Padre Michele Santoro è il sacerdote francescano del convento di Marcianise da sempre vicino agli ultimi, ai poveri, ai migranti e alle persone più fragili. La sua attività pastorale e sociale lo ha reso un riferimento per numerosi fedeli, volontari e cittadini della comunità.
La sua figura è stata spesso associata all’impegno a favore dell’accoglienza, della giustizia sociale e della tutela del creato, ma anche a prese di posizione pubbliche su temi politici e sociali. Nel corso degli anni, padre Michele ha partecipato a incontri sulla democrazia, sul ruolo della Chiesa nella società e sulle moderne migrazioni.
Il malore durante la messa nel convento francescano
L’intera comunità di Marcianise si stringe attorno a padre Michele Santoro, il prete che ieri sera è stato colto da un improvviso malore mentre celebrava la rituale messa nel convento dei francescani. Al momento, come ha reso noto il sindaco della città, Antonello Velardi, don Michele è sotto osservazione in ospedale, sembrano quindi scongiurati problemi gravi di salute.
Toccante il commento del primo cittadino marcianisano: “Nella sua vita non si è mai risparmiato, padre Michele, autentico servitore degli ultimi; e il suo fisico ieri sera gli ha detto no: ora deve davvero riposarsi. Lo saluto, a nome della città, perché lui è un simbolo e un riferimento per tutta Marcianise. Senza di lui la nostra comunità sarebbe stata un'altra cosa. Nel convento dei francescani c'è anche una parte di me, per motivi familiari; ma c'è una parte di ogni marcianisano armato di buona volontà. E sono molti. Forza, padre Michele. Riprenditi presto”.

Un sacerdote vicino agli ultimi
Originario di Sepicciano di Piedimonte Matese, padre Michele Santoro del Convento francescano di San Pasquale ha 71 anni e fu ordinato sacerdote nel 1973. Una lunga esperienza sacerdotale che lo ha visto sempre al fianco degli ultimi.
Note sono le sue battaglie a favore dei migranti e a salvaguardia del creato secondo i dettami di fratellanza professati dai francescani. Padre Michele Santoro, 75 anni, responsabile del Convento dei Frati Minori di Marcianise e vice presidente dell’Associazione Santa Maria dell’Accoglienza, è un religioso da sempre vicino agli ultimi.
Ieri grandi manifestazioni di affetto nei suoi confronti da parte dei fedeli della parrocchia e di tutti i volontari che quotidianamente coadiuvano l’attività solidaristica del Convento.
Il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale
Ieri, sabato 6 maggio 2023, alle ore 18.00, presso la Chiesa di San Pasquale di Marcianise, in occasione del 50esimo anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale di Padre Michele Santoro OFM, si è celebrata una messa di ringraziamento per il dono del Sacerdozio, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Caserta mons. Pietro Lagnese.
Padre Michele, fu ordinato sacerdote il 6 maggio del 1973 a Sepicciano di Piedimonte Matese. La celebrazione ha rappresentato un momento di riconoscimento per una lunga esperienza religiosa e pastorale, accompagnata dall’impegno a favore delle persone in difficoltà.
Il ruolo della Chiesa nella società e nella politica
Il 26 gennaio 2012, padre Michele Santoro, frate francescano del convento di Marcianise, partecipò a un incontro dedicato al tema “Il ruolo della chiesa nella società civile ed in politica”. L’iniziativa fu organizzata dai circoli democratici di Marcianise, Capodrise, Portico, Recale e San Prisco.
Affermando che il ruolo della chiesa in politica è un falso problema, Padre Michele propone un'altra domanda a se ed al pubblico presente e cioè: "Quale politica deve fare la Chiesa?". La risposta a questa domanda la cerca nella vera linea guida di un cattolico cristiano, il Vangelo; partendo dall'assunto evangelico "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" diffonde una dettagliata relazione.
Inoltre, il francescano sottolinea che un sacerdote viene scelto da Dio per essere posto al servizio della comunità, dei poveri, degli ammalati, dei diseredati, degli indifesi, dei bisognosi. La riflessione di Padre Michele è stata incentrata anche sul rapporto spesso contrastato fra chiesa e politica, spostandosi poi sui vari personaggi che hanno speso la loro vita battendosi per i diritti delle classi meno forti, schierandosi apertamente contro lo le istituzioni.
Le figure ecclesiali ricordate da padre Michele
A tal proposito Padre Michele cita le esperienze di quei sacerdoti che hanno incentrato la propria esperienza ecclesiastica a favore dei poveri; fra questi riserva espressa menzione ad Helder Camara; vescovo brasiliano vissuto all'inizio dello scorso secolo e fondatore di diverse comunità di base, nel proprio Paese.
Padre Michele introduce il vescovo brasiliano citando forse la sua frase più celebre: "Quando io do da mangiare ad un povero, tutti mi chiamano Santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista"; volendo mettere in luce come la politica e l'attività ecclesiastica siano diventate due antipodi della stessa realtà.
Il relatore non risparmia elogi ad altri personaggi della Chiesa che è vicina al Popolo, fra questi cita Don Milani, Don Puglisi, Don Ciotti, don Peppino Diana e non per ultimo Sua Eccellenza Mons. Raffaele Nogaro.
A tal riguardo Padre Michele ha sottolineato l'importanza dell'opera svolta dalla Chiesa nella società, non soltanto mettendosi al servizio dei poveri e dei sofferenti, ma affiancandosi allo Stato nella lotta all'illegalità, alla violenza, ad ogni forma di sopruso.
L'ultima riflessione Padre Michele la dedica a Monsignor Raffaele Musone, sacerdote intellettuale della nostra Città, maestro di pedagogia; ad esso vanno riconosciuti indiscussi meriti per quanto riguarda le modalità di educazione con cui i giovani andrebbero forgiati partendo dalle attività più semplici.
Inoltre, il Padre francescano sottolinea che la Chiesa che sta vicina la Popolo non si occupa solo dell'inizio e della fine della vita, ma anche del durante.
Il confronto con i cittadini
Il dibattito seguito alla riflessione di padre Michele è stato altrettanto stimolante, a dimostrazione della voglia di condivisione di idee, progetti e stili di vita che accomunano i cittadini, di varia provenienza politica, che ieri sera hanno partecipato all'incontro.
Sono state fatte varie domande a cui il Padre ha risposto egregiamente, mostrando una calma e una serenità d'animo invidiabile. A quest'ultimo vanno i ringraziamenti di tutti i Giovani Democratici, consapevoli che quello di martedì scorso, oltre ad essere un incontro di informazione politica è stato un momento di arricchimento personale ed educativo.
Il corso su democrazia, migrazioni e partecipazione
Oggi pomeriggio, venerdì 26 maggio 2019, alle ore 17.30, presso il Convento dei Francescani a Marcianise, si terrà l’ultimo incontro del corso sulla “Democrazia: un bene comune, con padre Michele Santoro che sarà focalizzato sul tema: “Le moderne migrazioni e la democrazia”.
Con questo incontro si chiuderà il corso di formazione politica organizzato dalle associazioni del gruppo Agorà di cui fanno parte Pro Loco Marcianise, Marcianise Terra di idee, Comitato Fuochi Marcianise, Movimento Vivila, Alternativa 81020, Eclettica 2.0).
Al corso hanno partecipato singoli cittadini e diversi alunni degli ultimi anni delle scuole superiori oltre che studenti universitari. A conclusione del corso sarà rilasciata una certificazione spendibile sul piano scolastico e professionale.
Visto lo straordinario successo e l’interesse suscitato, il corso sarà riproposto anche per il prossimo anno.
Le prese di posizione sui migranti e sullo ius soli
Qualche mese fa, era l’inizio del mese di ottobre, il parroco del convento francescano di Marcianise, don Michele Santoro, attaccò, durante una sua omelia la Lega di Salvini. Il fatto è noto e noi, come gli altri giornali, ce ne occupammo.
«Rammarica venire a conoscenza che, questa mattina durate la messa celebrata alle 11.00 presso la chiesetta di Montevergine a Caserta, padre Michele Santoro, del convento francescano di Marcianise, abbia trasformato l'omelia della celebrazione in una forte polemica verso le attività della Lega, apostrofando i suoi aderenti come 'assassinì»
Lo afferma il senatore della Lega Claudio Barbaro, capogruppo in Commissione Cultura a Palazzo Madama. «Al di là della libera opinione del frate, l'uso dell'altare come tribuna politica senza possibilità di dibattito -aggiunge- è da ascrivere non solo ad un improprio uso della celebrazione religiosa ma anche ad un modo di operare ben poco democratico sottolineato, inoltre, dal rifiuto di accettare il confronto con quanti, alla fine della Messa, avevano cercato il dialogo.
Non può che dispiacere questo comportamento, soprattutto davanti a quei fedeli che, nella domenica della Supplica alla Madonna di Pompei, per questi motivi, non hanno potuto godere con serenità del momento di fede».
«Ritengo che questo tipo di polemiche -conclude Barbaro- debbano restare lontano dagli altari e mi rendo disponibile fin da ora a padre Michele per un confronto che possa aprirsi e svolgersi come un sereno e pacifico dialogo tra le parti in una sede opportuna ed aperta a quanti vogliano offrire la propria opinione. Magari dopo aver partecipato, da fedele, a una sua celebrazione».
La replica di Valentino Grant
A stretto giro di tempo, arrivò la replica dell’europarlamentare casertano Valentino Grant, che si espresse con toni piuttosto duri, ma a nostro avviso comunque compresi nel perimetro di un legittimo scontro politico.
Oggi, a distanza di un po’ di tempo, il caso si ridimensiona ed è lo stesso Valentino Grant ad assumere un’iniziativa per superarlo e per creare un clima nuovo nelle relazioni tra lui e don Michele Santoro.
“In quell’occasione - dichiara Grant - ho utilizzato un linguaggio probabilmente troppo forte. Di quei toni non ho alcun problema a chiedere scusa a don Michele. Per lui, ma uso dire anche per le sue idee, nutro il massimo rispetto pur mantenendo piena fede nelle mie”.
Le dichiarazioni sulla vicenda nei media
Il 22 ottobre 2019, nella trasmissione “Dritto e rovescio”, l’inviato si recò da don Michele, il parroco di Caserta che attacca Matteo Salvini.
"Chi ha le stesse idee di Salvini riguardo lo ius soli è un omicida, è un assassino. Questo l'ho detto e lo penso". Michele Santoro, parroco della chiesetta di Montevergine di Caserta, lo dice all'inviato di Dritto e rovescio.
Nei giorni precedenti le parole di don Michele durante l'omelia erano finite sui giornali, e il francescano era stato soprannominato il parroco anti Lega. "Qualcuno faccia sapere a questo grande scienziato", dice in un'omelia registrata dopo le polemiche riferendosi a Matteo Salvini, "che quelle persone non stanno facendo una gara di resistenza in mare".
Dati biografici e incarichi riportati
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Luogo di nascita | Atripalda (AV) |
| Data di nascita | 21/05/1985 |
| Data di ordinazione | 06/01/2024 |
| Incarichi | Collaboratori c/o Santa Maria del Campo e della Pietà |
| Incarico | Cappellano del Presidio Ospedaliero “Di Venere” in Bari-Carbonara |
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