Santa Rita da Cascia è una santa cattolica, patrona delle cause disperate e impossibili. La sua figura è associata alla speranza, al perdono, alla riconciliazione e alla capacità di affrontare con fede le situazioni che sembrano senza via d’uscita.
La poesia dedicata a Santa Rita dei casi impossibili esprime proprio questo percorso: dalle sofferenze della vita alle rose della grazia, dalle spine del dolore alla fiducia nella Provvidenza. Santa Rita viene invocata per i problemi di coppia, per le guarigioni e per l’amore, ed è particolarmente pregata e conosciuta per i suoi interventi in situazioni difficili.
Santa Rita, la santa delle cause impossibili
Margherita Lotti, meglio conosciuta come Santa Rita, fu con la sua stessa vita un esempio di dolcezza, pazienza e speranza, in ogni situazione. Seppe, grazie alle sue qualità ed alla sua fede in Cristo e nell'amore, superare situazioni che sembravano senza uscita.
Innamorata di Gesù, sposata contro la sua volontà, trovandosi al centro di conflitti e vendette filiali, ha sempre sperato e perdonato. Dio, premiandola, l'ha resa una delle più grandi sante della Chiesa Cattolica e Gesù le ha permesso di avere le sue stigmate.
Subito dopo la morte, santa Rita da Cascia era già venerata come protettrice dalla peste, probabilmente per il fatto di essersi dedicata in vita alla cura degli appestati, senza contrarre mai la malattia. Fu questo uno dei motivi, forse il primo, a farle ottenere popolarmente l’epiteto di Santa degli impossibili.
La vita di Santa Rita da Cascia
Santa Rita da Cascia, una delle figure più invocate e venerate dai cattolici, nacque a Roccaporena, frazione di Cascia, nel 1381. Ragazza mite, umile, ubbidiente e ben educata, fin da giovanissima si appassionò alla famiglia Agostiniana, tanto da voler prendere i voti, ma i genitori a 13 anni la promisero sposa ad un uomo violento da cui ebbe 2 figli.
Alla morte del marito Rita perdonò i suoi assassini e cercò di portare sulla retta via i suoi figli che, purtroppo, non le diedero retta perché avevano preso la strada della violenza. Rita, allora, invocò il Signore che li voleva vedere morti piuttosto che feroci assassini. Di lì a poco i due fratelli si ammalarono e perirono.
Rimasta sola, a 36 anni provò ad entrare nel monastero Agostiniano di Santa Maria Maddalena, a Cascia. Ma venne rifiutata per ben tre volte, per la sua condizione vedovile.
Si narra che in una delle tante notti di preghiera in cima allo scoglio che domina Roccaporena, Rita venne presa e portata in volo, all’interno del convento, dai suoi tre santi protettori: Giovanni Battista, Agostino e Nicola da Tolentino.
Le monache del convento non poterono fare altro che accoglierla nella comunità, riconoscendo nell’avvenimento una volontà divina. Finalmente la sua vita poté essere dedicata interamente a Cristo e alla meditazione sulla Sua passione e morte.
Nel monastero rimase fino alla sua morte, sopraggiunta il 22 maggio 1457, a 76 anni.
Le api, la rosa e la spina
Una leggenda narra che, mentre i genitori erano occupati a mietere, la piccolissima Rita si era posta dentro una cesta sotto un albero. Un contadino si ferì con la falce e abbandonò il lavoro per andare a farsi medicare.
Passò davanti alla bambina e vide delle api intorno alla cesta e, con la mano ferita, tentò di allontanarle. Immediatamente la ferita si rimarginò. Le api, cinque e tutte bianche, non punsero la piccola, ma le depositarono il miele nella bocca.
Molti sono i segni che vengono attribuiti a santa Rita da Cascia: la sera del Venerdì Santo, dopo la predica di frà Giacomo della Marca, affascinata dalla descrizione della passione di Cristo, avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte.
La madre badessa, in seguito a tale evento, rifiutò la richiesta della santa di partire per Roma con le altre suore in pellegrinaggio. Il giorno prima della partenza, però, la spina sulla fronte sparì e Rita poté partire. Al ritorno al convento la spina riapparve e restò fino al giorno della sua morte.
Il giorno della dipartita, sul suo letto di morte, apparvero api nere; una rosa fiorita in inverno e due fichi colti dall’albero del suo orto, vicino alla sua ex casa di Roccaporena, che mandò a prendere da una sua cugina che, incredula alla richiesta di Rita, si recò nell’orto e trovò tra la neve ed il freddo invernale una bellissima rosa rossa e due fichi maturi sull’albero.
| Simbolo | Significato nella devozione a Santa Rita |
|---|---|
| Rosa | Speranza e grazia anche nelle stagioni più difficili |
| Spina | Dolore, sacrificio e partecipazione alla passione di Cristo |
| Api | Segno legato all’infanzia e alla protezione divina |
| Profumo di rosa | Segno tradizionalmente associato all’intercessione della santa |
Il primo miracolo da defunta avvenne nel momento della celebrazione delle sue esequie. Un falegname, Cicco Barbari, invalido alle mani, espresse il desiderio di fare la cassa per deporre le spoglie mortali della santa.
Guarì subito dopo aver espresso il suo desiderio e la madre superiore lo incaricò della costruzione di una cassa umile. Si dice che ancora oggi, ogni qualvolta Santa Rita interceda per un miracolo, dalla cassa ove è conservato il suo corpo, nella basilica di Santa Rita da Cascia, viene fuori un profumo di rosa.
La rosa e la spina nella poesia
Rita straordinaria Donna, sei riuscita a fiorire nonostante le spine che la vita ti ha riservato, donando il buon profumo di Cristo, dono d’amore e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori.
Il fiore dell’alpe rinasce dopo la tempesta: più lindo, più luminoso s’innalza lassù perchè ha resistito all’acqua e al vento Così l’anima sotto la croce. Rita ha preso la sua e ha seguito Gesù.
Gesù e l’anima: il sole e il fiore, vicendevole era l’offerta d’amore, doni sponsali eran quelli di Rita che generavan luminosi frutti di vita.
La poesia su Santa Rita dei casi impossibili richiama così i simboli più conosciuti della santa: la rosa che sboccia nel gelo, la spina che ricorda la sofferenza, il miele delle api e il profumo che accompagna la devozione.
“A Santa Rita da Cascia”: una poesia dedicata alla santa degli impossibili
Una poesia dedicata a Santa Rita da Cascia, una tra le Sante più amate, venerate e conosciute al mondo.Il poeta di Brolo Rosario La Greca ha voluto dedicare una poesia alla “Santa degli impossibili”.
La poesia “A Santa Rita da Cascia”, è presentata attraverso un video a livello devozionale, declamata con espressività da Fiorella Barnabei di Roseto degli Abruzzi (Teramo), la musica è di Giusy Accordino di Brolo, giovane compositrice e nipote del poeta.
Santa Rita: Il segreto per trasformare il dolore in speranza - Canti Di Grazia
In occasione della festa, il poeta Rosario La Greca di Brolo (Messina) ha promosso la realizzazione di un video a livello devozionale, dove è possibile ascoltare la poesia: ”S. Rita, la Santa dei casi impossibili”, dedicata proprio alla Santa di Cascia, di cui ha composto il testo.
L’opera è stata declamata dall’Artista Ilaria Della Bidia, cantante, pianista, showgirl, compositrice, cui va il ringraziamento di cuore da parte del poeta brolese. La parte musicale è stata curata dal M° Giuseppe Faranda.
È possibile vedere il video, basta scrivere su Google e YouTube ”S. Rita, la Santa dei casi impossibili”, omaggio poetico a Santa Rita da Cascia.
Roccaporena nella poesia dedicata a Santa Rita
Roccaporena tra poche case grigie e basse, serrate fra monti scoscesi, l’accoglie gran parte del giorno, da una gola senza luce precipita il torrente che non di rado diguazza negli orti, e si butta nel Corno, fiumicello or scuro or chiaro fra alte file di pioppi dove sprigiona il sole color dell’oro.
Son contadini, taglialegna o pastori a girovagar per boschi fino allo spuntar delle stelle chè i giovani desideran aria nuova e vanno a Cascia in groppa al muli a fondovalle.
Roccaporena digradante dalla cima di un colle, è tutta raccolta fra le Sue mura, nella fierezza della sua memoria dove s’è persa come vano canto perché si lotta per ricchezza e gloria. Rimescolìo profondo di desideri di libertà, di sante riforme e di fastose novità.
Sui monti fioriscon preghiera e penitenza; nel paese pregano e lavoran monache e santi. Il santo è di casa: solo Rita da Cascia conta.

Parafulmine di ogni contrada, paciere di ogni contesa e faida, salvatore della società. Umbria santa! Luci nel villaggio, fulmini di pace placano i dissidi tra le famiglie, in verità riescono a smorzare passioni partigiane fomentate dai contatti con le vicine città.
Un pezzo di terra sul pendìo di un monte finalmente frutta un capolavoro grande: poca roba, molto amore e una lunga malinconia ma anche sulla terra brulla nascono i fiori di Dio.
Le api bianche e l’infanzia di Rita
Nell’aria primaverile che addolcisce i prati, le api volano di fiore in fiore volano nella boccuccia di Rita, assetate dal nettare che sorride all’ombra d’un vecchio rovere.
Rita creatura aveva pochi giorni deposta all’ombra al margine del campo… senza pungerla, le api le circondavan la testa depositavan miele nella boccuccia aperta.
La piccola Rita, finalmente trova un pezzo di cielo nella sua casa dove i suoi occhi e il suo tenero cuore trovan spazio e silenzio per pregare… dove le sue ali possono volare e l’amore e la pace contemplare.
Lo scoglio, la preghiera e la vocazione
Dopo trent’anni Rita salirà lo ‘scoglio, un’alta rupe scoscesa e solitaria fasciata di arbusti e di licheni a pochi passi dal villaggio, incontrerà l’Amato Bene.
Perché noi sappiamo appena un poco dell’ieri, pochissimo dell’oggi e nulla del domani. Chi ha fede e fiducia nella provvidenza consegna sospiri e timori nelle sue mani.
In quest’ascesi c’è il desiderio della luce, la voglia di lasciare la mondana e triste foce di un fiume che ha portato solo tristezza e pianto… nel vivo silenzio dei monti si ode il vento porta la voce dei campanili di Cascia, col suo canto.
Non c’è posto per le donne che portano il segno del mondo, il fiore toccato dall’uomo è allo sbando e ai vergin fiori dei sacri giardini, non può fiorire accanto.
Sullo scoglio spira un dolce alito di vento che muove la luna addormentata sui cespugli e ondula il lieve mormorio del torrente, di cui si scorge, qua e là nella valle, l’irrequieta lucentezza degli occhi di Rita, prima vividi nella preghiera ardita ma poi si spengono e non vedon più le poche stelle all’orizzonte laggiù.
Dalla tempesta nel suo giardino in volo, come le api bianche Gesù ha trapiantato il fiore alla sposa esemplare, madre eroica nel corpo e nell’anima, impresse le stigmate del dolore.
Il dolore trasformato in speranza
E poi ancora nel misero giaciglio di Cascia, ancora mesi e anni nella solitudine, nel dolore perché nessuno può curare una ferita d’amore. Pace con tutto il passato, e più non se ne duole le sofferenze di una sposa e madre son profumo e miele.
Rita … una cosa vorrei da te soltanto zampilli di fresche parole che, come acqua sacra bagnassero la terra e i suoi abitanti, si aprisse il cielo e piovesse benedizioni per tutti i figli del mondo e per le intere nazioni.
O Rita santa degli impossibili aiutaci a credere in Dio, Colui che ha veduto la debolezza dei nostri passi e anche in te…perchè in fondo una briciola di fede, ognuno la porta con sé.
Tu sincera avvocata dei casi disperati nel tendere alla sapienza e nel raggiungerla, indicaci la via aiutaci a sperare e ad amare ora e sempre e così sia.
Preghiera a Santa Rita per una causa impossibile
Sotto il peso del dolore, a te, cara Santa Rita, io ricorro fiducioso di essere esaudito. Libera, ti prego, il mio povero cuore dalle angustie che l’opprimono e ridona la calma al mio spirito, ricolmo di affanni.
Tu che fosti prescelta da Dio per avvocata dei casi più disperati, impetrami la grazia che ardentemente ti chiedo [chiedere la grazia che si desidera]. Se sono di ostacolo, al compimento dei miei desideri, le mie colpe, ottienimi da Dio la grazia del ravvedimento e del perdono mediante una sincera confessione.
Non permettere che più a lungo io sparga lacrime di amarezza. O santa della spina e della rosa, premia la mia grande speranza in te, e dovunque farò conoscere le grandi tue misericordie verso gli animi afflitti.
O Sposa di Gesù Crocifisso, aiutami a ben vivere e a ben morire. Amen.
Preghiera in situazioni difficili
“O’ gloriosa Santa Rita, che hai partecipato alla passione di nostro Signore Gesù Cristo in modo prodigioso, fa’ che io possa accettare con amore le pene di questa vita e proteggimi nelle mie azioni di ogni giorno.
Intercedi per me davanti a Dio perché la mia vita sia come la rosa raccolta nel giardino di Roccaporena, sia una vita sostenuta dall’amore appassionato per Gesù, un’esistenza capace di rispondere alla sofferenza e alle spine con il dono totale di me, per diffondere ovunque il buon profumo di Cristo. Amen”.
Preghiera alla santa degli impossibili
O cara Santa Rita, nostra Patrona anche nei casi impossibili e Avvocata nei casi disperati, fate che Dio mi liberi dalla mia presente afflizione, e allontani l'ansietà, che preme così forte sopra il mio cuore.
Per l'angoscia, che voi sperimentaste in tante simili occasioni, abbiate compassione della mia persona a voi devota, che confidentemente domanda il vostro intervento presso il Divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso.
O cara Santa Rita, guidate le mie intenzioni in queste mie umili preghiere e ferventi desideri. Emendando la mia passata vita peccatrice e ottenendo il perdono di tutti i miei peccati, ho la dolce speranza di godere un giorno Dio in paradiso insieme con voi per tutta l'eternità.
Così sia. Santa Rita, Patrona dei casi disperati, pregate per noi. Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili, intercedete per noi.
Si recitano 3 Padre Nostro, 3 Ave Maria e 3 Gloria.
Preghiera di affidamento a Santa Rita
Io, o’ dilettissima S. Rita, sento da tutti invocare il tuo bel nome. Tutti fanno ricorso a te. Voglio essere anch’io nel numero dei tuoi devoti. Da questo giorno io ti eleggo per mia speciale Protettrice e Avvocata.
A te manifesterò i miei bisogni spirituali e temporali, e tu, come affettuosa madre, ti presterai sollecita alle mie preghiere. La grazia di Dio mi renda simile a te nell’amore verso Gesù Crocifisso.
Impetrami d’imitare tutte le tue virtù: nel disprezzo del mondo, dei suoi beni e piaceri fallaci, nell’amore a Dio e al prossimo. Ottienimi l’obbedienza, la castità, 1’umiltà, lo spirito di pazienza e rassegnazione alla divina volontà.
Ti siano anche a cuore i miei bisogni temporali. Fa’ che Dio mi dia quanto è necessario al conseguimento del mio ultimo fine; e, se è di piacere all’Altissimo, impetrami tutti quei beni che possono essermi utili e necessari.
Preghiera comunitaria nel giorno della festa
O’ gloriosa Santa Rita, raccolti attorno a te in questo giorno solenne, con cuore lieto e riconoscente, ancora una volta ci affidiamo alla tua preghiera che sappiamo potente presso Dio, Padre onnipotente e misericordioso.
Tu che hai vissuto le diverse condizioni della vita e conosci le preoccupazioni e le ansie del cuore umano, tu che hai saputo amare e perdonare ed essere strumento di riconciliazione e di pace, tu che hai seguito il Signore come il bene prezioso davanti al quale impallidisce ogni altro bene, ottieni per noi il dono della sapienza del cuore che insegna a percorrere la via del Vangelo.
Guarda alle nostre famiglie e ai nostri giovani, a quanti sono segnati dalla malattia, dalla sofferenza e dalla solitudine, ai tuoi fratelli e sorelle agostiniani, ai devoti che a te si affidano con speranza.
Chiedi per tutti la grazia del Signore, la fortezza e la consolazione dello Spirito, la forza nella prova e la coerenza nelle azioni, la perseveranza nella fede e nelle opere buone, perché possiamo testimoniare davanti al mondo, in ogni circostanza, la fecondità dell’amore e il senso autentico della vita, fino a quando, al termine del nostro pellegrinaggio terreno, saremo accolti nella casa del Padre, dove insieme con te canteremo la sua lode per i secoli eterni. Amen.
La preghiera in una causa senza speranza
Cos'è una causa senza speranza? Una bella domanda! Tutti potranno definire quella che chiamano una causa disperata: sofferenza eccessiva, una situazione che sembra essere un vicolo cieco ecc.
Sta a noi fare un passo indietro in certi casi, con l'aiuto della preghiera,e mettere la nostra vita nelle mani di Dio, conservando sempre la fede! Queste preghiere sono solo esempi di ciò che possiamo chiedere.
Una preghiera ha solo due condizioni per essere bella: venire dal profondo del cuore ed essere recitata con fervore. Non dimentichiamo inoltre di rendere grazie a Dio per aver risposto alle nostre preghiere e di ringraziare Santa Rita per la sua intercessione presso il Signore.
La Festa di Santa Rita a Cascia
Cascia si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dell’anno: la Festa di Santa Rita, capace ogni volta di riunire migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia e da tutto il mondo, che accorrono nella piccola cittadina della Valnerina, per rendere omaggio a Santa Rita, nota come la “Santa dei casi impossibili”, tra le più amate e venerate dei nostri giorni, simbolo universale di perdono, pace e speranza.
Ogni anno si celebra, il 22 maggio, la festa di Santa Rita con la benedizione delle rose.
L’Edizione 2026 assume un significato particolarmente rilevante per il forte richiamo al tema della pace, in continuità con il messaggio di Santa Rita e con le parole di Papa Leone XIV.
Entrambi, appartenenti all’Ordine agostiniano, condividono una visione fondata su perdono, riconciliazione e unità.
Questo legame si rafforza ulteriormente quest’anno grazie al gemellaggio di fede che ha unito Cascia e Chicago, città natale del Papa, dove è stata accesa la Fiaccola del Perdono e della Pace di Santa Rita.
La fiaccola è stata poi benedetta dal Pontefice il 20 Maggio in Piazza San Pietro, suggellando un simbolico legame tra comunità e continenti e rafforzando un messaggio universale di pace.

Preghiera in dialetto per Santa Rita
Ò Sanda Rite da Kassce, tu ka sì state róse è spine dind’a vite sóp’a sta tèrre, vulute d’a ‘mmóre d’u Patre, p’u kuale tutt’aùnute sime sótte ‘a stèsse Prùuuedènze da nu recipruke dùuére de justizzje, è nd’a vite d’a grazzje d’u Seggnòre Ggesù Kruggefiss’è Rresurte p’u kuale ce chjamam’è ssime figghje de Ddìje;
tu k’akkute haje ke rekanusscènze ‘a òbbre sandefekatrice d’u Spirde Sande, è ‘a cchjìse mò t’affremméje grurefekate nd’a ‘tèrne vesjòne de Ddìje, ‘a Trenetà Sandisseme supprekìje affenghè addevendame fórte nd’a féde, perseverande nd’a karetà è ssèmbbe kumburtate d’a speranze nd’i prumèsse devine.
Ndreccedìje pe nnuje, affenghè tutte è nda òggnè luke sime fedéle destemune d’u Vangéle è trùuàme nd’a féde è nd’a karetà i respòste sekure pe nnuje stèsse è ppe tutte i ummene.
Faje ka ìje agame kuille ka sònghe, agame kuille ka tènghe, agame tuttekuande l’avete kume sònne, agame Ddìje kume me se reuéle, ògge, mò.
Pekkè ‘a vita mìje pòzza ghèsse cendate da róse, nunustande i spine k’a vite me reservéje; se ssciògghje addefenetevamènde u jìlede virne dind’u kóre mìje è trase u bbune prufume d’u Kriste Resórte.
Preghiera in italiano
O Santa Rita da Cascia, tu che sei stata rosa e spina nella vita terrena, voluta dall’amore del Padre, per il quale tutti uniti siamo sotto la stessa Provvidenza da un reciproco dovere di giustizia, e nella vita dalla grazia del Signore Gesù Crocifisso e Risorto per il quale ci chiamiamo e siamo figli di Dio;
tu che hai accolto con riconoscenza l’opera santificatrice dello Spirito Santo, e la chiesa ora ti afferma glorificata nell’eterna visione di Dio, la Trinità Santissima supplica affinché diventiamo saldi nella fede, perseveranti nella carità e sempre confortati dalla speranza nelle promesse divine.
Intercedi per noi, affinché tutti e ovunque siamo fedeli testimoni del Vangelo e troviamo nella fede e nella carità le risposte sicure, per noi stessi e per tutti gli uomini.
Fa che io ami ciò che sono, ami ciò che ho, ami tutti gli altri come sono, ami Dio come mi si rivela, oggi, adesso.
Perché la mia vita possa essere avvolta di rose, nonostante le spine che la vita mi riserva; si sciolga definitivamente il gelido inverno nel mio cuore ed entri il buon profumo del Cristo Risorto.
Pasquale Zolla
Beatificazione e canonizzazione
Venne beatificata nel 1627, 180 anni dopo la sua morte, da papa Urbano VII e canonizzata durante il giubileo del 1900 da Leone XIII.