Gabriele Pietro Amorth è stato uno dei più celebri esorcisti della Chiesa cattolica e una figura di riferimento internazionale nel dibattito sui fenomeni diabolici, sulla demonologia e sulla pratica dell’esorcismo. All’età di 86 anni eseguiva ancora dagli 8 ai 10 esorcismi al giorno, comprese le domeniche e il giorno di Natale.
Nel libro L’ultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana, scritto con Paolo Rodari, padre Amorth racconta la propria vita, la formazione religiosa, l’ingresso nel sacerdozio, l’apprendistato con padre Candido Amantini e le esperienze maturate durante il lungo ministero di liberazione. Il racconto presenta possessioni, pratiche magiche, spiritismo, satanismo e storie di persone tormentate, ma riflette anche sul ruolo della Chiesa, sulla fede e sulla responsabilità degli esorcisti.

Chi era padre Gabriele Amorth
Gabriele Pietro Amorth nacque a Modena il 1° maggio 1925 da Mario, avvocato, e Giuseppina Tosi, ultimo di cinque figli maschi, e crebbe in una famiglia in cui visse la formazione spirituale e pastorale dell’Azione Cattolica. Dopo gli anni universitari in seno alla Fuci, l’esperienza come partigiano cattolico, l’impegno politico nella Democrazia Cristiana, Gabriele diventerà non solo presbitero, ma sarà ricordato come il più celebre esorcista del XX secolo.
Prima di diventare sacerdote fece la guerra, fu partigiano e prese una laurea in Giurisprudenza. Nato da una famiglia religiosa legata all’Azione Cattolica, è stato membro della FUCI. Laureato in giurisprudenza, è entrato a far parte della Società di San Paolo e quindi ordinato sacerdote nel 1954.
Quando Andreotti venne promosso alla segreteria della presidenza del Consiglio mi proposero di prendere il suo posto. Non ci pensai un solo istante. Lasciai la politica. e cercai il mio posto tra i fedelissimi di Dio. Arrivai a don Alberione. Divenni paolino. venni ordinato prete nel 1954.
Ha pubblicato molti articoli sulla rivista cattolica «Famiglia Cristiana». Appassionato di mariologia, è stato per molti anni direttore del mensile «Madre di Dio». È membro della Pontificia Accademia Mariana Internazionale.
Dalla politica al sacerdozio
La sua scelta sacerdotale rappresentò una svolta rispetto alla formazione giuridica e all’impegno politico. Padre Amorth entrò nella Società San Paolo e fu ordinato sacerdote nel 1954, dedicandosi in seguito alla mariologia, alla comunicazione religiosa e all’attività editoriale.
La sua esperienza come direttore della rivista «Madre di Dio» contribuì a definire il profilo di un sacerdote interessato alla devozione mariana, alla formazione spirituale e alla divulgazione della dottrina cattolica. In seguito, questa sensibilità mariana avrebbe avuto un ruolo importante anche nella sua concezione della lotta contro il Male.
L’incarico di esorcista a Roma
La svolta inattesa arrivò quando il cardinale Ugo Poletti, a Roma, lo invitò ad affiancare un altro grande esorcista, padre Candido, affidandogli l’incarico ufficiale. Dal 1986 è esorcista nella Diocesi di Roma per mandato del cardinale vicario Ugo Poletti.
Padre Amorth si formò alla scuola di padre Candido Amantini, l’esorcista della Scala Santa. Nel 1990 ha fondato l’Associazione internazionale degli esorcisti, di cui è stato presidente fino al 2000. Attualmente ne è presidente onorario.
Don Gabriele sicuramente si è fatto scudo del Rituale e della sua familiarità col suo maestro padre Candido Amantini, l’esorcista della Scala Santa, ma nulla mette in discussione la manifestazione dei doni della fortezza e dell’intelletto che derivano dallo Spirito Santo.
Tante cose, troppe cose, non si leggono nei testi, ma si imparano solo con la pratica. Per questo ho pensato di mettere per iscritto le esperienze mie, dirette dalla grande esperienza di padre Candido […]. Scrivo cose che non si trovano in nessun altro libro.
La formazione pratica dell’esorcista
Secondo padre Amorth, la preparazione teorica non era sufficiente per affrontare la complessità dei casi. L’esperienza concreta, il discernimento e la conoscenza del Rituale costituivano elementi essenziali del ministero.
È frutto di totale inesperienza aspettarsi, prima degli esorcismi, quel tipo di segni che il più delle volte si manifesta soltanto durante gli esorcismi, o dopo di essi, o in seguito a tutta una serie di esorcismi.
Il suo maestro gli ricordava inoltre il valore dell’umiltà e della disciplina: «Non peccare di superbia. Fa’ quanto devi fare e non porti troppe domande. Non lo sai? Noi non siamo altri che servi inutili.»
Gli esorcisti sono preti che operano per mandato conferito loro dalla Chiesa. I laici non hanno qusto mandato!
Il ministero dell’esorcismo
Per padre Amorth l’esorcismo non era una rappresentazione spettacolare né una pratica autonoma riservata alla curiosità verso l’occulto. Era un ministero ecclesiale esercitato da un sacerdote incaricato dalla Chiesa e orientato alla liberazione della persona.
Chi compone il numero telefonico dello studio di padre Amorth sente dall'altra parte la voce gracchiante di una segreteria: "Per ottenere un consulto il richiedente deve inviare i seguenti referti medici e psichiatrici. ". Segue l'elenco degli esami clinici. Solo dopo il vaglio dei responsi specialistici, il sacerdote decide se ricevere il presunto indemoniato.
Questo procedimento mostra l’importanza attribuita al discernimento e alla collaborazione con le competenze mediche e psichiatriche. L’esorcismo, nella prospettiva descritta da Amorth, non doveva sostituire l’analisi clinica né ignorare le possibili cause psicologiche o fisiche dei disturbi.
Come in un thriller ben congegnato Padre Amorth, nella sua lotta contro il male, si avvale della collaborazione di un sensitivo detto “Il Professore” e di un medico psicologo che, nei casi dubbi, recita in silenzio una preghiera per verificare se ha di fronte un pazzo o un indemoniato.
Le fasi della liberazione
Padre Gabriele Amorth Enumeri i vari passaggi che culminano con “l’espulsione”. A volte accade il primo giorno, a volte dopo alcuni decenni. A ogni evento occorre il suo tempo per maturare.
Ogni esorcismo è un caso a se stante. Anche gli esorcisti devono scoprire strada facendo quale loro azione è la più efficace contro Satana.
L’esorcista deve stanarlo. deve obbligarlo a rivelargli il suo nome. e poi, nel nome di Cristo, deve obbligarlo a uscire.
Il sacerdote considerava essenziale mantenere fermezza e lucidità durante la celebrazione: «Non devo cedere. Non devo arrendermi ora. Non devo mostrarmi spaventato. Devo continuare l’esorcismo con autorità. Sono io che conduco il gioco. Non lui.»
La liberazione poteva richiedere tempo e non sempre coincideva con una singola celebrazione. Gli esorcismi potevano durare anni: c’è chi, come un pensionato svizzero, muore col diavolo in corpo e chi, come Gloria, in coma ha visto l’inferno.
La centralità di Gesù Cristo
Padre Amorth sottolineava che il sacerdote non agisce per una propria forza personale, ma come tramite di Cristo. «Non chiedo la conversione di nessuno. La conversione è un dono di Dio. Chiedo solo che si sappia chi è colui che libera. Chi libera si chiama Gesù Cristo. Io libero nel nome di Cristo.»
La vera arma è Lui, il Figlio di Dio, l’esorcista è un Suo tramite. Resta il fatto che Gesù, con la sua resurrezione, ha vinto tutto, e quindi ha vinto anche il demonio.
Questa impostazione impediva di interpretare l’esorcista come un protagonista dotato di poteri personali. Il suo servizio presbiteriale era fondato sulla fede, sul mandato ecclesiale e sulla convinzione che la liberazione avvenisse nel nome di Cristo.
Fede, carità e servizio
Perché don Amorth parlò costantemente del Maligno e dei fenomeni diabolici straordinari? Dall’analisi dei suoi scritti, delle sue interviste, ma soprattutto avendolo conosciuto, emerge chiaramente che egli era mosso dall’amore per l’uomo.
Inoltre, il suo apostolato editoriale messo a disposizione della demonologia e della prassi esorcistica era mosso unicamente dalla forte carità che viveva verso i battezzati e non battezzati vittime di Satana.
Don Amorth è stato il più celebre esorcista del XX secolo perché con il suo grande amore verso i «più poveri tra i poveri» non ha avuto timore di attirarsi precomprensioni negative comunicando al mondo intero la sofferenza che tanti fedeli vivevano a causa dei fenomeni diabolici straordinari.
Il suo amore lo ha reso “celebre” perché ha esplicitato tale concetto nella logica del vangelo di Gesù di Nazaret: «Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10, 43-44).
Don Amorth è poi “celebre” perché ha messo in pratica il potere del servizio - fino a pochi mesi prima della sua morte avvenuta a Roma a 96 anni il 16 settembre 2016 - a favore di una particolare fascia di persone che rientrano tra gli ultimi.
Il potere del suo servizio presbiteriale è stato vissuto quando aiutava gli esorcizzandi a liberarsi da tanti oggetti maleficiati che venivano espulsi durante l’azione liturgica degli esorcismi, restituendo loro pace e serenità, per di più senza aver timore di comunicarlo a tutto il mondo anche mediante i mass media, anzi ricordando ai teologi negazionisti dell’esistenza di Satana e della sua azione straordinaria che tale esperienza appartiene al magistero liturgico esorcistico.
Satana, magia e fenomeni diabolici
Una delle sue denunce principali era quella di segnalare la presenza di Satana dietro quello che si presentava come l’apparente innocuo fenomeno della magia.
Don Amorth denunciò l’operato di Satana dietro le illecite attività dei maghi, la pericolosità che si nasconde dietro le sedute spiritiche, la diffusione del satanismo e delle messe nere, ma soprattutto ripristinò in seno alla teologia la questione spinosa del maleficio.
Nel libro vengono richiamati anche episodi legati a sette sataniche, alla magia, allo spiritismo e alla superstizione. Satana abita le stanze del Vaticano; la scomparsa di Emanuela Orlandi è un mistero dietro il quale si nascondono sette sataniche; magia, spiritismo e superstizione si nascondono dietro l'omicidio della suora di Chiavenna e di altri efferati delitti perpetrati da adolescenti come Erika e Omar.
La possessione a volte inizia quando ancora sono nella pancia della mamma.
Il male c’è. È un dato di fatto. Va combattuto. Non va spiegato.
Il maleficio e la responsabilità umana
La riflessione di Amorth sul maleficio si inseriva in una concezione più ampia dell’azione del Male. Per il sacerdote, il problema non riguardava soltanto i casi di possessione, ma anche le pratiche attraverso cui le persone cercavano di danneggiare altri individui ricorrendo alla magia o a rituali ritenuti occulti.
Il tema del male veniva inoltre collegato alle scelte umane e alle tentazioni del mondo. Soldi, anzitutto, poi potere e sesso. Sono queste le lusinghe del demonio.
Il libro presenta questa denuncia come un invito alla vigilanza spirituale e morale, rivolto tanto ai singoli fedeli quanto alla Chiesa. La lotta contro il maligno, cominciata all'origine del mondo, è destinata a durare fino alla fine dei tempi, ma siamo alla battaglia finale.
La critica alla Chiesa contemporanea
Nel suo lungo racconto, Amorth trova il coraggio di lanciare una sconvolgente denuncia: la Chiesa non crede più all'esistenza del Demonio, i vescovi non nominano più esorcisti nelle loro diocesi, Satana abita le stanze del Vaticano e non ci sono più giovani preti disposti a imparare la dottrina e la pratica della liberazione delle anime.
Nel lungo racconto, padre Amorth lancia infine una sconvolgente denuncia: la Chiesa non crede più all'esistenza del demonio, i vescovi non nominano esorcisti nelle loro diocesi e non ci sono più giovani preti disposti a imparare la dottrina e la pratica della liberazione delle anime.
Il terzultimo capitolo è dedicato al rimpianto dei tempi in cui non si negava, da parte dei ministri del culto, la presenza di Satana: un arcivescovo te l’ha detto chiaramente che per lui sono tutte fantasie.
Lo sapevano bene Papa Leone XIII che lo vide, Paolo VI che diede importanti, ma inascoltati avvertimenti e Giovanni Paolo II che faceva, egli stesso, esorcismi.
Una volta Satana mi ha parlato a lungo di Giovanni Paolo II. Ricordo ancora la voce roca del principe delle tenebre. Mi parlò poco prima di andarsene dalla persona che possedeva. Fu come una confessione che volle farmi prima che col potere di Cristo riuscissi a scacciarlo.
Il rapporto tra esorcismo e teologia
La demonologia e la prassi esorcistica iniziarono grazie a lui a rimettere in discussione il loro posto in seno alla ricerca teologica. Rispetto alla prassi esorcistica, con don Amorth si sono aperti orizzonti riflessivi molto esigenti nella loro trattazione, come ad esempio un particolare aspetto della questione teologica del maleficio.
Il suo pensiero teologico è stato supportato dalla sua tenacia caratteriale, perché una personalità dai tratti forti e coraggiosi non teme di mettere per iscritto e comunicare al mondo intero esperienze del genere.
Vita mistica e lotta contro Satana sono inscindibili. Nell’esperienza spirituale di don Amorth la vita mistica è autentica conformazione a Cristo che implica - egli spiega in Il segno dell’esorcista (2013) - «una scelta che comporta una grande battaglia spirituale. Perché quando si sceglie Cristo il diavolo si scatena».
L’esorcismo diventa nell’ultimo periodo della vita di don Amorth un sacramentale in funzione della carità. Da ciò deriva un importante principio teologico senza il quale è impossibile riflettere in teologia sulla liberazione dai fenomeni diabolici straordinari: senza una vita vissuta nella carità non si può né combattere né liberarsi da Satana.
La carità come difesa spirituale
Colui che vive nella carità diventa esorcista di sé stesso, un concetto teologico che in don Amorth è descritto con una precisa terminologia in un libro scritto con don Stefano Stimamiglio un anno prima della morte: «Aiutare chi soffre a mettere in moto un’azione personale di presa di autorità sul male e sul Maligno, affinché quest’ultimo non abbia mai l’ultima parola».
Il credente, in questa prospettiva, non viene presentato come spettatore passivo della lotta spirituale. La preghiera, la confessione, il digiuno e una vita orientata alla carità diventano strumenti attraverso i quali la persona partecipa al proprio cammino di liberazione.
I credenti devono farsi forti di armi come confessione, preghiera e digiuno. Il consiglio non è guardarsi alle spalle, ma dentro consapevoli che, chiuso il libro, la storia continua.
Le persone colpite dal male
Il diavolo si impossessa di atei e credenti, di persone pie e di peccatori, e attraverso riti e preghiere di liberazione padre Gabriele cerca di alleviare le pene di molte persone.
In fondo le possessioni si possono leggere anche così: come attacchi violenti del demonio che, indiscriminatamente, colpiscono anche gli innocenti.
È dura la lotta contro il diavolo. Ed è una lotta che si può anche perdere. È una lotta che noi esorcisti combattiamo in prima linea. Ma con noi a combattere ci sono anche i posseduti. Anche loro combattono. E lo fanno con atroci sofferenze.
Il libro racconta fenomeni e situazioni attribuiti all’azione del maligno che coinvolgono bambini, adulti, religiosi, persone credenti e non credenti. Lucifero non risparmia nessuno: bambini, animali, preti e suore, tra le sue prede preferite.
Le storie raccontate nel libro
Rivive in queste memorie una serie impressionante di storie che testimoniano della potenza del Male e del Maligno. Il volume presenta possessioni atroci, storie sconvolgenti e dialoghi tra esorcisti e presunti demoni.
Le pagine sono percorse dalla voce degli angeli ribelli: i terribili dialoghi tra gli esorcisti e i demoni tolgono il fiato, specialmente quando innocui italiani, nemmeno troppo istruiti, parlano improvvisamente in aramaico antico con toni da oltretomba.
A volte le parole del diavolo sono incomprensibili. A volte il suo è soltanto un lungo ululato.
Nell’inferno c’è una gerarchia. i diavoli sono più importanti anche a seconda del nome che portano.
È quando il demonio rompe la finzione ed esce allo scoperto.
Secondo la narrazione, l’identificazione del nome del demonio costituisce uno dei momenti più delicati del rito. Il nome, nella prospettiva esposta da Amorth, può indicare la natura o il grado dell’entità e rendere più specifica la preghiera di liberazione.
Bambini, cronaca nera e casi controversi
Il libro affronta anche episodi di particolare durezza, tra cui casi riguardanti bambini e adolescenti. Sono in crescita i fenomeni di bambini posseduti da presenze oscure.
Il capitolo Bambini che diventano killer è così terribile che decido di saltarlo nella mia reazione, anche se voglio riportare una frase che mi duole dentro: «La possessione a volte inizia quando ancora sono nella pancia della mamma.»
Perfino in celebri casi di cronaca nera pare spuntare la sua coda: dall’orrendo omicidio di Suor Laura Mainetti alla scomparsa di Emanuela Orlandi. E la sua ombra si distende sul rock cosiddetto satanico e sulle ambigue figure di santoni e maghi come Sai Baba e Aleister Crowley.
I fatti raccontati possono essere ritenuti pura fantasia. Io ritengo siano veri.
Queste affermazioni appartengono alla prospettiva testimoniale e religiosa dell’autore e non equivalgono, da sole, a una verifica scientifica dei singoli episodi. A pagina 45 parli di una lievitazione da parte di un posseduto, a cui hai assistito: è un fatto non riproducibile, né attestabile, né falsificabile: è un fatto religioso. Che ognuno ci creda come può.
La dimensione ecclesiale dell’esorcismo
Padre Amorth insisteva sul fatto che l’esorcismo dovesse rimanere inserito nella vita della Chiesa. Il sacerdote opera per mandato e non può trasformare il rito in una pratica privata o in una dimostrazione di potere.
A pagina 123 dici che tutti, anche “il Papa”, “è immune dagli attacchi del male”. La riflessione distingue quindi tra la vulnerabilità umana agli attacchi e la responsabilità propria dell’ufficio ecclesiale.
Il libro richiama anche la trasformazione storica del cristianesimo e il rischio di un’eccessiva compromissione con il potere mondano. Il pericolo mondano per la tua religione è occorso nel 313 d. C., data dell’“editto di Costantino”, che fece “del cristianesimo la religione dello stato”.
La fama internazionale
In molti lo conoscono come il più autorevole esorcista a livello mondiale, intervistato dalla stampa cattolica e laica, invitato in decine di trasmissioni televisive, protagonista di migliaia di pagine sul web.
Gli aspetti psicologici della sua forte e stabile personalità lo hanno tanto aiutato a non temere di parlare di Satana ovunque, dall’ambone alla televisione, ma ciò che gli ha permesso di diventare “celebre” è stata la sua vita mistica, mediante la quale ha ricordato al mondo che gli esorcizzandi hanno bisogno dell’amore della Chiesa.
Padre Amorth non si smentisce mai nella sua scrittura pulita, semplice, piacevole e scorrevole, ma la tempo stesso coinvolgente. Nella lettura dei suoi libri, non si trova la semplice curiosità forse morbosa dell’occulto, dello spaventoso, bensì Dio, la fede, la luce, anche per chi non l’aveva o dubitava.
Padre Gabriele Amorth mi pare una persona umile, saggia, simpatica e assai comunicativa.
Padre Amorth come autore
Il primo libro, Un esorcista racconta, nacque dalla volontà di mettere per iscritto esperienze che non si trovavano nei testi tradizionali. Il lavoro editoriale rese accessibile a un pubblico ampio una materia normalmente riservata alla formazione teologica e pastorale.
Il suo apostolato editoriale messo a disposizione della demonologia e della prassi esorcistica era mosso unicamente dalla forte carità che viveva verso i battezzati e non battezzati vittime di Satana.
L’ultimo esorcista di padre Amorth è un libro assai complesso ma, al contempo, facile da commentare. E questo lo si deve, intuisco, in buona parte all’opera del trascrittore Paolo Rodari.
In entrambi i libri di memoria, il protagonista parla chiaro, conciso quanto serve, immaginifico senza mai esagerare. Si intuisce che, senza uno scrittore capace di narrare, sarebbe stato tutto diverso e forse caotico.
L’ultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana
L’ultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana è stato pubblicato con Paolo Rodari e presenta il racconto della lunga vita di Amorth in lotta contro Satana. Il libro più letto di padre Amorth, il più autorevole esorcista della Chiesa cattolica, scomparso nel 2016.
Qui, all’età di 87 anni, con oltre 160.000 esorcismi praticati, racconta la sua lunga vita in lotta contro Satana: possessioni atroci, storie sconvolgenti, narrate per mettere in guardia l’uomo comune ma anche la Chiesa stessa, colpevole per il sacerdote di non credere più nell’esistenza del demonio.
Una nuova introduzione di Paolo Rodari illumina sull’eredità di questo grande personaggio e spiega perché la sua figura continui a destare grandissimo interesse in tutto il mondo.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Titolo | L'ultimo esorcista - La mia battaglia contro Satana |
| Autori | Gabriele Amorth - Paolo Rodari |
| Editore | Piemme |
| Pubblicazione | Aprile 2023 |
| Pagine | 240 |
| ISBN | 978885544765 |
La collaborazione con Paolo Rodari
Paolo Rodari è un giornalista e scrittore italiano. Laureato in scienze politiche con indirizzo storico-politico all’Università Cattolica di Milano, successivamente ha ottenuto il baccalaureato in filosofia e teologia presso l’Università Lateranense e una licenza in teologia fondamentale presso l’Università Gregoriana.
Ha lavorato per diversi quotidiani italiani, tra cui Il Riformista e Il Foglio, fino a collaborare con Repubblica dove nel 2016 è diventato inviato con incarico di vaticanista.
È co-autore di bestseller internazionali con Padre Amorth, pubblicati per Piemme.
La scrittura di Rodari contribuisce a ordinare la testimonianza del sacerdote e a renderla narrativa, senza cancellarne il tono diretto. Il caso di “padre Francesco”, come altri che tu racconti e che Paolo così bene puntualizza, è così vivace, che pare al lettore di vivere la vicenda in prima persona.
Gli ultimi anni e la morte
Padre Amorth continuò a esercitare il proprio ministero fino agli ultimi anni della vita. Don Amorth è poi “celebre” perché ha messo in pratica il potere del servizio - fino a pochi mesi prima della sua morte avvenuta a Roma a 96 anni il 16 settembre 2016 - a favore di una particolare fascia di persone che rientrano tra gli ultimi.
Il volto severo di don Gabriele Amorth contrastava con il suo spiccato senso dell’umorismo e con uno spirito sereno e gioioso.
Il 1° maggio 2025 è ricorso il centenario della nascita di don Gabriele Pietro Amorth, co-fondatore dell’Associazione Internazionale Esorcisti.
L’eredità di padre Amorth
A don Amorth va dunque il nostro vivo ringraziamento per aver ricordato alla Chiesa ed ai teologi che il mistero della redenzione è anzitutto liberazione da Satana, nemico di Dio e dell’umanità costantemente attivo contro l’uomo perché invidioso dell’uomo (cf Sap 2, 24).
L’ultimo esorcista non ha eredi, ma la battaglia contro le potenze delle tenebre è destinata a durare fino alla fine dei tempi.
La demonologia e la prassi esorcistica iniziarono grazie a lui a rimettere in discussione il loro posto in seno alla ricerca teologica.
Il ricordo che di lui porto nel cuore non è anzitutto quello dell’esorcista più conosciuto al mondo. È quello di un sacerdote, di un uomo di grande umanità.