Martin Lutero rivoluzionò il cristianesimo con le sue 95 tesi, dando inizio alla Riforma Protestante. Contestò la vendita delle indulgenze e sostenne la salvezza per grazia, il primato della Bibbia e il sacerdozio universale. Le sue idee portarono a profonde trasformazioni nella Chiesa e nella società.
Martin Lutero (1483-1546) voleva riformare la Chiesa del suo tempo. Le sue convinzioni teologiche e la situazione politica lo fecero diventare il fondatore di una nuova confessione: quella della Chiesa evangelica luterana.
Le origini e la formazione di Martin Lutero
Martin Lutero nacque il 10 novembre 1483 ad Eisleben, in Sassonia, da Hans Luther e Margarethe Lindemann. Il padre, grazie alla sua ambizione, da lavoratore in miniera scalò i gradini dei ceti sociali superiori per divenire magistrato a Mansfeld.
Quando nacque, i suoi genitori si trovavano a Eisleben di passaggio. Hans Luther, suo padre, si trasferì nella regione mineraria di Mansfeld, dove lavorò in una miniera di rame. Con il tempo prosperò, aprì un'attività in proprio e la famiglia riuscì a sfuggire alla povertà.
Dopo l’infanzia passata a Mansfeld, Magdeburg (1497/8) e Eisenach, Martin Lutero comincia i suoi studi alla famosa università di Erfurt.
Nel 1501 iniziò gli studi a Erfurt nella Turingia dove conseguì, nel 1505, l’esame di magistero per poi studiare giurisprudenza.
Per calcare le impronte paterne Martin fu indirizzato verso gli studi giuridici all’Università di Erfurt dove, la leggenda ci racconta che, imprigionato in una foresta durante un temporale, fece un voto al Signore; se Questi gli avesse salvato la vita, Lutero Lo avrebbe contraccambiato dedicandogli la sua.
Martin Lutero era un promettente studente di legge all'università di Erfurt, ma nel 1505 un incidente cambiò radicalmente la sua vita. Stava tornando da una visita alla casa dei genitori a Mansfeld quando fu sorpreso da un temporale.
Un fulmine gli si abbatté molto vicino e lui, terrorizzato, promise a sant'Anna che si sarebbe fatto monaco se lei lo avesse liberato dal pericolo. Pochi giorni dopo mantenne la promessa ed entrò nel monastero agostiniano di Erfurt.
Dal monastero all’insegnamento della teologia
Nel 1505 Lutero diventa monaco, entrando nel monastero degli agostiniani mendicanti a Erfurt dopo essersi iscritto alla facoltà di giurisprudenza e contro la volontà del padre, che lo aveva spinto a questo studio per assicurargli una buona carriera.
Martin Lutero era scandalizzato dalla corruzione della Chiesa cattolica e, tra le altre cose, si batté contro le indulgenze, la remissione delle pene ai peccatori in cambio di una donazione alla Chiesa.
Nel 1507 Martin Lutero è ordinato sacerdote e comincia nello stesso anno lo studio della teologia.
Ordinato sacerdote viene trasferito a Wittemberg in Sassonia dove inizierà nel 1513 ad insegnare teologia.
Dal 1508 inizia l’attività di insegnamento all’Università di Wittenberg, dove è dottore in teologia dal 1512.
Nel 1512 Martin Lutero è dottore in teologia e diventa professore per l’insegnamento della Bibbia all’università di Wittenberg. Nel 1514 Lutero ottiene il posto di predicatore della chiesa cittadina (Stadtkirche).
Durante il soggiorno nel monastero e nei primi anni di insegnamento, Martin Lutero si confronta intensamente e in modo esistenziale con la fede e la Bibbia. In questi anni Lutero sviluppa le basi per la sua teologia.
Le indulgenze e la critica alla Chiesa
Nel 1517, quattro anni dopo essere stato nominato arcivescovo di Mandoza dietro il pagamento di 10.000 ducati, Alberto di Hohenzollern, ottiene dal Vaticano l’appalto per la riscossione delle indulgenze per la costruzione della basilica di S. Pietro, scatenando le proteste sia dei fedeli, sia di una parte consistente di ecclesiastici fra i quali uno sconosciuto, o quasi, monaco agostiniano, Martin Lutero.
Le indulgenze permettevano a chi le comprava di cancellare i peccati che rimanevano dopo la confessione e che potevano mandare l’anima in purgatorio.
Lutero era indignato da questa pratica, assente dalle Scritture, perché i ricchi erano più propensi a comprare il perdono rispetto ai poveri, e perché i poveri spendevano il loro scarso denaro per comprare le indulgenze piuttosto che per la carità verso i bisognosi.
Martin Lutero scrisse una lettera ad Alberto, o come ci tramanda la tradizione, affisse alla porta della basilica le “95 tesi” contro questa pratica che non rispettava affatto quelli che erano i principi del Vangelo sulla remissione dei peccati.
Intento di Lutero non era quello di operare una rottura con Roma, bensì quello di criticare quello che era divenuto un commercio e riportare alla luce i principi biblici sui quali i credenti potessero giungere alla salvezza.
Le 95 tesi e l’inizio della Riforma
Si racconta che il 31 ottobre di quest’anno Lutero affiggesse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg (Schloßkirche) le 95 tesi sulla penitenza e con una forte critica all’uso della vendita delle indulgenze.
Wittenberg, mattina del 31 ottobre 1517. Martin Lutero, monaco agostiniano, si ferma davanti alla porta della chiesa del castello e affigge novantacinque tesi.
Nessuna folla lo osserva. Nessuna tromba annuncia l’evento. Eppure, in quel gesto semplice si accende una scintilla destinata a cambiare il corso della storia.
Questa data viene ricordata ogni anno dalla chiesa luterana durante la Festa della Riforma ed è considerata come l’inizio della Riforma protestante. Infatti le tesi provocano una grande disputa. Martin Lutero si vede costretto a difenderle.
Le riflessioni di Lutero, esposte nelle 95 tesi inchiodate alla porta nord della Chiesa del Castello di Wittenberg, avevano anche a che fare con un ritorno ai testi sacri della Bibbia, che non parlano, per esempio, del papato, del celibato dei preti o delle indulgenze, ma della giustificazione per fede.
La sua voce si diffonde grazie alla stampa, giungendo ovunque. Alcuni seguono Lutero per convinzione, altri per convenienza, altri ancora per senso critico e voglia di emancipazione dai vecchi dogmi.
Ma ormai la frattura è aperta. Nasce così la Riforma luterana.

I principi teologici della Riforma luterana
Secondo Lutero, l’uomo è salvato dalla sua fede e non dai suoi meriti personali. Per lui, ciò che è trascendente non è solo la fede, ma anche la grazia di Dio e i testi sacri.
Lutero credeva che la salvezza potesse essere raggiunta solo attraverso la fede personale e la lettura diretta delle Sacre scritture e che chiunque avesse il diritto di leggerle e studiarle, senza dipendere dal magistero della gerarchia ecclesiastica.
Primo fra tutti la dottrina della “salvezza per fede” (Sola Fide); l’unico mezzo attraverso il quale l’uomo può giungere alla salvezza, è quello della fede.
Nessuna azione umana può fare da rimedio all’abisso venutosi a creare con il peccato originale e solamente la grazia di Dio (Sola Gratia) è in grado di fare guadagnare all’uomo peccatore la vita eterna.
Lutero sosteneva inoltre che per ottenere la salvezza é l’uomo in prima persona, senza nessun intermediario (il sacerdozio universale dei credenti) che deve instaurare un rapporto personale con Dio.
Ciò può avvenire unicamente con una lettura ed uno studio attento della Bibbia (Sola Scriptura).
Lutero sosteneva che il credente deve attenersi scrupolosamente a ciò che il Signore ci ha voluto comunicare, e far conoscere, attraverso il Testo Sacro.
Nulla di ciò che non è scritto ha valore per Dio e, di conseguenza, ha negato la validità dei sacramenti ad esclusione di quelli istituiti dal Signore: il battesimo, l’ eucarestia e, a suo giudizio, la confessione.
| Principio | Significato nella teologia di Lutero |
|---|---|
| Sola Fide | La salvezza si raggiunge attraverso la fede. |
| Sola Gratia | La salvezza dipende dalla grazia di Dio e non dai meriti personali. |
| Sola Scriptura | La Bibbia è il riferimento fondamentale per la fede e la vita cristiana. |
| Sacerdozio universale dei credenti | Ogni credente può instaurare un rapporto personale con Dio senza intermediari. |
Il conflitto con Roma
Non così la pensarono in Vaticano che in primo momento ammonirono verbalmente il monaco attraverso il cardinale Tommaso Di Vio e, in un secondo tempo nel 1520, con la bolla papale Exurge Domine, Leone X chiese ufficialmente a Lutero di abiurare le proprie tesi pena la scomunica.
Nel 1518 inizia a Roma il processo contro Lutero per eresia.
Nel 1520 Lutero riceve un ultimatum da Roma. La teologia di Lutero era ormai maturata e quest’anno Lutero scrive tre opere fondamentali della Riforma: “Ai nobili cristiani della nazione tedesca”, “Della cattività babilonese della chiesa” e “Della libertà del cristiano”.
Si arrivò così alla rottura tra il monaco, che bruciò pubblicamente la bolla consegnatagli e Roma.
Sulla via del ritorno, quasi alla stazione per prendere il treno per Berlino, troviamo la Luthereiche, o Quercia di Lutero. Qui, vicino alla vecchia porta Elster, Lutero bruciò la bolla di Papa Leone X Exsurge Domine, che lo minacciava di scomunica se non avesse rinunciato alle sue idee.
Fu il punto di non ritorno del protestantesimo.
Nel gennaio 1521 Lutero è scomunicato.
La Dieta di Worms e il rifugio nella Wartburg
Nell’aprile del 1521 l’imperatore Carlo V invita Martin Lutero alla dieta imperiale di Worms per interrogarlo. L’Elettore della Sassonia Federico il Saggio aveva ottenuto per Lutero un salvacondotto.
Interrogato se volesse revocare i suoi scritti, Lutero risponde di no, a meno che non dimostrino che in base alla Sacra Scrittura aveva sbagliato e termina il suo intervento con le famose parole: “Qui sto. Non posso altrimenti. Dio mi aiuti. Amen”.
La Dieta si riunì a Worms nell’aprile del 1521 e vide un Lutero, fermo nelle sue posizioni, che non volle sottomettersi alle richieste del pontefice, anzi si appellava ad un concilio per la definizione della questione.
Carlo V, che più volte in seguito riproporrà al Vaticano la riunione del sospirato concilio, si vide costretto alla messa al bando dell’ormai ex monaco dai territori imperiali, e dichiarò condannate pubblicamente le sue dottrine.
Sulla strada del ritorno da Worms, Federico il Saggio gli salva la vita, facendolo rapire con un finto assalto e nascondendolo nel castello “Wartburg” sotto il nome di Junker Jörg.
Lutero, allora, dovette rifugiarsi di nascosto nel castello di Wartburg sotto la protezione di Federico il Saggio e, con il cui appoggio, nell’anno successivo, poté fare ritorno a Wittemberg.
La traduzione della Bibbia
Nel castello di Wartburg Lutero tradurrà il Nuovo Testamento dal greco in tedesco.
Fino al 1534 traduce tutta la Bibbia, base importante sia per il luteranesimo che per la lingua tedesca.
A partire dal 1521 inizia la traduzione delle Scritture, che uscirà in prima edizione integrale nel 1534 e darà un primo fondamento unitario alla lingua tedesca.
La comparsa di Lutero non significò solo un cambiamento religioso, ma anche politico, culturale e linguistico: la sua decisione di tradurre la Bibbia in tedesco pose le basi del tedesco moderno.
Con Lutero, l’Europa impara che la fede non è più solo obbedienza, ma responsabilità.
Nasce il principio della libertà di coscienza, l’idea che ogni uomo possa leggere la Bibbia e interpretare il suo contenuto.
Nascono nuove chiese, nuove liturgie, nuove lingue. Perché la parola di Dio, tradotta nella lingua del popolo, restituisce dignità a chi fino ad allora aveva solo ascoltato senza capire.
È una rivoluzione della parola.
Il ritorno a Wittenberg e l’organizzazione della Riforma
Nel 1522 Martin Lutero ritorna a Wittenberg per calmare le agitazioni provocate da alcuni sostenitori radicali, per esempio Andreas Carlostadio.
Negli anni seguenti Lutero predica molto ed è occupato soprattutto dalla messa in pratica di quanto predica.
Lutero rivede la liturgia del culto, riforma la scuola e introduce una cassa comunale per l’assistenza sociale.
Ma sono anche anni in cui Martin Lutero deve differenziare la sua teologia da movimenti paralleli e in molti punti imparentati.
Con Ulrich Zwinglici sono differenze soprattutto sulla interpretazione della Santa Cena che spaccano il mondo evangelico.
Infatti la Riforma si sviluppa in due correnti principali: luterani e riformati.
Solo nel 1973 con la Concordia di Leuenberg la spaccatura viene definitivamente superata.
Lutero e la rivolta dei contadini
Come grande movimento sociale la riforma vide tra i suoi aderenti non solo credenti che si conformavano ai suoi principi religiosi, ma riusciva a fare breccia nei più disparati settori della vita pubblica poiché in essa ognuno vedeva la via d’uscita a quel generalizzato malcontento socio-politico di quegli anni.
I principi territoriali la vedevano come un mezzo per incamerare i possedimenti e le terre della Chiesa, la piccola nobiltà aderì ad essa per divincolarsi dal potere della grande feudalità e ultimi i contadini e gli operai salariati, che avevano visto con il passare degli anni un peggiorare delle condizioni di vita e di quelle economiche, cercavano con essa un moto di protesta e ribellione.
Questi dissensi culminarono con una serie di rivolte più o meno importanti tra le quali la più complessa può sicuramente definirsi la “rivolta dei contadini” del 1524-1525.
La rivolta vide la fusione di associazioni di contadini, spesso privi di un obiettivo preciso e di un programma politico chiaro, accomunate in primis dalla richiesta di diminuzione delle prestazioni gratuite dovute ai feudatari e poi nel cercare di abbattere quelle nette divisioni sociali della Germania di quel tempo.
A guidare quella che fu la più grande rivolta dei contadini, troviamo Thomas Müntzer che, dapprima seguace di Lutero, estremizzò le posizioni del riformatore fondando, insieme a Carlostadio, il movimento Anabattista così detto perché vedeva la necessità di impartire il battesimo ai soli adulti e che oltre al rifiuto delle armi e delle cariche pubbliche affermava la libertà di coscienza e di religione.
Nel 1525 si sviluppa la rivolta dei contadini, spinti da riformatori radicali, per esempio Thomas Müntzer.
Lutero sostiene le loro richieste, ma rifiuta ogni forma di protesta disordinata. Quando i contadini prendono le armi, Lutero chiama anche i principi alle armi e la protesta viene soffocata in una bagno di sangue.
Lutero vide allora in Müntzer un potenziale pericolo per la crescita della Riforma e così a sua volta pubblicò il testo Contro le bande dei contadini assassini e saccheggiatori con il quale giustificava una repressione nel sangue della rivolta da parte dei principi e dei grandi feudatari.
Nello scritto Lutero afferma che la sottomissione all’autorità rappresenta uno dei doveri del buon cristiano, in quanto vedeva nei principi il più idoneo mezzo di diffusione delle sue idee.
I contadini vennero sconfitti a Frankenhauser dove, dopo la sua cattura fu giustiziato anche Müntzer.
I tanti morti pesano molto sulla coscienza di Lutero.
Il matrimonio con Katharina von Bora e la vita familiare
Sempre nel 1525 Lutero scrive “De servo arbitrio”, con cui si distacca dall’umanesimo.
Ancora sotto l’impressione della rivolta dei contadini, Martin Lutero, a sorpresa e contro i consigli dei amici, sposa la ex-monaca Katharina von Bora.
Per Lutero è un segno di speranza in un mondo che sembrava sprofondare nel caos.
Certamente il matrimonio cambia la vita di Martin Lutero. Il monaco e riformatore diventa padre di famiglia: nascono sei figli.
Del resto Katharina von Bora è un grande sostegno per Martin Lutero che non è un tipo molto pratico: essa si occupa della casa e amministra il patrimonio.
Non è un compito facile, perché Lutero non badava ai soldi e invitava sempre ospiti a casa, in cui oltre ai numerosi ospiti vivevano anche studenti e la sorella di Katharina von Bora con i suoi sei figli.
A tavola si discuteva spesso di questioni teologiche e di problemi attuali.
Alcuni ammiratori e studenti annotavano le parole di Lutero che così ci sono tramandate nei variopinti Tischreden, cioè i Discorsi a tavola.
Le opere, la Confessione Augustana e la diffusione del luteranesimo
Lutero è preso da una quantità di lavoro impressionante: la chiesa deve essere organizzata, problemi politici devono essere risolti e dispute teologiche devono essere affrontate.
Ma l’impegno primario rimane sempre la predicazione, l’insegnamento e la cura d’anime.
Nella sua vasta opera teologica e polemistica i Lieder, i sermoni e le prediche hanno avuto un ruolo centrale nella trasmissione e diffusione del suo messaggio dottrinale, nonché nella formazione di una cultura dell’interiorità che sarà determinante per tutta la storia tedesca, non soltanto letteraria e religiosa.
Nel 1530 Lutero ispira la Confessione Augustana, confessione di fede elaborata dal suo stretto collaboratore e amico Filippo Melantone e da questo presentata alla dieta imperiale di Augusta.
Infine, nella Dieta di Augusta del 1530, vennero poste le basi e i principi del luteranesimo e si accentuarono da una parte le distanze fra luterani e anabattisti di Zwingli, e dall’altra il divario fra Lutero ed i cattolici.
Per quanto concerne la diffusione del luteranesimo in Europa i primi Stati che abbracciarono la riforma furono la Scandinavia e quelli riuniti sotto il Regno del re Danese ovvero Svezia, Danimarca e Norvegia che videro l’insorgere e l’avanzare della nuovo movimento all’interno delle proprie istituzioni.
In Svezia il re Gustavo Vasa fu il primo ad accogliere la Riforma, confiscando i beni del Vaticano e di fatto dando vita ad una Chiesa sottomessa al suo potere.
In Danimarca il re Cristianno III proclamò il luteranesimo religione di Stato.
In Francia ed in Inghilterra le tesi riformiste vengono duramente represse mentre in Italia e Spagna si diffondono in alcuni particolari ambienti.
Dopo la Germania, l’altro grande polo della Riforma fu la Svizzera, dove le nuove dottrine furono introdotte nel Paese da Ulrich Zwingli e elaborate dal saggio Giovanni Calvino che elevò la cittadina di Ginevra a capitale del Protestantesimo europeo.
Nel contempo i principi protestanti si erano riuniti nella Lega di Smalcanda e Carlo V concesse loro nel 1532 la pace di Norimberga dove venivano sospese le misure contro i luterani seguite alla Dieta di Augusta.
Wittenberg, la città di Lutero
A soli 30 min di treno da Berlino troviamo la bellissima cittadina di Wittenberg Lutherstadt, la città di Lutero, culla del protestantesimo e risparmiata dalle bombe della Seconda guerra mondiale.
Wittenberg è una piccola città sul fiume Elba fondata nel 1180 e resa famosa dalla rivolta luterana.
Da piccolo villaggio assurge a nuova importanza grazie a Federico III di Sassonia che vi stabilì la sua residenza fondando il piccolo Ducato di Sassonia-Wittenberg.
Nel XVI secolo arrivò la svolta con la fondazione della storica Università Leucorea in cui insegneranno nomi illustri come lo stesso Lutero, professore di teologia, Melantone, professore di greco, e Giordano Bruno.
Questa piccola città alberga una strada lunga appena un chilometro che contiene più storia di quanta si possa immaginare.
Questa è infatti la distanza dalla Casa di Lutero alla Chiesa del Castello sulla cui porta nord Lutero inchiodò le sue famose tesi e dove oggi è sepolto.
In questa strada, che ha due sezioni, Collegienstrasse e Schlosstrasse, unite dalla Marktplatz o Piazza del Mercato, oltre agli edifici menzionati sopra, troviamo anche la casa di Filippo Melantone, braccio destro di Lutero; l’Università Leucorea, dove entrambi erano professori; la chiesa di Santa Maria, la culla del protestantesimo, dove Lutero officiò e dove sposò sua moglie Caterina di Bora; e la casa dei pittori Cranach, padre e figlio, grandi artisti dell’epoca.
È difficile inserire più storia e cultura in un solo chilometro.

I luoghi principali del “chilometro della Riforma”
La vita a Wittenberg ruota intorno all’asse Collegienstrasse-Schlosstrasse, una strada pedonale fiancheggiata da negozi, ristoranti e caffè che le danno un’atmosfera molto accogliente.
All’incrocio delle due strade si trova la Marktplatz, o Piazza del Mercato, con il Municipio e le statue dei suoi due illustri cittadini Lutero e Melantone.
In tutto il centro della città, le targhe sulle facciate degli edifici riportano i nomi e le attività delle personalità che hanno vissuto a Wittenberg, tutte legate alla prestigiosa Università.
La Casa di Lutero
All’inizio della Collegienstrasse, venendo dalla stazione, si trova la Casa di Lutero, un ex convento agostiniano dove il promotore della Riforma visse per 35 anni con sua moglie, Caterina di Bora, una ex monaca, che sposò nel giugno 1525.
La casa è oggi il più importante museo del luteranesimo, che ospita, tra gli altri tesori, la prima bibbia tradotta in tedesco.
Ospita anche una notevole collezione di dipinti di Lucas Cranach il Vecchio.
La casa di Filippo Melantone e l’Università Leucorea
Duecento metri più avanti, lungo la stessa strada, si trova l’ex casa di Filippo Melantone, considerato il padre dell’istruzione tedesca.
Fu il più stretto collaboratore di Lutero, ma cercò sempre la riconciliazione con i cattolici.
Tanto che, dopo la morte di Lutero, il suo pensiero fu considerato eretico dai luterani più intransigenti.
Un po’ più avanti, sullo stesso marciapiede, si trova la sede dell’Università, fondata nel 1502 dall’Elettore Federico III di Sassonia, conosciuto come il Saggio, protettore di Lutero e Melantone.
Wittenberg era una delle grandi città universitarie del Rinascimento.
Nel 1817, fu unita all’Università di Halle e da allora, il suo edificio ospita fondazioni, ricerca e strutture per conferenze.
Non è più l’università di una volta, ma lascia ancora la sua impronta sulla città.
La chiesa di Santa Maria
La chiesa di Santa Maria, la chiesa della città o Stadtkirche, è la culla del protestantesimo.
È qui che Lutero ha predicato, dove ha sposato Caterina di Bora e dove ha officiato il primo pastore protestante, Johannes Bugenhagen, che li ha sposati e la cui casa è vicina.
Questa chiesa si trova dietro il Municipio, accanto alla via degli ebrei, che all’epoca di Lutero era la “via dei porci ebrei”, a causa dell’antigiudaismo militante che l’iniziatore della Riforma adottò negli ultimi anni della sua vita.
Sulla facciata sud si trova un rilievo offensivo nei confronti degli ebrei, che li raffigura come maiali, con il tipico cappello ebraico dell’epoca luterana.
La casa dei Cranach
All’angolo della Marktplatz, in direzione della Chiesa del Castello, si trova la casa dei Cranach, Lucas Cranach senior e junior, due dei più importanti pittori del Rinascimento tedesco.
Cranach il Vecchio era amico di Lutero, lo aiutò a diffondere la Bibbia in tedesco ed è l’autore della Pala d’altare maggiore della chiesa di Santa Maria.
La Chiesa del Castello
La Chiesa di Tutti i Santi o Chiesa del Castello (Schlosskirche), sulla cui porta nord Lutero inchiodò le 95 tesi, chiude il percorso del chilometro della Riforma.
Fu costruita nel 1509 da Federico il Saggio, accanto al suo castello.
All’interno della chiesa ci sono le tombe di Lutero, Melantone e dello stesso Federico.
Gli ultimi anni e la morte
Nel 1543 come ultima grande opera di Lutero viene pubblicato il commentario alla Genesi.
Martin Lutero nacque a Eisleben e vi morì il 18 febbraio 1546, all'età di sessantadue anni.
In una lettera scritta un mese prima della sua morte confessò di sentirsi «vecchio, decrepito, pigro, logoro e ormai orbo».
Il teologo tedesco morì nella sua città natale, Eisleben, all'età di 62 anni, per motivi di salute.
Martin Lutero muore il 18 febbraio 1546.
La Riforma non porta solo luce. Le sue conseguenze dividono.
Guerre di religione, persecuzioni, fanatismi opposti. Il cristianesimo si frantuma, e la cristianità medievale cede il passo a un mondo nuovo, più libero ma anche più inquieto.
È il prezzo della coscienza: non c’è libertà senza conflitto, né verità senza rischio.
Eppure, nel fondo di tutto, resta il seme che Lutero aveva piantato: l’idea che l’uomo possa e debba rispondere da sé, senza intermediari, davanti a Dio e davanti a se stesso.
Quel giorno del 1517 non fu soltanto l’inizio del protestantesimo: fu la nascita di una nuova visione dell’uomo, capace di cercare la verità non per imposizione, ma per convinzione.