Qual è il nome del monte sacro della Palestina?

La soluzione della definizione «Monte sacro della Palestina» è Tabor, una parola di cinque lettere. Il monte Tabor è un dosso isolato della Galilea, al centro della pianura di Esdrelon, tradizionalmente associato alla Trasfigurazione di Gesù.

Il Tabor è ricordato anche come monte sacro per le tribù israelitiche del nord e come luogo di grande importanza storica e religiosa. La risposta corretta per le parole crociate è quindi TABOR.

DefinizioneSoluzioneLunghezza
Monte sacro della PalestinaTABORcinque lettere
Monte sacro della GalileaTABORcinque lettere
Il biblico monte su cui ebbe luogo la TrasfigurazioneTABORcinque lettere

Il monte Tabor: posizione e caratteristiche

Il Tabor è un dosso isolato della Galilea, al centro della pianura di Esdrelon. Il monte raggiunge circa 588-602 metri e si eleva nettamente sulla pianura circostante, offrendo un ampio punto di osservazione sulla Galilea.

In arabo il monte è chiamato Gebel eṭ-Ṭur. Anticamente segnava il confine della Palestina verso nord ed era considerato un monte sacro per le tribù israelitiche settentrionali.

La sua posizione e la sua forma isolata contribuirono alla sua importanza strategica e religiosa. La grotta con segni di sacertà, conservata sotto la basilica attuale, stava forse in relazione con il primitivo culto al dio del monte.

Monte Tabor nella pianura di Esdrelon

Il Tabor nella tradizione cristiana

Fin dal III secolo d.C. la tradizione localizzò sul monte Tabor la Trasfigurazione del racconto evangelico. Secondo questa tradizione, Gesù sarebbe salito sul monte insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni, manifestando ai discepoli la propria gloria.

Nel V secolo vi fu eretta una basilica bizantina dedicata al Salvatore, con due cappelle annesse dedicate a Mosè e a Elia. La basilica ricordava la tradizione della Trasfigurazione e trasformò progressivamente la storia del monte nella storia del suo santuario.

Nel III secolo il monte è ricordato negli scrittori come luogo della Trasfigurazione di Gesù e la basilica bizantina sacra al Salvatore con le due annesse cappelle dedicate a Mosè e ad Elia ricorda questa tradizione. Da allora la storia del monte si confonde con quella del Santuario.

La storia del santuario sul monte Tabor

Nel 1099 Tancredi, principe della Galilea, affidò la cura del santuario ai monaci benedettini. I benedettini restaurarono e ingrandirono la chiesa e il monastero attiguo, che venne circondato da un muro di difesa.

Nel 1113 circa 70 monaci furono trucidati dai Turchi, ma la nuova colonia monastica, munita di una più salda opera di difesa, poté respingere nel 1183 le truppe di Saladino. Queste ultime avevano invece preso e saccheggiato il vicino convento greco di S. Elia.

Dopo la battaglia di Hattin, i monaci dovettero abbandonare il luogo e rifugiarsi a S. Giovanni d’Acri. Sulle rovine degli edifici cristiani, nel 1211, il sultano al-‛Adīl fece costruire una grandiosa fortezza.

La fortezza, sfuggita incolume agli assalti dell’esercito latino nel 1217, fu fatta abbattere nel 1218 dallo stesso sultano per non offrire pretesto di attacchi ai crociati.

Nel 1255 il papa Alessandro IV donò il monte Tabor all’Ordine dell’ospedale di S. Giovanni. Nel 1263 il sultano Baybars s’impossessò del monte e fece abbattere gli edifici religiosi e le fortezze che gli ospitalieri avevano nel tempo riedificato.

Le vestigia delle chiese e dei monasteri, con il completo abbandono del monte, sparirono sotto un cumulo di macerie. Un nuovo stabile insediamento cristiano si ebbe nel XIX secolo, a opera dei francescani di Terra Santa.

La presenza francescana e la basilica attuale

Nel 1631 Francesco da Verazzano, console del granduca di Toscana a Saida, ottenne dall’emiro Fakhr-ad-dīn l’autorizzazione per i francescani della custodia di Terra Santa di stabilirsi al Tabor. Soltanto nel 1873, però, i francescani poterono prendervi dimora stabile.

Pazienti ricerche permisero allora di rilevare il piano degli antichi edifici. Scavi metodici non furono iniziati se non dopo la guerra mondiale.

Nel 1924, sopra le rovine delle precedenti basiliche, fu consacrata la nuova basilica, concepita nello stile siriano di quella di Turmanin, su disegno e con l’esecuzione di A. Barluzzi.

Nel centro della basilica uno scalone ampio quanto la navata centrale conduce alla cripta, che conserva le antiche mura e il vetusto altare rinvenuto negli scavi. La volta della cripta, come l’abside dell’altare maggiore, è ornata di mosaici su cartoni di Rodolfo Villani.

La cerchia delle mura antiche, oggi restaurate, contorna tutto l’altipiano su cui sorge la basilica, coronata dalle rovine del monastero benedettino. Tra le rovine si vedono il refettorio e la sala capitolare.

A destra si trova la chiesa greca di S. Elia, che conserva frammenti di mosaici bizantini ed elementi di architettura romanica.

Basilica della Trasfigurazione sul monte Tabor

Il Tabor nelle definizioni dei cruciverba

Nei cruciverba, la risposta Tabor può essere richiesta attraverso diverse formulazioni. Le definizioni più ricorrenti richiamano la Galilea, la Trasfigurazione di Gesù o il carattere sacro del monte.

  • Monte sacro della Palestina;
  • Monte sacro della Galilea;
  • Il biblico monte su cui ebbe luogo la Trasfigurazione;
  • Dosso isolato della Galilea;
  • Monte al centro della pianura di Esdrelon.

Quando la definizione indica un monte sacro della Palestina e richiede cinque lettere, la soluzione è dunque TABOR. Il riferimento geografico e quello evangelico conducono alla stessa risposta.

Da non confondere con il monte Carmelo

Un’altra montagna sacra della Palestina è il monte Carmelo, ma non è la soluzione della definizione «Monte sacro della Palestina» quando sono richieste cinque lettere. Il Carmelo è infatti una catena montuosa legata soprattutto al profeta Elia e all’origine dell’Ordine carmelitano.

Il Carmelo è una catena di montagne di formazione calcarea, che si stacca dal sistema di Samaria prolungandosi verso il Mediterraneo e termina in un promontorio sopra la città di Haifa. È lungo circa venticinque chilometri e largo tra i dieci e i quindici, con un’altezza media di 500 metri.

Il suo nome deriva da kerem, che significa porto, vigna o giardino, sempre con una connotazione di bellezza. In questa catena di montagne sgorgano abbondanti sorgenti e sui suoi gioghi e nelle sue valli cresce una flora ricca e variata, tipicamente mediterranea.

La vegetazione comprende lauri, mirti, lecci, tamarindi, cedri, pini, carrubi e lentischi. Questa fertilità è sempre stata proverbiale e nei diversi libri dell’Antico Testamento appare come simbolo della prosperità d’Israele oppure, in caso di desolazione, della sua disgrazia.

Il monte Carmelo e il profeta Elia

La storia del Carmelo è intimamente legata al profeta Elia, che visse nel IX secolo prima di Cristo. Secondo tradizioni raccolte dai Padri della Chiesa e da scrittori antichi, diversi luoghi del monte conservavano il ricordo della sua presenza.

Tra questi luoghi vi erano una grotta sul versante nord, sopra il capo di Haifa, dove prima Elia e poi Eliseo avrebbero stabilito la loro dimora; il luogo in cui si riunivano i suoi discepoli, chiamato dai cristiani Scuola dei Profeti; una sorgente conosciuta come fonte di Elia; e la cima di El-Muhraqa, presso il torrente del Quison.

Secondo il primo libro dei Re, proprio sul Carmelo Elia affrontò i 450 profeti di Baal. Per la sua preghiera, Dio fece scendere il fuoco dal cielo e il popolo abbandonò l’idolatria.

Il monte Carmelo fu considerato luogo sacro fin dalla più lontana antichità. Tutmosis III, nelle sue campagne militari in Palestina, menziona fra le sue conquiste anche il monte Carmelo sotto il nome di «Monte Santo».

Il luogo entra nella storia biblica con il profeta Elia al tempo del re d’Israele Acab. Il re aveva sposato Gezabele, di origine fenicia, che aveva importato nel regno d’Israele il culto idolatrico di Baal.

Contro questa apostasia insorse il profeta, che scelse proprio il Carmelo come baluardo del monoteismo contro l’idolatria proveniente dal nord. Il monte divenne sacro alla memoria del profeta più popolare dell’Antico Testamento.

Il Carmelo nella storia cristiana

Diverse tradizioni ricordano come la devozione al profeta Elia continuasse attorno alla sua grotta. Numerosi eremiti continuarono a ritirarsi nelle grotte del monte, in ideale continuità con Elia, Eliseo e i loro discepoli.

In particolare, ci furono insediamenti monastici di epoca bizantina presso la Grotta di Elia, nella chiesa dell’attuale convento. Le iscrizioni trovate negli scavi della grotta provano che la tradizione religiosa relativa alla grotta stessa risale all’epoca talmudica.

Quando i crociati fortificarono il luogo, misero al sicuro anche numerosi monaci cristiani che sul Carmelo si erano da tempo dedicati alla vita eremitica sull’esempio di Elia e con una particolare devozione alla Madonna.

Tali monaci, chiamati originariamente «fratelli di Santa Maria del Carmelo», presero definitivamente il nome di Carmelitani. Con questo nome ebbero l’approvazione di Onorio III nel 1226 e la conferma, pur con modifiche, di Innocenzo IV nel 1245 come Ordine mendicante.

Nel 1291, dopo la sconfitta definitiva dei crociati, i musulmani trucidarono tutti i monaci rimasti. Solo alcuni secoli dopo, nel 1631, i Carmelitani tornarono sul luogo dove era nato il loro ordine e vi costruirono un piccolo convento sul pendio del monte, sotto l’attuale faro.

Nel 1768 lasciarono il convento sotto il faro e si trasferirono presso la venerata grotta. Qui costruirono una chiesa e un convento che da allora andarono progressivamente ampliandosi.

Nel 1799 la campagna di Napoleone contro Akko si concluse con un insuccesso. Ritirandosi, egli lasciò i feriti alle cure dei frati; furono tutti massacrati dai Turchi e il convento venne distrutto.

Perché Tabor è la risposta corretta

La definizione utilizza l’espressione «monte sacro della Palestina» in riferimento al monte Tabor, celebre nella tradizione cristiana per la Trasfigurazione di Gesù e nella storia biblica per la sua posizione tra le tribù israelitiche del nord.

Il monte Carmelo è anch’esso un luogo sacro della Palestina, ma la sua denominazione è più lunga e il suo principale riferimento religioso è il profeta Elia. Per una definizione di cinque lettere, la soluzione esatta resta quindi TABOR.

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