La Congregazione delle Suore Domenicane dello Spirito Santo, con sede in via Bolognese a Firenze, è una piccola congregazione fondata dal Padre domenicano Beato Pio Alberto Del Corona (1837-1912). La congregazione fu approvata da Papa Pio IX l’8 maggio 1872, durante un’udienza concessa al Fondatore Pio Alberto Del Corona e alla prima Superiora, Elena Bruzzi Bonaguidi.
Fin dall’inizio, il Fondatore volle che la congregazione portasse il nome dello Spirito Santo e che le sue figlie si scambiassero il saluto con le parole di San Gregorio Magno: “Lo Spirito Santo è Amore!”. La loro presenza si è sviluppata nella vita religiosa, nell’educazione, nell’accoglienza degli anziani, nell’assistenza alle persone bisognose, nell’ascolto e nel servizio pastorale.
Origini della Congregazione
Dopo aver ottenuto l’approvazione di Papa Pio IX per la nuova Congregazione, l’8 maggio 1872, il Padre Pio Alberto e la vedova Elena Bonaguidi cercarono una sede provvisoria in attesa della costruzione della nuova casa, il Monastero di via Bolognese.
Provvisoriamente fu preso in affitto un piccolo edificio, Villa Nuti, oggi Villa Annamaria, nella Parrocchia di Santa Croce al Pino, nella Diocesi di Fiesole; qui, per tre anni, furono raccolte le aspiranti alla vita religiosa.
Fra il 1875 e il 1878 fu fabbricato in via Bolognese il Monastero, intitolato allo Spirito Santo, e il 28 ottobre 1878 vi furono accolte le prime dieci terziarie, che furono vestite dell’abito religioso dallo stesso Fondatore.
Fin dai primi anni, il Beato Pio IX approvò la fondazione del nuovo Monastero, che si cominciò a chiamare l’Asilo, e ne affidò la direzione spirituale a Monsignor Pio Del Corona, già Vescovo dal 1875, permettendogli di visitarlo ogni due mesi.
Il Monastero di via Bolognese
Il Monastero si trova sulla via Bolognese, al numero 111, nella zona collinare che circonda Firenze. È costituito da un complesso di fabbricati che dalla stessa via si sviluppano verso il declivio retrostante.
Si tratta di un immobile a più piani di vaste dimensioni, con un ampio giardino e un vasto terreno agricolo di circa un ettaro, coltivato in parte a orto e frutteto e in parte a uliveto.
Il 21 giugno 1881 fu terminata e benedetta la nuova Cappella del Monastero, che fu consacrata più tardi solennemente dallo stesso Monsignor Pio, il 7 giugno 1906.
Tra l’inizio e la fine degli anni Sessanta il Monastero è stato ristrutturato secondo le norme di legge e reso un ambiente sempre più confortevole e accessibile. Di questi miglioramenti, in un primo periodo, si è avvantaggiata la scuola; oggi ne godono le signore anziane che vengono assistite negli accoglienti locali della casa di riposo all’interno del Monastero.

Il fondatore: il Beato Pio Alberto Del Corona
Monsignor Pio Alberto Del Corona è stato il fondatore delle Suore Domenicane dello Spirito Santo. Nato nel 1837 e morto nel 1912, fu Padre domenicano e Vescovo; la sua opera religiosa fu strettamente legata alla fondazione e alla formazione della comunità di via Bolognese.
Il 19 settembre 2015, nella Diocesi di San Miniato, in Toscana, Pio Alberto Del Corona è stato beatificato con una solenne celebrazione presieduta dal Cardinale Angelo Amato, Rappresentante del Santo Padre Francesco.
Il 17 settembre 2014, nella Città del Vaticano, Papa Bergoglio aveva proclamato Beato il Priore di San Marco Pio Alberto Del Corona, fondatore delle Suore Domenicane dello Spirito Santo di Firenze.
La proclamazione avvenne dopo la firma di due decreti da parte del Santo Padre: il primo riconosceva la guarigione miracolosa avvenuta per intercessione dell’Arcivescovo Del Corona, mentre il secondo riguardava le Virtù Eroiche, riconosciute il 16 ottobre 2013.
La Cappella e la memoria del Fondatore
La Cappella del Monastero è uno dei luoghi più significativi della storia della Congregazione. Nella Cappella di via Bolognese, 111, è stata celebrata una Santa Messa solenne di ringraziamento con il bacio della reliquia del nuovo Beato Pio Alberto Del Corona, il giorno dopo la sua beatificazione.
La memoria del Fondatore è stata celebrata anche in occasione del centenario della sua morte, attraverso diverse iniziative e celebrazioni svolte nel 2012.
Le celebrazioni del centenario della morte
| Data | Celebrazione o iniziativa | Luogo |
|---|---|---|
| 21 giugno 2012 | Santa Messa solenne, celebrata dal Cardinale Giuseppe Betori | Monastero delle Suore Domenicane dello Spirito Santo, via Bolognese 111, Firenze |
| 14 ottobre 2012 | Santa Messa solenne alle ore 17,30, celebrata da Monsignor Fausto Tardelli | Cattedrale di San Miniato |
| 28 ottobre 2012 | Santa Messa solenne alle ore 18,30 | Cattedrale di San Marco, Firenze |
| 3 novembre 2012 | Santa Messa solenne con canti gregoriani alle ore 16,30 | Chiesa di San Ferdinando Re, Piazza Anita Garibaldi 1, Livorno |
| 3 novembre 2012 | Tavola rotonda su Monsignor Pio A. Del Corona | Livorno |
| 5 dicembre 2012 | Conferenza del Professor Montonati sul tema “Attualità e profezia di Monsignor Pio A. Del Corona a 100 anni dalla morte” | Salone della Parrocchia di Santa Rosa, Ardenza, Livorno |
Il carisma della Congregazione
Il carisma della Congregazione consiste nell’essere il riflesso dello Spirito Santo, vivendo e costruendo relazioni autentiche tra le suore e con i fratelli, dedite all’urgenza della carità.
Questo carisma si esprime in quattro orientamenti fondamentali: educare, accogliere, assistere e svolgere il servizio pastorale.
- Educare: incarnare il carisma della Serva di Dio Giuseppina Arcucci, secondo le esigenze del nostro tempo, ed essere donne che educano.
- Accogliere: offrire accoglienza e assistenza agli anziani, alle persone bisognose e disponibilità all’ascolto.
- Pastorale: trasmettere l’esperienza e la conoscenza dello Spirito Santo anche attraverso il servizio nelle pastorali diocesane e nelle parrocchie.
Educazione e formazione
L’educazione rappresenta una delle espressioni del carisma della Congregazione. Le suore sono chiamate a essere donne che educano, incarnando il carisma della Serva di Dio Giuseppina Arcucci secondo le esigenze del tempo.
L’attività educativa si accompagna alla collaborazione con le famiglie, all’attenzione per la crescita integrale delle persone e alla trasmissione dei valori cristiani. La formazione non è considerata separata dalla vita spirituale, ma nasce dalla conoscenza dello Spirito Santo e dal servizio alla Chiesa.
Accoglienza, assistenza e ascolto
Tra gli ambiti principali della missione delle suore vi sono l’accoglienza e l’assistenza agli anziani, alle persone bisognose e a quanti cercano disponibilità all’ascolto.
Gli spazi del Monastero sono stati resi più confortevoli e accessibili anche per sostenere l’assistenza alle signore anziane ospitate nella casa di riposo. La cura della persona si unisce all’attenzione spirituale, alla prossimità e alla costruzione di relazioni autentiche.
La dedizione delle suore al servizio degli ammalati e delle persone fragili è stata ricordata anche da quanti hanno collaborato con le loro opere assistenziali. In particolare, è stato espresso apprezzamento per l’assistenza prestata nell’Ospedale “Angelucci” di Subiaco e per la continuità del servizio svolto dalle suore.
Il servizio agli ammalati è stato interpretato come una forma concreta di fede, considerando nelle persone sofferenti Gesù Cristo stesso.
Esperienze di incontro con gli anziani
La vita della Congregazione comprende anche occasioni di incontro, condivisione e intrattenimento per le ospiti anziane. In una di queste occasioni, le ospiti sono state intrattenute e dilettate dagli alunni della classe III B della Scuola Collodi, insieme alle loro maestre e ad alcuni genitori.
L’incontro rientrava nel progetto “Fai volare la farfalla”. Gli alunni hanno eseguito piacevoli danze orientali e occidentali e, tra le proposte dell’insegnante, hanno scelto di trascorrere due ore con le “nonnine”, come amorevolmente le hanno chiamate.
Per le suore e per gli alunni è stata una bellissima esperienza, segnata dalla gioia della presenza reciproca e dalla possibilità di condividere tempo, affetto e attenzione.
La preghiera e i cenacoli dello Spirito Santo
La Congregazione promuove cenacoli di preghiera nella convinzione che il mondo abbia bisogno di una nuova Pentecoste e di essere rinnovato dall’Amore di Dio.
Solo con la preghiera si può ottenere una potente effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa e su ciascuna anima. Per questo sono stati formati gruppi di preghiera che si riuniscono una volta al mese.
I cenacoli costituiscono uno spazio di invocazione, ascolto e comunione. Essi collegano la spiritualità della Congregazione alla missione di trasmettere l’esperienza e la conoscenza dello Spirito Santo nella Chiesa e nella società.

La Serva di Dio Giuseppina Arcucci
La Serva di Dio Giuseppina Arcucci è indicata come fondatrice della Congregazione delle Suore dello Spirito Santo e come figura di riferimento per il suo carisma educativo e assistenziale.
La sua spiritualità è espressa nelle parole: “Sono una povera Suora, ma nell’anima ho lo slancio più fervido che mi indusse a sacrificare ogni più santa aspirazione, ogni sogno dei miei giovani anni pel bene dell’umanità sofferente”.
Le suore affidano all’intercessione della Serva di Dio Giuseppina Arcucci le intenzioni di preghiera ricevute dalla comunità.
La sua memoria viene richiamata anche attraverso la Lectio Matris, proposta per la commemorazione mensile, e attraverso riflessioni dedicate alla sua figura e alla sua opera spirituale.
La vita della comunità
La vita comunitaria è sostenuta dalla preghiera, dalla condivisione, dal servizio e dall’attenzione alle persone. La comunità religiosa non è soltanto un luogo di permanenza, ma uno spazio nel quale il carisma viene vissuto attraverso relazioni autentiche e opere concrete.
La presenza delle suore comprende attività educative, assistenziali e pastorali. In questi ambiti, la vita consacrata si traduce in vicinanza alle persone, ascolto delle necessità e disponibilità al servizio.
Le attività della comunità comprendono anche celebrazioni liturgiche, incontri di preghiera, iniziative culturali, momenti di condivisione e occasioni di accoglienza.
Il rapporto con la tradizione domenicana
La Congregazione delle Suore Domenicane dello Spirito Santo è nata nell’ambito della tradizione domenicana e conserva un legame particolare con la spiritualità dell’Ordine di San Domenico.
Il riferimento domenicano si manifesta nell’amore per la verità, nella preghiera, nello studio, nella vita fraterna e nella trasmissione agli altri di ciò che è stato contemplato.
La spiritualità domenicana unisce contemplazione e apostolato: l’esperienza della fede è chiamata a diventare servizio, educazione, predicazione e attenzione alle necessità concrete delle persone.
Distinzione dalle Suore Oblate dello Spirito Santo
Le Suore Domenicane dello Spirito Santo di Firenze non devono essere confuse con le Suore Oblate dello Spirito Santo, una congregazione religiosa nata a Lucca nel 1882 per iniziativa di Elena Guerra.
La Congregazione delle Suore Oblate dello Spirito Santo ha il compito specifico di diffondere nel mondo la devozione allo Spirito Santo e si dedica in particolare all’educazione culturale e religiosa della gioventù, all’assistenza ai bisognosi e all’attività missionaria.
Le Oblate dello Spirito Santo sono conosciute nell’ambiente lucchese come “Zitine”, poiché la Fondatrice volle dare alle proprie figlie come patrona e modello Santa Zita. La loro Casa Madre è il palazzo Ghivizzani, nella piazza San Agostino a Lucca.
Le principali testimonianze sulla missione delle suore
La missione delle suore è stata descritta come una presenza generosa nelle località più bisognose e abbandonate, dove esse hanno supplito alla mancanza di altre forme di assistenza e hanno contribuito alla preparazione del terreno per nuove opere pastorali.
Esse sono state definite “Messaggere di luce ed Eroine di sacrificio”, impegnate quotidianamente tra l’innocenza degli asili, la sofferenza dei mendicicomi, gli strazi degli ospedali e le persone accolte nei manicomi.
Altre testimonianze hanno ricordato il valore della loro dedizione, l’entusiasmo con cui lavorano e la preparazione ai compiti del futuro. La loro opera è stata considerata un servizio alla Chiesa e alla società, a Dio e agli uomini.
È stata inoltre sottolineata l’importanza della loro presenza nell’assistenza ospedaliera, con l’auspicio che potessero continuare a custodire lo spirito necessario per servire gli ammalati riconoscendo in essi Cristo stesso.
La presenza attuale e la vita quotidiana
La vita quotidiana della Congregazione comprende la preghiera, l’assistenza, l’educazione, la pastorale e l’accoglienza. La casa e il Monastero rappresentano luoghi nei quali si incontrano la vita consacrata, il servizio agli anziani e l’attenzione alle persone bisognose.
La comunità conserva la memoria del Fondatore Beato Pio Alberto Del Corona e della Serva di Dio Giuseppina Arcucci, unendo la tradizione spirituale alle esigenze concrete del presente.
Le celebrazioni liturgiche, i cenacoli di preghiera, gli incontri con gli ospiti e le iniziative dedicate alla memoria dei fondatori rendono visibile un carisma centrato sull’amore dello Spirito Santo e sull’urgenza della carità.
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