La tomba di Padre Pio a San Giovanni Rotondo è il luogo in cui furono accolte le spoglie di San Pio da Pietrelcina dopo la sua morte e dove si svolse una ricognizione canonica autorizzata dalla Chiesa. L’apertura del sepolcro, eseguita nel massimo riserbo davanti a una commissione di medici e religiosi, avviò l’operazione di esumazione del corpo, che sarebbe stato esposto ai fedeli il 24 aprile.
La sepoltura di Padre Pio avvenne alle 22,30 del 26 settembre 1968, pochi giorni dopo la sua morte, avvenuta il 23 settembre 1968. Il sepolcro si trovava sotto un masso, con un loculo scavato a circa un metro di profondità, e la ricognizione ebbe lo scopo di verificare le condizioni delle spoglie secondo le procedure previste dall’autorità ecclesiastica.

L’apertura della tomba e l’esumazione
Nel massimo riserbo, la commissione medica ha aperto nella notte, a mezzanotte e trenta, la tomba che accoglie le spoglie di San Pio da Pietrelcina, avviando cosi’ l’operazione di esumazione del corpo, che sara’ esposto ai fedeli il prossimo 24 aprile. Il tutto e’ avvenuto davanti a una commissione composta da medici e religiosi.
Presenti ieri sera anche alcuni parenti del Santo. Al termine della serata e’ stato rimosso il blocco monolitico di marmo verde che sovrastava la tomba di Padre Pio, con l’ausilio di quattro “binde” e di sei rulli di teflon.
Infine e’ stato tolto il sottostante gradino di marmo rosa, composto da due lastre a forma di “C”, lasciando a vista uno strato di sabbia bianca. Piu’ lunga e’ stata, invece, la liturgia di ieri sera, cominciata alle ore 22,00.
La liturgia prima della ricognizione canonica
All’inizio della Celebrazione dell’Ufficio delle Letture, presieduta da mons. D’Ambrosio, sono stati letti il Rescritto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Decreto dell’Arcivescovo e l’autorizzazione dell’autorita’ civile.
Quindi ha preso la parola fra Aldo Broccato per spiegare che l’esumazione e la ricognizione canonica esprimono “in primo luogo i sentimenti di profonda umanita’ che la nostra Provincia nutre da sempre verso questo suo figlio illustre che tanto ha amato la Provincia e tanto ha offerto e sofferto per essa”.
“Questo evento - ha proseguito il ministro Provinciale - manifesti sempre piu’ il segno della nostra fede nella comunione dei santi, nella risurrezione della carne e nella vita eterna. Infatti la riesumazione del corpo di san Pio, mentre ci fa guardare da vicino le sue spoglie mortali, pur preziose e care al nostro cuore di uomini, devoti e confratelli, deve spronarci ad alzare lo sguardo verso l’alto, verso la luce della vita di Dio che in Cristo si e’ manifestata nella sua morte e risurrezione”.
Il racconto dell’apertura del sepolcro
”Abbiamo aperto il sepolcro di san Pio che, sapete, e’ sotto un masso dove c’e’ un loculo scavato a circa un metro di profondita’. Abbiamo estratto la prima cassa con tutti i sigilli, io ho verificato i sigilli, li abbiamo rotti e abbiamo aperto la prima cassa, piuttosto arrugginita”.
E’ il racconto dell’apertura della tomba di Padre Pio fatto ai fedeli nella notte da mons.Domenico D’Ambrosio, vescovo di Manfredonia e San Giovanni Rotondo e delegato della Santa Sede per le opere di Padre Pio e per il santuario di San Giovanni Rotondo. Accanto a mons.D’Ambrosio, alcuni componenti della commissione medica che ha partecipato alla cerimonia.
”Probabilmente, e ho chiesto anche ai muratori del tempo, l’intonaco - ha detto il vescovo - era molto fresco quando e’ stato messo e quindi ha creato un po’ di umidita’, che ha rovinato un po’ la cassa, dove ci sono il crocifisso e la scritta con i dati anagrafici di san Pio.
Della seconda cassa e’ stato poi tagliato lo zinco, con grande maestria e anche con tanta devozione e delicatezza”. ”Il sottoscritto e il ministro generale dei padri cappuccini abbiamo - ha aggiunto mons.D’Ambrosio, con un pizzico di emozione - sollevato il coperchio di zinco e c’era la terza cassa, con la lastra di vetro spessa credo 4-5 millimetri”.
Le condizioni delle spoglie
E’ la cassa contenente i resti del santo. ”Li’ per li’ - ha spiegato D’Ambrosio - non siamo riusciti a intravedere bene, perche’ si era creata una forma di condensa sul vetro.
Man mano abbiamo guardato e poi con la commissione abbiamo portato le spoglie di san Pio nella stanza che e’ stata preparata per la ricognizione”. D’Ambrosio ha illustrato le condizioni dei resti di san Pio, sottolineando tra l’altro che ”i tessuti ci sono tutti” e che ”si vedono tra l’altro i piedi, perche’ sapete che i padri cappuccini vengono sepolti scalzi”.
”Non c’e’ nessun segno delle stimmate - ha spiegato subito - perche’ le stimmate sono scomparse”, chiedendo conferma tecnica ad un medico che aveva partecipato alla ricognizione.
Il Tribunale ecclesiastico e le autorizzazioni
L’apertura della tomba e’ stata preceduta, il 28 febbraio, dall’insediamento del Tribunale istituito per l’occasione dall’arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, delegato della Santa Sede per il Santuario e le Opere di Padre Pio.
Il Tribunale e’ presieduto dallo stesso Presule ed e’ composto da: fra’ Francesco Colacelli, sacerdote cappuccino, con il ruolo di delegato dell’Arcivescovo; don Michele Nasuti, del clero diocesano, con l’incarico di promotore di giustizia, e fra’ Francesco Dileo, come notaio attuario.
La commissione dei periti
Con lo stesso documento e’ stata nominata anche la commissione dei periti per l’esumazione e la ricognizione canonica: Orazio Pennelli (medico legale, sovrintendente e direttore dell’area sanitaria della Fondazione “Istituto San Raffaele - G. Giglio” di Cefalu’), Luigi Pacilli (specializzato in Igiene, Medicina preventiva e Statistica sanitaria, direttore sanitario di Casa Sollievo della Sofferenza), Nicola Silvestri (medico legale, direttore sanitario della ASL di Barletta-Andria-Trani), Michele Bisceglia (anatomo patologo di Casa Sollievo della Sofferenza) e Nazzareno Gabrielli (perito del Vicariato di Roma per la conservazione dei santi, biochimico in servizio presso la Santa Sede, che ha gia’ trattato i corpi di numerosi santi e beati, tra cui i papi Giovanni XXIII, Pio IX, Pio X.
| Componente | Ruolo o specializzazione |
|---|---|
| Orazio Pennelli | Medico legale, sovrintendente e direttore dell’area sanitaria della Fondazione “Istituto San Raffaele - G. Giglio” di Cefalu’ |
| Luigi Pacilli | Specializzato in Igiene, Medicina preventiva e Statistica sanitaria, direttore sanitario di Casa Sollievo della Sofferenza |
| Nicola Silvestri | Medico legale, direttore sanitario della ASL di Barletta-Andria-Trani |
| Michele Bisceglia | Anatomo patologo di Casa Sollievo della Sofferenza |
| Nazzareno Gabrielli | Perito del Vicariato di Roma per la conservazione dei santi e biochimico in servizio presso la Santa Sede |
I testimoni della sepoltura del 1968
Il 28 febbraio scorso l’Arcivescovo ha chiamato cinque testimoni della sepoltura di Padre Pio, avvenuta alle 22,30 del 26 settembre 1968: l’ufficiale sanitario dell’epoca, Giovanni Grifa; i muratori Gennaro Ricciardi e Domenico Perno; gli stagnini Antonio e Matteo De Bonis.
A loro mons. D’Ambrosio ha chiesto l’assicurazione di aver trovato il sepolcro nelle stesse condizioni in cui e’ stato lasciato dopo la tumulazione. La loro risposta affermativa e’ stata, poi, confermata con giuramento sul Vangelo.
Il convento dei Cappuccini e la vita di Padre Pio
Fu proprio padre Pio a fondare un Santuario adiacente all’antica chiesa conventuale di Santa Maria delle Grazie, accanto a cui sorge oggi un secondo grande Santuario, inaugurato il 1° luglio 2004 e progettato dal noto architetto Renzo Piano.
Costruito originariamente nel 1540, il convento dei Cappuccini è il luogo in cui il Santo visse, ininterrottamente, dal 4 settembre 1916 fino al 23 settembre 1968, data della sua morte. Fu qui che Padre Pio ricevette le stimmate, nel 1918, e sempre qui si verificarono tutti quegli eventi soprannaturali che portarono alla beatificazione e alla successiva canonizzazione del frate.
Visitare questo convento e affacciarsi alle celle dove Padre Pio condusse la sua esistenza significa fare un salto in luoghi carichi di spiritualità e misticismo: una meta obbligata per devoti e turisti.

Il cimitero di San Giovanni Rotondo
Il cimitero di San Giovanni Rotondo, situato a breve distanza dal Santuario dedicato al santo, accoglie non solo i cittadini del luogo, ma anche figure significative vicine a Padre Pio durante la sua vita.
Tra queste, spiccano i suoi genitori, Grazio Forgione e Giuseppa Di Nunzio, insieme ad altri membri della sua famiglia e collaboratori stretti, come il fratello Michele, la sorella Suor Pia, Maria Pyle, e i suoi direttori spirituali, Padre Benedetto Nardella, Padre Agostino Daniele e Padre Pellegrino Funicelli.
La visita di Papa Francesco alla tomba
Era il 17 marzo del 2018 quando Papa Francesco giunse a San Giovanni Rotondo per visitare la tomba di San Pio e i luoghi che lo videro in vita.
Il Papa era molto legato alla figura del santo di Pietrelcina.