Lo studio biblico in famiglia è un momento regolare in cui genitori e figli leggono la Bibbia, pregano, riflettono sulla Parola di Dio e imparano a collegarla alle situazioni concrete della vita. Non è necessario disporre di molto tempo: cinque o dieci minuti possono essere altrettanto validi quanto un tempo più lungo, purché l’incontro sia costante, comprensibile e adatto all’età di tutti.
Il culto in famiglia offre ai genitori un’opportunità precisa per insegnare ai figli la Parola di Dio, aiuta la famiglia a rimanere unita e permette a ogni membro di ricevere coraggio, conforto e speranza per una vita in comunione con Dio e con gli altri. La lettura della Bibbia, la preghiera, il dialogo e la partecipazione di tutti sono gli elementi fondamentali di questo percorso.
Perché lo studio biblico in famiglia è importante
Dal principio della storia Dio ha voluto la comunione con l’uomo sulla base della famiglia. Adamo ed Eva dovevano avere comunione con Dio nel giardino dell’Eden. Dopo il diluvio, Noè e la sua famiglia costruirono un altare e offrirono un sacrificio di ringraziamento.
Per mezzo della storia d’Israele Dio spiegò accuratamente come i genitori dovevano insegnare la Sua Legge alla generazione successiva. Nel Nuovo Testamento, i genitori cristiani vengono ammoniti a provvedere al nutrimento spirituale dei loro figli per mezzo dell’insegnamento e dell’istruzione familiare.
Nell’America del periodo coloniale, l’intera famiglia gioiva della lettura quotidiana della Bibbia e della preghiera. Da allora c’è stato un graduale declino; attualmente si ritiene che soltanto il 5% di coloro che si professano cristiani conserva il culto in famiglia.
Il fatto è che il culto in famiglia non è facoltativo, ma è un ordine indiretto del Signore. Questo studio mostra praticamente ai genitori l’importanza del culto in famiglia e come effettuarlo.
Il fondamento biblico dell’insegnamento familiare
Il Salmo 78:1,3-7 richiama la responsabilità di trasmettere alle generazioni successive le opere e la legge di Dio. Deut.6:7 “li inculcherai ai tuoi figli”. Il verbo inculcare comporta un lavoro fatto con diligenza, e non sporadicamente; un lavoro costante, giorno dopo giorno.
Se oggi i genitori prendessero la decisione del Salmo 78:4, insegnare ai figli la legge di Dio, il fuoco del Signore brucerebbe in molte case. Il culto in famiglia offre una precisa opportunità per adempiere questo comandamento.
Inculchiamo nei nostri figli la Parola di Dio per lo stesso motivo per cui un costruttore porta gli attrezzi e il materiale sul posto dove deve sorgere l’edificio: così sono già lì non appena è pronto per cominciare a lavorare.
I benefici dello studio biblico familiare
Arricchimento spirituale dei genitori
Gesù disse: «Non di pane soltanto vivrà l’uomo». Tuttavia, migliaia di genitori, in famiglie cosiddette cristiane, cercano di vivere senza un quotidiano cibo spirituale.
La lettura giornaliera della Bibbia ne dà una diretta familiarità non raggiungibile in nessun altro modo. È veramente ricca questa famiglia i cui genitori vivono nella Parola di Dio (Col.3:15).
La preghiera nella famiglia fortifica spiritualmente ciascun membro contro l’errore e il peccato. La preghiera quotidiana della famiglia invita Cristo nella casa come l’Ospite quotidiano.
Armonia tra i genitori
Qualcuno ha detto giustamente: “la famiglia che prega insieme resta unita”. Partecipando alla preghiera della famiglia, i vari componenti lottano per lo stesso scopo: una famiglia consacrata a Dio.
Per mezzo della preghiera e della lettura della Bibbia ciascuno riceve coraggio, conforto e speranza per una vita in comunione con Dio e con gli altri. Essa fa sì che la conversazione si svolga su argomenti (Fil.4:8).
Istruzione spirituale dei figli
Capita di vedere dei genitori credenti delusi da figli indifferenti e con la mente rivolta verso le cose del mondo. Alcuni genitori progrediscono verso significati più ampi della vita, lasciandosi dietro i figli.
I genitori devono far progredire anche i figli; insegnano loro a fare i lavori domestici, a guadagnarsi da vivere, a capire il significato del denaro, ma bisogna dare ai figli anche il beneficio di ciò che ricevono da Dio.
La lettura della Bibbia arricchisce l’individuo e la famiglia. Essa deve avere una parte ben precisa nel culto in famiglia.
Perpetuazione della conoscenza biblica
È più probabile che i figli educati al culto in famiglia costruiscano le proprie famiglie attorno a questo. La migliore garanzia che i figli rimangano fedeli a Cristo ed edifichino una casa cristiana per proprio conto è di fare partecipare tutti, con crescente soddisfazione, al culto in famiglia.
Il culto in famiglia aiuta i figli a conoscere la Bibbia non soltanto come un libro da leggere, ma come una guida per comprendere Dio, la vita, le relazioni e le decisioni quotidiane.
Speranza in Dio
La più grande benedizione del culto in famiglia è che i bambini imparano dai primi anni a riporre la loro speranza in Dio; e, senza alcun dubbio, non si troveranno mai in mezzo a quella grande moltitudine di giovani confusi che vanno alla deriva, che non hanno speranza in Dio e che follemente ripongono la loro speranza nelle cose terrene soltanto per gridare dopo: “Vanità delle vanità…”
Sicurezza spirituale
Se il padre dipende manifestamente da Dio per le proprie necessità, anche i figli impareranno a dipendere da Dio. È questo il miglior modo che i genitori possono usare per dare sicurezza ai figli: aiutarli a diventare dipendenti da Dio.
Un racconto, una preghiera espressa con le parole del bambino e un bacio della buona notte dato dai genitori, servono molto per dare ai figli la sicurezza di cui hanno bisogno.
Unione della famiglia
Non soltanto il culto in famiglia unisce i genitori, ma unisce anche tutta la famiglia. Questa unione è espressa in Giosuè 24:15: «quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno».
Come capo della sua casa Giosuè creò una base assicurando l’unione nel proposito di fare la volontà del Signore. Troppe famiglie oggi si dibattono spiritualmente sul terreno arido per la mancanza di un capo che faccia da portavoce.
Cornelio era un uomo di preghiera che temeva Iddio «con tutta la sua casa» (Atti 10:2). Mentre pregava ebbe una visione e ricevette istruzione di mandare a chiamare Pietro; egli ubbidì.
Il versetto 24 afferma: «Or Cornelio lo stava aspettando, e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi intimi amici». Il carceriere di Filippi non volle servire Dio da solo (Atti 16:27-36).
Egli portò Paolo e Sila a casa sua, affinché la sua famiglia potesse udire, credere e giubilare (v.32-34). Questi esempi mostrano che la fede può essere vissuta nella casa e condivisa con i familiari.
Gli elementi essenziali di un incontro familiare
Atti 2:42 dà al credente il modello per una relazione personale con Dio, sia nella famiglia che tra famiglie: “erano perseveranti nell’attendere all’insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere”.
| Elemento | Significato nella famiglia |
|---|---|
| Insegnamento degli apostoli | Seguire le Scritture e comprenderne il messaggio. |
| Comunione fraterna | Vivere la fede insieme, in seno alla famiglia e tra famiglie. |
| Rompere il pane | Coltivare la comunione con Dio. |
| Preghiere | Parlare con Dio e affidargli la vita familiare. |
Preghiera
La preghiera è un colloquio con Dio. La preghiera è per la vita spirituale ciò che il respiro è per la vita fisica: essa è necessaria per una sana vita cristiana.
La preghiera deve costituire una parte naturale di ogni famiglia cristiana. In I° Tes.5:17, i cristiani vengono esortati a non cessare «mai di pregare».
Non che bisogna stare in ginocchio continuamente, oppure sedere con gli occhi chiusi in meditazione, ma bisogna stare in continua comunione con Dio per mezzo dello Spirito Santo.
Quando pregare in famiglia
Vi sono molte opportunità per pregare; alcune non possono essere programmate, ma tutte sono essenziali. Ogni credente della famiglia deve avere anche il tempo per la preghiera famigliare.
Ai pasti
Chinare il capo per una breve preghiera, all’inizio di ogni pasto, è molto utile per stabilire una benedetta relazione con Dio. Gesù aveva l’abitudine di ringraziare prima di ogni pasto.
Questa è una delle prime occasioni in cui il bambino impara a partecipare alla preghiera. Ben presto chinerà il capo per dire “amen” quando il padre avrà concluso la preghiera.
Prima di addormentarsi
I genitori devono rendere piacevole ai bambini il momento di andare a letto. Un racconto, una preghiera espressa con le parole del bambino e un bacio della buona notte dato dai genitori, servono molto per dare ai figli la sicurezza di cui hanno bisogno.
In occasioni speciali
Vi è l’opportunità di pregare nella malattia, nelle necessità, nella privazione, quando un visitatore lascia la casa. La preghiera deve venire naturale e frequente nella mente del credente nelle sue giornaliere esperienze familiari.
La preghiera durante lo studio biblico
Ogni bambino merita l’eredità di genitori che pregano. Una signora disse un giorno: “Mio padre morì quando avevo nove anni; ma durante quei nove anni avevamo avuto sempre un culto in famiglia”.
Il caro ricordo di mio padre che pregava per me ha inondato la mia anima di grazia e di forza in questi quarant’anni. Dio abbia pietà di quei bambini che non hanno un ricordo simile!
La preghiera in famiglia può assumere diverse forme: il padre o un altro membro può guidare la preghiera, ciascun componente della famiglia può elevare una breve preghiera o anche soltanto una frase; oppure la famiglia può chinare il capo ed esprimere una silenziosa preghiera.
Bisogna pregare per delle cose ben precise; si citino i nomi. Si preghi l’uno per l’altro, dando l’opportunità di presentare a Dio delle richieste.
Si crei un’atmosfera serena, così che i bambini possano parlare dei loro problemi personali e delle loro necessità. Si preghi per le decisioni della famiglia. «Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli appianerà i tuoi sentieri» (Pr.3:6).
Come leggere e spiegare la Bibbia
Devono essere scelte delle parti della Scrittura per il beneficio di tutti, tenendo bene in mente che in parte lo scopo è quello di comunicare un’effettiva conoscenza.
I genitori devono spiegare le cose che i figli leggono e non riescono a capire. La lettura biblica deve essere adeguata all’età, alla capacità di attenzione e al livello di comprensione dei partecipanti.
Si badi che la lettura della Bibbia non sia troppo lunga durante il culto in famiglia. Questo momento deve essere reso interessante in modo che tutti lo aspettino con ansia.
La lettura di meditazioni
Vi sono dei libri di meditazioni che i cristiani hanno ricevuto da uomini devoti e che li aiutano a comprendere meglio il pensiero di Dio e a pregare.
Oggigiorno c’è la possibilità di poterne disporre di eccellenti, per cui la monotonia e la noia non sono giustificabili durante il culto in famiglia.
Libri per bambini, relativi a racconti biblici, aggiungono varietà alla presentazione della Parola di Dio durante il culto. Anche i bambini più piccoli possono prendere parte alla lettura della Bibbia per mezzo di libri illustrati con personaggi biblici.
Nessuna famiglia dove vi siano dei bambini deve essere sprovvista di questi strumenti per portare i piccoli a Dio.
Un metodo pratico per organizzare lo studio
Partecipazione individuale
Il culto in famiglia è per tutta la famiglia, bisogna, quindi, che tutti vi partecipino. La lettura della Bibbia deve essere fatta a turno, così anche la lettura di racconti biblici.
Ogni membro deve essere incoraggiato a guidare la preghiera. La partecipazione graduale aiuta i figli a sentirsi parte dell’incontro e permette loro di sviluppare familiarità con la Bibbia e con la preghiera.
Varietà
Il culto in famiglia può essere il lume delle attività della giornata. Tutta la famiglia sarà ansiosa di trascorrere insieme questi momenti felici se essi sono il frutto di riflessione e di programmazione.
E perché non cantare durante il culto? I cori e gl’inni aggiungono atmosfera. Se c’è un pianoforte o altri strumenti musicali si possono usare.
Si faccia in modo di cantare un inno appropriato. La varietà può comprendere letture, domande, preghiere, canti, racconti biblici e brevi conversazioni sulle situazioni della giornata.
Essere brevi
È necessario essere brevi. Lunghe ore di riunioni possono edificare gli adulti, ma per i bambini il tempo per la preghiera deve essere più breve.
Il tempo da dedicare al culto in famiglia sarà determinato dalla situazione personale di ognuno. Cinque o dieci minuti possono essere altrettanto validi quanto un tempo più lungo.
Il credente che non ha un culto in famiglia cominci con periodi molto brevi, per poi arrivare ad un massimo di trenta minuti ogni riunione.
Un possibile schema
| Momento | Attività |
|---|---|
| Inizio | Una breve preghiera. |
| Lettura | Un brano della Bibbia scelto per il beneficio di tutti. |
| Spiegazione | Chiarire le parole e i concetti che i figli non comprendono. |
| Condivisione | Lasciare spazio alle domande e alle applicazioni personali. |
| Preghiera finale | Pregare per persone, necessità e decisioni precise. |
Il ruolo delle domande e del dialogo
Bisogna dare ai figli l’opportunità di parlare liberamente con i genitori. Si ricordi che le loro domande indicano quali sono i loro pensieri.
Rispondere alle loro domande e risolvere i loro problemi è più importante di fare tutto ciò che si è programmato. Un incontro familiare non dovrebbe trasformarsi in una lezione rigida in cui i figli ascoltano senza poter intervenire.
Le domande possono riguardare il significato di un versetto, il comportamento di un personaggio biblico, una paura, una difficoltà a scuola, un conflitto con un fratello o una decisione da prendere.
Si crei un’atmosfera serena, così che i bambini possano parlare dei loro problemi personali e delle loro necessità. Il dialogo permette ai genitori di comprendere ciò che i figli stanno vivendo e di accompagnarli con saggezza.
Collegare la famiglia alla vita della chiesa
Si cantino alcuni cori ascoltati in chiesa; si può commentare lo studio biblico che si è tenuto in chiesa o gli argomenti della scuola domenicale.
Bisogna incoraggiare i figli a fare domande sulla chiesa e sul culto, affinché si sentano di farne parte. In questo modo lo studio biblico familiare non rimane isolato, ma sostiene la partecipazione alla vita della comunità cristiana.
Le comunità si incontrarono per condividere la Parola di Dio, pregare e sostenersi a vicenda. Dopo aver studiato insieme, guardarono oltre sé stessi, aiutando le famiglie bisognose e rafforzando legami di cura e compassione.
La perseveranza nella pratica quotidiana
Deve esserci un inizio, e spesso è difficile. Il tempo migliore per incominciare è adesso. Il credente deve farlo con la convinzione che ciò è importante per la salute spirituale della sua famiglia; deve cominciare con la convinzione di non smettere quando il nuovo è consumato.
All’inizio, la pratica del culto può essere difficile perché è nuova. Dopo, programmi intensi o altri ostacoli cercheranno di impedirlo.
Bisogna prevenirli, dando al culto in famiglia l’importanza che gli compete; molte famiglie sono naufragate proprio perché i genitori lo hanno eliminato.
Non ci sarà fallimento se la perseveranza è il desiderio di tutti gli interessati. È necessario scegliere un periodo ben preciso della giornata e non permettere a nulla di interferire.
Se questo periodo non si sceglie e non lo si osserva, ben presto non ci sarà più culto in famiglia. Se qualche familiare è assente, il culto deve essere tenuto ugualmente.
Nessuno salterebbe un pasto perché qualcuno della famiglia manca. Eventuali visite non devono costituire un impedimento, ma un’opportunità!
Come mantenere un’atmosfera semplice e serena
I momenti di preghiera non devono essere un pretesto per fare una predica ai figli o a qualche altro familiare. Quando il bambino si comporta in modo sbagliato bisogna prenderlo da parte, con calma, facendogli notare il suo errore.
Il culto in famiglia deve essere semplice: sono attimi di sincerità trascorsi in comunione con Dio e con gli altri familiari. Deve essere un culto naturale e libero, senza formalismo.
Il culto vero e proprio sarà necessariamente breve, ma lo scopo è quello di collegare il suo spirito con tutti gli aspetti della vita quotidiana, renderlo qualcosa che dura tutto il giorno e tutti i giorni.
Lo studio biblico nelle diverse età
Nei primi anni di vita
Per il bambino, il culto comincia presto. Addirittura nel primo anno di vita la madre, cantandogli degli inni per confortarlo e pregando vicino al suo lettino, può fissare dei momenti di culto che dureranno a lungo.
I credenti perdono spesso l’opportunità di fare partecipare al culto il bambino, perché sottovalutano la sua capacità di comprendere.
Qualcuno ha detto che il bambino apprende più teologia dai due ai sei anni che in tutto il resto della sua vita, se i genitori rispondono coscienziosamente alle sue domande.
Con bambini piccoli
I libri illustrati con personaggi biblici permettono anche ai bambini più piccoli di prendere parte alla lettura della Bibbia. Racconti brevi, immagini, canti e preghiere semplici aiutano i bambini a collegare la fede alla vita quotidiana.
La preghiera può consistere in una frase pronunciata dal bambino o in una richiesta molto precisa. Ben presto chinerà il capo per dire “amen” quando il padre avrà concluso la preghiera.
Con adolescenti
Con gli adolescenti è importante lasciare spazio alle domande e alle emozioni. Dio, mostrami come amare i miei adolescenti nel modo in cui lo fai Tu.
Mentre iniziano a diventare più indipendenti, dammi discernimento. E mentre affrontano emozioni intense, aiutami a essere sensibile ai loro sentimenti e saggio nelle mie risposte.
Formali nelle persone che hai creato per essere e, mentre lo fai, proteggi i loro cuori. Lascia che la loro identità rimanga radicata e fondata in Te.
Con figli adulti
Dio, dammi saggezza nel gestire le relazioni con i miei figli adulti. Prima di parlare, lasciami fare una pausa e ascoltarli.
E quando voglio risolvere i loro problemi, lasciami prima rivolgere a Te. Proteggi, stabilisci e aiuta questi adulti a diventare le persone che hai chiamato a essere.
E mentre lo fai, mostrami come incontrarli dove si trovano. Mi fido di Te, e affido i miei figli a Te. Nel nome di Gesù, Amen.
Il culto non programmato nella vita quotidiana
Il vero e proprio culto sarà necessariamente breve, ma lo scopo è quello di collegare il suo spirito con tutti gli aspetti della vita quotidiana, renderlo qualcosa che dura tutto il giorno e tutti i giorni.
Quell’inesprimibile soggezione, che prende un genitore mentre fissa silenziosamente un bambino nella culla, può essere un momento di gratitudine verso Dio. Si è circondati da un’atmosfera di grande responsabilità.
La soddisfatta sensazione del padre che “tutto va bene” quando ritorna a casa dopo un giorno di duro lavoro, provoca uno slancio di ringraziamento e di gratitudine verso Dio.
I genitori possono svolgere tutte le attività della giornata in costante comunione con Dio. Bisognerebbe avere madri con la preghiera sulle labbra mentre lavano i piatti, o che cantino inni di lode mentre rifanno il letto, oppure meditino su preziosi versetti della Scrittura mentre sbucciano le patate o lavano il pavimento.
Bisognerebbe avere padri che preghino costantemente per il benessere spirituale delle loro famiglie, che chiedano a Dio la saggezza quando devono prendere delle decisioni di responsabilità, e uomini che abbiano un’intima comunione col Padre celeste.
Lo studio biblico in casa nei momenti di difficoltà
Quando le chiese in Ruanda chiusero, i credenti del Paese si trovarono di fronte a una sfida: come potevano i seguaci di Gesù rimanere in contatto con la Parola di Dio e tra di loro?
Dio usò lo Studio Biblico Comunitario per rispondere a questa domanda. Le famiglie iniziarono a riunirsi in gruppi domestici, leggendo insieme le Scritture e utilizzando i materiali della CBS come guida per lo studio.
Questo movimento diede vita a qualcosa di potente. I genitori insegnarono la Bibbia ai figli. Le comunità si incontrarono per condividere la Parola di Dio, pregare e sostenersi a vicenda.
La CBS ha trasformato le case in luoghi di culto e di comunione, dimostrando che anche quando le porte delle chiese si chiudono, la Parola di Dio apre i cuori.
La responsabilità spirituale dei genitori
I genitori devono guidare i figli non soltanto verso la conoscenza della Bibbia, ma anche verso una vita modellata sui suoi insegnamenti.
L’ubbidienza dev’essere immediata, con il cuore, e completa. Onorare è stimare di grande valore. Oggi, queste cose mancano terribilmente nella società. Eppure, questa è la via alle benedizioni.
Per una responsabilità così immensa, Dio ci dà una chiara guida. Consideriamo il comandamento di Dio, e cosa vuol dire in pratica. Una guida su come impegnarti come genitore.
Non provocare ad ira i figli: un grande aiuto a capire come evitare di provocare un figlio ad ira, in modo di poter allevarlo nella disciplina e nell’ammonizione del Signore.
Questo è un aiuto pratico su come guidare in casa per aver pace. I genitori possono aiutare, o possono danneggiare, il matrimonio dei figli.
Questo studio dovrebbe essere uno stimolo per noi tutti di valutare ogni campo della vita, i nostri pensieri e i pensieri dei nostri figli, per aiutarli a camminare in verità, e non secondo i ragionamenti della carne e del mondo.
Domande per guidare la conversazione familiare
- Che cosa insegna questo brano su Dio?
- Che cosa insegna questo brano sulla vita familiare?
- Quale parola o frase non abbiamo compreso?
- Che cosa possiamo applicare oggi?
- Per quale persona o necessità vogliamo pregare?
- Quale decisione familiare dobbiamo affidare a Dio?
Le risposte a queste domande non devono essere lunghe né perfette. L’obiettivo è aiutare ogni membro della famiglia a leggere con attenzione, parlare con sincerità e collegare la Parola di Dio alle proprie esperienze.
Una preghiera per la famiglia
Dio, Tu sai esattamente di cosa ha bisogno la nostra famiglia per prosperare. Capisci quanto sia difficile unire due famiglie, ma sai anche quanto possa essere gratificante.
Mentre cerchiamo di capire come guidare questa famiglia insieme, proteggi il nostro matrimonio e aiutaci a creare legami significativi con tutti i nostri figli.
Guidaci e proteggici, e avvicinaci a Te-e l’uno all’altro. Nel nome di Gesù, Amen.
