Secondo la Sacra Scrittura, il cristiano non deve consultare l’oroscopo né affidarsi all’astrologia per conoscere il futuro, interpretare la propria personalità o orientare le proprie decisioni. L’astrologia è una forma di divinazione e la Bibbia ordina di non ricorrere a pratiche che pretendono di rivelare l’avvenire attraverso gli astri, i presagi o potenze nascoste.
La Bibbia distingue chiaramente tra l’osservazione dei cieli come opera del Creatore e la ricerca nelle stelle di indicazioni sul destino umano. Gli astri possono suscitare meraviglia e ricordare la grandezza di Dio, ma non sono divinità, non governano la volontà dell’uomo e non possono sostituire la Parola di Dio come guida per la vita.
Che cos’è l’astrologia e che cos’è l’oroscopo
La parola “astrologia” significa «scienza degli astri». Originariamente era sinonimo di «astronomia» e le due parole si usarono promiscuamente fino al primo secolo dopo Cristo e anche oltre. Attualmente astrologia designa una scienza che presume di determinare i vari influssi che gli astri esercitano sull’uomo, determinando il carattere delle persone, le loro scelte e le loro azioni, e i vari eventi della storia.
L’oroscopo è parte integrante dell’astrologia. L’oroscopo, che consiste nella predizione del futuro di un individuo basandosi sulla posizione degli astri al momento della sua nascita, è ormai divenuto molto comune ai nostri giorni e rivela la tendenza paganeggiante del mondo nel quale viviamo.
Una sua forma popolare è l’oroscopo. Per molti è una moda, un gioco. Ma per altri è realtà. Per costoro è triste osservare come facciano dipendere le loro decisioni dalla lettura del segno zodiacale.
Abbiamo già detto che costituisce una componente importante dell’astrologia in quanto utilizza le dodici costellazioni dello zodiaco, cioè la fascia del cielo intorno all’ellittica, costituita appunto da dodici costellazioni. Il termine “zodiaco” deriva dal greco e significa “cerchio di figure animali”, in quanto la maggior parte delle costellazioni hanno nome d’animale, come ad esempio: ariete, toro, ecc.
L’oroscopo è un diagramma che descrive le diverse costellazioni ed il loro rapporto con il sole, la luna e gli altri pianeti. Dall’incontro di questi astri, gli astrologi cercano di predire il futuro degli individui.
La differenza tra astronomia e astrologia
La Chiesa Cattolica riconosce che gli astri e i fenomeni celesti hanno un significato nella creazione di Dio, ma respinge l’idea che essi abbiano un’influenza diretta e determinante sul destino umano.
Va notato che questa posizione riguarda l’astrologia come pratica divinatoria e predittiva del futuro. Tuttavia, la Chiesa Cattolica riconosce che l’astronomia, lo studio scientifico degli astri, è una disciplina legittima e non contraddittoria con la fede.
La ricognizione della posizione degli astri è un'operazione tecnica realistica, in quanto consiste nella costruzione di una carta celeste con le posizioni dei pianeti e delle stelle al momento dell'evento preso in esame; il problema è che chi ti vende l’oroscopo, caso mai non si inventasse tutto, TI CALCOLA L’OROSCOPO DI UN CALDEO DI BABILONIA VISSUTO 4000 ANNI FA E NON IL TUO CHE VIVI IN ITALIA NEL 2017.
La tabella sopra mostra le differenze del percorso del sole, visto dalla terra, nello zodiaco astronomico, che coincide con le costellazioni reali, e nello zodiaco astrologico, esclusivamente basato su calcoli matematici.
Le date riportate sono calcolate sul meridiano di Greenwich e sono solo indicative, in quanto il passaggio da un segno all'altro non solo non cade alla mezzanotte, ma di anno in anno varia di circa 6 ore (18 ore nei 12 mesi successivi al 29 febbraio negli anni bisestili). Per un'analisi più precisa vanno consultate le effemeridi.
Il bello è che non solo le date sono assai diverse, ma anche che esiste un nuovo segno zodiacale, assente sulle tabelle astrologiche e cioè la costellazione di OFIUCO.
L’astrologia è "l’interpretazione" della teorica influenza delle stelle (e dei pianeti) sul destino umano. Si tratta di una falsa credenza.
L’origine dell’astrologia
Indubbiamente, l’astrologia è una “scienza” antica, che ha avuto la propria origine nel periodo sumerico, in Babilonia, e che ancora oggi tratta di previsioni e pronostici.
La culla dell’astrologia fu Babilonia, come risulta dalle migliaia di tavolette d’argilla che appartennero al re assiro Assurbanipal (VII sec. a.C.). Dall’Assiria si diffuse in Persia, in India, in Cina e più tardi penetrò in Grecia e in Italia.
L’astrologia è un metodo molto antico di divinazione. L’astrologia riprese a fiorire durante il Medio Evo, soprattutto per opera degli arabi.
Fino al secolo XVIII questa scienza ebbe grande divulgazione e molti appassionati, particolarmente tra il popolo. Anche ai giorni nostri gode di qualche credito, vista la fiducia e l’importanza che si dà agli oroscopi.
L’astrologia era popolare nell’Impero Romano. I più influenti esponenti della divinazione esotica furono i Caldei, o, come furono successivamente chiamati, matematici, cioè i professori dell’astrologia babilonese, che predicevano il destino delle persone per mezzo dell’oroscopo e davano informazioni riguardo al futuro secondo i movimenti dei corpi celesti.
Nonostante la sua popolarità fra i Romani i primi cristiani non vollero avere nulla a che fare con essa. Molti erano stati immischiati nella divinazione e in altre forme di spiritismo prima di divenire cristiani.
Perché l’oroscopo è inattendibile
Gli oroscopi costituiscono in realtà un mezzo per attrarre i semplici nel tranello dell’occultismo. Il fatto della loro inattendibilità è indicato almeno dalle seguenti ragioni:
- Gli astrologi, frequentemente, per lo stesso periodo forniscono interpretazioni diverse dell’oroscopo di uno stesso individuo. Se il metodo fosse fondato su precise leggi scientifiche, non lascerebbe spazio a versioni differenti.
- L’astrologia non può spiegare come individui nati nello stesso periodo e sotto l’influsso degli stessi astri abbiano invece sorti dissimili.
- Gemelli monocellulari, quindi esteriormente identici, mostrano però personalità, tratti del carattere e sorti diverse.
- L’astrologia non è considerata una scienza dagli astronomi, in quanto si fonda sui segni zodiacali che non coincidono più con le costellazioni dello stesso nome a causa della “processione degli equinozi”, cioè del graduale spostamento dell’asse polare terrestre.
- L’origine dell’astrologia, e quindi degli oroscopi, è pagana ed idolatrica ed ha lo scopo di schiavizzare le coscienze.
Osserva giustamente il Peschke: “L’astrologia scientifica con le sue grossolane classificazioni secondo le costellazioni non è mai in grado di dare un oroscopo veramente individuale per ogni singola persona.
Le posizioni delle stelle, per tutti coloro che sono nati approssimativamente nello steso tempo, sono le stesse, il che dovrebbe condurre allo stesso oroscopo e di conseguenza allo stesso destino per tutti.
Decine di persone hanno lo steso oroscopo di Napoleone, Goethe o Gandhi. Ma chi di loro ha avuto gli stessi talenti o lo stesso destino? Questo non è vero neppure per i gemelli”.
La condanna della divinazione nella Sacra Scrittura
La Sacra Scrittura non usa necessariamente il termine moderno “oroscopo”, ma condanna le pratiche che cercano di conoscere il futuro attraverso segni, presagi, astri, magia o potenze occulte.
Il primo versetto che prenderemo in esame, è quello di Levitico 19:26 “…. Non praticherete alcun genere di divinazione o di magia”.
L’ordine perentorio di Dio per il popolo d’Israele era che nel paese che il Signore gli dava da possedere, non doveva esistere nessuna forma di divinazione né di magia, perché questa era una delle cause per cui Dio scacciava i popoli dalle terre che loro andavano a prenderne possesso.
Ancora in Deuteronomio 18:10 dice: “Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco, né chi pratichi la divinazione, né indovino, né chi interpreta presagi, né chi pratica la magia”ribadendo il concetto espresso prima e allargandolo ulteriormente.
La Scrittura presenta questo insegnamento in modo esplicito: “Quando sarai entrato nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non imparerai a imitare le abominazioni delle nazioni che son quivi.
Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per il fuoco, né chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante; perché chiunque fa queste cose è in abominio all’Eterno.
Tu sarai integro verso l’Eterno, l’Iddio tuo; poiché quelle nazioni, del cui paese tu vai ad impossessarti, dànno ascolto ai pronosticatori e agl’indovini; ma, quanto a te, l’Eterno, il tuo Dio, ha disposto altrimenti» (Deuteronomio18:9-14).
Alla luce di quanto detto, vediamo che l’oroscopo, che si presenta sotto una veste d’innocente e falsa scienza, non è così distante dall’essere considerato una forma di divinazione, esso infatti cerca di indovinare, di presagire il futuro, ed è quindi sicuramente una forma di magia evidentemente nascosta.
Gli astri nella Bibbia: creazione, non divinità
La Bibbia ha molto da dire sulle stelle. Il concetto principale per la nostra comprensione delle stelle è che Dio le ha create.
Esse mostrano il Suo potere e la Sua maestà. I cieli sono "l’opera delle Sue dita" (Salmo 8:3; 19:1). Egli conta il numero delle stelle e le chiama tutte per nome (Salmo 147:4).
La Bibbia insegna anche che Dio ha organizzato le stelle in gruppi riconoscibili che chiamiamo costellazioni. La Bibbia ne menziona tre: Orione, l’Orsa (Maggiore) e "il serpente tortuoso" (molto probabilmente il Dragone) in Giobbe 9:9; 26:13; 38:31-32; e Amos 5:8.
Gli stessi passaggi si riferiscono anche a gruppi di stelle note come le Pleiadi (le Sette Stelle). Dio è Colui Che ha potuto "unire assieme i legami" di queste costellazioni. Egli è Colui Che le fa apparire "a suo tempo".
La Bibbia dice che le stelle, insieme al sole e alla luna, furono date come "segni" e "stagioni" (Genesi 1:14); ovvero, avevano lo scopo di aiutarci a tener traccia del tempo.
Sono anche "segni" nel senso di "indicatori" di navigazione; in tutta la storia gli uomini hanno usato le stelle per mappare le rotte intorno al mondo.
Dio ha usato le stelle come esempio della Sua promessa di dare ad Abramo una discendenza innumerevole (Genesis 15:5). Così ogni volta che Abramo guardava il cielo notturno, si ricordava della lealtà di Dio e della Sua bontà.
Dio ha creato il sole, la luna, le stelle e le costellazioni non per essere adorati e serviti, ma per goderne quali creature di Dio: “Perché alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto cioè l'esercito celeste, tu non sia attirato a prostrarti davanti a queste cose e a servirle, cose che l'Eterno, il tuo DIO, ha assegnato a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli” (Deuteronomio 4:19).
Cercare nelle stelle e nelle costellazioni il proprio futuro, e come innalzare al ruolo di Dio la creatura, anziché il Creatore.
Il divieto di adorare l’esercito celeste
La Scrittura mostra più volte che Israele fu tentato di trasformare le creature celesti in oggetti di culto e di affidare loro la propria vita.
Fra i loro peccati ci fu l’adorazione dei corpi celesti come dèi. È menzionato, per esempio, il re Manasse del regno di Giuda che condusse la nazione nell’adorazione di tali dèi. “S’inchinava a tutto l’esercito dei cieli e lo serviva”. - 2 Re 21:3.
In seguito il buon re Giosia cercò di sopprimere fra la nazione la cattiva influenza delle false religioni. Il racconto dice: “Fece cessare l’attività dei sacerdoti di dèi stranieri, che i re di Giuda avevano incaricati per far fumo di sacrificio sugli alti luoghi delle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e anche quelli che facevano fumo di sacrificio a Baal, al sole e alla luna e alle costellazioni dello zodiaco e a tutto l’esercito dei cieli”. - 2 Re 23:5.
Per mezzo del profeta Sofonia, Geova Dio denunciò gli Israeliti per le loro false pratiche religiose come “quelli che si inchinano sulle terrazze all’esercito dei cieli, e quelli che . [fanno] dichiarazioni giurate a Malcam [Molec]”. (Sof. 1:5).
Il primo martire cristiano, Stefano, si riferì a queste errate pratiche degli Israeliti dicendo: “E Dio si volse e li abbandonò a render sacro servizio all’esercito dei cieli, come è scritto nel libro dei profeti: ‘Non a me avete offerto vittime e sacrifici per quarant’anni nel deserto, o casa d’Israele, non è vero?
Ma avete portato la tenda di Moloc e la stella del dio Refan, le figure che avete fatte per adorarli. Quindi vi deporterò oltre Babilonia’”. - Atti 7:42, 43.
Il giudizio biblico sull’astrologia
L’astrologia è condannata dalla Sacra Scrittura come una abominazione dinanzi a Dio. Infatti, così è scritto: “(Babilonia) si presentino e ti salvino gli astrologi che osservano le stelle, i quali ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà.
Ecco, essi sono come stoppia: il fuoco li consuma; non salveranno se stessi dal potere delle fiamme.” (Isaia 47, 13 - 14).
Gli astrologi della corte regale babilonese furono svergognati dal profeta di Dio, Daniele (Daniele 1:20), e non avevano il potere di interpretare il sogno del re (Daniele 2:27).
Dio enumera gli astrologi tra coloro che verranno bruciati come stoppia al giudizio di Dio (Isaia 47:13-14). L’astrologia come forma di divinazione è espressamente vietata dalla Scrittura (Deuteronomio 18:10-14).
Le stelle dovrebbero suscitare stupore di fronte al potere di Dio, alla Sua saggezza ed estensione infinita. Dovremmo usare le stelle per tener traccia del tempo e dei luoghi e ricordarci della natura fedele di Dio, il Quale mantiene le Sue promesse.
Pertanto, riconosciamo il Creatore dei cieli. La nostra saggezza proviene da Dio, non dalle stelle (Giacomo 1:5). La Parola di Dio, la Bibbia, è la nostra guida per la vita (Salmo 119:105).
L’astrologia nega la libertà e la responsabilità dell’uomo
La Chiesa fin dai tempi antichi condannò l’astrologia. Il Concilio di Toledo così si espresse: “Se qualcuno pensa che si deve credere all’astrologia, sia anatema” (DS 205).
Il Concilio si riferiva alla mentalità abbastanza diffusa secondo la quale le azioni umane si dovevano imputare agli astri e in definitiva a Dio. Con questo si veniva a negare la libertà dell’uomo.
Osservò in proposito S. Agostino: “Gli astrologi pretendono che vi sia nel cielo la causa inevitabile del peccato: sono Venere o Saturno o Marte che ci hanno fatto compiere questa o quella azione, volendo che sia senza colpa l’uomo, che è carne e sangue e verminosa superbia, e la colpa ricada su colui che ha creato e regge il cielo e le stelle” (S. AGOSTINO, Confessioni, IV, 3).
Secondo la fede cattolica, gli esseri umani sono dotati di libero arbitrio e hanno la capacità di prendere decisioni morali consapevoli. L’astrologia, con la sua enfasi sulla determinazione astrale delle vite umane, mina l’idea di libertà e responsabilità personale, che sono fondamentali nell’etica cattolica.
È vero che i corpi celesti, in modo particolare la luna, esercitano un influsso sulla natura. Possono influire insieme con altri fattori metereologici anche sull’umore delle persone e su eventi come il parto.
Ma “non possono esercitare un influsso diretto sull’intelletto e la volontà” (S. TOMMASO, Somma Teologica, I-II, 9, 5).
“L’uomo infatti ha la facoltà di giudicare e di riflettere su tutto quanto può operare, sia nell’uso delle cose esteriori, come nel secondare e respingere le passioni interne; e ciò sarebbe inutile se il nostro volere fosse causato dagli astri e non fosse in nostra facoltà.
Non è quindi possibile che gli astri siano causa della nostra elezione volontaria” (S. TOMMASO, Summa contra gentiles, III, 85).
Tutt’al più: “inclinant astra, sed non necessitant”.
La posizione della Chiesa cattolica
La posizione ufficiale della Chiesa Cattolica sugli oroscopi e sull’astrologia è che queste pratiche non sono compatibili con la fede.
La Chiesa considera l’astrologia come una forma di superstizione che attribuisce un’influenza deterministica agli astri e alle costellazioni sulle vite umane.
Secondo la visione cattolica, solo Dio ha il potere di governare la vita umana e di dare un senso e una direzione al nostro cammino.
La Chiesa Cattolica invita i fedeli a cercare la guida e la saggezza nella rivelazione di Dio, come si trova nella Sacra Scrittura e nella Tradizione, e a confidare nella provvidenza divina anziché nelle pratiche astrologiche.
La Chiesa Cattolica considera gli oroscopi e l’astrologia come forme di superstizione e divinazione. La superstizione implica la credenza in forze o poteri soprannaturali che agiscono in modo arbitrario sul destino umano.
La divinazione, d’altra parte, cerca di predire il futuro o rivelare informazioni nascoste attraverso metodi non legittimi. La Chiesa ritiene che queste pratiche vadano contro la fiducia e la dipendenza in Dio come unico Signore della vita e del futuro.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica condanna senza tentennamenti l’astrologia e afferma che si oppone al riconoscimento dell’assoluto dominio di Dio sulla nostra vita.
“Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che «svelino» l’avvenire.
La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste.
Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo” (CCC 2116).
“Dio può rivelare l’avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell’abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo” (CCC 2115).
Perché anche la curiosità può diventare un problema
L’oroscopo, che consiste nella predizione del futuro di un individuo basandosi sulla posizione degli astri al momento della sua nascita, è ormai divenuto molto comune ai nostri giorni e rivela la tendenza paganeggiante del mondo nel quale viviamo.
Non esiste ormai giornale o rivista che non abbia il proprio oroscopo; perfino la radio e la televisione lo trasmettono, anche più volte nella stessa giornata e, spesso, perfino dopo rubriche religiose, a riprova della tendenza pluralistica della società attuale.
La maggior parte dei lettori, e perché no anche dei cristiani, leggono gli oroscopi per pura curiosità, precisando con divertita incredulità di non dare nessun peso e nessuna fiducia a quanto è scritto.
Intanto, però, si nota che perfino dei credenti vanno alla ricerca del quotidiano o del periodico per leggervi l’oroscopo che li riguarda.
Per molti è una moda, un gioco. Ma per altri è realtà. Per costoro è triste osservare come facciano dipendere le loro decisioni dalla lettura del segno zodiacale.
È triste vedere tante persone che non escono da casa senza avere consultato prima l’oroscopo; fanno dipendere ogni loro azione da quelle poche righe lette sul quotidiano o su riviste specializzate.
Ogni loro azione è scandita da ciò che l’oroscopo predice per loro. Ci sono persone che spendono fior di quattrini in oroscopi personalizzati, coppie che scoppiano perché i loro segni zodiacali sono incompatibili, uomini e donne alla ricerca di una pseudo felicità futura fra le righe di un bugiardo pronostico stellare.
Si tiene di conto l’ipotetica influenza che le stelle hanno nella vita dell’uomo, e si trascura l’autorevolezza della santità certa di Dio, capace di spazzare via ogni ostacolo che si pone sul nostro cammino.
Il pericolo della “fede parallela”
Naturalmente non credo in un influsso diretto degli astri sugli individui né credo che tali astri siano divinità o centri energetici o cos’altro, ma ritengo semplicemente che le posizioni astrali siano una sorta di linguaggio in codice che se interpretato correttamente permette a ciascuno di noi non tanto di conoscere il proprio futuro ma di cogliere le occasioni, affrontare più preparati le varie fasi dell’esistenza.
Il fatto che talvolta i giudizi siano corrispondenti al vero non significa che la metodica usata sia buona.
San Paolo avverte che il demonio si traveste da angelo di luce (2 Cor 11,14). Ricorrere ad essa sapendo che Dio e la Chiesa la condannano significa rimettere almeno implicitamente la propria vita nelle mani di altre forze, che non sono quelle divine.
Quando tu parli di “fede parallela”, senza volerlo indichi veramente che cosa sia l’astrologia.
Il fatto che una donna “molto devota” dica che non c’è nulla di male nell’astrologia, sebbene la Chiesa insegni diversamente, non fa che far sorgere dei dubbi sull’autenticità di quella devozione.
La Chiesa non ha alcun interesse personale quando mette in guardia da queste pratiche. A nome di Dio vuole tutelare i fedeli perché non si lascino irretire dalla superstizione e da chi occultamente la manovra.
Astrologia, divinazione e spiritismo
Essendo una forma di divinazione, l’astrologia può farvi immischiare nello spiritismo. Vi può mettere a contatto con le “malvage forze spirituali che sono nei luoghi celesti”. (Efes. 6:12).
Volete che ciò accada? Dio condannò enfaticamente il cercare guida da tali forze. Egli disse alla nazione d’Israele: “In quanto all’anima che si rivolge ai medium spiritici e a quelli che predicono gli avvenimenti per mestiere in modo da avere rapporti immorali con loro, per certo porrò la mia faccia contro tale anima e la stroncherò di fra il suo popolo”. - Lev. 20:6.
Le malvage forze spirituali possono dirigere gli avvenimenti in modo da farvi sembrare talvolta che l’astrologia possa predire con sicurezza gli avvenimenti.
Seguendola, cadreste nelle loro grinfie. Ma volete rivolgervi a malvage forze spirituali per avere guida? Vi condurranno esse in una via che è per il vostro bene?
La Bibbia predisse che nel tempo in cui ora viviamo le persone avrebbero prestato “attenzione a ingannevoli espressioni ispirate e a insegnamenti di demoni”. (1 Tim. 4:1).
È dunque comprensibile perché lo spiritismo o le arti occulte accrescono la loro popolarità. Ma lo spiritismo, cioè l’essere a contatto con forze spirituali malvage, è in effetti una delle impure opere della carne decaduta. - Gal. 5:19, 20.
L’esempio dell’apostolo Paolo
L’apostolo Paolo, col suo modo di fare, ci da uno spaccato comportamentale dei figlioli di Dio, infatti quando ha a che fare con una ragazza che ha uno spirito indovino, agisce in modo certo:
“Ora, mentre andavamo al luogo della preghiera, ci venne incontro una giovane schiava che aveva uno spirito di divinazione e che, facendo l'indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni …. Ed essa fece questo per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti comando nel nome di Gesù Cristo di uscire da lei». E lo spirito uscì in quell'istante” (Atti 16:16-18).
È da dire che in questo campo ci sono tantissimi cialtroni che spacciano le loro bugie per verità al fine di spillare tanti soldi all’incauto di turno, però questo non toglie che ci sono chi pratica la vera divinazione per via di spiriti che li possiedono.
Comunque veri o falsi che siano, ogni cristiano deve allontanare definitivamente tutte queste cose dalla propria vita e come per l’apostolo Paulo, deve esserne sicuramente infastidito.
L’esempio dei primi cristiani
Molti erano stati immischiati nella divinazione e in altre forme di spiritismo prima di divenire cristiani. Divenuti cristiani si separarono dallo spiritismo e da tutte le cose della falsa religione.
Ci è detto che “un gran numero di quelli che avevano praticato le arti magiche portarono insieme i loro libri e li bruciarono dinanzi a tutti”. (Atti 19:19).
Molto probabilmente fra i libri bruciati c’erano libri di astrologia perché a quel tempo era una popolare forma di divinazione. Fecero la cosa giusta.
Come poteva il cristiano ‘mangiare alla tavola dei demoni’ praticando la divinazione e poi ‘mangiare alla tavola di Dio’ asserendo di identificarsi quale cristiano e di partecipare al cibo spirituale che egli provvede nella sua Parola scritta?
Uno dei primi cristiani, l’apostolo Paolo, additò la giusta condotta da seguire, dicendo: “Non siate inegualmente aggiogati con gli increduli.
Poiché quale partecipazione hanno la giustizia e l’illegalità? O quale associazione ha la luce con le tenebre? ‘“Perciò uscite di mezzo a loro e separativi”, dice Geova, “e cessate di toccare la cosa impura”’” - 2 Cor. 6:14-17.
Manasse e il ritorno a Dio
La storia del popolo di Israele è ricca d’insegnamenti, sia positivi sia negativi. Uno dei tanti re che portarono a sviare il popolo di Dio, fu Manasse.
Di lui è detto: “Egli fece ciò che è male agli occhi dell'Eterno, seguendo le abominazioni delle nazioni che l'Eterno aveva scacciato davanti ai figli d'Israele” (2Cronache 33:2).
Che cosa fece di così grave per meritarsi di essere ricordato come chi “fece ciò che è male agli occhi dell'Eterno”? La scrittura ci dice:
“Eresse pure altari nella casa dell'Eterno, della quale l'Eterno aveva detto: «Il mio nome rimarrà in Gerusalemme per sempre». Costruì altari a tutto l'esercito del cielo nei due cortili della casa dell'Eterno.
Fece anche passare i suoi figli attraverso il fuoco nella valle del figlio di Hinnom; praticò la magia, la divinazione e la stregoneria, e consultò i medium e i maghi.
Si diede interamente a fare ciò che è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo a ira” (2Cronache 33:4-6).
Fece di tutto e di più per disubbidire al Signore e alle sue leggi e legarsi sempre più alle forze demoniache.
Certamente non siamo più nel tempo in cui si può mettere a morte chi pratica tali cose, saprà Dio cosa fare di loro se non si ravvedono, ma certamente possiamo prendere in seria considerazione il fatto che il nostro Dio vuole che ci sia una netta separazione fra ciò che è santo e ciò che è impuro.
Se abbiamo inconsapevolmente o consapevolmente sbagliato, riconosciamo il nostro errore, e come il re Manasse andiamo ai piedi del Signore e certamente Dio ci darà il suo perdono:
“Quando si trovò nell'avversità, egli implorò l'Eterno, il suo DIO, e si umiliò profondamente davanti al DIO dei suoi padri. Quindi lo pregò e lo supplicò e DIO ascoltò la sua supplica e lo ricondusse a Gerusalemme nel suo regno. Allora Manasse riconobbe che l'Eterno è DIO” (2Cronache 33:12-13).
A chi deve rivolgersi il credente
I cristiani vengono ammoniti dal Signore stesso a non dare ascolto agli uomini né ad affidarsi ai loro insegnamenti se non sono fondati sulla Parola di Dio: la Bibbia.
“Se vi si dice: ‘Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano’, rispondete: ‘Un popolo non deve egli consultare il suo Dio? Si rivolgerà egli ai morti a pro de’ vivi?’ Alla legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora!” (Isaia 8:19, 20).
La Chiesa Cattolica invita i fedeli a cercare la guida di Dio attraverso la preghiera, la riflessione sulla Parola di Dio e la fiducia nella provvidenza divina.
La fiducia in Dio e la preghiera sono considerate il modo corretto per cercare la volontà di Dio e per guidare la propria vita.
A chi deve rivolgersi il credente che abbia bisogno di guida e dì luce? Il Signore ha messo a disposizione dei Suoi discepoli la Sua santa Parola: “La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero» (Salmo 119:105).
La Sacra Scrittura è la bussola che guida il cristiano sulla via della vita; infatti: “Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona” (Il Timoteo 3:16, 17).
La Parola di Dio è resa attuale e viene personalmente applicata ai credenti dallo Spirito Santo. Infatti, Gesù, prima di lasciare i Suoi, disse: “… il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel nome mio, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto” (Giovanni 14:26).
La nostra saggezza proviene da Dio, non dalle stelle (Giacomo 1:5). La Parola di Dio, la Bibbia, è la nostra guida per la vita (Salmo 119:105).
Lasciamoci così guidare e consigliare dal Signore, per mezzo della Sacra Scrittura e dello Spirito Santo e la nostra esistenza sarà serena.
Non saremo mai oppressi dal terrore del futuro, perché Gesù, il nostro divino Salvatore e Signore, sarà con noi in ogni tempo “…sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:20), e poi noi saremo con Lui per l’eternità.

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