Il nome Michelangelo nasce dall’unione di Michele e Angelo: Michele significa “chi è come Dio” e Angelo significa “messaggero”. L’onomastico principale di San Michelangelo si celebra il 29 settembre, giorno dedicato a San Michele Arcangelo insieme agli arcangeli Gabriele e Raffaele.
Il nome Michelangelo può essere festeggiato anche il 10 luglio, data in cui si celebra Michelangelo di San Francesco. La ricorrenza del 29 settembre resta tuttavia quella maggiormente collegata a San Michele Arcangelo e, per estensione, al nome composto Michelangelo.
Michelangelo: significato del nome
Nome composto da Michele e Angelo: il suo significato rimanda a questi due nomi. Il nome per bambino Michelangelo deriva dai nomi Michele e Angelo, Michele significa “chi è come Dio” ed Angelo invece significa “messaggero”.
Michelangelo deriva dall’unione di Michele che in ebraico significa “Chi è potente come Dio?” e da Angelo dal greco che vuol dire “il messaggero”. Il nome di Michele, citato per cinque volte nella Sacra Scrittura, deriva dall’espressione “Mi-ka-El”, cioè “chi è come Dio?”.
Quando si festeggia San Michelangelo
La Chiesa cattolica lo festeggia il 29 settembre insieme agli arcangeli Gabriele e Raffaele. L’onomastico di San Michelangelo si celebra il 29 settembre in commemorazione di santo arcangelo Michele, insieme con San Gabriele Arcangelo e San Raffaele Arcangelo, ma può essere festeggiato anche il 10 luglio, data in cui si celebra Michelangelo di San Francesco.
Nello stesso giorno la Chiesa festeggia anche gli Arcangeli Raffaele, soccorritore, e Gabriele, annunciatore. La Bibbia rivela le specifiche missioni di ognuno: Michele avversario di Satana, Gabriele annunciatore e Raffaele soccorritore.
| Ricorrenza | Data | Significato |
|---|---|---|
| San Michele Arcangelo | 29 settembre | Festa di San Michele insieme agli arcangeli Gabriele e Raffaele |
| Michelangelo di San Francesco | 10 luglio | Data alternativa per celebrare l’onomastico di Michelangelo |
Perché San Michele si festeggia il 29 settembre
Il culto dell’arcangelo Michele è di origine orientale. L’imperatore Costantino I a partire dal 313 gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli.
La prima basilica dedicata all’arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di un’altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza archeologica di Roma nel 1996; il giorno della sua dedica, officiata con ogni probabilità da un papa prima del 450, ovvero il 29 settembre, è rimasto fino ad oggi quello in cui tutto il mondo cattolico festeggia “San Michele”.
La basilica “in Septimo” fu meta di pellegrinaggi fino al IX secolo, quando il riferimento geografico della festa del 29 settembre risulta trasferito al santuario garganico e alla chiesa di Castel Sant’Angelo a Roma.
Prima della riforma del 1969 si ricordava in questo giorno solamente san Michele arcangelo in memoria della consacrazione del celebre santuario sul monte Gargano a lui dedicato.
Chi è San Michele Arcangelo
Secondo la tradizione, l’Arcangelo Michele è il Principe che lotta contro il male, dai cui assalti difende perennemente la fede e la Chiesa. Nella tradizione cristiana è colui che combatte e sconfigge Satana.
Santo popolarissimo e molto venerato non solo in Italia, di lui si parla nel capitolo XII del Libro dell’Apocalisse dove l’Arcangelo è presentato come avversario del demonio e vincitore dell’ultima battaglia contro Satana e i suoi sostenitori: «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago (…) Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli».
Michele, capo degli angeli, dapprima accanto a Lucifero (Satana) nel rappresentare la coppia angelica, si separa poi da Satana e dagli angeli che operano la scissione da Dio, rimanendo invece fedele a Lui, mentre Satana e le sue schiere precipitano negli Inferi.
Nella tradizione popolare, quindi, è considerato il difensore del popolo di Dio e il vincitore nella lotta del bene contro il male. Per la sua secolare popolarità, l’Angelo guerriero che con la sua spada sguainata veglia da Castel Sant’Angelo sulla Cupola di San Pietro è anche al centro di numerose storie e aneddoti.

Michele e il significato di “arcangelo”
Il titolo di arcangelo deriva dall’idea di una corte celeste in cui gli angeli sono presenti secondo gradi e dignità differenti. Gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele occupano le sfere più elevate delle gerarchie angeliche.
Queste hanno il compito di preservare la trascendenza e il mistero di Dio. Nello stesso tempo, rendono presente e percepibile la sua vicinanza salvifica.
La Sacra Scrittura indica le particolari missioni degli Arcangeli: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.
| Arcangelo | Significato del nome | Missione |
|---|---|---|
| Michele | “Chi è come Dio?” | Avversario di Satana, difensore degli amici di Dio e protettore del suo popolo |
| Gabriele | “Forza di Dio” | Annunciatore |
| Raffaele | “Dio ha guarito” | Soccorritore |
In particolare Michele (“Chi è come Dio?”) è l’arcangelo che insorge contro Satana e i suoi satelliti (Gd 9; Ap 12, 7; cfr Zc 13, 1-2), difensore degli amici di Dio (Dn 10, 13.21), protettore del suo popolo (Dn 12, 1).
Gabriele (“Forza di Dio”) è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio (Lc 1, 19), rivela a Daniele i segreti del piano di Dio (Dn 8, 16; 9, 21-22), annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20) e a Maria quella di Gesù (Lc 1, 26-38).
Raffaele (“Dio ha guarito”), anch’egli fra i sette angeli che stanno davanti al trono di Dio (Tb 12, 15; cfr Ap 8, 2), accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco.
La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella liturgia eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio (cfr Ap 5, 11-14; Conc. Vat. II, Costituzione sulla sacra liturgia, «Sacrosanctum Concilium», 8).
San Michele nella Divina Commedia
“E poi che fummo un poco più avanti, udia gridar: ‘Maria, òra per noi’: gridar ‘Michele’ e ‘Pietro’, e ‘Tutti santi’”. (Purgatorio XII, 51).
Sono i versi del Purgatorio di Dante, al Canto XIII. Il Poeta si aggira commosso fra le anime degli invidiosi, mentre l’aria del cerchio in cui si svolge la scena è attraversata da voci misteriose che ricordano esempi di carità.
Anche dalle ombre tormentate, ammassate contro la roccia e con le palpebre cucite, si alzano delle litanie. Implorano l’intercessione della Vergine e subito dopo Lei - e prima di Pietro e di tutti i Santi - invocano il nome di “Michele”.
Quando cita al verso 51 l’Arcangelo, l’autore della Commedia nel canto precedente ha appena finito di vedere l’altro angelo, definito “nobil creato più ch’altra creatura”, cadere “giù dal cielo folgoreggiando”.
La lotta tra Michele e Lucifero
Anche nella Divina Commedia trova spazio il mortale confronto tra quello che nella Bibbia è descritto come il comandante “supremo dell’esercito celeste” e il capo degli angeli che decisero di fare a meno di Dio e furono precipitati negli inferi.
La spada contro il male Michele e Lucifero. In Oriente San Michele è venerato con il titolo di “archistratega”, che corrisponde al titolo latino di princeps militiae caelestis (principe delle milizie celesti).
Nell’iconografia sia orientale che occidentale San Michele Arcangelo viene rappresentato, infatti, come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di Satana, sconfitto in battaglia.
L’apparizione sul Gargano e la diffusione del culto
Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa, anche in seguito all’apparizione dell’arcangelo sul Gargano in Puglia.
Secondo la tradizione, l’arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l’8 maggio 490, ed indicatagli una grotta sul Gargano lo invitò a dedicarla al culto cristiano.
In quel luogo sorge tutt’oggi il santuario di San Michele Arcangelo - Celeste Basilica (nel mezzo del nucleo cittadino di Monte Sant’Angelo), che nel Medioevo fu meta di ininterrotti flussi di pellegrini, i quali per giungervi percorrevano un percorso di purificazione lunga la Via Francigena.
San Michele nella tradizione e nell’arte
Non si contano nel mondo cattedrali, santuari, monasteri, cappelle - ma anche monti, grotte, colline - intitolati all’Arcangelo Michele.
Non è un caso che San Michele sia raffigurato in diverse chiese o in cima a campanili. L’Arcangelo Michele viene raffigurato costantemente alla tregua di un guerriero armato di spada che infilza, calpesta e uccide un drago.
Gli artisti che si sono cimentati con la raffigurazione di questo soggetto sono tanti. Tanto per citarne alcuni voglio proporvi il grande Arcangelo Michele in bronzo realizzato da Peter Anton von Verschaffelt.
Per secoli guarda lo Stato del Vaticano e Roma dalla sommità di Castel Sant’Angelo. Passando alla pittura vale la pena menzionare l’opera di Luca Giordano con l’Arcangelo Michele che sconfigge i demoni.
Si tratta di un olio su tela databile attorno al 1665 che è esposto al Kuntsthistorisches Museum di Vienna. Come vedete l’inconografia dell’Arcangelo è la medesima: sfodera le sue belle ali piumate, la spada e un abito azzurro con tanto di mantella rossa.

San Michele, patrono e protettore
Per questa virtù guerriera e difensiva, San Michele è stato proclamato patrono e protettore della Polizia di Stato da papa Pio XII il 29 settembre 1949 in omaggio alla “lotta” che il poliziotto combatte tutti i giorni al servizio dei cittadini e per tutelare e proteggere l’ordine pubblico, l’incolumità delle persone.
Più di 60 località italiane, tra le quali Caserta, Cuneo, Alghero, Albenga e Vasto, lo venerano come Santo patrono, ma S. Michele, oltre che della Polizia di Stato, è protettore di molte altre categorie di lavoratori: farmacisti, doratori, commercianti, fabbricanti di bilance, giudici, maestri di scherma, radiologi.
Si affidano a lui anche i paracadutisti d’Italia e di Francia. Ogni anno, per festeggiare il suo Patrono, la Polizia di Stato organizza diverse iniziative.
La supplica di Leone XIII
Il 13 ottobre 1884, finito da poco di celebrare Messa nella cappella vaticana, Leone XIII si blocca una decina di minuti. Il suo viso, diranno i testimoni, rivela insieme terrore e meraviglia.
Poi Papa Pecci raggiunge in fretta il suo studio, siede al tavolo e scrive di getto una preghiera all’Arcangelo Michele. Mezz’ora dopo chiama il segretario e gli consegna il foglio con l’ordine di stamparlo e inviarlo a tutti i vescovi del mondo perché recitino la supplica alla fine della Messa.
Leone XIII racconterà di aver avuto, in quei pochi minuti, un’agghiacciante visione di “legioni di demoni” attaccare la Chiesa fin quasi a distruggerla e di aver assistito all’intervento difensivo e decisivo dell’Arcangelo.
“Poi - soggiunse - ho visto San Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo”.
La supplica nel tempo è caduta in disuso ma venne ricordata da San Giovanni Paolo II al Regina Caeli del 24 aprile 1994: “Invito tutti a non dimenticarla - disse Papa Wojtyla - ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo”.
San Michele nell’Islam
Il nome di Mīkāʾīl (in arabo: ميخائيل), o Mīkīl (in arabo: ﻣﻴﻜﻴﻞ), è citato nel Corano alla sura II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele).
Secondo la tradizione, assieme a quest’ultimo, avrebbe provveduto a istruire il profeta Maometto e, secondo un’altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai.
Colore e pietra portafortuna di Michelangelo
Il colore che viene associato al nome Michelangelo è il rosso, simbolo della passione, dell’amore e del dinamismo, la pietra preziosa portafortuna è il rubino, che indica sicurezza e fiducia in se stessi.
| Elemento | Associazione | Significato |
|---|---|---|
| Colore | Rosso | Passione, amore e dinamismo |
| Pietra portafortuna | Rubino | Sicurezza e fiducia in se stessi |
Personalità del nome Michelangelo
Molti genitori scelgono il nome per bambino Michelangelo perché la personalità corrispondente a questo nome indica simpatia, sincerità e lealtà.
Bambino sereno e gentile, Michelangelo sarà sempre circondato da amici leali che lo consideranno un ottimo consigliere.
Diffusione del nome Michelangelo
Il nome per Bambino Michelangelo è molto diffuso nelle regioni italiane, secondo gli studi ISTAT, infatti nel 1999 vennero chiamati 239 neonati Michelangelo, mentre nel 2018 vennero chiamati Michelangelo solo 182 neonati.
| Anno | Neonati chiamati Michelangelo |
|---|---|
| 1999 | 239 |
| 2018 | 182 |
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