Oratorio di San Michele Arcangelo di Poggio dei Boschi

L’antico oratorio di San Michele Arcangelo sorgeva in cima alla collina prospiciente Campore, ma le sue precarie condizioni statiche resero necessaria la costruzione di un nuovo edificio in una posizione più comoda per i fedeli. La nuova chiesa, eretta sotto lo stesso titolo di san Michele Arcangelo, fu costruita nel 1847, benedetta il 14 marzo 1849 e successivamente ampliata e restaurata in diverse fasi.

Il complesso attuale conserva quindi la memoria dell’antico luogo di culto, ma è il risultato di una storia edilizia sviluppatasi nell’arco di oltre un secolo: alla costruzione ottocentesca seguirono la riapertura al culto nel 1925, l’aggiunta dell’abside nel 1940 e la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica negli anni ’80 del Novecento.

Dall’antico oratorio alla nuova chiesa

La chiesa di Campore fu costruita nel 1847 in sostituzione del piccolo antico oratorio di San Michele Arcangelo, che sorgeva in cima alla collina prospicente Campore, al quale era annesso un beneficio ecclesiastico sotto il titolo della Madonna detta delle Spine.

In considerazione delle precarie condizioni statiche dell'edifico, il sacerdote Giacomo Gotri, nella sua qualità di rettore dell'oratorio e di economo del predetto beneficio, fu incaricato di permutare un appezzamento di terreno beneficiario con altro di proprietà del sig. Ferdinando Magnani in località Campore perché su quello fosse costruito un nuovo oratorio in posizione più comoda per i fedeli.

La scelta di trasferire l’edificio rispondeva quindi sia all’esigenza di garantire maggiore sicurezza, sia alla necessità di rendere il luogo di culto più facilmente raggiungibile dalla comunità. Il nuovo oratorio mantenne la dedicazione a San Michele Arcangelo, assicurando la continuità religiosa con l’edificio precedente.

La costruzione del 1847

Con le rendite di vari benefici vacanti nella chiesa di Bargone che era allora la parrocchiale e con offerte di privati, fu dato corso alla costruzione: i lavori, affidati nell'esecuzione all'impresa edile Raffaele Rusca, furono ultimati nel novembre 1847 e la chiesa, eretta sotto lo stesso titolo di san Michele Arcangelo, fu benedetta il 14 marzo 1849 da Fidenzo Leonardi, prevosto di Bargone.

Il finanziamento dell’opera provenne dunque da una combinazione di risorse ecclesiastiche e contributi privati. Le rendite dei benefici vacanti della chiesa di Bargone, che all’epoca svolgeva la funzione di parrocchiale, furono affiancate dalle offerte della popolazione e di altri benefattori.

Il Gotri, che era stato il principale promotore della costruzione della chiesa, ebbe appena il tempo di assistere alla conclusione dei lavori perché mori nel settembre del 1847.

Restauri e riapertura al culto

Nel 1925, dopo una chiusura protrattasi per alcuni decenni a causa delle precarie condizioni statiche dell'edificio, la chiesa fu restaurata e riaperta al culto.

La riapertura segnò il recupero della funzione religiosa dell’edificio dopo un periodo di inutilizzo dovuto ai problemi strutturali. L’intervento permise alla comunità di tornare a disporre del proprio luogo di preghiera e di celebrazione.

L’ampliamento del 1940

Nel 1940 per interessamento del parroco di Sant'Antonio, padre Roberto Lecchini, fu ampliata mediante l'aggiunta dell'abside.

L’inserimento dell’abside modificò e completò l’impianto della chiesa, offrendo uno spazio più adeguato per la zona presbiteriale e per la celebrazione liturgica. L’intervento si colloca nella fase di consolidamento e adeguamento dell’edificio successiva alla riapertura del 1925.

Gli edifici annessi degli anni ’80

Negli anni '80 del Novecento vennero realizzati i corpi di fabbrica aggiuntivi che circondano l'edificio di culto, al fine di ricavare spazi adeguati di ministero pastorale.

Gli ampliamenti non riguardarono soltanto la chiesa, ma diedero origine a un complesso articolato di ambienti destinati alle attività della comunità. La nuova organizzazione degli spazi rispose alle esigenze pastorali, residenziali e di servizio legate alla vita del luogo di culto.

  • tre vani sul lato sud-est;
  • una sala riunioni sul lato nord-ovest;
  • una piccola sagrestia;
  • un alloggio per il parroco;
  • alcuni servizi per l'adiacente campo sportivo sul lato nord-est, intorno all'abside.

La disposizione dei corpi aggiuntivi intorno all’edificio di culto contribuì a trasformare l’oratorio in un centro più ampio per la vita religiosa e comunitaria, mantenendo la chiesa come nucleo principale del complesso.

Pianta storica chiesa di Campore

Fasi principali della storia dell’edificio

PeriodoAvvenimento
Prima del 1847Esistenza dell’antico oratorio di San Michele Arcangelo in cima alla collina prospiciente Campore
1847Costruzione della nuova chiesa di Campore
Novembre 1847Conclusione dei lavori affidati all’impresa edile Raffaele Rusca
14 marzo 1849Benedizione della chiesa da parte di Fidenzo Leonardi, prevosto di Bargone
1925Restauro e riapertura al culto dopo una chiusura protrattasi per alcuni decenni
1940Ampliamento mediante l’aggiunta dell’abside
Anni ’80 del NovecentoRealizzazione dei corpi di fabbrica aggiuntivi destinati al ministero pastorale e ai servizi del complesso

Il contesto religioso degli oratori decentrati

Nella storia della vita religiosa dei Cimbri della montagna veronese, ad ogni periodo segnato da un miglioramento delle condizioni di vita e quindi anche ad un aumento demografico, corrisponde la costruzione di nuove cappelle decentrate sul territorio.

E' ciò che è successo anche a Bosco Chiesanuova all'inizio del Settecento, quando gli abitanti della zona più a nord della parrocchia, decidono di costruire una nuova chiesa, molto più vicina alle loro abitazioni, ricevendo come unico vincolo quello di rimanere legati alla chiesa parrocchiale principale.

Questo modello mostra il ruolo degli edifici religiosi decentrati nella vita delle comunità montane: le cappelle e gli oratori permettevano di avvicinare le celebrazioni agli abitati più lontani, pur conservando il legame istituzionale con la chiesa parrocchiale principale.

La dedicazione a San Michele Arcangelo

Nel 1723 il parroco di allora, don Melchiorre Calzereri de Prati, pone la firma e nel giro di due anni si concludono i lavori. Nel 1725 inizia ufficialmente il culto presso la Chiesa di San Michele di Maregge.

La devozione a San Michele Arcangelo ricorre in diversi luoghi di culto dell’area montana. La messa domenicale viene celebrata fino al 1830, ma dopo questa data l'oratorio non viene di certo abbandonato: nel 1871 si provvede a dotare la chiesa di una bellissima Via Crucis e all'inizio del '900 sopra l'altare viene collocata la statua lignea dell'arcangelo.

Anche sul culmine del tetto si trova un Arcangelo Gabriele, che controlla l'ingresso negli alti pascoli della Lessinia e veglia sugli uomini, le case e le attività che si svolge sulla vallata sottostante.

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Il rapporto con il territorio

La storia dell’Oratorio di San Michele Arcangelo di Poggio dei Boschi è legata alla necessità di garantire alla popolazione un luogo di culto sicuro e facilmente accessibile. Il trasferimento dall’antica sede sulla collina alla località Campore rispose direttamente alle esigenze dei fedeli e alle condizioni dell’edificio originario.

Le successive opere di restauro, l’aggiunta dell’abside e la costruzione degli ambienti pastorali testimoniano l’adattamento del complesso alle esigenze della comunità. L’edificio non fu considerato soltanto come uno spazio destinato alle celebrazioni, ma come un luogo capace di accogliere attività pastorali, incontri, servizi e funzioni collegate alla vita sociale locale.

Indicazioni per raggiungere la chiesa di San Michele di Maregge

Come arrivare: per raggiungere la piccola chiesetta di San Michele al Maregge, seguire la strada provinciale numero 6 che da Bosco Chiesanuova prosegue in direzione San Giorgio.

La chiesetta si trova lungo la strada, una volta giunti in località Maregge.

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