Canzone “Gesù a Betlemme”: testo, significato e canti sulla Natività

“Gesù a Betlemme” è un canto natalizio dedicato alla nascita di Gesù, ambientato nella grotta gelida di Betlemme e incentrato sulla presenza di Maria, Giuseppe, degli angeli, dei pastori e dei Magi. Il testo presenta la Natività come un evento di amore, adorazione e salvezza, nel quale il Bambino viene riconosciuto come il vero Figlio del Signore.

Il canto si apre con alcune domande sulla nascita di Gesù e sul viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme, quindi descrive la mezzanotte, l’annuncio dell’angelo e la gioia per la venuta del Bambino. Il repertorio collegato comprende anche canti tradizionali sulla nascita a Betlemme, sulla mangiatoia, sull’adorazione di Maria e Giuseppe e sull’arrivo dei Magi.

Testo della canzone “Gesù a Betlemme”

Testo e Musica di Bepi De Marzi

Do’ sito nà Maria a far nassere ‘l putelo?
Do’ sito nà a Betlemme in mezo a tanto gelo!
Do’ sito nà Giuseppe a portare la Madona?
Do’ sito nà a Betlemme a far nassere Gesù!

Oh, bambinelo caro, oh bambinel d’amore,
tu che sei il vero figlio del Signore.

Dentro la grota gelida la mama del Signore insieme al so’ Giusepe, pianzeva dal dolore.

Ecco la mezanote co l’angelo del cielo: in mezo a tante lagrime ghe porta ‘l bambinelo.

Oh, bambinelo caro, oh bambinel d’amore,
tu che sei il vero figlio del Signore.

Significato del testo

Il canto racconta la nascita di Gesù attraverso immagini semplici e concrete: Betlemme, il gelo, la grotta, le lacrime, l’angelo e il Bambino. Le domande iniziali richiamano il cammino di Maria e Giuseppe e introducono immediatamente il luogo della Natività.

La grotta gelida rappresenta la povertà e la precarietà della nascita, mentre il Bambino viene presentato come “il vero figlio del Signore”. Il contrasto tra il freddo della notte e la tenerezza rivolta a Gesù rende il testo particolarmente adatto al canto comunitario e alle rappresentazioni natalizie.

La mezzanotte segna il momento nel quale l’annuncio celeste irrompe nella scena: l’angelo porta il Bambino in mezzo alle lacrime e al dolore. La ripetizione del ritornello rafforza il carattere affettuoso e devozionale della canzone.

La nascita di Gesù a Betlemme

La Natività viene rappresentata anche attraverso il canto degli angeli, la visita dei pastori e l’arrivo dei re Magi. La stalla, la cometa e la mangiatoia diventano i segni visibili del luogo nel quale il Messia viene riconosciuto e adorato.

Angeli: Oggi è nato per voi, il bambino, il messia sarà lui che verrà a salvarci. La stalla è quella là, la cometa indicherà la sua via fino a giungere a lui. È nato!

Angeli: Nel vedere questa scena così, i pastori si commossero un po’. Adorarono il bambino e poi andarono via Il Verbo si incarnò E la Sua gloria trionfò Ed il nome del messia è Gesù!!

Popolo: Lui è lì a Betlemme, in una mangiatoia e gli angeli lo lodano e cantan la sua Gloria! E' lì che tutti andremo per questo grande evento, guidati dalla luce che ci illumina il cammino.

Angeli: I re magi giunsero e i doni portarono Oro, incenso e mirra gli donarono Poi Betlemme festeggiò, la Giudea esultò, e tutta la gente insieme danzò.

Popolo: Finalmente siamo giunti fin qui, per vedere il nostro piccolo Re. Eccolo lì avvolto in fasce con sua madre: accetta questi doni perché tu sei il salvatore e per questo noi ti loderemo!!!

Angeli e Popolo: La sua parola poi si diffonderà Lui ci inviterà ad amare il suo Dio La Giudea rinascerà grandiosamente Il suo regno durerà Amore e gioia porterà E poi lui vicino a noi starà.

“Gesù Bambin l’è nato”: canto tradizionale su Betlemme

Un altro testo legato alla Natività presenta Gesù Bambino appena nato a Betlemme, adagiato sulla paglia e sul fieno. La scena comprende il pianto del Bambino, l’adorazione della madre e l’arrivo di San Giuseppe, che lo prende tra le braccia.

Testo

Gesù Bambin l'è nato l'è nato in Betelem; l'è sopra un po' di paja, l'è sopra un po' di fien.

L'è sopra un po' di fien. S'a j'è 'l bambin ch'a piura, sua mama ch'a lu adura, l'è sopra un po' di fien.

A's sent na vus ant l'aire, a's sent a vni ciantant: l'è San Giusep so paire, lo pia 'nt i so brass.

S'a i cianta la cansun: "Larin, larin, lareta". S'a i tucia la barbeta: "Basemi se vi pias".

Traduzione italiana

Gesù Bambino è nato è nato a Betlemme; è sopra un po' di paglia, è sopra un po' di fieno.

È sopra un po' di fieno. C'è il bambino che piange, sua mamma che lo adora, è sopra un po' di fieno.

Si sente una voce nell'aria, si sente venire un canto: è San Giuseppe suo padre, lo prende tra le sue braccia.

Gli canta la canzone: "Larin, larin, lareta". Gli tocca la barbetta: "Baciatemi se vi piace".

“È nato a Betlemme il Santo Bambin”

Questo canto insiste sulla gioia per la nascita di Gesù e sulla partecipazione di Maria e Giuseppe. Il Bambino è posto sul fieno e sulla paglia, mentre il cuore di chi canta si rallegra per la sua venuta.

È nato a Betlemme il Santo Bambin, el Bambin, el Bambin.
È nato a Betlemme il Santo Bambin, el Bambin, el Bambin.

Sul fieno e sulla paglia e un freddo di più, rallegrasi il mio cuore che è nato Gesù.
Rallegrasi il mio cuore che è nato Gesù.

Maria è la prima ad adorare il Bambin, el Bambin, el Bambin.
Maria è la prima ad adorare il Bambin, el Bambin, el Bambin.

Lo fascia e lo bacia, lo ama di più, rallegrasi il mio cuore che è nato Gesù.
Rallegrasi il mio cuore che è nato Gesù.

Giuseppe s'inchina ad adorare il Bambin, el Bambin, el Bambin.
Giuseppe s'inchina ad adorare il Bambin, el Bambin, el Bambin.

Lo stringe al suo cuore, lo ama di più, rallegrasi il mio cuore che è nato Gesù.
Rallegrasi il mio cuore che è nato Gesù.

“Quella notte un inno suonava”

Un ulteriore canto sulla Natività descrive la grotta di Betlemme illuminata da una luce insolita e l’unione del cielo e della terra nella proclamazione della nascita di Gesù. Il ritornello richiama la pace in terra agli uomini di buona volontà.

Quella notte un inno suonava, ravvivando d'insolita luce una grotta laggiù a Betlemme, una grotta laggiù a Betlemme.

Quella notte il cielo e la terra, per quel figlio si unirono in coro : oggi è nato Gesù a Betlemme, oggi è nato Gesù a Betlemme.

Sia Pace in terra agli uomini di Buona Volontà. Alleluia !
Sia Pace in terra agli uomini di Buona Volontà. Alleluia !

Quella notte tre uomini dotti, richiamati da un'antica promessa si scoprirono uniti a Betlemme, si scoprirono uniti a Betlemme.

Si inchinarono teneramente e con Fede adorarono il Re, per la pace nato a Betlemme, per la pace nato a Betlemme.

Sia Pace in terra agli uomini di Buona Volontà. Alleluia !
Sia Pace in terra agli uomini di Buona Volontà. Alleluia !

Ogni volta che penso a quel giorno, il mio cuore grida nel vento : ritroviamo anche noi Betlemme, ritroviamo anche noi Betlemme.

Il canto “Betlemme” nella tradizione liturgica

Nella chiesa di Santa Caterina, cuore pulsante di Betlemme, risuona ogni giorno un canto antico, custode di un mistero eterno.

Non è solo la luce delle feste a illuminare queste pietre, ma la voce viva dei frati che, con il loro canto, accendono nel silenzio l’attesa di un Bambino che nasce. Il canto qui non è semplice melodia, ma preghiera.

È attraverso queste voci che il mistero dell’Incarnazione si rinnova, si vive, si dona: un dono che si fa presenza in ogni cuore, in ogni passo del cammino.

Possiamo dividere il materiale musicale liturgico di questo evento processionale in tre grandi categorie. La prima, quella della Chiesa con il Graduale Romanum, cioè i canti che la Chiesa ha dato in dono alle comunità cristiane. Poi c'è quella dell'ordine, cioè l'ordine ha fatto sì che nascessero dei canti tipici per questi eventi. E poi ci sono quelli della custodia; quindi i frati che hanno scritto e che hanno proposto canti nei luoghi dove si viveva quell'evento.

Tra questi, il canto “Betlemme” si eleva davanti alla grotta, espressione di attesa e mistero.

Origine e struttura dell’antifona

Nasce circa nel 1400 e fino al 1700 - 1800 è stato rimaneggiato, curato, ampliato.

Che cosa ci propone questo canto? Un'antifona con una risposta da parte dei cantori e degli altri frati che poi rispondono ai cantori.

L'antifona dice questo “Betlemme. Ecco, in questo angusto antro della terra, è nato il Creatore dell'universo. “

Nel tempo hanno aggiunto piccole strofe, come per esempio “qui fu avvolto in pannolini, qui fu adagiato in una mangiatoia, quindi fu visitato dai pastori e così via.”

Questo “qui” , questa parola che viene continuamente ripetuta dai cantori, è proprio far sentire a chi viene a vivere questo evento del mistero e facendo sì che possano capirlo, che e’ proprio lì, in quel luogo è avvenuto, non in un altro.

Lì è proprio avvenuto l'incontro di Dio con l'uomo.

Questa splendida antifona, che ancora oggi risuona, sintetizza il mistero dell’Incarnazione, rendendolo vicino e accessibile a tutti i pellegrini.

Il significato spirituale di Betlemme

Ogni giorno si compie questo cammino verso il luogo di un evento straordinario, per poi tornare e annunciarlo a tutti.

Qui Gesù è nato, qui Gesù è voluto entrare nel nostro, nella nostra umanità, nel nostro mondo, per donarci la salvezza, affinché noi possiamo ringraziarlo del dono della vita e in modo particolare, poter cantare quotidianamente quella bellezza che tutti i giorni possiamo vivere con la nostra vita stessa, con la nostra fede, ma soprattutto con il nostro credere che solo Lui è il nostro Salvatore.

Nei diversi canti dedicati a Betlemme ricorrono gli stessi elementi: la grotta, la mangiatoia, il fieno, la paglia, il freddo della notte, la presenza di Maria e Giuseppe, l’annuncio degli angeli, l’adorazione dei pastori e i doni dei Magi. Queste immagini trasformano il racconto della nascita di Gesù in una preghiera cantata, condivisa dalla comunità.

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