La pala d’altare del Duomo di Monza: storia, arte e significato

La pala d’altare del Duomo di Monza va letta nel contesto del complesso apparato liturgico e artistico della basilica, fondato alla fine del VI secolo dalla regina Teodolinda e trasformato tra Duecento e Trecento nell’attuale Duomo. Il fulcro del presbiterio è costituito dall’altare maggiore, dal paliotto in argento di Borgino del Pozzo e dalle decorazioni dedicate alla vita di San Giovanni Battista.

Il paliotto della mensa, al centro del presbiterio, è un capolavoro dell’oreficeria gotica lombarda: la decorazione racconta la Vita di S. Giovanni Battista e al centro è raffigurato il Battesimo di Cristo. Anche sulle pareti del coro sono riportare le Storie di S. Giovanni Battista. L’altare maggiore, realizzato fra il 1793 e il 1798 da Andrea Appiani è in marmo e bronzo dorato con inserti di ametista e lapislazzuli.

paliotto d’argento altare Duomo Monza

Il paliotto dell’altare maggiore

La prima fase edilizia della nuova basilica si concluse nel 1346, anno della consacrazione dell’altare maggiore e della realizzazione del paliotto in argento di Borgino del Pozzo, ispirato all’altare d’oro di Sant’Ambrogio a Milano. L’opera costituisce uno dei più importanti elementi del presbiterio e appartiene alla grande tradizione dell’oreficeria gotica lombarda.

La decorazione del paliotto è dedicata alla Vita di San Giovanni Battista, titolare del Duomo. Al centro è raffigurato il Battesimo di Cristo, episodio che richiama direttamente la dedicazione della basilica e il ruolo attribuito alla chiesa monzese nella storia religiosa della città.

Il legame con San Giovanni Battista risale alla fondazione longobarda: la basilica nacque sotto un duplice segno, quello con S. Giovanni Battista e quello con la sede pontificia romana, in particolare con papa Gregorio Magno. Il santo è inoltre rappresentato sulla facciata, dove sopra il protiro è situata la copia in bronzo della sua statua, mentre l’originale trecentesco in rame sbalzato è conservato nel museo.

La struttura del presbiterio e l’altare

L’interno è a croce latina, con tre navate. I pilastri che separano le navate sono a sezione ottagonale, con capitelli figurati che rappresentano fiere, aquile, telamoni, grifi, sirene e centauri; mentre i semicapitelli dell’arcone trasverso rappresentano Cristo e gli Evangelisti.

Il paliotto si trova al centro del presbiterio, davanti all’altare maggiore. L’attuale altare maggiore fu realizzato fra il 1793 e il 1798 da Andrea Appiani in marmo e bronzo dorato, con inserti di ametista e lapislazzuli. Il rapporto tra l’altare settecentesco e il paliotto medievale mostra la sovrapposizione di epoche e linguaggi che caratterizza l’interno del Duomo.

Le pareti del coro completano il programma iconografico con le Storie di S. Giovanni Battista. L’insieme collega l’altare, il paliotto, il coro e la dedicazione della basilica in un unico percorso narrativo, centrato sulla figura del santo e sul tema del battesimo.

La trasformazione della basilica nell’attuale Duomo

Il Duomo venne fondato alla fine del VI secolo dalla regina Teodolinda, moglie del re longobardo Autari e poi di Agilulfo, come cappella del vicino palazzo reale, in una zona allora marginale del piccolo borgo di Monza, a breve distanza dal fiume Lambro. Certamente la basilica era già costruita nel 603, quando l’abate Secondo di Non vi battezzò l’erede al trono Adaloaldo.

La chiesa ha di fatto svolto il ruolo di “santuario” della nazione longobarda. Centrale è stato infatti il ruolo della Regina nella conversione dei longobardi dall’arianesimo al cattolicesimo, processo complesso che si è concluso solo un secolo dopo, sotto il regno di Liutprando.

Il Duomo con la sua piazza è stato il centro della vita religiosa e politica di Monza: intorno al suo nucleo originario, probabilmente l’“oraculum” della regina Teodolinda del VI secolo, si è costituito l’antico borgo. Dedicato a S. Giovanni Battista, è il monumento cittadino di maggior rilievo.

Nel cambio di secolo, tra Duecento e Trecento, si colloca il momento decisivo di trasformazione dell’antica basilica nell’attuale Duomo, questa volta sotto il segno dei Visconti. Non è un caso che l’anno cruciale sia stato il 1300, quello della “grande perdonanza”, il primo giubileo indetto da Bonifacio VIII.

Il 31 maggio 1300 furono iniziati i lavori della nuova basilica. La basilica fu interamente ricostruita in due fasi. Si fa risalire al 1346 il termine della prima campagna edilizia, con la consacrazione dell’altare maggiore: l’edificio aveva una struttura a croce latina, a tre navate, con transetto sporgente, abside piatta e facciata a tre campi percorsa da bande bicrome di marmi neri e bianchi.

Il costruttore Matteo da Campione è stato certamente interprete dell’aspirazione dei Visconti a realizzare una grande basilica per le incoronazioni imperiali, secondo la tradizione germanica che imponeva all’imperatore di assumere tre corone: quella d’argento ad Aquisgrana, quella d’oro a Roma e quella “di ferro” appunto a Monza o a Milano.

La Cappella di Teodolinda e la Corona Ferrea

A sinistra del presbiterio si trova la Cappella di Teodolinda, affrescata dagli Zavattari nella prima metà del Quattrocento con le storie della regina Teodolinda, capolavoro indiscusso del gotico internazionale. Sull’arco di ingresso è raffigurato S. Giovanni Battista mentre benedice Teodolinda, Autari, Agilulfo e Adaloaldo.

La Cappella custodisce la Corona Ferrea, da secoli considerata simbolo e leggenda e l’opera di oreficeria tra le più importanti e significative di tutta la storia della cristianità. La Corona Ferrea è custodita nel tabernacolo dell’altare della cappella di Teodolinda, costruito nel restauro condotto da Luca Beltrami (1892-95): è tra i manufatti più noti dell’età longobarda.

Un’antica tradizione vuole infatti che l’anello presente all’interno della Corona sia stato ricavato da uno dei chiodi della Croce di Cristo. Con la Corona Ferrea furono incoronati re ed imperatori, tra i quali Carlo Magno e Napoleone.

All’interno della cappella è custodita la Corona Ferrea, simbolo del potere imperiale. Usata per incoronare sovrani come Carlo Magno, Federico Barbarossa e Napoleone, è ornata da pietre preziose e contiene, secondo la tradizione, una lamina di ferro forgiata da un chiodo della crocifissione di Gesù.

Corona Ferrea Cappella Teodolinda Monza

Vicino alla regina è raffigurata una colomba con la scritta “Modo”, mentre Teodolinda risponde “Etiam”: le due parole che, secondo una leggenda medievale, danno origine all’antico nome di Monza, “Modoetia”. I resti della regina Teodolinda riposano in un sarcofago posto dietro l’altare.

Gli affreschi degli Zavattari

Uno dei luoghi più affascinanti del Duomo è la Cappella di Teodolinda, nota anche come Cappella degli Zavattari, decorata con 45 affreschi che narrano la vita della regina e i miracoli legati alla costruzione della basilica.

Le prestigiose pitture murali degli Zavattari sono un capolavoro del gotico internazionale della metà del XV secolo e rappresentano devozione e omaggio alla regina. La sequenza degli affreschi collega la storia dinastica dei Longobardi, la fondazione della basilica e la memoria religiosa della sovrana.

Secondo una leggenda medievale la regina Teodolinda scelse questo luogo perché le venne indicato in sogno da una colomba: l’unione delle parole Modo, pronunciata dalla colomba, ed Etiam, pronunciata da Teodolinda, dà origine al nome della città, Modoetia.

Il Museo e Tesoro del Duomo

Nei sotterranei del maestoso Duomo di Monza è possibile ammirare il prestigioso Museo e Tesoro del Duomo, custode di straordinari reperti storici. Il museo custodisce un tesoro di inestimabile valore e raccoglie quattordici secoli d’arte e di storia tra capolavori unici al mondo, dall’eredità di Teodolinda all’arte contemporanea.

Fulcro della collezione è il Tesoro longobardo: lo straordinario patrimonio di reliquie e oreficerie che sovrani e arcivescovi donarono alla basilica di Monza tra il VII e l’XI secolo. Straordinaria testimonianza dei primi secoli di vita è il prezioso Tesoro, formato dalla suppellettile liturgica e dai donativi offerti dalla regina, che nella chiesa alla sua morte venne sepolta, e da altre opere di oreficeria e avorio offerte da re Berengario all’inizio del X secolo.

Tra i tesori spiccano la croce votiva appartenuta ad Agilulfo, marito della regina Teodolinda, il celebre Dittico di Stilicone e l’elegante Chioccia con i pulcini, un capolavoro dell’oreficeria longobarda. Alle spalle del Battista, sulla facciata, si individuano alcuni oggetti del Tesoro: la Chioccia con sette pulcini, la Croce del Regno e la piccola Tazza di zaffiro.

L’originale trecentesco in rame sbalzato della statua del Battista, oggi riprodotta in bronzo sopra il protiro, è conservato nel museo. La visita al Museo e Tesoro permette quindi di mettere in relazione il paliotto dell’altare maggiore con il più ampio patrimonio di oreficerie, reliquie e manufatti liturgici della basilica.

La facciata e il protiro

Recentemente riportata al suo aspetto originale, la facciata del Duomo di Monza è caratterizzata dalla bicromia del suo marmo, che è oggi possibile ammirare così come appariva fino alla fine dell’Ottocento. Il cromatismo del marmo a fasce bianche e verdi, il rosone, le bifore e trifore, gli archetti pensili, le edicole e le guglie testimoniano la potenza e la dignità della chiesa monzese.

La facciata del Duomo di Monza si compone di cinque scomparti, separati da quattro lesene e chiusi alle estremità da contrafforti. Il prospetto è decorato da edicolette gugliate che ospitano sei statue di santi.

Nella parte superiore centrale si trova la grande ruota del rosone di Matteo da Campione, restaurato da Luca Beltrami, inserita in una complessa cornice circolare incorniciata in una linea di formelle traforate, con mascheroni, fiori e stelle. La testa barbuta del XIV secolo sopra la bifora del primo campo a settentrione si dice essere il ritratto di Matteo da Campione.

Il protiro è in stile rinascimentale: i due medaglioni dell’arcata contengono i busti di Teodolinda e del suo sposo Agilulfo, degli inizi del XVI secolo; sopra è situata la copia in bronzo della statua del Battista.

Il campanile e gli interventi successivi

La torre campanaria del Duomo di Monza è un’aggiunta risalente al XVI-XVII secolo, mentre il restauro della facciata fu opera di Luca Beltrami (1892-1908). Il campanile è alto 78 metri e fu costruito su progetto di Ercole Turati tra il 1592 e il 1620.

Nei medaglioni che decorano la cella campanaria sono scolpiti l’Agnello sul libro dei sette sigilli, la Chioccia con sette pulcini, Mitra e pastorale, Corona Ferrea e Croce del Regno.

A partire dal 1890 Luca Beltrami ricostruì le edicole sommitali, ormai tutte cadute tranne una, e decise di sostituire il marmo nero di Varenna con serpentino verde d’Oira. Quest’opera alterò notevolmente i colori della facciata del Duomo, ripristinati nel 2020 con l’intervento di manutenzione che ha interessato anche il rosone e i rilievi decorativi.

Come visitare il Duomo, la Cappella e il Museo

Situato in Piazza Duomo, il Duomo di Monza si trova in una zona a traffico limitato: è quindi consigliabile lasciare la propria auto in uno dei parcheggi situati nella zona circostante il centro storico e raggiungerlo a piedi. Il Duomo si trova inoltre vicino alla stazione di Monza, dalla quale è facilmente raggiungibile con una passeggiata di circa 1 km.

Gli orari di apertura del Duomo sono da lunedì a sabato dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30. La domenica l’apertura è dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30; nel periodo invernale, dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30.

Il Museo è visitabile da martedì a domenica dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Il lunedì è chiuso. La prenotazione è consigliata per qualsiasi data.

Per visitare la Cappella di Teodolinda e la Corona Ferrea, all’interno del Duomo, la prenotazione è sempre obbligatoria, compatibilmente con le funzioni liturgiche. La visita è possibile da martedì a sabato dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, mentre la domenica è prevista dalle 14:00 alle 18:00; il lunedì è chiuso.

SpazioInformazioni
DuomoDa lunedì a sabato: 7.30-12.00 / 15.00-18.30; domenica: 7.30-12.00 / 16.00-18.30
Museo e TesoroDa martedì a domenica: 09:00-13:00 / 14:00-18:00; lunedì chiuso
Cappella di Teodolinda e Corona FerreaDa martedì a sabato: 09:00-13:00 / 14:00-18:00; domenica: 14:00-18:00; lunedì chiuso
Ingresso al Museo8 euro; ridotto 6 euro
Cappella di TeodolindaTariffa unica di 9 euro, inclusa la visita guidata

Per visitare la pala d’altare, il paliotto, il presbiterio e le altre opere della basilica è necessario considerare la possibile sovrapposizione con le funzioni liturgiche. La Cappella di Teodolinda e la Corona Ferrea richiedono invece sempre la prenotazione.

Piazza Duomo e il contesto urbano

Piazza Duomo è il centro geografico della città, ha pianta irregolare e un lato costituito quasi interamente dalla facciata del Duomo. La sua attuale struttura risale al XV secolo ed è il risultato della demolizione delle case medievali che occupavano l’area fino a pochi metri dal sagrato.

In prossimità del centro della piazza si trova la Crocetta, costruita nel 1578 per indicare la posizione di un altare per la preghiera serale collettiva durante la “peste di San Carlo” del 1576-77. Di fronte al Duomo si innalza il palazzo degli Arcipreti del XIV secolo.

La piazza fa parte dell’isola pedonale ed è sede di eventi artistici e manifestazioni. Dal Duomo si raggiungono a piedi il Museo e Tesoro del Duomo, l’Arengario, i Musei Civici di Monza, la Torre Medievale di via Lambro, via Italia, piazza Trento e Trieste e diversi altri luoghi storici del centro.

Il Duomo di Monza riunisce quindi in un unico complesso la memoria longobarda, la trasformazione gotica promossa dai Visconti, il paliotto d’argento di Borgino del Pozzo, l’altare maggiore di Andrea Appiani, gli affreschi degli Zavattari e la Corona Ferrea. La pala d’altare e il paliotto acquistano il loro pieno significato proprio all’interno di questo insieme, nel quale liturgia, storia dinastica, devozione e arti decorative si intrecciano.

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