“Urbi et Orbi” è una locuzione latina la cui traduzione letteraria è “Alla città e al mondo”, dove “alla città” sta per Roma. Con questo termine si indica la solenne benedizione impartita dal Papa ai fedeli di Roma e del mondo: questo significa che la benedizione è rivolta a tutto il mondo cattolico.
La benedizione apostolica Urbi et Orbi è la prima benedizione pubblica di un Papa subito dopo l’elezione. Viene inoltre impartita dal Pontefice nei giorni di Natale e Pasqua. È un fatto eccezionale della liturgia, perché il Papa concede ai credenti l’indulgenza plenaria dai peccati.
La Salus Populi Romani: il dipinto legato alla preghiera Urbi et Orbi
Salus Populi Romani (in italiano «salvezza del popolo romano», nell’accezione di «protettrice») è il titolo dato nel XIX secolo all’icona bizantina raffigurante la Madonna col Bambino che si trova nella cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. L’immagine appartiene alla tradizione delle icone attribuite a San Luca, ma in realtà secondo gli studi più recenti sarebbe opera di un autore anonimo datata tra il IX e il XII secolo.
Rappresenta Maria con il figlio in braccio, che con una mano benedice e con l’altra tiene il libro. Di grandi dimensioni per un’icona (117 x 79 cm), è un dipinto. La Vergine, indossa un manto azzurro scuro filettato d’oro sopra ad una veste violacea, ed ha il Bambino Gesù in braccio che regge un libro con la mano sinistra, probabilmente un evangeliario, e con la destra fa un gesto di benedizione.

Descrizione dell’icona
La figura di Gesù inoltre, ha gli occhi rivolti verso la madre che invece si rivolge, con lo sguardo, direttamente all’osservatore. Si tratta di una Madonna Odigitria, cioè colei che indica la via che è il Figlio.
I volti della Madre di Dio e del Bambino sono di una bellezza affascinante: i loro occhi ci fissano in modo amorevole e penetrante. Nella mano sinistra Maria tiene un fazzoletto, pronta ad asciugare le lacrime di chi piangente si rivolge a lei per chiedere aiuto.
Le lettere greche sullo sfondo sono le abbreviazioni di mèter theoù, “madre di Dio”, secondo la definizione del concilio di Efeso.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Titolo | Salus Populi Romani |
| Soggetto | Madonna col Bambino |
| Collocazione | Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma |
| Datazione | Tra il IX e il XII secolo |
| Autore | Anonimo |
| Dimensioni | 117 x 79 cm |
| Tipologia | Madonna Odigitria |
| Attributi | Libro, gesto di benedizione e fazzoletto |
Il significato dell’immagine
La Madonna Odigitria è colei che indica la via che è il Figlio. Lo sguardo di Maria rivolto direttamente all’osservatore e quello di Gesù rivolto verso la madre costruiscono un rapporto visivo essenziale: la Vergine conduce chi guarda verso Cristo, mentre il Bambino porta con sé il libro e il gesto della benedizione.
Nella mano sinistra Maria tiene un fazzoletto, pronta ad asciugare le lacrime di chi piangente si rivolge a lei per chiedere aiuto. I volti della Madre di Dio e del Bambino sono di una bellezza affascinante: i loro occhi ci fissano in modo amorevole e penetrante.
La devozione dei pontefici
L’icona è sempre stata oggetto di una particolare devozione da parte dei pontefici: nel 593 papa Gregorio I portò la portò in processione per far cessare la peste che in quel tempo imperversava su Roma. Nel 1571 papa Pio V pregò l’icona per implorare la vittoria nella battaglia di Lepanto.
Nel 1837 papa Gregorio XVI l’ha invocata per chiedere la fine di una epidemia di colera. La storia della Salus Populi Romani è quindi legata a momenti nei quali la comunità cristiana ha chiesto protezione, consolazione e liberazione da gravi pericoli collettivi.
La preghiera di Papa Francesco durante la pandemia
Papa Francesco nella Terza Domenica di quaresima del 2020, nel deserto di Roma, ha invocato questa icona affinché salvi l’umanità intera dal Coronavirus. “Signore, non lasciarci nella tempesta” E’ con particolare forza che Papa Francesco ha rivolto un invito a partecipare spiritualmente al momento di preghiera di venerdì 27 marzo 2020.
Di fronte ad una Piazza San Pietro vuota, ma “piena” della presenza spirituale dei fedeli attraverso i mezzi di comunicazione, dal Sagrato della Basilica di San Pietro, il Papa dà con il Santissimo Sacramento la Benedizione “Urbi et Orbi”. E quindi, qui, sono puntati gli occhi del mondo.
Un evento sicuramente straordinario, in un periodo particolare, dove il mondo è in ginocchio per la pandemia. Un momento di grazia straordinario che concede un’opportunità di vivere con fede e speranza questo tempo di sofferenza e paura.
Era il 27 marzo di un anno fa. Un'immagine simbolo che ha lasciato il segno, anche 12 mesi dopo. Urbi et Orbi in solitaria.
Credenti o no, l’impatto della pandemia non risparmia nessuno. E quell’uomo solo, rimpicciolito di fronte alla vastità spettrale del sagrato di San Pietro, sotto la pioggia battente ad annerire ancor di più il mondo esterno, di colpo diventa la voce di una sofferenza che rimbomba ovunque, per diventare la sofferenza di tutti.

Le due immagini sul sagrato di San Pietro
E ad accompagnare questo speciale momento di preghiera sono proprio l’icona della Salus Popoli Romani e il Crocifisso della Chiesa di San Marcello al Corso, le due immagini che il Papa è andato a venerare domenica 15 marzo proprio per invocare la fine della pandemia.
Due immagini legate entrambe alla preghiera per la cessazione di epidemie. Due immagini che esprimono l’amore totalmente donato e che chiedono di alzare gli occhi al Cielo e avere fede.
Nei pressi del cancello centrale della Basilica Vaticana sono stati collocati l'immagine della Salus Populi Romani e il Crocifisso di San Marcello. Dopo l'ascolto della Parola di Dio, Papa Francesco ha tenuto una meditazione.
Il Santissimo Sacramento è stato esposto sull'altare collocato nell'atrio della Basilica Vaticana. Dopo la supplica, il rito della Benedizione eucaristica "Urbi et Orbi". Il cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro, pronuncia la formula per la proclamazione dell’indulgenza.
La benedizione Urbi et Orbi
La Benedizione Urbi et Orbi ("alla città [sottinteso: di Roma] e al mondo") è quella benedizione che il Papa impartisce dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro in alcune occasioni particolari, le più importanti delle quali sono il giorno della sua elezione e i giorni di Natale e di Pasqua.
È rivolta ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro (Urbi), ma si apre all'universalità (Orbi). La formula della benedizione è la seguente:
Sancti Apostoli Petrus et Paulus, de quorum potestate et auctoritate confidimus, ipsi intercedant pro nobis ad Dominum. Amen.
Precibus et meritis beatæ Mariae semper Virginis, beati Michaelis Archangeli, beati Ioannis Baptistae et sanctorum Apostolorum Petri et Pauli et omnium Sanctorum misereatur vestri omnipotens Deus et dimissis omnibus peccatis vestris, perducat vos Iesus Christus ad vitam aeternam. Amen.
Indulgentiam, absolutionem et remissionem omnium peccatorum vestrorum, spatium verae et fructuosae pænitentiæ, cor semper pænitens et emendationem vitae, gratiam et consolationem sancti Spiritus et finalem perseverantiam in bonis operibus, tribuat vobis omnipotens et misericors Dominus. Amen.
Et benedictio Dei omnipotentis: † Patris et Filii et Spiritus sancti descendat super vos et maneat semper.
La traduzione della formula
I Santi Apostoli Pietro e Paolo, nei poteri e nell'autorità dei quali confidiamo, intercedano per noi presso il Signore. Così sia.
Per le preghiere e i meriti della Beata sempre Vergine Maria, del Beato San Michele Arcangelo, del Beato San Giovanni Battista e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, Dio Onnipotente abbia misericordia di voi e rimessi a voi tutti i vostri peccati, Gesù Cristo vi conduca alla vita eterna. Così sia.
Il Signore Onnipotente e misericordioso vi conceda indulgenza, assoluzione e remissione di tutti i vostri peccati, estensione di vera e fruttuosa penitenza, cuore sempre penitente ed emendamento di vita, grazia e consolazione dello Spirito Santo e perseveranza finale nelle buone opere. Così sia.
La benedizione di Dio Onnipotente: † Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Che cos’è l’indulgenza plenaria
È la remissione, e quindi cancellazione, totale o parziale della pena temporale dovuta per i peccati già confessati e perdonati sacramentalmente. L'indulgenza plenaria cancella dunque non solo il peccato ma anche la pena temporale che dovrà essere scontata o sulla terra con preghiere, penitenze od opere di carità, o in Purgatorio.
A chi fu rivolta l’indulgenza durante la pandemia
In virtù della situazione attuale di condizioni particolari che non prevedono la presenza fisica alle celebrazioni, Francesco concede l'Indulgenza plenaria ai malati di coronavirus, agli operatori sanitari, ai familiari e a quanti, con modalità differenti, si prendono cura di chi sta male.
In particolare, è concessa ai fedeli sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell'autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l'animo distaccato da qualsiasi peccato, si sono uniti "spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell'Inno Akàthistos alla Madre di Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell'Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione", o se almeno recitano "il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile".
Il valore simbolico dell’Urbi et Orbi del 27 marzo
Il tempo è passato, ma la pandemia è ancora tra noi. Intanto Papa Francesco ha continuato la sua opera e nemmeno un mese fa ha affrontato un pericoloso pellegrinaggio in Iraq.
Le macerie, le ferite, le mascherine, ma un’unica convinzione: la vita che può ricominciare anche dove la civiltà è nata, ma dove le guerre l’hanno più piegata. Una speranza che Francesco ha cercato di inserire come colla, tra altre due parole, vicinanza e distanza, che la pandemia ha divaricato, creando il fronte di un’altra diseguaglianza.
Intanto, dopo aver invocato più volte un vaccino per tutti, proprio sotto Pasqua ecco la promessa che diventa azione con 1200 poveri che, durante la Settimana Santa, verranno vaccinati in Vaticano.