Il Parco Maria Rosaria Lopez si trova in via Pico della Mirandola, nel quartiere Montagnola, all’interno del territorio del Municipio Roma VIII. È dedicato a Maria Rosaria Lopez, vittima del massacro del Circeo del 29 settembre 1975, e negli anni è diventato un punto di riferimento della memoria collettiva e delle iniziative contro la violenza di genere.
Il parco è legato alla storia di Donatella Colasanti, l’unica donna sopravvissuta al massacro, alla quale è stato intitolato il giardino pubblico situato tra via della Villa di Lucina e viale Giustiniano Imperatore, nel quartiere San Paolo. Le due aree verdi custodiscono così due storie unite dalla stessa tragedia e rappresentano luoghi fisici attraverso i quali la comunità continua a ricordare le vittime e a riflettere sulla violenza maschile contro le donne.

Dove si trova il Parco Maria Rosaria Lopez
A Rosaria Lopez è dedicato il parco di via Pico della Mirandola, nel quartiere Montagnola. Negli anni, il territorio del Municipio Roma VIII ha custodito la memoria di Donatella Colasanti e Maria Rosaria Lopez.
Il ricordo delle due ragazze continua a vivere anche grazie all’impegno delle associazioni del territorio, che hanno organizzato nel tempo numerose iniziative di sensibilizzazione. Il Parco Lopez è quindi uno spazio pubblico legato non soltanto alla toponomastica, ma anche alla memoria civile, alla partecipazione e al contrasto della violenza di genere.
Maria Rosaria Lopez e il massacro del Circeo
Il 29 settembre 1975 iniziava una delle pagine più oscure della storia italiana: il massacro del Circeo. Due ragazze romane, Maria Rosaria Lopez (19 anni) e Donatella Colasanti (17), furono attirate con l’inganno da tre giovani militanti neofascisti appartenenti alla cosiddetta “Roma bene”: Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira.
L’appuntamento tra le vittime e i carnefici avvenne davanti all’ex cinema Ambassade in via degli Agiati, nel quartiere della Montagnola. Le ragazze pensavano di partecipare a una festa in una villa; invece, vennero portate nella casa di San Felice Circeo che divenne teatro di trentasei ore di violenze, stupri e torture.
Lopez perse la vita, mentre Colasanti riuscì a salvarsi fingendosi morta e chiedendo aiuto una volta chiusa nel bagagliaio dell’auto degli assassini. La vicenda segnò profondamente la coscienza collettiva del Paese e divenne uno dei casi più emblematici della violenza contro le donne nella storia italiana contemporanea.
Il legame con il Parco Donatella Colasanti
È intitolata a Donatella Colasanti l’area verde situata all’angolo tra via della Villa di Lucina e viale Giustiniano Imperatore. A sedici anni dalla scomparsa, il Municipio VIII ha deciso di celebrare il ricordo di una sua residente.
L’unica donna ad essere sopravvissuta al massacro del Circeo. L’iniziativa è nata sotto la spinta di un’associazione del territorio, ‘Il tempo ritrovato’ - ha spiegato Michela Cicculli, l’assessora alle politiche di Genere ed alla Memoria del Municipio VIII - abbiamo dovuto aspettare che trascorressero i classici dieci anni dalla morte poi, su richiesta dei famigliari, abbiamo concordato con il Comune la data del 12 maggio, il suo compleanno, per intitolarle il parco.
Adesso il parco tra via Villa di Lucina e Giustiniano Imperatore porterà il nome di Donatella, e si unirà con un altro parco dall’altro lato della Cristoforo Colombo dedicato alla memoria di Rosaria Lopez. Due storie unite dalla tragedia del Massacro del Circeo che è responsabilità della nostra comunità ricordare e tenere a mente.
La sua storia e quella di Rosaria hanno segnato la coscienza collettiva del nostro paese. Adesso vivono due luoghi fisici e con altri luoghi importanti del nostro territorio che oggi erano con noi, come Il SOS DONNA Centro Antiviolenza e la sua presidente Oria Gargano, come le scuole Alessandro Severo e l’istituto Rossellini, ci convincono che giorno dopo giorno possiamo costruire una città delle donne e quindi una città più giusta.
Il parco come luogo di memoria pubblica
La scelta di dedicare un’area verde a Maria Rosaria Lopez rende visibile una memoria che per lungo tempo è stata affidata soprattutto alle associazioni, alle famiglie e alle iniziative civiche. Il nome del parco mantiene nello spazio urbano il ricordo di una giovane donna vittima di una violenza estrema.
Il Comune ha intitolato alla prima un giardino pubblico in via della Villa di Lucina, nel quartiere San Paolo, come segno tangibile di riconoscimento del suo coraggio e della sua resilienza. A Rosaria Lopez, invece, è dedicato il parco di via Pico della Mirandola, nel quartiere Montagnola.
In questi mesi Michela Cicculli ha lavorato a questa giornata, accompagnata da una comunità consapevole, di una battaglia che nel nome di Donatella e Rosaria parla di quanto ancora dobbiamo fare contro la Violenza maschile sulle donne. Un impegno condiviso con la Regione Lazio e la Consigliera Eleonora Mattia.
Un impegno che si riconosce nella battaglia di Donatella, che diventa patrimonio di una comunità. Le due aree verdi costituiscono così luoghi distinti ma complementari: il Parco Lopez ricorda la vittima che non sopravvisse alle violenze, mentre il Parco Colasanti richiama la sopravvissuta e il suo percorso di testimonianza e memoria.
Il degrado e la necessità di riqualificare l’area
Le associazioni hanno inoltre denunciato più volte le condizioni di degrado del Parco Lopez, segnalando scarsa manutenzione e incuria. Il tema della cura dello spazio pubblico è diventato parte integrante della riflessione sulla memoria, perché un luogo dedicato a una vittima della violenza di genere deve poter essere mantenuto accessibile, decoroso e riconoscibile.
Per restituire decoro all’area, in occasione degli eventi l’assessorato all’Ambiente pianterà la buddlja, una pianta colorata e profumata che si spera venga preservata. La manutenzione del verde, la gestione dei rifiuti e la tutela degli arredi contribuiscono a trasformare il parco in uno spazio realmente vissuto dalla comunità.
Le iniziative del Municipio Roma VIII
Per il cinquantesimo anniversario, il Municipio Roma VIII con la Commissione Pari Opportunità ha organizzato un’intera giornata di commemorazione. La mattina di lunedì 29 settembre, alle ore 11:00, si terrà la cerimonia istituzionale al parco Rosaria Lopez di via Pico della Mirandola, un luogo che porta il nome della giovane vittima e che negli anni è diventato punto di riferimento della memoria collettiva.
Nel pomeriggio, invece, la riflessione si sposterà negli spazi della Biblioteca Arcipelago di via Benedetto Croce. Alle ore 16:00, la scrittrice Maria Grazia Calandrone dialogherà con Laura Mancini sul tema Le tracce della violenza.
Subito dopo, alle ore 17:00, sarà la volta di Laura Schettini e Oria Gargano, che approfondiranno la storia della violenza di genere, in un incontro che si preannuncia denso di spunti storici e politici. L’intera giornata sarà dunque un momento di memoria condivisa e di riflessione collettiva, volto a ribadire, a cinquant’anni di distanza da quei tragici avvenimenti, l’impegno delle istituzioni e della società civile contro ogni forma di violenza di genere.
Il programma delle associazioni
Tra le iniziative del territorio spicca l’associazione Il Tempo Ritrovato di Mirella Arcidiacono, conosciuta come la “Fata Garbatella”, che insieme al Movimento Italiano Casalinghe e a La Cultura del Cuore ha promosso due appuntamenti.
- Lunedì 29 settembre alle ore 16:30, al Parco Lopez, con la presentazione del progetto Poteva capitare anche a me.
- Martedì 30 settembre alle ore 16.00, al Parco Colasanti, con l’attività dedicata ai più piccoli Coloriamo l’albero delle farfalle che ci racconta.
- Martedì 7 ottobre alle ore 17:00, la Biblioteca Arcipelago ospiterà la presentazione del libro Il Massacro del Circeo 29-30 settembre 1975. Cinquant’anni dopo.
Il programma collega luoghi diversi del Municipio Roma VIII: il Parco Lopez, il Parco Colasanti e la Biblioteca Arcipelago. La memoria viene così affidata a cerimonie istituzionali, incontri culturali, attività educative e iniziative di cura degli spazi pubblici.
La memoria e il contrasto alla violenza di genere
Il Parco Lopez è anche uno spazio simbolico per affrontare il tema della violenza maschile sulle donne. La sua intitolazione ricorda una vicenda nella quale la violenza sessuale, la sopraffazione e l’omicidio si intrecciarono con il contesto sociale e politico dell’Italia degli anni Settanta.
Il 12 maggio sarà anche l’occasione per ricordare un’altra vittima della violenza di genere. “Lo scorso anno, nel parco Don Picchi, in via dell’Accademia Aldina -ha ricordato l'assessora Cicculli - è stata uccisa Maria Drabicova, che lì viveva in una tenda insieme al suo compagno”.
E’ un’altra vittima del femminicidio e verrà ricordata dal Municipio VIII nel corso di una cerimonia che svolgeremo nel pomeriggio. A Drabicova non sarà dedicato un parco. Ma “con il contributo del liceo artistico Caravaggio - ha annunciato Cicculli - verrà realizzato un murale in suo onore”.
La presenza di più luoghi dedicati a vittime diverse permette di costruire una memoria territoriale più ampia, capace di collegare le singole storie alla prevenzione, all’educazione e alla responsabilità collettiva. Il parco diventa quindi non soltanto un luogo da attraversare, ma anche uno spazio nel quale riconoscere il valore della memoria e la necessità di contrastare ogni forma di violenza di genere.
Un patrimonio della comunità
Avevamo preso l’impegno di trasformare la memoria di Donatella in un luogo fisico, un bene comune nella comunità dove ha vissuto e combattuto. Lo avevamo preso innanzitutto con Roberto Colasanti, suo fratello, con Letizia Lopez, sorella di Rosaria, e con Mirella Arcidiacono, protagonista con l’associazione il Tempo Ritrovato di questo desiderio da realizzare.
Il ricordo delle due ragazze continua a vivere anche grazie all’impegno delle associazioni del territorio, che hanno organizzato nel tempo numerose iniziative di sensibilizzazione. Cinquant’anni dopo, la memoria di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti continuano a rappresentare un monito contro la brutalità, il maschilismo e la violenza di genere.
Un ricordo che resta radicato nel tessuto sociale e che trova nuova voce nelle istituzioni, nelle associazioni e nella cittadinanza impegnata.