La Madonna di Fatima, o Nostra Signora di Fátima (Nossa Senhora de Fátima), è uno degli appellativi con i quali viene conosciuta e adorata in tutto il mondo Maria, madre di Gesù. Il titolo deriva dalla cittadina portoghese di Fátima, dove nel 1917 tre pastorelli riferirono di aver assistito alle apparizioni della Vergine Maria.
Il messaggio della Madonna di Fatima è un invito alla penitenza e alla preghiera, all’amore e alla fiducia in Dio. Nel 1930 la Chiesa cattolica riconobbe la natura sovrannaturale delle apparizioni della Madonna di Fatima e ne autorizzò il culto.
La prima apparizione del 13 maggio 1917
Il 13 maggio 1917 è il giorno in cui la Vergine Maria apparve per la prima volta sugli altipiani di un piccolo villaggio dell’Estremadura a tre pastorelli: Lucia Dos Santos e Francesco e Giacinta Marto. È una splendida domenica mattina, Lucia Dos Santos (10 anni) e i cugini Francesco e Giacinta Marto (9 e 7 anni), dopo aver partecipato alla Messa nella parrocchia di Fatima portano al pascolo le loro pecore sul pendio della Cova da Iria.
All’udire la campana dell’Angelus recitano il Rosario, come era loro consuetudine, poi mentre giocano vengono spaventati da un bagliore improvviso. Scambiandolo per un fulmine e temendo l’arrivo di un temporale, si avviano sulla strada del ritorno per portare il gregge al riparo.
A fermarli, poco dopo, un nuovo bagliore e davanti a loro, su un leccio, una bella Signora vestita di bianco, sfolgorante di luce. “Sono venuta a chiedervi - dice loro - di venire qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e cosa voglio”.
La Signora indossa un abito ornato di fregi dorati, con un cordone d’oro come cintura, un mantello candido e in mano un rosario dai grani bianchi. A parlarle è Lucia; Giacinta ascolta la conversazione mentre Francesco non ode nulla.
“Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?” domanda Maria. “Sì, vogliamo”, risponde Lucia. E ancora Maria: “Allora, dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto”.
Gli incontri con la Madonna nella Cova da Iria
La Madonna di Fatima chiese ai tre pastorelli di ritornare in quel luogo nei mesi successivi, sempre il giorno 13. Nel corso della prima apparizione, la Vergine diede appuntamento ai tre pastorelli il giorno 13 di ogni mese lungo lo stesso tragitto e fino al 13 ottobre.
Lucia intima ai cugini di non raccontare l’accaduto, “nessuno ci crederebbe”, spiega. Ma Giacinta, per paura di subire una punizione per aver ricondotto dal pascolo le pecore anzitempo, racconta tutto alla madre che non le crede.
Lucia, Francesco e Giacinta vengono rimproverati e sgridati. Ma la notizia si diffonde e all’appuntamento del 13 giugno, con i tre bambini, si raccoglie una piccola folla.
Maria chiede di pregare tanto e a Lucia di imparare a leggere e a scrivere per trasmettere i suoi messaggi. Disse che Giacinta e Francisco sarebbero morti presto, mentre invece lei sarebbe sopravvissuta per far conoscere al mondo quello che aveva visto.
Mostrò dunque il suo cuore ferito da spine pungenti e scomparve. Sulla via del ritorno, i pastorelli vennero bersagliati da tante domande.
Il messaggio di penitenza, preghiera e conversione
In occasione di quegli incontri la Madonna di Fatima rivelò ai bambini fatti sorprendenti che avrebbero avuto luogo, come la fine della prima guerra mondiale e la minaccia di una seconda guerra ancora più terribile.
Altre rivelazioni riguardavano l’assetto politico del mondo, l’avvento della Russia comunista, contro la quale solo il Papa e il Clero unito avrebbero potuto porre un freno. La Madonna di Fatima annunciò anche un evento prodigioso che avrebbe avuto luogo il 13 ottobre 1917.
Alla terza apparizione si radunano duemila persone che lasciano alla Cova da Iria offerte in denaro. Ai pastorelli la Madonna rinnova l’invito di presentarsi ogni 13 del mese nello stesso luogo, esorta ancora a pregare per l’umanità e mostra loro l’inferno.
Lucia racconta che a mezzogiorno apparve la Madonna. Si lamentò ancora dei maltrattamenti subiti e rinnovò l’invito a offrire le sue sofferenze in favore della conversione dei peccatori.
La terza apparizione e la visione dell’Inferno
Il 13 luglio i bambini furono accompagnati da cinquemila persone, perlopiù persone che volevano prendersi gioco dei pastorelli. Lucia racconta che a mezzogiorno apparve la Madonna.
Poi mostrò l’inferno ai pastorelli e rivelò la seconda parte del segreto, oltre alla visione dell’Inferno, e disse: “La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore.
Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.
Per impedire tutto questo, sono venuta a chiedere la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati.
Se ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate.
Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace”.
Il 13 agosto e l’apparizione di Valinhos
In tutto il Portogallo si diffuse la notizia di questi strani eventi, i pastorelli erano accusati di essere millantatori e vittime di una congiura clericale.
La notizia arrivò fino al sindaco di Vila Nova da Ourèm, Arturo Oliveira, che convocò Lucia, suo padre e il padre di Giacinta e Francisco, Manuel, e li minacciò di arrestarli.
Il 13 agosto, con la scusa di condurre i pastorelli sul luogo delle apparizioni, li trascinò in prigione per costringerli a confessare. Ma i ragazzini non vollero ammettere il falso.
Non sapendo più come minacciarli, il sindaco decise di rimandarli a casa il 15 agosto. Poichè i bambini non avevano potuto assistere all’apparizione del giorno 13, questa si verifica quattro giorni dopo, il 19 agosto.
Questa volta la Madonna gli promise che, in occasione della prossima apparizione avrebbe inviato un segno per confermare l’autenticità delle loro affermazioni.
Il 13 agosto, trattenuti in carcere, non possono raggiungere la Cova da Iria, ma Maria appare loro inaspettatamente il 19 agosto, mentre pascolano il gregge a Valinhos, a poca distanza da Aljustrel.
Lucia chiede cosa farne delle offerte dei fedeli lasciate alla Cova da Iria, le viene risposto di far costruire proprio lì una cappella.
Il 13 settembre e l’attesa del prodigio
Il 13 settembre si radunarono circa trentamila persone, tra cui molti malati in barella. A mezzogiorno i testimoni videro un globo luminoso scendere dal cielo verso l’elce.
La Madonna apparve ai bambini per consolare alcuni fra i malati, promise a Lucia che entro l’anno li avrebbe guariti e chiese di utilizzare il denaro che la gente donava per costruire lì una cappella a lei dedicata.
L’apparizione si ripete puntualmente anche il 13 settembre e per l’ultimo appuntamento Maria promette un prodigio perché tutti credano.
Il miracolo del sole del 13 ottobre 1917
Il 13 ottobre a Cova d’Irìa c’era gente che proveniva da ogni parte del Portogallo. Vi erano anche numerosi giornalisti anti-clericali, desiderosi di dimostrare come le apparizioni fossero frutto di una commedia escogitata dal parroco di Fatima.
Era una giornata piovosa, i fedeli si riparavano con gli ombrelli. A mezzogiorno un sacerdote si avvicinò a Lucia e la accusò di essere una bugiarda poiché la Madonna non era apparsa.
Poco dopo le nubi circondarono i pastorelli e l’elce. Lucia racconta che la Madonna le chiese di far costruire in quel luogo una cappella in suo onore, dedicandola alla Vergine del Rosario.
“Sono la Madonna del Rosario” rivela la Signora a Lucia, Francesco e Giacinta, mentre continua a piovere. Dopo l’apparizione il miracolo promesso: la danza del sole.
A quel punto si verificò il miracolo promesso: il sole cominciò a volteggiare, visibile a occhio nudo, poi sembrò quasi voler cadere sulla folla atterrita, fermandosi poi di colpo per risalire in cielo.
L’astro può essere fissato senza alcuna difficoltà, assume diversi colori, gira su se stesso e sembra precipitare sulla terra. E quando l’evento straordinario cessa, gli abiti della gente, fino a poco prima zuppi di pioggia, sono perfettamente asciutti.
I tre pastorelli riferirono dunque di aver visto prima la Madonna, poi San Giuseppe ed infine Gesù Bambino mentre benedicevano il mondo con un enorme segno della croce.
Non appena il fenomeno si concluse, la folla si riversò con entusiasmo sui pastorelli: Giacinta venne condotta via da un amico, Francisco riuscì a fuggire e Lucia invece si ritrovò senza velo e senza trecce, poiché alcuni gliele avevano tagliate come cimelio.
Il riconoscimento ecclesiale del culto
Soltanto 13 anni dopo, il 13 ottobre del 1930, l’autorità ecclesiastica dichiara le apparizioni “degne di fede” e autorizza il culto alla Madonna di Fatima.
Nel 1930 le apparizioni furono dichiarate degne di fede e la chiesa autorizzò il culto della Madonna di Fatima. Venne edificato un santuario a Fatima, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967 e da papa Giovanni Paolo II.
È stato Pio XII nel 1942 a consacrare il mondo al Cuore Immacolato di Maria mentre con Giovanni Paolo II si attribuì alla Vergine di Fatima l’intercessione dopo essersi salvato dall’attentato in piazza San Pietro avvenuto il 13 maggio 1981.
I tre pastorelli di Fatima
Lucia dos Santos
Lucia dos Santos nacque il 22 marzo del 1907 ad Aljustrel, sesta figlia di Antonio e Maria Rosa dos Santos. Quando si verificarono le apparizioni aveva appena dieci anni.
Era la più grande dei tre pastorelli nonostante questo, non sapeva ancora né leggere né scrivere, poiché la sua occupazione giornaliera era quella di condurre il gregge a pascolare.
Dopo le apparizioni, iniziò a studiare presso il Collegio di Vilar, a Oporto, e scelse l’abito religioso con il nome di Maria Lucia dell’Addolorata.
Il 25 marzo 1948 entrò nel Carmelo di Santa Teresa con il nome di suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato. Morì il 13 febbraio 2005 a Coimbra, aveva 97 anni e il suo corpo venne portato accanto a quello della cugina Giacinta.
Lucia invece divenne monaca carmelitana scalza, raccontò per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima.
Francesco Marto
Francesco Marto nacque l’11 giugno 1908 ad Aljustrel ed era il decimo figlio di Manuel Pedro Marto e Olimpia di Gesù. Al momento delle apparizioni aveva nove anni.
Lucia racconta Francesco nelle sue Memorie e lo descrive come un ragazzino silenzioso e solitario, che trascorreva il suo tempo a suonare mentre le pecore stavano al pascolo.
Francesco si ammalò durante la violenta epidemia di spagnola nel 1918 e morì il 4 aprile del 1919, il giorno dopo la sua prima comunione.
I suoi resti mortali rimasero nel cimitero parrocchiale fino al 13 marzo 1952. Successivamente furono trasportati nella basilica della Cova da Iria, nella cappella al lato destro dell’altare maggiore.
Giacinta Marto
Giacinta Marto nacque ad Aljustrel l’11 marzo 1910, era l’undicesima figlia di Pietro Marto e Olimpia di Gesù. Quando avvennero le apparizioni aveva solo sette anni.
Dei tre pastorelli lei era la più vivace. Le piaceva giocare e danzare sulle note suonate dal fratello.
Proprio come Francesco, anche lei si ammalò dopo una lunga e dolorosa malattia. Morì il 20 febbraio 1920 nell’ospedale D. Estefânia, a Lisbona.
Il 12 settembre 1935 la sua salma fu trasportata al cimitero di Fatima, per riposare accanto al fratellino Francesco.
Le apparizioni dell’angelo della pace
Tutto iniziò con le apparizioni dell’angelo. Come ci racconta Lucia nelle sue Memorie, nel 1915, mentre si trovava insieme ad alcune compagne lungo i pascoli del padre, aveva visto una misteriosa figura “simile a una statua di neve”.
Questa apparizione la impaurì e così decise di non raccontare nulla ai familiari, al contrario delle sue compagne che invece raccontarono tutto. Per questo motivo, da quel momento in poi Lucia preferì andare al pascolo in compagnia di Francisco e Giacinta.
Un giorno, mentre cercavano riparo dalla pioggia, era apparsa ancora una volta quella figura, descritta come “un giovane fra i quattordici e i quindici anni, che il sole rendeva trasparente come se fosse di cristallo” e che venne interpretato come un angelo, più precisamente l’angelo della pace.
L’angelo invitò i bambini a pregare insieme a lui per riparare alle offese subite da Dio da parte dei peccatori, e recitò queste parole: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima, divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della Terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è offeso, e per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.
Riapparve ancora una volta nell’estate del 1916, rivelandosi come angelo protettore del Portogallo e ordinò ai tre pastorelli di fare sacrifici per la salvezza della loro patria, completamente devastata dalle guerre civili.
L’angelo scomparve e i pastorelli non ebbero più visioni fino a quelle avvenute nel 1917 a Cova d’Iria.
Le Memorie di Lucia e il racconto degli eventi
Il racconto delle apparizioni nelle Memorie di Lucia costituisce una delle principali testimonianze sugli eventi vissuti dai tre pastorelli.
La prima apparizione avvenne il 13 maggio 1917, agli della pastorella Lucia dos Santos, a Jacinta Marto e a Francisco Marto, fratello di Jacinta e cugino di Lucia.
Secondo il racconto dei pastorelli, le apparizioni continuarono per diverso tempo. Ogni volta che la Madonna appariva gli confidava rivelazioni di eventi futuri: la fine imminente della prima guerra mondiale, così come il pericolo della seconda guerra che sarebbe stata devastante se gli uomini non si fossero convertiti, la minaccia comunista dalla Russia che poteva essere allontanata solo con la Consacrazione della nazione al Cuore Immacolato di Maria.
La morte e la venerazione dei pastorelli
Francisco e Jacinta morirono dopo pochi anni da quell’evento, rispettivamente nel 1919 e nel 1920, per via dell’epidemia spagnola piuttosto diffusa in quegli anni in Portogallo.
Francesco muore il 4 aprile del 1919, Giacinta il 20 febbraio del 1920. Lucia il 17 giugno del 1921 fa il suo ingresso fra le religiose di S. Dorotea.
Dopo più di 10 anni dai voti perpetui sceglie di entrare nel monastero carmelitano di Coimbra. Muore il 13 febbraio del 2005, all’età di 97 anni.
Francesco e Giacinta vengono beatificati il 13 maggio del 2000 da Giovanni Paolo II e canonizzati da Papa Francesco il 13 maggio del 2017.
La Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima
Il tempio è costituito da una grande navata con presbiterio, transetto e due sacrestie, una delle quali è stata convertita in luogo di culto (Cappella di San Giuseppe).
Ci sono 14 altari laterali - di marmo di Estremoz, Pero Pinheiro e Fatima -; in ciascuno di essi è rappresentato un mistero del Rosario, in bassorilievi di bronzo, opera di Alberto Barbosa.
Il 15° mistero è rappresentato nella volta del presbiterio; si tratta di un altorilievo di Maximiano Alves. Le vetrate degli altari laterali rappresentano le invocazioni delle litanie della Madonna e sono state progettate da João de Sousa Araújo.

L’arco che separa la navata dal presbiterio mostra su tutta la volta un mosaico, realizzato nelle Officine Vaticane e offerto dai cattolici di Singapore, con la scritta «Regina Sacratissimi Rosarii Fatimae Ora Pro Nobis» (Regina del Santissimo Rosario di Fatima, prega per noi).
Il 10 aprile 1998 è stata collocata sulle pareti laterali una Via Crucis, composta da 15 pannelli in mosaico, disegnati da Fred Pittino.
Nel 1995 il presbiterio è stato ristrutturato su progetto dell’architetto Erich Corsepius. Al centro è posto l’altare, in pietra, su cui è stato trasferito dal primitivo altare il pannello frontale d’argento - gioiello d’arte creato dall’Oreficeria Aliança - che rappresenta l’Ultima Cena.
L’ambone, il piedistallo della Madonna e la sedia della presidenza sono della stessa pietra dell’altare. Il tabernacolo, come il frontale dell’altare, è in argento cesellato.
La pala dell’altare è opera del pittore João de Sousa Araújo e rappresenta il Messaggio della Madonna che scende sottoforma di luce e di pace, incontro ai veggenti, preparati dall’Angelo attraverso il loro incontro con Cristo nell’Eucaristia; è presente anche la Chiesa (nelle persone del vescovo diocesano e dei papi, lì rappresentati).
Le cappelle dei beati Francesco e Giacinta e di suor Lucia
Nel braccio sinistro del transetto si trova la cappella in cui riposano, dal 1° maggio 1951, le spoglie della Beata Giacinta, che morì il 20 febbraio 1920 e quelle di Suor Lucia, che è deceduta il 13 febbraio 2005 e che vi è stata traslata lì il 19 febbraio dell’anno seguente.
La statua di Giacinta che si trova lì è opera di Clara Menéres ed è stata benedetta da Giovanni Paolo II il 13 maggio del 2000.
All’estremo opposto del transetto si trova la cappella in cui sono stati deposti, dal 13 marzo 1952, i resti mortali del Beato Francesco, che morì il 4 aprile 1919.
In quello stesso 13 maggio del 2000, Giovanni Paolo II ha benedetto anche la statua di Francesco, opera dello scultore José Rodrigues.
L’organo della Basilica
L’organo che si trova nello spazio del coro, in fondo alla Basilica, è stato costruito e installato dalla ditta italiana Fratelli Ruffatti e inaugurato nel 1952.
I cinque corpi dell’organo, inizialmente separati, sono stati poi assemblati nel coro, nel 1962.
Nel 2015, nell’ambito della celebrazione del centenario delle apparizioni di Fatima, l’organo, che si trovava da diversi anni in avanzato stato di deterioramento, è stato oggetto di un profondo intervento di restauro-ricostruzione.
Dell’originale organo Ruffatti è stata utilizzata una parte sostanziale delle canne, inserendole ora in una nuova cassa concepita secondo l’estetica contemporanea, risultato di una stretta collaborazione tra l’organario ed i servizi di architettura del Santuario di Fatima.
La nuova versione dello strumento - costruita dalla ditta Mascioni Organi - sarà dotata, come la precedente, di 5 tastiere, anche se con una disposizione ristrutturata e conterà circa 90 registri.
AVE MARIA di FATIMA ( IL TREDICI MAGGIO ) 25-03-2022
La statua Pellegrina di Nostra Signora di Fatima
Scolpita seguendo le indicazioni di Suor Lucia, la prima immagine Pellegrina di Nostra Signora di Fatima fu offerta dal vescovo di Leiria e coronata solennemente dall’arcivescovo di Evora il 13 maggio del 1947.
L’immagine ha percorso, diverse volte, il mondo intero, portando con sé un messaggio di pace ed amore.
La genesi di questo percorso risale all’anno 1945, poco dopo la fine della 2º guerra mondiale, quando il parroco di Berlino propose che un’immagine di Nostra Signora di Fatima percorresse tutte le capitali e città episcopali d’Europa, fino alla frontiera con la Russia.
L’idea venne ripresa nell’aprile 1946, da un rappresentante del Lussemburgo nel Consiglio Internazionale della Gioventù Cattolica Femminile e, nell’anno successivo, nello stesso giorno della sua incoronazione, ebbe inizio il suo primo viaggio.
Dopo oltre mezzo secolo di pellegrinaggi, durante i quali l’Immagine ha visitato ben 64 paesi dei vari continenti, alcuni dei quali per più volte, la Direzione del Santuario di Fatima ha ritenuto opportuno che questa non viaggiasse ulteriormente, se non in occasione di circostanze straordinarie.
Nel maggio del 2000 venne collocata presso la mostra «Fatima Luce e Pace» e l’8 dicembre 2003, ricorrenza dell’Immacolata Concezione, consacrata nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, dopo esser stata collocata su una colonna accanto all’Altare Maggiore.
L’immagine pellegrinò nuovamente il 12 maggio del 2014 per una visita alle comunità religiose contemplative del Portogallo che si estese fino al 2 febbraio 2015, e successivamente a tutte le diocesi portoghesi dal 13 maggio 2015 al 13 maggio 2016.
Al fine di rispondere alle infinite richieste provenienti da tutto il mondo, vennero realizzate tredici repliche della prima immagine pellegrina.
Dai luoghi visitati giungono resoconti straordinari della presenza dell’Immagine Pellegrina, migliaia accorrono al suo passaggio, grande la partecipazione di penitenti che si prostrano per ottenere il sacramento della riconciliazione, massiccia l’affluenza di ogni genere di persone, sia bambini che giovani, che adulti e malati, provenienti dai più disparati contesti sociali.
L’atto di affidamento al Cuore Immacolato di Maria
O Vergine Santa, Madre di Gesù e Madre nostra, che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli per recare al mondo un messaggio di pace e di salvezza, mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio.
Mi affido oggi al tuo Cuore Immacolato, per appartenere a Gesù. Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione, con una vita tutta spesa nell’amore di Dio e dei fratelli.
Ti offro le preghiere, le azioni, i sacrifici della giornata, in riparazione dei miei peccati, con l’impegno di compiere il mio dovere quotidiano secondo la volontà del Signore.
Ti prometto di recitare ogni giorno il Santo Rosario, contemplando i misteri della vita di Gesù. Voglio vivere sempre da vero figlio Tuo e cooperare perchè tutti Ti conoscano e amino come Madre di Gesù, vero Dio e unico nostro Salvatore. Amen.