Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Genova

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano è una rara testimonianza dell’architettura romanica a Genova e conserva ancora le absidi originarie poco profonde. Collocata sotto la collina di Castello, a ridosso del Mandraccio, la chiesa dei SS. Cosma e Damiano nella sua lineare architettura romana gioca a nascondino fra i caruggi.

Il primo documento che comprova l’esistenza della chiesa reca la data del 21 aprile 1049, probabile anno della sua costruzione. Si tratta indiscutibilmente di uno dei luoghi di culto più affascinanti della città.

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano Genova

Origini e sviluppo storico

La storia di questa chiesa risale alla notte dei tempi, intorno al VII sec. d. c. quando venne intitolata una cappelletta al vescovo di Pavia San Damiano. La fabbricazione vera e propria del tempio avvenne, come testimoniato dai documenti di fondazione, solo nel 1049.

Durante il secolo successivo la chiesa raggiunse il suo apogeo con la costruzione del portale, l’erezione della torre nolare e l’inserimento del rettore fra gli aventi diritto alla votazione per l’elezione del Vescovo. Nel 1296 le famiglie Mallone e Spinola donarono le reliquie, provenienti da Costantinopoli, dei due fratelli martiri, Damiano e Cosma che divennero così i santi cointestatari dell’edificio.

Essendo i due i patroni dei chirurghi e dei barbieri, dal 1476 le relative corporazioni vi stabilirono la comune cappella della propria consorteria. Un tempo la zona era nota con il nome di “contrada serpe” ed era puntellata di abitazioni turrite, dimore strategiche delle famiglie più in vista dell’epoca: Malloni, Della Volta, Della Chiesa, Zaccaria, Castello.

Bombardamenti e trasformazioni dell’edificio

La struttura, come del resto gran parte della zona, venne pesantemente danneggiata durante il bombardamento del re Sole del 1684, il chiostro distrutto. I bombardamenti dal 1942 al 1944 completarono lo scempio causando la perdita d’importanti dipinti, come elencato nell’inventario della chiesa, di Giovanni Roos, Domenico Castello e Domenico Fiasella.

La facciata a capanna, in pietra, tripartita da lesene nella parte superiore, presenta in basso un basamento nel quale sono ricavate tre tombe ad arcosolio con arcate a tutto sesto del XII sec. ed una con arco acuto retto da colonnine gotiche, con decorazione a bande bianche e nere, detta “tomba del Barisone”, realizzata durante la ristrutturazione del XIII sec.

Nella facciata si aprono due monofore in alto un finestrone semicircolare, realizzato nel XVII sec., quando venne costruito il tetto in muratura in sostituzione di quello originario a capriate lignee, distrutto dal bombardamento francese del 1684. Nella parte superiore della facciata restano tracce del primitivo rosone.

Durante l’anno è spesso abbellita da addobbi floreali, nel periodo natalizio nobilitata da un grazioso presepe.

Facciata romanica chiesa Genova

Il portale e le sculture medievali

Interessanti sono le sculture poste sul portale datate intorno al 1155, le più antiche dell’edificio. L’architrave è il reimpiego di una cornice romana arricchita da un motivo a mosaico in marmi policromi.

Particolari poi, sui capitelli del vestibolo di destra, le sculture di una sirena-uccello e di una sfinge dal volto femminile. Il resto della costruzione è risalente al ‘200.

Le colonne a lesene bianco nere e il presepe ricavato all’interno della tomba del Barisone contribuiscono a rendere riconoscibile l’esterno della chiesa e il suo rapporto con la storia medievale del quartiere.

L’interno della chiesa

L’interno a tre navate puntellate da sei colonne bianco nere, in marmo di Carrara e di pietra di Promontorio con capitelli a forma di foglia di acanto, si presenta spoglio ed essenziale. I mattoni a vista sono frutto d’interventi settecenteschi posteriori al bombardamento.

La decorazione interna non è particolarmente ricca ma meritano una menzione l’“Ester e Assuero” di Bernardo Castello e la “Madonna col Bambino e i Ss Cosma e Damiano” di Gioacchino Assereto. Lo scarno aspetto non deve trarre in inganno perché sotto le navate sono custodite pregevoli opere d’arte.

OperaAutore o periodo
La Madonna del SoccorsoBarnaba da Modena, XIV sec.
Ester e AssueroBernardo Castello, XVI sec.
La Madonna col Bambino e i Santi Cosma e Damiano che guariscono i malatiGioacchino Assereto
Il Transito di San GiuseppeGiovanni Andrea De Ferrari, XVII sec.
Madonna ImmacolataPierre Puget, XVII sec.

La Madonna del Soccorso del XIV sec. di Barnaba da Modena, autore anche della più nota “Madonna del Latte” ricoverata oggi in San Donato, è una delle opere più significative conservate nella chiesa. Tra le altre opere si ricordano “Ester e Assuero” del XVI sec. di Bernardo Castello, “La Madonna col Bambino e i Santi Cosma e Damiano che guariscono i malati” di Gioacchino Assereto e “Il Transito di San Giuseppe” del XVII sec. di Giovanni Andrea De Ferrari.

Abside, fonte battesimale e arredi sacri

Nell’abside di sinistra è situato il fonte battesimale medievale scolpito nel marmo mentre sull’altare spicca la statua marmorea della Madonna Immacolata del XVII sec. del marsigliese Pierre Puget, apprezzato autore di simili opere nell’Albergo dei Poveri e nell’Oratorio di San Filippo Neri.

L’altare principale collocato nell’abside spoglia sottolinea la sobrietà dello spazio liturgico. Per gli amanti della musica merita menzione il settecentesco organo a canne.

Sul pavimento si nota un disegno particolare: il teschio e le tibie incrociate il simbolo del jolly roger adottato dai pirati.

Interno romanico con colonne bicolori

Le opere e i dettagli all’esterno

Ma le sorprese non finiscono qui perché una volta usciti nella piazza al civ. n. 2r ecco un antichissimo sovrapporta con San Giorgio e il drago in pietra nera di Promontorio. Il rilievo purtroppo risulta ormai abraso mentre la cornice marmorea con motivi floreali risulta ben conservata.

Passato l’archivolto che conduceva un tempo allo scomparso chiostro si notano due nicchie vuote e, svoltando a sinistra s’incontra una lapide del XVI sec. raffigurante due angeli nell’atto di sorreggere un medaglione col volto di un santo non ben identificato.

Imboccato il Vico dietro il Coro ecco due edicole: la prima, al civ. n. 6r quella del XVII sec. della Madonna della Misericordia. La Vergine che appare al Beato Botta è contenuta in un rilievo tondo delimitato da una pesante cornice alla cui sommità campeggia un cuore elaborato con fregi e riccioli con al suo interno il trigramma di Cristo e il monogramma di Maria con la corona.

Poco dopo, la seconda, una Madonna di città in un tabernacolo a tempietto marmoreo classico, con una volta arcuata e testina di cherubino alato. Ai lati delle lesene decori con ampi riccioli e fogliami. La statua della Madonna è mancante.

Il culto dei Santi Cosma e Damiano

I Santi Cosma e Damiano, ricordati dalla Chiesa cattolica il 26 settembre, erano di origine araba e dedicarono la loro vita all’attività medica, svolta gratuitamente. Per questo sono venerati come “Santi medici” e definiti anche “santi senza argento e non mercenari”, simboli di altruismo e dedizione al prossimo.

Martirizzati sotto l’impero di Diocleziano, continuano a essere oggetto di profonda devozione. Essendo patroni dei chirurghi e dei barbieri, il loro culto nella chiesa genovese è legato anche alla presenza storica delle corporazioni professionali.

La chiesa nel paesaggio storico del Mandraccio

Ai SS. Cosma e Damiano il gioiello incastonato nella pietra, dove un tempo l’onda frangeva sulla scogliera, si respira ancora l’odore di salsedine e si raccontano ancora storie di pirati. La chiesa dei santi Cosma e Damiano si trova nel Sestriere Molo.

La posizione sotto la collina di Castello, a ridosso del Mandraccio, mette in relazione l’edificio con uno dei nuclei più antichi del centro storico genovese. La presenza delle abitazioni turrite, delle tombe medievali, delle edicole e delle tracce dell’antico chiostro rende la visita inseparabile dalla struttura dei caruggi circostanti.

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La devozione a Sampierdarena

Il culto dei Santi Cosma e Damiano è particolarmente vivo anche a Sampierdarena: all’ingresso della Chiesa della Cella si trovano due statue lignee realizzate intorno al 1960, custodite con cura e meta di continua venerazione, soprattutto da parte della comunità pugliese.

Il 28-09-2025 Domenica 28 settembre Sampierdarena ospita la storica Fiera dei Santi Cosma e Damiano. Organizzata dal Comune di Genova, l’iniziativa si intreccia alle celebrazioni religiose ed alla tradizione popolare che a questa cerimonia associa la fine dell'estate ed il ritorno alle consuetudini della stagione invernale.

Dalle ore 8 alle 20 il cuore dello storico borgo di Sancto Petro de Arena si trasformerà in una grande esposizione a cielo aperto: circa ottanta banchi proporranno dolciumi, specialità gastronomiche, generi alimentari e merci di vario tipo, offrendo ai visitatori un percorso ricco di sapori e colori.

L’area della fiera si estende dal civico 111 di via Sampierdarena al civico 57 nero di piazzetta dei Minolli, per un totale di circa cinquemila metri quadrati. Gli spazi, ampi e organizzati con particolare attenzione all’accessibilità, garantiscono sicurezza e fluidità dei flussi, permettendo di vivere al meglio l’evento.

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