Nome del parroco di Ossanesga: don Eros Accorigi

Il parroco della comunità dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia di Ossanesga è don Eros Accorigi, sacerdote della Diocesi di Bergamo. È entrato in servizio nella comunità parrocchiale dal 2 ottobre, dopo aver accettato l’incarico affidatogli dal vescovo Francesco attraverso il vicario generale.

Don Eros Accorigi è nato a Bergamo il 6 ottobre 1970, è cresciuto a Sabbio di Dalmine e ha ricevuto nella propria parrocchia il dono della fede della Chiesa. Prima di diventare parroco di Ossanesga ha svolto incarichi pastorali ad Almenno San Salvatore, Piario, Ogna, Nasolino e Valzurio, occupandosi anche della cappellania dell’Ospedale “A. Locatelli” di Piario.

Chi è don Eros Accorigi

Mi chiamo don Eros Accorigi e sono nato a Bergamo il 6 ottobre 1970. Sono cresciuto a Sabbio di Dalmine nella mia famiglia- con papà , mamma, la sorella maggiore e il fratello minore- e nella mia Comunità parrocchiale ho ricevuto il dono della fede della Chiesa.

Nel corso degli anni ho fatto la mia parte nella Comunità come chierichetto, lettore, animatore d’ oratorio, catechista, cantore ed organista. Su invito di un seminarista che nei fine settimana prestava servizio nella mia Parrocchia, ho iniziato a frequentare gli incontri vocazionali del Seminario diocesano a 17 anni.

Dopo la scuola superiore ho frequentato per poco meno di due anni l’ università a Milano e in contemporanea ho concluso un ciclo di studi musicali. Dopo un anno di esperienza lavorativa, all’ alba dei 22 anni sono entrato in Seminario nella Scuola vocazionale giovanile e dopo un anno in questa comunità sono passato al Seminario maggiore, iniziando il cammino comunitario e scolastico della teologia .

Il 29 maggio del 1999 venivo ordinato prete dal compianto vescovo Roberto Amadei. Il 9 settembre dello stesso anno vengo destinato come direttore dell’ Oratorio ‘ S. Filippo Neri’ di Almenno San Salvatore, dove ci sono rimasto per undici anni.

Gli incarichi pastorali prima di Ossanesga

Nel settembre 2010 invece sono stato nominato Parroco di Piario e per due anni anche Amministratore parrocchiale di Ogna, Nasolino con Valzurio. Con l’ inizio della pandemia, nel 2020 ho svolto anche l’ incarico di cappellano dell’ Ospedale ‘A.Locatelli’ di Piario, ospedale civile dell’ Altra Val Seriana.

Infine, nel marzo scorso il vescovo Francesco, nella persona del suo vicario generale, mi ha chiesto di diventare vostro parroco ed ho accettato con filiale obbedienza. In precedenza non ho avuto a che fare con la vostra Parrocchia nemmeno indirettamente-quando ero al Almenno eravate infatti in un altro Vicariato e neppure ho avuto occasione di mettere piede nel vostro territorio, sebbene poco distante sia da Dalmine che da Almenno San Salvatore.

PeriodoIncarico o attività
A 17 anniInizio degli incontri vocazionali del Seminario diocesano
All’alba dei 22 anniIngresso in Seminario nella Scuola vocazionale giovanile
29 maggio 1999Ordinazione sacerdotale
Dal settembre 1999Direttore dell’Oratorio “S. Filippo Neri” di Almenno San Salvatore
Dal settembre 2010Parroco di Piario e, per due anni, Amministratore parrocchiale di Ogna, Nasolino con Valzurio
Dal 2020Cappellano dell’Ospedale “A. Locatelli” di Piario
Dal 2 ottobreParroco della comunità dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia in Ossanesga

Il rapporto con la comunità di Ossanesga

Il Cre dei piccoli di Almenno veniva sì in gita annualmente al rinomato parco delle Cornelle, ma io accompagnavo in gita quelli grandi che andavano altrove e, dunque, manco il parco ho visitato. Nella conoscenza di voi e della vostra Comunità parto allora da zero, ma libero da ogni pregiudizio e da ogni impressione preconcetta.

Nei primi tempi allora, oltre a presiedere la Comunità e le attività che costituiscono l’ azione pastorale della vostra Parrocchia, dedicherò buona parte del mio tempo a conoscervi e apprezzarvi come Comunità fraterna, come gruppi parrocchiali, come famiglie e come singoli.

Poi verrà il tempo del rinnovo degli organismi di partecipazione pastorale e quello del discernimento in vista di nuove scelte pastorali o di una ricalibratura delle varie attività pastorali che da tempo mettete in campo per dare buona testimonianza del Vangelo alle persone che vivono nel vostro territorio.

Buona testimonianza la dà infatti la vita fraterna della Comunità parrocchiale stessa, il cui vissuto formato, plasmato, dalla fede in Gesù mostra né più e né meno a chi le è prossimo la verità del Vangelo e che il Vangelo è la verità dell’ umano a noi comune.

La fede nel Vangelo diventa infatti significativa se si mostra come la verità di quel bene compiuto che, nella forma di un appello ad agire, caratterizza tutti i nostri legami personali e tutti i nostri legami con il grande creato.

Questo bene compiuto è sentito da tutti noi ma contemporaneamente ci è ignoto ed è al di là di ogni nostra realizzazione pratica; nostro Signore con il suo esempio e a prezzo del suo sangue ce ne ha pienamente rivelato la sua verità affidabile.

Mi auguro di servire in modo evangelico la vostra Comunità e di portare il mio contributo, negli gli anni che starò con voi, affinché il Signore Gesù renda sempre più a lui gradita la vostra Parrocchia in relazione con le Parrocchie vicine e con la Diocesi intera.

La distribuzione della Comunione a Ossanesga

Una chierichietta distribuisce la comunione. E la comunità dei fedeli "si ribella". Fa discutere, infatti, la decisione di don Eros Accorigi, un parroco bergamasco, che durante la messa di domenica scorsa alla frazione Ossanesga, a Valbrembo (Bergamo) nella chiesa di Santi Vito, Modesta e Crescenza Martiri (vicariato Dalmine-Stezzano), ha fatto distribuire la Comunione a una bambina scatenando le proteste di molti.

Il momento è andato virale sui social. Scatenando molte polemiche. Nella clip si vede il presbitero diocesano distribuire l'Eucarestia e alla sua destra la bambina fare altrettanto.

chierichetta distribuisce Comunione in chiesa

Il fatto, accaduto durante la messa di domenica 22 ottobre nella chiesa dei santi Vito, Modesto e Crescenzia ad Ossanesga (una delle frazioni di Valbrembo) è stato filmato con un cellulare. Postato in Rete, con migliaia di visualizzazioni, il video ha sollevato un mezzo polverone tra l’indignazione dei «puristi» del diritto canonico che lo hanno definito un «orrore liturgico», e lo stupore di fedeli «normali» per i quali una cosa del genere non è comprensibile.

Da qui, le mail inoltrate alla Curia di Bergamo nei giorni scorsi con cui l’accaduto veniva segnalato e stigmatizzato, anche se c’è chi, in primis lo stesso don Accorigi, non ci ha visto nulla di male.

La spiegazione di don Eros Accorigi

Il sacerdote ha poi spiegato: "Ero rimasto senza ministro straordinario della Comunione. Ho pensato di chiedere alla bimba che mi stava servendo messa come chierichetta. Che mi pare la più pura di cuore in mezzo a tanti peccatori. Sembra quasi che abbia ucciso una persona, non mi pare che sia stata vilipesa l'Eucarestia… non mi pare proprio".

«Ho pensato di chiedere alla bimba che mi stava servendo Messa come chierichetta di distribuire la Comunione - ha spiegato don Eros a la Nuova Bussola quotidiana» (sito web di giornalisti cattolici) - lei mi pare la più pura di cuore in mezzo a tanti peccatori. Sembra quasi che abbia ucciso una persona, non mi pare proprio che sia stata vilipesa l’Eucarestia».

L’intervento della Curia di Bergamo

Dalla Curia sono intervenuti il vicario generale don Davide Pelucchi e l’ufficio liturgico, che hanno esortato il parroco a non ripetere più questo comportamento.

Su don Accorigi, spiegano dalla Curia, è intervenuto sia il vicario generale don Davide Pelucchi, sia l’ufficio liturgico (ieri, lunedì, non è stato possibile contattare don Doriano Locatelli, dal 2013 direttore dell’ufficio) esortando il parroco a non ripetere la cosa. Una sorta di ammonimento, di cui il don dovrà tener conto.

Chi può distribuire la Comunione

La nomina a Ministri straordinari della Comunione eucaristica avviene con appositi corsi e il parroco deve attestare come il candidato sia «persona di buona fama, inserito nella vita parrocchiale e con attitudini nel rapportarsi con le persone anziane».

Ma questo non toglie che, come spiega sua Eccellenza Daniele Gianotti, vescovo di Crema e delegato della Conferenza episcopale lombarda per la Liturgia e la Catechesi, «si verifichino condizioni nelle quali il celebrante possa scegliere sul momento di avvalersi per la distribuzione dell’Eucarestia di un fedele».

Eventualità riportata, precisa il vescovo, «anche in una norma del Codice di diritto canonico, secondo il quale “Ove lo suggerisca la necessità della Chiesa, in mancanza di ministri, anche i laici, pur senza essere lettori o accoliti, possono supplire alcuni dei loro uffici, cioè distribuire la sacra Comunione.

Nel Messale è, infatti, prevista una benedizione per il fedele incaricato occasionalmente di distribuire la Comunione durante la messa. Ma, naturalmente, c’è un criterio di età da tenere presente e di una formazione spirituale che preveda di aver ricevuto i principali Sacramenti».

L’agiografia lo ricorda come un «giovinetto» ucciso «da un gruppo di pagani mentre portava l’eucarestia ad altri fratelli cristiani». Quanti anni avesse san Tarcisio, patrono dei ministri straordinari della Comunione dall’epoca del martirio, nel 257 dopo Cristo, non è dato sapere, ma l’iconografia tradizionale lascia supporre un’età infantile.

Distribuire l'Eucaristia, ma non solo...

Che dovrebbe coincidere con quella della piccola chierichetta incaricata da don Eros Accorigi, parroco di Valbrembo di distribuire la Comunione ai fedeli.

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