Santuario di Oropa: la benedizione della gola per la festa di San Biagio

Al Santuario di Oropa il rito della benedizione della gola si terrà al termine di ogni Santa Messa di martedì 3 febbraio, in occasione della memoria liturgica di San Biagio. La celebrazione è legata alla tradizione secondo cui il martire, vescovo della comunità di Sebaste in Armenia, guarì miracolosamente un bambino al quale si era conficcata una lisca in gola.

La benedizione della gola viene compiuta con due candele incrociate e richiama l’affidamento a Dio della salute del corpo e dell’anima per intercessione di San Biagio. In occasione delle celebrazioni indicate, tutte le funzioni si terranno presso il Centro di Spiritualità, a causa dei lavori di restauro dell’organo della Basilica.

Quando si svolge la benedizione della gola a Oropa

In Santuario si terrà il rito di benedizione della gola al termine di ogni S. Messa di Martedì 3 Febbraio. Le celebrazioni della giornata si svolgeranno presso il Centro di Spiritualità per i lavori di restauro dell’organo della Basilica.

ElementoInformazione
RitoBenedizione della gola
RicorrenzaSan Biagio, vescovo e martire
GiornoMartedì 3 Febbraio
Momento della celebrazioneAl termine di ogni S. Messa
Luogo delle celebrazioniCentro di Spiritualità
Motivazione dello spostamentoLavori di restauro dell’organo della Basilica
Interno del Santuario di Oropa

Perché San Biagio è protettore della gola

Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della “pax” costantiniana. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo.

A questo risale il rito della “benedizione della gola”, compiuto con due candele incrociate. Il gesto richiama la protezione attribuita a San Biagio e rappresenta un momento di preghiera e affidamento vissuto dai fedeli durante la sua festa.

Il significato del rito delle candele incrociate

La benedizione della gola si svolge mediante l’incrocio di due candele da parte del sacerdote. La benedizione non è un gesto magico né una consuetudine da ripetere per abitudine, ma un atto di fede, attraverso il quale la Chiesa affida a Dio, per intercessione di San Biagio, la salute del corpo e dell’anima.

Il rito unisce quindi la memoria del santo, il racconto della guarigione miracolosa e la preghiera dei fedeli. Le candele, la preghiera e la benedizione sono elementi attraverso i quali la devozione rende concreto l’affidamento a Dio.

San Biagio tra fede e tradizione

La festa di San Biagio è una ricorrenza religiosa profondamente legata alla tradizione cristiana. La devozione al santo nasce dal ricordo del suo ministero episcopale, della sua testimonianza di fede e dell’episodio della guarigione del bambino, che ha dato origine alla particolare invocazione per i disturbi della gola.

La celebrazione conserva così una duplice dimensione: da una parte la memoria del martire e della sua intercessione, dall’altra la partecipazione dei fedeli a un rito tramandato nel tempo. La benedizione della gola permette di vivere questa tradizione attraverso una preghiera semplice, riconoscibile e condivisa dalla comunità.

La celebrazione al Santuario di Oropa

Al Santuario di Oropa il rito sarà inserito nelle celebrazioni di martedì 3 febbraio e verrà impartito al termine di ogni Santa Messa. La scelta del Centro di Spiritualità consente di mantenere il programma della giornata anche durante i lavori di restauro dell’organo della Basilica.

La partecipazione alla celebrazione permette ai fedeli di rinnovare la devozione a San Biagio e di ricevere la benedizione della gola nel contesto della Santa Messa. Il rito conserva il suo significato religioso anche quando viene celebrato in uno spazio diverso dalla Basilica.

Avellino. San Biagio e la benedizione della gola

Una tradizione rivolta anche ai bambini

La benedizione della gola è particolarmente cara alle famiglie e ai bambini. Considerato il grande afflusso di bambini accompagnati dai genitori per ricevere la benedizione, la Confraternita del SS. Sacramento, in collaborazione con la Diocesi di Nardò-Gallipoli e con il Comune di Nardò, ha promosso la realizzazione di un libretto illustrato che sarà distribuito gratuitamente a tutti i bambini, insieme a una candela.

Il volume, dal titolo San Biagio a Nardò: storia, miracoli e devozione per i più piccoli, è composto da 28 pagine a colori ed è pensato come strumento educativo e divulgativo. Attraverso un racconto in forma di fiaba, il libretto accompagna i bambini alla scoperta della figura di San Biagio, medico, vescovo e martire, aiutandoli a comprendere il significato del rito della benedizione della gola, che si svolge mediante l’incrocio di due candele da parte del sacerdote.

I disegni sono di Roberta Lisi, mentre le fotografie di Lino Rosponi. Il sussidio è arricchito dalla presentazione di S.E. Mons. Fernando Filograna, vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli.

La spiegazione della devozione ai più piccoli

L’iniziativa è rivolta ai bambini e unisce fede, tradizione e conoscenza. Il libretto racconta ai bambini chi era San Biagio, perché lo invochiamo ancora oggi e quale significato hanno le candele, la preghiera e la benedizione.

La scelta di accompagnare il rito con uno strumento illustrato nasce dall’esigenza di spiegare il significato della tradizione alle nuove generazioni. La benedizione della gola diventa così anche un’occasione educativa, capace di collegare la partecipazione religiosa alla conoscenza della figura di San Biagio e della memoria tramandata dalla comunità.

La festa di San Biagio e la partecipazione della comunità

Nel corso della mattinata di domani prenderanno parte al rito anche alcuni studenti del Liceo Artistico di Nardò e alcune classi delle scuole elementari del plesso di piazza Umberto I, accompagnati dai docenti, in un percorso di partecipazione che unisce tradizione religiosa, educazione e valorizzazione dell’identità culturale cittadina.

La festa di San Biagio rappresenta per Nardò un momento di profonda continuità storica e di forte partecipazione popolare. Questa iniziativa intende rafforzare il legame tra devozione, memoria collettiva e nuove generazioni, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni civili ed ecclesiastiche nella tutela delle tradizioni locali.

Il valore spirituale della benedizione

“Ogni anno, il 3 febbraio - spiega Daniela Bove, consigliera delegata ai rapporti con gli enti ecclestiastici - entriamo nella chiesa di Santa Teresa per ricevere la benedizione della gola. È un gesto semplice, antico, molto caro alla nostra città, ma spesso compiuto senza conoscerne davvero il significato profondo.

Proprio da questa consapevolezza nasce l’idea di questo piccolo libretto. Con la Confraternita del Santissimo Sacramento, custode da secoli del culto eucaristico e di tradizioni radicate nella fede del popolo neritino, abbiamo sentito il dovere di accompagnare il rito con una parola di spiegazione, soprattutto rivolta ai più piccoli.

La benedizione non è un gesto magico né una consuetudine da ripetere per abitudine, ma un atto di fede, attraverso il quale la Chiesa affida a Dio, per intercessione di San Biagio, la salute del corpo e dell’anima. Questo opuscolo racconta ai bambini chi era San Biagio, perché lo invochiamo ancora oggi e quale significato hanno le candele, la preghiera e la benedizione”.

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