Eremite Carmelitane di Monteluro: storia, spiritualità e informazioni

Le Eremite Carmelitane di Monteluro sono una comunità di eremite carmelitane nata in Italia nel 1977, presente in diocesi dal 1977 e aggregata all’Ordine Carmelitano, O. Carm., con decreto pontificio del 1 gennaio 2003.

La loro vita è contemplativa ed eremitica, vissuta nella fraternità, nel silenzio, nell’ascolto orante della Parola di Dio e nella preghiera di intercessione per la Chiesa e per il mondo intero.

Origine e collocazione di Monteluro

Le Eremite Carmelitane di Monteluro (già Comunità Monastica Sorelle Carmelitane) sono presenti in Diocesi dal 1977 e sono state aggregate all’Ordine Carmelitano o. carm. dalla Congregazione IVC-SVA con decreto pontificio del 1 gennaio 2003.

Un elenco delle comunità eremite carmelitane nel mondo colloca le “Comunità di donne Eremite Carmelitane di Monteluro” a Monteluro, in Italia, tra le comunità poste sotto il Priore Generale.

Una descrizione della comunità la presenta come una realtà “nata nel 1977, approvata dalla Santa Sede e incorporata all’Ordine carmelitano O. Carm. il 1 gennaio 2003”.

La stessa presentazione sintetizza il senso della loro vocazione con queste parole: “Viviamo in fraternità la vita contemplativa per essere un segno, piccolo ma concreto, dell’Amore che dal cuore della Trinità si diffonde su tutte le creature”.

Il contesto storico: le origini dell’Ordine Carmelitano

L’Ordine del Carmelo ebbe origine nella terra di Gesù e precisamente sul Monte Carmelo.

Qui alcuni pellegrini all’inizio del 1200 decisero di vivere da eremiti in piccole grotte presso la fonte del profeta Elia.

I Carmelitani sono nati, verso la fine del XII secolo, da un gruppo indefinito e non identificato di laici, pellegrini crociati, che stanchi della guerra o desiderosi di attendere l’ultima venuta del Signore che, secondo la mentalità apocalittica,doveva avvenire a Gerusalemme, si sono ritirati sulla montagna del Carmelo dove hanno adottato uno stile di vita eremitico, comune in quei tempi, come opposizione e riforma del movimento monastico.

Quei primi Carmelitani si dedicavano all’orazione e alla meditazione della Parola di Dio.

Essi ancor prima di strutturarsi in comunità, come avverrà con la Regola, sono eremiti indipendenti, nella ricerca della perfezione attraverso la solitudine e la lotta con il diavolo -proprio della spiritualità dei padri del deserto- e contro tutti i nemici dell’uomo, tra i quali le passioni.

La comunità sul Monte Carmelo

Il monaco greco Phocas ci riporta che “San Bertoldo”, “monaco canuto e investito di dignità sacerdotale; venne al Carmelo nel 1155, costruì una piccola cappella e mise insieme dieci fratelli".

Esattamente, come e quando questi uomini vennero a stabilirsi intorno alla fonte di Elia nel Wadi 'ain es-Siah rimane un punto di congettura.

Tuttavia, da quando entrarono nella vallata (verso la fine del XII secolo), gli eremiti occidentali ebbero una lunga storia e tradizione.

Nei suoi scritti, Jacques di Vitry, vescovo di Acri dal 1216 al 1228, menziona la vita eremitica in Palestina: "Altri, a imitazione del santo anacoreta, il profeta Elia, conducevano vite solitarie sul Monte Carmelo, specialmente da quella parte . ora chiamata Haifa, vicino alla fonte chiamata “Fonte di Elia”, . dove in piccole grotte simili ad alveari, quelle api del Signore mellificavano il divin miele della dolcezza spirituale. "

Questo gruppo di eremiti, un’associazione volontaria probabilmente composta per la maggior parte da laici, si rivolse al Patriarca di Gerusalemme, Alberto Avogadro (1150-1214), per redigere una formula di vita che istituisse e trasformasse la comunità dei laici eremiti in un ordine religioso.

La Regola di Sant’Alberto

In un secondo momento, tra il 1206 e il 1214, chiedono ad Alberto Avogadro, patriarca di Gerusalemme, residente in San Giovanni d’Acri, una regola, una forma di vita, per la comunità e nella quale si definisca l’ideale carmelitano come “vivere nell’ossequio di Gesù Cristo, servendolo fedelmente con cuore puro e buona coscienza”.

La formula di vita che questi eremiti ricevettero divenne la loro Regola e viene spesso citata come la “Regola di Sant’Alberto”.

Mentre il documento originale è andato perduto nella storia, le modifiche del 1247 di papa Innocenzo IV portarono i Carmelitani da una vita eremitica a una vita mendicante.

La Regola di vita, approvata da S. Alberto, Patriarca di Gerusalemme e già vescovo di Vercelli, risale al 1210 circa e costituisce il testo fondamentale per l’identità spirituale dei Carmelitani.

Essa raggiungerà la sua forma definitiva con l’approvazione di papa Innocenzo IV nel 1247, quando i Carmelitani, costretti a tornare in Europa a causa dell’espansione musulmana in Terra Santa, uniranno all’indole eremitica anche l’impegno apostolico, con la fondazione di conventi nelle città.

Elia e Maria nella spiritualità carmelitana

Nato alla sequela di Cristo, nello spirito profetico di Elia, il Carmelo si distingue per la sua spiritualità biblica, centrata nell’ascolto orante della Parola di Dio, nell’incessante preghiera, nell’ardente amore a Cristo Gesù e alla Vergine Maria.

Naturalmente, l'insediamento dei primi Carmelitani vicino alla Fonte di Elia, il Profeta biblico del Libro dei Re, ebbe un impatto sulla spiritualità degli eremiti.

Niente meno che un’autorità, come quella di Sant’Antonio Abate – monaco Cristiano vissuto tra il III e IV secolo –, dichiara che "l'asceta dovrebbe modellare la sua vita come in uno specchio sull'esempio del grande Elia".

San Girolamo, Santo e Dottore della Chiesa del IV-V secolo, ha proposto un elenco di figure da emulare e conclude con "il nostro capo Elia, il nostro Eliseo, i nostri figli dei profeti, che abitavano nei campi e nei luoghi solitari e piantavano le loro tende lungo le acque del Giordano".

Molti consideravano Elia come il primo eremita.

Da Elia, infatti, i Carmelitani apprendono ad essere uomini del deserto, dal cuore indiviso, integri davanti a Dio e dediti al Suo servizio, che ardono di un amore appassionato per il Signore.

Il profeta Elia, vissuto nella regione del Carmelo (IX sec. a.C.), è descritto dalla Bibbia (1-2 Re) come colui che “sta alla presenza di Dio” e custodisce il popolo nella fede in Dio vivo e vero.

In sua memoria e sul suo esempio il Carmelo divenne per lungo tempo dimora di monaci ed eremiti, fino all’arrivo dei Carmelitani, che lo considerano padre e ispiratore.

L’ispirazione mariana dell’Ordine proviene fin dalle sue origini.

In un racconto del 1231, sappiamo che un oratorio dedicato a Maria, quale "Nostra Signora del Luogo", si trovava in mezzo alle celle del Monte Carmelo.

Nel corso del tempo, gli eremiti del Monte Carmelo divennero noti come i "Fratelli di Nostra Signora del Monte Carmelo".

Nella Vergine Maria, i Carmelitani trovano l’immagine perfetta di tutto ciò che desiderano e sperano di essere.

La Vergine Maria fu da subito invocata e venerata come Madre, Sorella, Regina, Signora del luogo.

A lei fu dedicata la prima cappella sul Carmelo e il titolo ufficiale dell’Ordine: “Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”.

Successiva fu la tradizione dello Scapolare, una parte dell’abito religioso, come segno visibile di appartenenza a Maria, richiesta di protezione e impegno nell’imitarla.

Dalla vita eremitica alla forma mendicante

La mitigazione della Regola e i suoi adattamenti alle nuove esigenze della vita religiosa volute da Innocenzo IV nel 1247, segna il passaggio dalle origini eremitiche dell’Ordine del Carmelo alla forma di vita mendicante.

Si permette ai Carmelitani di fondare i conventi nelle città e dedicarsi all’apostolato come gli altri Ordini Mendicanti, anche se solo con il II Concilio di Lione saranno ufficialmente mendicanti insieme ai Domenicani, Francescani ed Eremiti di sant’Agostino.

Intorno al 1238, a causa delle incursioni e delle persecuzioni dei Saraceni, i Carmelitani furono costretti ad abbandonare la loro dimora sul Monte Carmelo.

La maggior parte dei Carmelitani tornò in Europa, nel proprio paese di origine, per farvi stabilire l’Ordine.

La mancanza di sicurezza nella Terra Santa, fa sì che i Carmelitani comincino ad emigrare verso l’Europa; si stabiliscono a Cipro, il Sicilia, Francia e Inghilterra.

Nel 1291, con la caduta di San Giovanni d’Acri, termina la presenza dei Carmelitani sul Monte Carmelo.

La perdita del Monte Carmelo ha fornito all'Ordine la sfida di adattarsi alla vita europea, particolarmente con l'emergente movimento degli ordini religiosi mendicanti, principalmente i domenicani, i francescani e gli agostiniani.

Una volta stabiliti in Europa cercano dei segni per essere riconosciuti dalla gente e sviluppano la devozione al profeta Elia, presentato nel duplice aspetto di prototipo dell’eremita dedicato interamente alla contemplazione e modello di vita attiva.

Allo stesso modo, sviluppano la pietà mariana che li farà identificare come l’Ordine della Vergine; è solo in europa che si generalizza il titolo con cui si conosce l’Ordine: Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

Monte Carmelo e fonte del profeta Elia

Elementi fondamentali della vita carmelitana

Nati negli ultimi tempi del Medio Evo, i carmelitani desiderano vivere in ossequio di Gesù Cristo secondo questi tratti caratteristici: la contemplazione, fondamento della vita e dell’apostolato del carmelitano; l’orazione e la meditazione; il silenzio; l’ascesi, che implica la sobrietà della vita e la povertà del vivere in umiltà e dipendendo dagli altri, ed infine l’apostolato, nella propria chiesa come a servizio della realtà ecclesiale.

I membri dell’Ordine esprimono la loro fedeltà a Cristo con il loro impegno nel cercare il volto del Dio vivente (dimensione contemplativa), vivendo in fraternità (comunità) e servizio (diakonia) in mezzo al popolo.

Questi elementi permettono di comprendere anche la vocazione delle Eremite Carmelitane di Monteluro: una vita appartata, ma non separata dalla Chiesa; silenziosa, ma orientata all’intercessione; contemplativa, ma vissuta in una comunità concreta.

La vita delle Eremite Carmelitane di Monteluro

Norma di vita delle Eremite Carmelitane di Monteluro è la Regola che S. Alberto, Patriarca di Gerusalemme, diede a questi primi eremiti e che poi fu approvata da Papa Innocenzo IV nel 1247 e le loro Costituzioni, approvate dalla S. Sede nel 2003, che, avvalendosi dell’apporto di tutti i santi e le sante del Carmelo, sono una modalità di incarnazione nell’oggi del carisma carmelitano.

Loro modello è la Vergine Maria, la contemplativa per eccellenza, che ha vissuto nella semplicità e nel nascondimento, e la loro missione è la preghiera e l’intercessione per la Chiesa e per il mondo intero.

La comunità vive dunque il rapporto tra la tradizione delle origini e la sua espressione contemporanea, assumendo la Regola di Sant’Alberto e le Costituzioni approvate dalla Santa Sede come riferimenti della propria forma di vita.

Il modello mariano sottolinea la semplicità, il nascondimento e la disponibilità interiore, mentre la missione di preghiera colloca la comunità all’interno della vita della Chiesa e della sua sollecitudine per il mondo.

La presenza femminile nel Carmelo

Fin dai primi arrivi in Europa, le donne si sono affiliate all'Ordine in vari gradi.

Con l'approvazione papale del 1452, l'incorporazione divenne ufficiale e le donne vivevano in comunità proprie.

Il ramo femminile dell’Ordine nascerà solo nel 1452, quando il priore generale Beato Giovanni Soreth ottenne da papa Nicolò V l’approvazione delle prime monache carmelitane di clausura.

Nello stesso periodo si svilupparono, all’interno dell’Ordine, diversi movimenti e tentativi di riforma spirituale, per recuperare lo spirito originario che per vari motivi si era andato affievolendo.

La vita delle Eremite Carmelitane di Monteluro si inserisce in questa lunga storia della presenza femminile carmelitana, distinguendosi per la forma eremitica e comunitaria della propria vocazione.

Riforme e sviluppo del Carmelo

La rilocazione nei loro paesi native ha anche fornito ai Carmelitani il beneficio del sistema universitario emergente.

Per prepararsi adeguatamente al ministero, i Carmelitani si avvalevano di una preparazione teologica qualificata, diventando anche insegnanti e scrittori universitari in tutta Europa.

Inevitabilmente, la vita del Carmelitano si era molto adattata a causa della migrazione dal Monte Carmelo all'Europa.

Tuttavia, tale cambiamento suscitò il richiamo a tornare a essere come erano prima.

Ci furono molti sforzi per adattarsi meglio alla vita in Europa pur rimanendo fedeli alla vita che avevano vissuto agli albori, sul Monte Carmelo.

Molteplici riforme si svilupparono, poi, nei secoli successivi.

La maggior parte delle riforme furono movimenti interni all'Ordine.

Alcuni aspetti di queste riforme possono essere osservati nella vita dei Carmelitani fino ad oggi.

Teresa d’Avila e il Carmelo riformato

La Riforma più importante avvenne in Spagna per opera di Santa Teresa di Gesù (Avila 1515 - Alba de Tormes 1582).

Essa diede inizio ad un nuovo ramo dell’Ordine, fondando nel 1562 il primo monastero delle Carmelitane Scalze, e nel 1568 il primo convento dei Carmelitani Scalzi, insieme a San Giovanni della Croce (Fontiveros 1542 - Ubeda 1591).

Nei venti anni della sua attività di fondatrice, furono aperti 17 monasteri di monache di clausura e 12 conventi di frati.

La Riforma teresiana si caratterizza non solo per l’impegno a vivere con rinnovata fedeltà l’antica Regola del Carmelo, ma soprattutto per l’insegnamento di Santa Teresa e S. Giovanni della Croce sulla preghiera e la vita spirituale.

La Chiesa ha riconosciuto l’autorevolezza e l’importanza della loro dottrina proclamandoli “Dottori della Chiesa”.

L’Ordine dei Carmelitani Scalzi riconosce Santa Teresa come madre e fondatrice.

A differenza di altri ordini, è l’unico Ordine che ha per fondatrice una donna ed è l’unico in cui il ramo femminile ha preceduto quello maschile.

Quanto abbiamo appena detto sta scritto nelle Costituzioni che ci definiscono “un’Ordine antico che unisce la fedeltà alla tradizione spirituale del Carmelo con un’aspirazione permanente di rinnovamento”.

Tradizione e rinnovamento sono due atteggiamenti legati ai Carmelitani Scalzi tramite la madre e fondatrice santa Teresa.

Il Carmelo tra età moderna e contemporanea

Il Concilio di Trento e i suoi effetti

La maggior parte delle riforme furono movimenti interni all'Ordine.

La riforma degli Scalzi del XVI secolo, guidata da Teresa d'Avila, portò a un Ordine separato dopo la morte di Santa Teresa e San Giovanni della Croce.

La Riforma Protestante sfidò gravemente l'Ordine, in particolare nell'Europa settentrionale.

Modesti furono i contributi dell'Ordine al Concilio di Trento, tuttavia, le riforme della vita religiosa richieste da Trento furono attuate dall'Ordine.

Seguendo il rinnovamento apportato da Trento, l'Ordine ha continuato a generare membri noti per la loro santità.

Anche gli scritti di questo periodo sono ben conosciuti come alcuni tra i più belli mai composti prima.

All'alba della Rivoluzione Francese, l'Ordine Carmelitano si era stabilito in buona parte del mondo.

I suoi 13.000 membri erano divisi in 54 Province.

Alla fine della Rivoluzione Francese, però, l'Ordine subì gravi perdite tra le sue fiorenti Province francesi perché completamente distrutte.

Alla fine del XIX secolo, l'Ordine contava solo 8 Province e 727 religiosi.

Fu proprio questo piccolo numero di religiosi e alcune personalità intraprendenti che, nel XX secolo, con determinazione e coraggio, ristabilirono l'Ordine laddove era presente e in nuove terre.

Dal Concilio Vaticano II (1962-1965), i Carmelitani hanno riflettuto a lungo sulla loro identità, sul loro carisma, su ciò che è fondamentale nella loro vita.

Sono "tornati alle loro radici" come il Concilio ha chiesto di fare a tutti gli ordini religiosi e hanno riscoperto cosa significhi "vivere in ossequio di Gesù Cristo" nel mondo di oggi.

La Famiglia Carmelitana oggi

Oggi la Famiglia Carmelitana, con circa 2.000 frati Carmelitani, 800 monache contemplative, 2.300 membri di congregazioni affiliate e 9.200 Laici Carmelitani, vive in 47 Paesi di tutto il mondo.

Una ricca vita ministeriale coinvolge case di spiritualità, parrocchie, centri per gli esercizi spirituali, santuari mariani, scuole secondarie, associazioni religiose, media e iniziative per la giustizia e la pace.

I modelli ideali di questa vita continuano ad essere il profeta Elia e la Beata Vergine Maria, nonché i molti Carmelitani ritenuti di aver vissuto la loro vita in modo esemplare lungo i secoli.

Lo Spirito Santo ha reso feconda la famiglia carmelitana suscitando in essa, nei secoli seguenti, santi e sante divenuti maestri di vita spirituale.

  • Santa Teresa di Gesù Bambino di Lisieux, Francia, 1873-1897;
  • la Beata Elisabetta della Trinità, Francia, 1880-1906;
  • la Beata Maria Baouardy di Gesù Crocifisso, Israele, 1846-1878;
  • San Raffaele Kalinowski, Polonia, 1835-1907;
  • Santa Teresa Benedetta della Croce, più nota col suo nome ebraico Edith Stein, Germania, 1891-1942;
  • il Cardinale Anastasio Alberto Ballestrero, 1913-1998.

Le comunità eremite carmelitane nel mondo

L’Ordine Carmelitano trae le proprie origini dagli eremiti del Monte Carmelo, che a causa delle circostanze storiche, si trasferiscono per diventare mendicanti.

Tuttavia la vocazione eremitica è rimasta parte della loro storia così che, in ogni epoca troviamo le persone chiamata a questa vita eremitica, sanno che il Carmelo è la loro casa spirituale.

Per questa ragione, la Famiglia Carmelitana comprende gli eremiti che possiedono il Carisma del Carmelo.

Alcuni loro sono membri dell’Ordine (Cf. Cost. 2019, n. 44) e gli altri sono affiliati all’Ordine pur essendo sotto l’autorità del vescovo locale.

ComunitàLuogoCollocazione
Comunità di donne Eremite Carmelitane di MonteluroMonteluro, ItaliaSotto il Priore Generale
Hermits of Our Lady of Mount CarmelChester, NJ, USASotto il Priore Generale
Eremite Carmelitane di S. Maria degli AngeliS. Martino alla Palma, ItaliaSotto il Priore Generale
Carmelo di S. Maria Maddalena de’ PazziFirenze, ItaliaSotto il Priore Generale
Carmelite Hermits of the Blessed Virgin MaryChristoval, TX, USASotto il Priore Generale
Carmelite Hermits of the Blessed Virgin MaryLake Elmo, MN, USASotto il Priore Generale
Mt. Carmel HermitageFlorence, PA, USAAffiliata con la Provincia S. Elia, USA
Eremite Carmelitani di San GiuseppeSedaeng, East Java, IndonesiaAffiliata con la Provincia Indonesiana
Madonna del GranatoCapaccio, ItaliaAffiliata con la Provincia Neapolitana, Italia

Le comunità eremite indicate nelle informazioni storiche

Mount Carmel Hermitage (Eremo del Monte Carmelo) fondato il 9 novembre 2002 negli Stati Uniti.

Carmelite Hermitage of the Blessed Virgin Mary (Eremo del Carmelo della Beata Vergine Maria) Fondato negli Stati Uniti il 14 maggio 2003.

Sorelle della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo Fondato il 16 luglio 2006 in Italia ed affiliato all’Ordine l’11 dicembre 2012.

The Hermits of Our Lady of Mount Carmel of the Immaculate Heart of Mary (Eremiti di Nostra Signora del Monte Carmelo e del Cuore Immacolato di Maria) Fondato il 23 ottobre 1976 negli Stati Uniti ed è aggiunto all’Ordine il 22 gennaio 2001.

Eremite Carmelitane di Monteluro Fondata nel 1977 in Italia ed aggiunta all’Ordine nel mese di gennaio 2003.

Eremitinnen Unserer Lieben Frau vom Berge Karmel (Eremite di nostra Signora del Monte Carmelo) Fondata il 23 febbraio 2018 come una comunità filiale delle eremite di Chester.

Monteluro nel panorama delle comunità carmelitane italiane

Le Eremite Carmelitane di Monteluro si distinguono dalle numerose comunità monastiche e claustrali carmelitane presenti in Italia per la specifica identità eremitica.

Tra le realtà carmelitane italiane sono ricordate comunità contemplative e monasteri in diverse località, tra cui Carpineto Romano, Jesi, Firenze, Cerreto di Sorano, Marcianise-Vitulazio, Biella, Vetralla, Camerino, San Giovanni La Punta, Montagano, Ostuni, Sogliano al Rubicone e Sutri.

La distinzione tra queste forme di vita non elimina la comune appartenenza alla spiritualità del Carmelo, fondata sulla preghiera, sull’ascolto della Parola, sulla devozione mariana e sul riferimento al profeta Elia.

La comunità di Monteluro rappresenta quindi una particolare espressione della vocazione carmelitana femminile: non semplicemente una presenza monastica, ma una comunità di eremite che vive la contemplazione in una forma fraternamente condivisa.

Informazioni essenziali sulla comunità

VoceInformazione
NomeEremite Carmelitane di Monteluro
Denominazione precedenteComunità Monastica Sorelle Carmelitane
PaeseItalia
LocalitàMonteluro
Origine1977
Aggregazione all’Ordine CarmelitanoGennaio 2003
RiconoscimentoDecreto pontificio del 1 gennaio 2003
Forma di vitaContemplativa ed eremitica, vissuta in fraternità
Modello spiritualeLa Vergine Maria
Riferimenti fondamentaliRegola di Sant’Alberto e Costituzioni approvate dalla Santa Sede nel 2003
MissionePreghiera e intercessione per la Chiesa e per il mondo intero

Il significato della vocazione eremitica carmelitana

La presenza delle Eremite Carmelitane di Monteluro mostra come la dimensione eremitica non sia soltanto un ricordo delle origini storiche dell’Ordine, ma una vocazione ancora presente nella Famiglia Carmelitana.

L’eremo richiama le prime comunità del Monte Carmelo, raccolte presso la fonte di Elia e orientate alla solitudine, alla preghiera e alla ricerca di Dio.

La fraternità impedisce però che la solitudine venga intesa come isolamento assoluto: la vita contemplativa è condivisa secondo una forma comunitaria e ordinata dalla Regola e dalle Costituzioni.

La preghiera di intercessione costituisce il modo specifico con cui la comunità partecipa alla missione della Chiesa e porta davanti a Dio le necessità del mondo.

In questa prospettiva, il silenzio, la semplicità, il nascondimento, la sobrietà e l’ascolto della Parola non sono elementi separati, ma aspetti di un’unica forma di vita carmelitana.

La storia delle Eremite Carmelitane di Monteluro è quindi legata a tre livelli: la tradizione eremitica nata sul Monte Carmelo, la storia dell’Ordine Carmelitano e la fondazione italiana della comunità nel 1977.

La loro identità si fonda sulla Regola di Sant’Alberto, sulle Costituzioni approvate dalla Santa Sede nel 2003, sul modello della Vergine Maria e sulla missione di pregare e intercedere per la Chiesa e per il mondo intero.

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