Il messaggio di Fatima oggi: conversione, preghiera e speranza nella storia

Il messaggio di Fatima è ancora attuale perché richiama la centralità di Dio, la conversione del cuore, la preghiera, la penitenza, la riparazione, la responsabilità verso chi soffre e l’impegno per la pace. Non è un messaggio confinato alla vicenda personale dei tre pastorelli o alle circostanze del 1917, ma una parola rivolta alla Chiesa e all’umanità dentro le crisi della storia.

Le apparizioni della Madonna a Fatima non costituiscono un quinto vangelo accanto ai quattro vangeli canonici. Sono però un’eco del Vangelo per aiutare la fede e sostenere la speranza della Chiesa e del mondo in un momento drammatico, com’è specifico di una rivelazione privata: sono inoltre un segno di Dio per la nostra generazione, una parola profetica per il nostro tempo, un intervento divino nella storia mediante il volto materno di Maria, una luce sulla storia del mondo.

Perché Fatima continua a parlare al mondo

Fatima è davvero un fenomeno e un avvenimento che si è svelato e sviluppato lungo la storia ed è diventato un punto di riferimento e d’irradiazione imprescindibile per la storia della Chiesa e dell’umanità. Allora - possiamo e dobbiamo interrogarci -, che cosa c’è di particolare nel messaggio di Fatima per giustificare l’attenzione che suscita, l’attrazione che esercita, la grande eco ottenuta?

In un primo momento e a prima vista sembrerebbe non esserci nulla di particolare, poiché è un messaggio affidato a dei bambini poveri e analfabeti, che parlano di una novità imprevista che li supera ma che li attrae e seduce: un messaggio adatto alla loro mentalità, al loro mondo semplice di molti anni fa, espresso in concetti che si riferiscono al linguaggio del tempo e che ci possono sembrare superati. Potrà dire ancora qualcosa al mondo attuale?

Proprio questo ci sorprende e ci impressiona, cioè il fatto che il contesto e il contenuto del messaggio non si restringe ad un cammino di fede personale dei piccoli veggenti, ad una circostanza particolare del loro paese o ad una determinata verità della fede in questione. Il suo orizzonte è di portata storica e mondiale: le due guerre mondiali e le sofferenze dell’umanità con la menzione specifica di nazioni come la Russia, le persecuzioni alla Chiesa citando i martiri del XX secolo e lo stesso papa; la grande causa della pace tra i popoli.

Tutto ciò accompagnato dalla chiamata molto forte a non rassegnarsi alla banalità e alla fatalità del male: è possibile vincere il male cominciando dalla conversione del cuore a Dio, dalla preghiera e dalla riparazione del peccato degli uomini. Il messaggio ci aiuta inoltre a guardare più lontano, a mantenere lo sguardo aperto agli orizzonti dolorosi e oscuri del mondo e a scrutare in essi i segni della presenza/assenza di Dio e i suoi appelli.

Tre pastorelli alla Cova da Iria

Le apparizioni del 1917 e il contesto storico

Si era nella primavera del 1917. La Prima Guerra Mondiale, la grande e sanguinosa guerra delle nazioni, da più di tre anni stendeva i suoi campi di battaglia su quasi tutta la terra.

Il 13 maggio del 1917 tre bambini, Francesco, Giacinta e Lucia, pascolavano un piccolo gregge nella Cova da Iria, frazione di Fatima. All´improvviso, verso mezzogiorno, videro una grande luce; pensando che si trattasse di un lampo decisero di andarsene, ma ne sopraggiunse un altro che illuminò il luogo e videro sopra un piccolo leccio (dove ora si trova la Cappellina delle Apparizioni) una "Signora più splendente del sole" dalle cui mani pendeva un rosario bianco.

La Signora disse ai tre Pastorelli che era necessario pregare molto e li invitò a tornare alla Cova da Iria per cinque mesi consecutivi, il giorno 13 e a quella stessa ora. I bambini così fecero e nei giorni 13 di giugno, luglio, settembre e ottobre la Signora tornò ad apparire e a parlare con loro alla Cova da Iria.

Il 19 agosto l´apparizione ebbe luogo nella località "dos Valinhos" a circa 500 metri da Aljustrel, perché il giorno 13 i bambini furono sequestrati dal sindaco e portati a Villa Nova de Ourém. Nell'ultima apparizione, il 13 ottobre, alla presenza di circa 70.000 persone, la Signora disse che era "La Madonna del Rosario" e chiese che venisse costruita in quel luogo una Cappella in suo onore.

Dopo l´apparizione, tutti i presenti furono testimoni del miracolo promesso ai tre bambini nei mesi di luglio e di settembre: il sole, simile ad un disco d´argento, poteva essere fissato senza difficoltà, girava su se stesso come una ruota di fuoco e sembrava che volesse precipitare sulla terra.

Le richieste centrali della Madonna

  • La conversione del cuore e il ritorno a Dio.
  • La preghiera, con particolare raccomandazione del Santo Rosario.
  • La penitenza e l’offerta dei sacrifici.
  • La riparazione dei peccati e l’intercessione per i peccatori.
  • La preghiera per la pace nel mondo.
  • La devozione al Cuore Immacolato di Maria.
  • La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Fatima nella lettura di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

L’ombra luminosa di Fatima copre tutto il XX secolo, il secolo forse più crudele e sanguinario della storia. È in questa situazione tragica che la Vergine Maria compare a Fatima come una «visione di pace» e una luce di speranza per la Chiesa e il mondo.

Probabilmente soltanto oggi, a distanza di quasi un secolo, siamo nella condizione di comprendere con maggior profondità la verità, la ricchezza e tutta la portata di questo messaggio. Colui che maggiormente ha intuito e tradotto la dimensione storico-profetica di Fatima è stato senza dubbio il papa san Giovanni Paolo II.

Il 13 Maggio 1982, San Giovanni Paolo II così si espresse nel suo viaggio a Fatima: «Se la Chiesa ha accolto il messaggio di Fatima è soprattutto perché esso contiene una verità e una chiamata, che nel loro fondamentale contenuto sono la verità e la chiamata del Vangelo stesso. "Convertitevi, (fate penitenza) e credete al Vangelo" (Mc 1,15), sono queste le prime parole del Messia rivolte all’umanità.

Il messaggio di Fatima è nel suo nucleo fondamentale la chiamata alla conversione e alla penitenza, come nel Vangelo. Nelle parole di Fatima ci sembra di ritrovare proprio questa dimensione dell’amore materno, che col suo raggio comprende tutta la strada dell’uomo verso Dio: quella che conduce attraverso la terra, e quella che va, attraverso il purgatorio, oltre la terra.

La sollecitudine della Madre del Salvatore è la sollecitudine per l’opera della salvezza: l’opera del suo Figlio. Consacrare il mondo all’Immacolato Cuore della Madre, significa ritornare sotto la Croce del Figlio. Di più: vuol dire consacrare questo mondo al Cuore trafitto del Salvatore, riportandolo alla fonte stessa della sua Redenzione.

La Redenzione è sempre più grande del peccato dell’uomo e del "peccato del mondo". La potenza della Redenzione supera infinitamente tutta la gamma del male, che è nell’uomo e nel mondo. Il Cuore della Madre ne è consapevole, come nessun altro in tutto il cosmo, visibile ed invisibile. E per questo chiama. Chiama non solo alla conversione, chiama a farci aiutare da lei, Madre, per ritornare alla fonte della Redenzione».

Alle soglie del Terzo Millennio, osservando i segni dei tempi in questo XX secolo, quello di Fatima appare come uno dei più grandi, anche perché annuncia nel suo messaggio molti dei segni successivi e invita a vivere i loro appelli.

Fra questi e altri segni dei tempi risalta Fatima, che ci aiuta a vedere la mano di Dio, guida provvidenziale e Padre paziente e misericordioso anche di questo XX secolo.

Allo stesso modo, papa Benedetto XVI non ha esitato a presentare Fatima come «la più profetica delle apparizioni moderne». La relazione con il contesto storico mondiale, ecclesiale e politico «permette di parlare di Fatima come di un avvenimento nella Chiesa e nel mondo».

La missione profetica di Fatima è conclusa?

Oggi ci interroghiamo sull’attualità permanente del messaggio di Fatima. Si è ormai esaurita o è ancora attuale? In che modo?

Il significato del messaggio rimane ancora oggi valido, esattamente in modo analogo alle profezie bibliche che sono state scritte per un determinato momento della storia, ma la cui ricchezza non si è esaurita in quel momento storico, piuttosto lo apre al futuro di Dio e della libertà umana.

Per questo Fatima ha anche un significato permanente: è una realtà simbolo che sintetizza in sé, o meglio, in cui si riflettono tanto i pericoli e i rischi del XX secolo come quelli del XXI e anche il cammino per essere salvati da questi rischi e da questi pericoli.

A questo proposito, Benedetto XVI disse a Fatima: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: “Dov’è Abele, tuo fratello? […] La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!” (Gen 4,9)».

Nella visita ad limina dei vescovi portoghesi nel 2007, Benedetto XVI ha accentuato la dimensione evangelizzatrice del messaggio: «Mi piace pensare a Fatima come a una scuola di fede che ha la Vergine Maria come maestra; là, lei ha eretto la sua cattedra per insegnare ai piccoli veggenti, e in seguito alle moltitudini, le verità eterne e l’arte di pregare, credere e amare».

Il cuore del messaggio: il primato di Dio

In questa prospettiva, le pratiche devozionali caratteristiche di Fatima trovano un inquadramento teologico-spirituale e un filo logico unificatore. In primo luogo, l’affermazione del primato di Dio, del suo amore trinitario, e l’adorazione come atteggiamento teologale di fede e di conversione di chi accoglie totalmente Dio e il suo amore nel cuore e si lascia trasformare da lui.

A mio parere, questo è uno degli aspetti essenziali del messaggio: riportare al centro della vita della Chiesa e del mondo l’atto di adorazione a Dio. Questa è la grande priorità dell’evangelizzazione: aprire agli uomini l’accesso all’esperienza amorosa di Dio, vicino e intimo, fonte di gioia.

Il messaggio di Fatima “illumina la fede, la vita della chiesa e la storia del mondo”. A Fatima tutto avviene nella luce: i lampi, la luce sopra l’albero, il miracolo del sole…tutto è luminoso. Anche le parole più serie e i messaggi più esigenti illuminano la fede, la vita della chiesa, la storia del mondo.

Negli appelli della Madonna troviamo una visione elevata della vita, dell’uomo, della storia; vediamo che la fede abbraccia l’intero orizzonte della vita. Nulla rimane escluso da questa luce e noi siamo chiamati ad abitare in questa luce, a non staccarci dall’autorità di Cristo sapendo che servire Dio non è altro che lasciarsi salvare da Dio.

Grazia, misericordia e speranza

Nella sequenza della manifestazione dell’amore trinitario di Dio si colloca l’annuncio di grazia, di misericordia, di speranza e di conforto per la Chiesa perseguitata e per l’umanità caduta nell’inferno dell’odio tra i popoli, delle guerre mondiali e dei genocidi.

«Grazia e misericordia». La Grazia dell’amore misericordioso è la sintesi del messaggio di Fatima, dove Dio si rivela come Padre paziente e compassionevole e offre la sua misericordia come forza capace di porre un limite al potere devastante del male. C’è speranza di redenzione!

La sola misura della salvezza è l’amore di Dio che “toglie da noi la paura e ci fa uscire dall’indolenza, risveglia l’ardore della fede”. “Amare ed essere amati ci è necessario come il pane, ma non si tratta di un gioco: il Figlio di Dio ci ha amati fino al Calvario! Il dono della vita è la misura determinante dell’amore: dare la vita non è una poesia o un gesto sentimentale, ma è qualcosa di terribilmente serio, di tragico”.

La preghiera e la penitenza che la Madonna ci raccomanda non costituiscono una visione oscura e triste del mondo e della vita, ma, al contrario, esprimono la serietà dell’amore di Dio per noi che siamo opera delle sua mani.

Conversione, penitenza e riparazione

A sua volta, questo messaggio è accompagnato dall’appello alla conversione e alla riparazione. È una chiamata a collaborare con i disegni di misericordia, a non rassegnarsi alla fatalità e alla banalizzazione del male e al male della banalizzazione.

Non possiamo essere indifferenti al male e neanche cercare di eluderlo. Si tratta perciò di un messaggio di resistenza: è possibile vincere il male, i poteri infernali, a partire dalla conversione a Dio e dalla riparazione.

Il Messaggio di Fatima è un appello per tutti noi alla conversione, alla preghiera, al sacrificio in riparazione dei peccati e in espiazione vicaria per la salvezza dei poveri peccatori. A questo si unisce indissolubilmente una rinnovata sacralità e riverenza nel culto della Santa Eucaristia, per il trionfo del Cuore Immacolato della Madre di Dio.

Il messaggio di Fatima ricorda agli uomini e alla Chiesa la realtà del peccato e delle sue indicibili conseguenze, perché è offesa a Dio, Infinito Amore, Sommo Bene e Somma Bontà. Diceva la Madonna ai bambini: «Gli uomini si devono pentire dei loro peccati, emendare la loro vita e chiedere perdono per i loro peccati. Loro non devono offendere il Signore che è già troppo offeso».

Suor Lucia scrisse: «La parte dell’ultima apparizione che più ha colpito il mio cuore è la richiesta della nostra Madre celeste di non offendere più Dio che è già troppo offeso.» La Madonna ha detto a Suor Lucia: «Il buon Dio si lascia placare, ma si lamenta dolorosamente del numero limitatissimo di anime in grazia, disposte a rinunciare a tutto ciò che l’osservanza della Sua legge da loro esige».

Possiamo osservare, infatti, come già ebbe a dire il Venerabile Papa Pio XII, che il peccato più grande del mondo moderno consiste proprio nello smarrimento del senso del peccato. Tutti noi per primi siamo, dunque, chiamati a chiederci in che stato ci troviamo davanti a Dio, se siamo pronti a comparire alla sua presenza per il giudizio, se stiamo correndo verso l’eterna salvezza o verso il baratro dell’eterna dannazione.

Il significato concreto della penitenza

La realtà del peccato esige penitenza e riparazione, questo è il cuore del Messaggio della Madre di Dio per il nostro tempo. Già nel 1916 nell’apparizione che ha preceduto quelle della Santissima Vergine, l’Angelo si è rivolto ai pastorelli con queste parole: «Offrite senza interruzione preghiere e sacrifici all’Altissimo. In tutto ciò in cui vi è possibile offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati da cui è offeso, e in atto di supplica per la conversione dei peccatori. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi invierà».

Il 13 luglio 1917 la Madonna ha detto: «Continuate a venire qui. A Ottobre dirò chi sono, quel che voglio e farò un miracolo che tutti possano vedere per credere. Sacrificatevi per i peccatori, e dite spesso, specialmente facendo qualche sacrificio: O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria».

I bambini hanno risposto all’appello della Madre Celeste con uno zelo e una generosità commoventi, lasciando a tutti noi un esempio prezioso. Hanno iniziato da subito, in quegli stessi giorni, a sacrificarsi per i peccatori, con offerte semplici come la sopportazione della sete, del caldo di quelle giornate, della fatica.

La penitenza quotidiana non richiede necessariamente grandi austerità o impegni eccezionali, ma si realizza mirabilmente nelle offerte che chiunque può fare nelle situzioni ordinarie, a cominciare dall’adempimento fedele dei propri doveri, nell’osservanza della legge divina, con opere o privazioni per lo più invisibili agli uomini, ma di sommo valore davanti a Dio a beneficio delle anime.

La preghiera e l’impegno per la pace

La preghiera e l’impegno per la pace sono una costante nel messaggio. La Madonna chiede la recita del rosario per la pace nel mondo, annuncia la fine della prima grande guerra, avverte sulla possibile catastrofe di una nuova guerra mondiale se gli uomini non si convertiranno e chiede la consacrazione del mondo e della Russia, perché ci sia un tempo di pace.

Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria delle apparizioni che segnarono la vita dei tre pastorelli, risuonano forte gli appelli alla pace e alla tutela dei più piccoli. Nella prima apparizione la Madonna chiede ai pastorelle di pregare il Rosario per la pace nel mondo.

Un dono chiesto oggi dalla Chiesa, dal pontefice, da tutto il popolo di Dio. La pace, la tanto agognata pace, per giungere al silenzio di una guerra che reca morte e distruzione, e soprattutto un accanimento contro i bambini, “gli innocenti” del Vangelo.

Rosario e simbolo della pace

Compassione e responsabilità verso i più fragili

La compassione riguardo alla sofferenza e a chi soffre: la Madonna è stata maestra di compassione per i pastorelli: con lei, hanno imparato ad «aprire il cuore all’universalità dell’amore» (Benedetto XVI), a partecipare all’amore compassionevole di Gesù per i poveri peccatori e per i sofferenti.

E non è un caso che la Vergine abbia scelto proprio loro, i bambini: "Dio ha scelto anche tre bambini per mezzo della Madonna - continua il rettore del santuario mariano - per mostrare che Dio ha sempre uno sguardo speciale per i più fragili e quindi per i bambini.

La Chiesa ha vissuto tutto il dramma degli abusi contro i bambini, che è proprio un dramma nella vita della Chiesa, ma è anche un dramma nella vita del mondo. Il messaggio ci ricorda: da una parte che Dio è sempre attento ai piccoli; dall’altra parte, ci ricorda che tutti noi abbiamo la responsabilità di proteggere i più fragili e stare accanto a queste vittime.

Questo sarà un lavoro sempre da fare, non concluso: c’è qualcosa sempre che dobbiamo cercare ogni giorno di realizzare. Ma il discorso per il rettore del santuario si amplia fino a giungere ai migranti, fino ad arrivare a coloro che hanno bisogno di aiuto. Tutti siamo fragili perché abbiamo bisogno del Signore, forti però del suo amore per ognuno di noi.

Il Cuore Immacolato di Maria

Una delle eredità spirituali più preziose del messaggio è la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Essa conserva un’avvincente attualità, perché portatrice di una spiritualità mariana di carattere teocentrico e mistagogico.

Maria ci offre occhi e cuore per contemplare la tenerezza di Dio e la sua misericordia come forza e limite divino contro il potere del male nel mondo. Con il «cuore coronato di spine» si mostra madre compassionevole, icona della misericordia divina, che sente il dolore dei figli e offre loro materna protezione.

La fortezza della madre comunica la fortezza di Dio ai deboli cuori umani. Allo stesso tempo, lascia una promessa confortante: «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà…»!

Benedetto XVI, nel suo pellegrinaggio a Fatima, ha interpretato: «Alla fine, il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia».

Si tratta della promessa del trionfo dell’amore nei drammi della storia. In questo contesto si situa la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e la devozione dei cinque sabati che concentra e nutre gli altri elementi della devozione al Cuore Immacolato di Maria, con la ricchezza e la bellezza dei contenuti fin qui esposti.

I primi cinque sabati

Più tardi, quando Lucia era già Religiosa di S. Dorotea, la Madonna le apparve nuovamente, in Spagna (il 10 dicembre 1925 e il 15 febbraio 1926, nel Convento di Pontevedra e ancora nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 1929 nel Convento di Tuy) chiedendo la devozione dei primi cinque sabati del mese.

La devozione consiste nel recitare il rosario meditandone i misteri, confessarsi e ricevere la S. Comunione, in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria.

Il mistero eucaristico nella spiritualità di Fatima

Il mistero dell’amore misericordioso di Dio che celebriamo nell’eucaristia è al centro della spiritualità di Fatima sia nell’adorazione eucaristica sia nella comunione riparatrice per vivere l’offerta di se stessi con Cristo per gli altri.

Le Apparizioni e i messaggi della Madonna a Fatima, sono intimamente legati a quelli dell’Angelo, da cui sono stati preceduti nel 1916. Il loro significato più importante riguarda il Mistero Eucaristico nel quale Nostro Signore «è orribilmente oltraggiato».

La Chiesa può e deve imparare da esso l’intima ed indissolubile correlazione tra il culto Eucaristico e la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la cui diffusione deve essere accompagnata dalla restaurazione della sacralità e della riverenza nella celebrazione della Santa Messa, nel rito e nel modo di amministrare la Comunione.

Solo quando il Regno Eucaristico di Nostro Signore sarà ristabilito nel mondo cattolico, potrà esservi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, condizione necessaria per una pace autentica.

La compassione per i peccatori e la speranza della salvezza

La Madre di Dio è, dunque, venuta a Fatima per salvare, con il suo appello, quante più anime possibili dalla condanna eterna, mostrando anche ai bambini la realtà terrificante dell’Inferno, indicando la penitenza come via per evitarlo, con atti per cessare di peccare ed atti di riparazione, per le proprie colpe personali e vicaria per quelle dei peccatori, per ottenerne la conversione.

Nella terza parte del Segreto di Fatima, infatti, possiamo leggere: «Abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!».

La tremenda verità dell’Inferno è così importante e di sprone alla conversione che la Madonna ha voluto mostrarla ai bambini. Suor Lucia ha successivamente raccontato: «Questa visione è durata solamente un attimo, grazie alla nostra buona Madre Celeste, che nella sua prima apparizione aveva promesso di portarci in paradiso.

Senza questa promessa, credo che saremmo morti di terrore e spavento»; Maria Santissima ha poi aggiunto: «Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato».

Continuava Suor Lucia: «Giacinta continuava seduta sul suo sasso, pensierosa, e domandò: - Quella Signora disse pure che vanno molte anime all’inferno! L’inferno non finisce mai. E neanche il paradiso. Chi va in paradiso non esce più di là. E neppure chi va all’inferno. Non capisci che sono eterni, che non finiscono mai? - Facemmo, allora, per la prima volta, la meditazione sull’inferno e sull’eternità. Quel che impressionò di più Giacinta, fu l’eternità».

Poco prima di morire, Giacinta ha detto: «Se gli uomini sapessero ciò che è l’eternità, farebbero tutto possibile per cambiare la loro vita. Mortificazione e sacrifici piacciono molto al nostro Divino Signore».

L’esempio di Giacinta, descritto dalla seguente citazione, dovrebbe essere un commovente monito per tutti noi fedeli e soprattutto per i sacerdoti, spronandoci ad un’opera di preghiera, riparazione e testimonianza concreta e instancabile: «Rivolgendosi a me e a Francesco diceva: “Francesco! Francesco! Non stai a pregare con me? Bisogna pregare molto per liberare le anime dall’inferno. Tante vanno laggiù, tante!”.

Altre volte domandava: «Ma come mai la Madonna non fa vedere l’inferno ai peccatori? Se loro lo vedessero, non peccherebbero più per non andarci. Di’ un po’ a quella Signora che faccia vedere l’inferno a tutta quella gente (si riferiva a quelli che si trovavano a Cova da Iria, al momento dell’apparizione. Vedrai come si convertono”.

Qualche volta domandava pure: - Ma che peccati saranno quelli che questa gente fa per andare all’inferno? - Non saprei. Forse il peccato di non andare a messa la domenica, di rubare, di dire parolacce, di augurare il male, di giurare… Come mi fanno pena i peccatori! Se potessi fargli vedere l’inferno!

Improvvisamente a volte si stringeva a me e diceva: - Io vado in cielo, ma tu rimani quaggiù. Se la Madonna ti lascia, di’ a tutti com’è l’inferno, perché non facciano più peccati e non vadano più laggiù. Altre volte, dopo essere stata un po’ a pensare, diceva: - Tanta gente che va all’inferno! Tanta gente all’inferno! - Non aver paura, tu vai in cielo! - le dicevo per tranquillizzarla. - Io, sì, ci vado - diceva con calma - ma io vorrei che tutta quella gente ci andassero anche loro».

La testimonianza, il martirio e la speranza escatologica

La sollecitazione alla testimonianza coraggiosa della fede e della santità. La terza parte del segreto ci pone davanti alla testimonianza dell’immensa moltitudine dei martiri cristiani del secolo XX per la fede, la giustizia e la carità.

La speranza escatologica è pure una nota dominante del messaggio, sia a livello collettivo sia individuale, come avvertimento alla libertà e responsabilità personale e all’orientamento della storia.

L’ombra luminosa di Fatima copre tutto il XX secolo, il secolo forse più crudele e sanguinario della storia. Il messaggio non presenta il male come una fatalità invincibile, ma indica nella grazia, nella conversione e nella responsabilità umana la strada per opporvisi.

Fatima e l’evangelizzazione della Chiesa

L’apertura alla comunione cattolica attraverso l’unità intorno al papa. Nel messaggio della Madonna di Fatima vediamo riflesse le caratteristiche della Chiesa e della sua missione.

Credo che possiamo presentare il messaggio come «un modello ecclesiale per l’evangelizzazione», con le parole di papa Francesco su Maria nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium: «Vi è uno stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa.

Perché ogni volta che guardiamo a Maria, torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti…

Questa dinamica di giustizia e di tenerezza, di contemplazione e di cammino verso gli altri, è ciò che fa di lei un modello ecclesiale per l’evangelizzazione» (n. 288).

Compito della Chiesa, in obbedienza al Cristo, è di salvare le anime dal peccato, predicando la sua gravità, ammonendo gli uomini e guidandoli ad una vera penitenza, con preghiere d’intercessione e opere di riparazione vicaria.

Il messaggio di Fatima ci offre un programma spirituale e pastorale per l’evangelizzazione del tempo presente in compagnia e sotto la protezione del Cuore Immacolato di Maria. Ha una forza d’irradiazione evangelizzatrice in mezzo alla potenza del male e ai dolori del mondo e della Chiesa del nostro tempo.

Fatima oggi: indifferenza religiosa e centralità di Dio

Il messaggio di Fatima si è rivelato realmente profetico, alla luce della situazione odierna in cui assistiamo attoniti ad una manifestazione di ateismo, infedeltà e ribellione aperta contro Dio e i suoi Comandamenti senza precedenti, nel mondo come anche negli ambienti ecclesiali.

Il rettore del santuario ha osservato che il messaggio «è ancora più attuale oggi che nel 1917, nel tempo delle apparizioni. Al centro del messaggio di Fatima c’è il luogo di Dio nella vita del credente, quindi la centralità di Dio.

Questo si comprende sia nelle apparizioni dell’angelo che nelle apparizioni della Madonna: c’è sempre la preoccupazione del luogo che Dio deve occupare nella vita del credente. E se nel tempo delle apparizioni c’era il problema dell’ateismo militante, adesso non abbiamo tanto questo ateismo che lotta contro Dio, abbiamo piuttosto un atteggiamento d’indifferenza davanti a Dio».

La perdita del senso di Dio si manifesta anche nella superficialità, nel desiderio del possesso e del piacere e nella volontà di fare ciò che si vuole senza alcun riferimento a Dio. La preghiera e la penitenza diventano così un richiamo alla serietà dell’amore divino e alla responsabilità della libertà.

Il santuario come luogo vivo di preghiera

Un luogo legato a un nome, la Vergine Maria. Fatima, luogo che evoca immagini e storia. Qui, la tradizione e la pietà popolare, la fede e la storia, s’intrecciano in una misteriosa “partitura” contrappuntistica di storie, vite e avvenimenti, piccoli e grandi.

Trascorrono gli anni e la devozione alla sacra immagine della Vergine si fa sempre più attuale: non è un ricordo del passato, ma presenza viva nell’oggi. Soprattutto per tanti giovani.

Ancora oggi la tradizione si mescola nella devozione dei pellegrini che arrivano al santuario, che arrivano alla cappella delle apparizioni, per contemplare la statua della Madonna perché credono che nella statua vi sia anche la presenza della persona rappresentata secondo la fede della Chiesa.

C’è questa contemplazione che poi diventa anche preghiera, diventa supplica per le difficoltà ma anche partecipazione nei momenti di preghiera, come per esempio, quello del Rosario oltre che per la celebrazione dell’Eucaristia. Fatima, come anche i grandi santuari, diviene sempre luogo di incontro tra tradizione e attualità.

Il messaggio come programma spirituale personale

I doni e le richieste della Vergine, nel loro contenuto, rimangono sempre validi: annuncio di grazia e misericordia, di speranza e conforto; richieste di conversione e preghiera, solidarietà spirituale e morale con gli altri, riparazione, non rassegnazione alla banalità e alla fatalità del male, abbandono totale in Dio attraverso la consacrazione al Cuore Immacolato, come espressione di consegna totale a Dio, costituiscono una fonte d’ispirazione per tutta la Chiesa e non solo per alcuni movimenti.

La preghiera, la penitenza e la riparazione non sono presentate come gesti riservati a persone eccezionali. I bambini di Fatima hanno iniziato da subito a offrire a Dio anche piccole sofferenze quotidiane, mostrando che la fedeltà ai propri doveri e le offerte semplici possono diventare atti di amore e di intercessione.

Come dice Ratzinger: «Potrebbe appartenere alla devozione mariana svegliare il cuore e purificarlo nella fede»!

Le ultime parole di Suor Lucia svelano la profezia nascosta di FATIMA

La dimensione mondiale di Fatima

Il messaggio di Fatima non riguarda soltanto una comunità locale. Il suo orizzonte è di portata storica e mondiale: le due guerre mondiali e le sofferenze dell’umanità con la menzione specifica di nazioni come la Russia, le persecuzioni alla Chiesa e la grande causa della pace tra i popoli.

Il santuario è diventato un luogo d’incontro internazionale. Nel 2022, i pellegrini - provenienti da circa 80 paesi del mondo - che si sono recati al santuario sono stati 4.937.294, passando ai 6.478.323 dello scorso 2025. E poi ci sono i 350 volontari dediti all’accoglienza.

Al pellegrinaggio si sono iscritti 164 gruppi per un totale di 8242 pellegrini venuti da ogni parte del mondo. I gruppi più consistenti sono della Polonia, 27 pellegrinaggi, seguiti dall’Italia con 23.

ElementoDato
Pellegrini nel 20224.937.294
Pellegrini nel 20256.478.323
Paesi di provenienza indicaticirca 80
Volontari dediti all’accoglienza350
Gruppi iscritti a un pellegrinaggio internazionale164
Pellegrini dei gruppi iscritti8242

Svegliare il cuore nel tempo presente

Penso di aver mostrato alcuni aspetti dell’attualità di Fatima. Fatima ci offre un programma spirituale e pastorale per l’evangelizzazione del tempo presente in compagnia e sotto la protezione del Cuore Immacolato di Maria.

Il messaggio ci chiama ad andare al cuore della fede, senza della quale la vita viene assimilata alla logica del mondo. La sua attualità consiste nel riportare Dio al centro, nel custodire la preghiera, nel riconoscere la gravità del male senza arrendersi ad esso, nel proteggere i piccoli e nel lavorare per la pace.

Come rimedio fondamentale contro il male che affligge l’ora presente, la Madonna ha indicato la preghiera del Santo Rosario, con la sua massima promozione e diffusione, il culto e la devozione al suo Cuore Immacolato, mediante la pratica dei Primi cinque sabati del mese, e la consacrazione ad esso della Russia da parte del Papa insieme all’intero Episcopato.

Possa, dunque, la Chiesa, soprattutto nell’ora più buia presente, ascoltare il messaggio dello Spirito Santo a Fatima per mezzo dell’Angelo, dell’esempio di vita dei tre pastorelli e primariamente per le parole della Madre di Dio, per una conversione autentica a Cristo, per una preghiera fervente, una riparazione generosa ed instancabile per la salvezza dei peccatori, per una confessione coraggiosa della vera Fede.

«Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli stessi uomini d’oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla nostra contemporaneità! Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci! Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci! Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci! Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! Liberaci!

Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo, l’infinita potenza dell’Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!».

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