Programma di religione dalla prima confessione alla Cresima

Un programma di religione dalla prima confessione alla Cresima deve accompagnare i bambini e i ragazzi in un cammino graduale di iniziazione cristiana, nel quale catechesi, preghiera, partecipazione alla Messa, celebrazioni, vita comunitaria, servizio e coinvolgimento della famiglia siano strettamente collegati. La Prima Confessione prepara alla Prima Comunione, mentre la mistagogia successiva conduce alla Confermazione e alla piena partecipazione alla vita della Chiesa.

La preparazione non consiste soltanto nello spiegare i sacramenti prima della loro celebrazione. Preparare ad una celebrazione è un lavoro “mistagogico”: significa introdurre al significato del rito, viverlo nella celebrazione e ritornare successivamente sull’esperienza vissuta, per comprenderne più profondamente il valore e le conseguenze nella vita cristiana.

Il senso del cammino di iniziazione cristiana

«Con i sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia, sono posti i fondamenti della vita cristiana» (Catechismo della Chiesa Cattolica [d’ora in poi: CCC], n. 1212). «Diventare cristiano richiede, fin dal tempo degli Apostoli, un cammino e una iniziazione con diverse tappe. Questo itinerario può essere percorso rapidamente o lentamente» (CCC 1229).

«Il Battesimo è il sacramento della fede. La fede ha però bisogno della comunità dei credenti. È soltanto nella fede della Chiesa che ogni fedele può credere» (CCC 1253). «In tutti i battezzati, bambini o adulti, la fede deve crescere dopo il Battesimo» (CCC 1254). «Perché la grazia battesimale possa svilupparsi è importante l’aiuto dei genitori. Questo è pure il ruolo del padrino o della madrina, che devono essere credenti solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato» (CCC 1255).

«La parrocchia è la comunità eucaristica e il cuore della vita liturgica delle famiglie cristiane; è un luogo privilegiato della catechesi dei figli e dei genitori» (CCC 2226). Per questo la preparazione ai sacramenti avviene normalmente in parrocchia e non coincide con i soli incontri settimanali di catechismo: comprende anche, soprattutto, la partecipazione alla Santa Messa nelle domeniche e nelle altre feste di precetto.

Obiettivi generali del programma

  • Conoscere il significato della Prima Confessione, della Prima Comunione e della Cresima.
  • Riscoprire il Battesimo come origine del cammino cristiano.
  • Imparare a riconoscere il bene e il male, assumere le proprie responsabilità e chiedere perdono.
  • Vivere la misericordia di Dio come accoglienza, guarigione e possibilità di ricominciare.
  • Partecipare consapevolmente alla Messa e all’anno liturgico.
  • Conoscere la Sacra Scrittura, la vita di Gesù e i principali contenuti della fede cristiana.
  • Scoprire la Chiesa come comunità, corpo di Cristo e luogo concreto di servizio.
  • Prepararsi a ricevere lo Spirito Santo e a testimoniarlo nella vita quotidiana.
  • Coinvolgere i genitori nella responsabilità educativa e nella partecipazione alla vita ecclesiale.
  • Accompagnare i ragazzi anche dopo la Cresima, attraverso un cammino di formazione permanente.

Organizzazione degli incontri

L’itinerario prevede una riunione settimanale così strutturata: nella prima mezz’ora tutti i gruppi si radunano insieme, con la partecipazione di tutti i catechisti e dei sacerdoti, per un momento di introduzione che comprende una breve catechesi, il canto, scenette, giochi, bans e la preghiera di inizio.

Nell’ora successiva avviene il lavoro nei gruppi, guidati ognuno da due o più catechisti. I bambini sono stati accolti a partire dalla IV elementare - si è preferito il criterio della scansione scolastica perché permetteva di lavorare con le stesse capacità linguistiche ed espressive, al di là della differenza di età.

Il testo di riferimento con il quale è stato pensato l’itinerario è il catechismo Venite con me, consegnato ai bambini all’inizio del cammino ed utilizzato nei diversi incontri. L’importanza data all’anno liturgico all’interno dell’itinerario rende necessaria una certa flessibilità, per permettere ai gruppi di seguire i tempi liturgici secondo la scansione differente di ogni anno.

Le celebrazioni, le attività proposte ai genitori e nell’oratorio, i campi estivi hanno il fine di manifestare la ricchezza della proposta catechetica che vuole introdurre a tutte le dimensioni della vita cristiana.

Dalla Prima Confessione alla Prima Comunione

La Prima Confessione: significato e finalità

Il Sacramento della Riconciliazione, noto anche come Confessione o Penitenza, è uno dei Sette Sacramenti della Chiesa cattolica. Esige che il penitente abbia riflettuto sui propri peccati, li confessi sinceramente e sia pentito di averli commessi.

«Cristo ha istituito il sacramento della Penitenza per tutti i membri peccatori della sua Chiesa, in primo luogo per coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale. A costoro il sacramento della Penitenza offre una nuova possibilità di convertirsi e di recuperare la grazia della giustificazione» (CCC 1446).

Il sacerdote, agendo in persona di Cristo e in virtù del potere conferitogli dalla Chiesa, ascolta la Confessione, consiglia il penitente e impartisce l’Assoluzione, pronunciando le parole di perdono e di riconciliazione. La Confessione è il nome con cui viene definita la prima parte del Sacramento, quella in cui il fedele dichiara i propri peccati, a cui fa seguito la Penitenza inflitta dal sacerdote che lo ascolta e infine il momento più prezioso, la Riconciliazione con Dio e con la comunità ecclesiale.

La Prima Confessione è un momento fondamentale per la crescita spirituale di un bambino, perché gli insegna il concetto di pentimento e perdono divino e lo prepara ad accogliere la Prima Comunione con animo puro e gioioso.

La preparazione dei bambini

Prima di affrontare la Prima Confessione, il bambino partecipa a un percorso di preparazione catechetica, nel corso del quale viene istruito sulla natura del peccato, sull’importanza del pentimento e su come confessare i propri peccati.

Viene incoraggiato anche a riflettere sui propri errori e sulle azioni che possono aver ferito Dio o le persone intorno a lui, attraverso un esame di coscienza guidato. Gli viene spiegato quanto sia importante ripercorrere ogni sera quanto fatto di buono e meno buono durante il giorno, riflettere sui propri errori e sulla possibilità di migliorare, per poi rivolgere a Dio una preghiera di pentimento e addormentarsi con la coscienza tranquilla.

Questa pratica quotidiana aiuta i bambini a sviluppare l’abitudine di esaminare la propria coscienza e riconoscere l’importanza del pentimento sincero, per arrivare più consapevoli a ricevere il Sacramento della Penitenza.

«Tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto. Essa è il dolore dell’animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire [DS 1676]» (CCC 1451).

«La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: è necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza» (CCC 1456).

«I fanciulli devono accostarsi al sacramento della Penitenza prima di ricevere per la prima volta la santa Comunione» (CCC 1457).

Come spiegare la Confessione ai bambini

La Prima Confessione è un momento speciale in cui puoi parlare con un prete dei tuoi pensieri e azioni, specialmente se hai fatto qualcosa che sai essere sbagliato o che ti fa sentire triste o dispiaciuto. Puoi confessare cosa hai fatto di male e quanto desideri chiedere perdono a Dio.

Il sacerdote ti ascolterà mentre racconti i tuoi peccati, ma non devi preoccuparti del suo giudizio, perché lui è lì per aiutarti e perdonarti. Sarà un po’ come se tu ti confidassi direttamente con Gesù, che è tuo amico e ti vuole bene, qualsiasi cosa tu faccia.

Dopo aver parlato, il sacerdote ti darà consigli e ti dirà che Dio ti ama sempre e che è pronto a perdonarti. Ti chiederà anche di fare un piccolo gesto di penitenza per dimostrare che vuoi cambiare e fare meglio in futuro.

Poi ti darà l’assoluzione, che significa che Dio ti perdona e ti accoglie di nuovo con amore. È come avere un grande abbraccio da parte di Dio, che ti fa sentire leggero e felice.

Il ruolo della famiglia

Oltre ai catechisti il ruolo dei genitori è fondamentale nella preparazione dei bambini alla Prima Confessione. Sono infatti loro a dover insegnare il discernimento tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, guidandoli lungo il cammino della virtù e del rispetto degli altri.

Devono spiegare che, nonostante i fallimenti, gli errori e i peccati che possiamo commettere, Dio Padre è sempre presente, pronto a perdonarci e accoglierci di nuovo nel Suo amore misericordioso.

Questo insegnamento non solo aiuta i figli a sviluppare una coscienza morale forte e sensibile, ma anche a far comprendere loro il valore del perdono e della misericordia nella vita e nelle relazioni con gli altri.

La Prima Confessione è un momento importante per il bambino, perché può aiutarlo a sentirsi meglio dentro e a capire quanto sia bello essere perdonati e avere la possibilità di ricominciare da capo. Guai a instillare in lui sensi di colpa o la paura che Dio sia troppo severo e giudicante!

Schema degli elementi da affrontare

  • Il Battesimo come inizio della vita cristiana.
  • La libertà e la responsabilità delle proprie scelte.
  • Il bene e il male nella vita quotidiana.
  • Le regole e i Dieci Comandamenti.
  • Il comandamento dell’amore.
  • Il peccato nei pensieri, nelle parole, nelle opere e nelle omissioni.
  • Il perdono degli amici.
  • Il perdono di Gesù.
  • La parabola della pecora smarrita.
  • La parabola del Padre misericordioso.
  • L’esame di coscienza.
  • Il proposito di migliorare.
  • L’incontro con il sacerdote.
  • Il rito del Sacramento della Riconciliazione.

Proposta di percorso in incontri

Un progetto di preparazione alla Prima Confessione può essere strutturato in 27 incontri e basato su tre macro-argomenti: Battesimo, Dieci Comandamenti e Perdono, intervallati da attività sull’anno liturgico.

FaseContenuti principaliAtteggiamenti da maturare
BattesimoLa vita nuova ricevuta nel Battesimo, l’appartenenza alla Chiesa, la presenza di Dio nel cammino.Riconoscenza, fiducia, senso della comunità.
Dieci ComandamentiLe regole, la libertà di scegliere, il rapporto con Dio e con gli altri.Responsabilità, sincerità, rispetto, capacità di riconoscere gli errori.
PerdonoIl peccato, la misericordia, l’esame di coscienza, la confessione e il proposito.Pentimento, fiducia nella misericordia di Dio, desiderio di ricominciare.

Il primo anno: la storia della salvezza e la via della vita

La settimana cristiana e la domenica

Il primo anno può iniziare con tre incontri nel mese di ottobre dedicati alla conoscenza del gruppo, alla domenica come giorno della creazione e giorno del Signore e a una prima introduzione alla Messa, per facilitare l’inserimento dei bambini.

Tra le celebrazioni e le attività si possono prevedere la benedizione dei catechisti nella Messa, il primo incontro con i genitori, la consegna del catechismo Venite con me e la presentazione dell’anno.

Le grandi tappe del Pentateuco

Fra la fine di ottobre e novembre si possono svolgere quattro incontri sulla creazione, sul peccato originale come sfiducia verso Dio, su Abramo e su Mosè.

Il tema centrale è la fiducia: il bambino è accompagnato a comprendere che Dio crea, chiama, guida e rimane fedele anche quando l’uomo si allontana. Al termine può essere prevista la consegna del Vangelo ai bambini per preparare la tappa successiva.

L’Avvento e la nascita di Gesù

Fra la fine di novembre e dicembre, durante il tempo di Avvento, quattro incontri possono essere dedicati a Giovanni Battista, Maria e Giuseppe, alla nascita di Gesù e all’annuncio ai pastori, fino all’Epifania e ai Magi.

Il tema formativo è l’attesa e la preparazione della nascita di Gesù. I bambini imparano ad usare il Nuovo Testamento come luogo per conoscere Gesù.

Si possono proporre un ritiro d’Avvento per tutta la parrocchia, una meditazione in chiesa per i genitori e attività nelle stanze dei gruppi per i bambini. Alle Messe può essere prevista ogni domenica la benedizione di un personaggio del presepe.

La vita pubblica di Gesù

Nei quattro incontri di gennaio e dell’inizio di febbraio si affrontano il lieto annunzio del Regno presente in Gesù, la chiamata degli apostoli, le parole di Gesù e i miracoli di Gesù.

L’obiettivo è ricevere l’annuncio della gioia e riconoscere in Gesù colui che annuncia e rende presente il Regno di Dio.

La via della vita e il Sacramento della Confessione

Da febbraio in poi, durante il tempo ordinario e il tempo di Quaresima, si possono prevedere sei o sette incontri sui Dieci Comandamenti, sui due comandamenti dell’amore e sull’unico comandamento «amatevi come io vi ho amato».

I primi tre comandamenti vengono presentati come orientamento del rapporto con Dio, mentre gli altri sette riguardano il rapporto con l’uomo. Il cammino conduce poi alla preparazione alla Confessione, alla misericordia di Dio e alla sua realtà sacramentale.

Il percorso comprende la celebrazione della Confessione e un’introduzione alla Settimana Santa. Tra le attività si possono inserire la festa di carnevale in oratorio, la preparazione delle Ceneri con i rami d’ulivo dell’anno precedente e la partecipazione al Mercoledì delle Ceneri con tutta la comunità.

È utile prevedere una riunione con i genitori per preparare la Confessione e invitare anche loro a confessarsi. Una cena in preparazione al Triduo pasquale con tutte le famiglie può essere organizzata attraverso i segni della Pasqua ebraica.

La Risurrezione e la vita nuova

Durante il tempo di Pasqua, tra aprile e l’inizio di maggio, quattro incontri possono essere dedicati alla Risurrezione, a Gesù Buon Pastore, alla vite e ai tralci e al nostro Battesimo.

Il tema è la Risurrezione e la vita nuova. I bambini sono aiutati a riscoprire il Battesimo come fondamento della loro appartenenza a Cristo e come inizio di una vita rinnovata.

Il Padre nostro

Nel mese di maggio si possono svolgere quattro riunioni sulla preghiera e sul Padre nostro, con l’obiettivo di imparare a pregare.

Nella liturgia può essere prevista la consegna del Padre nostro. Tra le attività dell’anno si possono inserire una cena dei sacerdoti con i soli papà, una riunione sul campo estivo e una festa finale della Comunione con giochi, canti e merenda.

In estate si può proporre un campo estivo fuori Roma a giugno, con una giornata dedicata alle famiglie, e il GREST, cioè il GRuppo ESTivo, in oratorio a settembre.

Il secondo anno: la Chiesa, la Parola e l’Eucaristia

La Chiesa e i riti introduttori della Messa

Il secondo anno può iniziare a ottobre con quattro incontri sull’accoglienza dopo l’estate, sulla Chiesa madre dei credenti, sulla Chiesa corpo di Cristo, sulla Chiesa sposa di Cristo e sulla conoscenza della comunità parrocchiale.

Il contenuto liturgico riguarda i riti introduttori della celebrazione eucaristica, mentre l’atteggiamento da maturare è amare la Chiesa. Sono previste la benedizione dei catechisti, l’incontro dei genitori con la presentazione dell’anno e la partecipazione con un’attività all’Ottobre missionario.

La Sacra Scrittura, la Tradizione e la liturgia della Parola

Nel mese di novembre, quattro incontri possono essere dedicati a Dio che si rivela nella persona di Gesù, la Parola completa, Dio che parla nella Chiesa, la Bibbia, l’Antico e il Nuovo Testamento.

Il contenuto liturgico è la liturgia della Parola. L’atteggiamento da maturare è ascoltare Dio che parla.

In parallelo può essere proposto un ciclo di riunioni con i genitori sull’educazione dei bambini e degli adolescenti, anche per lanciare le idee degli anni che seguiranno a partire dai problemi educativi che dovranno affrontare.

Fede, speranza e carità

Nel mese di dicembre, durante l’Avvento, tre o quattro incontri possono affrontare le virtù cardinali e le virtù teologali, il Simbolo della fede e l’attesa che si fa preghiera.

Il contenuto liturgico è il Credo e la Preghiera dei fedeli nella Messa. L’atteggiamento da maturare è attendere ed amare.

Le beatitudini e l’offertorio

Fra gennaio e febbraio, cinque o sei incontri possono essere dedicati alla via della gioia, alla vera libertà, al dono, alla gratitudine e alle Beatitudini.

Il contenuto liturgico è l’offertorio. I bambini sono aiutati a scoprire che il Vangelo è la via della felicità. Tra le attività può essere prevista la festa di carnevale dei bambini.

La Quaresima e la liturgia eucaristica

Durante la Quaresima, fino a Pasqua, cinque o sei incontri possono essere dedicati alla Quaresima, all’Ultima Cena, alla lavanda dei piedi, all’Eucaristia e alla croce.

Il contenuto liturgico è la liturgia eucaristica, mentre l’obiettivo è celebrare la Settimana Santa. Nella domenica di carnevale i bambini ricevono il riso che mangeranno il Mercoledì delle Ceneri come segno di digiuno. Si può inoltre proporre la Via Crucis il Venerdì Santo o quello precedente.

I sacramenti e la preparazione alla Prima Comunione

Dopo Pasqua, durante il tempo pasquale, quattro incontri possono essere dedicati a Cristo risorto presente nei sacramenti della Chiesa, ai sette sacramenti e all’Eucaristia.

L’atteggiamento da maturare è celebrare la presenza di Cristo. È opportuno prevedere un ritiro in preparazione alla celebrazione della Comunione, con un momento specifico anche per i genitori, mentre i bambini hanno il loro, e quindi la celebrazione della Comunione.

La vocazione e il significato della Cresima

Nel mese di maggio, quattro o cinque incontri possono affrontare la chiamata di Dio e la presentazione delle diverse vocazioni tramite testimonianze.

Si può presentare il servizio in parrocchia, anche attraverso le testimonianze dei giovani e degli adulti dei diversi gruppi, e proporre una prima introduzione al significato della Cresima.

Nella festa finale della domenica può essere consegnata la preghiera allo Spirito Santo. È inoltre possibile organizzare una riunione con i genitori sul campo estivo.

In estate si può proporre un campo estivo fuori Roma a giugno, con una giornata dedicata alle famiglie, e il GREST in oratorio a settembre.

L’anno mistagogico dopo la Prima Comunione

Ai bambini è stato proposto di continuare il cammino di gruppo, dopo la celebrazione della Comunione, con la cadenza settimanale. Durante queste riunioni formative, oltre ai temi specifici dell’anno, i bambini sono stati preparati ad animare la Messa come ministranti, per permettere loro di approfondire tutta la ricchezza della celebrazione liturgica.

Ad ottobre sono stati invitati ad accogliere i nuovi bambini del cammino delle Comunioni, come precedentemente era avvenuto per loro. È stata anche ipotizzata una benedizione liturgica per la consegna delle vesti dei ministranti, secondo la tradizione del Gruppo diocesano dei ministranti proposta dal Pontificio Seminario Romano Minore.

A maggio i bambini possono essere invitati alla festa dell’anniversario della Prima Comunione nella domenica della Solennità del Corpus Domini. Con un’opportuna catechesi i bambini possono essere preparati a ricevere in quel giorno la Comunione sotto le due specie.

In quel giorno è possibile, al termine della Messa, presentare alle famiglie il nuovo campo estivo e gli appuntamenti del cammino della Cresima. Per questo importante appuntamento tutti i bambini sono stati invitati tramite una lettera del parroco ed una telefonata dei catechisti degli anni precedenti.

Il cammino verso la Cresima

Età e continuità del percorso

Dalla II media è stato proposto ai ragazzi il cammino di preparazione alla Cresima. Già nell’anno mistagogico catechisti ed animatori giovani sono stati affiancati agli adulti.

Nel cammino crismale i catechisti che appartengono ai gruppi giovanili della parrocchia sono ormai la maggioranza. Ai ragazzi delle Cresime viene proposta la partecipazione alla Messa animata dagli adolescenti e dai giovani della parrocchia.

La preparazione alla Confermazione deve mirare a condurre il cristiano verso una più intima unione con Cristo, verso una familiarità più viva con lo Spirito Santo, la sua azione, i suoi doni e le sue mozioni, per meglio assumere le responsabilità apostoliche della vita cristiana.

La catechesi della Confermazione si sforzerà di risvegliare il senso dell’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo, sia alla Chiesa universale che alla comunità parrocchiale. Su quest’ultima grava una particolare responsabilità nella preparazione dei confermandi.

I tre pilastri della preparazione

Nella preparazione alla Cresima il focus è centrato nel far conoscere al cresimando la fede cristiana e nell’indicargli come viverla nella comunità ecclesiale.

PilastroSignificatoEsperienza proposta
AnnuncioFede testimoniata, cioè conoscenza e trasmissione del messaggio cristiano.Ascolto della Parola, approfondimento dei testi biblici, testimonianze, catechesi e partecipazione alla Messa.
DiaconiaFede vissuta come servizio all’uomo.Azioni caritative, volontariato, aiuto alle persone nel bisogno e collaborazione nella vita parrocchiale.
LiturgiaFede celebrata nella comunità.Partecipazione alla Messa, preghiera comunitaria, celebrazioni penitenziali e servizio liturgico.

Annuncio: la fede testimoniata

La fede cristiana si è diffusa perché i cristiani hanno dato testimonianza della loro fede. L’annuncio viene fatto in modi differenti: nella vita di tutti i giorni, quando i cristiani vivono e testimoniano la fede nel quotidiano, attraverso valori cristiani, piccoli o grandi gesti e rituali.

La fede viene trasmessa in famiglia, a scuola e in altri luoghi: i cristiani raccontano di Dio, di Gesù Cristo e delle opere dello Spirito Santo e cercano di indirizzare la propria vita all’annuncio cristiano.

L’annuncio passa anche attraverso la conoscenza e l’approfondimento di testi biblici, la pastorale nelle comunità parrocchiali e in altri luoghi cristiani, la preparazione ai sacramenti, le omelie nella Santa Messa e la trasmissione della fede utilizzando i media.

Essere cresimato significa: vivo il mio essere cristiano nel quotidiano e do testimonianza della nostra fede.

Diaconia: la fede vissuta nel servizio

La fede cristiana si concretizza quando i cristiani si fanno carico di persone che sono nel bisogno e stanno loro vicino: svolgere un servizio caritatevole, aiutare nel vicinato, visitare i malati, farsi carico degli emarginati e degli stranieri, dare da mangiare agli affamati, lasciarsi coinvolgere in iniziative per la giustizia sociale, il creato e la pace.

Essere cresimato significa: mi rivolgo al mio prossimo che è in uno stato di bisogno e mi prendo cura di lui.

La collaborazione in parrocchia è molto importante, in quanto porta il candidato a conoscere personalmente la comunità cristiana alla quale appartiene; questo lo aiuta a capire che la Chiesa è un luogo concreto di persone.

È utile e auspicabile introdurre i ragazzi in azioni caritatevoli, di volontariato, di risposta a bisogni concreti, di povertà, di indigenza, di sofferenza e di aiuto in generale.

Liturgia: la fede celebrata

La fede cristiana, che ci dà orientamento e ci guida nella vita, va celebrata. I cristiani celebrano Dio e si rivolgono a Lui soprattutto nelle celebrazioni.

In questo modo la liturgia, celebrata con la comunità parrocchiale, diviene la fonte e il culmine della fede cristiana. La Chiesa celebra in molti modi: preghiera in famiglia o in comunità, funzioni, processioni, pellegrinaggi, liturgia delle Ore, cerimonie, celebrazioni della Parola e celebrazioni eucaristiche.

Essere cresimati significa: sono invitato a celebrare la fede con la comunità parrocchiale. Come cresimati siamo parte della Chiesa.

È molto importante che la comunità parrocchiale sia partecipe della preparazione alla Cresima, in modo che i ragazzi possano fare l’esperienza della Communio anche durante le celebrazioni.

Metodi e forme degli incontri per i cresimandi

Colloqui personali

Nei colloqui personali si può spiegare la propria situazione, esporre dubbi, domande e chiarimenti. Questi colloqui costituiscono una base importante per instaurare un rapporto con i cresimandi.

Il colloquio personale di iscrizione, dopo l’incontro informativo, permette di guardare insieme il modulo e di esprimere i motivi personali dell’iscrizione. Eventualmente si possono chiarire domande o dubbi.

Nel colloquio personale alla fine della seconda fase vengono definite la decisione e la motivazione per il Sacramento della Cresima.

Incontri di gruppo

Negli incontri di gruppo si entra nel contenuto del Sacramento. Per programmare l’incontro è auspicabile che tutti gli “attori” tengano fisso lo sguardo alla pastorale parrocchiale.

  • Incontro in un gruppo numeroso, al fine di approfondire tematiche significative per tutti.
  • Incontro successivo in piccoli gruppetti, per dialogare e sviscerare i dettagli e le esperienze dei singoli.
  • Incontri direttamente in piccoli gruppi.
  • Catechesi trasversali con genitori, padrini e aperte ai fedeli interessati.
  • Incontri-testimonianze con persone invitate nella parrocchia o nell’unità pastorale.
  • Gite o altre attività di gruppo.

Gli incontri possono svolgersi durante il fine settimana, un sabato, una giornata intera, un pomeriggio oppure un’unità serale. Un elemento di particolare valore è la condivisione del pasto.

Gli incontri possono iniziare oppure terminare con un pasto; nel caso di incontri che durino una giornata intera, i partecipanti condividono in ogni caso i pasti.

Proposte spirituali e comunitarie

Le proposte spirituali sono di supporto ai cresimandi tramite un tema di fede specifico. Questo consente al cresimando di confrontarsi nel proprio cammino di fede anche attraverso immagini sacre, preghiere e attività all’interno delle celebrazioni.

Durante il cammino di preparazione ci sono diverse iniziative spirituali. Si consiglia di concludere la seconda fase con una proposta spirituale, affinché maturi la decisione del cresimando di ricevere il sacramento della Cresima.

Durante il percorso di preparazione i candidati familiarizzano con le diverse parti della liturgia attraverso la semplice partecipazione alla Messa festiva, altre celebrazioni in parrocchia, la preghiera comunitaria e la preghiera serale.

I candidati sono invitati a partecipare alle celebrazioni in chiesa e in parrocchia, portando e investendo le loro capacità nel canto e nel servizio attivo.

Preparazione immediata alla Confermazione

Nel tempo di ripresa della catechesi prima della celebrazione del sacramento si consiglia di sviluppare con i cresimandi la Tappa 6 di Con Te! Cristiani (IV Anno). In questa Tappa si trova il materiale necessario per la preparazione immediata al sacramento della Confermazione e per accompagnare il passaggio al cammino della preadolescenza.

Tempo 1: ritiro o incontri consecutivi

Questo Tempo è stato pensato originariamente come un ritiro da vivere tra genitori e figli insieme. Tuttavia, la proposta può essere sviluppata anche nella forma di più incontri consecutivi con i soli ragazzi, prevedendo, laddove possibile, un qualche coinvolgimento dei genitori.

Il Tempo 1 si compone di diversi “ingredienti” da combinare fra loro: attività a stand per riprendere in sintesi il significato della Confermazione a partire dal rito.

Si predispongono cinque ambienti o stand, ognuno dei quali propone un’attività dedicata a uno dei gesti della celebrazione della Confermazione, più un sesto ambiente abbastanza grande da raccogliere tutto il gruppo insieme, ad esempio la Chiesa.

Le attività svolte nei diversi stand hanno lo scopo di favorire la partecipazione alla celebrazione, introducendo al significato dei gesti con cui avviene e, attraverso di essi, riprendere in sintesi il significato del sacramento.

Presentazione del gruppo preadolescenti

Se non è già stato fatto in un altro momento, si può ritagliare qui il tempo di un incontro per far incontrare i cresimandi con i ragazzi del gruppo preadolescenti ed i loro responsabili.

I responsabili racconteranno brevemente in che cosa consiste questa proposta, rivolta a chi ha celebrato la Cresima.

Preparazione della celebrazione e Riconciliazione

Prima del giorno della Cresima è importante dedicare del tempo a qualche semplice prova in vista della sua celebrazione. Ciò offrirà anche l’occasione per mettere a tema qualche aspetto del sacramento che fosse rimasto poco sviluppato.

È opportuno prevedere un esame di coscienza e la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione. Un esame di coscienza può essere proposto a partire dal testo biblico di Pentecoste, secondo il metodo della rosa dei venti.

Per ricevere la Confermazione si deve essere in stato di grazia. È opportuno accostarsi al sacramento della Penitenza per essere purificati in vista del dono dello Spirito Santo.

Una preghiera più intensa deve preparare a ricevere con docilità e disponibilità la forza e le grazie dello Spirito Santo.

Il Sacramento della Confermazione

Il significato teologico della Cresima

«Con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l’opera la fede come veri testimoni di Cristo» (Rito della Confermazione, premesse, 1; CCC 1285).

Con il Battesimo e l’Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l’insieme dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, la cui unità deve essere salvaguardata. La recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale.

La Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale: ci radica più profondamente nella filiazione divina; ci unisce più saldamente a Cristo; aumenta in noi i doni dello Spirito Santo; rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa.

La Confermazione ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo, per confessare coraggiosamente il nome di Cristo e per non vergognarci mai della sua croce.

Lo Spirito Santo nella storia della salvezza

Nell’Antico Testamento, i profeti hanno annunziato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia atteso in vista della sua missione salvifica.

La discesa dello Spirito Santo su Gesù, al momento del suo Battesimo da parte di Giovanni, costituì il segno che era lui che doveva venire, che egli era il Messia, il Figlio di Dio.

Questa pienezza dello Spirito non doveva rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il popolo messianico. Cristo ha promesso l’effusione dello Spirito, promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste.

Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad annunziare «le grandi opere di Dio» (At 2,11). Coloro che hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono fatti battezzare hanno ricevuto, a loro volta, il dono dello Spirito Santo.

Il rito della Confermazione

Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, come avviene nel rito romano, la liturgia del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei cresimandi.

In questo modo risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al Battesimo. Nel rito romano, il Vescovo stende le mani sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito.

Spetta al Vescovo invocare l’effusione dello Spirito: «Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall’acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito».

Segue il rito essenziale del sacramento. Nel rito latino, «il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l’unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l’imposizione della mano, e mediante le parole: “Accipe signaculum doni Spiritus Sancti” - “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”».

Il bacio di pace che conclude il rito del sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e con tutti i fedeli.

Il crisma e il sigillo dello Spirito Santo

Nel rito di questo sacramento è opportuno considerare il segno dell’unzione e ciò che l’unzione indica e imprime: il sigillo spirituale.

L’olio è segno di abbondanza e di gioia, purifica, rende agili, è segno di guarigione e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza.

L’unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell’Ordinazione è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo.

Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve il marchio, il sigillo dello Spirito Santo. Questo sigillo dello Spirito Santo segna l’appartenenza totale a Cristo, l’essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica.

Gli effetti della Confermazione

  • Una speciale effusione dello Spirito Santo.
  • Una crescita e un approfondimento della grazia battesimale.
  • Un’unione più salda a Cristo.
  • Un aumento dei doni dello Spirito Santo.
  • Un legame più perfetto con la Chiesa.
  • Una speciale forza per diffondere e difendere la fede.
  • La capacità di confessare coraggiosamente il nome di Cristo.
  • Il carattere spirituale indelebile, che fa ricevere il sacramento una sola volta.

Come il Battesimo, di cui costituisce il compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime nell’anima un marchio spirituale indelebile, il carattere.

Il carattere perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo, e il cresimato riceve il potere di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un incarico ufficiale.

Chi può ricevere la Cresima

Può e deve ricevere il sacramento della Confermazione ogni battezzato che non l’abbia ancora ricevuto.

Dal momento che Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario, i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente questo sacramento. Senza la Confermazione e l’Eucaristia, infatti, il sacramento del Battesimo è certamente valido ed efficace, ma l’iniziazione cristiana rimane incompiuta.

La consuetudine latina indica come punto di riferimento per ricevere la Confermazione l’età della discrezione. Non si deve tuttavia confondere l’età adulta della fede con l’età adulta della crescita naturale.

Padrino o madrina

Per la Confermazione, come per il Battesimo, è conveniente che i candidati cerchino l’aiuto spirituale di un padrino o di una madrina. È opportuno che sia la stessa persona scelta per il Battesimo, per sottolineare meglio l’unità dei due sacramenti.

Pertanto si deve individuare per il battezzando un soggetto idoneo ad esercitare il ruolo di padrino o madrina, a prescindere dagli eventuali legami di parentela.

Questa idoneità deve essere comprovata dal parroco di residenza del padrino o della madrina, che potrà fargli compilare l’autocertificazione di idoneità e sottoscriverla.

  • Abbiano ricevuto i sacramenti del Battesimo e della Confermazione nella Chiesa Cattolica.
  • Abbiano compiuto 16 anni di età.
  • Appartengano alla Chiesa Cattolica.
  • Non siano iscritti a società o associazioni ad essa contrarie.
  • Conducano una vita conforme alla fede e alla morale cattolica.

La celebrazione della Cresima

La Cresima si celebra all’interno di una celebrazione parrocchiale. La struttura della celebrazione si orienta secondo le letture dei testi sacri.

Il fulcro della celebrazione è il rito, i cui gesti simbolici sono in primo piano. La celebrazione non va sovraccaricata con troppi testi, canti o altri elementi di disturbo.

È molto sensato vedere protagonisti i cresimandi stessi all’interno della celebrazione, affinché non restino semplici uditori dell’intero rito.

La celebrazione viene preparata con tutti gli attori parrocchiali disponibili, dando sempre la precedenza ai cresimandi, protagonisti della stessa a tutti gli effetti.

La Cresima va celebrata alla presenza della comunità parrocchiale. La struttura della celebrazione è moderata e si orienta ai testi biblici e al rito per la Confermazione.

Il cammino dopo la Cresima

Dopo la celebrazione della Comunione è possibile proseguire con un anno mistagogico e successivamente con il cammino nei gruppi di preparazione alla Cresima, guidato da catechisti adulti e giovani in collaborazione.

Il sacramento della Confermazione, risvegliando il senso di appartenenza alla Chiesa e alla comunità parrocchiale, più che costituire la conclusione di un percorso catechetico-formativo all’iniziazione cristiana, avvia i cresimati ad una maturità della vita di grazia.

Coloro che, da ragazzi, ricevono il sacramento della Cresima sono invitati a prendere parte ad un itinerario di catechesi, condivisione, attività oratoriali e caritative che li accompagni negli anni dell’adolescenza.

Tale itinerario, oltre alla preghiera personale e alla partecipazione alle celebrazioni festive che accomuna il cammino di ogni credente, consta abitualmente di un incontro settimanale.

Una possibile scansione alternativa dell’iniziazione

In alcune esperienze pastorali è stata sperimentata una nuova modalità di iniziazione cristiana dei bambini, con l’anticipazione ai 6 anni e un percorso diverso da quello tradizionale.

Tra i 6 e i 9 anni il bambino si accosta a tutti e tre i sacramenti, ossia la Confessione, la Comunione e la Cresima, ma con un ordine inverso rispetto a quello cui siamo tradizionalmente abituati, seguendo l’ordine teologico dei sacramenti.

A 6 anni il bambino si accosta alla Cresima, un sacramento che non ha un’età specifica e che rappresenta il completamento e la pienezza del Battesimo. L’iniziazione del bambino alla Cresima comincia dopo il tempo di Natale per concludersi con la celebrazione del sacramento all’inizio della classe seconda.

Al termine del secondo anno di scuola elementare il bambino si accosta alla Prima Comunione, mentre sarà alla fine della classe terza, e dunque a 8 anni, che riceverà il sacramento della Confessione.

La Confessione viene collocata dopo avere vissuto la Messa domenicale con continuità, perché il bambino perviene alla consapevolezza morale e quindi la Confessione in questa fase risulta essere in armonia con il suo sviluppo.

Il quarto anno non prevede la celebrazione di alcun sacramento: si tratta dunque di vedere se si sarà stati in grado di instaurare un rapporto di fiducia con le famiglie e una continuità della partecipazione alle attività di catechesi e alla Messa senza l’obiettivo di un sacramento da celebrare.

Indicazioni mistagogiche per la Prima Comunione

Se durante il lock down non si è riusciti a proporre nulla della Tappa 4, si suggerisce innanzi tutto di riprendere almeno il Tempo 3 della Tappa in questione, “Una cena nella notte in cui fu tradito”, in cui si accosta il brano evangelico dell’ultima cena e ci si sofferma sui gesti e sulle parole di Gesù, collegandoli anche ai gesti e alle parole della celebrazione della Messa.

Nel tempo di ripresa della catechesi prima della celebrazione del sacramento, si consiglia di sviluppare con i ragazzi la Tappa 5 di Con Te! Amici (III Anno). In questa Tappa si trova tutto il materiale necessario per la preparazione immediata alla celebrazione della Prima Comunione.

Essa ruota attorno alla pagina evangelica dei discepoli di Emmaus, che rivela il significato salvifico globale della celebrazione eucaristica: in essa anche noi oggi incontriamo il Risorto, il quale, «come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle Scritture e spezza il pane per noi».

La Tappa permette di dare uno sguardo complessivo alla celebrazione eucaristica, nella dinamica relazionale delle sue due grandi parti: la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica.

I quattro tempi della preparazione

  • Tempo 1: Riconosciamo Gesù nello spezzare il pane. Si rivive la vicenda dei discepoli di Emmaus seguendo la narrazione evangelica.
  • Tempo 2: Noi come ai discepoli di Emmaus. La vicenda dei discepoli permette di ripercorrere la dinamica della celebrazione della Messa nelle sue grandi parti, scoprendo gli atteggiamenti più idonei da vivere per parteciparvi.
  • Tempo 3: Passa la vita di Dio. Si introducono i ragazzi agli effetti della comunione con Gesù, che è un reale incontro con lui e comunica la sua vita per generare nei discepoli un’esistenza nuova secondo il Vangelo.
  • Tempo 4: Narravano ciò che era accaduto. Dopo la celebrazione della Comunione si dedica del tempo per riprendere quanto vissuto nella forma del dialogo in gruppo, della preghiera di lode e dell’adorazione.

Il cammino può poi proseguire con la Tappa 1 di Con Te! Cristiani (IV Anno). La parabola della vite e dei tralci e il comandamento nuovo dell’amore offrono ulteriori occasioni per riprendere l’esperienza della comunione con Gesù e il suo frutto, cioè una vita a misura dell’Eucaristia.

Dalla vita eucaristica, generata dall’incontro con il Signore, ci si introduce poi all’esperienza morale del credente. La Tappa offre anche l’occasione per ritornare ad esprimere il senso profondo dell’Eucaristia, che è comunione di vita con Gesù.

Riprendere l’esperienza dopo la celebrazione

In un percorso mistagogico preparare alla celebrazione di un sacramento non significa solo ed esclusivamente parlarne prima, ma anche ritornarci sopra dopo, a partire dall’esperienza vissuta.

Preparare ad un rito richiede di tenere conto dei due livelli che il rito stesso implica: che cosa si celebra e come esso lo fa. Ne segue che la catechesi deve sviluppare ambedue.

  • Tappa 2, Tempo 1: raccordare il dono che Gesù fa nell’Eucaristia con l’Alleanza, a partire dalle parole dell’Istituzione e dall’insieme della Preghiera eucaristica.
  • Tappa 2, Tempo 3: riflettere sul senso dell’invocazione del nome di Dio nella Messa, sia in rapporto al segno di croce, sia in rapporto alla benedizione.
  • Tappa 2, Tempo 4: riflettere sul senso del Giorno del Signore e della partecipazione alla Messa, dando voce ai motivi che sostengono la partecipazione e alle fatiche incontrate.
  • Tappa 4, Tempi 1-2: ampliare il discorso sullo Spirito Santo come operatore di trasformazioni nei discepoli, con riferimento ai luoghi di invocazione dello Spirito nella Messa.
  • Tappa 5, Tempo 1: approfondire l’unione fraterna come principale frutto dell’Eucaristia, anche attraverso la preghiera eucaristica, la preghiera universale e il rito della pace.
  • Tappa 5, Tempo 2: collegare l’insegnamento degli apostoli al ruolo dell’omelia nella celebrazione della Parola.
  • Tappa 5, Tempo 3: incontrare persone che svolgono un servizio durante la celebrazione, come cerimonieri, ministranti, membri del coro, lettori, ministri straordinari dell’Eucaristia e sacristi.
  • Tappa 5, Tempi 5-6: riflettere sulle modalità con cui la professione di fede avviene nella celebrazione eucaristica attraverso il Credo.

Il rapporto tra catechesi, celebrazione e vita

La formazione a vivere le celebrazioni sacramentali non coincide semplicemente con l’informazione catechistica su di esse e sul loro svolgimento, perché richiede anche altre componenti.

Nel caso della partecipazione alla Messa, la preparazione ad essa è iniziata ben prima dell’anno in cui si sarebbe dovuta fare la Prima Comunione e continuerà anche dopo di questa, perché spesso anche i testi degli anni successivi permettono di mettere a tema la Messa.

I ragazzi che celebrano l’Eucaristia hanno già fatto una parte della preparazione proprio perché hanno vissuto il percorso precedente. Non è necessario domandarsi con preoccupazione come completare un programma non svolto interamente, ma come accompagnare i ragazzi alle celebrazioni sacramentali che li attendono e come innestare nel nuovo percorso il richiamo e l’approfondimento di quanto celebrato.

Le celebrazioni, le attività comunitarie, il servizio, la preghiera personale e familiare e la partecipazione alla vita parrocchiale non sono elementi aggiuntivi rispetto al programma di religione: sono parte integrante del cammino che conduce dalla Prima Confessione alla Cresima.

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