Le Pontificie Opere Missionarie per la diffusione della fede

Le Pontificie Opere Missionarie sono l’organismo principale della Chiesa cattolica per aiutare i missionari e le giovani Chiese nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza di carità. Le quattro Opere - Propagazione della Fede, San Pietro Apostolo, Infanzia Missionaria e Unione Missionaria - hanno in comune lo scopo di promuovere lo spirito missionario universale in seno al popolo di Dio.

La loro attività comprende la preghiera, l’animazione e la formazione missionaria, la cooperazione spirituale e materiale, il sostegno alle vocazioni e alle giovani Chiese, nonché la raccolta e la distribuzione di aiuti attraverso i Fondi universali di solidarietà. Le Pontificie Opere Missionarie aiutano così ogni battezzato a riconoscere la propria responsabilità nell’evangelizzazione e nella vita missionaria della Chiesa.

Origine e significato della cooperazione missionaria

Dire Pontificie Opere Missionarie significa essenzialmente dire “cooperazione missionaria”. La cooperazione missionaria non soltanto suscita la responsabilità per un aiuto sufficiente alle missioni, ma è anche una chiamata al rinnovamento ecclesiale per la missione.

Nate in momenti diversi, attorno ad esse sorse subito un intenso fervore di solidarietà ma i primi doni per la missione richiesti dai fondatori furono piuttosto la preghiera e il sacrificio, convinti che la comunione dei santi è per la missione più efficace di qualsiasi altra forma di cooperazione.

Nel decreto Ad Gentes del Concilio Vaticano II le Pontificie Opere Missionarie sono raccomandate «sia per infondere nei cattolici, fin dalla più tenera età, uno spirito veramente universale e missionario, sia per favorire una adeguata raccolta di sussidi a vantaggio di tutte le missioni e secondo le necessità di ciascuna».

Giovanni Paolo II nella Redemptoris Missio ricorda espressamente che «le quattro Opere Missionarie - Propagazione della Fede, San Pietro Apostolo, Infanzia Missionaria e Unione Missionaria - hanno in comune lo scopo di promuovere lo spirito missionario universale in seno al popolo di Dio».

Le quattro Pontificie Opere Missionarie

OperaAmbito principale
Pontificia Opera della Propagazione della FedeSpiritualità missionaria, evangelizzazione e solidarietà universale
Pontificia Opera di San Pietro ApostoloFormazione del clero e sostegno alle vocazioni sacerdotali nelle missioni
Pontificia Opera dell’Infanzia MissionariaEducazione missionaria e partecipazione dei bambini alla missione della Chiesa
Pontificia Unione MissionariaAnimazione e formazione missionaria di vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose

Nel 1922 le Pontificie Opere Missionarie furono approvate e fatte proprie dalla Santa Sede come l'organismo principale della Chiesa cattolica per aiutare i missionari e le giovani Chiese nell'annuncio del Vangelo e nella testimonianza di carità.

Affidate alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, presso la quale sono coordinate da un apposito Comitato direttivo, le seguenti Opere sono oggi presenti in 132 Paesi.

La Pontificia Opera della Propagazione della Fede

La Pontificia Opera della Propagazione della Fede fu fondata nel 1822 a Lione col fine di contribuire con la preghiera e con l'elemosina alla diffusione della fede cattolica nei paesi degli infedeli. L'opera, già chiamata anche Opera di San Francesco Saverio, sostenuta generosamente nei suoi inizi dalla signorina Jaricot, ebbe subito una diffusione straordinaria.

La sua fondatrice fu Pauline Marie Jaricot, giovane di Lione proveniente da una famiglia agiata e dedita a diverse opere di carità. Nel 1816 Pauline fece voto di castità e riscoprì nella devozione all'Eucaristia e nella riparazione delle offese recate al Sacro Cuore di Gesù le motivazioni di vita.

Attorno a lei si radunano le ragazze lavoratrici, provenienti delle fabbriche di famiglia, e formano un'associazione spirituale detta delle “Riparatrici”. Nasce così un’azione di gruppo con dieci persone, ognuna delle quali si impegna a trovare altre dieci persone che pregano e donano settimanalmente un soldo per le Missioni.

L’idea infiamma i cuori e il progetto si estende a macchia d’olio: è così che l’“Associazione della Propagazione della Fede” ha la sua fondazione ufficiale, il 3 maggio 1822. Il principio fondamentale è quello che aveva in mente la giovane francese: pregare e offrire per l’opera di evangelizzazione della Chiesa.

A conferma del suo spirito missionario e del servizio alla Chiesa universale, il 3 maggio 1922 Pio XI con il Motu Proprio Romanorum Pontificum dichiarò l’Opera della Propagazione della Fede “Pontificia”.

Pauline Jaricot e Propagazione della Fede

Finalità spirituali e missionarie

L’Opera della Propagazione della Fede ha lo scopo di aprire il cuore di ogni credente alla vastità dell’orizzonte missionario, tramite il sostegno spirituale e materiale all’annuncio del Regno di Dio.

Attraverso un costante ed energico impegno di formazione ed animazione missionaria promuove la spiritualità missionaria che mediante la preghiera ed il sacrificio contribuisce a ravvivare l’ardore missionario delle comunità cristiane e dei singoli fedeli, tramite la meditazione della Parola di Dio, l’Adorazione eucaristica e il Rosario missionario.

Promuove inoltre la solidarietà universale mediante il contributo al Fondo Universale di Solidarietà per l'Evangelizzazione del mondo, in modo speciale nella Giornata Missionaria Mondiale che si celebra la penultima domenica di ottobre, evento di partecipazione del popolo di Dio alla cattolicità della Chiesa.

Il Segretariato Internazionale della Propagazione della Fede ha il compito di sollecitare le Chiese locali ad aprirsi alla cooperazione missionaria universale e di distribuire, a nome del Papa, quanto viene raccolto in tutto il mondo durante la Giornata Missionaria Mondiale.

L’Opera della Propagazione della Fede promuove la spiritualità missionaria sensibilizzando le comunità cristiane e i fedeli tramite la meditazione della Parola di Dio, l’Adorazione eucaristica e il Rosario missionario.

La Giornata Missionaria Mondiale

Dalle Opere, nel 1926, è nata la proposta della Giornata Missionaria Mondiale, celebrata nella penultima domenica di ottobre. Il suo scopo principale è quello di sensibilizzare i fedeli alle esigenze universali dell’evangelizzazione missionaria per vivere realmente in comunione di fede e di solidarietà con le Chiese sorelle di tutto il mondo.

La Giornata Missionaria Mondiale costituisce un evento di partecipazione del popolo di Dio alla cattolicità della Chiesa. Attraverso le offerte raccolte, le comunità cristiane partecipano al Fondo Universale di Solidarietà per l’Evangelizzazione del mondo.

La Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria

I risultati di Pauline ispirano monsignor Charles de Forbin-Janson, vescovo di Nancy, iniziatore dell’Opera dell’Infanzia Missionaria, che nel 1843 decide di coinvolgere i bambini in progetti missionari, perché tramite la preghiera e la collaborazione materiale, potessero aiutare i loro coetanei più bisognosi.

“Un’Ave Maria al giorno, un soldino al mese” per curare un bambino e salvare la sua anima, questo l’impegno proposto. L’Opera educa così i bambini alla solidarietà, alla preghiera e alla partecipazione alla missione universale della Chiesa.

La sua finalità non consiste soltanto nel raccogliere aiuti, ma nel formare fin dalla più tenera età uno spirito veramente universale e missionario. I bambini vengono aiutati a riconoscere che la missione della Chiesa riguarda ogni battezzato e che la preghiera può accompagnare concretamente i coetanei delle terre di missione.

L’Opera dell’Infanzia Missionaria divenne Pontificia insieme alle Opere della Propagazione della Fede e di San Pietro Apostolo il 3 maggio 1922.

La Pontificia Opera di San Pietro Apostolo

La Pontificia Opera di San Pietro Apostolo è l’organo ufficiale della Chiesa che promuove un programma di sostegno, spirituale e materiale, alle vocazioni sacerdotali delle missioni in tutto il mondo.

È suo il compito di favorire lo sviluppo delle giovani Chiese di missione sostenendo con vari mezzi la formazione del personale apostolico locale. L’Opera sostiene la preparazione dei seminaristi e contribuisce alla costruzione e al mantenimento dei seminari nelle Chiese di missione.

In poco più di cento anni l’Opera è riuscita a raccogliere attorno a sé migliaia di persone, accomunate dal medesimo impegno in favore dei seminaristi delle Chiese del sud del mondo. In particolare, attraverso un fondo universale di solidarietà, vengono forniti in maniera regolare i mezzi economici necessari alla costruzione dei seminari e al mantenimento dei seminaristi.

Seminario cattolico nelle terre di missione

Le origini dell’Opera

Espressione significativa del “genio femminile” missionario, l’Opera muove i primi passi in Francia nel 1889 per iniziativa di una giovane, Jeanne Bigard, e di sua madre Stephanie.

Madre e figlia frequentano abitualmente la Società delle Missioni Estere di Parigi. In una lettera indirizzata alla famiglia Bigard del 1 giugno 1889, Mons. Cousin, vescovo di Nagasaki, esprimeva il suo rammarico nel rimandare in famiglia, per mancanza di fondi, ragazzi che “avrebbero potuto diventare eccellenti seminaristi e buoni sacerdoti”.

Lo scritto del vescovo missionario suona per le due donne come una vera e propria chiamata: il sostegno alla formazione del clero indigeno sarebbe stata la vocazione cui offrire, senza riserve, tutta la loro vita.

Intorno alle due donne nasce un sodalizio che si propone di aggregare persone disponibili a sostenere gli studi dei seminaristi attraverso la creazione di borse di studio annuali e perpetue, offerta quotidiana della preghiera e del lavoro.

L’Opera si estende velocemente. La Santa Sede il 3 maggio 1922 la rende organizzazione pontificia, con il fine di assicurarne l’efficacia e di sottolinearne il carattere universale.

Il sostegno alle vocazioni

La formazione del clero locale è essenziale per lo sviluppo delle giovani Chiese. Il sostegno alla formazione dei seminaristi permette alle comunità cristiane di disporre di personale apostolico preparato e radicato nella propria realtà ecclesiale.

Ogni offerta, anche la più piccola, diviene espressione concreta della cattolicità della Chiesa e della comunione universale dei credenti.

La Pontificia Unione Missionaria

La Pontificia Unione Missionaria fu pensata da padre Paolo Manna, del Pontificio Istituto Missioni Estere, nel 1916, con lo scopo di animare e formare i fedeli battezzati nella loro responsabilità missionaria attraverso il servizio pastorale di vescovi e sacerdoti.

L’Unione Missionaria è orientata in modo particolare alla formazione missionaria di vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose. Il suo compito è aiutare coloro che svolgono il ministero pastorale a promuovere nelle comunità una coscienza viva della responsabilità missionaria.

Nel 1956 diviene “Pontificia”, con Pio XII, l’Unione Missionaria. In questo modo tutte e quattro le Opere vengono ricondotte a un’unica finalità: promuovere lo spirito missionario universale e sostenere la cooperazione della Chiesa intera all’evangelizzazione.

Animazione e formazione missionaria

La cooperazione missionaria è strettamente collegata con l’animazione. La cooperazione non si riduce infatti alla raccolta e alla distribuzione di aiuti, ma mira a suscitare nelle comunità cristiane una consapevolezza stabile della loro responsabilità verso il mondo.

Necessario fondamento di questa cooperazione missionaria resta comunque una profonda ed intensa opera di animazione e formazione, indispensabile perché tutti i fedeli abbiano viva coscienza della loro responsabilità di fronte al mondo, coltivino in se stessi uno spirito veramente cattolico e impieghino le loro forze nell’opera di evangelizzazione.

La cooperazione missionaria promossa dalle Pontificie Opere Missionarie riguarda non solo alcuni momenti ma l’intera vita del cristiano, personale e comunitaria. I fedeli possono parteciparvi con una duplice modalità: aderendo alle specifiche proposte di vita associativa offerte dalle singole Opere o partecipando alle iniziative di promozione e aiuto proprie della cooperazione missionaria universale.

Attraverso la formazione, la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio, l’Adorazione eucaristica e il Rosario missionario, le Opere aiutano le comunità cristiane a ravvivare l’ardore missionario e a riconoscersi parte della Chiesa universale.

Organizzazione delle Pontificie Opere Missionarie

Delle quattro Pontificie Opere Missionarie oggi è presidente monsignor Giampietro Dal Toso, e in ogni Paese coordinano le attività le Direzioni nazionali.

Le Pontificie Opere Missionarie comprendono strutture centrali e periferiche. A livello centrale operano il Comitato Supremo, il Consiglio Superiore e il Comitato Esecutivo; a livello nazionale e diocesano operano le Direzioni e gli organismi incaricati di promuovere l’animazione e la cooperazione missionaria.

Nelle singole Chiese locali le Pontificie Opere Missionarie operano nell’ambito del Centro missionario diocesano per un’educazione permanente e capillare di ragazzi, giovani, adulti, famiglie, consacrati e consacrate, anziani e malati alla missione universale “ad gentes”.

La Direzione nazionale

La Direzione nazionale coordina le attività delle Opere nel territorio del singolo Paese e mantiene il collegamento con il governo centrale delle Pontificie Opere Missionarie.

Attraverso le Direzioni nazionali vengono promosse iniziative di animazione, formazione e cooperazione, oltre alla partecipazione alla Giornata Missionaria Mondiale e al sostegno dei Fondi universali di solidarietà.

La dimensione diocesana

La presenza diocesana permette di portare l’animazione missionaria nelle parrocchie, nei gruppi, nelle famiglie e nelle diverse componenti della comunità ecclesiale. Questa dimensione rende la cooperazione missionaria un’esperienza ordinaria della vita della Chiesa locale.

L’educazione missionaria coinvolge ragazzi, giovani, adulti, famiglie, consacrati e consacrate, anziani e malati. In questo modo la missione universale “ad gentes” diventa una responsabilità condivisa da tutta la comunità cristiana.

I Fondi universali di solidarietà

Le Pontificie Opere Missionarie raccolgono offerte destinate alla cooperazione missionaria universale e le distribuiscono secondo le necessità delle missioni e delle giovani Chiese.

Il Fondo Universale di Solidarietà per l’Evangelizzazione del mondo permette di sostenere le circoscrizioni ecclesiastiche nei territori di missione, la formazione dei catechisti, i seminari, i collegi e altre attività necessarie alla vita delle comunità cristiane.

La finalità dei Fondi non è separabile dall’animazione missionaria: l’aiuto materiale manifesta la comunione ecclesiale e rende concreta la responsabilità comune per l’annuncio del Vangelo.

La distribuzione degli aiuti viene effettuata a nome del Papa, evidenziando in questo gesto il dettato del Concilio Vaticano II, che ha esortato ogni credente ad entrare personalmente nel dinamismo missionario di tutta la Chiesa.

Le Pontificie Opere Missionarie e le giovani Chiese

Le Pontificie Opere Missionarie aiutano i missionari e le giovani Chiese nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza di carità. Il loro sostegno riguarda sia le necessità dell’evangelizzazione sia la formazione delle persone chiamate a servire stabilmente le comunità cristiane.

L’Opera della Propagazione della Fede sostiene spiritualmente e materialmente l’annuncio del Regno di Dio, mentre l’Opera di San Pietro Apostolo concentra la propria attenzione sulla formazione del personale apostolico locale.

L’Infanzia Missionaria educa i bambini alla solidarietà e alla preghiera per i loro coetanei, mentre l’Unione Missionaria forma e anima coloro che, attraverso il ministero pastorale e la vita consacrata, sono chiamati a sostenere la coscienza missionaria del popolo di Dio.

La cooperazione missionaria diventa così una forma concreta di comunione tra le Chiese, nella quale ogni comunità è chiamata a condividere la fede, la preghiera, le risorse e la responsabilità per l’evangelizzazione.

La responsabilità missionaria di ogni battezzato

La Chiesa è per sua natura missionaria e ogni cristiano è responsabile dell’attività missionaria. La cooperazione missionaria riguarda perciò non soltanto gli specialisti della missione, ma l’intero popolo di Dio.

La missione richiede una partecipazione spirituale e materiale, ma anche una formazione capace di orientare le scelte personali e comunitarie. La preghiera e il sacrificio, richiesti fin dalle origini delle Opere, rimangono elementi essenziali della cooperazione.

La comunione universale dei credenti si esprime nella solidarietà con le Chiese sorelle di tutto il mondo. Ogni comunità cristiana è chiamata ad aprirsi alla cooperazione missionaria universale e a riconoscere che l’annuncio del Vangelo appartiene alla vita stessa della Chiesa.

Le Pontificie Opere Missionarie rendono visibile questa responsabilità attraverso quattro percorsi complementari: l’evangelizzazione e la solidarietà universale, la formazione del clero locale, l’educazione missionaria dei bambini e la formazione missionaria dei ministri e delle persone consacrate.

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