La marca Redentore raffigura una colomba della pace ed è una pace a tavoletta realizzata in metallo con tecnica a sbalzo, appartenente all’ambito culturale della manifattura emiliana.
L’opera è localizzata ad Argelato, in provincia di Bologna, ed è riconducibile al periodo compreso tra il 1800 e il 1899. La sua immagine richiama uno dei simboli più antichi e universali della pace, della riconciliazione, della purezza e della speranza.
Identificazione e dati dell’opera
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Oggetto | pace a tavoletta |
| Materia e tecnica | metallo/ sbalzo |
| Ambito culturale | Manifattura Emiliana |
| Localizzazione | Argelato (BO) |
| Tipologia della scheda | Opere/oggetti d'arte |
| Condizione giuridica | proprietà Ente religioso cattolico |
| Codice di catalogo nazionale | 0800214518 |
| Ente competente per la tutela | Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna |
| Ente schedatore | S08 (L. 84/90) |
| Data di compilazione | 1994 |
| Data di aggiornamento | 2006 |
| Licenza dei metadati | CC-BY 4.0 |
La pace a tavoletta e la marca Redentore
La colomba della pace, simbolo antico, ispira gli uomini a ripudiare la guerra dal Diluvio universale ai giorni nostri. Ecco perché Pasqua si avvicina, e tornano attuali tutti quei simboli che fin da bambini siamo abituati ad associare a questa celebrazione così importante per i cristiani.
La marca Redentore appartiene alla tipologia della pace a tavoletta, un oggetto d’arte destinato a esprimere visivamente un messaggio di riconciliazione e di concordia. La lavorazione in metallo a sbalzo valorizza la superficie attraverso rilievi ottenuti mediante la modellazione del materiale.
La presenza dell’opera in un contesto di proprietà di un ente religioso cattolico collega la raffigurazione della colomba alla tradizione cristiana, nella quale questo animale rappresenta la pace, la purezza, la benevolenza e la presenza dello Spirito Santo.

Il simbolo della colomba prima del cristianesimo
Ma già in epoca precristiana questo era il periodo dell’anno in cui si celebrava il ritorno della primavera, e come spesso accade molti elementi delle antiche feste pagane sono stati recuperati dalla Chiesa.
Tra gli animali e gli elementi naturali simbolo della Pasqua, la colomba della pace merita un discorso a parte. Infatti essa non è solo un animale dalla forte valenza simbolica, usata fin dall’antichità come vittima sacrificale preziosa, emblema dell’amore, della purezza, della bontà.
Cara ad Afrodite, dea dell’amore per i greci, secondo la leggenda la colomba era una ninfa, Peristera, che aiutò la dea a raccogliere fiori per vincere una gara contro Eros, il quale si arrabbiò così tanto da tramutare la poverina in un uccello bianco e mite. Da allora Afrodite ne fece il suo animale preferito.
La colomba nella tradizione biblica
Il significato della colomba nella Bibbia è molto variegato. Colomba simbolo pasquale, dunque, ma più in generale colomba simbolo cristiano, perché anche prima della venuta di Gesù la colomba nella Bibbia era l’animale più citato, in una chiave esclusivamente positiva.
Molto diffusa in Palestina, viene citata ben 43 volte nelle Sacre Scritture! Nell’Antico Testamento è ideale di bellezza e purezza, ma anche amore e passione, come nel Cantico dei Cantici, dove la sposa è paragonata a una colomba appunto: “Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia…“ (Cantico dei Cantici 5:2).
O anche: “O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso…” (Cantico dei Cantici 2:14) Non solo, gli occhi della fanciulla sono paragonati a occhi di colomba, per indicare la loro dolcezza: “Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe” (Cantico dei Cantici 1:15)
Nel Libro del profeta Osea la colomba viene usata per esprimere la gioia degli esuli di Israele che possono finalmente tornare in patria: “Accorreranno come uccelli dall’Egitto, come colombe dall’Assiria e li farò abitare nelle loro case” (Os 11,11).
La colomba di Noè e il ramoscello d’ulivo
Il primo riferimento biblico alla colomba è però nella Genesi (Genesi 8,11): le acque del Diluvio si abbassano, la tempesta si placa, e Noè decide di mandare una colomba in ricognizione per capire se sia rimasta terra emersa.
L’uccello torna portando un ramoscello d’ulivo. È l’inizio della salvezza, il segno tangibile della riappacificazione tra Dio e gli uomini, ed è la prima volta che possiamo parlare di colomba simbolo di pace tra il Padre e i suoi figli peccatori, che la Sua infinita misericordia ha voluto salvare dal castigo.
Da questo momento la colomba nella Bibbia sarà sempre un’espressione della volontà divina, inviata tra gli uomini per recare un messaggio.

La colomba come messaggera divina
Così nel Vangelo di Matteo (Matteo 3,16) una colomba scende dal cielo subito dopo il battesimo di Gesù a opera di Giovanni Battista. È il segno che la missione di Gesù è iniziata, e con essa una nuova speranza per l’umanità peccatrice.
Da qui in poi la colomba viene spesso associata all’iconografia del Battesimo e diviene una personificazione dello Spirito Santo che discende sugli uomini.
Sempre in Matteo Gesù esorta i suoi discepoli a essere: “… prudenti come serpenti, semplici come le colombe” (Mt 10,16), ovvero a sapersi destreggiare tra le insidie della vita senza mai perdere la propria innocenza, la fiducia nel prossimo.
Il significato pasquale della colomba
Per quanto riguarda il significato della colomba pasquale è una sintesi di tutte le espressioni positive legate a questo animale nelle Sacre Scritture.
La colomba pasquale simboleggia la rinascita dell’umanità, il compiersi della volontà di Dio, nella morte e resurrezione del Cristo, e in generale pace, speranza, gioia e rinascita.
In questo quadro, la colomba raffigurata sulla marca Redentore può essere letta come un’immagine capace di unire la dimensione liturgica dell’oggetto alla più ampia tradizione cristiana della pace e della salvezza.
Dalla tradizione biblica al simbolo universale della pace
Venendo alla colomba come simbolo della pace diffuso oggigiorno, esso si rifà in buona parte a quanto abbiamo già scritto, ma il suo significato trascende la religione, la fede.
La colomba di pace è un simbolo universale che accomuna tutti gli uomini, a prescindere dal loro credo e dalla loro provenienza.
Se fu Pablo Picasso a disegnare colomba e ulivo e a farne il simbolo della pace mondiale, abbiamo visto come tanto il mite uccello bianco quanto il ramo d’ulivo affondino la loro simbologia in un contesto molto più antico e consolidato.
Oltre a ricordare l’episodio della Genesi con la colomba che fa ritorno all’Arca, il ramo d’ulivo ha un significato legato anche all’accoglienza riservata a Gesù dalla folla festante al suo arrivo a Gerusalemme.
Sebbene mancassero solo pochi giorni alla Sua Passione, la domenica delle palme resta un giorno di gioia e speranza, ricordato ancora oggi con la consegna di rametti d’ulivo ai fedeli.
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Picasso e la colomba della pace
La storia della colomba della pace di Picasso vuole che al maestro venisse richiesto da un amico un disegno per il Congresso mondiale dei partigiani della pace, nel 1949.
Picasso avrebbe realizzato in quell’occasione quel semplice profilo di colomba oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Lo stesso anno al pittore nacque una figlia, che lui battezzò Paloma, “colomba” in spagnolo. A sua volta Paloma Picasso chiamerà sua figlia Paz, “Pace”.
Collocazione culturale e tutela
La marca Redentore è riferita alla manifattura emiliana ed è localizzata ad Argelato, nel territorio bolognese. La sua catalogazione come opera o oggetto d’arte ne registra la natura materiale e il legame con la cultura religiosa.
La scheda indica come ente competente per la tutela la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna. L’ente schedatore è S08 (L. 84/90), mentre la compilazione risale al 1994 e l’aggiornamento al 2006.
Il codice di catalogo nazionale 0800214518 identifica l’opera all’interno del sistema di catalogazione. I metadati sono disponibili con licenza CC-BY 4.0.