San Luigi Gonzaga Giubileo: significato, storia e iniziative dell’Anno Aloisiano

Il Giubileo aloisiano è stato un anno giubilare straordinario indetto dalla Santa Sede in onore di San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù, nel 450º anniversario della sua nascita. Si è aperto il 9 marzo 2018 nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio, a Roma, dove riposano le spoglie del santo, e si è concluso il 9 marzo 2019.

L’iniziativa è stata collegata al Sinodo dei Vescovi dedicato al tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e ha proposto celebrazioni, incontri, riflessioni, pellegrinaggi e attività rivolte soprattutto alle nuove generazioni. Durante l’anno, nella chiesa di Sant’Ignazio e in tutte le chiese del mondo dedicate a San Luigi Gonzaga, i fedeli hanno potuto ottenere l’indulgenza plenaria alle condizioni abituali.

Perché è stato indetto il Giubileo aloisiano

San Luigi Gonzaga è un «modello attualissimo per i giovani, popolare tra i fedeli di tutti i continenti, patrono della gioventù e di tante istituzioni educative cattoliche, in un anno in cui la Chiesa intera si interroga con il Sinodo dei Vescovi proprio sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

Nell’anno in cui il sinodo dei vescovi è rivolto ai giovani, la Penitenzieria apostolica ha concesso l’indizione di un anno giubilare in onore del loro patrono, san Luigi Gonzaga, a 450 anni dalla nascita.

Il Sinodo ha affrontato il tema “fede e discernimento vocazionale”. Anche la Compagnia di Gesù ha desiderato, attraverso questo suo figlio, offrire ai giovani l’attualità del discernimento, partendo dall’ascolto dello Spirito, come strumento per arrivare a fare scelte concrete nella vita.

Il Giubileo è stato pensato anche come un’occasione per riflettere concretamente sulla carità come autentica testimonianza nel quotidiano. Nella vita c’è bisogno di sporcarsi le mani per contribuire alla costruzione del regno di Dio.

San Luigi Gonzaga: la vita e la scelta religiosa

Classe 1568, famiglia cristiana e nobile, educato alla vita militare, Luigi vive in un contesto mondano carico di sensualità, ambizione violenza, che prometteva fama e potere. Studia lettere, scienze, filosofia, legge testi spirituali e relazioni missionarie.

Sceglie, a 17 anni, di entrare nel noviziato della Compagnia di Gesù dove continua gli studi di teologia e filosofia. La sua decisione comporta la rinuncia all’eredità e agli onori del marchesato dei Gonzaga, per vestire il semplice abito nero dei gesuiti e seguire Gesù: il Gesù povero tra e per i poveri.

Egli fu veramente il “Ribelle di Dio” come lo ha definito magistralmente uno dei suoi biografi più autorevoli lo storico Giorgio Papasogli per lo stile con cui seppe anche rispondere alla chiamata di Dio rispetto alla volontà del Casato che lo voleva, a tutti i costi, alla guida del ducato di Mantova.

Aveva talmente assimilato l’obbedienza evangelica e gesuitica che, dopo poco tempo dall’arrivo al Collegio Romano, il preposito generale di allora, Claudio Acquaviva, si era persuaso nell’intimo che Luigi avrebbe avuto un domani la guida della Compagnia di Gesù.

Il servizio agli appestati e la morte

Muore nel 1591 a 23 anni, pochi giorni dopo aver portato a spalla un appestato in ospedale. Il martirio del giovane Luigi fu caratterizzato dallo spendersi totalmente senza paura nell’aiuto agli appestati contraendo lui stesso la malattia mortale.

Luigi Gonzaga morì il 21 giugno 1591, a 23 anni, «invocando il nome di Gesù». «Morì con questo Nome sulle labbra; diceva “me ne vado felice” per il desiderio ardente di arrivare in Paradiso - accolto “tra i dolci e cari abbracciamenti del Padre celeste”.

Il “giubileo” aloisiano è stato vissuto in modo particolare nelle due città simbolo della sua breve vita: il Santuario di San Luigi a Castiglione delle Stiviere nel Mantovano, dove nacque il 9 marzo 1568 e dove oggi è custodito il teschio, e la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio a Roma, città in cui si spense il 21 giugno 1591 e dove riposa il resto del corpo.

Come nel caso della compatrona d’Italia santa Caterina da Siena le reliquie di Luigi sono custodite in due luoghi per simboleggiare in capite et membris l’alfa e omega della sua breve vita.

Reliquie di San Luigi Gonzaga Roma Mantova

San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù

San Luigi Gonzaga è il santo dei giovani, di origini nobili, ma anche il modello della purezza, spesso raffigurato con il suo inseparabile giglio.

Pio XI lo designa patrono della gioventù cattolica, nel 1926, e Giovanni Paolo II lo consacra patrono dei malati di Aids nel 1991.

La sua è una figura di santità integrale e poliedrica, “frequentabile” anche per i giovani del nostro tempo. L’accento sulla virtù della purezza ci ricorda che i linguaggi della tenerezza e dell’intimità affondano le radici in un cuore “casto”.

Il termine deriva dalla radice kas che significa “tenere ordine”, al contrario di “incasto” (da cui incestuoso) che allude alla sregolatezza e all’assenza di confini nelle emozioni e negli affetti.

San Luigi è stato presentato come un giovane capace di contrapporre il bene sempre al meglio e mai al male. La sua figura è stata proposta non come un’immagine distante o idealizzata, ma come un riferimento concreto per chi deve affrontare scelte, responsabilità e discernimento.

Il significato spirituale dell’Anno Aloisiano

Questo anno giubilare vuol essere un tempo straordinario per ottenere il dono della carità e della libertà interiori lasciandosi forgiare il cuore dalla purezza e le mani dall’innocenza.

Si potrà, in ascolto allo Spirito, contribuire più attivamente e in modo propositivo alla costruzione del Regno salendo il monte del Signore. I poveri nelle nostre città sono la garanzia evangelica di questa conversione del cuore, così necessaria per poter passare attraverso la porta santa della Vita.

Durante la celebrazione eucaristica, in occasione dell’apertura dell’anno giubilare, il Preposito Generale dei gesuiti p. Arturo Sosa ha sottolineato nell’omelia come la giovinezza interiore sia data ad ogni età con un cuore libero e capace di discernere la strada da percorrere.

Non è sufficiente però solo la capacità di discernere è necessaria anche la forza di mettersi in cammino e realizzare ciò che si è scelto di fare.

Il suo percorso ci sprona a ricentrare l’annuncio evangelico sul primato della grazia rispetto alle regole morali e all’impegno etico, pur necessari al discepolato, con la “finestra dell’anima” spalancata sull’orizzonte della vita eterna.

L’apertura del Giubileo a Sant’Ignazio

Il giubileo aloisiano è stato aperto il 9 marzo nella chiesa di Sant’Ignazio, a 450 anni dalla nascita di San Luigi che lì è sepolto. La giornata inaugurale ha riunito giovani, gesuiti, rappresentanti della Chiesa e fedeli intorno alla figura del santo e alla sua attualità.

La giornata che apre il Giubileo vede alle 11 l’incontro con i ragazzi delle scuole con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, sul primato del servizio sulla cultura dello scarto.

«Vogliamo approfondire l’attualità di San Luigi» spiega padre Massimo Nevola, superiore della comunità di Sant’Ignazio «giovane che ha saputo contrapporre il bene sempre al meglio e mai al male».

La giornata prosegue con la concelebrazione, nel pomeriggio, presieduta dal superiore generale della Compagnia di Gesù padre Arturo Sosa che in una lettera a tutta la Compagnia sottolinea «è il momento di ascoltare i giovani e di domandarci come aiutarli a crescere in profondità, per affrontare gli idoli della cultura dominante, superare timore e rabbia, suscitata dal diverso per manifestare accoglienza, fiducia, compassione».

A seguire si è svolta una riflessione su «Il segreto di Luigi: l’unione con Dio», a cura di monsignor Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare e Segretario Generale della diocesi di Roma.

Il cardinale Mauro Piacenza, prefetto della Penitenzieria Apostolica, presiederà nella chiesa di sant’Ignazio una solenne concelebrazione eucaristica il 21 giugno, giorno in cui si ricorda il trapasso del giovane Luigi.

Il programma degli incontri e delle celebrazioni

Ricco il programma di eventi predisposti per tutto l’anno. Le iniziative hanno affrontato il coraggio delle scelte, la vocazione allo studio, il discernimento nell’impegno politico, la libertà interiore e la vita comunitaria.

DataTema o iniziativaRelatore
9 marzoApertura del Giubileo aloisianoChiesa di Sant’Ignazio, Roma
13 aprileIl coraggio di sceglierePadre Jean Paul Hernandez
1 giugnoLa vocazione allo studioPadre Gabriele Gionti
19 ottobreLa sfida del discernimento nell’impegno in politicaPadre Francesco Occhetta
23 novembreLa libertà di cuorePadre Marko Rupnik
11 gennaioLa salvezza nella comunitàEnzo Bianchi
9 marzo 2019Conclusione del Giubileo con un oratorioMon signor Marco Frisina

Una riflessione sul coraggio di scegliere si è svolta il 13 aprile con padre Jean Paul Hernandez, docente di Teologia Fondamentale. La vocazione allo studio è stata approfondita il primo giugno con padre Gabriele Gionti, astrofisico della Specola vaticana.

La sfida del discernimento nell’impegno in politica è stata affrontata il 19 ottobre con padre Francesco Occhetta. Il tema della libertà di cuore è stato proposto il 23 novembre con padre Marko Rupnik, direttore del Centro Aletti.

L’11 gennaio Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose, ha guidato una riflessione sulla salvezza nella comunità. Diverse sono state inoltre le Lecturae Dantis a cura di monsignor Marco Frisina, che ha concluso il 9 marzo 2019 il Giubileo con un oratorio appositamente composto.

Le iniziative della Compagnia di Gesù

Tra le altre iniziative curate dalla Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù la pubblicazione in quattro lingue di un nuovo testo intitolato “Io Luigi” scritto da padre Federico Pelicon per i giovani e la produzione di un Dvd.

Tra le altre iniziative curate dalla Provincia la pubblicazione in quattro lingue di un nuovo testo su san Luigi pensato per i ragazzi e in corso la produzione di un Dvd.

L’obiettivo è stato proporre la figura del santo con linguaggi accessibili ai giovani e favorire una conoscenza capace di collegare la sua esperienza alle domande contemporanee sulla fede, sul servizio e sulle scelte vocazionali.

Il Giubileo nelle chiese dedicate a San Luigi

Un anno giubilare che è stato celebrato anche in tutte le chiese del mondo dedicate a San Luigi, con la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria.

Dal 9 marzo 2018, e per la durata di un anno, è stato indetto dalla Santa Sede il “Giubileo aloisiano” durante il quale, nella Chiesa di sant’Ignazio a Roma dove riposano i resti del patrono della gioventù san Luigi Gonzaga e in tutte le chiese del mondo a lui dedicate si è potuta ottenere l’indulgenza plenaria per vivere con maggior intensità nel quotidiano la misericordia di Dio.

Tra queste chiese c’è la chiesa di Treschè Conca, dove fino al 9 marzo 2019 i fedeli hanno potuto ottenere l’indulgenza plenaria alle condizioni abituali: confessione sacramentale entro gli otto giorni, comunione eucaristica, preghiera per le intenzioni del papa.

Il parroco, don Nicola De Guio, ha messo a disposizione dei fedeli alcuni testi sulla vita di san Luigi e del materiale informativo all’ingresso della chiesa.

«Cerchiamo di dare un’attenzione pastorale all’indicazione “formale” dell’indulgenza, in modo che la visita a questo luogo si riveli un’occasione per migliorare il proprio cammino di fede. E che la pratica si accompagni alla domanda: cosa mi riporta questo nella mia vita?».

Dal 9 marzo 2018, e per la durata di un anno, è stato indetto dalla Santa Sede il Giubileo aloisiano durante il quale, nella Chiesa di sant’Ignazio a Roma dove riposano i resti del patrono della gioventù san Luigi Gonzaga e in tutte le chiese del mondo a lui dedicate, si potrà ottenere l’indulgenza plenaria.

Le celebrazioni a Castiglione delle Stiviere e a Roma

Il “giubileo” aloisiano è stato vissuto in modo particolare a Castiglione delle Stiviere e a Roma, i due luoghi legati alla nascita e alla morte di San Luigi Gonzaga.

Oggi saranno due le celebrazioni eucaristiche previste nella “sua” Castiglione delle Stiviere in Duomo, dove Luigi, il giovane principe dei Gonzaga, allora 12enne, nel 1580, ricevette la Prima Comunione proprio dalle mani di san Carlo Borromeo: una presieduta alle 10.30 dal preposito generale della Compagnia di Gesù, il venezuelano Arturo Sosa Abascal, e l’altra alle 18.30 dal vescovo di Mantova Marco Busca.

A Roma invece nella chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio, dove riposano, tra l’altro, i corpi di Kostka e Berchmans, l’Eucaristia sarà presieduta questo pomeriggio alle 18.30 dal vescovo ausiliare di Roma e vicegerente della diocesi, Renato Tarantelli Baccari.

Un anniversario quello dei 300 anni dalla canonizzazione di san Luigi che ha significato per Mantova, la diocesi in cui nacque, l’occasione per riscoprire l’attualità di questa figura. E ritornare alle fonti più genuine della sua santità.

La rilettura della figura di San Luigi a Mantova

«L’obiettivo di questo “giubileo” aloisiano è quello, anzitutto, di onorare, oltre le caricature riduttive di certa agiografia, la verità della ricca umanità, della santità “giovane” e dell’attualità del carisma di san Luigi».

«Lungo l’anno si è risvegliato un interesse verso il nostro santo, in un crescendo di iniziative per farlo conoscere e incontrare attraverso catechesi, pellegrinaggi, liturgie e varie forme di devozione, specie nel Santuario che custodisce la reliquia e dove è possibile ricevere l’Indulgenza giubilare».

«Il progetto del giubileo Aloisiano si è mosso in più direzioni, con l’obiettivo di rigenerare e rendere visitabili i luoghi aloisiani di Castiglione delle Stiviere, rinnovare l’iconografia di san Luigi, veicolarne il messaggio con canti, mostre, pubblicazioni, podcast realizzati anche grazie all’inventiva dei giovani.

Abbiamo cercato così, nel corso di questo anno speciale, di far emergere la freschezza della sua “santità giovane” e farlo uscire dalla gabbia di una certa iconografia che lo descriveva come il santo ubbidiente “puro perché senza passione” o “santo perché debole e malaticcio”.

Già nel 1921 il futuro Paolo VI in una celebre conferenza prendeva le distanze da questa descrizione molto oleografica come si diceva un tempo del “giglio bianco e profumato” e diceva: “Questa non è la vera figura di san Luigi”.

San Luigi Gonzaga e San Francesco d’Assisi

Il vescovo di Mantova Marco Busca accosta la figura di Luigi a quella di Francesco, il Poverello di Assisi, di cui, sempre in questo 2026, ricorrono gli 800 anni dalla morte: «La “vicinanza” tra i due santi è presente in molti panegirici del XVIII e XIX secolo; nei quali Luigi viene descritto come un “nuovo Francesco”, un “secondo Francesco”. Le assonanze tra loro appaiono quasi spontanee».

«Entrambi posseduti da un impeto di lucida follia che li portò ad abbracciare Francesco il lebbroso e Luigi l’appestato».

Il confronto mette in evidenza una santità vissuta attraverso la prossimità ai malati, ai poveri e agli emarginati. In entrambi i casi, la scelta spirituale non rimane separata dalla vita concreta, ma si traduce in un gesto di servizio capace di coinvolgere il corpo, il tempo e la propria sicurezza.

L’attualità di San Luigi per i giovani

Quale, dunque, la modernità di questa figura e la sua capacità attrattiva anche per i giovani di oggi? «La sua è una figura di santità integrale e poliedrica, “frequentabile” anche per i giovani del nostro tempo».

San Luigi viene proposto come modello di discernimento, libertà interiore, studio, servizio e responsabilità. La sua storia mostra che la giovinezza non è soltanto una fase anagrafica, ma può diventare un tempo di decisioni profonde e di apertura alla vocazione.

La sua esperienza invita ad ascoltare lo Spirito, a confrontarsi con le domande della propria coscienza e a trasformare le scelte in un cammino concreto. Il Giubileo ha collegato questa prospettiva alla necessità di superare la paura e la rabbia suscitate dal diverso, per manifestare accoglienza, fiducia e compassione.

Il servizio agli appestati rappresenta il punto più radicale di questa testimonianza: la carità non è presentata come un’idea astratta, ma come una disponibilità concreta a prendersi cura di chi soffre.

La memoria liturgica e la canonizzazione

Oggi si celebra la festa di san Luigi Gonzaga (1568-1591): il santo dei giovani, di origini nobili, ma anche il modello della purezza, spesso raffigurato con il suo inseparabile giglio.

Quest’anno la sua memoria liturgica avviene nel corso di un evento molto simbolico, l’Anno aloisiano, indetto per celebrare i 300 anni della canonizzazione, avvenuta il 31 dicembre 1726.

Con lui fu proclamato santo anche un altro gesuita, come lui, Stanislao Kostka, per volere di un papa domenicano - e oggi servo di Dio - Benedetto XIII, che tre anni dopo lo proclama protettore degli studenti.

Pio XI lo designa patrono della gioventù cattolica, nel 1926, e Giovanni Paolo II lo consacra patrono dei malati di Aids nel 1991. Proprio in quell’anno Giovanni Paolo II si recò pellegrino, a cinque secoli dalla nascita, nel Mantovano nei luoghi che diedero i natali al Gonzaga.

Le comunità e i pellegrinaggi durante l’Anno Santo

Il prossimo anno la Chiesa universale vivrà il Giubileo. Tutti i fedeli che ne hanno la possibilità sono invitati a recarsi a Roma, entrare nella Porta Santa, vivere la gioia del perdono, che sola può donare la vera speranza.

La nostra Parrocchia propone un pellegrinaggio nei giorni del carnevale ambrosiano (4/6 marzo 2025). Riportiamo di seguito il programma di massima per quei giorni.

Il Giubileo aloisiano ha inoltre favorito l’accoglienza di pellegrini, gruppi giovanili, oratori e scout presso strutture parrocchiali collegate alla devozione a San Luigi.

Accoglienza dei pellegrini nella parrocchia di Ciampino

Come la parrocchia di San Luigi Gonzaga di Ciampino accoglie i pellegrini? Il nostro target ricettivo è essenziale! NON abbiamo strutture dotate di camere. NON ci sono letti a disposizione.

Disponiamo invece di un grande Parco, immerso nella bellezza della natura e che accoglie regolarmente giovani, pellegrini, oratori e scout.

Il parco, che si estende su circa due ettari e comprende aree alberate, è dotato di attrezzature per ospitare fino a 200 persone con le proprie tende.

Una sala polivalente di 500 m² può ospitare fino a circa 50 persone al chiuso, offrendo la possibilità di dormire sul pavimento con brandine, materassi o sacchi a pelo propri.

La struttura è dotata di servizi igienici in comune, con bagni, docce e lavabi. È inoltre possibile cucinare in autonomia in una cucina campestre all’aperto.

Servizio o collegamentoDistanza indicata
Chiesa per la preghiera e le celebrazioniEntro 200 m
Fermata del bus e stazione ferroviariaEntro 200 m
Bancomat, bar, ristoranti, supermercati e farmaciaEntro 1 km
Metropolitana e aeroportoEntro 5 km
OspedaleEntro 10 km

La parrocchia San Luigi Gonzaga è in Via dei Laghi, 72 - Ciampino (Roma). A poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria - SASSONE - che consente di raggiungere in 20 minuti il centro di Roma, stazione Roma Termini.

La struttura è indicata per pellegrinaggi, campi scout e cammini come la Via Francigena. Il profilo dell’ospite comprende gruppi giovanili parrocchiali, pellegrini, scout e famiglie.

La gestione è affidata a una struttura religiosa e l’accoglienza avviene in autogestione. Sono disponibili una chiesa, assistenza religiosa, accessibilità e servizi igienici per disabili, giardino, area giochi per bambini, parco, parcheggio auto interno e copertura della rete cellulare.

La festa di San Luigi nelle comunità parrocchiali

La comunità parrocchiale di S. Luigi invita tutti ad approfondire la figura di giovane santo con vari momenti di riflessione a partire dalla festa della comunità.

  • Sabato 16 giugno, ore 18:00: Santa Messa della Confermazione presieduta da S.E.R. Mons. Piero Coccia.
  • Domenica 17 giugno, ore 9:30 e 11:00: Sante Messe della Prima Comunione.
  • Martedì 19 giugno, ore 21:15: “Voce ai giovani”, incontro con don Enrico Giorgini e Francesca Cecchini.
  • Giovedì 21 giugno, ore 18:00: Santa Messa animata dal “Coro Polifonico S. Luigi”.
  • Giovedì 21 giugno, ore 21:00: Santa Messa animata dal “Coretto”.
  • Giovedì 21 giugno, ore 21:45: processione con la statua di San Luigi Gonzaga per le vie della parrocchia.

Sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria nell’anno giubilare di S. Luigi.

Processione di San Luigi Gonzaga parrocchia

Un Giubileo per riscoprire una santità giovane

Il Giubileo aloisiano ha messo in relazione la memoria di San Luigi Gonzaga con le domande dei giovani, il discernimento vocazionale, la carità e il servizio.

La sua vita mostra il passaggio da una condizione privilegiata alla scelta di una vita religiosa e di una prossimità radicale ai malati. La sua morte, avvenuta dopo il servizio prestato a un appestato, ha dato una forma concreta alla sua idea di fede.

Le celebrazioni a Roma, i pellegrinaggi a Castiglione delle Stiviere, gli incontri nelle comunità, le iniziative della Compagnia di Gesù e le attività nelle chiese dedicate al santo hanno contribuito a presentare San Luigi come una figura viva, capace di parlare alla libertà e alla responsabilità delle nuove generazioni.

L’Anno Aloisiano ha così proposto una santità non ridotta all’immagine del “giglio bianco e profumato”, ma riconosciuta nella ricchezza umana, nella capacità di scegliere, nella libertà del cuore e nel coraggio di servire.

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