Gli stendardi della Madonna di Fatima e del Cuore Immacolato di Maria richiamano i principali contenuti spirituali attribuiti alle apparizioni del 1917: la preghiera, la conversione, la penitenza, la riparazione dei peccati, la pace nel mondo e la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.
La Madonna di Fatima è rappresentata tradizionalmente come una figura vestita di bianco, con le mani giunte in preghiera, il rosario e una corona sul capo. La sua immagine richiama le apparizioni mariane avvenute nel 1917 alla Cova da Iria, in Portogallo, davanti ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Francisco Marto e Jacinta Marto.

Il significato degli stendardi mariani
La descrizione della statua della Madonna di Fatima a mani giunte in preghiera con il rosario, con sul capo la celebre e ricca corona d'oro dei passati pontifici, sormontata dalla scritta “PAX” e da una croce, sintetizza gli elementi iconografici più riconoscibili del simulacro. La fotografia di un simulacro scultoreo venerato, priva di scritte frontali dirette, documenta una forma devozionale legata alla memoria delle apparizioni e alla preghiera mariana.
L’iconografia della statua rimanda quindi ai principali contenuti spirituali attribuiti alla Madonna: la preghiera, la conversione, la penitenza, la riparazione dei peccati, la pace nel mondo e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. In questo senso, uno stendardo non è soltanto un elemento decorativo, ma rende visibile una memoria religiosa e accompagna la preghiera comunitaria, le processioni e le celebrazioni mariane.
La Madonna di Fatima, o Nostra Signora di Fátima (Nossa Senhora de Fátima), è uno degli appellativi con i quali viene conosciuta e venerata in tutto il mondo Maria, Madre di Gesù. Deriva dalla cittadina portoghese di Fátima, dove agli inizi del ‘900 ebbero luogo alcune delle apparizioni mariane più famose.
La Madonna di Fatima e il Cuore Immacolato di Maria
A partire dal 13 maggio 1917 la Madonna apparve più volte ai piccoli Lucia, Francesco e Giacinta, consegnando alla prima alcuni messaggi da divulgare al mondo. Le apparizioni della Madonna a Fatima, in Portogallo, da oltre un secolo rappresentano un enigma della fede per centinaia di milioni di cattolici sparsi in tutto il Mondo.
La Vergine Maria apparve a tre bambini, Lucia dos Santos, Francisco e Jacinta Marto: quest'ultimi due morirono giovanissimi, mentre la prima si fece suora e svelò al mondo due messaggi consegnati dalla Madonna. Un terzo, su cui i cattolici e non solo loro avevano discusso per decenni, è stato reso noto solo nel 2000 per volontà di Giovanni Paolo II.
Nell’apparizione di giugno, la Signora presenta il proprio Cuore Immacolato in quanto “rifugio e cammino il quale (…) condurrà fino a Dio”. Nuovamente, a luglio, in seguito alla visione dell’Inferno, Lei stessa riafferma la proposta di consacrazione del suo Cuore Immacolato come mezzo di conversione e riparazione.
La devozione al Cuore di Maria diventa, assieme alla richiesta di consacrazione della Russia e di tutto ciò che simboleggia, l’espressione della presenza di Dio che accompagna il dramma della storia degli uomini, invitando i credenti alla visione di un’altra storia, proiettata su una dimensione escatologica.
Nel profondo della richiesta di consacrazione del Cuore di Maria e della comunione riparatrice dei primi sabati, risiede la centralità di Dio. In quanto cammino che conduce a Dio, il Cuore di Maria è un cuore modellato seguendo il Cuore di Dio stesso - “vi darò pastori secondo il mio cuore” (Ger 3, 15) - e consacrarsi ad esso è accogliere la volontà di lasciarsi convertire dalla misericordia divina.
Il Cuore Immacolato è icona delle volontà di misericordia che Dio ha per il suo popolo. Anche i primi sabati, offerti in riparazione del Cuore Immacolato di Maria, evocheranno nel credente la centralità della misericordia di Dio e gli ricorderanno come il cuore senza macchia lascia trasparire la Sua presenza amorevole.
Le apparizioni di Fatima nel 1917
La Madonna di Fatima apparve a tre pastorelli: Lucia Dos Santos, di dieci anni, Giacinta e Francisco Marto, di sette e nove anni, per sei volte, dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917. Viene come Madre per richiamare gli uomini alla conversione, alla preghiera e alla penitenza.
Fra le apparizioni mariane, quelle relative a Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Secondo il loro racconto, tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia Dos Santos (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina portoghese di Fátima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna.
Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri, dal 13 maggio fino al 13 ottobre. La Vergine Maria apparve dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 ogni mese.
| Data | Luogo | Elemento principale |
|---|---|---|
| 13 maggio 1917 | Cova da Iria | La prima apparizione e l’invito a tornare ogni mese |
| 13 giugno 1917 | Cova da Iria | Il Cuore Immacolato come rifugio e cammino verso Dio |
| 13 luglio 1917 | Cova da Iria | La visione dell’inferno e la richiesta della consacrazione della Russia |
| 19 agosto 1917 | Valinhos | La continuazione del Rosario e il sacrificio per i peccatori |
| 13 settembre 1917 | Cova da Iria | L’invito a pregare per la fine della guerra |
| 13 ottobre 1917 | Cova da Iria | La Madonna del Rosario e il miracolo del sole |
La prima apparizione: 13 maggio 1917
Il 13 maggio 1917 i fratellini Francisco e Giacinta Marto rispettivamente di 9 e 7 anni, e la loro cugina Lucia dos Santos di 10 anni, tutti pastorelli, raccontarono di aver visto una nube planare accanto al luogo in cui stavano pascolando gli armenti, e all’interno della nube apparire la figura di una donna vestita di bianco che recava in mano un rosario. Compresero subito di avere davanti la Madonna, che si rivolse loro gentilmente.
I bambini, seppur molto piccoli, passavano la giornata a lavorare e il 13 maggio decisero di portare le pecore alla Cova da Iria, una grande radura dove avrebbero potuto pascolare liberamente. Le pecore brucavano e loro si misero a giocare, finché nel cielo apparve un bagliore, come se si trattasse di un fulmine.
«Non abbiate paura. Non vi faccio del male. - Di dove è Lei? - le domandai. - Sono del Cielo. - E cosa vuole da me? - Son venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e cosa voglio. Quindi, tornerò qui di nuovo una settima volta.»
La prima apparizione si concluse con l’invito alla preghiera quotidiana del rosario per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra. In occasione di quegli incontri la Madonna di Fatima rivelò ai bambini fatti sorprendenti che avrebbero avuto luogo, come la fine della Prima guerra mondiale e la minaccia di una seconda guerra ancora più terribile.
La seconda apparizione: 13 giugno 1917
Il mese successivo la signora chiese a Lucia di imparare a leggere e a scrivere, per poter divulgare i suoi messaggi. Alla richiesta di portare in cielo i tre bambini, la Madonna rispose: «Sì; Giacinta e Francesco, li porto fra poco, ma tu resti qui ancora per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farMi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato.»
Lucia domandò se sarebbe rimasta sola e ricevette questa risposta: «No, figlia. E tu ne soffri molto? Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio.»
Durante questa apparizione, davanti alla palma della mano destra della Madonna, Lucia vide un cuore coronato di spine. I bambini compresero che si trattava del Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità e bisognoso di riparazione.
La terza apparizione: 13 luglio 1917
Nella terza apparizione la Madonna annunciò che a ottobre avrebbe detto chi era, avrebbe indicato ciò che voleva e avrebbe compiuto un miracolo visibile a tutti. In questa occasione i bambini riferirono anche la visione dell’inferno.
«Sembrò che il riflesso penetrasse la terra e vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero brace trasparenti e nere, o bronzee, in forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportate dalle fiamme che uscivano da loro stesse, insieme a nuvole di fumo che cadevano da ogni parte.»
«I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni roventi. Spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo gli occhi alla Madonna, che ci disse con bontà e tristezza: “Avete visto l’Inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori”.»
Secondo il racconto di Lucia, la Madonna collegò la salvezza delle anime alla devozione al Cuore Immacolato: «Se faranno quel che io vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire. Ma, se non smetteranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio XI, ne comincerà un’altra peggiore.»
Il messaggio comprendeva anche la richiesta della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria e della Comunione riparatrice nei primi sabati. «Se ascolteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa.»
La visione si concludeva con la promessa: «Finalmente il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace.»
La stessa apparizione contiene la formula da recitare dopo ogni mistero del rosario: «O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno».
La quarta apparizione: 19 agosto 1917
Nel mese di agosto l’apparizione non avvenne alla Cova da Iria il giorno 13, poiché i bambini erano stati portati a Ourém dalle autorità. La Madonna apparve successivamente a Valinhos e chiese ai pastorelli di continuare a recitare il rosario ogni giorno.
«Voglio che continuiate a venire alla Cova d’Iria il 13; che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni. Nell’ultimo mese, farò il miracolo, affinché tutti credano.»
La Madonna aggiunse: «Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e interceda per loro.»
La quinta apparizione: 13 settembre 1917
Durante la quinta apparizione, la Madonna ribadì l’invito alla recita quotidiana del rosario per ottenere la fine della guerra. Lucia riferì inoltre che in ottobre sarebbero venuti il Signore, la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine e San Giuseppe con il Bambino Gesù per benedire il mondo.
«Continuate a recitare il rosario alla Madonna del Rosario, tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra. In ottobre verrà anche il Signore, la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine, S. Giuseppe col Bambino Gesù, per benedire il Mondo.»
La sesta apparizione e il miracolo del sole: 13 ottobre 1917
Le apparizioni crearono scompiglio nella piccola comunità di Fatima e gli anticlericali spinsero affinché i bambini smettessero di raccontare cosa avevano visto. Visto che i tre non volevano ammettere che avevano inventato tutto, per intimorirli le autorità civili li arrestarono per un breve periodo.
Il 13 ottobre a Cova d’Irìa c’era gente che proveniva da ogni parte del Portogallo. Vi erano anche numerosi giornalisti anti-clericali, desiderosi di dimostrare come le apparizioni fossero frutto di una commedia escogitata dal parroco di Fatima.
La Madonna apparve di nuovo e annunciò di essere la Madonna del Rosario e che la Prima Guerra mondiale sarebbe presto finita. Poi avvenne il miracolo, che un quotidiano così descrisse: «Il sole ebbe movimenti bruschi, non mai visti e contro tutte le leggi cosmiche; - il sole ballò - secondo la tipica espressione dei contadini…»
A mezzogiorno un sacerdote si avvicinò a Lucia e la accusò di essere una bugiarda poiché la Madonna non era apparsa. Poco dopo le nubi circondarono i pastorelli e l’elce.
Lucia racconta che la Madonna le chiese di far costruire in quel luogo una cappella in suo onore, dedicandola alla Vergine del Rosario. A quel punto si verificò il miracolo promesso: il sole cominciò a volteggiare, visibile a occhio nudo, poi sembrò quasi voler cadere sulla folla atterrita, fermandosi poi di colpo per risalire in cielo.
I tre pastorelli riferirono dunque di aver visto prima la Madonna, poi San Giuseppe ed infine Gesù Bambino mentre benedicevano il mondo con un enorme segno della croce. La visione, intanto, salì verso il cielo ed i tre piccoli videro, accanto alla Madonna, anche Gesù Bambino e San Giuseppe.
Dalle Memorie di Suor Lucia: Anche questa volta, appena apparsa la Signora, Lucia domandò “Signora chi siete e cosa volete da me?”; e Lei subito rispose: “Io sono la Signora del Rosario; voglio una cappella costruita qui in mio omaggio; che continuino a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra finirà e i soldati torneranno presto alle loro case; gli uomini non devono offendere il Signore che è già troppo offeso”.
La Vergine a questo punto aprì di nuovo le mani e lanciò un raggio di luce in direzione del sole e mentre Lei si elevava verso il cielo, i tre veggenti poterono così vedere accanto al sole i tre membri della Sacra Famiglia, Gesù Bambino, San Giuseppe e la Madonna; in pochi attimi ebbero anche la visione di un uomo adulto che benediceva il mondo e la Madonna che a Lucia parve essere la Madonna Addolorata, e infine una terza scena in cui vi era la Madonna del Carmelo con lo scapolare in mano.

Il messaggio di Fatima raffigurato negli stendardi
I tre veggenti con la loro semplicità e tenacia, raccontarono la sollecitudine della Vergine per le sorti dell’umanità, minacciata da diversi flagelli e che per impedirli occorreva: penitenza, recita del Rosario, consacrazione al suo Cuore Immacolato e la costruzione di una Cappella in suo onore per trasformarla in meta di pellegrinaggi di poveri, sofferenti e penitenti.
Il messaggio della Madonna di Fatima è un invito alla penitenza e alla preghiera, all’amore e alla fiducia in Dio. La Madonna di Fatima chiese al popolo penitenza e conversione.
La devozione al Cuore Immacolato di Maria, come quella al Sacro Cuore, non è d’epoca recente. Alcuni riferiscono che sin dall’antichità fosse oggetto di un’attenzione particolare ma sarà solo tra il XVII e il XVIII secolo che avremo la vera grande diffusione della devozione a quelli che spesso erano onorati assieme: i Sacri Cuori di Gesù e di Maria.
A Fatima la Santa Vergine rivelò il desiderio di Dio di diffondere nel mondo la devozione al proprio Cuore Immacolato e di consacrare innanzitutto la Russia, centro di propagazione degli errori del comunismo. Ciò ricorda la concretezza di questa devozione, che attraverso la preghiera e la penitenza richiede un cambiamento del cuore, punto di partenza per ogni seria conversione.
Il sabato seguente alla Solennità del Sacro Cuore, la Chiesa fa memoria del Cuore Immacolato di Maria. Anche nel caso del Cuore Immacolato, come per il Sacro Cuore, troviamo diversi riferimenti biblici.
Scorrendo le pagine dei Vangeli ci rendiamo conto di come si parli del Cuore della Vergine come di un “posto” in cui si trovano racchiusi tutti i misteri di Dio. San Luca (2,19), infatti, scrive: «Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore».
Le apparizioni dell’angelo e la preparazione del messaggio
Tutto iniziò con le apparizioni dell’angelo. Come ci racconta Lucia nelle sue Memorie, nel 1915, mentre si trovava insieme ad alcune compagne lungo i pascoli del padre, aveva visto una misteriosa figura “simile a una statua di neve”.
Nel 1916 i tre pastorelli riferirono di avere avuto tre apparizioni dell’Angelo della Pace. Questi episodi precedettero il ciclo delle apparizioni mariane e introdussero i temi della preghiera, del sacrificio e della riparazione.
La prima apparizione dell’Angelo
«Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me. E, inginocchiandosi per terra, curvò la fronte fino al suolo. Spinti da un movimento soprannaturale, lo imitammo e ripetemmo le parole che gli sentivamo pronunciare: “Mio Dio io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano”. Dopo aver ripetuto questo tre volte si alzò e disse: “Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche”.»
La seconda apparizione dell’Angelo
«Cosa fate? Pregate! Pregate molto! I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo orazioni e sacrifici. - Come dobbiamo sacrificarci? - domandai. - Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sopra la vostra Patria la pace. Io sono il suo Angelo Custode, l’Angelo del Portogallo. Soprattutto, accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà.»
La terza apparizione dell’Angelo
Durante la terza apparizione, l’Angelo teneva in mano un calice e un’Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue. Dopo avere lasciato il calice e l’Ostia sospesi in aria, si prostrò per terra e ripeté per tre volte l’orazione alla Santissima Trinità.
«Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori.»
«Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio».
I tre segreti di Fatima
Alle apparizioni di Fatima sono legati tre segreti, che sarebbero stati parte di un unico messaggio. È utile anche precisare come si senta spesso parlare dei “tre segreti di Fatima” mentre, in realtà, è un solo segreto diviso in tre parti.
Il primo segreto: la visione dell’inferno
Riguardo al primo segreto, Suor Lucia racconta che la Madonna mostrò ai tre pastorelli: « …un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio […]. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri.»
In pratica, la prima parte del segreto, parlava della visione dell’inferno. Il racconto della visione è collegato all’invito alla conversione, alla preghiera e alla riparazione.
Il secondo segreto: la guerra e il Cuore Immacolato
Il secondo segreto riguardava lo scoppio di una guerra più grande di quella che si stava già combattendo in Europa. Questo segreto avrebbe drammaticamente preso corpo il primo settembre 1939, con l’invasione della Polonia da parte delle armate tedesche di Hitler, e l’avvio della Seconda Guerra Mondiale.
Inoltre dice che Dio manderà un “grande segno”, cioè una notte illuminata da una luce sconosciuta. Suor Lucia disse di riconoscere il “gran segno” nella straordinaria aurora boreale che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938.
Suor Lucia identifica il secondo conflitto mondiale con quello previsto dalla visione, descrivendolo come: «lo scoppio di una guerra atea, contro la fede, contro Dio, contro il popolo di Dio.»
Il terzo segreto: penitenza e martirio
Il terzo segreto venne scritto a parte da Suor Lucia, nella lettera consegnata nel 1944 al Vescovo di Leiria: «Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!»
Il terzo segreto, rivelato solo nel 2000, secondo l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Joseph Ratzinger, intenderebbe riguardare la Penitenza ed il sacrificio dei martiri della Chiesa.
Si riporta uno stralcio della comunicazione letta il 13 maggio 2000 a Fatima, presente il Papa: “Tale testo costituisce una visione profetica paragonabile a quelle della Sacra Scrittura, che non descrivono in senso fotografico i dettagli degli avvenimenti futuri, ma sintetizzano e condensano su un medesimo sfondo fatti che si distendono nel tempo in una successione e in una durata non precisate.”
La visione di Fatima riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e i cristiani e descrive l’immane sofferenza dei testimoni della fede dell’ultimo secolo del secondo millennio. È una interminabile Via Crucis guidata dai Papi del ventesimo secolo.
La missione di suor Lucia
In occasione della seconda apparizione, alla richiesta di Lucia di portarla in cielo con i suoi cugini, la Madonna le rispose: «Sì, Giacinta e Francesco li porto tra poco. Ma tu rimani quaggiù ancora qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».
Queste parole indicano chiaramente che Lucia, oltre che come depositaria dei segreti rivelati dalla Madonna, restava su questa terra per compiere una determinata missione.
La prima apparizione avvenne il 13 maggio 1917, agli della pastorella Lucia dos Santos, a Jacinta Marto e a Francisco Marto, fratello di Jacinta e cugino di Lucia. Lucia invece divenne monaca carmelitana scalza, raccontò per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima.
Il 17 giugno 1921. Lucia partì da Aljustrel per Oporto, e fu ricevuta come alunna interna nel Collegio delle Suore Dorotee, a Vilar, alla periferia della città.
Il 24 ottobre 1925 entra nell'Istituto di santa Dorotea, mentre contemporaneamente è ammessa come postulante nel convento di questa stessa congregazione a Tuy, in Spagna, vicino alla frontiera portoghese. Il 2 ottobre 1926 è novizia.
Il 3 ottobre 1928 pronuncia i suoi primi voti come sorella conversa. Sei anni dopo, lo stesso giorno di ottobre, emette i voti perpetui. Prende il nome di religione di suor Maria dell'Addolorata.
Posteriormente, il 25 marzo 1948, ha lasciato l'Istituto di santa Dorotea per entrare nel Carmelo di san Giuseppe, a Coimbra, con il nome di suor Maria Lucia del Cuore Immacolato. Il 13 maggio dello stesso anno ha vestito l'abito di santa Teresa, e il 31 maggio 1949 ha fatto la professione come carmelitana scalza.
Le rivelazioni successive al 1917
Nel segreto di luglio, la Madonna aveva detto: «verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati». Quindi, il messaggio di Fátima non era definitivamente chiuso con il ciclo delle apparizioni della Cova da Iria, nel 1917.
Il 10 dicembre 1925, la santissima Vergine, con al fianco il Bambino Gesù su una nuvola luminosa, apparve a suor Lucia, nella sua cella, nella casa delle Dorotee, a Pontevedra. Ponendole una mano sulla spalla le mostrò un Cuore circondato di spine, che aveva nell' altra mano.
Il Bambino Gesù, indicandolo esortò la veggente con queste parole: «Abbi compassione del Cuore della tua santissima Madre, che è coperto di spine che gli uomini ingrati in ogni momento vi configgono, senza che vi sia nessuno che faccia un atto di riparazione per toglierle».
La santissima Vergine aggiunse: «Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati in ogni momento Mi configgono con bestemmie e ingratitudini. Almeno tu vedi di consolarMi, e dì che tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, ricevendo la santa Comunione, reciteranno un rosario e Mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i quindici misteri del Rosario con l'intenzione di alleviare la mia pena, lo prometto di assisterli nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza di queste anime».
La devozione dei primi cinque sabati
La pratica richiesta comprende la confessione, la santa Comunione, la recita del rosario e quindici minuti di meditazione sui quindici misteri del Rosario, con l’intenzione di riparare alle offese arrecate al Cuore Immacolato di Maria.
Il 15 febbraio 1926, il Bambino Gesù appare di nuovo a suor Lucia, a Pontevedra, chiedendole se aveva già divulgato la devozione alla sua santissima Madre.
Suor Lucia espose la difficoltà di alcune persone a confessarsi di sabato, e chiese che fosse valida la confessione di otto giorni. Gesù rispose: «Sì, può essere stata fatta anche molti più giorni prima, purché, quando Mi ricevono, siano in grazia e abbiano l'intenzione di sollevare il Cuore Immacolato di Maria».
La vigilia del 30 maggio 1930 Nostro Signore, parlando interiormente a suor Lucia, risolse anche un'altra difficoltà: «Sarà ugualmente accetta la pratica di questa devozione la domenica seguente il primo sabato, quando i miei sacerdoti, per giusti motivi, così lo concedano alle anime».
La consacrazione della Russia al Cuore Immacolato
Il 13 giugno 1929, suor Lucia ebbe una splendida visione della santissima Trinità e del Cuore Immacolato di Maria durante la quale la Madonna le comunicò che «era giunto il momento in cui voleva che partecipasse alla santa Chiesa il suo desiderio della consacrazione della Russia, e la sua promessa di convertirla».
«Quindi la Madonna mi disse: "E giunto il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo in questo modo di salvarla. Sono tante le anime che la Giustizia di Dio condanna per peccati commessi contro di Me, e perciò vengo a chiedere riparazione: sacrificati con questa intenzione e prega».
Attraverso i suoi confessori e il vescovo di Leiria, la veggente fece in modo che la richiesta della Madonna giungesse, in quello stesso anno, a conoscenza di Papa Pio XI, che promise di prenderla in considerazione.
In una lettera del 29 maggio 1930 al suo confessore padre José Bernardo Gonçalves S.J., suor Lucia riferisce che Nostro Signore, dopo averle fatto sentire in fondo al cuore la sua divina presenza, insistette perché chiedesse al Santo Padre l'approvazione della devozione riparatrice dei Primi Sabati.
Più tardi, attraverso un'altra comunicazione interiore, Nostro Signore si lamentò con suor Lucia perché la consacrazione della Russia non era stata fatta: «Non hanno voluto ascoltare la mia richiesta. Come il re di Francia se ne pentiranno, e la faranno, ma sarà tardi. La Russia avrà già sparso i suoi errori nel mondo provocando guerre persecuzioni alla Chiesa: il Santo Padre dovrà soffrire molto».
Il 25 gennaio 1935, in una lettera a padre José Bernardo Gonçalves S.J., suor Lucia dichiara che «Nostro Signore era molto scontento perché non si era ottemperato alla sua richiesta».
In una lettera allo stesso padre Gonçalves, del 18 maggio 1936 Suor Lucia chiarisce: «Quanto all'altra domanda, e cioè se sarà conveniente insistere per ottenere la consacrazione della Russia rispondo quasi lo stesso che ho detto altre volte. Mi spiace che non sia già stato fatto, ma Dio stesso che, l'ha chiesta, ha permesso che sia andata così.»
«Interiormente, ho parlato del problema a Nostro Signore e poco tempo fa gli chiedevo perché non convertiva la Russia senza che Sua Santità facesse questa consacrazione. "Perché voglio che tutta la mia Chiesa riconosca questa consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria, per poi estendere il suo culto e porre la devozione a questo Cuore Immacolato accanto alla devozione al mio divino Cuore".»
«Il Santo Padre! Prega molto per il Santo Padre. Egli la farà ma sarà tardi. Tuttavia il Cuore Immacolato di Maria salverà la Russia. Le è affidata».
Il 31 ottobre 1942 papa Pio XII, in un radiomessaggio consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria e il 7 luglio 1952 consacrò a Maria i popoli della Russia, come aveva chiesto la Celeste Signora a Fatima.
S. Papa Giovanni Paolo II fece venire la statua della Madonna di Fatima a Roma il 25 marzo 1984 pubblicamente e insieme ai vescovi che si vollero unire a Sua Santità, fece la consacrazione cosi come la Madonna aveva chiesto e Suor Lucia dissi di si. Da allora è fatta».
Il ruolo dei papi e il riconoscimento ecclesiale
Nel 1930 le apparizioni furono dichiarate degne di fede e la chiesa autorizzò il culto della Madonna di Fatima. Venne edificato un santuario a Fatima, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967 e da papa Giovanni Paolo II.
Il 28 aprile 1919 si diede inizio alla costruzione della Cappellina delle Apparizioni; il 13 ottobre 1930 il vescovo di Leira dichiarò “degne di fede le visioni dei bambini alla Cova da Iria”, autorizzando il culto alla Madonna di Fatima.
Il 13 maggio 1931 l’episcopato portoghese, secondo il messaggio di Fatima, fece la prima consacrazione del Portogallo al Cuore Immacolato di Maria.
L’avverarsi della minaccia con la Seconda guerra mondiale, fece ricordare ai cristiani il messaggio di Fatima; il 13 maggio 1946 con la presenza del legato pontificio, il cardinale Benedetto Aloisi Masella, davanti ad una folla di ottocentomila pellegrini, ci fu l’incoronazione della statua della Vergine di Fatima.
I Papi attraverso loro delegati, come fece Pio XII, o recandosi personalmente in pellegrinaggio, come fece Paolo VI il 13 maggio 1967, in occasione del 50° anniversario delle Apparizioni e Giovanni Paolo II il 13 maggio 1982, un anno esatto dopo l’attentato subito in Piazza S. Pietro, il cui proiettile è incastonato nella corona della statua in segno di riconoscenza, hanno additato Fatima come un faro che ancora oggi continua a gettare la sua luce, per richiamare il mondo disorientato verso l’unico porto di salvezza.
Il terzo segreto e l’attentato a Giovanni Paolo II
La terza parte del messaggio ricevuto, fu messo per iscritto da suor Lucia, allora ancora suora di Santa Dorotea, il 3 gennaio 1944, il documento inviato in Vaticano, è stato letto da tutti i pontefici succedutisi e da pochissimi altri stretti collaboratori e conservato presso la Congregazione per la Dottrina della Fede.
Il documento, che secondo dichiarazioni di suor Lucia non doveva essere reso pubblico prima del 1960, fu portato da mons. João Pereira Venancio quando era ancora vescovo ausiliare di Leiria, alla nunziatura apostolica a Lisbona.
Il 13 maggio 2000, in occasione della beatificazione di Giacinta e Francisco, il cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano diede lettura della comunicazione in lingua portoghese, sul terzo segreto di Fatima; ed appena un mese dopo, il 26 giugno 2000, il Papa ne autorizzò la divulgazione pubblica da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, accompagnata da opportuno commento teologico del Prefetto, cardinale Joseph Ratzinger.
Secondo l’interpretazione dei pastorelli, interpretazione confermata anche recentemente da suor Lucia, il “Vescovo vestito di bianco” che prega per tutti i fedeli è il Papa.
Dopo l’attentato del 13 maggio 1981, a Sua Santità apparve chiaro che era stata “una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola”, permettendo al “papa agonizzante” di fermarsi “sulla soglia della morte”.
In occasione di un passaggio da Roma dell’allora vescovo di Leiria - Fatima, il papa decise di consegnargli la pallottola, che era rimasta nella jeep dopo l’attentato, perché fosse custodita nel Santuario. Per iniziativa del vescovo essa fu poi incastonata nella corona della statua della Madonna di Fatima.
Il significato spirituale del Cuore Immacolato
Se leggiamo seriamente il testo delle apparizioni nelle Memorie di suor Lucia ci rendiamo conto di come il termine “cuore” non abbia nessun rimando ad atteggiamenti di tipo intimistico. Il cuore è centro dell’azione, della vita, delle scelte della persona, punto di partenza per ogni seria conversione.
Se non c’è cambiamento del cuore - e chi ci prova sa quanto sia difficile! - non c’è neanche un serio cammino di fede: ci vogliono preghiera e penitenza.
La gratitudine alla Chiesa, che in questa giornata ci invita a pregare il Cuore Immacolato di Maria, è tanta perché riteniamo rivolte anche a noi le parole «Io non ti lascerò mai. Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio».
Infine, per chi è abituato a recitare ogni giorno il Santo Rosario, è bello sapere che la preghiera con cui concludiamo ogni decina è stata insegnata dalla Bianca Signora ai tre pastorelli: «O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno», segno di quanto sia necessaria una pedagogia di origine divina per avere le parole giuste da rivolgere a Cristo.
La preghiera e la consacrazione a Maria
Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che si irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina.
Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi di amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino.
Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, prezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità.
Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi.
Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.
Consacrazione di San Massimiliano Kolbe a Maria Immacolata
O Immacolata, Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io N.N., indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare con me e con tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, con la mia vita, morte ed eternità, ciò che ti piace.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva per compiere ciò che è stato detto di te: “Ella ti schiaccerà il capo” [Gen. 3, 15], come pure “tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero” [ufficio della B.V. Maria], affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù.
Dove tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché ogni grazia scorre attraverso le tue mani dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi. Concedimi di lodarti, o Vergine santissima. Dammi forza contro i tuoi nemici. Amen.