«Non aver paura» è una sorta di ritornello nella Bibbia: così si rivolgeva Dio ai Giudici e ai Profeti (cfr. Gs 1,9; Gs 10,8; 2Re 1,15 Ger 1,8). Non sono parole false, perché - se è vero che i pericoli non vengono meno e non sono risparmiati - è ancor più vero che è mantenuta la promessa «io sono con te».
Dio non lascia soli e non abbandona mai i Suoi figli, per questo continua a ripeterci «non aver paura… io sono con te». Questa certezza attraversa la spiritualità di Padre Pio e diventa una parola di consolazione per chi vive nella paura, nella sofferenza, nella tristezza o nel timore di cadere di nuovo.
La promessa di Dio: «Io sono con te»
I versetti degli Atti degli Apostoli che ascoltiamo nella Prima Lettura di oggi sono la continuazione del brano di ieri, e cominciano con una visione notturna, nella quale il Signore rassicura Paolo: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male…»
Promesse da marinaio? Non so a voi, ma a me non sembrano proprio così mantenute: se si va avanti pochi versetti, infatti, troviamo che i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale. È vero: poi alla fine non succede nulla perché il proconsole Gallione è saggio e non ha voglia di quisquilie religiose, ma è pur vero che - se il rapporto di Paolo coi suoi antichi correligionari non fu mai idilliaco - da questo momento in poi non gli daranno un attimo di tregua!
E se a Corinto Paolo poté fermarsi un anno e mezzo, insegnando fra loro la parola di Dio, le fatiche e i pericoli che lo attendevano nei prossimi viaggi non erano certo pochi. La promessa divina, dunque, non significa l’assenza di prove, ma la presenza di Dio dentro le prove.
Non aver paura… Dio non lascia soli e non abbandona mai i Suoi figli! La protezione del Signore non consiste necessariamente nel togliere ogni pericolo, bensì nel sostenere la persona perché possa continuare il proprio cammino senza lasciarsi dominare dalla paura.
Tristezza e gioia nel cammino cristiano
Credo che si possa leggere questa pagina della vicenda di Paolo (come degli altri apostoli) con l’analogia usata da Gesù nel vangelo di oggi: «La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia».
Sembra quasi che Gesù (che spesso si paragona allo Sposo), si immedesimi nell’uomo che sta vicino alla sua sposa (immagine della Chiesa) che sta per partorire, rassicurandola con un «non aver paura… ci sono qui io con te», e facendola pensare alla gioia che la attende non appena avrà partorito il loro bambino.
Teniamo a mente questa immagine dolcissima assieme alle parole del Signore. Il dolore non è l’ultima parola, perché la presenza di Cristo accompagna la Chiesa e ogni persona anche nei momenti in cui la sofferenza sembra occupare tutto lo spazio dell’esistenza.
Padre Pio e la fiducia nella presenza di Dio
San Pio da Pietrelcina ha ricevuto da Dio doni e carismi particolari, con i quali si è impegnato con tutte le forze per la salvezza delle anime! Padre Pio è stato erede spirituale di San Francesco d’Assisi ed è stato il primo sacerdote a ricevere le stigmate della Crocifissione.
Le tante testimonianze sulla Santità del frate arrivano fino ai giorni nostri, accompagnate da forti sentimenti di gratitudine. Le sue intercessioni provvidenziali presso Dio sono state per molti motivo di guarigione del corpo e di rinnovamento dello spirito.
La sua spiritualità invita ad affrontare il futuro senza lasciarsi paralizzare dall’ansia, a compiere il bene nel presente e a confidare nella grazia. La paura non viene negata, ma viene consegnata a Dio con la certezza che nessuno è abbandonato.
Le parole di Padre Pio contro la paura
Tra le frasi attribuite a Padre Pio, alcune esprimono in modo diretto la fiducia nella protezione divina e l’importanza di vivere con fede ogni giornata.
- “Non ti curare del domani, pensa a fare il bene oggi”
- “Se Gesù ci rende così felici in terra, che sarà nel cielo?”
- “Se la paura ti angoscia, dì come San Pietro ‘Signore, salvami!’. Egli stenderà la mano: stringila forte e cammina allegramente”
- “Se il demonio non dorme per farci perdere, la Madonna non ci abbandona neanche un istante”
- “Quando perdi tempo disprezzi il dono di Dio, il regalo che Egli, infinitamente buono, affida al tuo amore e alla tua generosità”
- “Siate come piccole api spirituali, le quali non portano nel loro alveare altro che miele e cera. La vostra casa sia tutta piena di dolcezza, di pace, di concordia, di umiltà e di pietà per la vostra conversazione”
- “Opera il bene, ovunque, affinché chiunque possa dire: ‘Questo è un figlio di Cristo’. Sopporta tribolazioni, infermità, dolori per amore di Dio e per la conversione dei poveri peccatori”
- “Un convertito espresse il timore di cadere di nuovo. Padre Pio gli disse: ‘Io sarò con te. Pensi, figlio mio, che lascerei ricadere un’anima che ho sollevato? Vai in pace e abbi fiducia’”
L’ultima frase offre una risposta particolare al timore della ricaduta. La fiducia non nasce dalla presunzione di essere invulnerabili, ma dalla certezza che la misericordia di Dio continua a sostenere chi si affida a Lui.
La preghiera che Padre Pio recitava per gli altri
In genere, quando qualcuno ci chiede di pregare per un'intenzione specifica abbiamo la nostra preghiera preferita. Può essere il Rosario, un Padre Nostro o semplicemente una sincera richiesta a Dio.
Anche San Pio da Pietrelcina (noto più comunemente come Padre Pio) aveva una preghiera preferita, che ha recitato per tutti coloro che chiedevano le sue preghiere. Ogni giorno molti, di persona o via lettera, chiedevano a Padre Pio di pregare per un'intenzione specifica, e spesso questa intenzione ha ricevuto miracolosamente una risposta divina.
Ecco la preghiera che Padre Pio recitava ogni volta che voleva intercedere per qualcuno. In realtà è stata composta da Santa Margherita Maria Alacoque, e in genere viene chiamata “Novena Efficace al Sacro Cuore di Gesù”.
La santa visse nel XVII secolo e durante la sua vita ricevette molteplici visioni di Gesù. Molti credono che si tratti di una preghiera potente perché esorta il cuore di Gesù ad avere misericordia di noi e delle nostre richieste.
Il cuore di Gesù è pieno d'amore e di compassione, e questa preghiera confida in quell'amore, credendo che sia abbastanza tenero da far fronte in modo generoso alla nostra richiesta, se è conforme alla sua santa volontà.
Al di sopra di tutto, va recitata con fede sincera, come faceva Padre Pio, e non come una formula magica. Dio non è un genio che esaudisce il desiderio che esprimiamo, ma risponde con amore a un bambino che chiede qualcosa, sapendo esattamente di cosa abbiamo bisogno.
Novena Efficace al Sacro Cuore di Gesù
O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, tutto quello che chiederete al Padre mio nel mio nome, ve lo concederà». Ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
O mio Gesù, che hai detto: «In verità vi dico, il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». Ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non aver compassione degli infelici, abbi pietà di noi, poveri peccatori, e concedici la grazia che ti domandiamo per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua e nostra tenera Madre. San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi. Amen.
«Resta con me, Signore»: la preghiera dopo la Comunione
«Resta con me, perché ho bisogno della tua presenza per non dimenticarti», fa parte di una preghiera scritta da San Pio da Pietrelcina e che è stata raccomandata per le persone che soffrono di depressione o che provano profonda tristezza.
«Qualunque sia il modo in cui sei entrato in uno stato depressivo, qualunque sia la storia che ti ha portato lì, la chiave in questi momenti bui è tendere la mano, cercare il contatto con Dio».
«Lo stato di oscurità e depressione non è un vuoto», ma «uno spazio pieno di conoscenza davanti al quale siamo momentaneamente ciechi».
«Quando cerchiamo di raggiungerlo da soli, a volte siamo troppo esausti per continuare ad approfondire e quindi soccombiamo alle ondate di disperazione».
«Anche se ci è stato insegnato che perdere la speranza è voltare le spalle a Dio - che è peccato - c'è un altro elemento di disperazione che a volte passa inosservato. Deriva dalla Regola di san Benedetto: Dio sia glorificato in tutto».
La preghiera chiede al Signore di rimanere accanto a chi è fragile, perché la sua presenza diventi forza, luce, guida e consolazione.
«Perciò, con la tranquillità di sapere che il Signore mi ha preso la mano e che non annegherò, leggo spesso questa preghiera, a volte anche tre volte nella sua interezza»:
Resta con me, Signore, perché ho bisogno della tua presenza per non dimenticarti. Sai con quanta facilità posso abbandonarti.
Resta con me, Signore, perché sono debole e ho bisogno della tua forza per non cadere. Resta con me, Signore, perché tu sei la mia vita, e senza di te perdo il mio fervore.
Resta con me, perché tu sei la mia luce, e senza di te regna l'oscurità. Resta con me, Signore, per mostrarmi la tua volontà.
Resta con me, Signore, affinché io possa ascoltare la tua voce e seguirti. Resta con me, Signore, perché desidero amarti e rimanere sempre in tua compagnia.
Resta con me, Signore, se vuoi che io sia fedele. Resta con me, Signore, perché, per quanto povera sia la mia anima, voglio che diventi per te un luogo di consolazione, un nido d'amore.
San Pio da Pietrelcina, Preghiera dopo la Comunione.
La presenza che sostiene chi ha paura
La promessa «io sono con te» non riguarda soltanto i momenti straordinari della vita spirituale. Può diventare una parola concreta per chi affronta una malattia, una perdita, una responsabilità inattesa, una crisi interiore o il timore di non essere all’altezza del proprio compito.
Quando gli manifestai le mie perplessità e i miei timori perché mi sentivo impreparato e inadeguato, egli mi tranquillizzò subito: “Accetta, non preoccuparti perché dietro di te ci sarò sempre io”.
Così è iniziato il mio cammino con i Gruppi di Preghiera accanto a due persone straordinarie: Padre Marciano e Mons. Michele Castoro. Lavorare con loro è stato per me un grande dono e un grande privilegio: ha cambiato la mia vita.
Siamo convinti che lo farai e che ad ognuno di noi continuerai a ripetere le tue rassicuranti parole: “Non preoccuparti, dietro di te ci sarò sempre io”.
Padre Marciano e l’eredità spirituale di Padre Pio
Non è facile per me tratteggiare, in poche righe, la figura di Padre Marciano: tanti ricordi, immagini, emozioni si affastellano ed è complicato mettere un ordine. Non si sa da dove cominciare.
E poi la commozione, il dolore della perdita soffocano le parole e confondono i pensieri, perché tutto si muove interiormente ed è difficile tradurre quello che si sente. Lascia un grande vuoto.
La sua presenza era rassicurante come quella di un padre su cui in qualsiasi momento si sa di poter contare per un consiglio, un dubbio, per confidare un disagio, per la soluzione di un problema.
Quasi tutte le mattine la sua figura minuta, d’inverno ben imbottita, appariva sul Viale Cappuccini quando rientrava in Convento dopo aver celebrato la Messa nella cappella delle Suore di San Giuseppe e io mi recavo al lavoro in Ospedale. “Ecco Padre Marciano, è lì, è ancora con noi”, mi dicevo, e, come rasserenato, iniziavo la mia giornata.
Proprio nella cappella delle Suore di San Giuseppe avevo avuto modo di conoscere e frequentare Padre Marciano che celebrava la Messa alle sette del mattino. I miei genitori puntualmente vi partecipavano ed ogni tanto anche io.
Dopo la messa Padre Marciano e mio Padre erano soliti fermarsi a colazione. Era il momento del confronto, dello scambio di idee, del commento dei fatti del giorno, ma quasi sempre finivano per parlare di Padre Pio.
Ascoltarli era un piacere, ma anche un arricchimento spirituale, umano e culturale. Di fronte, due uomini d’altri tempi: colti, rigorosi, ma anche piacevoli, entrambi con un raffinato senso dell’umorismo.
I Gruppi di Preghiera e la formazione cristiana
Padre Marciano impegnato a testimoniare e divulgare la santità di Padre Pio attraverso la pubblicazione di libri e di scritti, la sua attività di predicatore e ultimamente anche attraverso Padre Pio TV di cui era ospite abituale.
Ha amato tanto i Gruppi di Preghiera come preziosa eredità ricevuta da Padre Pio. Aveva capito che bisognava curarli, guidarli, sostenerli, rinnovarli.
Per questo ha cominciato a lavorare per redigere un regolamento che doveva integrare lo statuto dei Gruppi di Preghiera in vigore dal 1986. Dopo un intenso lavoro il Regolamento è stato approvato dalla Santa Sede il 7 febbraio 2012 e consegnato ai Gruppi dal Cardinale Bertone presente a San Giovanni Rotondo in occasione del decimo anniversario della canonizzazione di San Pio.
Ispirandosi alla esortazione apostolica “Cristefideles laici” aveva individuato tre ambiti che dovevano caratterizzare l’impegno dei Gruppi:
| Ambito | Impegno |
|---|---|
| La preghiera | Coltivare la vita spirituale e l’intercessione |
| La famiglia | Vivere la fede nella realtà familiare |
| La società | Testimoniare il Vangelo nella vita sociale |
Un’altra sua bella intuizione è stata l’istituzione delle commissioni di studio a supporto dei Gruppi di Preghiera. Pensava ad una formazione continua su temi ed argomenti che riteneva fondamentali per la vita dei gruppi, da cui dovevano poi maturare iniziative e proposte concrete.
Coinvolgendo un gruppo di laici e religiosi, scelti accuratamente, era riuscito a dare vita a ben sei commissioni di esperti, ridotte poi a quattro: famiglia, giovani, impegno sociale, spiritualità di San Pio e spiritualità francescana.
L’iniziativa non è andata a buon fine per una serie di difficoltà, ma l’idea originaria era validissima. La preghiera, infatti, non viene presentata come evasione dalla realtà, ma come una forza capace di orientare la famiglia, la società e la responsabilità personale.
Una testimonianza di fiducia e perseveranza
Padre Marciano era una persona intelligente, arguta, con una spiccata capacità di leggere i segni dei tempi, pronto sempre a rinnovarsi e rimettersi in discussione.
Quando parlava del Concilio Vaticano II gli si illuminavano gli occhi. Ne aveva colto subito l’immensa portata lasciando che il vento del Concilio orientasse il suo ministero di sacerdote e di francescano cappuccino.
Mi raccontava di come aveva cambiato l’impostazione delle missioni popolari, da lui tanto amate, che gli davano la possibilità di portare la parola di Dio a tanta gente in maniera nuova, più vicina alle situazioni di vita e alle realtà sociali che aveva di fronte.
Sempre attento alle persone che sapeva scegliere, scrutare, guidare, educare. Grande predicatore e abile comunicatore.
Quando prendeva la parola Padre Marciano l’uditorio era come ipnotizzato. Amava raccontare aneddoti ed episodi della vita di San Pio, si soffermava su particolari, sapeva condire con sottile ironia, senza essere mai banale: era il suo modo di veicolare profondi contenuti in modo semplice, accattivante.
Scrosci di applausi partivano alla fine di ogni suo intervento e subito una folla di gente si accalcava intorno a lui. Tante volte lo ammonivo: “Padre, non devi lasciarti toccare, stringere la mano, baciare: hai deboli difese immunitarie e potresti ammalarti!
La fede che continua ad accompagnare
Noi geriatri definiamo “invecchiamento di successo” quella condizione per cui gli anni e lo stato di salute non interferiscono con le attività e le prestazioni del soggetto anziano: è il caso di Padre Marciano che fino alla fine ha continuato a svolgere tutte le sue molteplici attività.
Sempre giovane nello spirito, seguiva con interesse quanto succedeva nel mondo, mostrando particolare passione per le problematiche sociali e politiche che sapeva analizzare con perspicacia e competenza.
Amava la vita, una vita che adesso continua in Paradiso, dove, siamo certi, come lui stesso desiderava, è stato introdotto dalla nostra Madre Celeste e da San Pio che lo hanno presentato al trono dell’Altissimo.
Di là, caro Padre, continua a pregare per noi, perché siamo degni di continuare a lavorare, su questa terra, per la vigna del Signore.
Grazie Padre Marciano, ti abbiamo voluto e ti vogliamo un gran bene!
