Canto liturgico «Guariscimi Gesù»: testo, significato e preghiera

«Guariscimi Gesù» è un canto di lode e di adorazione rivolto a Cristo, presentato come Signore, Salvatore, difesa dell’uomo e fonte di guarigione. Il testo unisce la richiesta di liberazione del cuore, l’invocazione dello Spirito d’amore e l’affidamento della sofferenza a Gesù.

Il canto si sviluppa come una preghiera personale: chi canta riconosce di appartenere al Signore, gli affida la propria vita e gli chiede di guarire le ferite interiori ed esteriori. Il ritornello concentra il nucleo spirituale dell’invocazione: «Guariscimi Signore, guariscimi Gesù», perché Cristo liberi il cuore, lo unisca a sé e regni in esso con il suo Spirito d’amore.

Informazioni sul canto

ElementoInformazione
TitoloGuariscimi Gesù
LinguaItaliana
InterpreteRinnovamento nello Spirito Santo
AlbumLuce (Canti di lode e di adorazione del Rinnovamento nello Spirito Santo)
Anno di pubblicazione2015
Durata4:11

Il testo del canto «Guariscimi Gesù»

Nel tuo nome è la mia vittoria
Io ti appartengo Signore Gesù
Ti fai mio scudo, disperdi i miei nemici
Difendi la mia vita, solamente tu puoi

Ritornello
Guariscimi Signore, guariscimi Gesù
Tu libera il mio cuore e non lasciarmi più
Guariscimi Signore, fondimi con te
Col tuo Spirito d’amore regna dentro me

Tendo le mie mani, vieni a liberarmi
A te io grido, Signore Gesù
Accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte
Sei tu il mio Dio, tu sei il mio Re

Ritornello
Guariscimi Signore, guariscimi Gesù
Tu libera il mio cuore e non lasciarmi più
Guariscimi Signore, fondimi con te
Col tuo Spirito d’amore regna dentro me

Il significato spirituale dell’invocazione

La prima immagine del canto è quella del nome di Gesù come luogo della vittoria e dell’appartenenza. «Io ti appartengo Signore Gesù» esprime una relazione di fiducia nella quale Cristo diventa scudo, difensore e sostegno della vita.

Le parole «Ti fai mio scudo, disperdi i miei nemici» e «Difendi la mia vita, solamente tu puoi» presentano il Signore come colui al quale affidare ogni minaccia e ogni opposizione. La preghiera non si limita a chiedere una soluzione esterna, ma conduce a riconoscere Gesù come Dio e Re.

Il ritornello amplia la domanda di guarigione: «Tu libera il mio cuore e non lasciarmi più». La guarigione invocata riguarda quindi il centro della persona, i suoi sentimenti, la sua libertà e la sua relazione con Dio.

La richiesta «fondimi con te» esprime il desiderio di una comunione profonda con Cristo. Il canto si conclude con l’invocazione allo Spirito d’amore, affinché Gesù regni interiormente e trasformi la vita di chi prega.

La preghiera di guarigione a Gesù

Signore Gesù, ti adoro e ti ringrazio per la fede che mi hai dato nel battesimo. Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo, tu sei il Messia Salvatore. In questo momento voglio dirti come Pietro: “Non c’è sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale possiamo essere salvati”.

Ti accetto, Signore Gesù, nel mio cuore e nella mia vita: voglio che tu ne sia l’assoluto Signore. Perdona i miei peccati, come hai perdonato i peccati del paralitico del Vangelo. Purificami con il tuo sangue divino.

Io metto ai tuoi piedi la mia sofferenza e la mia malattia. Guariscimi, Signore, per il potere delle tue piaghe gloriose, per la tua croce, per il tuo Preziosissimo Sangue.

Tu sei il buon Pastore e io sono una delle pecore del tuo ovile: abbi compassione di me. Tu sei il Gesù che ha detto: “Chiedete e vi sarà dato”.

Signore, il popolo della Galilea veniva a deporre i propri malati ai tuoi piedi e tu li guarivi. Tu sei sempre lo stesso, tu hai sempre la stessa potenza.

Io credo che tu puoi guarirmi perché hai la medesima compassione che avevi per i malati che incontravi, perché tu sei la risurrezione e la vita.

Grazie, Gesù, per quanto farai: io accetto il tuo piano d’amore per me. Credo che mi manifesterai la tua gloria. Prima ancora di conoscere come interverrai, ti ringrazio e ti lodo. Amen.

Le immagini bibliche del canto

Il testo richiama diverse immagini della fede cristiana: il nome di Gesù nel quale si trova la salvezza, il Signore come scudo, il buon Pastore, il Messia Salvatore e Cristo come risurrezione e vita.

Il riferimento ai malati della Galilea colloca la preghiera nella memoria evangelica delle persone che si avvicinavano a Gesù portando la propria sofferenza. La guarigione viene così affidata alla compassione di Cristo e alla sua potenza.

La preghiera richiama anche il paralitico del Vangelo, presentando la guarigione come un dono che coinvolge la persona intera. Il perdono dei peccati, la purificazione e la liberazione della sofferenza sono posti davanti a Gesù con fiducia.

La guarigione interiore nelle parole di preghiera

Basterebbe il lembo del tuo mantello, Gesù, per guarire ogni ferita, un tuo sguardo per sanare l’anima. Le tue mani per far sparire le piaghe del corpo e una tua Parola per dissetare il cuore arido…

Guariscimi! Guariscimi dall’ossessione dell’Io, dalla notte senza Dio. Sanami da ferite che non sanno perdonare, dal cuore che fatica ad amare.

Guariscimi! Cura la paura della morte, Tu che sei la vita. Guarda alla mia anima ché viandante nel deserto inTe trovi ristoro.

Guariscimi! Da una fede di fronzoli, di devozioni, che cammina lontana dalla Parola, lontana dalla carità, ricurva su stessa.

Guariscimi! Dall’egoismo, dal rancore, dalla diffidenza e dall’indifferenza. Dall’incapacità di ascoltare, di servire.

Guariscimi! E ancora una volta di me abbi misericordia, Amore. Un lembo, uno sguardo, un dito, una Parola. E torno alla vita.

Come pregare con «Guariscimi Gesù»

Il canto può essere vissuto come una preghiera di affidamento personale, soprattutto quando si desidera presentare a Gesù una sofferenza, una malattia o una ferita del cuore. Le sue parole permettono di passare dalla richiesta di aiuto alla lode e al ringraziamento.

  • Si può iniziare riconoscendo Gesù come Signore, Dio e Re.
  • Si può affidare a lui la propria vita, la sofferenza e la malattia.
  • Si può ripetere il ritornello come invocazione di liberazione e guarigione.
  • Si può chiedere allo Spirito d’amore di regnare nel cuore.
  • Si può concludere con un atto di fiducia nel piano d’amore del Signore.

La preghiera mette insieme supplica e adorazione: chiede «Guariscimi Signore, guariscimi Gesù», ma allo stesso tempo riconosce la presenza di Cristo, la sua compassione e la sua signoria sulla vita.

Persona in preghiera con mani aperte

Il tema della liberazione

Nel canto la liberazione è rivolta innanzitutto al cuore. La richiesta non riguarda soltanto ciò che minaccia dall’esterno, ma anche tutto ciò che impedisce di amare, ascoltare, servire e vivere nella fiducia.

Le parole «Tendo le mie mani, vieni a liberarmi» esprimono un atteggiamento di apertura. Le mani tese diventano il segno di chi non vuole chiudersi nella propria autosufficienza, ma attende dal Signore una liberazione profonda.

La preghiera successiva specifica alcune forme di schiavitù interiore: l’ossessione dell’io, la paura della morte, il rancore, l’egoismo, la diffidenza, l’indifferenza e l’incapacità di ascoltare e di servire.

Il tema della misericordia

La richiesta di guarigione è inseparabile dalla misericordia. «E ancora una volta di me abbi misericordia, Amore» è una domanda semplice e intensa, rivolta a un Dio che accoglie la fragilità dell’uomo.

La misericordia appare anche nella figura del buon Pastore. Chi prega si riconosce come una delle pecore del suo ovile e domanda compassione, protezione e cura.

Il linguaggio del canto non nasconde la debolezza personale: presenta a Gesù il peccato, la sofferenza, la malattia, la paura e le ferite che non sanno perdonare. La guarigione diventa così un ritorno alla vita.

«Un lembo, uno sguardo, un dito, una Parola»

L’espressione «Un lembo, uno sguardo, un dito, una Parola» raccoglie in immagini concrete la fiducia nella presenza di Gesù. Il lembo del mantello richiama il desiderio di entrare in contatto con la sua forza; lo sguardo richiama la guarigione dell’anima; la mano richiama la cura delle piaghe; la Parola richiama la capacità di dissetare il cuore arido.

La preghiera termina con una frase breve e significativa: «E torno alla vita». La guarigione è descritta come un passaggio dalla notte alla luce, dall’aridità al ristoro e dalla chiusura dell’io a una vita nuovamente aperta a Dio e agli altri.

Un canto di lode e adorazione

«Guariscimi Gesù» appartiene all’ambito dei canti di lode e di adorazione del Rinnovamento nello Spirito Santo. La sua struttura alterna invocazione, professione di fede, richiesta di liberazione e proclamazione della signoria di Cristo.

Il ritornello, con la ripetizione del nome di Gesù e della domanda «Guariscimi Signore», rende il canto adatto a un momento di preghiera personale o comunitaria. La ripetizione non aggiunge nuove richieste, ma rafforza l’affidamento e concentra l’attenzione sulla guarigione del cuore.

La durata del canto è di 4:11 e la registrazione è contenuta nell’album «Luce (Canti di lode e di adorazione del Rinnovamento nello Spirito Santo)», pubblicato nel 2015.

GESù GUARISCIMI 🙏 Meditazione Guidata e Preghiera Di Guarigione

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