Gli Evangelisti sono i pre-New Trolls

Gli Evangelisti sono il nucleo originario da cui nasceranno i New Trolls, uno dei primi e più celebri gruppi del rock progressivo italiano. Il progetto prende forma attorno alla metà degli anni ’60 grazie all’incontro di Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno, Giorgio D’Adamo e Mauro Chiarugi, musicisti preparati tecnicamente e accomunati dalla volontà di superare i limiti delle consuete cover beat.

La storia degli Evangelisti coincide con la fase iniziale dell’avventura che porterà alla leggenda dei New Trolls: un percorso fondato sulla ricerca di un’identità musicale autonoma, sulla cura degli arrangiamenti, sul virtuosismo strumentale e sulla fusione tra rock, ritmi beat, psichedelia e musica colta.

Dagli Evangelisti ai New Trolls

Un progetto nato attorno alla metà degli anni '60, reso possibile dall'incontro di alcuni artisti molto preparati anche tecnicamente che riuscirono a conquistarsi subito il giudizio favorevole della critica italiana: Vittorio de Scalzi, Nico di Palo, Gianni Belleno, Giorgio D'Adamo, Mauro Chiarugi.

I New Trolls, giovani interpreti di un “beat psichedelico” che mixava rock, classici ritmi beat e nuove sonorità, si distinsero nel tempo per la loro ricerca musicale che si spingeva oltre l'interpretazione di cover di brani stranieri, come era in uso in quegli anni.

Cercare un'identità musicale propria e riconoscibile è stata fin da subito la sfida di un gruppo che brillò anche per la cura negli arrangiamenti dei brani e il virtuosismo tecnico delle performance.

Un'avventura musicale che, pur se fra tante vicissitudini e conflitti, durerà più di quaranta anni.

ElementoCaratteristica
OrigineProgetto nato attorno alla metà degli anni '60
Componenti inizialiVittorio de Scalzi, Nico di Palo, Gianni Belleno, Giorgio D'Adamo, Mauro Chiarugi
Prima identità sonoraBeat psichedelico, ritmi beat e nuove sonorità
Ricerca musicaleSuperamento delle cover straniere, arrangiamenti elaborati e virtuosismo tecnico

Il contesto del rock progressivo italiano

Il Prog italiano ha visto nascere una miriade di gruppi, alcuni validi, altri meno, con un intento comune: sperimentare, ricercare e rinnovare.

La voglia irrefrenabile di novità, di rivoluzionare la musica, renderla meno frivola rispetto a ciò che propinavano Sanremo e il Disco Per L’Estate.

Piccoli giovani intellettuali trascinati in quel vortice politico e rivoluzionario che caratterizzò anche tragicamente gli anni dal ’68 in poi.

La musica divenne mezzo per divulgare un credo politico; cantanti e gruppi che urlavano il proprio disagio verso la “borghesia” e i “padroni”.

Indubbiamente l’ispirazione proveniva anche da oltralpe, in primis da quell’Inghilterra fucina di grandi idee e di ottimi musicisti.

Cantanti e gruppi che nella maggior parte dei casi hanno avuto vita breve; pochi altri si sono adeguati al fiume in piena delle trasformazioni e delle mode fugaci riuscendo ad emergere e a perdurare per lungo tempo.

Alan Sorrenti, Area, Premiata Forneria Marconi, il primo Battiato, Le Orme, Banco Del Mutuo Soccorso, Il Volo, Perigeo, Quella Vecchia Locanda, Osanna, Il Balletto di Bronzo, Il Rovescio della Medaglia, Demetrio Stratos, The Trip.

L’elenco potrebbe proseguire oltre.

Fra i protagonisti di questa stagione, i New Trolls si distinguono per la capacità di combinare l’immediatezza della canzone con una scrittura più ambiziosa, destinata a svilupparsi pienamente nella stagione del progressive.

Gruppo rock progressivo italiano anni Sessanta

Il primo concept album: Senza orario, senza bandiera

Furono anche gli autori riconosciuti di uno dei primi concept album italiani: “Senza orario, senza bandiera”, anno 1968.

Un lavoro, questo, che seguì alla pubblicazione di alcuni 45 giri, a cui collaborarono anche Fabrizio de Andrè, Riccardo Mannerini e Giampiero Reverberi.

La realizzazione dell’album rappresenta un passaggio importante nella definizione dell’identità del gruppo, perché lega i brani all’interno di un progetto unitario e conferma la volontà di andare oltre la semplice successione di singoli.

La ricerca di una forma riconoscibile e personale accompagna così la trasformazione degli Evangelisti nel gruppo destinato a essere conosciuto come New Trolls.

Le prime apparizioni al Festival di Sanremo

Prima dell'incisione di quello che da molti fu riconosciuto come il loro capolavoro, “Concerto Grosso dei New Trolls”, fra gli album più venduti di sempre, il gruppo partecipò per ben due volte al Festival di Sanremo.

Portando prima la canzone “Io che ho te”, testo di Giorgio D'Adamo e musica di Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, e poi una cover di Sergio Endrigo, “Una storia”.

Queste partecipazioni mostrano la capacità dei musicisti di muoversi anche nel circuito della canzone italiana, senza rinunciare alla ricerca di una fisionomia musicale propria.

Dal repertorio beat al progressive rock

È nel 1970 che il gruppo fa uscire “New Trolls”, raccolta di brani che erano stati pubblicati come singoli, e che avevano riscosso successo.

Il passaggio dal beat psichedelico alla stagione progressiva non avviene attraverso una rottura improvvisa, ma mediante un progressivo ampliamento degli arrangiamenti, delle forme musicali e delle soluzioni strumentali.

Alla base rimangono le voci, le chitarre, la batteria e le tastiere, ma il loro impiego diventa più articolato e dialoga con elementi della tradizione classica e barocca.

Concerto grosso per i New Trolls

“Concerto Grosso per i New Trolls”, anno 1971, è il terzo album del gruppo, che servirà a far conquistare alla band la fama anche in Europa.

Ideato da Luis Enriquez Bacalov, compositore classico ed esperto di musica settecentesca, è un disco singolare perché basato sulla forma musicale del medio barocco italiano, concerto grosso, a cui si alterna il progressive rock.

Per il primo concerto grosso l’occasione nasce quasi per caso: Luis Bacalov era in procinto di comporre la colonna sonora di un film ambientato a Venezia, “La vittima designata”.

Il produttore del gruppo, Sergio Bardotti, amico di Bacalov, propone l’idea.

Pochi dubbi sulla validità del progetto: sfruttare una forma barocca, in chiave rock.

Il concerto grosso aveva una struttura dialogante: un piccolo gruppo di archi, concertino, si alternava all’orchestra, ripieno.

Nel caso specifico i New Trolls sostituiscono il concertino con un risultato sonoro strabiliante.

La delicatezza degli archi contro la forza esplosiva di chitarre distorte, batteria, tastiere e voci.

Il successo è immediato.

Finalmente De Scalzi, Di Palo e company diventano le icone della musica prog-rock italiana.

Concerto grosso barocco con rock progressivo
Album o progettoAnnoCaratteristica
Senza orario, senza bandiera1968Uno dei primi concept album italiani
New Trolls1970Raccolta di brani pubblicati come singoli
Concerto Grosso per i New Trolls1971Forma del concerto grosso e progressive rock
Concerto Grosso n. 21976Secondo esperimento con la collaborazione di Luis Enriquez Bacalov
Concerto grosso New Trolls the seven seasons2007Ritorno del gruppo nelle classifiche di vendita

La musica colta nella ricerca dei New Trolls

Stranamente la musica “colta” non era vista come arte borghese, da condannare in toto, ma era spunto per manipolare, interpretare in chiave prog-rock il prodotto di grandi autori del passato.

Bach, Vivaldi, Beethoven, Stravinsky e tanti altri ancora, diventano complici inconsapevoli di contaminazioni tematiche.

I “Quadri di un’Esposizione” degli Emerson, Lake and Palmer; Jethro Tull con temi bachiani; gli Yes con “L’uccello di Fuoco” di Stravinsky sono solo alcuni esempi.

In Italia? I nostri non sono da meno: Il Rovescio della Medaglia giocherella con il “Clavicembalo ben Temperato” nel celeberrimo album “Contaminazione”.

I New Trolls invece si avventurano con “Una Notte Sul Monte Calvo” di Mussorgksy e 2 studi pianistici di Cramer nell’album UT, oltre a due lavori storici che avranno il merito di portarli in vetta alle classifiche nei primi anni ’70: Concerti Grossi n. 1 e 2.

Questa prospettiva permette di comprendere il ruolo dei New Trolls nel progressive italiano: la tradizione classica non viene semplicemente citata, ma diventa materiale da rielaborare attraverso timbri elettrici, strutture rock e un linguaggio performativo di forte impatto.

Le trasformazioni della formazione

Seguirà dopo qualche anno, 1976, il secondo concerto grosso, sempre con la collaborazione di Luis Enriquez Bacalov.

Avrà successo ma in misura minore rispetto al primo.

Un esperimento che verrà ripetuto nel 1976 con “Concerto Grosso n. 2”, quando il gruppo, che aveva interrotto l'attività in seguito ad alcune divergenze, tornerà insieme con l'aggiunta di Ricky Belloni, non ottenendo però il medesimo successo del primo lavoro.

In seguito all'uscita di D'Adamo dal gruppo, 1972, sostituito da Frank Laugelli, i New Trolls pubblicano “Searching for a land”, album doppio con testi scritti in inglese, in cui si evidenzia l'abilità strumentale del gruppo, e “Ut”, nome direttamente derivato dalla prima nota musicale nella scala del gregoriano stilata da Guido d'Arezzo.

A questi lavori collabora anche Maurizio Salvi.

The seven seasons è il tentativo di cercare una continuità tematica senza l’aiuto di Bacalov ma il gruppo è già diviso dal 1973 e i vari componenti mettono su altre formazioni con risultati non sempre esaltanti.

Lo stesso frontman De Scalzi cercherà nuove collaborazioni definendo polemicamente i New Trolls come il gruppo italiano più litigioso.

Mentre Di Palo, voce guida del gruppo, subirà un gravissimo incidente stradale riuscendo a sopravvivere pur con gravi menomazioni.

La collaborazione con Ornella Vanoni

È la metà degli anni settanta, Giorgio Usai inizia a collaborare con il gruppo e nel 1977 i New Trolls realizzano due album di Ornella Vanoni, “Io dentro” e “Io fuori”, a cui fece seguito un tour di successo.

Questa attività conferma la versatilità dei musicisti, capaci di trasferire la loro esperienza negli arrangiamenti e nelle esecuzioni anche all’interno di produzioni collocate fuori dal progressive rock più rigoroso.

Gli anni settanta: dal progressive al pop-rock

Alla fine degli anni settanta vengono pubblicati “Live”, 1976, “Revival”, 1977, e nel 1978 il singolo “Quella carezza della sera”, uno dei cavalli di battaglia del gruppo, e l'album “Aldebaran”.

Chiude i fortunati anni settanta l'uscita dell'album “New Trolls”, registrato in Italia e impreziosito da una collaborazione con Lucio Dalla, “Domenica di Napoli”.

Alla fine degli anni settanta la produzione del gruppo si è orientata verso sonorità più pop-rock, pur mantenendo alcune delle caratteristiche distintive del progressive come gli arrangiamenti elaborati, il virtuosismo tecnico delle esecuzioni e i cantanti polifonici molto strutturati.

Il cambiamento non cancella quindi gli elementi che avevano caratterizzato la formazione, ma li inserisce in un quadro più accessibile e orientato alla canzone.

Gli anni ottanta

Gli anni ottanta si aprono con l'uscita dal gruppo, dopo la pubblicazione del 45 giri “Musica”, di Giorgio Usai, ma i New Trolls vanno avanti con altre pubblicazioni.

1981 è la volta dell'album “Fs” e nel 1983 esce “America O.K.”, con la collaborazione di Mogol nel brano che dà il titolo al disco e in “Io sconsolato in riva al mare”.

A Sanremo i New Trolls tornano nell'85 con il brano “Faccia di cane”, 1985, e con “Cielo chiaro”, 1988.

La presenza del gruppo nel panorama musicale italiano prosegue così attraverso nuove produzioni, collaborazioni e partecipazioni televisive e festivalere.

Gli anni novanta e le nuove formazioni

Negli anni novanta i New Trolls, pur senza la partecipazione di Di Palo, collaborano con Anna Oxa all'album “Tutti i brividi del mondo”, seguendola anche in tour.

Belleno lascerà in seguito il gruppo per proseguire la strada artistica con la Oxa.

Usai e Di Palo rientrano invece nella formazione, a cui si aggiungerà anche Alfio Vitanza.

Nel 1992 una nuova partecipazione del gruppo al Festival di Sanremo con il brano “Quelli come noi”.

Ma è tempo di nuovi allontanamenti: Belloni esce dal gruppo ed entra Roberto Tiranti.

La Leggenda dei New Trolls

Il nuovo millennio saluta la reunion dei New Trolls: è il 2006 e dopo circa un decennio di separazione, gli elementi storici del gruppo, Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, danno vita a “La Leggenda dei New Trolls”.

Nel 2007 esce l'album “Concerto Grosso New Trolls the seaven season”, che vede di nuovo il l'ingresso del gruppo nelle classifiche di vendita.

Sempre nello stesso anno esce “Concerto grosso New Trolls Trilogy Live”, un DVD e due Cd live.

La band originaria del '67, Belleno, D'Adamo, De Scalzi, Di Palo, ricostruita, tiene il suo primo concerto nel grande Teatro Carlo Felice di Genova a Gennaio 2010.

New Trolls – Full Concert – Concerto Grosso Trilogy – Live (2007)

Vittorio De Scalzi e la memoria del gruppo

Vittorio De Scalzi, flautista, tastierista, chitarrista e voce dei New Trolls, è indubbiamente il testimone vivente e diretto della storia del prog nostrano.

Nico di Palo e Vittorio De Scalzi, carismatici musicisti e cantanti, che hanno contribuito fortemente al mito New Trolls, fin dalle origini, De Scalzi ne è infatti il fondatore, sono i leader di questo ottimo ensemble di musicisti che ripercorre la lunghissima carriera del gruppo tracciandone e segnandone la storia.

In occasione del concerto che “La Storia dei New Trolls” ha tenuto a Campobasso, con la collaborazione della mia orchestra d’archi “Stilnovo Ensemble” ho realizzato una breve intervista a Vittorio De Scalzi dove ripercorre la storia dei concerti grossi e dei suoi progetti futuri.

I New Trolls sono un gruppo musicale rock progressivo italiano.

Fra le loro opere si trovano alcune delle pietre miliari del genere, come il celebre Concerto grosso per i New Trolls.

tags: #gli #evangelisti #sono #i #pre #new