Padre Pio: vita, ministero sacerdotale e guida spirituale

Padre Pio da Pietrelcina è stato un sacerdote cappuccino, un maestro spirituale e un santo la cui vita fu consacrata all’altare, alla confessione, alla preghiera e alla carità. Nato in una famiglia di contadini e animato fin da bambino dal desiderio di “farsi frate”, a 16 anni entrò nel noviziato dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini a Morcone, scegliendo di chiamarsi Fra Pio.

Nel 1910 ricevette l’ordinazione sacerdotale e sei anni dopo entrò nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo. Il vertice del suo impegno apostolico fu la celebrazione della Santa Messa, mentre dedicò molte ore della giornata al sacramento della Confessione.

La vita consacrata all’altare e alla confessione

Padre Pio diceva Messa sempre molto presto, alle prime luci dell'alba, se non prima. Molto spesso all'altare laterale dell'Immacolata, ma anche a quello centrale e, in seguito, a quello di san Francesco.

Dopo il ringraziamento, confessava gli uomini in sagrestia, poi nella chiesetta le donne. Al termine di tutte le confessioni, tornava in sagrestia per indossare cotta e stola, e rientrava in chiesa per distribuire la comunione ai fedeli.

Non di rado l'ora era tarda, e poiché vigeva la norma che bisognava essere digiuni del tutto, acqua compresa, fin dalla mezzanotte, non era un sacrificio da poco per i fedeli. Al pomeriggio, dopo il riposo, Padre Pio ridiscendeva in sagrestia per confessare gli uomini.

In certi periodi o in certi giorni c'erano abbastanza fedeli per impegnarlo tutta la giornata, in altri no. Comunque tutto, confessione, eventuale incontro extra con Padre Pio, si esauriva di solito in giornata.

Padre Pio celebra la Santa Messa

La confessione come ministero di misericordia

Il ministero della confessione occupava un posto centrale nella giornata di Padre Pio. Nel sacramento egli accompagnava le persone nella conversione, nella ricerca del perdono e nel cammino di fede.

Padre Pio si definiva “un povero frate che prega”. “La preghiera - afferma - è la migliore arma che abbiamo, una chiave per aprire il cuore di Dio”.

La sua attività sacerdotale non si limitava alla celebrazione liturgica, ma comprendeva l’ascolto, il discernimento e il consiglio. Egli guidava spiritualmente persone vicine e lontane, offrendo indicazioni che riguardavano tanto la vita interiore quanto le scelte pratiche.

Padre Pio come padre spirituale

A poco a poco, intanto, qualche timida casetta cominciava ad apparire nella zona, fatta costruire da forestieri che venivano a risiedervi stabilmente o volevano una base propria per le loro venute periodiche; e anche da famiglie del paese desiderose di avvicinarsi di più al convento dov'era Padre Pio.

Perché egli era ormai al centro come di una famiglia, che si estendeva sempre più, guidando come un autentico padre, non solo spiritualmente, ma anche con consigli d'ordine pratico, oltre persone del posto assidue al suo confessionale e agli incontri extra, anche molte altre lontane.

Tutte avevano per lui un'autentica venerazione: pur considerandolo come una persona di famiglia, e avendone e ricevendone confidenza, vedevano in lui un sigillo soprannaturale.

E alcune si affidavano a lui in toto, in una sequela spirituale senza riserve, bevendo e meditando i suoi insegnamenti, ricevuti in confessione, e anche in brevi messaggi scritti che si aggiungevano alle numerose lettere dense di spiritualità, scritte fin quando poté farlo.

L’amore per i figli spirituali

“Sono tutto di ognuno. Ognuno può dire: ‘Padre Pio è il mio’”. Io amo tanto i miei fratelli di esilio. Amo i miei figli spirituali al pari dell'anima mia e più ancora.

Li ho rigenerati a Gesù nel dolore e nell'amore. Posso dimenticare me stesso, ma non i miei figli spirituali, anzi assicuro che quando il Signore mi chiamerà, io gli dirò: “Signore, io resto alla porta del paradiso; Vi entro quando ho visto entrare l'ultimo dei miei figli”.

Soffro tanto per non potere guadagnare tutti i miei fratelli a Dio. In certi momenti sto sul punto di morire di stretta al cuore nel vedere tante anime sofferenti senza poterle sollevare e tanti fratelli alleati con satana(AP).

La preghiera, la sofferenza e la partecipazione alla passione di Cristo

Per Padre Pio “soffrire con Gesù” è un dono: “nel contemplare la croce sulle spalle di Gesù mi sento sempre più fortificato ed esulto di una santa gioia”.

“Tutto quello che ha sofferto Gesù nella sua passione - rivela - indegnamente, lo soffro anch’io, per quanto è possibile a creatura umana”.

Nell’umile frate - sottolinea il Pontefice nel 1999 durante il rito di beatificazione di Padre Pio - si scorge l’immagine di Cristo sofferente e risorto: “Il suo corpo, segnato dalle ‘stimmate’ mostrava l'intima connessione tra morte e risurrezione”.

“Non meno dolorose, e umanamente forse ancor più cocenti - ricorda il Papa nell’omelia - furono le prove che dovette sopportare in conseguenza, si direbbe, dei suoi singolari carismi”.

L’incontro con don Karol Wojtyła

Nel 1948 confessa un giovane sacerdote polacco, don Karol Wojtyła, che 30 anni dopo salirà al soglio di Pietro con il nome di Giovanni Paolo II.

Il rapporto tra l’esperienza sacerdotale di Padre Pio e la testimonianza della sofferenza cristiana fu ricordato da Giovanni Paolo II nel rito di beatificazione del 1999. La vita del frate venne presentata come immagine di una fede vissuta nella partecipazione al mistero della croce e della risurrezione.

La Casa Sollievo della Sofferenza

La vita di padre Pio è anche il riflesso di un incessante impegno teso ad alleviare dolori e miserie di tante famiglie. Nel 1956 viene inaugurata la “casa Sollievo della Sofferenza”, un polo ospedaliero d’avanguardia.

E’ la “pupilla dei miei occhi”, afferma il frate che in occasione del discorso di inaugurazione aggiunge: “Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio. È stato deposto nella terra un seme che Egli riscalderà coi suoi raggi d’amore”.

Casa Sollievo della Sofferenza

Pietrelcina e San Giovanni Rotondo

Tra Pietrelcina, luogo di nascita di Padre Pio, e San Giovanni Rotondo, luogo della sua opera e della sua morte, ci sono molti altri luoghi legati a momenti importanti della sua vita.

Francesco Forgione, il futuro Padre Pio, bussò alla porta del convento di Morcone il 6 gennaio 1903. Sei anni dopo l’ordinazione sacerdotale, entrò nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, dove avrebbe svolto il suo ministero sacerdotale.

La zona del Gargano è un luogo di grande tradizione cristiana, dove si possono percorrere straordinari itinerari di cultura e di fede. Da San Giovanni Rotondo, in cui ha svolto il suo ministero sacerdotale Padre Pio, a Monte Sant’Angelo, a San Marco in Lamis o Manfredonia, si sviluppa una rete di luoghi legati alla storia religiosa del territorio.

Gli ultimi anni e la morte

Nell’ultima Messa ogni gesto di Padre Pio era un addio nascosto, un respiro che diventava preghiera, un silenzio che parlava d’eterno.

Padre Pio muore nella notte del 23 settembre del 1968, all’età di 81 anni. Il 16 giugno del 2002 è proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II.

La festa liturgica di San Pio da Pietrelcina si celebra il 23 settembre. San Pio da Pietrelcina, testimone della luce di Cristo, ci guida nella preghiera e nella carità.

“La vita e la missione di Padre Pio - afferma il Pontefice nell’omelia - testimoniano che difficoltà e dolori, se accettati per amore, si trasformano in un cammino privilegiato di santità, che apre verso prospettive di un bene più grande, noto soltanto al Signore”.

La Storia di Padre Pio (parte 1) - RAI Storia

L’eredità spirituale

Padre Pio è molte cose per molte persone: un sacerdote, un maestro, un mistico, un santo e un amico.

La sua fede, la sua sofferenza, il suo amore e la sua vittoria continuano a essere ricordati attraverso la preghiera, la celebrazione della Messa, il sacramento della Confessione e la devozione dei suoi figli spirituali.

La sua testimonianza richiama alla preghiera, alla fiducia in Dio e alla carità verso chi soffre. Il suo ministero sacerdotale rimane legato in modo particolare all’altare e al confessionale, luoghi nei quali dedicò la propria vita al servizio delle anime.

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