Suora che porta le pizze: la battuta e il significato dell’espressione

Alla domanda «Come si chiama la suora che consegna le pizze?», la risposta è: «Suor-dinazione». Si tratta di una battuta basata sull’assonanza tra “suor”, appellativo riferito a una religiosa, e “sordinazione”, parola che richiama il termine “ordinazione”, cioè la richiesta di una pizza da preparare e consegnare.

Il gioco di parole unisce quindi il mondo religioso a quello della pizzeria: la suora non porta semplicemente una pizza, ma una “suor-dinazione”, trasformando l’ordinazione in una risposta umoristica facile da ricordare.

Come si chiama la suora che consegna le pizze?

Come si chiama la suora che consegna le pizze? Suor-dinazione.

La battuta appartiene al genere delle barzellette brevi costruite su una domanda e una risposta immediata. L’effetto comico nasce dalla sostituzione della parte iniziale di “ordinazione” con “suor”, ottenendo una parola inventata che sembra il nome della religiosa incaricata di consegnare le pizze.

Perché la battuta fa ridere

Il meccanismo comico è fondato sul doppio significato suggerito dalla pronuncia. “Suor” richiama una religiosa, mentre “ordinazione” indica ciò che si effettua in pizzeria quando si sceglie una pizza da consumare al tavolo o da ricevere a domicilio.

La risposta «Suor-dinazione» non descrive una persona reale, ma crea un nome immaginario attraverso la fusione di due elementi conosciuti. La sorpresa finale è rapida e immediata, caratteristica tipica delle barzellette basate su giochi di parole.

La barzelletta

Come si chiama la suora che consegna le pizze? Suor-dinazione.

Domanda facile - 484

Il contesto della consegna della pizza

La battuta funziona perché la consegna a domicilio è un’esperienza comune e facilmente riconoscibile. L’ordinazione di una pizza può avvenire per telefono, attraverso un servizio online o direttamente in pizzeria, mentre la consegna porta il prodotto dal locale fino alla casa del cliente.

In una pizzeria, l’ordinazione comprende normalmente la scelta del tipo di impasto, dei condimenti e della modalità di consumo. Quando la pizza viene consegnata a domicilio, l’ordinazione diventa anche il punto di partenza per la preparazione, l’imballaggio e il trasporto.

Pizza, asporto e servizio a domicilio

‘O Sciore è friggitoria artigianale: crocchè, arancine, frittatine di pasta, chips, tutto con doratura in olio di girasole altoleico per una frittura leggera e gustosa.

‘O Sciore è paninoteca: gustosi panini al sesamo con hamburger di scottona da 200 gr. preparati con passione dal nostro Gioacas Catalin e farciti con ingredienti stagionali di prima qualità.

‘O Sciore è anche ristorante: un pranzo veloce durante la pausa pranzo settimanale, proponiamo un menù stagionale che potrete consultare ogni giorno sul nostro sito.

Alla pizzeria ‘O Sciore il momento del dolce ha il sapore di casa: dessert preparati ogni giorno con passione e ingredienti genuini.

Il nostro locale è accogliente, climatizzato e rispetta le norme Covid. Lo staff di sala saprà sempre darvi il benvenuto con il sorriso.

Per i nostri clienti è a disposizione un servizio di consegna a domicilio gratuito. Se invece volete gustare le nostre specialità appena uscite dal forno la nostra sala è pronta ad accogliervi.

La pizza tra tradizione e innovazione

La nostra pizza tra tradizione e innovazione.

Non un pizzaiolo da generazioni, ma un pizzaiolo che ha trovato la sua ispirazione nel passato delle sue generazioni, in particolar modo nella cucina di sua nonna, alla quale deve molto. Crescendo, Daniele ha fatto tesoro di tutti gli insegnamenti appresi da sua nonna e li ha utilizzati per guardare in avanti, facendo evolvere la sua cucina e trasformando la cucina tradizionale della sua infanzia nella cucina contemporanea della sua maturità.

‘O Sciore oggi rappresenta questo: la compiutezza di un processo di crescita, un’idea di cucina che non è mai uguale a se stessa e che cerca sempre nuovi stimoli per stare al passo coi tempi.

Utilizziamo sole farine di tipo 0 - tipo 1 con germe di grano e seguiamo un processo di lievitazione specifico per ogni tipologia di impasto (min. 24 h e max 48 h).

Una pizzeria pensata anche per l’inclusione

Un altro significato importante collegato al tema della pizza consegnata e servita riguarda le esperienze di ristorazione che trasformano il lavoro in uno strumento di autonomia e inclusione.

È un lunedì pomeriggio, siamo a Monza nell’area ex Philips, a due passi dalla superstrada Milano-Lecco. La pizzeria è chiusa. C’è solo qualche ragazzo che fa le pulizie e apparecchia i tavoli.

È nato a Napoli 54 anni fa ma ormai è lombardo in tutto e per tutto (di Cernusco sul Naviglio). Per lungo tempo ha fatto l’educatore nell’ambito del sociale in Brianza.

La mazzata che gli cambia l’esistenza arriva quando al secondogenito, Leo, a due anni, viene diagnosticata una forma grave di autismo. Sconforto, angoscia, frustrazione.

Una delle poche cose che gli piace e che lo fa uscire dal suo guscio è la “serata pizza” che la famiglia Acampora fa ogni venerdì, coinvolgendo i propri amici. Leo traffica in cucina con farina, mozzarella e salsa di pomodoro. Si diverte un mondo.

Ed ecco l’illuminazione, inattesa ma chiarissima. Nico («ricordo l’ora, era l’una e mezza») tira giù dal letto la moglie e, trafelato, butta lì: apriamo una pizzeria, non una normale ma una pizzeria gestita da ragazzi autistici.

Il lavoro in pizzeria come strumento di autonomia

Gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione del sogno sono giganteschi. Per uno che fino a quel momento s’è occupato di tutt’altro si tratta di partire da zero.

Il grande punto interrogativo è la compatibilità di un soggetto autistico con le sollecitazioni derivanti dall’ambiente di lavoro e dal contatto col pubblico.

Lui invece non fa una plissé e va avanti come un caterpillar. Con un’idea ben precisa in testa: il business della ristorazione deve essere un mezzo.

Il fine sono i ragazzi, ossia l’inclusione di chi sulla carta dovrebbe essere escluso, confinato tra le mura domestiche o tuttalpiù nei centri diurni.

Prima ha aperto a Cassina de’ Pecchi poi a Monza (1.200 metri quadrati di superficie), dove sono impiegati 41 ragazzi autistici, tutti assunti con contratto a tempo indeterminato, e 5 “normali” (che i primi, scherzosamente, chiamano “la minoranza etnica”).

Ogni settimana vengono servite suppergiù 3.500 pizze. I tavoli, le cucine, i forni, le friggitrici e il bancone del bar sono studiati ad hoc per permettere a camerieri e cuochi di svolgere il proprio lavoro senza incertezze.

Particolare attenzione è stata fatta alla scelta dei colori e alla insonorizzazione, perché il soggetto autistico ha una percezione dello spazio e dei rumori del tutto particolare, e basta un niente per metterlo in crisi.

pizzeria inclusiva ragazzi autistici preparano pizze

La pizza come occasione di incontro

Ma è chiaro che la soddisfazione più grossa è arrivata dalla risposta del pubblico, gente comune e non.

A far da cassa di risonanza all’esperimento PizzAut ecco una lunga lista di aficionados: gli ex premier Gentiloni e Conte, l’ex Presidente del Senato Casellati, Elio delle Storie Tese, Piero Pelù, Billy Costacurta e Martina Colombari, Kekko dei Modà, Gerry Scotti,. Belén, il patròn della Formula 1 Stefano Domenicali, che li ha chiamati a Monza a far le pizze durante il Gran Premio, Damiano dei Måneskin e tutta una serie di imprenditori locali che sarebbe troppo lungo star qui a citare.

«A Bergoglio ci siamo arrivati attraverso una suora che un bel giorno era venuta qui a pranzo. Morale: a un certo punto veniamo convocati in Vaticano.

Il Santo Padre ha indossato il nostro grembiule rosso d’ordinanza, quello con lo slogan “Vietato calpestare i sogni” e ha mangiato una pizza preparata apposta per lui, la “Cantico delle Creature” con la patata che rappresenta la terra, il pomodoro rosso come il fuoco, i pomodorini gialli e rossi che erano le stelle, infine una spruzzata di pepe e curcuma.

Dopo l’udienza, i miei ragazzi hanno cucinato 200 pizze per i senza dimora che dormono sotto il colonnato di piazza San Pietro. Una giornata di emozioni forti.

Come con Mattarella. Il Presidente è venuto apposta per l’inaugurazione del ristorante di Monza.

La consegna delle pizze nella cultura popolare

La figura della suora che consegna le pizze è dunque una costruzione comica, ma richiama situazioni quotidiane molto concrete: la pizzeria, l’ordinazione, il forno, il servizio al tavolo e la consegna a domicilio.

Il gioco di parole è particolarmente efficace perché usa un termine riconoscibile da chiunque abbia ordinato una pizza. La parola “ordinazione” appartiene infatti al linguaggio ordinario della ristorazione, mentre “suor” introduce all’improvviso un personaggio inatteso.

La stessa ambientazione può dare origine a molte altre barzellette brevi, soprattutto quando vengono accostati mestieri, nomi propri e parole legate alla cucina. In questo caso, però, tutta la battuta è concentrata in una sola risposta: «Suor-dinazione».

Altri esempi di battute basate su giochi di parole

La maestra chiede ad una classe di prima elementare: "Chi di voi sa dirmi il nome di tre animali che hanno il pelo?" Uno dei bambini alza la mano e risponde: "Il cane, il gatto e il treno. "

La maestra sorpresa chiede: "Ma Filippo, perché mi dici il treno?" - "Perché mio papà dice sempre che lo prende per un pelo. "

"Qui c'è qualcosa che non quadra. " disse il cerchio al triangolo.

Cieco d'occhio destro cerca cieco d'occhio sinistro per scambio vedute.

Quando la pizza diventa anche un’esperienza sociale

Il valore della pizza non si limita alla ricetta o alla consegna. In alcuni contesti, la preparazione e il servizio diventano occasioni per costruire relazioni, responsabilità e partecipazione.

Conscio dell’Everest da scalare e dovendo oltretutto a un certo punto fare i conti con lo tsunami Covid, Acampora gioca tutto sulla sensibilizzazione.

Il punto di svolta è stata la partecipazione al programma di Maria De Filippi Tú sí que vales, in onda su Canale 5.

Ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro nel 2021, nel dicembre del 2022 è stato nominato Cavaliere della Repubblica, nel novembre del ‘23 è stato insignito del titolo “Cittadino europeo dell’anno” dal Parlamento europeo.

La fama tuttavia non gli interessa più di tanto: «Ora penso al da farsi. Punto molto sui food truck, i PizzAutoBus.

In una decina d’anni prevedo di poter arrivare ad assumere 500 ragazzi e di mandare in giro per l’Italia 100 food truck.

Chi sono? Sono soltanto un papà di un ragazzo autistico che ha creato un luogo dove offrire lavoro, dignità e futuro ad altre persone autistiche».

Siamo Noi (Tv2000), La storia di PizzAut, il locale gestito da ragazzi autistici

Dove gustare la pizza e come raggiungere la pizzeria

‘O Sciore pizzeria si trova in Viale Italia, 31 Bivio Pratole - Montecorvino Pugliano (SA). Dispone di parcheggio gratuito lungo la strada.

Pausa pranzo? Business lunch? Voglia di pizza? Nessun problema, siamo a 5 minuti dall’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano e ad 8 minuti da quella di Battipaglia.

GiornoOrari
Lun - Ven12:30 - 15:00 19:00 - 00:00
Sabato12:30 - 15:00 19:00 - 01:00
DomenicaPranzo: chiuso 19:00 - 00:00

Business Lunch.

primo, secondo, acqua, caffè e coperto.

12€.

tags: #suora #che #porta #le #pizze