Preghiera eucaristica II in latino: testo, struttura e confronto con l’italiano

La Preghiera eucaristica II in latino è la Prex Eucharistica II dell’Ordo Missae. Il suo nucleo comprende il prefazio proprio, l’invocazione dello Spirito Santo sui doni, il racconto dell’istituzione dell’Eucaristia, l’acclamazione del mistero della fede, l’offerta del memoriale, le intercessioni per la Chiesa, per i defunti e per tutti i fedeli, e la dossologia conclusiva.

Il testo latino mette in evidenza la formulazione originale della preghiera: Vere Sanctus es, Domine, fons omnis sanctitatis. Haec ergo dona, quaesumus, Spiritus tui rore sanctifica. In italiano questa invocazione è resa con le parole: “Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito”.

La Preghiera eucaristica II nell’Ordo Missae

La Preghiera eucaristica II è introdotta dal prefazio, che conduce l’assemblea alla proclamazione del Sanctus. Il sacerdote dialoga con il popolo: “Il Signore sia con voi”. “E con il tuo Spirito”. “In alto i nostri cuori”. “Sono rivolti al Signore”. “Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio”. “È cosa buona e giusta”.

Il prefazio proclama che rendere grazie a Dio è “veramente cosa buona e giusta”, “nostro dovere e fonte di salvezza”. La preghiera ricorda Gesù Cristo, il Figlio amatissimo, Parola vivente per mezzo della quale Dio ha creato tutte le cose, mandato come Salvatore e Redentore, fatto uomo per opera dello Spirito Santo e nato dalla vergine Maria.

Per compiere la volontà del Padre e acquistargli un popolo santo, Cristo “nell’ora della passione, stese le braccia sulla croce, morendo distrusse la morte e proclamò la resurrezione”. Per questo mistero di salvezza, l’assemblea, unita agli angeli e ai santi, canta a una sola voce la gloria di Dio.

Il popolo canta o recita: “Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli”.

Testo latino della Preghiera eucaristica II

Vere Sanctus es, Domine, fons omnis sanctitatis.

Haec ergo dona, quaesumus, Spiritus tui rore sanctifica, ut nobis Corpus et Sanguis fiant Domini nostri Iesu Christi.

Qui cum passioni voluntarie traderetur, accepit panem et gratias agens fregit, deditque discipulis suis, dicens:

ACCIPITE ET MANDUCATE EX HOC OMNES: HOC EST ENIM CORPUS MEUM, QUOD PRO VOBIS TRADETUR.

Simili modo, postquam cenatum est, accipiens et calicem, iterum gratias agens dedit discipulis suis, dicens:

ACCIPITE ET BIBITE EX EO OMNES: HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI NOVI ET AETERNI TESTAMENTI, QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR IN REMISSIONEM PECCATORUM. HOC FACITE IN MEAM COMMEMORATIONEM.

Mysterium fidei.

Mortem tuam annuntiamus, Domine, et tuam resurrectionem confitemur, donec venias.

Memores igitur mortis et resurrectionis eius, tibi, Domine, panem vitae et calicem salutis offerimus, gratias agentes quia nos dignos habuisti adstare coram te et tibi ministrare.

Supplices ergo deprecamur ut Corporis et Sanguinis Christi participes a Spiritu Sancto congregemur in unum.

Recordare, Domine, Ecclesiae tuae toto orbe diffusae, ut eam in caritate perficias una cum Papa nostro N. et Episcopo nostro N. et universo clero.

Memento etiam fratrum nostrorum, qui in spe resurrectionis dormierunt, omniumque in tua miseratione defunctorum, et eos in lumen vultus tui admitte.

Omnium nostrum, quaesumus, miserere, ut cum beata Dei Genetrice Virgine Maria, beato Ioseph, eius Sponso, beatis Apostolis et omnibus Sanctis, qui tibi a saeculo placuerunt, aeternitatis vitam mereamur et te laudemus et glorificemus per Filium tuum Iesum Christum.

Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitate Spiritus Sancti, omnis honor et gloria per omnia saecula saeculorum.

Amen.

Il testo italiano della Preghiera eucaristica II

Sacerdote: “Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito perché diventino per noi il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo nostro Signore”.

“Egli, offrendosi liberamente alla sua passione, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse: Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo, offerto in sacrificio per voi”.

“Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse: Prendete e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me”.

Mistero della fede.

Fedeli: “Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”.

Sacerdote: “Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza, e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale”.

“Ti preghiamo umilmente: per la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo”.

“Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro Papa N., il nostro Vescovo N., i presbiteri e i diaconi”.

“Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle che si sono addormentati nella speranza della risurrezione, e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto”.

“Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo, con gli apostoli, [san ….] e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi: e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria”.

Dossologia: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli”.

Fedeli: “Amen”.

Preghiera eucaristica II celebrante altare

Le parti principali della Preghiera eucaristica II

Il prefazio

I Prefazi introducono la Preghiera Eucaristica. Molti di essi ci giungono dalla plurisecolare tradizione liturgica cristiana cattolica e sono straordinariamente belli, densi di teologia e spiritualità cristiana; essi sottolineano mirabilmente il mistero che si celebra, in riferimento anche ai particolari periodi, solennità o altri momenti liturgici.

Il prefazio proprio della Preghiera eucaristica II presenta Cristo come Parola vivente, Salvatore e Redentore. Esso collega l’incarnazione, la passione, la morte e la risurrezione, conducendo l’assemblea alla lode degli angeli e dei santi.

L’epiclesi

L’epiclesi è l’invocazione dello Spirito Santo sui doni del pane e del vino. Nel testo latino si legge: Spiritus tui rore sanctifica, cioè “santifica con la rugiada del tuo Spirito”.

La formulazione italiana della nuova edizione dice: “Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito, perché diventino per noi il Corpo e il Sangue del Signore nostro Gesù Cristo”.

L’immagine della rugiada è biblica, e indica fecondità, prosperità: “Sarò come rugiada per Israele” (Os 14,6).

La rugiada richiama quindi un’azione discreta ma efficace: lo Spirito Santo santifica i doni affinché diventino il Corpo e il Sangue di Cristo. La formula non descrive soltanto una trasformazione, ma invoca l’intervento dello Spirito nella celebrazione eucaristica.

Il racconto dell’istituzione

Il racconto dell’istituzione dell’Eucaristia presenta Gesù che si consegna liberamente alla passione, prende il pane, rende grazie, lo spezza e lo dona ai discepoli.

La formula latina dice: Accipite et manducate ex hoc omnes: hoc est enim Corpus meum, quod pro vobis tradetur. La versione italiana recita: “Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo, offerto in sacrificio per voi”.

La parola “sacrificio” non c’è nel testo latino, ma esplicita la forma verbale “offerto”.

Per il calice, il testo latino dice: Hic est enim calix Sanguinis mei novi et aeterni testamenti, qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem peccatorum. La versione italiana recita: “Questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.

Il testo italiano conserva dunque “per tutti” come traduzione di pro multis, per evitare confusioni.

Il memoriale

Dopo il racconto dell’istituzione, il sacerdote proclama: “Mistero della fede”. L’assemblea risponde: “Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”.

La preghiera prosegue con la celebrazione del memoriale della morte e risurrezione di Cristo. “Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza”.

Il memoriale non è soltanto il ricordo di un evento passato, ma la proclamazione liturgica della morte e della risurrezione di Cristo nell’attesa della sua venuta.

L’invocazione dell’unità

La Preghiera eucaristica II chiede che la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo renda l’assemblea un solo corpo: “Per la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo”.

Questa invocazione collega il sacramento dell’Eucaristia alla comunione ecclesiale. La celebrazione non riguarda soltanto il rapporto personale con Cristo, ma anche l’unità della Chiesa.

Le intercessioni

La preghiera ricorda la Chiesa diffusa su tutta la terra e chiede che sia resa perfetta nell’amore in unione con il Papa, il Vescovo, i presbiteri e i diaconi.

La nuova formulazione italiana rende il latino universo clero con l’espressione più comprensibile e fedele “i presbiteri e i diaconi”.

La Preghiera eucaristica II ricorda inoltre i fratelli e le sorelle addormentati nella speranza della risurrezione e tutti i defunti affidati alla misericordia di Dio.

La formulazione “fratelli e sorelle” appartiene alla scelta di adoperare un linguaggio più inclusivo. La stessa espressione ricorre nel Confesso e nell’invito alla presentazione dei doni: “Pregate, fratelli e sorelle, perché il mio e il vostro sacrificio…”.

La comunione dei santi

La preghiera chiede che tutti i fedeli abbiano parte alla vita eterna insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo, con gli apostoli e con tutti i santi.

La conclusione unisce la Chiesa pellegrina, i defunti, la Vergine Maria, san Giuseppe, gli apostoli e i santi nella lode di Dio per mezzo di Cristo.

La dossologia

La Preghiera eucaristica termina con la dossologia: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli”.

Questo Amen, cioè questo assenso finale a tutta la Preghiera Eucaristica, deve essere particolarmente vigoroso, possibilmente anche cantato, come la Dossologia.

Il significato della formula “con la rugiada del tuo Spirito”

La precedente formulazione italiana diceva: “Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito”. La nuova formulazione recita: “Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito”.

La nuova traduzione cerca di essere fedele al testo originale latino. Il latino Vere Sanctus es, Domine viene reso con “Veramente santo sei tu, o Padre”, mentre Spiritus tui rore sanctifica diventa “santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito”.

L’immagine della rugiada è biblica e indica fecondità e prosperità. La si trova, per esempio, nell’espressione: “Sarò come rugiada per Israele” (Os 14,6).

Non tutte le formulazioni metaforiche risultano immediatamente comprensibili. Tuttavia, anche l’immagine della rugiada appartiene al linguaggio biblico e conserva una densità simbolica che la formula precedente, “con l’effusione del tuo Spirito”, rendeva in modo più esplicativo.

Confronto tra alcune espressioni latine e italiane

Testo latinoFormulazione italiana
Vere Sanctus es, Domine, fons omnis sanctitatisVeramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità
Spiritus tui rore sanctificaSantifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito
Quod pro vobis tradeturOfferto in sacrificio per voi
Qui pro vobis et pro multis effundeturVersato per voi e per tutti
Universo cleroI presbiteri e i diaconi
Offerte vobis pacemScambiatevi la pace

La nuova traduzione italiana del Messale

La nuova edizione italiana è la “traduzione” del Missale Romanum, edizione tipica latina del 2002, ristampata con qualche cambiamento nel 2008.

Una delle caratteristiche di questo nuovo Messale è che ha cercato di essere fedele al testo originale latino.

Un altro caso di fedeltà al testo latino lo troviamo nella Preghiera eucaristica II, dove si diceva: “Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito”, ora si dirà: “Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito” (Spiritus tui rore sanctifica).

La traduzione non è però sempre letterale. Così il pro multis della Preghiera eucaristica è ancora tradotto “per tutti”, per evitare confusioni.

L’espressione corpus meum, quod pro vobis tradetur conserva il testo anteriore: “offerto in sacrificio per voi”. La parola “sacrificio” non c’è nel testo latino, ma esplicita la forma verbale “offerto”.

Altre modifiche del Messale collegate alla Preghiera eucaristica

Il saluto iniziale

Il saluto iniziale “La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore del Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” presenta il verbo al plurale.

La grammatica italiana chiede che il verbo sia coniugato al plurale, essendo tre i sostantivi con i quali si accorda.

Si noti che non sempre il latino adopera il verbo in questi saluti come, ad esempio, nella formula Dominus vobiscum.

Il Confesso e il linguaggio inclusivo

Nel Confesso si dice: “a voi fratelli e sorelle”. La formula completa recita: “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa”.

“E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore Dio nostro”.

Il Gloria

Nel Gloria, l’espressione “e pace in terra agli uomini di buona volontà”, che traduce il testo latino et in terra pax hominibus bonae voluntatis, è sostituita con “e pace agli uomini amati dal Signore”.

La Bibbia della CEI dice: “e pace agli uomini che egli ama”. La formula scelta è stata preferita perché per numero di sillabe e accenti si adegua meglio alle melodie con cui finora il Gloria è stato cantato.

Inoltre è più fedele al ricco significato del testo greco εὐδοκίας (cf. Lc 2,14), che letteralmente significa “di benevolenza (sua)”.

Il lavabo

È stata modificata anche la breve preghiera che il sacerdote dice nel fare il lavabo: “Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato”, ora diventa: “Lavami, o Signore, dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro”.

La modifica è stata introdotta per essere in sintonia con la fonte biblica: Sal 51,4 nella nuova versione della CEI.

Lo scambio della pace

La formula “Scambiatevi un segno di pace” ora diventa: “Scambiatevi la pace” (Offerte vobis pacem).

Nel rito della Messa sono presenti anche formule alternative: “Come figli del Dio della pace, scambiatevi un gesto di comunione fraterna”; “In Cristo, che ci ha resi tutti fratelli con la sua croce, scambiatevi un segno di riconciliazione e di pace”; “Nello Spirito del Cristo risorto datevi un segno di pace”.

La comunione

Il nuovo invito alla comunione recita: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello”.

Il testo latino è più coerente e ricco dottrinalmente. In primo luogo, si presenta l’Agnello di Dio, che immediatamente prima è stato invocato tre volte.

Poi si parla della cena dell’Agnello (cf. Ap 19,9), e in questo modo il banchetto eucaristico appare come sacramento, anticipo del banchetto celeste.

La Preghiera eucaristica II nel rito della Messa

La Preghiera eucaristica viene dopo la liturgia della Parola e la presentazione del pane e del vino. Il sacerdote invita l’assemblea alla preghiera: “Pregate, fratelli e sorelle, perché il mio e il vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente”.

Il popolo risponde: “Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa”.

Segue la preghiera sulle offerte. Dopo il prefazio e il canto del Santo, il sacerdote proclama la Preghiera eucaristica II.

  1. Prefazio: rendimento di grazie al Padre per mezzo di Gesù Cristo.
  2. Sanctus: partecipazione dell’assemblea alla lode degli angeli e dei santi.
  3. Epiclesi: invocazione dello Spirito Santo sui doni.
  4. Racconto dell’istituzione: proclamazione delle parole di Cristo sul pane e sul calice.
  5. Mistero della fede: acclamazione dell’assemblea.
  6. Anamnesi: memoriale della morte e risurrezione del Signore.
  7. Offerta: presentazione al Padre del pane della vita e del calice della salvezza.
  8. Invocazione dell’unità: richiesta che lo Spirito Santo riunisca i fedeli in un solo corpo.
  9. Intercessioni: preghiera per la Chiesa, per i ministri ordinati, per i defunti e per tutti i santi.
  10. Dossologia: glorificazione del Padre, per Cristo, con Cristo e in Cristo.

Eucharistic Prayer 2

Le parti fisse in latino

La Santa Messa in italiano conserva la possibilità di utilizzare parti fisse in latino: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Pater noster e Agnus Dei.

La triplice litania del Kyrie si trova prima in greco e poi con la possibilità di dirla o cantarla in italiano.

Il testo latino del Kyrie è: Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Christe, eleison. Christe, eleison. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.

Il testo italiano corrispondente è: “Signore, pietà. Signore, pietà. Cristo, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà. Signore, pietà”.

Il Sanctus latino recita: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt caeli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis.

L’Agnus Dei latino recita: Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi: dona nobis pacem.

La Preghiera eucaristica II e la partecipazione dell’assemblea

La Preghiera eucaristica è proclamata dal sacerdote, mentre l’assemblea partecipa attraverso i dialoghi, il canto del Santo, l’acclamazione dopo il racconto dell’istituzione e l’Amen conclusivo.

Il dialogo iniziale del prefazio dispone interiormente alla preghiera: “In alto i nostri cuori”. “Sono rivolti al Signore”. “Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio”. “È cosa buona e giusta”.

L’Amen finale è l’assenso dell’assemblea all’intera Preghiera eucaristica. Questo Amen, cioè questo assenso finale a tutta la Preghiera Eucaristica, deve essere particolarmente vigoroso, possibilmente anche cantato, come la Dossologia.

La celebrazione prosegue con i riti di comunione: il Padre nostro, il rito della pace, la frazione del pane, l’invocazione dell’Agnello di Dio e la comunione.

Prima di partecipare al banchetto dell’Eucaristia, segno di riconciliazione e vincolo di unione fraterna, l’assemblea prega insieme come il Signore ha insegnato.

Il sacerdote dice: “Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire”.

Il Padre nostro si conclude con la richiesta: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male”.

La collocazione della Preghiera eucaristica nella celebrazione

La Messa inizia con i riti di introduzione: il segno della croce, il saluto, l’atto penitenziale, il Kyrie, il Gloria quando previsto e l’orazione colletta.

Segue la liturgia della Parola, con la prima lettura, il salmo responsoriale, la seconda lettura nelle domeniche e nelle solennità, l’acclamazione al Vangelo, la proclamazione del Vangelo, l’omelia, la professione di fede e la preghiera dei fedeli.

La liturgia eucaristica comprende la presentazione del pane e del vino, la preghiera sulle offerte, il prefazio, il Sanctus, la Preghiera eucaristica, i riti di comunione e l’orazione dopo la comunione.

La Messa termina con la benedizione e il congedo: “La Messa è finita: andate in pace”. Il popolo risponde: “Rendiamo grazie a Dio”.

La Preghiera eucaristica II costituisce quindi il centro della liturgia eucaristica: dalla lode del Padre conduce all’invocazione dello Spirito, dalla memoria della passione e risurrezione di Cristo conduce alla comunione ecclesiale, e dalle intercessioni conduce alla dossologia finale.

tags: #preghiera #eucaristica #2 #latino