“Revelation” corrisponde al libro biblico dell’Apocalisse, chiamato anche Rivelazione di Gesù Cristo. Nella Bibbia italiana si trova alla fine del Nuovo Testamento, dopo le lettere apostoliche, ed è attribuito a Giovanni.
Il nome greco del libro biblico di Rivelazione, apokàlypsis (apocalisse), significa “scoprimento” o “svelamento”; e a ragione, perché questo libro svela cose che erano state nascoste e avvenimenti che si sarebbero verificati parecchio tempo dopo la sua stesura. Molte delle sue profezie devono ancora adempiersi.
Il titolo e il significato del libro
La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve; ed egli l'ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servitore Giovanni, il quale ha attestato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, tutto ciò ch'egli ha veduto.
Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che sono scritte in essa, poiché il tempo è vicino!
La r. biblica avviene in molteplici modi: con i sogni, le visioni, l'ascolto della parola divina o con l'esperienza di Dio comunicata attraverso un messaggio. Possiamo osservare la r. nella creazione e nella storia.
Il prologo del Vangelo di Giovanni (1,1-8) riassume la r. per la comunità cristiana: la vita divina, la luce, la gloria, la grazia e la verità, si manifestano nell'Incarnazione della Parola in Cristo.
Dove si trova nella Bibbia
“Revelation” è il titolo inglese del libro che in italiano viene normalmente indicato come Apocalisse. La forma completa del titolo è Apocalisse di Giovanni oppure Rivelazione di Gesù Cristo.
Il libro appartiene al Nuovo Testamento e costituisce il suo testo conclusivo. Il primo capitolo lo presenta come una rivelazione comunicata da Dio a Gesù Cristo, trasmessa mediante un angelo e affidata a Giovanni.
| Nome | Corrispondenza |
|---|---|
| Revelation | Apocalisse |
| Apokàlypsis | Scoprimento o svelamento |
| Apocalisse di Giovanni | Libro conclusivo del Nuovo Testamento |
| Rivelazione di Gesù Cristo | Titolo con cui il libro si apre |
Chi è l’autore e a chi è indirizzato
Giovanni alle sette chiese che sono nell'Asia: Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette Spiriti che son davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il fedel testimone, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.
A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all'Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l'imperio nei secoli dei secoli. Amen.
Io, Giovanni, vostro fratello e partecipe con voi della tribolazione, del regno e della costanza in Gesù, ero nell'isola chiamata Patmo a motivo della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.
Fui rapito in Ispirito nel giorno di Domenica, e udii dietro a me una gran voce, come d'una tromba, che diceva: Quel che tu vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea.
La struttura dell’Apocalisse
Il libro è composto da un’introduzione, dai messaggi alle sette chiese dell’Asia, da una serie di visioni profetiche e da una conclusione.
- Introduzione (Rivelazione 1:1-9).
- Messaggi di Gesù alle sette congregazioni (Rivelazione 1:10-3:22).
- Visione di Dio sul suo trono in cielo (Rivelazione 4:1-11).
- Serie di visioni, ognuna delle quali introduce la successiva.
- Sette sigilli (Rivelazione 5:1-8:6).
- Sette trombe; le ultime tre introducono tre guai (Rivelazione 8:7-14:20).
- Sette coppe, ciascuna contenente una piaga che rappresenta un giudizio divino da versare sulla terra (Rivelazione 15:1-16:21).
- Visioni della distruzione dei nemici di Dio (Rivelazione 17:1-20:10).
- Visioni delle benedizioni di Dio per il cielo e la terra (Rivelazione 20:11-22:5).
- Conclusione (Rivelazione 22:6-21).
Il prologo e la visione di Cristo
La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve; ed egli l'ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servitore Giovanni, il quale ha attestato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, tutto ciò ch'egli ha veduto.
Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che sono scritte in essa, poiché il tempo è vicino!
Ecco, egli viene colle nuvole; ed ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen.
Io son l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Iddio che è, che era e che viene, l'Onnipotente.
E io mi voltai per veder la voce che mi parlava; e come mi fui voltato, vidi sette candelabri d'oro; e in mezzo ai candelabri Uno somigliante a un figliuol d'uomo, vestito d'una veste lunga fino ai piedi, e cinto d'una cintura d'oro all'altezza del petto.
E il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come candida lana, come neve; e i suoi occhi erano come una fiamma di fuoco; e i suoi piedi eran simili a terso rame, arroventato in una fornace; e la sua voce era come la voce di molte acque.
Ed egli teneva nella sua man destra sette stelle; e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza.
E quando l'ebbi veduto, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere; io sono il primo e l'ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell'Ades.
Scrivi dunque le cose che hai vedute, quelle che sono e quelle che devono avvenire in appresso, il mistero delle sette stelle che hai vedute nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro.
Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri sono le sette chiese.
I messaggi alle sette chiese
La prima grande sezione dell’Apocalisse contiene i messaggi rivolti alle sette chiese dell’Asia: Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea.
Efeso
All'angelo della Chiesa di Efeso scrivi: Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro:2 Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi; li hai messi alla prova - quelli che si dicono apostoli e non lo sono - e li hai trovati bugiardi.
Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima.
Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto.
Smirne
All'angelo della Chiesa di Smirne scrivi: Così parla il Primo e l'Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita:9 Conosco la tua tribolazione, la tua povertà - tuttavia sei ricco - e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana.
Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.
Pergamo
All'angelo della Chiesa di Pèrgamo scrivi: Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli:13 So che abiti dove satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di satana.
Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di Balaàm, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d'Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione.
Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti. Ravvediti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.
Tiatira
All'angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi: Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente.
Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime.
Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Iezabèle, la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli.
Sardi
All'angelo della Chiesa di Sardi scrivi: Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle: Conosco le tue opere; ti si crede vivo e invece sei morto.
Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio.
Ricorda dunque come hai accolto la parola, osservala e ravvediti, perché se non sarai vigilante, verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io verrò da te.
Filadelfia
All'angelo della Chiesa di Filadelfia scrivi: Così parla il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide: quando egli apre nessuno chiude, e quando chiude nessuno apre.
Conosco le tue opere. Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere. Per quanto tu abbia poca forza, pure hai osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.
Poiché hai osservato con costanza la mia parola, anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra.
Laodicea
All'angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi: Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio:
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.
Tu dici: «Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla», ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo.
Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti.
Le visioni profetiche
La seconda grande parte del libro presenta visioni riguardanti il trono di Dio, l’Agnello, il rotolo sigillato, i sigilli, le trombe, le coppe e il giudizio finale.
Dio affida all'Agnello i destini del mondo.
Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.
Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto.
Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio.
Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d'occhi davanti e di dietro.
E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone davanti al trono.
«Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono».
Il rotolo e l’Agnello
E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.
Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?».
Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo.
Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».
Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.
E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono.
Cantavano un canto nuovo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra».
I simboli dell’Apocalisse
Rivelazione usa molti “segni”, o simboli, che non vanno presi alla lettera (Rivelazione 1:1).
Molti importanti simboli ed entità di Rivelazione compaiono in precedenti libri della Bibbia:
- Geova: “il vero Dio nei cieli” e il Creatore di tutte le cose (Deuteronomio 4:39; Salmo 103:19; Rivelazione 4:11; 15:3).
- Gesù Cristo: “l’Agnello di Dio” (Giovanni 1:29; Rivelazione 5:6; 14:1).
- Satana il Diavolo: l’avversario di Dio (Genesi 3:14, 15; Giovanni 8:44; Rivelazione 12:9).
- Babilonia la Grande: come l’antica Babilonia (Babele), nemica di Geova Dio e del suo popolo nonché fonte di menzogne religiose (Genesi 11:2-9; Isaia 13:1, 11; Rivelazione 17:4-6; 18:4, 20).
- “Il mare”: l’umanità malvagia che si oppone a Dio (Isaia 57:20; Rivelazione 13:1; 21:1).
- Elementi che corrispondono al tabernacolo usato anticamente per l’adorazione di Dio, tra cui l’arca del patto, il mare di vetro, lampade, offerte di incenso e un altare per i sacrifici.
- Le bestie selvagge, che simboleggiano governi umani (Daniele 7:1-8, 17-26; Rivelazione 13:2, 11; 17:3).
- Numeri usati in senso simbolico (Rivelazione 1:20; 8:13; 13:18; 21:16).
La rivelazione biblica è collegata alla creazione, alla storia della salvezza, alla profezia e alla testimonianza apostolica. La Bibbia stessa è descritta nella tradizione cristiana come la “Parola di Dio”, ma la frase dev'essere considerata attentamente.
Gli autori ispirati misero per iscritto le parole che noi troviamo in entrambi i testamenti e queste sono un richiamo alla r. di Dio ed una testimonianza ad essa.
La realtà che Dio non può essere rinchiuso nelle parole degli uomini, è implicita in tutto questo (cf Is 55,8-9). Il mistero divino è al di là della possibilità di espressione umana, perciò, avendo come punto di partenza questo, le parole umane della Bibbia sono limitate nel tempo.
Infatti, danno solo una visione parziale della pienezza di Dio espressa nella persona di Gesù Cristo.
Il rapporto con l’Antico Testamento
L’Apocalisse utilizza immagini e temi già presenti nell’Antico Testamento. La Bibbia stessa si formò sulle tradizioni che riguardavano la legge ed i profeti e sulla trasmissione per tradizione del mistero di Cristo: dietro a tutto questo c'era la tradizione.
Il libro richiama il linguaggio profetico di Daniele, Ezechiele, Zaccaria, Isaia e di altri testi biblici. Le immagini del trono, delle lampade, dei candelabri, degli angeli, delle bestie, del tempio e del giudizio appartengono a una rete di riferimenti che attraversa le Scritture.
La prima e principale r. fatta nelle Sacre Scritture è anche mediata tramite la liturgia come indicato al n. 33 della Costituzione sulla sacra liturgia del Concilio Vaticano II: “Nella liturgia, infatti, Dio parla al suo popolo: Cristo annunzia ancora il Vangelo”.
In questo modo, l'originale r. biblica è trasmessa da generazione a generazione sotto la guida della Chiesa. Bibbia e tradizione non possono essere separate.
Il tempio e i due testimoni in Apocalisse 11
Uno dei passaggi più discussi è Apocalisse 11, dove Giovanni riceve l’ordine di misurare il tempio, l’altare e gli adoratori.
Poi mi fu data una canna, simile ad una verga. E l’angelo stando ritto disse: «Alzati e misura il tempio di Dio, l’altare e quelli che vi adorano».
A volte nell’Antico Testamento il concetto di misurazione comunica proprietà, protezione e preservazione. La misurazione di questo tempio mostra che Dio conosce ogni sua dimensione e che Lui è al comando.
Molti considerano questo tempio un simbolo della chiesa. Paolo descrive la chiesa come un tempio: Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore.
Pietro descrive la chiesa come un tempio: Anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale.
Il testo parla anche del cortile esterno e del periodo di quarantadue mesi.
«Ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi».
La santa città, Gerusalemme, sarà calpestata per un periodo di quarantadue mesi, corrispondente a 1260 giorni, tre anni e mezzo.
Il capitolo presenta poi i due testimoni:
«Ma io darò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno milleduecentosessanta giorni, vestiti di sacco. Questi sono i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Dio della terra.
E se qualcuno vuole far loro del male, esce fuoco dalla loro bocca e divora i loro nemici; e chiunque vuole far loro del male deve essere ucciso in questa maniera.
Costoro hanno potestà di chiudere il cielo, perché non cada alcuna pioggia nei giorni della loro profezia; essi hanno pure potestà sulle acque, per convertirle in sangue e per percuotere la terra con qualunque piaga, ogni volta che vorranno».
I testimoni ricevono potenza dallo Spirito Santo in maniera unica e continua, come si vede negli ulivi e nell’immagine delle lampade a olio di Zaccaria.
I due testimoni godono di una protezione particolare da parte di Dio, simile a quella di Elia in 2 Re 1.
I due testimoni hanno il potere di causare siccità e pestilenza, simile al potere che avevano Elia e Mosè.
La morte e la risurrezione dei due testimoni
E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà.
E i loro cadaveri giaceranno sulla piazza della grande città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il nostro Signore è stato crocifisso.
E uomini dei vari popoli, tribù, lingue e nazioni vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo, e non permetteranno che i loro cadaveri siano deposti nei sepolcri.
E gli abitanti della terra si rallegreranno su di loro, faranno festa e si manderanno doni gli uni agli altri, perché questi due profeti avevano tormentato gli abitanti della terra.
Sebbene i due testimoni verranno uccisi dalla bestia che sale dall’abisso, il loro ministero non sarà interrotto. Assolveranno completamente il loro mandato.
Questo passo illustra la differenza tra l’essere testimoni e dare testimonianza. Testimoni non è qualcosa che facciamo, ma qualcosa che siamo. Dare testimonianza è ciò che fa un testimone.
La funzione spirituale della Rivelazione
Per chi serve Dio, Rivelazione ha un contenuto positivo, non spaventoso o terrificante.
Anche se molti associano la parola “apocalisse” a qualcosa di catastrofico, il libro inizia e finisce dicendo che chi legge, comprende e ne mette in pratica il messaggio sarà felice di averlo fatto.
La risposta alla r. è la fede nelle parole di Gesù: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”.
E la risposta vera dipende dall'azione del Dio che si rivela!
Gli scritti dei mistici comunicano soltanto ciò che riguarda sostanzialmente la r. della quale la Bibbia dà testimonianza. Ma questi scritti sono molto importanti per il fatto che intendono questa r. in modo accessibile agli altri.
Questa “pubblica r.” si chiuse con la fine della testimonianza apostolica, ma essa è subordinata ad una sempre più profonda indagine conoscitiva da parte dei cristiani.
La r. della quale abbiamo parlato è la r. pubblica, contrapposta alle rivelazioni private che sono state fatte a molti mistici ed a persone di profonda spiritualità.
La r. privata non richiede un consenso umano da parte dei credenti, come invece richiede la r. pubblica.
Chiama alla fede colui che ha ricevuto una vera comunicazione da Dio, ma ogni r. privata dev'essere accettata con cautela e dopo prova.
Come leggere il libro di Revelation
Per capire il libro di Rivelazione abbiamo bisogno delle stesse cose che ci aiutano a capire il resto della Bibbia, tra cui la sapienza di Dio e l’aiuto di coloro che già ne capiscono il significato.
Le visioni riguardano il “giorno del Signore”, che ebbe inizio quando il Regno di Dio fu stabilito nel 1914 e Gesù cominciò a regnare.
Possiamo quindi aspettarci che il principale adempimento di Rivelazione abbia luogo nel nostro tempo.
La lettura dell’Apocalisse richiede attenzione ai simboli, ai riferimenti dell’Antico Testamento e al collegamento tra le diverse visioni. I simboli non vanno automaticamente interpretati in senso letterale, perché il libro stesso presenta numeri, animali, oggetti e scene con un forte valore figurativo.
Il messaggio centrale rimane la rivelazione di Gesù Cristo, la testimonianza della sua morte e risurrezione, il giudizio sui nemici di Dio e la promessa della vita per coloro che rimangono fedeli.

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