Novena di Natale «Il Coniglio»: percorso di attesa, ascolto e stupore davanti al presepe

La Novena di Natale si celebra nei nove giorni precedenti la solennità del Natale, cioè dal 16 al 24 dicembre, e comprende testi, preghiere, canti e segni che aiutano i fedeli a prepararsi spiritualmente alla festa della nascita di Gesù. Nel percorso «Il Coniglio», l’attesa del Natale può essere vissuta attraverso l’ascolto, il cammino, l’amicizia, la luce, la contemplazione, l’accoglienza, l’annuncio e lo stupore davanti al Bambino di Betlemme.

Il tema dei racconti «Occhi nuovi davanti al Presepe» propone di arricchire ogni giorno il presepe con una statuina speciale e originale. Ciascuna statuina rappresenta un personaggio o una situazione che l’Arcivescovo chiede sia “inserito” nella vita dei ragazzi come l’affetto dei nonni, il desiderio di pace, l’amicizia, la gioia di Natale e quei sentimenti che fanno di ciascuno una persona nuova, in cammino, in viaggio verso la grotta di Betlemme, per accogliere Gesù che viene e dà una nuova prospettiva alla mente e al cuore delle persone.

Novena di Natale bambini davanti al presepe

Che cos’è la Novena di Natale

La Novena di Natale, momento che per tradizione molte parrocchie vivono, non è una preghiera ufficiale della Chiesa; è una celebrazione popolare che lungo i secoli ha affiancato la liturgia, diventando parte importante del percorso verso il Natale. Essa è infatti un momento significativo per le comunità cristiane: per i bambini, per ogni fedele è un invito a fermarsi e attendere in preghiera la nascita di Gesù.

È bene che sia vissuta dando spazio al canto, ai segni, alla riflessione, ma soprattutto alla Parola di Dio. La Novena di Natale ha una tradizione molto antica; il suo nome deriva dal fatto che viene celebrata nove giorni prima del Natale di Gesù.

Fino al Concilio Vaticano II si celebrava in latino, poi il Concilio ha sollecitato le traduzioni nelle diverse lingue. In generale, le novene sono celebrazioni popolari che nell’arco dei secoli hanno affiancato le “liturgie ufficiali”. Esse sono annoverate nel grande elenco dei “pii esercizi”.

Le novene «si sono sviluppate nella pietà occidentale del Medioevo e dell’epoca moderna per coltivare il senso della fede e della devozione verso il Signore, la Vergine, i Santi, in un momento in cui il popolo rimaneva lontano dalle sorgenti della Bibbia e della liturgia o in cui, comunque, queste sorgenti rimanevano chiuse e non nutrivano la vita del popolo cristiano» (J. Castellano).

Le origini storiche della Novena di Natale

La Novena del Santo Natale fu eseguita per la prima volta in una casa di missionari vincenziani di Torino nel Natale del 1720, nella chiesa dell’Immacolata che si trovava a fianco del Convitto Ecclesiastico che i missionari gestivano per la formazione del clero. Fra i missionari maggiormente stimati del Convitto vi era il padre Carlo Antonio Vacchetta (1665-1747), che era “maestro di sacre cerimonie e prefetto della chiesa e del canto”.

Amico e frequentatore della casa dei missionari era il beato Sebastiano Valfré. Entrambi avevano una particolare pietà verso l’umanità di Gesù e ne propagavano la devozione invitando i fedeli a contemplare e ad adorare il mistero dell’Incarnazione e della Natività di Cristo.

È in questo ambiente particolarmente attento a vivere liturgicamente il Mistero di Gesù, Verbo Incarnato, che fu scritta e per la prima volta eseguita in canto la Novena di Natale. La tradizione attribuisce a padre Vacchetta la redazione dei testi e della musica.

Grazie alle missioni popolari portate avanti dai vincenziani, la Novena fu diffusa in Piemonte, e da qui in tutta Italia. La diffusione fu facilitata dal fascino del suo canto e dalla semplicità della melodia.

A favorirne la devozione e la diffusione fu Gabriella Marolles delle Lanze, marchesa di Caluso. Questa, che aveva vissuto una giovinezza spensierata, e si era sposata prima con Carlo Agostino di Sale delle Lanze, e poi con il marchese di Saluzzo, rimasta vedova, e venuta ad abitare nei pressi della casa dei vincenziani di Torino, scelse come direttore spirituale il superiore, padre Domenico Amosso.

E frequentando la chiesa dell’Immacolata restò particolarmente commossa dalle funzioni di preparazione al Natale, per cui stabilì nelle sue disposizione testamentarie che si facesse “ogni anno et in perpetuo la suddetta Novena”.

Storicamente però gli inizi di questa devozione si riscontrano già ai tempi del Concilio di Toledo del 694, in cui questa pratica si menziona per la prima volta, e nel XVII secolo la devozione comincia a diffondersi ampiamente anche fuori dalla Spagna.

Lo sviluppo di tale devozione si è ampliato con San Francesco d’Assisi, che ha molto incoraggiato la devozione al Dio Bambino, quando nell’anno 1224 celebrò un devoto e pittoresco Natale a Greccio (Umbria). La forma che è entrata nella tradizione sino ai giorni nostri risale al Natale del 1720, quando a Torino, nella Chiesa dell’Immacolata, esordì con la struttura liturgica accuratamente elaborata da padre Vacchetta, sacerdote vincenziano morto in odore di santità.

Il significato spirituale della Novena

Le profezie della nascita di Gesù furono tratte da brani dell’Antico Testamento e particolarmente dal profeta Isaia. In esse è espresso non solo il profondo desiderio messianico dell’Antico Testamento con il desiderio che Dio si faccia presente sulla terra, ma in maniera espressiva viene cantata la supplica per la venuta di Gesù, l’eterno Presente nella storia degli uomini.

Varie sono le metafore che alimentano la gioia dell’attesa nella Novena: Gesù verrà come luce, come pace, come rugiada, come dolcezza, come novità, come Re potente, come dominatore universale, come bambino, come Signore giusto. La Novena vuole suscitare un atteggiamento nel credente: fermarsi ad adorarLo.

Il valore spirituale della Novena è un tempo di ringraziamento e di adorazione all’Onnipotente che si è fatto conoscibile, Salvatore di ogni uomo, ed anche un tempo di invocazione e di preparazione, affinché l’umanità non manchi di accogliere il Verbo di Dio che si è fatto uomo nel grembo verginale di Maria.

La Novena, inoltre, riscopre nell’Antico Testamento le profezie della Nascita di Gesù, nelle quali è espresso il profondo anelito messianico dell’umanità in attesa di Cristo, centro e riferimento di tutto l’anno liturgico. Egli, con la venuta sulla terra, conferma l’eterna Sua presenza nella storia degli uomini.

Nell’invocare la Sua venuta, cantiamo con forza e gioia Regem venturum Dominum, venite adoremus! La Novena vuole suscitare un atteggiamento di fede profonda nel credente: imparare ad adorarLo in spirito e verità!

Il primo senso della Novena di Natale è di tipo allegorico; tale preghiera è infatti frutto della tradizione e ispirata al tempo in cui gli Apostoli pregarono incessantemente con Maria, nel Cenacolo, per tutti i nove giorni dopo l’Ascensione del Signore Gesù al cielo, fino alla discesa dello Spirito Santo a Pentecoste.

L’ingresso nella Novena di Natale rimanda anche ad un senso mistagogico dell’attesa: un gesto di affezione in cui la Chiesa si stringe a Maria per contemplare il mistero dell’Incarnazione del Verbo.

La Novena e la liturgia della Chiesa

Una delle espressioni più significative della pietà popolare del tempo d’Avvento è la novena di Natale, nata per comunicare ai fedeli quelle ricchezze della liturgia ufficiale a cui non potevano accedere. Il Direttorio su Pietà popolare e Liturgia non manca di sottolineare come oggi il popolo di Dio possa partecipare alle celebrazioni liturgiche in modo più agevole rispetto al passato.

Per questo motivo raccomanda di solennizzare la celebrazione dei Vespri nei giorni 17-23 dicembre con le “Antifone maggiori”. “Tale celebrazione, prima o dopo della quale potranno essere valorizzati alcuni elementi cari alla pietà popolare, costituirebbe un’eccellente “novena del Natale” pienamente liturgica e attenta alle esigenze della pietà popolare.

All’interno della celebrazione dei Vespri si possono sviluppare alcuni elementi già previsti, come l’omelia, l’uso dell’incenso e l’adattamento delle intercessioni. Si consiglia, quindi, nei giorni 17-23 dicembre, di far precedere la celebrazione dei Vespri dal Lucernario, di sostituire la Lettura breve con la Prima lettura della celebrazione eucaristica del giorno corrispondente, di adattare le intercessioni.

Qualora non fosse possibile, anche per questioni di orario, si propone una Novena che valorizza i testi liturgici dei giorni precedenti al Natale, in modo particolare le letture offerte dal Lezionario per le ferie dal 17 al 24 dicembre e le Antifone “O”.

Le Antifone maggiori, riproposte come versetto alleluiatico nella celebrazione eucaristica, hanno una struttura tripartita e sono composte da testi biblici, perlopiù dell’Antico Testamento, che annunciano il Messia.

Si aprono con un’invocazione messianica, cioè un titolo riferito a Cristo introdotto dalla “O”; segue un’amplificazione che la giustifica e una preghiera al Salvatore introdotta da “vieni”.

Il percorso «Il Coniglio» e gli occhi nuovi davanti al presepe

Una proposta articolata per la prossima Novena di Natale utilizza i racconti di mons. Mario Delpini scritti ai bambini, «Occhi nuovi davanti al presepe», come filo conduttore del percorso.

Un grande dono ci viene fatto quest’anno. I racconti della Novena di Natale sono stati scritti personalmente dal nostro Arcivescovo Mario che intende arrivare a tutti i bambini e ragazzi della Diocesi proponendo nove scoperte entusiasmanti per aprire i nostri occhi e contemplare il Natale del Signore.

I suoi racconti sono stati raccolti in una speciale pubblicazione che è anche il dono dell’Arcivescovo ai bambini della Diocesi: «Occhi nuovi davanti al Presepe».

La Fom mette a disposizione online lo schema di preghiera per accompagnare le nove tappe della Novena, che si completano ciascuna con il testo dell’Arcivescovo. I ragazzi potranno avere in mano il libro dell’Arcivescovo e seguire il racconto.

Gli oratori potranno trovare il modo più opportuno per preparare lo schema che lo accompagna grazie ai suggerimenti dati online e al testo scaricabile con preghiere, commenti, intercessioni, impegni.

L’Arcivescovo inizia i suoi racconti annunciando che ci saranno nove nuove statuine all’interno del presepe, inedite, mai pensate prima. Noi abbiamo provato ad immaginarle perché non sono descritte ma descrivono i sentimenti.

Per ciascun giorno della Novena di Natale, durante la preghiera o in altro momento, si può costruire il presepe speciale dell’Arcivescovo con i nuovi personaggi che abbiamo disegnato perché in ogni oratorio visivamente i nove sentimenti che ci presenta Mons. Delpini prendano forma attorno alla natività.

Le immagini delle statuine possono essere utilizzate per costruire un presepe speciale. Le sagome delle statuine speciali sono disponibili anche in bianco e nero per la colorazione da parte dei ragazzi.

Anche le parole che i ragazzi riusciranno a scrivere con le lettere degli ultimi nove giorni prima di Natale corrisponderanno alle persone e ai sentimenti che sono citati nei racconti dell’Arcivescovo.

Il canto di Natale «Nove doni per Natale»

È stato realizzato anche un canto di Natale speciale che può accompagnare i giorni della Novena di Natale e le celebrazioni natalizie con i ragazzi. Le parole del canto sono ispirate dai temi che l’Arcivescovo ha consegnato nei suoi racconti.

NOVE doni per NATALE

Una struttura semplice per ogni giornata

La Novena può essere organizzata come un percorso progressivo nel quale ogni giornata aggiunge un elemento al presepe, una parola alla preghiera e un atteggiamento alla preparazione del cuore.

  • Invitatorio: la comunità si riunisce e invoca il Signore che sta per venire.
  • Introduzione della guida: viene presentato il tema della giornata.
  • Proclamazione della Parola di Dio: il testo biblico illumina il cammino.
  • Racconto e riflessione: il tema viene collegato alla vita dei bambini e dei ragazzi.
  • Preghiera e canto: la comunità risponde all’annuncio con la voce e con il cuore.
  • Segno: si aggiunge una statuina, una candela, una parola o un’immagine al presepe.
  • Impegno: andare incontro agli altri e offrire aiuto, una parola buona, un gesto di gentilezza, per aprire alla salvezza di Gesù.

La novena può essere vissuta anche come un puzzle: ogni giorno si aggiunge un tassello al poster del Natale. Ricomporre il poster richiama la nostra vita e la relazione con il Signore che si arricchisce, in ogni incontro con lui, di un aspetto nuovo e ci fa entrare nella sua logica e nel suo amore, trasformandoci in lui.

Le nove tappe della Novena

DataTemaParola di Dio
17 dicembre«SENTIRE» la SALVEZZAIsaia 40,3-5
18 dicembreIN CAMMINO sulla VIA della SALVEZZALuca 3,4-6
19 dicembreINSIEME sulla VIA della SALVEZZAEfesini 6,1-4
20 dicembreLASCIARE ILLUMINARE le nostre TENEBREIsaia 9,1-6
21 dicembreCONTEMPLARE la SALVEZZAMichea 5,1-3
22 dicembreACCOGLIERE la SALVEZZALuca 2,1-7
23 dicembreANNUNCIARE la SALVEZZALuca 2,15-17
24 dicembreSTUPITI DINANZI alla SALVEZZALuca 2,18-20

Il tema è l’incontro di salvezza dei pastori con Gesù, alla capanna di Betlemme. A conclusione del percorso, ogni ragazzo e adulto potrà scattare il suo selfie dell’incontro di salvezza con Gesù Bambino.

Lasciare che ciascuno esprima la sua creatività. Poi si condividerà insieme la scelta fatta e i selfie verranno incollati su un cartellone dal titolo: «I nostri selfie di salvezza».

17 dicembre: «sentire» la salvezza

Ci lasciamo guidare dal bambino che origlia i racconti dei pastori dopo l’incontro con l’angelo, incuriosito da quanto accade nella notte. Tutto parte, a volte, non solo dalla conoscenza delle realtà umane, ma anche dal sentire interiore, da una domanda, da una curiosità.

Occorre mettersi in ascolto. Dal libro del profeta Isaia: «Una voce grida: “Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata. Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno”».

Dio Padre, tu che ascolti le nostre preghiere e non ci lasci soli, ma ci mandi il tuo Figlio, fatto uomo per noi, aiutaci, in questo tempo di preparazione al Natale, ad aprire le orecchie, per accogliere l’annuncio degli angeli che ci inviano alla Betlemme del cuore. Amen.

18 dicembre: in cammino sulla via della salvezza

Il cammino verso Betlemme richiama la disponibilità a uscire dalle proprie abitudini e a seguire una strada che conduce all’incontro con Gesù. La salvezza non viene vissuta come un’esperienza isolata, ma come un percorso nel quale ogni passo prepara il cuore all’accoglienza.

Il testo della giornata è tratto dal Vangelo secondo Luca: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diventeranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»

19 dicembre: insieme sulla via della salvezza

La Novena invita a riconoscere che il cammino verso il Natale riguarda tutta la comunità. La famiglia, gli amici, i compagni e gli adulti possono contribuire a rendere più agevole la strada, attraverso l’ascolto, il rispetto, la pazienza e la cura reciproca.

La Parola di Dio proposta è tratta dalla Lettera agli Efesini: «Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. Onora tuo padre e tua madre: questo è il primo comandamento associato a una promessa: perché tu sia felice e goda di una lunga vita sulla terra. E voi, padri, non esasperate i vostri figli, ma fateli crescere nella disciplina e negli insegnamenti del Signore».

20 dicembre: lasciare illuminare le nostre tenebre

La luce del Natale non cancella la realtà delle difficoltà, ma apre una prospettiva nuova e permette di attraversare le tenebre con fiducia. Il Bambino che viene è la luce promessa al popolo che cammina nel buio.

La prima lettura è tratta dal profeta Isaia: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia».

La lampada, la candela e le luci del presepe rendono visibile questo tema e aiutano i ragazzi a collegare il segno alla propria vita. La luce del Signore illumina il nostro cammino e ci indica la via che conduce a Cristo.

21 dicembre: contemplare la salvezza

Contemplare significa fermarsi davanti al mistero, guardare con attenzione e lasciare che la presenza di Gesù trasformi il modo di vedere. Il presepe diventa così uno spazio nel quale il silenzio, la meraviglia e la preghiera aiutano a riconoscere la salvezza.

La Parola di Dio è tratta dal profeta Michea: «E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere tra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti. Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio».

22 dicembre: accogliere la salvezza

Il Natale evidenzia lo stile di Dio che sceglie la fragilità di un Bambino, per rivelarsi, e gli umili pastori, come primi annunciatori del Salvatore. Accogliere la salvezza significa aprire uno spazio al Signore e riconoscere la sua presenza nella semplicità della grotta di Betlemme.

Il Vangelo secondo Luca racconta la nascita di Gesù: «Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio».

23 dicembre: annunciare la salvezza

I pastori non trattengono per sé ciò che hanno visto e ascoltato. Dopo l’incontro con Gesù, diventano annunciatori della gioia ricevuta e condividono con gli altri la notizia della nascita del Salvatore.

Il Vangelo secondo Luca narra: «Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro».

L’annuncio può diventare un gesto concreto: una parola buona, un aiuto, una visita, un messaggio, una riconciliazione e ogni forma di gentilezza capace di comunicare la gioia del Natale.

24 dicembre: stupiti dinanzi alla salvezza

Lo stupore conclude il cammino della Novena e apre alla celebrazione del Natale. Davanti al mistero di Dio che si fa uomo, la comunità è invitata a lasciarsi sorprendere e a custodire nel cuore ciò che ha visto e ascoltato.

Il Vangelo secondo Luca racconta: «Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, conforme a ciò che era stato detto loro».

Il Lucernario e l’accensione delle candele

La celebrazione inizia con il Lucernario, preceduto eventualmente da una breve monizione che annunci ogni giorno il titolo messianico e il tono della liturgia.

Canto invitatorio: Regem venturum Dominum venite adoremus.

Oppure: Ecco il Signore viene: venite, adoriamo.

Rallegrati, popolo di Dio ed esulta di gioia, città di Sion: ecco, verrà il Signore e ci sarà grande luce in quel giorno e i monti stilleranno dolcezza; scorrerà latte e miele tra i colli perché verrà il gran profeta ed egli rinnoverà Gerusalemme.

Ecco, verrà il Signore Dio: un uomo della casa di Davide salirà sul trono; voi lo vedrete ed esulterà il vostro cuore. Ecco apparire il Signore: non mancherà alla parola data; se ancor non giunge, ravviva l’attesa, poiché certo verrà e non potrà tardare.

Scenderà il Signore dal cielo come rugiada sul vello: nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace; lo adoreranno i potenti del mondo e lo serviranno tutte le nazioni della terra.

L’ultima strofa varia ogni giorno della Novena:

DataInvocazione
16 dicembreEcco sta per venire lo sposo, il re d’Israele, busserà e chiederà di aprirgli la porta. È giunto ormai il tempo delle nozze, il giorno della sua gioia e della sua felicità. Pronta è la regina, amabile come l’aurora, bella come la luna e splendente come il sole.
17 dicembreViene la Sapienza, il creatore dell’universo, e cerca il luogo del suo riposo. Prenderà in eredità Israele e pianterà in Giacobbe la sua tenda con letizia.
18 dicembrePresto apparirà la nostra guida, il pastore d’Israele; e verrà per liberare il suo popolo, lo condurrà verso una terra fertile e spaziosa dove scorre latte e miele.
19 dicembreUn nuovo germoglio spunterà dal tronco di Iesse e lo Spirito del Signore verrà su di lui. Stenderà la sua mano e radunerà i dispersi d’Israele. Vedranno la sua pace i popoli del mondo e come a stella guarderanno.
20 dicembreManderà il Signore suo servo e a lui darà il suo potere. Gli consegnerà le chiavi della casa di Davide e sarà per il popolo come un Padre per i figli.
21 dicembreMostrerà Dio a Gerusalemme il suo amore e il suo splendore, e da oriente ritornerà a Sion la sua gioia. I popoli godranno della sua splendida aurora e finiranno tutti i giorni del dolore.
22 dicembreMetterà il Signore sul monte Sion una pietra preziosa, un fondamento sicuro. Farà trionfare il diritto e la giustizia e annullerà in quel giorno il potere della morte.
23 dicembreIn quel giorno manderà il Signore stesso un segno dal cielo e una vergine darà alla luce un figlio. Sarà chiamato Dio con noi, si nutrirà di panna e miele e governerà con giustizia tutti i popoli del mondo.
24 dicembreDomani sarà sconfitto il male della terra e regnerà su noi il Salvatore del mondo.

Invocazioni

P. Annunciamo con gioia Cristo, venuto nell’umiltà della nostra carne.

T. Egli tornerà e ci chiamerà a possedere il regno promesso.

P. Attendiamo con gioia Cristo, che verrà nello splendore della gloria.

T. Egli tornerà e ci chiamerà a possedere il regno promesso.

Accensione della lampada

Lettore: La lampada accesa sia il segno dell’attesa gioiosa del Signore, la sua luce illumini il nostro cammino e ci indichi la via che conduce a Cristo.

Viene accesa la prima delle nove candele. È bene che la chiesa non sia pienamente illuminata. Dopo l’accensione della candela vengono accese le luci. Durante l’accensione della candela viene cantato il canto proposto o un altro canto adatto.

Si accende una luce all’uomo quaggiù, presto verrà tra noi Gesù. Vegliate lo sposo non tarderà: se siete pronti vi aprirà. Lieti cantate: gloria al Signor! Nascerà il Redentor.

Si accende una luce all’uomo quaggiù, presto verrà tra noi Gesù.

A questi primi due versi si aggiungono i due versi indicati per ogni giorno della Novena:

  • 16 dicembre: Vegliate, lo sposo non tarderà; se siete pronti, vi aprirà.
  • 17 dicembre: Sapienza del Padre, illuminerà, donando all’uomo verità.
  • 18 dicembre: Nel rovo di fuoco appari a Mosè, Dio d’Israele, guida e re.
  • 19 dicembre: Virgulto di Iesse germoglierai, pace e giustizia porterai.
  • 20 dicembre: O chiave di David, tu aprirai, gli schiavi liberi farai.
  • 21 dicembre: Il volto di Dio su noi splenderà, l’astro d’oriente sorgerà.
  • 22 dicembre: La pietra angolare ci riunirà, la casa non vacillerà.
  • 23 dicembre: O Emmanuele, Dio con noi, ci renderai fratelli tuoi.
  • 24 dicembre: La notte profonda terminerà, grande fulgore apparirà.

Al termine dell’accensione colui che presiede dice l’orazione: «O Cristo, stella radiosa del mattino, incarnazione dell’infinito amore, salvezza sempre invocata e sempre attesa, tutta la Chiesa ora ti grida come la sposa pronta per le nozze: vieni Signore Gesù, unica speranza del mondo. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli».

Amen.

Liturgia della Parola e canto conclusivo

La liturgia della Parola è quella del giorno corrente. Seguono l’omelia, l’Antifona “O”, il cantico del Benedictus o del Magnificat, tenendo conto se la preghiera si svolge al mattino o alla sera, l’orazione finale, la benedizione e il canto.

L’orazione finale è quella del giorno corrente. Si può cantare il canto proposto o un altro canto adatto.

Innalzate nei cieli

Innalzate nei cieli lo sguardo: la salvezza di Dio è vicina. Risvegliate nel cuore l’attesa, per accogliere il Re della gloria.

Ritornello: Vieni, Gesù, vieni, Gesù! Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

Sorgerà dalla casa di David il Messia da tutti invocato: prenderà da una Vergine il corpo per potenza di Spirito santo.

Ritornello: Vieni, Gesù, vieni, Gesù! Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

Benedetta sei tu, o Maria, che rispondi all’attesa del mondo: come aurora splendente di grazia, porti al mondo il sole divino.

Ritornello: Vieni, Gesù, vieni, Gesù! Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

Vieni, o Re, discendi dal cielo: porta al mondo il sorriso di Dio; nessun uomo ha visto il suo volto, solo tu puoi svelarci il mistero.

Ritornello: Vieni, Gesù, vieni, Gesù! Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

Il canto dell’attesa e l’immagine della luce

Cum ortus fuerit sol de cœlo videbitis Regem regum procedentem a Patre tamquam sponsum de thalamo suo.

Il tempo è compiuto, il vero sole Cristo Gesù illumina il cielo della nostra esistenza. È Lui il vero Re, è il Re dei Re che procede alla testa del grande corteo delle anime da Lui salvate e redente.

E amerà l’umanità e ciascuna persona di amore grande, come l’amore di uno sposo per la sposa. Vieni, Gesù! Maranathà!

Mentre lo invochiamo, Egli sta già rispondendo alla nostra invocazione con la promessa che chiude il libro dell’Apocalisse: “Sì. Verrò presto” (Ap 22,20).

Quando il sol sarà spuntato in Cielo, vedremo il Re dei re che procede da Suo Padre come sposo dal suo talamo.

Magnificat

L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Quando il sol sarà spuntato in Cielo, vedremo il Re dei re che procede da Suo Padre come sposo dal suo talamo.

Orazione

O Dio, che ogni anno ci fai vivere nella gioia questa vigilia di Natale, concedi che possiamo guardare senza timore, quando verrà come giudice, il Cristo tuo Figlio che accogliamo in festa come Redentore. Egli è Dio.

Amen.

Il presepe come strumento educativo

Il presepe speciale dell’Arcivescovo rende visibili i sentimenti che accompagnano l’attesa del Natale. Le nuove statuine non sono descritte soltanto come personaggi, ma come immagini di ciò che può prendere forma nella vita dei ragazzi.

Durante ciascuna giornata della Novena, la costruzione del presepe può essere collegata alla preghiera, al racconto, alla Parola di Dio e all’impegno concreto. In questo modo il segno non rimane soltanto decorativo, ma accompagna un cammino interiore.

La colorazione delle sagome permette ai ragazzi di partecipare direttamente alla preparazione. Il lavoro manuale diventa un’occasione per fermarsi, ascoltare, riflettere e condividere.

Il presepe può essere arricchito anche con parole, lettere, disegni e fotografie. Le parole composte negli ultimi nove giorni prima di Natale corrispondono alle persone e ai sentimenti citati nei racconti dell’Arcivescovo.

Un itinerario per bambini, ragazzi e adulti

La Novena può coinvolgere bambini, ragazzi, famiglie, educatori e adulti della comunità. La semplicità dei segni permette ai più piccoli di partecipare, mentre la Parola di Dio e le preghiere offrono a tutti una profondità spirituale.

I canti, le candele, il presepe, le sagome, il poster e i selfie dell’incontro di salvezza aiutano a rendere concreto il percorso. Ogni tappa può diventare un momento di ascolto e di condivisione.

Andare incontro agli altri e offrire aiuto, una parola buona, un gesto di gentilezza, per aprire alla salvezza di Gesù è l’impegno che collega la preghiera alla vita quotidiana.

Il Natale viene così preparato non soltanto attraverso l’attesa della celebrazione, ma mediante gesti capaci di rendere visibili la pace, l’amicizia, la gioia, l’affetto, l’accoglienza e la fraternità.

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