Teofilo: significato biblico, identità e valore simbolico del nome

Nel Nuovo Testamento, Teofilo è il destinatario del Vangelo secondo Luca e degli Atti degli Apostoli. Luca gli dedica entrambe le opere perché possa riconoscere la certezza e la solidità degli insegnamenti ricevuti su Gesù Cristo e sulla nascita della Chiesa.

Il nome Teofilo deriva dal greco antico Θεόφιλος, composto da θεός (theos, “dio”) e φίλος (philos, “amico”, “amato”, “caro”): può quindi essere interpretato come “amico di Dio”, “amante di Dio”, “caro a Dio” o “amato da Dio”.

Chi era Teofilo nella Bibbia

Teofilo era una figura biblica più conosciuta per essere il destinatario del Vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli. È menzionato nel Nuovo Testamento come un convertito cristiano e si crede che fosse un funzionario romano.

Teofilo è maggiormente noto per essere il destinatario del Vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli. È menzionato nel Nuovo Testamento come un convertito cristiano e si crede che fosse un funzionario romano.

Il suo nome compare all’inizio del Vangelo secondo Luca: “Poiché molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto” (Lc 1,1-4).

Gli Atti degli Apostoli iniziano con un riferimento allo stesso destinatario: “Primum quidem sermonem feci de omnibus, o Theophile, quae coepit Iesus facere et docere usque in diem, qua praecipiens apostolis per Spiritum sanctum, quos elegit, adsumptus est” (Ad. Ap. 1,1-2).

ElementoInformazione
NomeTeofilo
Lingua d’origineGreco antico
SignificatoAmico di Dio; amante di Dio; amato da Dio
Opere dedicateVangelo di Luca e Atti degli Apostoli
Appellativo usato da LucaIllustre Teofilo; eccellentissimo
Identità storicaIgnota

Il significato del nome Teofilo

Teofilo in greco significa “amante di Dio” o “amato da Dio”. Il nome ha quindi un significato affettivo e religioso insieme: indica una persona che ama Dio oppure una persona amata da Dio.

Non è solo il nome di una persona concreta, ha anche un significato simbolico. “Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi, come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola, è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall'origine, di scrivertene per ordine, illustre Teofilo, perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate”.

In questa frase dell'inizio del Vangelo secondo San Luca c'è un profondo contenuto. Se comprendiamo questa frase, capiremo più facilmente tutto il Vangelo.

Gli stessi termini, però invertiti di posizione, compongono anche il nome Filoteo.

Teofilo: persona storica o destinatario simbolico

È stato dunque un uomo in carne e ossa, oppure è un nome metaforico riferito, in virtù del suo significato, a tutti i cristiani?

Ebbene, chi era questo Teofilo, unico destinatario dei due scritti lucani? L’evangelista, con le due dediche di per sé, imita una prassi diffusa tra gli autori ellenistici, quella di intitolare le loro opere a mecenati, benefattori, sostenitori o amici.

Ora si sa che il nome Teofilo era stato adottato anche dagli ebrei. Quindi non siamo in grado di definire le origini di questo personaggio - ufficiale romano? - che si era convertito al cristianesimo e che Luca voleva condurre verso una conoscenza più solida e compiuta, sia della storia e del messaggio di Cristo sia delle vicende della Chiesa.

Teofilo è nato nel I secolo d.C. e si crede che fosse di origine greca. Si pensa che fosse figlio di un funzionario romano, forse un procuratore o un prefetto.

Si pensa che fosse un mecenate della Chiesa cristiana primitiva e si ritiene fosse un uomo ricco. Si crede fosse un patrono della Chiesa cristiana primitiva e si ritiene fosse un uomo ricco.

Si crede avesse un fratello di nome Lucio.

Il titolo “illustre” o “eccellentissimo”

C’è un segnale: l’appellativo con cui Luca gli si rivolge, in greco kràtiste, che per certi versi potrebbe essere simile al nostro “eccellenza”.

Il titolo in latino aveva come equivalente la forma clarissimus, in pratica “illustrissimo, egregio”, ed era riservato ai membri dell’ordine senatoriale ed equestre.

L’appellativo “eccellentissimo” può indicare che Teofilo ricopriva qualche particolare carica, ma potrebbe essere semplicemente un’espressione di grande stima.

“Eccellentissimo” lo chiama Luca (1,3).

Il titolo non permette quindi di stabilire con certezza quale fosse l’incarico di Teofilo. Può indicare una posizione sociale elevata, una carica ufficiale oppure una formula rispettosa rivolta a una persona stimata.

Teofilo come cristiano istruito nella fede

Pare che Teofilo fosse un cristiano al quale era stata insegnata oralmente la verità riguardo a Gesù Cristo e al suo ministero. Le informazioni scritte da Luca servirono a confermargli l’accuratezza di ciò che aveva precedentemente appreso a voce.

Luca voleva condurlo verso una conoscenza più solida e compiuta, sia della storia e del messaggio di Cristo sia delle vicende della Chiesa.

“Perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate”. Il termine greco “asfaleia” - da cui deriva la parola “asfalto” - viene utilizzato per descrivere la “verità” degli insegnamenti.

È quindi un termine forte, che indica la permanenza e l'immutabilità degli insegnamenti cristiani che emanano dal Vangelo.

Quello che ti ho insegnato. Ciò significa letteralmente gli insegnamenti su cui si è stati catechizzati, visto che nell'originale greco si usa il verbo «katecheo».

Perché Luca scrisse il Vangelo e gli Atti

Nel giorno dedicato all’Ascensione di Gesù, è bello riflettere anche su ciò che viene ha lasciato. Cristo risorto se ne va. Ma la Chiesa continua il suo cammino.

Fra le prime esigenze avute dalla comunità c’è stato il bisogno di avere qualcosa fra le mani. Lo spiegava bene in una conferenza il cardinale Carlo Maria Martini il 9 maggio 2003.

“Certamente la prima predicazione orale avrà sentito abbastanza presto il bisogno di avere dei testi di riferimento, in particolare raccolte di detti di Gesù, per sostenere la memoria dei nuovi predicatori. E così che nacque molto probabilmente una raccolta di parole di Gesù, che fu poi utilizzata dagli autori dei nostri Vangeli e che non ci è pervenuta.”

“Ma molto presto nacque anche il bisogno di avere un racconto un po’ completo della vita di Gesù, in particolare della Passione, che fosse un po’ la sintesi della predicazione degli apostoli.”

“E così che la tradizione ritiene che il Vangelo secondo Marco, probabilmente il Vangelo più antico, scritto verso la metà degli anni 60, fosse una sintesi della predicazione di Pietro composta dal suo discepolo Marco.”

“Questo accadeva a Roma, mentre probabilmente in Antiochia di Siria o in qualcuna delle altre comunità di questa regione un altro predicatore metteva insieme una sintesi ordinata delle parole e dei detti di Gesù, che è nota come Vangelo secondo Matteo.”

“Dopo qualche tempo una personalità colta della cristianità primitiva, il medico Luca, ebbe l’idea di comporre un racconto ancora più ordinato e completo e lo dedicò a una importante personalità del suo tempo, un certo Teofilo.”

Il rapporto tra dedica e diffusione del cristianesimo

Luca dedica il suo Vangelo e gli Atti degli Apostoli a Teofilo secondo una prassi diffusa nel mondo ellenistico, dove gli autori intitolavano le loro opere a mecenati, benefattori, sostenitori o amici.

Si ritiene fosse un mecenate della Chiesa cristiana primitiva e si pensa fosse un uomo ricco. È ricordato per il suo ruolo nella diffusione del cristianesimo e per il suo patrocinio della Chiesa cristiana primitiva.

La dedica non trasforma l’opera lucana in uno scritto privato, ma sottolinea l’aspirazione dell’autore a presentare l’annunzio apostolico nel suo significato universale.

Qualunque interpretazione si dia, ciò non toglie la certezza che Teofilo rimane una presenza storica significativa nei primi passi della diffusione del cristianesimo.

Il significato simbolico per tutti i credenti

Alcuni Padri della Chiesa a partire da Origene si basavano sul valore etimologico per immaginare un personaggio simbolico per indicare tutti i destinatari del Vangelo di Cristo, “amati da Dio” (Romani 1,7).

Teofilo è una figura concreta, a noi ignota, cara però a Luca.

Sant'Ambrogio lo ha commentato dicendo: “Il Vangelo è scritto per Teofilo, ovvero per colui che Dio ama. Se ami Dio, allora è allora è scritto per te”.

Gesù tratta ogni persona come un Teofilo simbolico: amato da Dio.

Il nome può quindi essere letto su due livelli: da una parte identifica il destinatario storico delle opere lucane; dall’altra rappresenta ogni persona che ama Dio o che si riconosce amata da Dio.

Teofilo e l’insegnamento di Gesù

Nel Vangelo di questa domenica, abbiamo visto che Gesù entra nella sinagoga, com'era sua abitudine di sabato, e si alza per leggere. Gesù è il primo a catechizzare.

Spesso andava nelle sinagoghe o incontrava le persone per insegnare loro.

Nel Vangelo di oggi, Gesù indica indirettamente che in Lui si realizzano le predizioni del profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore”.

Come prima insegnava nelle sinagoghe, oggi parla attraverso le Scritture.

San Girolamo diceva che ignnorare la Scrittura è ignorare Gesù, e così la conoscenza della Scrittura è la conoscenza di Gesù.

La lettura spirituale del nome Teofilo

La Domenica della Parola di Dio, che abbiamo celebrato questa domenica, 23 gennaio, è una buona opportunità per proporsi di aprire la Bibbia ogni giorno, anche su uno smartphone, come ci ricorda Papa Francesco.

Il “Teofilo” che c’è in noi può essere riconosciuto nella persona che desidera comprendere più profondamente il Vangelo, verificare la solidità della propria fede e lasciarsi raggiungere dalla Parola.

“Perché tu veda la verità di quello che ti è stato insegnato”.

La figura di Teofilo unisce così storia e simbolo: egli è il destinatario concreto al quale Luca indirizza le sue opere, ma il significato del suo nome estende la dedica a ogni “amico di Dio” e a ogni persona “amata da Dio”.

Inizio del Vangelo di Luca nel Codice Vaticano

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