Giulio Maria Tam è stato un sacerdote lefebvriano legato a Forza Nuova, noto per le sue posizioni ultranazionaliste, per l’elogio del fascismo e per le dichiarazioni contro l’immigrazione, soprattutto islamica. Nel 2009 la sua candidatura a sindaco di Bologna per Forza Nuova provocò una dura presa di posizione del cardinale Carlo Caffarra, che dichiarò che le posizioni di Tam «non appartengono alla Chiesa» e che «non ha nulla a che fare con la Chiesa cattolica».
Il nome di Tam è comparso in diverse iniziative dell’estrema destra italiana, tra convegni politici, manifestazioni, celebrazioni non canoniche e incontri dedicati a temi come l’immigrazione, l’Islam e la famiglia tradizionale. La sua figura è stata inoltre accostata a quella del vescovo Richard Williamson, uno dei teorici del negazionismo, tanto da essere definito da alcuni «il Williamson italiano».
La candidatura con Forza Nuova e la reazione del cardinale Caffarra
Circa un mese prima del 30 aprile 2009 Tam aveva annunciato la sua candidatura a sindaco di Bologna per Forza Nuova, per la quale dovevano essere raccolte 350 firme entro l’8 maggio. La candidatura suscitò una reazione immediata da parte dell’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra.
Una censura senza appello quella del cardinale Carlo Caffarra nei confronti di don Giulio Tam, il sacerdote lefevbriano candidato sindaco da Forza Nuova. «Per applicare una pena - attacca l’arcivescovo, a cui il Tpo due giorni fa aveva chiesto di dissociarsi dal prete - il reo deve essere capace di intendere e di volere. E quella persona non lo è, altrimenti non direbbe ciò che dice».
Il riferimento era alla posizione negazionista attribuita a Tam. Secondo Caffarra, tuttavia, tali posizioni non rappresentavano la Chiesa cattolica: «noi non c’entriamo, non ha nulla a che fare con la Chiesa cattolica». L’attacco dell’arcivescovo arrivò a margine del convegno sul lavoro della Cisl.
La replica di Giulio Tam
La replica dello stesso sacerdote valtellinese arrivò in serata, mentre partecipava a un convegno di Forza Nuova su Islam e immigrazione. «Mi meraviglio che il cardinale Caffarra usi questi termini - dice -, mi meraviglio che possa dire che una persona laureata all’università Cattolica di Milano in filosofia, studioso di teologia e ordinato sacerdote nell’80 possa essere una persona incapace di intendere e di volere».
Ne nacque un botta e risposta rovente, nel quale la questione personale si intrecciò con il problema dell’appartenenza ecclesiale, delle posizioni politiche di Tam e dei suoi rapporti con il movimento di estrema destra.
La posizione di Forza Nuova
Sulla controversia intervenne il vicesegretario nazionale di Forza Nuova Gianni Correggiari, allora in corsa per la presidenza della Provincia. «Il cardinale, persona di grande valore e intelligenza, è stato fuorviato - dichiara -, sono stati quelli del Tpo, gente filoabortista e per la droga libera che deve essere appena uscita da una fumeria d’oppio per attribuire certe affermazioni a padre Tam».
Correggiari spiegò che «padre Tam non ha mai dichiarato di essere contro i Giudei, si è solo limitato ad elogiare il vescovo Richard Williamson, in quanto lo conosce personalmente ed è stato suo professore di teologia».
Il dirigente di Forza Nuova chiarì inoltre che Tam, secondo la sua interpretazione, non avrebbe avuto bisogno di un nulla osta per partecipare alla competizione elettorale: «non è in comunione perfetta con la Chiesa, è un prete cattolico dissidente, quindi non è sottoposta ad alcuna giurisdizione vescovile».
Il convegno su Islam e immigrazione
Il convegno anti-Islam si svolse in modo tranquillo. I partecipanti furono circa un centinaio, per la metà giovani sotto i 40 anni. L’incontro si inseriva nella serie di iniziative politiche alle quali Tam partecipava come relatore o ospite, portando posizioni fortemente critiche verso l’immigrazione e, in particolare, verso l’Islam.
La sua attività pubblica non si limitava alla campagna elettorale. Tam era infatti presente anche a manifestazioni e incontri organizzati da gruppi dell’estrema destra, dove interveniva su temi politici, religiosi e identitari.
Il rapporto con il fascismo e Forza Nuova
Ormai famoso per le sue posizioni, è stato invitato appositamente da un gruppo di nostalgici, e non ha tradito le attese. Stiamo parlando di Giulio Maria Tam, ex sacerdote, scomunicato ormai da anni, manifestamente sostenitore del Fascismo, seppur non esista più e non possa essere più rifondato come sancisce la Costituzione.
La notizia è riportata sulle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane. L'ex sacerdote, 68 anni, originario di Sondrio, è stato invitato alla cena che si è consumata nella campagna di Trenzano, un Comune fino a poco tempo fa guidato da Andrea Bianchi, il primo sindaco d'Italia aderente a Casa Pound.
Durante la cena, tra una portata e l'altra, per il giubilo dei presenti, alcuni dei quali in abiti riconducibili al periodo fascista, Giulio Maria Tam ha intonato alcuni canti del Ventennio, tra i quali «Faccetta Nera».
Nessuna sorpresa ovviamente, visto che l'ex parroco è tra i più celebri nostalgici del Duce e tra l'altro è solito celebrare tre messe, non canoniche, ovviamente, all'anno per Mussolini: il 28 aprile, nella ricorrenza della morte del Duce, il 28 luglio, vigilia della sua nascita, e il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma.
Le dichiarazioni pronunciate in chiesa
"Siate fascisti, combattete e morite per quelli che sono i fondamenti della civilità: Dio, Patria, Famiglia". Quest'inno al fascismo viene da chi e da dove meno te lo aspetti: in chiesa, da un prete.
Lui è padre Giulio Maria Tam, il sacerdote ultra-fascista legato a Forza Nuova e già scomunicato dal Vaticano. Nonostante questo, da anni va avanti nei suoi proseliti e partecipa alle manifestazioni dell'estrema destra in tutta Italia.
Su quell'altare, dove in realtà dovrebbe celebrare messa, sviluppa le sue orazioni, orgoglioso della marcia su Roma, come dichiara ai fedeli presenti. "Il fascismo è una dottrina, una cultura, uno stile di vita. Abbiamo dato Dio all'Italia e l'Italia a Dio, cercate nella storia del nostro Paese un altro uomo politico che ha ricevuto queste parole dal romano Pontefice".

La celebrazione di Coltano
A Pisa, la Giornata Europea della Cultura Ebraica ha coinciso con la tradizionale celebrazione, attraverso brevi cerimonie in vari punti della città, del ricordo delle vittime del nazifascismo.
In contemporanea con tali cerimonie, poco lontano dalla città della Torre, a Coltano, è stata celebrata una messa in ricordo dei caduti e degli internati nazifascisti del campo di prigionia istituito dagli americani in quell’amena località.
Vi hanno partecipato una cinquantina di persone, controbilanciate da un numero quasi pari di “antifascisti pisani”. I due gruppi si sono affrontati soltanto verbalmente, sotto la vigilanza delle forze dell’ordine.
Le istituzioni cittadine non hanno mancato di reagire. Il sindaco Marco Filippeschi ha diramato una nota ufficiale che rammenta come la dittatura fascista “condivise con le leggi razziali la cultura aberrante che preparò l’Olocausto”; si è quindi unito, nel pomeriggio, ai numerosi visitatori che per tutta la giornata sono affluiti nel cimitero ebraico, dando così la migliore risposta possibile.
La messa di Coltano è stata celebrata da don Giulio Tam, il prete lefebvriano definito “il Williamson italiano”, già noto alle cronache per le sue posizioni violentemente contrarie all’immigrazione, soprattutto islamica, e per essere stato immortalato a più riprese nell’atto di rivolgere il saluto romano ai partecipanti a manifestazioni indette da Forza Nuova.
In particolare, sono molto numerose - in diversi siti internet - le foto della sua partecipazione alla manifestazione di Bergamo del 28 febbraio.
Il riferimento a Richard Williamson
Il vescovo Williamson è stato al centro di una contorta vicenda: prima gli è stata ritirata la scomunica comminatagli da papa Giovanni Paolo II e poi è stato nuovamente scomunicato per le sue posizioni negazioniste.
Il nome di Williamson è entrato nella vicenda di Tam perché Gianni Correggiari sostenne che il sacerdote non avesse dichiarato di essere contro gli ebrei, ma si fosse limitato a elogiare Williamson, conosciuto personalmente e già suo professore di teologia.
Non mi risulta che il Vaticano si sia mai occupato - almeno ufficialmente - di don Giulio Tam.
Il convegno sulla famiglia tradizionale
Un’altra iniziativa collegata a Tam fu il convegno in difesa della famiglia tradizionale, organizzato presso la sede di Forza Nuova in via don Minzoni 19, davanti a Palazzo Buonaccorsi.
Relatore della conferenza sarebbe stato Padre Giulio Tam, sacerdote lefebvriano legato al tradizionalismo, gesuita itinerante come lui ama definirsi.
L’incontro venne presentato come un’occasione per difendere l’unica famiglia naturalmente possibile, ovvero quella composta da un uomo e da una donna ai fini della procreazione, e per contestare le priorità attribuite al governo in materia di leggi sull’omofobia e matrimoni gay.
Avrebbe introdotto Tommaso Golini di FN Macerata.
La distinzione tra attività parrocchiale e iniziativa politica
Le informazioni relative a Giulio Tam riguardano la sua attività pubblica e politica, mentre gli avvisi ordinari di una parrocchia possono riferirsi a celebrazioni, iniziative pastorali, attività dell’oratorio, assistenza ai malati e servizi della comunità.
In questo quadro, gli orari delle celebrazioni, le comunicazioni sui sacramenti, la preparazione al matrimonio, le visite ai malati, il catechismo, la Caritas e le attività dell’oratorio appartengono alla vita ordinaria di una comunità parrocchiale e non costituiscono elementi documentati del caso Giulio Tam.
Le principali date associate alla vicenda
| Data | Avvenimento |
|---|---|
| 30 aprile 2009 | Reazioni alla candidatura di Tam e dichiarazioni del cardinale Caffarra |
| 8 maggio | Scadenza indicata per la raccolta delle 350 firme |
| 28 febbraio | Manifestazione di Bergamo alla quale Tam sarebbe stato fotografato |
| 28 aprile | Celebrazione non canonica indicata per la ricorrenza della morte di Mussolini |
| 28 luglio | Celebrazione non canonica indicata alla vigilia della nascita di Mussolini |
| 28 ottobre | Celebrazione non canonica indicata per l’anniversario della marcia su Roma |
Una figura al centro di controversie religiose e politiche
La vicenda di Giulio Maria Tam si colloca all’incrocio tra identità religiosa, dissenso ecclesiale, militanza politica e memoria del fascismo. Da un lato, il sacerdote si presentava come esponente del tradizionalismo lefebvriano e interveniva in contesti legati alla religione; dall’altro, partecipava a iniziative di Forza Nuova e manifestava posizioni politiche apertamente riconducibili all’estrema destra.
Proprio questa sovrapposizione contribuì a rendere particolarmente controversa la sua presenza pubblica. Le dichiarazioni del cardinale Caffarra sottolinearono la distanza tra le idee attribuite a Tam e la posizione della Chiesa cattolica, mentre Forza Nuova difese il sacerdote e contestò le interpretazioni delle sue parole.
Il caso fu inoltre alimentato dalle immagini e dalle testimonianze relative alla partecipazione di Tam a manifestazioni politiche, alle dichiarazioni sul fascismo, alle celebrazioni dedicate a Mussolini e agli interventi contro l’immigrazione e l’Islam.
La sua figura rimase così associata a un modo di intendere il rapporto tra religione e politica fortemente conflittuale, nel quale simboli, linguaggio e ritualità cattolica venivano utilizzati all’interno di iniziative dell’estrema destra.
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