Posizione del missionario intensa tra uomo e donna: varianti, intimità e piacere

La posizione del missionario è una delle posizioni sessuali più classiche e praticate: la persona che riceve è sdraiata sulla schiena, mentre il partner che penetra si trova sopra, generalmente in ginocchio tra le sue gambe. La coppia è una di fronte all’altra, con la possibilità di baciarsi, guardarsi negli occhi, abbracciarsi e accarezzarsi.

Nonostante venga spesso considerata banale, questa posizione può diventare intensa, romantica e molto coinvolgente se si modificano l’angolazione del bacino, la posizione delle gambe, il ritmo e il tipo di stimolazione. Le sue varianti consentono di aumentare il contatto tra i corpi, favorire la stimolazione del clitoride, cambiare la profondità della penetrazione e permettere a entrambi i partner di partecipare attivamente al piacere.

Che cos’è la posizione del missionario

La posizione del missionario è quando l’uomo sta sopra e la donna sotto. È tradizionalmente associata alle coppie eterosessuali, ma chiunque abbia un buco e un obiettivo può farla funzionare, indipendentemente dal genere.

Mettiamola così: chi penetra sopra, chi si fa penetrare sotto. La persona che viene scopata sta sdraiata a pancia in su e la persona che effettua detto scopaggio è solitamente in ginocchio tra le gambe dell’altra.

La posizione del missionario o con uomo sopra indica la posizione sessuale in cui la donna si trova sdraiata sulla schiena, supina, mentre l’uomo le sta sopra, così da essere l’una di fronte all’altro. Anche se comunemente associata con gli aspetti inerenti alla sessualità eterosessuale, questa posizione viene spesso utilizzata anche dalle coppie gay e lesbiche.

La posizione del missionario può essere eseguita sia durante la penetrazione sessuale sia nel sesso non penetrativo, ad esempio il sesso intercrurale, e le sue varianti consentono diversi gradi di stimolazione della clitoride, profondità di penetrazione sessuale e partecipazione attiva da parte della donna nel godimento.

Come si pratica nella versione classica

Prima di tutto, serve una superficie piana; banalmente può essere un letto, ma funzionano anche il pavimento, il divano, il sedile posteriore di un’auto, o un prato.

Persona 1 si sdraia schiena e piante dei piedi a terra, ginocchia piegate in su e gambe bene aperte, un po’ come quando ti fanno un pap test, ma molto più bello. Persona 2 si inginocchia nello spazio tra le gambe di Persona 1.

Questo vorrà dire che i genitali di Persona 2, o i finti genitali, un saluto alle regine dello strap-on, si troveranno allineati con il buco di Persona 1. Da qui in poi, si tratta solo di fare dentro e fuori.

Entrambe le persone possono muoversi e dare il ritmo, anche se di solito è Persona 2 a fare gran parte del lavoro. La posizione classica prevede le gambe di entrambi distese, mentre le varianti consistono in angolazioni differenti delle gambe che permettono di dare e ricevere più piacere.

Perché può diventare una posizione intensa

È una buona posizione per tenere un’intensità alta e costante. La persona sopra può gestire il ritmo e la profondità della spinta pelvica, ma anche la persona sotto può muovere i fianchi, spingere con i piedi o aumentare la propria stretta al partner con mani e gambe.

È anche una posizione alquanto romantica, perché ti fa trovare faccia a faccia con l’altra persona e rende facili gesti intimi e dolci come stringersi le mani, accarezzarsi i capelli o sputarsi in faccia.

La posizione del missionario è spesso la preferita dalle coppie a causa delle sue qualità romantiche: offre difatti la possibilità d’un contatto pelle a pelle, di guardarsi direttamente negli occhi, oltre che baciarsi ed accarezzarsi.

Una delle gioie della posizione del missionario è avere un bel panorama della persona con cui hai il rapporto. Vedere per bene il godimento che stai procurando all’altra persona è uno dei piccoli grandi piaceri della vita.

Il contatto fra i corpi è diretto, forte e totale: ci si può guardare negli occhi, baciarsi e godersi le espressioni di piacere dell’altro. Il contatto ravvicinato permette anche di sussurrare parole all’orecchio, fondere il respiro e mantenere una vicinanza difficilmente raggiungibile in molte altre posizioni.

Il ruolo della comunicazione e del consenso

L’importante è che fra i partner ci sia complicità e che nessuno dei due imponga all’altro un solo e unico modo di fare l’amore. Cercate di giocare, di sperimentare e di provare sempre nuovi modi per regalarvi piacere.

La posizione può essere intensa soltanto se entrambi i partner stanno bene. Ritmo, profondità, pressione e posizione delle gambe devono essere modificati in base alle sensazioni reali, non in base a un’idea astratta di prestazione.

Se la profondità diventa eccessiva, se compare dolore o se una postura affatica la schiena, il collo, le anche o le ginocchia, è meglio fermarsi e cambiare angolazione. Il piacere non dipende dal mantenere una posizione a tutti i costi.

Come aumentare la stimolazione del clitoride

Uno dei limiti del missionario è che, se praticato in modo completamente passivo e verticale, può stimolare poco il clitoride. Se si riesce però a trovare la giusta angolazione, la stimolazione vaginale può essere anche piuttosto intensa.

Alzare il bacino con un cuscino o stringere le gambe permette di applicare una maggiore pressione sul clitoride. Il cuscino modifica l’angolo del bacino e può favorire un contatto più diretto tra i corpi.

Tenere le gambe strette l’una contro l’altra può permettere una stimolazione maggiore del clitoride. In alternativa, è possibile usare la mano o inserire tra i partner un vibratore clitorideo di piccole dimensioni.

La posizione del missionario lascia ampio spazio per far passare un vibratore o un altro sex toy. Se ci passa un vibratore, naturalmente ci passa anche una mano, e la stimolazione manuale da parte dell’altra persona può risultare altrettanto gratificante.

Entrambe le persone possono esplorare il corpo dell’altra con i polpastrelli o con altri strumenti manuali. Sta alla coppia decidere se spingere sulla sensualità, sul romanticismo o su una dinamica più intensa.

Movimenti utili per aumentare lo sfregamento

Il segreto sta nell’angolazione. Quello che si può fare è compiere uno sforzo conscio per muovere il corpo verso il basso e verso l’alto durante i colpi, come se si volesse andare a colpire il clitoride con la zona pubica.

Anche i movimenti circolari possono essere utili: muovendo principalmente i glutei invece dei lombi, si riduce la stimolazione della parte più sensibile del pene e si crea maggiore sfregamento contro il clitoride.

La persona sopra può anche inclinare il bacino e alternare spinte profonde a movimenti più brevi e ravvicinati. Le spinte meno profonde possono aumentare il contatto esterno e rendere il ritmo più sostenibile.

Come modificare profondità e angolazione

Il cuscino piegato sotto il bacino permette all’oggetto penetrante di percorrere meno distanza per raggiungere il buco e può favorire una spinta molto più profonda, se è il tipo di cosa che piace.

Se chi riceve desidera una penetrazione più profonda, può provare a posizionare un cuscino sotto la parte bassa della schiena. Tuttavia, la profondità potrebbe essere troppo intensa per alcuni corpi, quindi è necessario procedere gradualmente.

Per stimolare la parete frontale della vagina, i movimenti non devono essere necessariamente diretti soltanto in profondità. È possibile indirizzare le spinte verso l’alto, verso l’osso pubico, ottenendo colpi meno profondi ma potenzialmente più piacevoli.

La sensibilità della vagina varia molto da un punto all’altro. Per questo è utile cambiare leggermente la direzione del movimento e verificare quale angolazione risulta più piacevole.

Le principali varianti del missionario

Il missionario classico

Nella versione classica del missionario, chi riceve è disteso sulla schiena con gli stinchi che avvolgono il partner che penetra, steso su quest’ultimo. Entrambi possono mantenere le gambe distese oppure piegarle in modo da modificare l’angolazione.

La posizione a gambe unite

È come il classico missionario, solo che sia chi riceve che chi dona ha le gambe unite. Con le gambe unite, questa posizione coinvolge meno la penetrazione e spinge il partner che dona a muovere i fianchi.

Se chi riceve ha una vulva, può raggiungere l’orgasmo del clitoride proprio grazie ai movimenti di chi penetra. Questa posizione richiede che chi sta sopra disponga tutto il proprio peso sul corpo del partner che riceve, il che può essere piacevole per alcuni, ma non per tutti.

Il coltello

Dalla normale posizione del missionario, chi riceve avvolge una delle gambe attorno alla schiena di chi dona. Ciò consente una penetrazione vaginale o anale più profonda e permette al partner di posizionarsi in modo che il pene o il dildo possano toccare il punto G.

La profondità di penetrazione potrebbe però essere troppo intensa per chi riceve e, per alcuni corpi, la pancia potrebbe essere di ingombro.

L’avvolgimento

Dalla posizione del missionario classica, chi riceve avvolge le gambe attorno alla schiena di chi dona. Questa variazione consente una penetrazione ancora più profonda rispetto alla posizione del coltello.

Una persona può stringere le gambe o anche le braccia attorno ai fianchi del partner, così da guidare il ritmo dei suoi movimenti e gestire la profondità del contatto.

Le gambe sulle spalle

Una variante della posizione prevede che la donna appoggi le gambe sulle spalle dell’uomo, intrecciando i piedi dietro la sua testa. Il contatto diventa molto più profondo, anche se in realtà la donna perde quel poco di controllo che poteva avere.

Questa variante richiede una certa flessibilità e non è adatta se la postura provoca fastidio alla schiena, al collo, alle anche o alle gambe.

La rampa di lancio

Dalla classica posizione del missionario, chi riceve appoggia i piedi sul petto di chi dona che si inginocchia davanti al partner. Questa posizione consente al partner che riceve di controllare la profondità della penetrazione.

Questa variazione richiede una certa flessibilità quindi, se chi riceve non ha fianchi flessibili o se chi dona ha problemi alle ginocchia, è meglio provare a sperimentare un’altra posizione del missionario.

Fino alla Luna

Chi riceve si distende sulla schiena mentre chi penetra tiene sollevate le caviglie del partner. Questa è un’altra posizione ideale per la penetrazione profonda e per chi è poco dotato.

Chi riceve, se non particolarmente agile, potrebbe avvertire fastidi alla schiena o al collo, perciò la posizione delle gambe deve essere mantenuta soltanto finché resta confortevole.

La posizione con un cuscino sotto il bacino

Mettiti un cuscino piegato sotto il culo. Così, l’oggetto penetrante deve percorrere meno distanza per raggiungere il buco e si può ottenere una spinta molto più profonda, se è il tipo di cosa che ti piace.

È possibile provare diverse combinazioni: spingere le gambe contro il petto, unirle, unirle e spingerle verso l’alto oppure divaricarle. Si tratta di provare le varie combinazioni possibili e vedere con quali ci si trova meglio.

Come partecipare attivamente anche da sotto

La posizione del missionario non obbliga la persona sotto a rimanere immobile. È possibile muovere i fianchi in sincronia con il partner, spingere con i piedi contro il materasso o stringere le cosce attorno al suo corpo.

La persona sotto può afferrare i fianchi del partner e aiutarlo a mantenere il ritmo che più piace. Può anche guidare il movimento con le mani, indicare quando rallentare o chiedere un cambiamento di angolazione.

Stringere le gambe o avvolgerle intorno alla schiena del partner può aumentare il contatto tra i corpi e modificare la profondità della penetrazione. Anche un piccolo movimento del bacino può cambiare completamente la sensazione.

Ritmo, profondità e durata

Per gli uomini a cui piace giocare e cambiare ritmo, una penetrazione lenta, più rapida, più profonda o più superficiale rende il missionario particolarmente versatile.

Le posizioni non sono mai la soluzione definitiva per durare di più, ma alcune varianti possono ridurre la stimolazione e aiutare a gestire meglio il ritmo mentre ci si allena a durare più a lungo.

Movimenti circolari, spinte meno profonde e pause brevi possono diminuire la tensione e permettere di mantenere il controllo. Anche cambiare l’angolo o rallentare il ritmo prima che la stimolazione diventi troppo intensa può essere utile.

Con due cuscini sotto la schiena, il sedere può riposare sulle gambe del partner e i piedi possono appoggiarsi al letto. Questo piccolo accorgimento cambia l’angolo di penetrazione, fa fare meno fatica e diminuisce la tensione muscolare.

Contatto visivo, baci e vicinanza

La posizione del missionario ti permette di guardare il partner negli occhi dall’inizio alla fine. Il contatto visivo può rendere più evidente ogni cambiamento nell’espressione del volto e aiutare entrambi a capire che cosa sta procurando piacere.

Puoi baciarlo e continuare a baciarlo: poche altre posizioni permettono di unire all’intimità fisica quella ancora maggiore del bacio. Abbracciarsi crea maggiore connessione fra i corpi e un maggiore senso di intimità.

La posizione è adatta anche a parole d’amore, frasi più o meno spinte o semplicemente al ritmo del respiro. La vicinanza della bocca all’orecchio può essere molto eccitante e permette di sussurrare senza interrompere il contatto fisico.

Il missionario può creare una sensazione di fusione: molti centimetri di pelle condivisi, il respiro che si unisce, il corpo del partner vicino e la percezione di non riuscire più a distinguere dove finisce il proprio corpo e comincia quello dell’altro.

Uso di sex toy e stimolazione manuale

A proposito di massaggi, la posizione del missionario lascia ampio spazio per far passare un vibratore o un altro sex toy a vostra scelta. Esistono anche sex toy concepiti apposta per essere usati nella posizione del missionario.

Un piccolo vibratore può essere posizionato tra i due corpi per amplificare le sensazioni del clitoride. Il partner può controllare il toy oppure lasciarlo usare alla persona che riceve.

La stimolazione manuale può essere aggiunta senza modificare la posizione. Se la posizione lo permette, è possibile usare anche le dita, sempre seguendo le preferenze e il livello di comfort di entrambi.

Il missionario e le dinamiche kinky

Quella del missionario è una posizione sottovalutata tra gli amanti del BDSM, ma si presta alla grande a legare e a tormentare Persona 1. Si presta anche a ogni sorta di innovazione e a essere integrata in diversi tipi di giochi e dinamiche kinky.

Una benda sugli occhi può aggiungere un elemento di sorpresa e concentrare l’attenzione sulle sensazioni del corpo. Legare le mani con una cravatta o con un paio di manette può aumentare la sensazione di abbandono e di controllo.

Qualunque elemento di questo tipo deve essere concordato in anticipo e interrotto immediatamente se uno dei partner non si sente più a proprio agio. La posizione può rimanere romantica, giocosa, intensa o dominante a seconda dell’accordo tra le persone coinvolte.

Quando può essere particolarmente adatto

Questa posizione sicuramente resta quella più adeguata soprattutto le prime volte, perché è facile e naturale. È ottima anche quando si è un po’ stanchi ma si ha voglia di condividere un momento di intimità.

Il missionario è fatto anche per le coppie che amano sentire il contatto dei loro corpi. Essendo uno sopra l’altra, è facile baciarsi appassionatamente e guardarsi negli occhi.

È inoltre una posizione comoda per una notte pigra, quando si desidera fare l’amore senza impegnarsi troppo dal punto di vista fisico. La familiarità della postura può far sentire al sicuro e a proprio agio.

Limiti e situazioni in cui scegliere un’altra variante

La posizione del missionario risulta meno adatta durante le fasi più avanzate della gravidanza o quando si desidera che sia la donna ad avere un maggior controllo sull’atto amoroso.

Può inoltre risultare poco adatta se la persona sopra scarica troppo peso sul partner, se la posizione delle gambe provoca dolore o se la penetrazione è troppo profonda.

Quando la persona sotto desidera controllare direttamente ritmo e profondità, la posizione con donna sopra, l’amazzone o la cowgirl possono offrire una partecipazione più attiva.

Perché viene considerata noiosa

C’era un tempo in cui la posizione del missionario rappresentava “il rapporto sessuale”. Poi con l’arrivo degli anni ’70 tutto è cambiato: la rivoluzione è entrata in camera da letto e la rivendicazione di un ruolo più attivo della donna, anche sotto le lenzuola, ha trasformato la regina delle posizioni in una posizione di sottomissione.

E così, col passare degli anni, è stata superata da molte altre più disinibite, mantenendo ancora oggi una reputazione non ottima. Per molti è noiosa, monotona e poco eccitante.

La verità è che, per quanto banale e noiosa possa sembrare, ha molte caratteristiche che ne fanno la quintessenza dell’amore. È una posizione dalla quale molti partono e alla quale molti tornano a un certo punto della relazione o della serata.

Il problema non è necessariamente la posizione, ma il modo in cui viene praticata. Se il ritmo, l’angolazione, la stimolazione e la partecipazione rimangono sempre identici, anche una posizione piacevole può trasformarsi in una routine.

Origine del nome “missionario”

Nonostante la mia laurea in scrittura creativa, non avevo mai pensato all’etimologia di questa posizione né mi ero chiesta cosa c’entrasse con un movimento cristiano colonizzatore. La mitologia che circonda il nome è, prevedibilmente, terrificante.

La storia vuole che i missionari che viaggiavano in parti remote del mondo, nel vedere le posizioni in cui facevano sesso le persone di culture diverse, rimanessero scioccati da questi comportamenti “peccaminosi” e incoraggiassero le persone ad adottare una posizione che riconoscesse il dominio maschile perché considerata spiritualmente superiore.

C’è chi ha contestato questa narrazione, ma riconosce comunque che derivi dalla chiesa cristiana, che considerava le posizioni diverse da questa “animalesche”. In ogni caso, la posizione del missionario nel corso della storia è stata tradizionalmente considerata quella “corretta”.

La pura verità è che nessuno conosce con precisione l’origine del nome. La credenza comune è che il sesso missionario prenda il suo nome dal fatto che i missionari cristiani durante la colonizzazione incoraggiassero questa posizione nelle aree convertite.

Altri sostengono che il nome sia stato creato per la prima volta da Alfred Kinsey in “Comportamenti sessuali nella specie umana”. Altri ancora sostengono che il termine sia stato introdotto genericamente negli anni ’50 a seguito di una serie di traduzioni erronee di testi storici.

Tutto parte nel 1929 quando l’antropologo polacco Bronisław Malinowski, dopo aver trascorso due anni nelle isole Trobriand, pubblica un libro nel quale, tra le altre cose, riporta due episodi distinti.

Nel primo episodio racconta di come i locali schernissero gli uomini bianchi per la monotonia dei loro gusti sessuali; nel secondo racconta come le giovani coppie di innamorati si facessero vedere in giro mano nella mano, appoggiati l’uno contro l’altro, “alla maniera dei missionari”.

Nel 1948 Alfred Kinsey, biologo e sessuologo americano, pubblica un altro libro nel quale, probabilmente citando a memoria, confonde i due episodi: ed ecco nascere il mito della posizione monotona “alla maniera dei missionari”.

La denominazione potrebbe inoltre essere stata collegata a una serie di equivoci e fraintendimenti dei documenti storici a disposizione di Kinsey, mentre in altri contesti questa posizione aveva nomi differenti.

Missionario, fecondazione e gravidanza

La posizione del missionario è considerata da molti una delle posizioni più naturali per la penetrazione vaginale e viene talvolta indicata tra quelle utili per cercare una gravidanza.

Anche se non vi sono prove scientifiche concrete a riguardo, tra le posizioni sessuali per rimanere incinta compare anche quella del missionario. La fecondazione non dipende però da una posizione specifica, ma da diversi fattori legati alla fertilità e alla salute riproduttiva.

Durante le fasi più avanzate della gravidanza questa posizione può risultare meno adatta, soprattutto se il peso del partner o la postura provocano pressione o disagio. In questi casi è necessario scegliere una variante più confortevole.

Come renderla meno prevedibile

Se avete la sensazione di essere entrati nella routine, sappiate che è assolutamente normale. A volte basta cambiare prospettiva per ritrovare complicità e desiderio.

Il sesso è anche immaginazione e fantasia, elementi fondamentali per rinnovarsi anche sotto le lenzuola e rafforzare la complicità. Per questo, ogni coppia dovrebbe provare diverse posizioni sessuali, sia per conoscere meglio il partner e i suoi gusti sia per movimentare la situazione.

La posizione del missionario può essere trasformata semplicemente cambiando il modo di stare vicini: più abbracci, maggiore contatto visivo, baci più frequenti, parole sussurrate, carezze, stimolazione manuale o l’uso di un piccolo vibratore.

Insomma, c’è un motivo se i classici sono classici, e la posizione del missionario dimostra che talvolta la strada più semplice è davvero la migliore.

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