Jiraiya non torna realmente in vita nella storia principale di Naruto: la sua morte durante lo scontro con Pain rimane definitiva. La sua “resurrezione” riguarda soprattutto l’eredità lasciata ai suoi allievi, in particolare a Naruto, e la sopravvivenza dei suoi ideali attraverso le generazioni.
In Boruto, tuttavia, il personaggio ritorna indirettamente attraverso Kashin Koji, un clone di Jiraiya creato da Amado. Kashin Koji non è il Jiraiya originale, ma ne conserva l’aspetto, alcune capacità e diversi elementi della sua personalità e della sua storia.
La morte di Jiraiya e il significato della sua resurrezione
Nella seconda serie Jiraiya non segue più Naruto come in passato, occupandosi personalmente di missioni riguardanti Alba e stando spesso lontano dal villaggio natale. Assume la responsabilità per una missione di infiltrazione nel covo di Alba nel Villaggio della Pioggia, e qui, interrogando due ninja, apprende che il dittatore Hanzo è stato ucciso dal nuovo signore, divinizzato dai seguaci come onnipotente: Pain.
Durante lo scontro con Pain, scopre che si tratta del suo allievo Nagato, possessore del Rin'negan. Nonostante l'aiuto di Shima e Fukusaku, detti "I Grandi Eremiti", per la trasformazione in Modalità Eremitica, Jiraiya viene gravemente ferito e menomato dalla perdita del braccio sinistro.
Prima di essere ucciso da Pain, Jiraiya riesce a scoprire il suo segreto e lo rivela a Naruto tramite un messaggio criptato compresso col chakra sulla schiena di Fukusaku. Il suo ultimo pensiero va a Naruto, che è il bambino della profezia del vecchio Ogama, pensando nell' ultimo istante al nome del sequel della storia della sua vita Le Avventure di Naruto Uzumaki.
Il suo corpo riposa nella sorgente vicino al luogo dello scontro tra il Ninja Leggendario e Pain. Il codice lasciato da Jiraiya come sequenza numerica significa, come hanno scoperto Shikamaru, Naruto e Shiho, Quello vero non è con loro.
Perché Jiraiya non può essere resuscitato nella storia originale
La morte di Jiraiya è uno dei passaggi più importanti dell'intera saga. Il personaggio non viene riportato in vita tramite una tecnica, né attraverso una resurrezione soprannaturale. La sua morte serve a trasferire a Naruto la responsabilità di portare avanti la ricerca della pace e di impedire che gli errori del passato vengano ereditati dalle nuove generazioni.
Quando muore, Naruto ha un solo e preciso obiettivo: tenere in vita tutti i suoi insegnamenti. È il dono più prezioso; più importante della Modalità Eremitica e del Rasengan. Così facendo, il suo Maestro acquista una speranza e uno scopo, il cui sacrificio diviene fondamentale.
La fine del Ninja Leggendario è una questione di eredità. Eppure, all’interno dell’anime, aleggia una domanda, propria di chi viene edificato ad eroe: se la morte è il destino finale di un uomo, come si può resistere a tale destino e provare a sconfiggerlo?
Jiraiya in Boruto: chi è Kashin Koji
In Boruto, la figura più vicina a una resurrezione di Jiraiya è Kashin Koji. Il nuovo personaggio non è il maestro di Naruto riportato in vita, ma un clone creato a partire dal suo materiale genetico.
Il legame tra i due personaggi è evidente nell'aspetto, nelle tecniche e nel rapporto con i rospi. Kashin Koji utilizza infatti capacità che richiamano direttamente quelle dell'Eremita dei Rospi, ma agisce in un'epoca diversa e con obiettivi propri.
La sua presenza permette alla storia di recuperare alcuni elementi associati a Jiraiya senza cancellare il valore della morte del Ninja Leggendario. Il Jiraiya originale resta morto, mentre Kashin Koji rappresenta una sua eco biologica e narrativa.

Il rapporto tra Jiraiya e Naruto
Jiraiya mantiene una personalità allegra e chiassosa, simile a quella di Naruto. Proprio con quest'ultimo costruisce un rapporto particolarmente stretto, considerandolo come un componente della sua famiglia.
Durante la sua giovinezza, fu allievo di Hiruzen Sarutobi, insieme ad'Orochimaru e Tsunade, poi conosciuti come i Tre Ninja Leggendari. Fu maestro di molti ninja, ultimo dei quali è il suo figlioccio Naruto.
Durante la prima parte affronterà alcuni brevi scontri e allenerà Naruto in vista dell'esame di selezione dei Chunin. In seguito partirà con Naruto alla ricerca di Tsunade per nominarla Quinto Hokage.
Riappare alla fine della prima parte, dove propone a Naruto di affronatare un lungo allenamento di circa tre anni, così da prepararlo al prossimo incontro con Sasuke. Questo evento segna la fine della prima parte del manga.
Come Naruto, anche Jiraiya vuole redimere il suo migliore amico e riportarlo al villaggio ed è innamorato di una sua compagna di team fin dall'infanzia.
Durante la ricerca della ninja Medico, offre a Naruto la possibilità di venire con lui e insegnargli il Rasengan, una tecnica inventata dal Quarto Hokage che a sua volta l'aveva insegnata a Jiraiya.
Tra la prima e la seconda serie continua ad allenare Naruto. Nella seconda parte del manga, Jiraiya, tornato al Villaggio con un Naruto sedicenne, occupa una posizione defilata.
La prima parte della storia
Come uno dei personaggi principali della serie, Jiraiya svolge ruoli fondamentali nel manga, conservando in genere un ruolo di primo piano per tutta la durata della storia.
Durante la prima parte del manga, Jiraiya decide di addestrare il giovane Naruto per l'esame di selezione dei chunin. Inoltre, aiuta i ninja di Konoha a combattere contro i membri del Suono, guidati da Orochimaru.
Dopo l'invasione della Foglia da parte di Orochimaru e della Sabbia, entra in scena l'Organizzazione Alba, un'organizzazione criminale fittizia che cerca di impossessarsi di tutti i cercoteri compreso il Demone Volpe sigillato nel corpo dell'allievo Naruto.
Quando Kisame e Itachi raggiungono Naruto per catturarlo, Jiraiya riesce a respingerli e a costringerli alla ritirata. La sua permanenza è fondamentale perché grazie alle sue abilità riesce a respingere Kisame Hoshigaki e Itachi Uchiha, i quali si infiltrano all’interno del Villaggio alla ricerca di Naruto.
È durante l’invasione che il Terzo Hokage muore e sarà offerto a Jiraiya l’incarico di Quinto Hokage; offerta che lui prontamente rifiuta. Il Villaggio della Foglia necessita di un capo, così Jiraiya indica per quel ruolo la figura di Tsunade.
Per il resto della prima serie, trascorrerà la maggior parte del tempo a trovare informazioni su Alba e a perseguire i suoi obiettivi, mentre gli eventi attraverso cui si sviluppa la trama si verificano generalmente altrove.
La ricerca di Tsunade
Il compito dell’Eremità dei Rospi è quello di rintracciare Tsunade e convincerla ad accettare l’incarico. Parte con quest’obiettivo, portandosi Naruto, il cui legame si fa sempre più saldo.
Ebbe l’occasione di diventare Hokage dopo la morte del Terzo, ma rifiutò promettendo di portare un'altra persona più adatta a quel compito: Tsunade.
Durante la ricerca della ninja Medico, offre a Naruto la possibilità di venire con lui e insegnargli il Rasengan, una tecnica inventata dal Quarto Hokage che a sua volta l’aveva insegnata a Jiraiya.
Il passato di Jiraiya
Durante la Seconda Guerra Ninja, Jiraiya, con Tsunade e Orochimaru, sopravvisse alla battaglia contro il Villaggio della Pioggia. L’impresa, permise ai tre di guadagnare l’epiteto di Ninja Supremi da Hanzo la Salamandra, capo del Villaggio.
Una volta allievo straordinario del Terzo Hokage, lui, Orochimaru e Tsunade erano conosciuti come i Tre Ninja Leggendari, appellativo dato loro da Hanzo delle Salamandre.
Fu a seguito di quell’incontro che Jiraiya fece la conoscenza con i suoi tre futuri allievi: Nagato, Yahiko e Konan. La sua permanenza fu fondamentale per i tre orfani, poiché furono addestrati a diventare ninja e a difendersi in un mondo ostile.
In un periodo non meglio specificato della sua vita, il vecchio saggio dei rospi gli predisse che un suo allievo avrebbe portato la pace nel mondo o l’avrebbe distrutto. Questo fu uno dei motivi che portarono Jiraiya ad adottare tre orfani del Villaggio della Pioggia: Nagato, Yahiko e Konan.
Dopo aver lasciato i ragazzi, Jiraiya divenne maestro di Minato e di altri due genin sconosciuti. Tornato alla Foglia, diventò il maestro di Minato Namikaze, il futuro Quarto Hokage, nonché padre di Naruto, e di altri due genin sconosciuti.
Minato divenne il Quarto Hokage, soffiando il posto ad Orochimaru che fuggì da Konoha unendosi ad Akatsuki. In quell’occasione, Jiraya cercò di fermarlo ma non riuscì nel suo intento.
E a lui fu consegnata la chiave del Sigillo Ottagonale, grazie al quale era sigillata la Volpe a Nove Code nel corpo di Naruto.
Jiraiya e il Villaggio della Pioggia
Nella seconda parte del manga, Jiraiya, tornato al Villaggio con un Naruto sedicenne, occupa una posizione defilata. Anzi, la sua funzione è quella di recuperare informazioni contro la temibile Akatsuki, la quale semina il panico tra i portatori dei cercoteri.
Riesce ad ottenere importanti informazioni sul capo dell’Organizzazione e chiede a Tsunade il consenso di partire alla ricerca di quest’ultimo. Il suo viaggio lo porta al Villaggio della Pioggia e a conoscenze poco rassicuranti.
Scopre che Hanzo è stato assassinato e al suo posto vi è un nuovo capo, venerato dal Villaggio come se fosse un dio. Così, il maestro Jiraiya fa la conoscenza del temibile Pain, il quale scopre essere il suo ex allievo Nagato/Yahiko.
Jiraiya è molto famoso per le sue infiltrazioni in territori nascosti o molto sorvegliati; l’ultimo tra questi è il Villaggio della Pioggia.
Lo scontro con Pain
Durante lo scontro con Pain, Jiraiya scopre che il nemico è il suo allievo Nagato, possessore del Rin’negan. Nonostante la Modalità Eremitica e l’essere riuscito a distruggere 3 dei suoi corpi, le sorti della battaglia sono segnate: alla forza divina di Pain, il maestro Jiraiya soccombe.
Nonostante l’aiuto di Shima e Fukusaku, detti "I Grandi Eremiti", per la trasformazione in Modalità Eremitica, Jiraiya viene gravemente ferito e menomato dalla perdita del braccio sinistro.
Prima di morire, però, riesce a decifrare il segreto che sta dietro quel dio, lasciando ai posteri l’incarico di eliminarlo. E di portare la pace tanto ambita.
Il messaggio lasciato da Jiraiya permette a Naruto e agli altri ninja di comprendere la vera natura di Pain. La morte del maestro diventa quindi il punto di partenza della risposta di Naruto al ciclo di odio che ha alimentato le guerre del mondo degli shinobi.
La profezia e il futuro degli allievi
Jiraiya ha visto con gli occhi questo mondo in bilico tra rovina e distruzione. Ha attraversato due grandi guerre ninja, ha visto morire persone a lui fare, perire villaggi… ha addestrato futuri ninja affinché riuscissero a cambiare le cose in un mondo sempre troppo violento.
In un periodo non meglio specificato della sua vita, il vecchio saggio dei rospi gli predisse che un suo allievo avrebbe portato la pace nel mondo o l’avrebbe distrutto.
Quando muore, Naruto ha un solo e preciso obiettivo: tenere in vita tutti i suoi insegnamenti. È il dono più prezioso; più importante della Modalità Eremitica e del Rasengan.
Jiraiya ha sempre cercato di lasciare ai posteri, e in particolar modo ai suoi allievi, un futuro pieno di infinite possibilità, in un passato rievocabile solo attraverso i vari ricordi.
Personalità di Jiraiya
Jiraiya in particolare è conosciuto con il nome di Eremita dei Rospi o, come viene spesso chiamato da Naruto, Ero-Sennin, eremita pervertito, nell’edizione italiana dell’anime adattato in Dongiovanni, per via della sua quasi proverbiale perversione per le donne.
Quando era giovane era molto simile a Naruto; addirittura, durante la "prova dei campanelli" che il Terzo Hokage fece sostenere ai suoi tre allievi, subì la stessa sorte che capiterà anni più tardi a Naruto.
Jiraiya si autoproclama un super-pervertito e gli piace nascondersi vicino ai luoghi in cui le donne fanno il bagno per spiarle, atteggiamento che aveva anche da piccolo. Lui non solo non nasconde mai la sua perversione ma ne va anche fiero, come si può vedere quando ne parla al Terzo Hokage quando era ancora un ragazzo.
Nonostante questo, non gli piace essere chiamato "Eremita pervertito". Spesso, Jiraiya si reca alle terme o per corteggiare o per spiare delle giovani ragazze; per questo viene rimproverato da Naruto.
In un’occasione, quando era giovane, mentre testava la tecnica dell’invisibilità fu scoperto a spiare le ragazze da Tsunade che per la rabbia lo colpì con la sua incredibile forza, riducendolo in fin di vita, rompendogli entrambe le braccia, sei costole e danneggiando un paio di organi.
Questa è a suo dire una delle due sole volte che ha rischiato la vita: spiega che la seconda è stata quando Naruto entrò nello stadio del chakra a quattro code della Volpe a Nove Code durante un allenamento.
Lo scrittore e il padrino di Naruto
Dopo aver lasciato Konoha, divenne un autore di successo di libri per adulti, il più famoso dei quali è "Il paradiso della pomiciata", che Kakashi Hatake legge con piacere.
Il suo primo libro è Memoria di un ninja coraggioso, che Jiraiya scrisse durante la sua permanenza al Villaggio della Pioggia. Nonostante le poche vendite ottenute dal libro, il suo allievo Minato lo lodò e rivelò di voler seguire la strada ninja del protagonista del romanzo: Naruto.
Minato, infatti, deciderà di dare il nome Naruto a suo figlio appena nato; Jiraiya, quindi, diventa il padrino di Naruto.
Il significato del nome e del simbolo
I nomi di Jiraiya, Tsunade e Orochimaru sono stati presi dal racconto tradizionale giapponese Jiraiya Goketsu Monogatari.
Il suo nome significa "che arriva per conto suo", riferito al fatto che entra ed esce continuamente dal villaggio di Konoha. La scrittura del suo nome è identica a quella della parola "Giovane Lampo", e deriva dalla parola Garaiya, dalla storia Cinese di Kaishi, che significa "arrivo".
Il kanji sul coprifronte di Jiraiya significa "olio", che probabilmente ha a che fare con l'uso dell’olio di rospo come medicina e con l’attacco combinato fuoco-olio con Gamabunta.
Creazione e sviluppo del personaggio
Masashi Kishimoto, originariamente, aveva ideato Jiraiya con un stile di disegno completamente diverso. Le sue capacità ninja erano molto limitate rispetto al risultato finale: infatti, era in grado di evocare solo rospi all’altezza degli esseri umani.
Ben presto, però, Kishimoto abbandonò questa idea, perché la considerava un fallimento. Durante un’intervista, Kishimoto ha spiegato lo sviluppo del personaggio quando si trova in compagnia di Naruto.
I due, infatti, hanno caratteristiche e personalità simili: come Naruto, anche Jiraiya vuole redimere il suo migliore amico e riportarlo al villaggio ed è innamorato di una sua compagna di team fin dall’infanzia.
Le capacità ninja di Jiraiya
Allievo straordinario del Terzo Hokage, Jiraiya veniva spesso preso in giro da i suoi compagni di squadra Tsunade e Orochimaru perché considerato il meno bravo dei tre; storia che in seguito si ripeterà con Naruto.
Dopo molti anni di allenamento Jiraiya finisce per diventare uno dei ninja più potenti della saga di Naruto, fino ad essere insieme ai suoi due compagni di squadra considerato un Ninja Leggendario o Sannin.
La sua vastissima conoscenza di ninjutsu e di tecniche legate ai rospi, da cui deriva anche il suo soprannome, fanno di lui un ninja potentissimo.
Jiraiya oltre ad avere queste due caratteristiche è dotato di una buona velocità nei movimenti nonostante la stazza, di una resistenza e di una forza fisica davvero notevoli e di una conoscenza vastissima dei sigilli.
Infatti nel campo dei sigilli è addirittura migliore di Orochimaru; fu lui a liberare Naruto dal Sigillo Pentastico inflittogli da questi.
L’unico difetto sono i genjutsu, che è in grado di contrastare in modo abbastanza efficace ma che non è in grado di utilizzare; questa lacuna viene però colmata dalla modalità eremitica con cui grazie a Mà e Pà può utilizzare uno dei genjutsu più potenti della serie, vale a dire il Canto dei Rospi.
Le abilità eccezionali di questo ninja sono confermate dallo scontro con Konan di Alba, riuscendo in pochi secondi a sconfiggerla, con Pain e contro Kisame e Itachi, riuscendo a metterli in fuga tutti e due.
La Modalità Eremitica
Jiraiya è stato il primo essere umano ad aver imparato l’Arte Eremitica grazie agli insegnamenti di Fukasaku. Tuttavia, a differenza di Naruto, Jiraiya non controlla perfettamente la sua trasformazione, assumendo in alcune parti del corpo, l’aspetto di un rospo.
Per questo Jiraiya non vuole trasformarsi perché sarebbe poco attraente alle ragazze. Pare che Jiraiya per eseguire la modalità eremitica debba tracciare, con il suo sangue, dei segni sulle guance che si incrociano con gli altri due segni rossi perpendicolari.
Non si conosce tuttora il motivo di tali segni. La modalità eremitica, tuttavia, permette a Jiraiya di ampliare enormemente le proprie capacità fisiche e di utilizzare tecniche che non potrebbe eseguire con le sue sole forze.
Le tecniche principali
| Categoria | Tecniche |
|---|---|
| Ninjutsu | Tecnica della Sostituzione, Tecnica della Trasformazione, Tecnica della Moltiplicazione del Corpo, Tecnica Superiore della Moltiplicazione del Corpo, Rasengan, Doppio Rasengan |
| Tecniche dei rospi | Tecnica del Richiamo, Tecnica della Prigionia della Bocca del Rospo, Tecnica della Manipolazione dell’Ombra del Rospo, Tecnica del Nascondiglio del Rospo, Olio di Rana |
| Fuoco e terra | Fiato Incendiario del Rospo, Bomba Incendiaria, Grande Bomba Incendiaria, Palude Infernale |
| Genjutsu | Disperdi, Illusione Demoniaca: Ipnocanto, in combinazione con Mà e Pà |
| Senjutsu | Modalità Eremitica, Rasengan Titanico, Mille Aculei, Tortura dell’Olio Bollente, Stile del Rospo |
| Fuuinjutsu | Soppressione del Fuoco, Liberazione Pentastica, Sigillo del Dito Incisore |
Ninjutsu
- Tecnica della Sostituzione (Kawarimi no Jutsu)
- Tecnica della Trasformazione (Henge no Jutsu)
- Tecnica della Moltiplicazione del Corpo (Bunshin no Jutsu)
- Tecnica Superiore della Moltiplicazione del Corpo (Kage Bunshin no Jutsu)
- Rasengan
- Doppio Rasengan (Rasenrengan)
- Tecnica del Richiamo (Rospi) (Kuchiyose no Jutsu)
- Tecnica della Prigionia della Bocca del Rospo, in combinazione con Iwagama (Ninpou Kuchiyose - Gamaguchi Shibari)
- Arte del Fuoco - Fiato Incendiario del Rospo, in combinazione con Gamabunta (Katon - Gamayuu Endan)
- Arte del Fuoco - Bomba Incendiaria (Katon - Endan)
- Arte del Fuoco - Grande Bomba Incendiaria (Katon - Dai Endan)
- Arte della Terra - Palude Infernale (Doton - Yomi Numa)
- Tecnica della Manipolazione dell’Ombra del Rospo (Gama Daira Kage Ayatsuri no Jutsu)
- Tecnica della Ranamorfosi (Kaeru Kaeru)
- Simulacro di Spine (Hari Jizō)
- Tecnica della Criniera del Leone Selvaggio (Ranjishigami no Jutsu)
- Tecnica del Nascondiglio del Rospo (Gamagakure)
- Tecnica del Richiamo - Negozio del Rospo (Kuchiyose - Gamamise)
- Olio di Rana (Gamadayudan)
Genjutsu
- Disperdi (Kai)
- Illusione Demoniaca: Ipnocanto (Magen: Gamarinshō), in combinazione con Mà e Pà
Senjutsu
- Modalità Eremitica, in combinazione con Mà e Pà (Sennin Mode)
- Rasengan Titanico (Chou-Oodama Rasengan)
- Mille Aculei (Senpou, Kebari Senbon)
- Tortura dell’Olio Bollente (Senpou, Goemon)
- Stile del Rospo (Kawazu Kumite)
Fuuinjutsu
- Soppressione del Fuoco - Piroconfinamento (Fuuka Houin)
- Liberazione Pentastica (Gogyo Kaiin)
- Sigillo del Dito Incisore (Shikoku Fuuin)
Abilità speciali
- Camminare su pareti verticali
- Camminare sull’acqua
- Alterazione della forma del chakra nella sua massima espressione, Rasengan
- Alterazione delle proprietà del chakra, Fuoco, Terra
- Modalità Eremita (Senjutsu)
- Grande abilità nel campo dei sigilli
Nei Databook attuali si dice che l’esplosione del suo Rasengan Titanico, potrebbere rendere cava un’intera montagna.
Il tema dell’eredità
Guardando indietro, la mia vita è stata colma di fallimenti: respinto continuamente da Tsunade, incapace di fermare un amico, incapace di proteggere sia il mio maestro che il mio allievo. Paragonandole alle morti degli Hokage, le mie azioni non sono altro che cose insignificanti. Vorrei poter morire come loro un giorno.
Ponendoci in un atteggiamento a posteriori, questa frase sembra non rendere giustizia alle opere di questo personaggio. Ritorna, infatti, l’autoaccusa di fallimento da parte di Jiraiya. Un’accusa con la quale si autolesiona al cospetto del rimpianto per una vita vissuta cercando di raggiungere obiettivi specifici.
Eppure, a ben vedere le cose vanno diversamente. Tutti gli eroi hanno il loro ciclo vitale. Sono condannati alla stessa mortalità che incombe su di noi. Ognuno di essi ha un strada da percorrere, un viaggio che giunge al termine.
Tutto ciò che resta è il racconto della loro bipartita. E senza troppi indugi, il Maestro Jiraiya rientra di diritto nel circolo di questi uomini.
Nell’universo di Naruto, l’Eremita dei Rospi è un’ultima reliquia di un mondo che sembra essere destinato alla guerra, alla disperazione, all’odio. Un mondo che sembra sfuggire, il quale ha perso per sempre i suoi valori.
Le mille battaglie, le costanti guerre combattute, non sono altro che un covo di rancori che non riescono a tacere. Dei focolari perennemente accesi, da cui si intravede una visione distorta della giustizia.
Jiraiya ha sempre cercato di lasciare ai posteri, e in particolar modo ai suoi allievi, un futuro pieno di infinite possibilità, in un passato rievocabile solo attraverso i vari ricordi.
Anche io mi sono accorto che c’è troppo odio nel mondo degli shinobi, e voglio fare qualcosa per questo odio, anche se non so cosa si debba fare. Tuttavia credo che arriverà un giorno in cui le persone si capiranno davvero a vicenda.
Nella evoluzione di Jiraiya vi è un prezioso insegnamento: ogni uomo deve prendere le proprie responsabilità per chi verrà e assicurare un futuro per le nuove generazioni.
Bisogna rendere conto dei relativi peccati, dei relativi sbagli ed evitare che la prossima generazione li erediti. Non bisogna, insomma, lasciare al futuro la cause delle proprie azioni.
Jiraiya lascia un segno duraturo nel mondo di Naruto. Un ultimo grido che riecheggia per l’eternità, rendendolo, infine, quello che è realmente: una Leggenda.
Jiraiya vs Pain Dublado - Jiraiya usa Modo Sábio e Rasengan contra Pain | Naruto Shippuden Dublado
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