La preghiera finale della Novena di Natale si recita il 24 dicembre, al termine dei nove giorni di preparazione alla solennità del Natale, dopo aver meditato il mistero dell’incarnazione e l’attesa della nascita di Gesù.
Al termine della novena si recitano le Litanie della Beata Vergine e la Salve Regina, quindi si conclude con il ringraziamento a Dio Padre per il cammino spirituale compiuto nei giorni dell’attesa.
Preghiera conclusiva della Novena di Natale
Preghiamo: Ti ringraziamo, Dio nostro Padre, per averci consentito di meditare con cuore sincero, in questi giorni di attesa, un mistero così alto che illumina di una luce nuova e divina le nostre vite.
Preghiera del 24 dicembre
Ti adoriamo e ringraziamo, Dio nostro Padre, per la glorificazione ineffabile preparata per mezzo del Figlio e Ti benediciamo, Maria, per la cura silenziosa e amorevole avuta per il Figlio di Dio.
Al termine di ogni preghiera: Pater, Ave, Gloria.
Litanie e Salve Regina
Al termine della novena: Litanie della Beata Vergine e Salve Regina.
Salve Regina
Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Prega per noi, santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
Il significato della preghiera finale
La Novena di Natale non è una preghiera ufficiale della Chiesa ma rientra tra le pie pratiche popolari.
Si celebra nei nove giorni precedenti la solennità del Natale, dal 16 al 24 dicembre.
Comprende vari testi che vogliono aiutare i fedeli a prepararsi spiritualmente alla nascita di Gesù.
Le preghiere della Novena aiutano i fedeli a prepararsi alla venuta di Gesù.
Viene fatto riferimento ai testi dell’Antico Testamento che preannunciano l’arrivo del Salvatore e vengono sottolineate le caratteristiche di Gesù Bambino: la luce, la pace e la giustizia che porta nel mondo.
Grazie a questa Novena, bambini e adulti possono, negli ultimi giorni prima del Natale, preparare il cuore e lo spirito alla nascita di Cristo.
La preghiera della novena di Natale è tradizione cara al nostro popolo.
In alcuni luoghi questa celebrazione avviene mentre è ancora notte, prima delle prime luci dell’alba; in molti altri luoghi si compie di sera, dopo il tramonto.
La collocazione temporale e il movimento che si crea dalle proprie abitazioni al luogo della celebrazione portano già in sé i significati più profondi della stessa novena: l’attesa vigilante, il cammino e la ricerca, la veglia carica di speranza.
Non sembrerà strano, quest’anno, compiere il cammino della novena di Natale, come i Magi, lasciandoci anche noi guidare dalla luce della stella verso Cristo, luce del mondo.
La conclusione come ringraziamento per l’incarnazione
Ringraziamo Dio del beneficio ineffabile: nel rendere visibile in terra il Suo figlio diletto, Egli realizza attraverso Lui la nostra redenzione.
Benediciamo Maria Santissima per averlo partorito.
Il ringraziamento finale raccoglie così il cammino della novena: dall’attesa della venuta del Salvatore alla contemplazione del Figlio di Dio fatto uomo, accolto da Maria e donato all’umanità.
L’incarnazione di Dio è Gesù Cristo con il quale ogni giorno devo confrontarmi.
Il Dio per noi è Cristo e non c’è altro al di fuori di Lui.
E’ Cristo Gesù; così uomo che tante volte ci stupisce è lui l’incarnato di oggi, per cui io mi specchio non con uno che era, ma con uno che è; non con un esempio storico, ma con uno che è vita.
Il cammino dei nove giorni
Dal 16 al 24 Dicembre, nei nove giorni che precedono il Natale, i fedeli attendono la nascita di Gesù.
La novena accompagna questo tempo con preghiere, letture, invocazioni e meditazioni che orientano il cuore verso il mistero del Natale.
| Giorno | Intenzione della preghiera |
|---|---|
| 16 dicembre | Il consenso di Maria ad essere madre |
| 17 dicembre | L’amore del Padre e il concepimento del Figlio |
| 18 dicembre | La nascita di Gesù nella povertà |
| 19 dicembre | Il mistero dell’incarnazione e le fasce di Gesù |
| 20 dicembre | Gli insegnamenti ricevuti dalla nascita del Figlio |
| 21 dicembre | La carità manifestata dalla venuta del Figlio |
| 22 dicembre | La redenzione e il primo abbraccio di Gesù |
| 23 dicembre | La santificazione e il primo bacio dato a Gesù |
| 24 dicembre | La glorificazione preparata per mezzo del Figlio e la cura di Maria |
16 dicembre
Ti adoriamo, Dio nostro Padre e Ti ringraziamo per il sublime Tuo decreto di mandare in terra il divino Figlio e Ti benediciamo, Maria, per aver dato il consenso ad essere madre.
17 dicembre
Ti adoriamo e Ti ringraziamo, Dio nostro Padre, per l’amore immenso dimostrato nel darci “nella pienezza dei tempi” il Figlio Tuo e Ti benediciamo, Maria, per l’ora e il momento del concepimento.
18 dicembre
Ti adoriamo e Ti ringraziamo, Dio nostro Padre, per l’alta disposizione a far nascere in povertà l’amatissimo Tuo Figlio e Ti benediciamo, Maria, per l’ora e il momento del parto.
19 dicembre
Ti adoriamo e Ti ringraziamo, Dio nostro Padre, per la sublimità dei misteri compiuti nell’incarnazione dell’Unigenito Figlio Tuo e Ti benediciamo, Maria, per le “fasce” in cui avvolgesti Gesù.
20 dicembre
Ti adoriamo e Ti ringraziamo, Dio Padre, per l’efficacia degli insegnamenti ricevuti in virtù della nascita del Tuo eletto Figlio Gesù e Ti benediciamo, Maria, per il latte con il quale hai nutrito il “pargolo divino”.
21 dicembre
Ti adoriamo e Ti ringraziamo, Dio, per l’ardente carità mostrataci con la venuta del Figlio e Ti benediciamo, Maria, per come da subito hai adorato Gesù.
22 dicembre
Ti adoriamo e ringraziamo, Dio nostro Padre, per la redenzione concessaci per mezzo del Figlio e Ti benediciamo, Maria, per il primo abbraccio dato a Gesù.
23 dicembre
Ti adoriamo e ringraziamo, Dio, per la santificazione gratuita donataci per mezzo del Figlio Tuo incarnato e Ti benediciamo, Maria, per il primo bacio dato a Gesù.
24 dicembre
Ti adoriamo e ringraziamo, Dio nostro Padre, per la glorificazione ineffabile preparata per mezzo del Figlio e Ti benediciamo, Maria, per la cura silenziosa e amorevole avuta per il Figlio di Dio.
La preghiera finale nella celebrazione comunitaria
Lo schema pone al centro la narrazione dell’annunciazione come brano guida per i nove giorni che precedono il Natale.
Il racconto lucano si presta ad essere meditato offrendo vari spunti.
In particolare va sottolineata, la dimensione mariologica.
È lei, donna della fede, che acconsente al progetto di Dio e si fa modello di coloro che credono.
Lei, la Madre, è anche la Donna maestra nell’attesa fiduciosa che si realizzino le parole del Signore e, pertanto, si fa guida affidabile nel cammino della Chiesa in preparazione al Natale.
L’omelia quotidiana potrà richiamare di volta in volta la fede della giovane donna di Nazaret, la benedizione divina nei suoi confronti (“piena di grazia”), la fedeltà di Dio alle promesse, la collaborazione dell’uomo al progetto salvifico.
Lo schema naturalmente può essere adattato secondo le esigenze delle effettive assemblee di preghiera.
Si dovrà curare il canto e lo spazio collocando dignitosamente un’immagine della Vergine Maria.
Il brano evangelico può essere proclamato con le stesse modalità seguite per il racconto della Passione affidando le parti a tre lettori distinti.
Saluto
C. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
A. Amen.
C. Fratelli e sorelle, Dio Padre, che con il consenso di Maria di Nazaret ha portato a compimento il disegno di salvezza, sia con tutti voi.
A. E con il tuo spirito.
Orazione
C. Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu che all’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
A. Amen.
Vangelo dell’Annunciazione
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.
Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.
Invocazione conclusiva a Maria
Anche noi, dopo l’annuncio dell’angelo, salutiamo la Vergine Maria e chiediamo di essere come lei veramente umili, per poterci dire servi dell’unico Signore.
Maria, aiutaci ad accogliere la Parola di Dio in Gesù che si fa uomo come noi e per noi.
Rendici semplici, e liberi dall’orgoglio che ci chiude a Dio e agli altri.
Chiedi per noi la fede che è docile apertura al progetto della salvezza e disponibilità a trovare solo in Dio la sorgente della vera vita.
La Vergine di Nazaret è modello di vita anche per la prontezza della sua adesione alla proposta redentrice del Padre.
Chiediamo di essere, come lei, sensibili agli impegni evangelici.
Il senso spirituale dell’attesa
L’anno liturgico si apre con l’Avvento, tempo di grazia in cui si intrecciano la memoria dell’attesa per l’umile venuta del Figlio di Dio, nato nel tempo dalla Vergine Maria, e la speranza amorosa della Chiesa per il ritorno glorioso del suo Sposo, Signore della storia e Giudice universale, alla fine dei tempi.
Accompagnata dalla Vergine Madre, modello per quanti desiderano andare incontro al Salvatore che viene, la comunità cristiana si prepara così ad accogliere con rinnovato stupore e profonda tenerezza il manifestarsi di Dio in un Bambino, che è nato per noi per donarci la pace vera e duratura.
Perché possiamo vivere più intensamente la ricchezza liturgica dell’Avvento e del Natale, la Chiesa - depositaria fedele del messaggio di Gesù, nostro Salvatore - ci rivolge, come una madre premurosa, un forte invito alla conversione.
Lo fa attraverso la Parola di Dio, con la voce dei profeti e, soprattutto, con quella di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3,2).
La conversione, nella Scrittura, è infatti un vero e proprio cambiamento di direzione, un vivere costantemente alla presenza di Dio, fare in tutto la Sua Volontà, come Maria, che ha sempre fatto ogni cosa per amore del suo Signore, quel Dio Bambino che contempliamo nella povera grotta di Betlemme.
Gesù è nato per noi, per liberarci dalla nostra miseria, e ci ha indicato la strada, i mezzi e il modo per ottenere la salvezza.
Per questo, senza scoraggiarci, accogliamo l’antifona che accompagna la comunione in questa prima tappa della Novena di Natale: essa ci offre una grande speranza, la promessa di una corona di bene, di bellezza, di bontà e di gioia per chi decide di seguire le orme del nostro Dio Bambino.
Dio non può non giudicarci, ma lo fa solo per amore, con tanto amore, con infinita misericordia.
Egli ci lascia liberi e attende la nostra risposta.
Andiamogli incontro con gioia!
Lui viene a cercarci nella nostra umanità; lasciamoci trovare con il cuore che palpita solo per Lui, tra le braccia di Maria, sua e nostra tenera Mamma.
