L’Azione Cattolica è una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici: è questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana, con concordia, con uno spirito comune, cercano di servire la Chiesa.
L’Azione Cattolica assume come propria finalità la finalità stessa della Chiesa, vivendo questo orientamento nella concretezza del radicamento locale, là dove la Chiesa prende il volto di una terra, di una cultura, di una storia, di una città e prende la forma di una comunità raccolta attorno al proprio vescovo.
Un’associazione chiamata a costruire il bene
Il nostro stare insieme, la nostra vita associativa, la vita democratica che stiamo sperimentando in questi mesi di itinerario assembleare di Azione cattolica vuole essere un umile segno di tale via alternativa, di un artigianato di pace, di un esercizio di partecipazione e corresponsabilità in ascolto del messaggio di pace che in questi giorni ci viene da Gesù Risorto.
Ci siamo perché l’Ac sa costruire, custodire e valorizzare legami buoni di vita fra le persone e per le persone. Perché l’Ac è a servizio della Chiesa e del Paese, con le sue tante esperienze di condivisione e solidarietà diffuse in tutto il territorio nazionale e le attività di formazione delle coscienze.
Ci siamo perché siamo un’Ac “in uscita”, che riconosce la gioia missionaria del Vangelo in ogni tempo, anche il più complesso. Il primato della vita ci sprona a cercare di dare forma bella e concreta al grande progetto di Dio che si dischiude davanti a noi ogni giorno nella complessità quotidiana, fatta di contraddizioni e di conflitti, là dove le relazioni a volte sono difficili ma non smettono mai di essere occasioni di costruzione di un “noi più grande”.
In questo nostro abbraccio vogliamo ricordarci che la costruzione del bene richiede l’attivazione e l’animazione di percorsi fraterni, di alleanza di bene, di cammini solidali e di dialoghi aperti e franchi: vogliamo essere un’Ac capace di non fare mai preferenza di persone, perché sappiamo che il Vangelo è per tutti, e la vita buona che da esso nasce e rinasce continuamente è un dono che deve essere offerto a tutti.
La vocazione dei laici nella vita quotidiana
Il cuore della nostra esperienza è la scelta di vivere l’essenziale della vita cristiana, cioè la vocazione battesimale, dentro l’universale esperienza delle donne e degli uomini di oggi, senza nulla togliere a ciò che è comune a tutti.
Questo ci chiede l’impegno a dare valore alla vita attraverso l’operosità, l’amore, la responsabilità, la dedizione; a costruire per tutti una civiltà dell’amore. Siamo convinti che la Chiesa abbia bisogno della vocazione laicale per aprirsi sempre più alla vita, per accogliere ogni dimensione e salvarla, per diventare casa aperta, comunione offerta a tutti, vicenda di popolo.
La nostra vocazione di laici cristiani è a servizio del compito della Chiesa tutta ad aprirsi al mondo, al territorio, alla vita, all’esistenza concreta di ogni persona. L’impegno dell’AC è rivolto anche ad ampliare gli spazi tradizionali della missione vivendo la laicità come un talento prezioso che permette di mostrare il volto buono della realtà, di farsene responsabili, di testimoniare nei luoghi della vita quotidiana che il Vangelo dà pienezza all’esistenza e alla nostra stessa umanità.
Dalla parrocchia al mondo
Sappiamo che il luogo naturale quotidiano in cui vivere il nostro radicamento ecclesiale è la parrocchia, dove la Chiesa si fa incontro a tutti; in cui fa famiglia, nel condividere la vicenda umana di tante persone e portando accanto a ciascuno la luce e la forza del Vangelo.
La comunità parrocchiale continua ad essere il contesto ecclesiale in cui l’AC si impegna a svolgere il suo servizio quotidiano perché la Chiesa divenga ogni giorno casa per tutti, capace di annunciare a ciascuno la speranza del Vangelo.
Siamo in piazza San Pietro perché l’Ac è profondamente radicata nelle Chiese locali. È con i piedi e le mani nelle diocesi e nelle parrocchie, nella Chiesa che vive là dove le persone vivono. Ma allo stesso tempo è capace di camminare con la testa alzata, con lo sguardo volto al cammino della Chiesa universale.
Ci siamo, infine, perché amiamo incontrare il Vangelo sul ciglio della strada, negli incroci della vita, sul pianerottolo di un condominio, nelle ore di lavoro di un operaio in fabbrica, accanto ai giovani che tentano nuove sfide nel campo della ricerca e dell’impresa, in parrocchia, nelle Chiese locali, in famiglia, gustando la memoria dei “nostri” anziani e accompagnando il cammino di piccoli e ragazzi.

Le quattro caratteristiche dell’Azione Cattolica
Da diversi decenni i laici sono andati consacrandosi sempre più all’apostolato in molte nazioni e si sono raccolti in forme varie di attività e di associazioni che, in unione particolarmente stretta con la gerarchia, si sono occupate e si occupano di fini propriamente apostolici.
Queste forme di apostolato, si chiamino esse Azione cattolica o con altro nome, esercitano oggi un apostolato prezioso. Esse sono costituite dal concorso delle seguenti note caratteristiche prese tutte insieme:
- Fine immediato di tali organizzazioni è il fine apostolico della Chiesa, cioè l’evangelizzazione e la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano ad impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti.
- I laici, collaborando con la gerarchia secondo il modo loro proprio, portano la loro esperienza e assumono la loro responsabilità nel dirigere tali organizzazioni, nel ponderare le circostanze in cui si deve esercitare l’azione pastorale della Chiesa e nella elaborazione ed esecuzione del loro programma di azione.
- I laici agiscono uniti a guisa di corpo organico, affinché sia meglio espressa la comunità della Chiesa e l’apostolato riesca più efficace.
- Questi laici, sia che si offrano spontaneamente, o siano invitati all’azione e alla cooperazione diretta con l’apostolato gerarchico, agiscono sotto la superiore direzione della gerarchia medesima, la quale può sancire tale cooperazione anche per mezzo di un «mandato» esplicito.
Le organizzazioni in cui, a giudizio della gerarchia, si trovano tutte insieme queste note, si devono ritenere Azione cattolica, anche se, per esigenze di luoghi e di popoli, prendono varie forme e nomi.
| Caratteristica | Significato |
|---|---|
| Associazione laicale | L’Azione Cattolica è associazione laicale, guidata da laici. |
| Struttura comunitaria | In Azione Cattolica vi è una struttura comunitaria ed organica. |
| Collaborazione ecclesiale | In Azione Cattolica i laici collaborano direttamente con la gerarchia ecclesiastica. |
| Finalità apostolica | Il fine immediato dell’Azione Cattolica è il fine apostolico della Chiesa stessa. |
Diocesanità e corresponsabilità
I nostri vescovi hanno definito l’AC come l’esperienza di “laici dedicati con legame diretto e organico alla comunità diocesana”. Abbiamo accolto volentieri e con gioia una definizione che interpreta le intenzioni più profonde della nostra vita associativa, che sente come vitale il legame con la propria Chiesa, che vuole realizzarsi non facendo questa o quella cosa, assumendo questo o quel progetto ma piuttosto attraverso una disponibilità aperta e totale, creativa e responsabile alla propria Chiesa e al suo cammino.
Il desiderio è contribuire a costruire la Chiesa con il pensiero ed il servizio, nella condivisione della sua fede e della sua missione, con la corresponsabilità pastorale e con la disponibilità ad esplorare nuovi spazi di missione.
In modo particolare l’AC vuole stringersi attorno al proprio vescovo per condividere il suo ministero di costruzione della comunione, perché le nostre comunità annuncino il Vangelo presentandosi prima di tutto come spazi aperti, fraterni, accoglienti.
Una “visione di futuro” chiede anche un grande lavoro quotidiano, una tessitura di amicizie sociali, di cura e di accompagnamento nella quotidianità che riconosce la preziosa pratica della democrazia partecipativa nei territori; quel “ricominciare dal basso”, proprio là dove la politica con la “P” maiuscola soffre e lascia territori sconfinati dove l’ingiustizia e la rabbia sociale crescono.
Formare coscienze, accompagnare persone
La formazione è un impegno che qualifica l’Azione cattolica. L’attenzione alla persona e alla sua crescita cristiana caratterizza tutta la sua tradizione.
L’Ac vede nel processo formativo di tutti i suoi soci, a partire dai più piccoli, il fine principale della sua azione pastorale, investendo in questo processo le sue migliori energie.
L’Associazione da sempre fonda la sua azione sulla cultura della relazione positiva, sia questa tra pari o asimmetrica tra soci di tutte le età, e sull’accompagnamento educativo dei più piccoli e dei più giovani nel proprio percorso di sviluppo e crescita, ma anche nella custodia della vita degli adulti.
Il cammino formativo dell’AC deve anche oggi aprire la strada alla santità, attraverso una vita cristiana essenziale, che abbia il suo cuore nella Parola e nella carità, nell’Eucaristia e nella vita sacramentale; nella condivisione del cammino di fede della propria comunità, nell’impegno ad acquisire uno stile mite e semplice, sobrio e accogliente, fraterno e partecipe.
La fedeltà alla nostra tradizione e alla Chiesa di oggi ci dicono che ci sono dei percorsi obbligati per questa formazione: sono quelli che passano attraverso la Parola che costruisce la coscienza nell’ascolto e nella docilità allo Spirito; attraverso lo studio e quella pensosità che contrasta con la superficialità frettolosa che non sa osare l’interiorità.
Passano anche attraverso l’attenzione ai temi e ai problemi del tempo e della città, in un discernimento continuo condotto con gli strumenti della cultura e con quell’atteggiamento di amore al mondo che si esprime con la stessa intensità sia quando consente che quando contesta.
Artigiani dell’educare e custodi della vita
Nel cammino che la Chiesa ha intrapreso ormai da diversi anni a favore della tutela dei minori e delle persone adulte vulnerabili, anche l’Azione Cattolica ha compreso e fatto suo il senso profondo di questo impegno.
La promozione di ambienti educativi sicuri che hanno a cuore la cura della piena e autentica promozione della persona è da sempre parte fondativa della vocazione educativa che l’Associazione esprime attraverso relazioni educative ed esperienze formative significative.
L’Azione cattolica intende mantenere la sua promessa di «cura della persona, espressa attraverso i cammini formativi e la presenza significativa di educatori, laici e sacerdoti», resa ancora più qualificata attraverso strumenti di sensibilizzazione alla tematica della tutela dei diritti dei minori e delle persone adulte vulnerabili e di sostegno agli educatori e animatori, chiamati a farsi loro compagni di viaggio.
Una policy per accompagnare il cammino associativo
In questo solco si è posta e si pone la policy di cui si è dotata l’Azione Cattolica nel 2021, a conclusione del progetto “Safe - Educare e Accogliere in ambienti sicuri” a cui l’Associazione ha partecipato in rete insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII, al Csi e il Dipartimento di sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, con il suo Centro interdisciplinare di ricerca sulla vittimologia e sulla sicurezza (CIRViS).
Dopo il 2021 il cammino non si è interrotto ed è proseguito nella formazione, nell’ascolto, nello studio e nella riflessione sulla traccia del cammino che tutta la Chiesa ha compiuto in questo tempo e ci ha portato a valutare una revisione del testo della policy perché possa così rispondere ancora più approfonditamente e puntualmente alle necessità, alle caratteristiche delle nostre realtà associative e comunitarie.
Abbiamo a cuore di avviare, proprio a partire dall’aggiornamento di questo strumento, un percorso di sensibilizzazione e di formazione da viversi a livello nazionale e locale.
I temi che affronteremo nel corso del prossimo Convegno educativo ci porteranno, non a caso, a riscoprire il valore della vocazione educativa, della cura della relazione educativa, della custodia della dimensione comunitaria dell’educare, della formazione come dispositivi di promozione e di prevenzione.
Perché la tutela non si basa su postura di reazione ma proattiva perché custodire la vita genera comunità e generare comunità custodisce la vita.
Una formazione lungo tutte le stagioni della vita
Il percorso formativo dell’AC si sviluppa lungo tutte le stagioni della vita. Chi ha la possibilità di iniziarlo dai suoi primi passi, nella fanciullezza, è accompagnato dall’associazione nel cammino di crescita, fino all’età adulta, con una proposta organica e progressiva.
L’Azione Cattolica accompagna ragazzi, giovani e adulti attraverso una proposta che unisce crescita personale, vita comunitaria, formazione cristiana e responsabilità ecclesiale.
Adesione e appartenenza
L’appartenenza all’Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l’Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l’animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana.
Possono aderire all’Azione Cattolica Italiana quei laici che, accettandone la natura e i fini, intendono partecipare alla sua vita associativa. L’adesione viene confermata ogni anno, in ragione della progressiva crescita di consapevolezza del socio di partecipare alla vita dell’associazione e, per essa, alla vita della comunità cristiana e della società civile.
La missione negli ambienti della vita
L’impegno dell’AC è rivolto ad animare le scelte missionarie delle comunità parrocchiali, perché recuperino slancio missionario insieme alla fiducia di poter entrare in comunicazione anche con gli adulti e i giovani di oggi.
La ricerca e il dialogo, una testimonianza radicale ed esemplare ai valori evangelici, la ricchezza della nostra esperienza umana sono i percorsi lungo i quali da laici possiamo mostrare la forza e la bellezza del Vangelo e farci carico della domanda di speranza delle donne e degli uomini di oggi.
Riscopriamo il bene comune avendo cura dell’“altro”, degli altri. Il primato della vita rimette al centro la sfida esigente della formazione di coscienze credenti, di laici adulti capaci di abitare lo spazio pubblico sapendo che prendere posizione vuol dire essere dalla parte degli scartati, dei più fragili e di tutti i poveri.
Il nostro stare insieme vuole essere un esercizio di partecipazione e corresponsabilità. Vogliamo continuare a essere una “palestra di sinodalità”, e riconosciamo il percorso sinodale già iniziato, sia a livello della Chiesa universale che a livello di Chiese in Italia, come una straordinaria e preziosa occasione per tutta l’Azione cattolica per rigenerare la propria scelta di essere una forma inclusiva e popolare che accompagna ciascuna persona a scoprire la gioia del Vangelo.
Il cammino associativo nel territorio
Il calendario dell’Azione Cattolica mostra una presenza articolata nelle diocesi, nelle parrocchie e nei luoghi di formazione, spiritualità e incontro. Le attività coinvolgono ACR, giovani, adulti, studenti, famiglie, fidanzati, presidenti, assistenti, consiglieri ed educatori.
| Ambito | Attività | Luoghi indicati |
|---|---|---|
| Spiritualità | Veglie, esercizi del quotidiano, giornate e mattinate di spiritualità | Chiese parrocchiali, cappelline, santuari e case di spiritualità |
| Formazione | Incontri formativi, formazione per campiscuola, percorsi per responsabili ed educatori | Sale parrocchiali, oratori, seminari e sedi diocesane |
| Famiglie e adulti | “Oggi Sposi”, “Love in Progress”, campi per adulti, famiglie e fidanzati | Seminario di Vittorio Veneto, Castello Roganzuolo e Casa Cimacesta |
| Arte e cultura | “Fede nell’Arte” | Duomo di Oderzo, Revine, Costa e Meschio, monasteri e chiese |
| Vita associativa | Incontri unitari, feste diocesane, veglie associative e preparazione all’estate | Pieve di Soligo, Motta di Livenza, Godega di Sant’Urbano e Casa Cimacesta |
Crediamo possa essere un’occasione importante per porsi a servizio della creatività locale tenendo conto del passo di tutti senza trascurare il passo dell’insieme.
Consapevoli di essere un’associazione plurale e convinti di poter vivere in profondità e verità questa caratteristica dentro un patrimonio comune, abbiamo pensato a un percorso modulare e flessibile, che andrà nella direzione di aiutarci a realizzare quanto indicato negli Orientamenti triennali.
Artigiani di speranza nel servizio
Artigiani di speranza è il primo dei webinar del Percorso formativo per Presidenti parrocchiali, Assistenti parrocchiali e Consiglieri diocesani “Custodire la speranza. Abitare il servizio, generare il bene” e ha come tema l’identità dei destinatari del percorso.
L’11 settembre si terrà il primo webinar del percorso, realizzato insieme al Centro Nazionale, che desidera accompagnare e sostenere l’impegno che ciascuna realtà esprime dentro le proprie comunità nel vivere la formazione.
Identità dei ruoli saranno: L’identità del presidente parrocchiale, dell’assistente parrocchiale e del consigliere diocesano.
Alla luce del Progetto Formativo aggiornato sentiamo di dover rispondere alla sfida, spirituale e culturale, di trovare insieme un nuovo modo di realizzare la formazione «elaborando itinerari formativi capaci di animare in profondità la vita delle persone suscitando e accompagnando uno stile evangelico di testimonianza e di impegno che si mette in gioco in modo ordinario e quotidiano nei diversi ambienti».
La fiducia nell’uomo e la speranza condivisa
Vogliamo continuare a essere una “palestra di sinodalità”, e riconosciamo il percorso sinodale già iniziato come una straordinaria e preziosa occasione per tutta l’Azione cattolica per rigenerare la propria scelta di essere una forma inclusiva e popolare.
Questa scelta accompagna ciascuna persona a scoprire la gioia del Vangelo, restituendo fiducia nell’uomo, nella sua capacità di bene, nella sua attitudine “generativa” e nella sua naturale propensione a “essere in relazione”.
Una visione di futuro richiede la tessitura paziente di amicizie sociali, di cura e di accompagnamento nella quotidianità. In questo lavoro, l’Azione Cattolica diventa una comunità di persone che ascoltano, formano, educano, partecipano e servono.
Con mitezza, nel lungo abbraccio di un popolo che gli vuole bene e che osa immaginare un futuro pieno di speranza.