inizia dal nostro cuore, ed è la nostra conversione personale che può far maturare la pace fra le nazioni.
La Madonna ci invita a ritornare nelle proprie case e a cominciare a pregare. Il primo gruppo deve essere la nostra famiglia.
Io penso che ognuno di voi può diventare responsabile di un gruppo della Regina della Pace, perché la Madonna ci invita a ritornare nelle proprie case e a cominciare a pregare.
La diffusione internazionale del messaggio
Adesso, grazie a Dio, il messaggio è arrivato in Africa, in Australia e ci sono gruppi di preghiera non soltanto in America; persino in Groenlandia ci sono gruppi della Regina della Pace.
Così tante persone hanno cominciato a pregare con noi. Allora noi non sapevamo tante cose, non sapevamo pregare il Rosario, non conoscevamo i misteri… Ma la Madonna ci ha detto: “Pregate il Rosario, imparatelo e aiutate anche gli altri”.
Così abbiamo imparato a pregare i misteri e abbiamo cercato di insegnare agli altri a pregare.
Abbiamo visto che il messaggio della Madonna ha toccato non soltanto i Presidenti degli Stati Uniti e della Russia, ma ha toccato un po’ anche il cuore di tante persone.
La Madonna ci invita alla conversione, alla preghiera e al digiuno come strumenti per la pace. Il racconto della lettera a Reagan e Gorbaciov si inserisce in questo messaggio più ampio, nel quale la pace internazionale viene presentata insieme alla pace nel cuore, nelle famiglie e nelle comunità.
Le cautele sulle notizie attribuite ai veggenti
Un falso messaggio che provoca molta agitazione sta circolando dappertutto. Si tratta di una parola sulla possibile guerra che la Madonna avrebbe detto a Ivan. Non è vero niente.
Ivan stesso ha smentito la cosa, ed è molto seccato e dispiaciuto che venga utilizzato il suo nome per propagare un messaggio falso.
I messaggi che Ivan riceve sono verificabili poiché vengono registrati e ben tradotti. In più, questo falso messaggio circola su Internet da almeno 5 anni, non è una novità.
La Vergine parla chiaramente al mondo ogni mese attraverso i suoi messaggi del 25 e del 2, perché dovrebbe lanciare un messaggio da dietro le quinte su un argomento tanto cruciale?
D’altra parte, leggendo questo falso messaggio, salta agli occhi che non è impostato nello stile della Gospa a Medjugorje.
Possa ciascuno di noi rifiutare questo messaggio tutte le volte che ci arriva, perché esso semina malessere e nuoce molto a Medjugorje con il suo aspetto allarmante e stressante.
Cari fratelli e sorelle, non perdiamo il nostro tempo a chiacchierare su dei messaggi che non esistono e che seminano solo paura. Impieghiamo invece il nostro tempo a lottare contro la guerra, mettendo in pratica ciò che il Cielo ci dice attraverso Gesù nel Vangelo e attraverso la Madre di Gesù a Medjugorje.
La prospettiva della testimonianza
Lei è arrivata con il nome di Regina della Pace, chiede, supplica tutti noi di essere strumenti della pace “In questo mondo senza Dio e senza pace” dice la Madonna.
Io penso che solo pregando possiamo sempre più dire : Signore grazie per questo dono! Perché tu stai cercando di convertirmi da uomo vecchio, attaccato al mondo, alla terra, ci stai elevando verso la vita eterna, verso la santità, verso il Paradiso!
Tutti noi abbiamo quel desiderio di Paradiso nel cuore questo lo vogliamo condividere con tutti i pellegrini che vengono qui.
Io devo dire che ho avuto una bellissima esperienza incontrando la Commissione e non sto aspettando con paura, non ho paura perché se tutto questo è un’opera di Dio - e io credo sia opera di Dio - nessuno potrà distruggerla.
Se non è da Dio sarà distrutta subito! Per questo io ringrazio il buon Dio per il grande dono, io riconosco che è dono di Dio perché non è opera né mia né degli altri veggenti, non è opera di frati, non è opera di pellegrini ma è un invito della Madonna - come dice la Madonna: Dio le ha permesso di essere in mezzo a noi.
La lettera di Marija a Reagan e il successivo tentativo di inviarne una copia a Gorbaciov sono dunque ricordati nel quadro più ampio della preghiera per la pace e del disarmo nucleare. La documentazione riportata riferisce con certezza il racconto dell’invio e del tentativo di consegna, mentre precisa che della ricezione diretta da parte di Gorbaciov non furono disponibili ulteriori notizie.
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