Preghiera per la santità dei bambini

La preghiera per la santità dei bambini affida a Dio la crescita dei più piccoli nella fede, nell’amore, nella bontà e nelle virtù cristiane. Chiedere che un bambino diventi santo significa pregare perché impari a fidarsi di Dio, a compiere il bene, a vivere nella verità, a riconoscere la sofferenza degli altri e a donarsi con generosità.

Gesù è stato bambino, ha amato i bambini, ha riso come un bambino. Mi piace guardare Gesù come un bambino. Aveva un cuore da bambino. Gesù gioca, guarda, si lascia abbracciare e curare, impara. Guarda con innocenza. Inizia a camminare dando la mano a Giuseppe e a Maria. Impara a mangiare e ad affacciarsi al mondo in una casa semplice. Piena di routine sacre. Impara a pregare. Piange. Ha bisogno dei suoi genitori per sopravvivere. Obbedisce. Riceve amore.

Una preghiera per chiedere la santità dei bambini

O Gesù Tu sei amico dei bambini, ma troppi bambini non sono amici tuoi perchè non ti conoscono. Ti prego per loro chiama santi missionari a diffondere sulla terra la luce del tuo Vangelo. chiama anche me a portare amore, fraternità e pace a tutti i bambini. Fà che noi bambini possiamo giocare, sognare, pregare e impegnarci a costruire un mondo più bello come lo ha sognato Dio per tutti noi Amen

O Maria, Madre di Dio e Madre Nostra, ti presentiamo i bambini. O Benedetta tra tutte le donne, benedici i bambini non nati: morti nel seno materno per malattia o uccisi da genitori e medici. Accoglili nella vita del paradiso. Per il Frutto Benedetto del tuo grembo, apri il cuore agli sposi che, per egoismo e altri motivi, non vogliono figli; apri il seno alle sterili e guarisci gli sposi da ogni malattia perché ogni casa sia allietata dal sorriso di bambini.

Tu che hai salvato il tuo bambino dalla strage di Erode, libera i bambini dai mali da cui oggi sono colpiti in modo particolare, difendili da ogni forma di violenza che si compie contro di loro; sii presente con il tuo amore e l’aiuto di persone buone presso gli orfani e gli abbandonati. O Madre e maestra di bontà fa che i bambini trovino in famiglia affetto, premura, aiuto e crescano come il tuo Gesù in età, sapienza e grazia, cioè sani, saggi e santi.

O Madre, vissuta solo e sempre per il tuo Figlio e per la sua missione, metti presto nel cuore di alcuni bambini il seme di una loro futura consacrazione al tuo Gesù per la salvezza del mondo in cui vivranno. Per questo, o Madre di Dio e Madre nostra, prega per noi il tuo Gesù.

Che cosa significa pregare per la santità dei bambini

I bambini possono diventare santi per l’esercizio delle virtù cristiane. Attorno alle storie di questi piccoli, si snoderà il confronto a partire dal Vangelo, dal Magistero, dalla Dottrina e dalla Tradizione, con la finalità di evidenziare le basi teologiche e pastorali a supporto della specifica via della santificazione dei bambini, con le caratteristiche proprie della loro età (e per ciò stesso distinte da quelle degli adulti, ma anche da quelle degli adolescenti e dei giovani), con particolare riguardo all’aspetto assai dibattuto della capacità, in capo ai bambini stessi, dell’esercizio in grado eroico delle virtù cristiane.

Solo in Italia sono oltre una dozzina i bambini, al di sotto degli 11 anni, morti in odore di santità. Ma per pochi di loro si è potuta già introdurre la causa di beatificazione e canonizzazione, nonostante la loro vita esemplare dal punto di vista evangelico esprima un messaggio e una eredità spirituale, capaci di illuminare la Chiesa e l’umanità del nostro tempo.

La santità dei bambini si manifesta nelle caratteristiche proprie della loro età: nella fiducia, nella semplicità, nella capacità di amare, nella disponibilità a perdonare, nella generosità e nella meraviglia davanti al dono della vita. La preghiera degli adulti può accompagnare questo cammino senza sostituirsi alla libertà del bambino, sostenendolo nella scoperta dell’amore di Dio.

Imparare da Gesù bambino

Credo che l’infanzia di Gesù sia stata soprattutto ricevere amore. Apparentemente improduttiva, troppi anni, ma nella sua anima ha gettato radici per sempre quell’amore incondizionato di Giuseppe e Maria che gli parlava di suo Padre. Non diffida, non si indurisce. La sua anima di bambino rimane fino alla croce. Si fida sempre. Non giudica mai. Si abbandona. È il bambino tra le braccia di suo padre per tutta la vita.

Maria ha serbato l’infanzia di Gesù nel suo cuore. Una persona pregava: “Signore, insegnami ad essere bambino, a godere della vita, a giocare e a ridere delle piccole cose. Insegnami a confidare e a donarmi totalmente senza proteggermi per non essere ferita. Insegnami a guardare con occhi innocenti, a credere nella vita, negli altri, a non fare calcoli. A fidarmi di te. A camminare con la mano nella tua. A lasciarmi abbracciare come i bambini, a ricevere amore e carezze perché ne ho bisogno. Insegnami sempre a perdere il tempo con cose non fondamentali, non serie né importanti. Insegnami a godere del momento come i bambini. Senza temere il futuro. Senza rimanere a pensare al passato”.

È importante imparare a vivere come bambini. Portare a passeggio nella vita il bambino che abbiamo dentro, senza paura di essere feriti. Abbiamo bisogno di persone e di luoghi in cui poter essere bambini. Senza paura delle grida e del rifiuto. Ridere come bambini. Giocare come bambini.

Gesù bambino con Maria e Giuseppe

La fiducia semplice dei bambini

“Insegnami a guardare con occhi innocenti, a credere nella vita, negli altri, a non fare calcoli, a fidarmi di te…”

Diceva padre Josef Kentenich: “Cosa deve fare il bambino? Solo consegnarsi indifeso al Padre, sentirsi piccolo. E cosa fa il Padre? Più mi sento piccolo, più mi porta in alto. Non è mancanza di attività propria, ma donazione piena a Dio. L’ascensore della santità. Ci entro e va vertiginosamente verso l’alto. Mi ritengo piccolo davanti a Dio, come un bicchiere vuoto. Non sono nulla, Egli è tutto. Quanto è pratico! Quanto sono piccolo e indifeso davanti al Dio infinito!”

Il bambino confida in suo padre. Si abbandona. Offre tutto. Comprende che non può fare nulla se il padre non lo sostiene. Quanto è difficile essere come bambini quando vogliamo controllare tutto, avere tutto tra le mani! Il bambino impara a confidare e lascia le mani. Mette tutto nelle mani di Dio. Così, semplicemente. Abbandono totale.

Il bambino che ride e confida. Il bambino che crede nell’impossibile. Essere come bambini è la grazia per la vita che vogliamo continuare a chiedere.

La preghiera quotidiana dei bambini

Insegnamo ai nostri piccoli le preghiere più semplici, magari aiutandoci con queste belle immaginette d’epoca.

  • PADRE NOSTRO
  • AVE MARIA
  • SALVE REGINA

Prima di mangiare, ringrazia Gesù per il cibo che ti dà e prega affinchè tutti i bambini del mondo abbiano il cibo quotidiano.

Gesù, piccolo amico dei bambini Che dice ai bimbi buoni, il piccolo Gesù dal suo presepio? Dice così: "quanto vi voglio bene, cari bambini, quante belle cose vi farò conoscere. Ci state volentieri con me?" E i bimbi buoni rispondono: " Oh, sì, Gesù: ecco, ti offriamo il nostro cuore e ti porteremo tanti bei fioretti".

Come è felice Gesù quando sente parlare così i bravi bambini, come riceve volentieri i loro doni spirituali. Vuoi bene tu a Gesù? Digli così: "Gesù, ti voglio tanto, tanto bene. Gesù voglio diventare buono, Gesù, aiutami ad essere buono con tutti".

La santità vissuta nelle opere di misericordia

La preghiera per la santità non rimane soltanto nelle parole, ma diventa attenzione concreta verso chi soffre. I bambini possono essere educati alla misericordia attraverso gesti semplici, proporzionati alla loro età e accompagnati dall’esempio degli adulti.

Le sette opere di misericordia corporali

Dar da mangiare agli affamati

Dona fanciullo, dona generoso l'obolo che il mendico chiede: avrai doppia mercede da colui che invisibil tutto vede. Poca moneta, un pane, una fumante ciotola di latte pel viandante saran ristoro, affetto, e da lui sarai benedetto.

Cura la carità come preziosa pianta, nel tuo cuore, nutrendola d'amore, ed il letizia canta se in dovizia, a tutti dispenserai i tuoi frutti! Oh buon giardiniere non sai tu che un giorno ti si presenterà Gesù, con un vuoto paniere, da mendico vestito, i piedi nudi a terra cercando i frutti d'oro della tua piccola serra?

Dar da bere agli assetati

Io so di un fanciullo intelligente fattosi missionario di conforto che, con paziente amore, condusse un miscredente, con modo saggio e accorto, alla fede più ardente; e quello che imprecava e dure ingiurie lanciava sempre ostile, si arrese un giorno, umile, quando Gesù comprese e volle amare.

Imparò ad aver la chiara certezza che Dio non abbandona ma che, invocato, con dolcezza tanta Misericordia dona.

Vestire gli ignudi

Ma perchè tanti bimbi abbandonati van pel mondo dolenti, sempre affamati e mal rimpannucciati, della miseria vittime innocenti? Chissà che freddo avranno col vestito sdrucito e con le scarpe rotte mentre non han rifugio per dormire la notte.

"Vestir gli ignudi" dice il Santo Vangelo, salviamoli dal gelo, dando loro un vestito. dando loro un mantello, un paio di scarpine, dei guanti caldi. Rendiam col nostro affetto riconfortato il misero bambino, ripetendo per lui che è poveretto: il nobil gesto di Santo Martino.

Visitare gli ammalati

Suonano le campane a festa, è il giorno santo dell'Epifania, liete sono le mense e per la via vanno felici i bimbi con i doni. Cade la neve fitta, ma c'è tanta allegria; chi sdrucciola correndo e ride chi corre sulla slitta, e tutti paion vivi fiorellini nei multicolorati vestitini.

Ma su, nella soffitta, io so di una stanzetta, dove una malatina invano, sola, aspetta e triste il cuor le duole. Su, provvediamo! Per le scale voliamo a farle festa, colmando la canestra di quello che ha bisogno: staremo lieti, insieme, attorno al suo lettino e questo giorno sarà per lei, meschina, come un sogno.

Alloggiare i pellegrini

Asciuga il pianto, bimbo sperduto, che vieni in cerca d 'un aiuto. Scaldati al camino e bevi il latte or ora munto e mangia la dorata polenta appena scodellata. Questa soltanto abbiam per cena.

Ma presso il tuo cuore, batte il nostro, via, stai sicuro, che sotto questo tetto caldo troverai il letto ed infinito affetto, t'assicuro. Noi siam poveretti, ma che importa Dio ci farà la scorta e crescerai coi figli miei se qui restar vorrai: ti curerò con loro, anima mia!

Visitare i carcerati

C'è sempre un cuore costretto legato da ferre catene forgiate dal maglio possente di tutte le pene. Andiamo, fanciullo, là dove occorre d'urgenza portare soccorso a chi, solo, dispera: è un atto di carità vera, che certo quel cuore commuove, è un gesto di fratellanza, che viva ridà la speranza, la pace che manca all'anima stanca.

Andiamo, se anche varcare dovremo la porta di tetra prigion, che importa? Dovere cristiano è cercare chi piange, chi soffre, scontando, pentito, la dura condanna, recando la Fede, al cupo dolore nel nome di Cristo Signore.

Seppellire i morti

Curiamo le tombe ignorate che non han croce nè prece, assestiamo le zolle disfatte mondando la terra pietrosa ponendo, quindi, con mano pietosa un fiore, accendendovi un lume, piantando un verde arboscello per dar segno d'amore come chi giace, sia nostro fratello.

Le sette opere di misericordia spirituale

Consigliare i dubbiosi

Spesso il dubbio nasce dalla mancanza di fede. "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?" (Mt 14,31) ammonisce Gesù a Pietro che ha paura di annegare. Consigliare vuol dire comunicare la propria esperienza, il proprio progetto di fede, di cui l’altro è all'oscuro, testimoniando una verità consolatoria.

"Il consiglio sarà tuo custode e la prudenza ti salverà - Proverbi 2.11

Insegnare agli ignoranti

In questa società ormai lontana da Dio, che rifiuta Cristo e il suo messaggio, abbiamo l'arduo compito di testimoniare la nostra appartenenza a Lui con la vita, le opere e le parole, penetrando nelle coscienze.

"Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. " (Dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi)

Ammonire i peccatori

Prima di tutto, non dimentichiamo mai di essere anche noi peccatori fragili ed incapaci di resistere al peccato. Non giudichiamo, quindi, i nostri fratelli ma, "Vigiliamo e preghiamo" per noi e per loro.

San Paolo consiglia: "Rivestitevi dunque dell’armatura di Dio, per poter resistere nel giorno della prova, sostenere il combattimento fino alla fine, e rimanere in piedi, padroni del campo " (Ef. 6,12-13). Cerchiamo, quindi, sulla base delle nostre personali esperienze, di aprir loro gli occhi sul male commesso, indirizzandoli ad accettare e a fare la volontà di Dio, perchè: "Non chiunque dice Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che é nei cieli".

Consolare gli afflitti

Ricordiamoci non solo di pregare per le afflizioni che possono colpire i nostri fratelli, ma soprattutto cerchiamo di consolare le persone sole, gli ammalati, gli scoraggiati, gli inquieti, i bisognosi, i morenti, i lontani da Dio, coloro che sono nell'errore.

Basta poco alle volte, una parola di comprensione o di conforto, saper ascoltare per dare sostegno spirituale e cercare di portare a Gesù i nostri fratelli che da Lui prima di tutto riceveranno consolazione: ". Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò" "Beati gli afflitti perché saranno consolati".

Perdonare le offese

“Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora, per la tua preghiera, ti saranno rimessi i peccati” (Sir 28,2) "Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori. ,Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?. Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. " (Matteo 5.44-48).

“Perdonatevi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo” (Ef 4,32).

Sopportare pazientemente le persone moleste

San Paolo scrive: "Sopportatevi a vicenda con amore" e "portate pazientemente gli uni i pesi degli altri per amore". Nella nostra vita quotidiana applichiamo le parole: pazientemente e per amore e e realizzando ogni giorno quest'opera di misericordia spirituale, riflettendo che, a volte, siamo noi per gli altri ad essere "molesti".

Pregare Dio per i vivi e per i morti

O Dio, onnipotente ed eterno, Signore dei vivi e dei morti, pieno di misericordia verso tutte le tue creature, concedi il perdono e la pace a noi pellegrini qui sulla terra e a tutti i nostri fratelli defunti, perché immersi nella tua beatitudine ti lodino senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera per i bambini malati e sofferenti

Avere un figlio che soffre, vedere un bambino malato, afflitto da una brutta malattia è un qualcosa di veramente molto forte, che purtroppo vivono molte persone in tutto il mondo. La sofferenza può essere dovuta a malattie incurabili, grandi mali, disgrazie, sciagure che purtroppo non possiamo controllare sempre.

La sofferenza fisica è propria del nostro essere degli animali e per quanto cerchiamo di prenderci cura del nostro corpo, non sempre riusciamo ad evitare gravi malattie e problemi fisici. A parte prenderci cura del nostro corpo, l'unica cosa che possiamo fare è pregare e dedicare i nostri pensieri a Dio e ai santi protettori degli infermi.

Signore Gesù, che per amore nostro ti sei fatto piccolo come un bambino, tu hai provato la povertà nella grotta e il rifiuto degli uomini, la minaccia di morte e la fuga lontano, quando hai udito il grido di dolore degli innocenti uccisi da Erode.

Ti preghiamo per i bambini che soffrono per la mancanza di cibo, di istruzione e di affetto, vittime della guerra, della malattia e della violenza che macchia la loro innocenza. Li affidiamo a te, che hai accarezzato e benedetto i bambini, e hai fatto di loro l’esempio della vera grandezza.

Fa’ che in ogni famiglia la vita sia accolta e custodita come tuo dono. Guarisci le ferite dei piccoli e consola i loro genitori. Converti il cuore di chi offende la vita e calpesta i diritti dell’infanzia.

Aiuta anche noi ad amare, proteggere, educare i bambini che ci sono affidati, e fa’ che diventiamo come loro per entrare nel regno dei cieli. Amen.

Preghiera a Santa Chiara d’Assisi per i bambini che soffrono

Santa Chiara d'Assisi è la risposta, la prima vera seguace di San Francesco. Chiara d'Assisi, nasce sul finire del dodicesimo secolo ad Assisi, ed è conosciuta in tutto il mondo per essere stata non solo la prima seguace e collaboratrice di San Francesco, ma anche la fondatrice dell'ordine delle Clarisse.

Proclamata Santa solo nel 1958 da Papa Pio XII, è oggi considerata la Santa Patrona della televisione e delle telecomunicazioni, oltre che dei bambini malati e sofferenti. Tale ordine ha da sempre avuto un carattere contemplativo, ma si è sempre dedicato ad attività nel campo didattico e sociale. Per questo motivo, Santa Chiara viene considerata la patrona dei bambini malati.

O gloriosa santa Chiara, Dio ti ha dato il potere di compiere continuamente miracoli e la grazia di rispondere alle preghiere di coloro che invocano il tuo aiuto nella sventura, nell'ansia, nell'angoscia e nella malattia. Ti supplico, ottieni da Gesù, per mezzo di Maria, sua Madre benedetta, ciò che ti chiedo con tanto fervore e speranza, per il bene delle nostre anime.

Santa Chiara Prega per noi e per tutti i bambini che soffrono nel mondo. Possano ricevere la tua benedizione e protezione divina ogni giorno della loro vita, possa cessare per sempre la loro sofferenza. Amen.

Preghiera a San Benedetto per la protezione di un bambino

Protettore delle vittime di fatture e maledizioni e patrono degli esorcisti, San Benedetto è spesso invocato nelle preghiere di protezione. Considerato “padre” dai monaci e dalle monache dell'ordine benedettino, da lui fondato intorno al 540, oggi è del tutto naturale rivolgersi a questo patriarca per chiedere il suo intervento anche per la protezione dei bambini.

O Dio, che sei il protettore di coloro che sperano in te, e senza i quali non c'è nell'uomo né forza né santità, fammi sentire sempre più gli effetti della tua misericordia, affinché, avendo sempre te per autista e guida, io sia protetto da ogni sventura.

O Dio, che hai preparato benedizioni celesti ed invisibili per coloro che ti amano, infondi il tuo amore nel mio cuore, affinché, amandoti in tutto, possa un giorno giungere a quella beatitudine che tu ci hai promesso e che supera ogni nostro desiderio.

Credo in te, o Padre onnipotente ed eterno, credo e professo la tua onnipotenza e bontà infinita. Tu sei pieno di compassione e tenerezza per i figli degli uomini; per questo il profeta esclamò: Ho atteso a lungo il Signore con fiducia, ed egli mi ha risposto.

Perciò, Signore, forte di fiducia, mi rivolgo a te, e per mezzo di uno dei tuoi più grandi santi, San Benedetto, patriarca dei monaci, vengo a supplicarti di concedere la tua potente protezione a (nominare il bambino) affinché non sia colpito né da azioni malvagie né da qualsiasi altra pratica negativa da parte di chiunque, nel suo corpo e nella sua mente.

Credo in te, benedetto San Benedetto, potente e misericordioso, che ami gli uomini e li visiti per amore e li proteggi con la tua Santa Croce, terrore dei demoni e di quanti fanno il male.

O San Benedetto, i tuoi doni preziosi ci consolano e ci fortificano, le tue grazie ci purificano e ci proteggono, le tue luci ci illuminano.

Sii benedetto, o San Benedetto, non mi sarà mai possibile restituirti il millesimo della grazia che ti chiedo per questo bambino, ma abbi pietà di lui, ti prego, perché è indifeso in un mondo dove le forze del male sono attive, sotto varie forme, incoraggiate nelle loro opere dalla debolezza degli uomini.

O San Benedetto, custodisci (nominare il bambino) all'ombra della tua Santa Croce, fa' che sia il suo scudo e la sua difesa. San Benedetto, difensore della fede, difendilo. San Benedetto, protettore delle anime, proteggilo. San Benedetto, custode della Chiesa di Cristo, custodiscilo.

San Benedetto, ispiratore della regola dei monaci d'Occidente, risveglia la sua intelligenza.

O adorabile Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, che possiedi la stessa essenza e la stessa eternità, o unico vero Dio, che abiti in una luce eterna ed inaccessibile, che hai creato, con la tua sovrana potenza, il vasto universo e che governi con tanta sapienza, o Santo, Santo, Santo, che sei Dio degli eserciti!

O Dio infinitamente buono, infinitamente amabile, a cui è dovuta ogni gloria e ogni lode, aprimi l'ingresso del tuo regno. Eterno Padre nella tua infinita bontà, degnati di concedere a questo bambino la tua divina protezione, per intercessione del tuo servo San Benedetto.

San Benedetto, abbi pietà di noi. San Benedetto, prega per noi. San Benedetto, ascoltaci”. Termina recitando tre Padre Nostro.

La santità come amore concreto per ogni bambino

Questa domenica un bambino portava i suoi pani e i suoi pesci. Mi sono sempre chiesto: non sono troppi pani e troppi pesci per un bambino? Forse li portava a qualcuno. Forse i discepoli gli hanno chiesto cosa aveva e lui ha dato tutto. Non sappiamo molto bene come sia andata esattamente, ma mi piace pensare agli occhi di quel bambino che ha affidato i suoi pani e i suoi pesci.

Alza lo sguardo e sente compassione per il suo popolo. Sa che ha fame, che vive disorientato come pecore senza pastore. Fa un miracolo superfluo. Quante persone si avvicinano a Gesù perché vogliono essere curate, e Gesù vede in fondo alla loro anima la fragilità, la ferita e il peccato, e li guarisce!

Gesù guarda la persona intera, non solo la sua malattia. La guarda completamente e si preoccupa per tutto ciò che è suo. Per la fame di quell’istante. Dio cura i dettagli del momento. A volte i più piccoli. Ha questa delicatezza.

Gesù dà grande valore a quei momenti. Le parole. Gli sguardi. I gesti. Gli importa tutto ciò che ci accade. Lo preoccupano la nostra fame e il nostro riposo. Si preoccupa perfino dei dettagli più piccoli.

A volte pensiamo che con Dio possiamo parlare solo di cose importanti, trascendentali. Di temi gravi. Ma a Lui importa di tutto ciò che è mio. Il pane quotidiano. La mia fame, le mie necessità. Anche le mie stupidaggini, le mie piccolezze, le mie gioie segrete.

Oggi nessuno gli chiede nulla, e Lui dà tutto. O meglio, tutti gli chiedevano e lo supplicavano di guarire, e Gesù, come sempre, ha dato di più. Si è dato totalmente. Ha dato loro la consolazione e il pane. Le sue mani hanno benedetto e guarito, e hanno benedetto e spezzato il pane. Gratis. Senza che nessuno glielo chiedesse. Senza che fosse necessario. Né tanto importante. Senza che nessuno se lo aspettasse.

Che gioia segreta vedendoli mangiare in abbondanza! A volte i momenti più piccoli sono quelli che ricordiamo per sempre. Abbiamo tutti un momento dell’infanzia che custodiamo dentro di noi in modo speciale, e a volte non ha a che vedere con cose fondamentali, né con decisioni trascendentali.

Ricordiamo l’odore di un momento, o quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta, o quel giorno in cui abbiamo mangiato fuori con i nostri genitori. Sono momenti sacri che ricordiamo con affetto. Un bacio, un abbraccio, qualche parola. Un incontro inaspettato. Un giorno qualsiasi.

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