Presentazione della tovaglia all’altare: significato, materiali, misure e decorazioni

La tovaglia d’altare è un panno di lino rettangolare posto a copertura della mensa d’altare. La sua presenza non è soltanto decorativa, ma profondamente simbolica: rappresenta il sudario che avvolse il corpo di Cristo e simboleggia purezza e santità.

In occasione delle celebrazioni sull’altare viene stesa una tovaglia che indica il luogo dove si compie il Convivio Sacramentale. Oltre al significato simbolico, la tovaglia per altare ha anche una funzione pratica: protegge la superficie della mensa eucaristica da polvere e usura, mantenendo l’ambiente liturgico in ordine e valorizzando il luogo sacro.

tovaglia bianca su altare cristiano

Il significato dell’altare e della tovaglia

L’altare simboleggia la mensa del Signore, tavola del cenacolo ed è immagine stessa di Cristo. Anticamente si poteva porre sull’altare solo lo stretto indispensabile per la celebrazione dell’Eucarestia: il pane e il vino posti al centro di una tovaglia, che inizialmente veniva rimossa al termine della Messa.

Oggi la liturgia prevede che l’altare sia rivestito non solo della tovaglia, ma anche della croce e dei ceri. Utilizzare la tovaglia ogni giorno permette di sottolineare l’importanza di celebrazioni come quella del Venerdì Santo in cui l’altare viene lasciato spoglio o di occasioni di festa in cui oltre a fiori e candelabri più ricchi, si predilige l’utilizzo di una tovaglia più solenne.

La tovaglia d’altare è un simbolo importante nella liturgia, rappresentando il sudario che avvolse il corpo di Cristo e simboleggiando purezza e santità. La sua presenza sull’altare sottolinea l’importanza delle celebrazioni liturgiche, contribuendo a creare un’atmosfera solenne e raccogliente durante i riti.

Il simbolismo liturgico della tovaglia

Ci sono diverse interpretazioni sul significato della tovaglia per altare. La più menzionata è quella di Papa Silvestro I che parla della tovaglia come simbolo del sudario in cui Gesù fu avvolto nel sepolcro, un telo di lino bianco.

Il vescovo Guglielmo Durando nel suo libro Rationale divinorum officiorum spiega che la natura umana di Gesù nato nel grembo di Maria si ritrova nell’utilizzo del lino, un tessuto la cui fibra viene dalla terra. Anche il colore bianco che il lino acquisisce dopo una lunga lavorazione è simbolo della resurrezione di Gesù, raggiunta dopo una lunga sofferenza.

Inoltre la tovaglia indica che su di essa viene compiuto il Convito Sacramentale: ” Prendete e mangiate….prendete e bevetene tutti”. Nelle tovaglie dell'altare alcuni vedono il simbolo della Sindone, altri i lini che avvolsero il Corpo di Cristo, altri ancora il grembo paterno di Dio in cui vengono deposti i doni che si presentano all'altare.

Le tovaglie per l’altare sono un investimento nel sacro, un segno di rispetto verso il sacramento dell’Eucaristia e verso il luogo in cui esso viene celebrato. Scegliere tovaglie per l'altare di alta qualità significa contribuire a creare un ambiente liturgico bello, dignitoso e accogliente, che favorisca la preghiera e la contemplazione.

Origini storiche e sviluppo della tradizione

L’uso di coprire con una tovaglia la tavola sulla quale si prende cibo risale a un’epoca anteriore all’era cristiana. Essa non mancava certamente sulla tavola dell’Ultima Cena di Gesù.

La prima testimonianza scritta sul suo uso risale al secolo IV. Optato di Milevitano verso il 370 scrive: « Chi tra i fedeli ignora che nella celebrazione dei Santi Misteri il legno (altare) si copre con un panno dì lino? », ma non v'è dubbio alcuno che il suo uso risalga molto indietro fino ai primi tempi della Chiesa.

Motivi dì pulizia, di convenienza e di venerazione per i Santi Misteri lo richiedevano. Comunque, dopo Costantino la tovaglia fa parte essenziale del corredo dell'altare.

Ce ne fanno testimonianza molti passi di scrittori ecclesiastici e anche opere d'arte come i mosaici di S. Vitale e S. Apollinare in Classe a Ravenna del IV e VI secolo che ci mostrano altari coperti di ampia tovaglia che scende da tutti i lati.

mosaico San Vitale altare tovaglia

L’uso della tovaglia d’altare è documentato dall’inizio del IV secolo nel Liber Pontificalis; alla fine del secolo Ottato di Milvi (370 circa) lo ricorda come pratica comune.

A Ravenna nei mosaici della Basilica di San Vitale e della Basilica di Sant’Apollinare in Classe compare una tovaglia bianca, orlata con frange e decorata al centro da un rosone e ai lati da riquadri; si poneva sull’altare e veniva tolta al termine della Messa.

Le varie tovaglie, fino a quattro, cominciarono a diffondersi dall’VIII secolo per motivi pratici connessi all’eventualità di spargimenti di vino consacrato. In questo periodo, la tovaglia superiore, che ricopriva tutto l’altare, era detta palla corporalis, corporale o sindone, poiché riceveva il corpo di Cristo.

Particolare diffusione ebbe in Italia un tipo di tovaglia che dal Medioevo arriva al XV secolo, prodotto in Umbria e molto documentato in iconografia. Si tratta di tessuti in bianco con bordatura turchina raffiguranti animali affrontati, figurazioni sacre o simboliche, come quelli raffigurati ad Assisi nella Basilica di San Francesco.

Quante tovaglie si mettono sull’altare?

La tovaglia per altare è annoverata tra i paramenti più antichi. Ne danno testimonianza i numerosi quadri che ritraggono celebrazioni con altari coperti da lini bianchi, come per esempio l’antico mosaico della Chiesa di San Vitale di Ravenna che risale al 600, e anche i molti scritti come il Liber Pontificalis e i testi di Ottavo da Milevi della fine del 300 che cita la tovaglia come un importante paramento.

Nel corso dei secoli infatti il numero dei lini per altare è aumentato; in alcuni scritti, come i decreti del Sinodo di Rodez del 1289, vengono citati addirittura cinque diversi lini. Nei secoli successivi i vari sinodi si pronunciano in modi sempre diversi, talvolta prescrivono l’uso di almeno due lini, successivamente di tre lini e poi nuovamente di due.

Il motivo per cui la Chiesa aveva inizialmente previsto l’utilizzo di così tanti teli era per evitare che il vino, nel caso in cui venisse rovesciato, potesse toccare la mensa. Nell’Ordo del cerimoniere papale Giovanni Burcardo del 1498 viene promulgata una norma precisa sull’utilizzo di tre tovaglie e del crismale, tela passata nella cera da stendere a contatto diretto con l’altare per proteggerlo da eventuali diffusioni dell’olio crismale.

Anche il precedente Messale Romano ribadisce che l’altare deve essere ricoperto da tre teli in puro lino o canapa. Oggi invece il Messale chiede che “l’altare sia ricoperto da almeno una tovaglia bianca” (Messale Romano, n° 117).

Nelle rubriche generali del messale viene prescritto che la mensa dell'altare sia coperta da tre tovaglie di puro lino. Una delle tre tovaglie deve essere di lunghezza tale da coprire i due lati fino alla predella.

Le tovaglie inferiori possono essere dì lino più ruvido. E' sostanzialmente tollerato nella prassi che invece di due tovaglie ve ne possa essere sia una sola raddoppiata, ma tale da ricoprire l'intera mensa.

La tovaglia generalmente si lascia sporgere sul fronte dell'altare e si usa ornare con ricami e pizzi. Le tovaglie vanno benedette e devono poggiare libere sopra l'altare: quindi niente cornici che girino intorno allo spigolo della mensa.

Il tessuto della tovaglia d’altare

Già con Papa Silvestro I viene specificato che la tovaglia non può essere realizzata in nessun altro tessuto se non lino o canapa, anche qualora esso fosse migliore in quanto a facilità di pulizia o fosse comunque di colore bianco candido.

La tovaglia fu sempre richiesta bianca, di lino o canapa; già sotto il pontificato di Silvestro, attorno al 324, fu proibito l'uso della lana e della seta per i corporali e raccomandato il lino bianco.

La tradizione vuole che debbano confezionarsi col lino, in mancanza di questo è tollerata la canapa. Devono essere bianche, in tessuto unito o damascato.

Fino a quel momento infatti molte tovaglie venivano realizzate in tessuti di seta, il velluto, lana, impreziosite da pietre o ricami messi in evidenza da tessuti colorati. Il telo a diretto contatto con l’altare poteva essere realizzato anche in un lino un po’ più grossolano mentre il telo che ricopriva il piano doveva essere realizzato in un tessuto più fine ed elegante.

Per molti anni tuttavia questa prescrizione non fu tenuta in considerazione, tanto che nell’800 si trovano ancora tovaglie non in lino. Oltre al lino, tra le opzioni disponibili vi sono la seta e la canapa, materiali più costosi rispetto al cotone o alle mischie sintetiche come il poliestere; tuttavia, per il telo a contatto diretto con l’altare non è consentito l’uso di seta o velluto.

Lino

Tradizionalmente, il lino è il tessuto preferito per le tovaglie d’altare, simbolo di purezza e santità, grazie alla sua fibra naturale, alla sua capacità di assorbire l’umidità e alla sua resistenza alle pieghe.

Simbolo di purezza, è il materiale tradizionale per eccellenza. Resistente e di grande eleganza, il lino offre una texture naturale e raffinata, ma richiede una manutenzione accurata.

Canapa

La canapa è tollerata in mancanza del lino. Le tovaglie inferiori possono essere di lino più ruvido, mentre il telo a diretto contatto con l’altare deve rispettare le esigenze di purezza, dignità e adeguatezza liturgica.

Cotone e misto lino-cotone

Le tovaglie in cotone o misto cotone sono resistenti, facili da stirare e ideali per un uso frequente, mentre il cotone rappresenta una soluzione più economica e versatile per le tovaglie utilizzate quotidianamente.

Il misto lino-cotone combina i vantaggi dei due materiali, unendo la bellezza del lino alla facilità di manutenzione del cotone. Una soluzione pratica ed economica è ideale per parrocchie che necessitano di tovaglie resistenti e facilmente lavabili per un uso quotidiano.

Poliestere e tessuti tecnici

Per chi cerca una soluzione pratica e duratura, il poliestere antimacchia è spesso utilizzato per tovaglie con ricami a macchina, offrendo una lavorazione resistente e di facile manutenzione.

Le migliori tovaglie sono realizzate in cotone, lino o misto poliestere, materiali che garantiscono resistenza e facilità di manutenzione, oltre a un aspetto elegante e raffinato.

Colore e sobrietà liturgica

La scelta del colore della tovaglia d'altare è significativa: il bianco è usato per le celebrazioni ordinarie, mentre colori come oro, rosso o verde sono riservati a occasioni speciali.

In molte tradizioni, la tovaglia viene scelta con particolare attenzione per riflettere il tempo liturgico: il bianco è utilizzato per le celebrazioni ordinarie, mentre colori come l’oro, il rosso o il verde vengono introdotti in particolari occasioni, come il Natale, la Pasqua o le festività dedicate ai santi.

Le tovaglie d'altare possono essere decorate con ornamenti colorati come ricami dorati, dettagli in rosso o motivi floreali verdi per riflettere momenti particolari del calendario liturgico. Per quanto riguarda i colori, il bianco rimane la scelta principale, simbolo di purezza e santità.

La decorazione delle tovaglie altare richiede molta sobrietà e buon gusto. Si preferisca l’ornamentazione a ricamo, anche a colori, con motivi semplici: fiori, foglie, ricami simbolici a facile intreccio, iscrizioni.

Decorazioni e simboli

Le tovaglie per l’altare possono essere realizzate in diversi stili e arricchite da decorazioni che includono motivi ricamati, ornamenti simbolici e dettagli raffinati. La decorazione può comprendere pizzi artigianali, ricami dorati, dettagli in rosso, motivi floreali verdi, fiori freschi o stilizzati.

I simboli cristiani più ricorrenti sono la croce, l’agnello, il calice, l’ostia e i riferimenti ai santi, per riflettere momenti particolari del calendario liturgico. Motivi eucaristici - il calice, l’ostia, la vite, croci e ornamenti cristologici - sottolineano la centralità del mistero.

L’altare è il luogo che ricorda l’ultima cena e su cui viene compiuto ogni domenica il Convivio Sacramentale. Per questo i tralci di uva e le spighe sono motivi ricorrenti delle tovaglie per altare.

Altre decorazioni sono quelle che ricordano il Santissimo Sacramento come per esempio l’agnello, l’ostia, il monogramma IHS o il pellicano. Ci sono poi altari dedicati a Maria o a dei Santi le cui tovaglie possono riportare simboli mariani oppure simboli legati al santo che viene venerato.

ricamo croce spighe tovaglia altare

Decorazioni storiche

In Italia per esempio nel Medioevo era molto d’uso la tovaglia Perugina. Il decoro si concentrava solitamente nei lati minori del capo e presentava motivi di uccelli, alberi, fiori oppure figure geometriche.

Venivano tessute in colore blu su sfondo bianco; solo in rari casi veniva utilizzato anche il color ruggine. Nel XV secolo invece divennero d’uso delle strisce in pura seta, spesso ricamate, che venivano applicate sulle parti laterali o sotto il ricamo centrale come ulteriore decorazione.

Alla fine del Medioevo, soprattutto in Italia, la tovaglia era ornata trasversalmente da strisce colorate con disegni di fiori, piante, uccelli o figurazioni geometriche oppure presentava lungo l’orlo anteriore due grandi strisce di seta colorata o anche ricamate.

Dal XVI secolo comincia a decadere l’uso delle tovaglie ricamate, sostituite da tessuti decorati lungo il bordo da bande in merletto, trine e galloni.

Decorazioni contemporanee

La decorazione può comprendere pizzi artigianali, ricami dorati, dettagli in rosso, motivi floreali verdi, fiori freschi o stilizzati, e simboli cristiani come la croce, l’agnello, il calice, l’ostia e riferimenti ai santi.

Il centro dell’altare rappresenta il punto focale delle decorazioni, spesso impreziosito dalla presenza di candelabri, fiori e composizioni che creano un effetto scenografico e solenne.

L’effetto estetico delle decorazioni, dei pizzi e dei dettagli ricamati contribuisce a una presenza elegante e ricercata, sottolineando il valore simbolico della tovaglia come simbolo di purezza e sacralità.

Pochi pizzi e che non superino l’altezza massima dì circa 25 centimetri. La tovaglia può essere decorata solo sul davanti, sui tre lati oppure su tutti e quattro i lati.

La simbologia dovrebbe essere discreta: l’eleganza liturgica si basa sull’armonia, non sullo sfarzo. I moderni bordi decorativi puntano sulla pulizia delle linee, sui motivi levigati e su decorazioni precise che non dominano, ma completano lo spazio sacro.

Forma, proporzioni e cadute

La scelta della tovaglia per altare deve tenere conto della forma dell’altare o del tavolo, poiché una tovaglia ben adattata valorizza sia la tavola che il tavolo come elementi centrali della celebrazione.

È importante, inoltre, scegliere tovaglie per l’altare di dimensioni adeguate alla forma dell’altare o del tavolo, in modo che coprano interamente la superficie e cadano elegantemente ai lati, valorizzando la tavola in ogni occasione.

Alcuni dipinti storici mostrano tovaglie che rivestono l'altare quasi fino al piedistallo, mentre altri raffigurano teli che cadono solo sui lati e non davanti, evidenziando la varietà nelle dimensioni delle tovaglie d'altare.

La tovaglia generalmente si lascia sporgere sul fronte dell’altare. Una delle tre tovaglie deve essere di lunghezza tale da coprire i due lati fino alla predella.

Come misurare la tovaglia per l’altare

Non esistono misure standard per la tovaglia dato che viene realizzata su misura per l’altare della Chiesa. È importante calcolare con precisione le misure, considerando larghezza, lunghezza e altezza del piano della mensa.

Per poter realizzare una tovaglia su misura dell’altare occorre conoscere la larghezza del piano della mensa, la lunghezza e l’altezza della calata laterale e centrale.

Prima di tagliare il tessuto, misura accuratamente l’altare e aggiungi qualche centimetro extra per le cuciture e le eventuali rifiniture decorative. Si consiglia di aggiungere qualche centimetro extra alle misure per facilitare le cuciture e le rifiniture decorative, così da garantire una vestibilità perfetta.

Le dimensioni della tovaglia d’altare devono essere calcolate con precisione per adattarsi perfettamente alla struttura dell’altare. Una tovaglia troppo corta rischia di apparire poco curata, mentre una troppo lunga può risultare ingombrante e poco pratica.

Lunghezza e larghezza

La tovaglia dovrebbe coprire interamente la superficie dell’altare, con una caduta uniforme di almeno 20-30 cm su ogni lato. Per celebrazioni solenni, si può optare per una caduta più lunga, fino a sfiorare il pavimento.

Assicurati che il tessuto copra la larghezza dell’altare con una sporgenza simmetrica su entrambi i lati. La misura giusta mette in evidenza la cura e la qualità del prodotto finale.

La tovaglia che Arte Ricami ha confezionato per l’altare della Basilica di San Pietro misurava circa 8mt.

Tipologie di coperture liturgiche

Sebbene comunemente vengano tutti chiamati «tovaglia», esistono diverse tipologie di coprialtare. Le tovaglie da altare sono copritavola semplici che coprono l’intero tavolo, a volte decorati con ricami sul davanti, altre volte caratterizzati da un’elegante semplicità.

Le tovagliette d’altare sono una versione più piccola, utilizzata come copritavola sopra la tovaglia principale o nelle cappelle. Solitamente sono decorate con un delicato motivo eucaristico o floreale.

Le coperture liturgiche sono elementi decorativi da stendere sopra la tovaglia di base, spesso con decorazioni più ricche. Sottolineano il carattere solenne dei periodi liturgici e delle celebrazioni più importanti.

Tutte e tre le forme svolgono la stessa funzione - si differenziano per dimensioni e destinazione d’uso.

Ricami, pizzi e rifiniture

Le rifiniture rappresentano un dettaglio importante nei tessuti per arte sacra che può trasformare una semplice tovaglia in un pezzo unico, perfettamente in linea con il contesto liturgico.

I merletti, applicati lungo i bordi, aggiungono un tocco di eleganza classica. Si possono scegliere motivi floreali o simboli religiosi per arricchire ulteriormente il design.

Croci, simboli eucaristici o motivi floreali possono essere ricamati a mano o a macchina, donando personalità e unicità alla tovaglia. Frange, nastri o fili dorati possono essere utilizzati per sottolineare la solennità di particolari celebrazioni.

Piccoli dettagli in tessuti pregiati per paramenti sacri possono essere cuciti lungo i bordi o al centro della tovaglia per creare un effetto visivo accattivante.

La presenza di dettagli come pizzi, ricamo, intaglio e finiture artigianali valorizza ulteriormente il prodotto, rendendolo ideale per occasioni speciali e ambienti classici.

Ricamo a mano e ricamo a macchina

Le tovaglie con ricami a macchina hanno prezzi più contenuti, mentre il ricamo a mano, realizzato con tecniche come il punto intaglio, aumenta significativamente il prezzo, che può variare da 70 € a oltre 500 €.

Le tovaglie ricamate a mano partono solitamente dai 150 € e possono arrivare a 500 € o più, soprattutto se si tratta di prodotti Made in Italy, che tendono ad avere costi superiori rispetto ai prodotti industriali d’importazione.

Realizzare una tovaglia per altare non è solo una questione di tecnica sartoriale, ma un gesto di profonda devozione e attenzione al simbolismo liturgico. Una tovaglia curata e ben confezionata contribuisce non solo alla bellezza visiva, ma anche al significato spirituale del rito.

Come scegliere la tovaglia adatta

Scegliere la tovaglia per altare perfetta richiede attenzione e cura, soprattutto perché ogni prodotto deve rispondere a esigenze specifiche e valorizzare le occasioni liturgiche più importanti.

  • Considerare il significato liturgico: le tovaglie per l’altare devono essere scelte tenendo conto del loro significato simbolico e del loro ruolo nella celebrazione eucaristica.
  • Valutare i materiali: i tessuti naturali come il lino e il cotone sono tra le opzioni più adatte per le tovaglie per l’altare, grazie alla loro eleganza, resistenza e facilità di manutenzione.
  • Scegliere lo stile giusto: lo stile delle tovaglie per l’altare deve essere in armonia con l’architettura e l’arredamento della chiesa, mettendo in evidenza dettagli e tessuti di pregio.
  • Prestare attenzione alle dimensioni: la misura della tovaglia è fondamentale e deve essere rapportata alla larghezza, alla lunghezza e all’altezza della mensa.
  • Valutare le rifiniture: ricami, pizzi, galloni e applicazioni devono rispettare il carattere sacro dell’ambiente senza appesantire la composizione.

Lo stile delle tovaglie per l’altare deve essere in armonia con l’architettura e l’arredamento della chiesa: in una chiesa moderna si prediligono motivi semplici e contemporanei, mentre in una chiesa storica si preferiscono decorazioni tradizionali e ricche di dettagli.

Una tovaglia ben scelta dovrebbe armonizzarsi con il colore delle pareti e l’illuminazione del presbiterio, con l’architettura dell’altare, con lo stile degli altri elementi tessili, come tovagliette, copri-calici e biancheria per i calici.

Procedura di confezionamento

Creare una tovaglia per altare richiede precisione e cura. La preparazione del tessuto consiste nel lavarlo prima di iniziare, per evitare restringimenti futuri, e nello stirare bene il materiale per facilitare il taglio.

Per il taglio, misura e segna il tessuto con gessetti da sarta. Usa forbici ben affilate per ottenere un taglio netto e preciso.

Per le cuciture, rifinisci i bordi con una macchina da cucire, utilizzando un punto semplice o un orlo doppio per garantire resistenza. Per un aspetto più elegante, considera l’uso di un punto decorativo.

Le decorazioni devono essere cucite con attenzione, fissando saldamente ricami, merletti o applicazioni affinché possano resistere all’usura.

Manutenzione e conservazione

La manutenzione delle tovaglie per l'altare è un aspetto importante per preservarne la bellezza e la sacralità nel tempo. Le tovaglie per l'altare devono essere lavate regolarmente, seguendo attentamente le istruzioni del produttore.

È consigliabile utilizzare detersivi delicati e non aggressivi, per non danneggiare i tessuti e i ricami. Utilizza detergenti delicati e acqua tiepida; se la tovaglia presenta macchie difficili, prova con smacchiatori specifici, evitando candeggianti aggressivi.

Stendi la tovaglia su una superficie pulita e asciutta, evitando di utilizzare l’asciugatrice per tessuti delicati come il lino. Asciugare disteso aiuta a evitare deformazioni.

Le tovaglie per l'altare devono essere stirate con cura, utilizzando un ferro da stiro a bassa temperatura, per evitare di bruciare o scolorire i tessuti. Stirala con un ferro a vapore, prestando particolare attenzione ai ricami e alle decorazioni per non rovinarli.

È importante conservare le tovaglie per l'altare in un luogo asciutto e protetto dalla polvere, per preservarne l'integrità nel tempo. Piega la tovaglia con cura e riponila in un luogo asciutto, lontano dalla luce diretta.

Usa carta velina per proteggere i ricami e le rifiniture. La tovaglia può essere conservata distesa o arrotolata per evitare la formazione di pieghe marcate.

Il corporale e gli altri lini dell’altare

Il corporale è un lino sacro che il sacerdote distende sull'altare per posarvi il Corpo Santissimo di Gesù Cristo sia durante la Messa che fuori di essa. Il corporale è senza dubbio il più antico di tutti i paramenti.

Il Card. Bona lo fa risalire senz'altro ai tempi apostolici, infatti se un qualche paramento è richiesto per il rispetto dovuto al Santissimo Sacramento è certamente il corporale.

Il corporale che si usa nella santa Messa e nella distribuzione della santa Comunione deve avere da 45 a 50 centimetri di lato, quello invece che si mette nel tabernacolo o si adopera per l'esposizione del Santissimo deve essere proporzionato alle dimensioni del tabernacolo o del tronetto dell'esposizione.

Il corporale si piega in tre parti prima nel senso della profondità poi in quello della larghezza, così, quando lo si distende lo si vede formato come di nove quadrati.

È permesso ornarlo al bordo, con semplice lavoro di ago, o con l'aggiunta di piccolo merletto e al centro con motivi delicati e piatti. È permesso inamidare leggermente i corporali, con il doppio vantaggio d'infittire la stoffa e di rendere più facile la raccolta di eventuali frammenti eucaristici.

Il corporale e la palla sono benedetti dal Vescovo o da un suo delegato. La palla è un quadrato di lino che misura da 12 a 17 centimetri di lato e serve a coprire il calice durante la celebrazione del s. Sacrificio.

Il purificatoio è un panno lungo da 50 a 35 cm. che il celebrante usa per purificare il calice e per detergersi le labbra e le dita.

I nomi storici della tovaglia d’altare

Nei libri di liturgia, inventari, scrittori ecclesiastici del Medio Evo, le tovaglie da altare portano vari nomi: linteamina altaris, velum, pannus altaris, mantile, substratorium, mappa, palla, mensale, tunica altaris, tobalea, ecc.

Questi nomi però sono sovente usati anche per indicare altri paramenti, così che, specie negli inventari, è difficile stabilire a che cosa precisamente vogliano riferirsi.

Presentazione estetica dell’altare

Il centro dell’altare viene messo in evidenza attraverso decorazioni ricche e dettagliate, che attirano lo sguardo e valorizzano il luogo sacro. La presenza di fiori come decorazione aggiunge un simbolo di festa e di offerta, sottolineando l’importanza estetica e spirituale dell’altare.

La bellezza, pertanto, non è un fattore decorativo dell’azione liturgica; ne è piuttosto elemento costitutivo, in quanto è attributo di Dio stesso e della sua rivelazione. Tutto ciò deve renderci consapevoli di quale attenzione si debba avere perché l’azione liturgica risplenda secondo la sua natura propria.

La scelta della tovaglia, dei materiali, delle proporzioni e delle decorazioni deve quindi sostenere la dignità dell’altare senza trasformarlo in un elemento puramente ornamentale. La cura dei tessuti, la sobrietà dei ricami e l’armonia con l’architettura rendono visibile il carattere sacro della celebrazione.

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