Abbazia di Nonantola: pellegrinaggio individuale tra fede, storia e arte

L’Abbazia di Nonantola è un luogo straordinario dove le vicende storiche, l’architettura, la musica gregoriana e le espressioni artistiche in genere si sono coniugate con la fede cristiana per servire e formare l’uomo attraverso una storia lunga 1300 anni. La basilica abbaziale è oggi la chiesa concattedrale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, che è l’erede materiale e spirituale dell’antico complesso monastico.

Per un pellegrinaggio individuale, la visita può comprendere la basilica di San Silvestro, la cripta, il cortile dell’antico complesso monastico, il giardino abbaziale e il Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra. Il percorso permette di avvicinarsi al Medioevo europeo attraverso la liturgia, l’architettura romanica, le reliquie, i codici miniati e le pergamene dell’Archivio Abbaziale.

Facciata romanica dell’Abbazia di Nonantola

Perché scegliere Nonantola per un pellegrinaggio individuale

L’Abbazia di Nonantola è un luogo straordinario dove le vicende storiche, l’architettura, la musica gregoriana e le espressioni artistiche in genere si sono coniugate con la fede cristiana per servire e formare l’uomo attraverso una storia lunga 1300 anni. Un complesso dove si può toccare in modo mirabile il Medioevo europeo, ancora vivente nelle pergamene dell’Archivio Abbaziale e nelle opere del Tesoro Abbaziale, oggi esposte nel Museo Benedettino e Diocesano.

Importante centro religioso e culturale dell’Europa medievale e gioiello dell’architettura romanica, l’Abbazia di Nonantola è una straordinaria testimonianza di 1300 anni di fede, storia e arte. Già monastero benedettino e poi cistercense, fondata nel 752 da Sant’Anselmo, cognato del re longobardo Astolfo, è dedicata a San Silvestro I Papa e ne conserva le reliquie.

“Le pietre dell’Abbazia di Nonantola sono tessere di un mosaico, antico dodici secoli e mezzo, che compone lacrime e gioie, speranze e delusioni, preghiere e sofferenze, attese e traguardi. Sono pietre che parlano di uomini e donne del popolo e della nobiltà, poveri e ricchi, santi e peccatori; sono testimonianza di culture e società succedutesi nelle diverse epoche storiche; danno voce all’intimo dei cuori di schiere di pellegrini viandanti. Sono segni, insomma, della Chiesa di “pietre vive” che prosegue, affidata a Cristo “pietra angolare”, il suo cammino faticoso ma fiducioso nel mondo”.

La storia dell’Abbazia di San Silvestro

L’Abbazia di San Silvestro di Nonantola può certamente essere annoverata tra gli edifici più importanti e rappresentativi del romanico padano. Arrivando in Piazza Abbazia si può ammirare la sua imponente mole: la sobria facciata in laterizi, lo splendido portale, esemplificativo del racconto figurato proprio dell’arte romanica, attribuito all’ambito wiligelmico.

La splendida basilica, con il magnifico portale scolpito da Wiligelmo con la sua scuola, e la selva di colonne che sorreggono la cripta, è oggi chiesa concattedrale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola. Attraverso le testimonianze conservate presso l’Archivio storico diocesano e la Biblioteca Diocesana si racconta anche la storia di questa Abbazia benedettina divenuta concattedrale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola.

Dal maggio del 2012, a causa del sisma che aveva colpito anche Nonantola, l'Abbazia è stata chiusa. Per questo, quando il 16 settembre del 2018 la basilica abbaziale ha finalmente riaperto le sue porte, lo ha fatto in modo speciale con l'apertura della Porta Santa in occasione dell'Anno Santo Giubilare dell'Abbazia (16 settembre 2018 - 31 dicembre 2019).

Il percorso di visita per il pellegrino autonomo

1. Piazza Abbazia e facciata romanica

Arrivando in Piazza Abbazia si può ammirare la sua imponente mole: la sobria facciata in laterizi, lo splendido portale, esemplificativo del racconto figurato proprio dell’arte romanica, attribuito all’ambito wiligelmico. Il portale costituisce uno degli elementi più significativi per comprendere il linguaggio figurativo dell’architettura romanica padana.

La visita individuale può iniziare dall’esterno, osservando la facciata, il portale e il rapporto tra la basilica e gli spazi dell’antico monastero. Il percorso prosegue poi all’interno della chiesa abbaziale, dove non mancheranno le suggestioni date dalla bellissima cripta.

2. La basilica abbaziale e la cripta

La basilica abbaziale è oggi la chiesa concattedrale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, che è l’erede materiale e spirituale dell’antico complesso monastico. All’interno della chiesa abbaziale, la selva di colonne che sorreggono la cripta restituisce con particolare evidenza la profondità storica e architettonica del complesso.

La cripta rappresenta uno degli ambienti più suggestivi della visita. La sua struttura, sostenuta da numerose colonne, permette di cogliere la funzione religiosa dell’abbazia e il valore delle forme romaniche conservate nel complesso.

Cripta romanica dell’Abbazia di Nonantola

3. Il cortile interno e il giardino abbaziale

Dopo la visita all’interno della chiesa abbaziale, attraverso una porta laterale della navata di destra si può accedere al cortile interno dell’antico complesso monastico dove si possono osservare le bellissime absidi che presentano gli elementi tipici dell’arte romanica.

Il giardino abbaziale è chiuso a Nord dalla chiesa e da un porticato trecentesco, a Ovest dal palazzo dell’ex seminario, a Sud da un’ala oggi occupata dal Comune (che un tempo faceva parte del complesso monastico) e a Est da un muro di cinta. Questo spazio consente di leggere il rapporto tra la basilica, gli edifici monastici e le strutture civili sviluppatesi nel tempo.

4. Il Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra

Una volta usciti dal giardino, proseguendo a sinistra su via Marconi è possibile visitare il Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano di Arte Sacra (via Marconi n° 3). Al suo interno è possibile ammirare il Tesoro abbaziale, il cui oggetto più importante è senza dubbio la reliquia della Santa Croce.

Sono esposti inoltre importanti codici provenienti dalla Biblioteca Abbaziale, alcune pergamene dell’Archivio Abbaziale tra cui spiccano i diplomi con i monogrammi dell’imperatore Carlo Magno e della Contessa Matilde di Canossa e due rari sciamiti bizantini risalenti alla fine dell’VIII-X secolo.

Completa il percorso la visita al Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra, che espone importanti opere d’arte appartenenti all’Abbazia: il grande Polittico quattrocentesco di Michele di Matteo, la Pala di San Carlo Borromeo di Ludovico Carracci (1613-16), pergamene di Carlo Magno, Matilde di Canossa, Federico Barbarossa e il Sacro Tesoro Abbaziale con oggetti preziosi e reliquiari, rarissimi tessili altomedievali, e codici miniati dell’antico scriptorium monastico, tra cui l’Evangelistario di Matilde di Canossa (sec. XI-XII) e un antico graduale gregoriano (sec. XI).

Sezione del museoTestimonianze conservate
Tesoro abbazialeReliquia della Santa Croce, oggetti preziosi e reliquiari
Archivio AbbazialePergamene e diplomi con i monogrammi di Carlo Magno e Matilde di Canossa
Biblioteca AbbazialeCodici miniati, Evangelistario di Matilde di Canossa e antico graduale gregoriano
Arte sacraPolittico quattrocentesco di Michele di Matteo e Pala di San Carlo Borromeo di Ludovico Carracci

5. La Sala degli Affreschi

Uscendo dal Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra si ritorna nuovamente su via Marconi e proseguendo a sinistra, costeggiano il Palazzo Comunale (via Marconi n°11), si accede al Giardino Perla Verde, attraverso il quale era possibile visitare la Sala degli Affreschi, al momento non aperta al pubblico poiché in attesa dei restauri per i danni causati dal terremoto del 2012.

Gli affreschi sono stati scoperti nel 1983 durante la ristrutturazione di un’ala del Palazzo Comunale: lo stabile nel medioevo ospitava il refettorio abbaziale e, durante i restauri, sono emersi i frammenti di un importantissimo ciclo di affreschi di epoca romanica con scene della vita di San Benedetto e degli Atti degli Apostoli risalenti alla fine dell'XI - inizio del XII secolo.

6. Il Museo di Nonantola nella Torre dei Bolognesi

In fondo al giardino Perla Verde è possibile visitare il Museo di Nonantola, collocato all’interno della Torre dei Bolognesi dove è possibile ripercorrere la storia dei principali monumenti medievali di Nonantola.

In particolare il terzo piano del museo, dedicato al periodo medievale, illustra, grazie all’ausilio di pannelli-libro, la fase di edificazione romanica dell’abbazia di San Silvestro, della Pieve di San Michele e della chiesa di San Lorenzo (edificio ecclesiastico oggi scomparso riscoperto in piazza Liberazione grazie agli scavi archeologici effettuati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia).

I reperti archeologici rinvenuti durante lo scavo della chiesa di San Lorenzo (XI-XII secolo) e la ricostruzione della fase romanica della chiesa permettono di ampliare la conoscenza della Nonantola medievale oltre i confini del complesso abbaziale.

7. La Pieve di San Michele Arcangelo

Uscendo dal giardino comunale si ripercorre via Marconi fino a giungere all'incrocio con via Vittorio Veneto, attraversata la strada si imbocca via Abate Gotescalco dove si può osservare sulla sinistra la chiesa di Santa Filomena, risalente al XIV secolo; arrivati in fondo alla strada, sulla destra, si potrà ammirare la Pieve di San Michele Arcangelo (via della Pieve n° 43), l'altra chiesa romanica nonantolana.

La pieve, seppur di origine romanica, si presenta oggi con le forme proprie del barocco a causa di un pesante restauro settecentesco; gli elementi caratteristici del romanico sono ancora visibili nelle absidi (tranne quella settentrionale ricostruita nel 1700), in alcune finestrelle e nei beccatelli che corrono sotto la cornice esterna di sommità dei muri del cleristorio.

Pieve di San Michele Arcangelo Nonantola

La dimensione spirituale del pellegrinaggio

Un pellegrinaggio individuale all’Abbazia di Nonantola non è soltanto un itinerario storico-artistico. La basilica conserva la memoria di una lunga esperienza monastica e il legame con la fede cristiana, la preghiera, la musica gregoriana e la venerazione delle reliquie.

L’Abbazia di Nonantola è un luogo straordinario dove le vicende storiche, l’architettura, la biblioteca, la musica gregoriana e le espressioni artistiche in genere si sono coniugate con la fede cristiana per servire e formare l’uomo attraverso una storia lunga 1300 anni.

Il percorso vuole allora illustrare la bellezza del complesso abbaziale dove si può toccare in modo mirabile il Medioevo europeo, ancora vivente nelle pergamene dell’Archivio Abbaziale, nelle opere del Tesoro Abbaziale, oggi esposte nel Museo Benedettino e Diocesano.

Indulgenza plenaria e pellegrinaggio individuale

La Penitenzieria Apostolica ha emanato un decreto a firma del penitenziere maggiore, cardinal Mauro Piacenza, e del reggente Krzysztof Józef Nykiel - in data 24 giugno 2020 - che, su richiesta dell’Arcivescovo-abate Erio Castellucci, concede per sette anni significative indulgenze alla Basilica abbaziale di Nonantola.

I fedeli potranno lucrare per sé - o per un’anima in Purgatorio - l’indulgenza plenaria alle solite condizioni, recandosi in pellegrinaggio e partecipando alle celebrazioni in Concattedrale, oppure giungendo in pellegrinaggio e trattenendosi qualche tempo, con la recita del Pater, del Credo, di preghiere alla Vergine e a San Silvestro I papa in tutte le solennità del Signore Gesù Cristo, della Vergine e dei santi, nelle memorie dei santi le cui reliquie si conservano in Abbazia.

Allo stesso modo sarà possibile lucrare l’indulgenza plenaria per l’Esaltazione della Croce (14 settembre), una volta all’anno in un giorno scelto dal singolo fedele ed ogni volta che si compie un pellegrinaggio di gruppo o individuale alla Basilica abbaziale di Nonantola.

RicorrenzaData indicata
Santa Fosca13 febbraio
Sant’Anselmo3 marzo e 1° maggio
Sant’Anseride26 aprile
Santi Senesio e Teopompo21 maggio
Sant’Adriano III papa8 luglio
San Carlo Borromeo4 novembre
San Silvestro31 dicembre
Esaltazione della Croce14 settembre

I fedeli che, per vecchiaia, malattia o altre gravi cause, non potessero recarsi alla Basilica abbaziale, potranno conseguire l’indulgenza plenaria, se, detestando il peccato e formulando l’intento di assolvere alle tre consuete condizioni (confessione, comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa), si uniscano alle celebrazioni mediante l’uso di una immagine del santo di cui si celebra la memoria o la festa ed offrendo alla misericordia di Dio le proprie preghiere, i propri dolori e le proprie tribolazioni.

La Penitenzieria Apostolica, per agevolare ai fedeli il conseguimento dell’indulgenza, chiede al priore, al penitenziere e a tutto il capitolo concattedrale di prestarsi con animo pronto e generoso alla celebrazione del sacramento della penitenza.

Come organizzare la visita individuale

Il pellegrino autonomo può costruire il proprio itinerario iniziando dalla Basilica abbaziale e proseguendo verso il Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra, il Giardino Perla Verde, la Torre dei Bolognesi e la Pieve di San Michele Arcangelo.

È utile distinguere gli spazi di culto dagli ambienti museali e dagli edifici visitabili lungo il percorso. La Sala degli Affreschi, al momento non aperta al pubblico poiché in attesa dei restauri per i danni causati dal terremoto del 2012, deve essere considerata come una testimonianza osservabile nel contesto del percorso, ma non come una tappa ordinariamente accessibile.

Per una visita più attenta, il pellegrino può dedicare un momento alla preghiera nella basilica, soffermarsi nella cripta, osservare il portale e le absidi, quindi approfondire nel museo la storia dell’abbazia attraverso reliquie, pergamene, codici e opere d’arte.

Orari e modalità di accesso

In occasione di Monasteri Aperti, per tutto ottobre 2024, la Basilica abbaziale era indicata aperta tutti i giorni dalle 8 alle 18.30, con orario continuato. Il Museo Benedettino e Diocesano era indicato aperto dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30.

Le visite guidate erano programmate per domenica 6 ottobre alle ore 15, con ritrovo presso la biglietteria del Museo Diocesano in Piazza Caduti Partigiani 6. La prenotazione era obbligatoria e i posti erano limitati.

Per un pellegrinaggio individuale è quindi opportuno verificare prima della partenza gli orari aggiornati della basilica, del museo e degli eventuali percorsi speciali, distinguendo sempre l’accesso alla chiesa dalle visite museali o guidate.

Un itinerario più ampio con Modena

La visita all’Abbazia di Nonantola può essere inserita in un itinerario culturale più ampio che comprenda anche Modena. Una passeggiata nel centro storico permette di scoprire in particolare il meraviglioso complesso romanico medioevale composto da: Duomo, Torre Ghirlandina e Piazza Grande, dichiarato dall’Unesco, nel 1997, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Nel centro storico di Modena si possono inoltre visitare gli scorci più caratteristici e la splendida Piazza Roma dove si affaccia il Palazzo Ducale di Modena. L’accostamento tra Nonantola e Modena consente di mettere in relazione la storia dell’abbazia con il patrimonio religioso, civile e artistico della città.

Duomo Ghirlandina Piazza Grande Modena

Le principali testimonianze da osservare

  • La sobria facciata in laterizi dell’Abbazia di San Silvestro.
  • Lo splendido portale romanico attribuito all’ambito wiligelmico.
  • La cripta con la selva di colonne.
  • Le absidi della chiesa visibili dal giardino abbaziale.
  • Il porticato trecentesco dell’antico complesso monastico.
  • La reliquia della Santa Croce conservata nel Tesoro abbaziale.
  • I diplomi con i monogrammi dell’imperatore Carlo Magno e della Contessa Matilde di Canossa.
  • Il grande Polittico quattrocentesco di Michele di Matteo.
  • La Pala di San Carlo Borromeo di Ludovico Carracci (1613-16).
  • L’Evangelistario di Matilde di Canossa (sec. XI-XII).
  • Un antico graduale gregoriano (sec. XI).
  • La Pieve di San Michele Arcangelo e le sue absidi romaniche.

Il significato del cammino

Le pietre dell’Abbazia raccontano uomini e donne del popolo e della nobiltà, poveri e ricchi, santi e peccatori; sono testimonianza di culture e società succedutesi nelle diverse epoche storiche. La visita individuale permette di attraversare questi luoghi con tempi personali, unendo l’osservazione dell’arte alla preghiera e alla memoria dei pellegrini che hanno raggiunto l’abbazia nei secoli.

Il complesso conserva così una continuità tra passato e presente: il monastero benedettino, la basilica concattedrale, l’Archivio Abbaziale, la Biblioteca Diocesana, il Museo Benedettino e Diocesano e gli altri edifici medievali di Nonantola formano un unico itinerario di fede, storia e arte.

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