La Festa della Madonna della Salute si celebra ogni anno il 21 novembre nella chiesa di San Giorgio a Macerata, dove è custodita l’immagine venerata della Vergine con il Bambino. La devozione nacque nella seconda metà del Seicento, dopo che l’arciprete Ludovico Ferraioli portò in città da Venezia il dipinto oggi comunemente attribuito a Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato.
La chiesa di San Giorgio si trova in Piazza XXX Aprile, 1, a Macerata, e conserva un importante patrimonio storico, artistico e religioso. I fedeli si rivolgono alla Madonna della Salute per chiedere protezione spirituale, salute del corpo e sostegno per gli ammalati e gli anziani.

La storia della devozione alla Madonna della Salute
La devozione per la Madonna della Salute, che si festeggia il 21 novembre, arriva a Macerata intorno alla seconda metà del ‘600. Nel 1666 l’arciprete Ludovico Ferraioli portò nella chiesa di San Giorgio l’immagine della Madonna della Salute che ancora vi si venera.
La devozione alla Madonna della Salute ha origine in oriente dagli albori del Cristianesimo. In quei luoghi era tradizione, a tutela della sanità dei cittadini, che in ogni città fosse eretta una statua o cappella in onore della Madonna.
Il 22 ottobre 1630 il Senato della Repubblica veneta decreta, quale ringraziamento alla Madonna per la cessazione di una epidemia di peste, la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna della Salute, il magnifico tempio che ancora si specchia sul Canal Grande.
Il viaggio di don Ludovico Ferraioli da Padova a Venezia
Ai primi del novembre 1666 l’Arciprete dell’antica chiesa di San Giorgio, don Ludovico Ferraioli, appoggiato al suo bastoncino a fibbie d’argento, rientra in canonica dopo la serale passeggiata per le mura, con il desiderio di recarsi a Padova a far visita al Santo di cui era molto devoto, per chiedere la grazia di servire Dio anche nei momenti più difficili.
Detto fatto, eccolo dopo qualche giorno inginocchiato davanti alla tomba del Santo, luogo dove ha portato oltre ai suoi, i crucci dell’intera comunità parrocchiale. A sera, uscendo un po’ più “consolato” dalla Basilica padovana, lo si sente pronunciare: “È proprio vero che quando passa un Santo nella nostra vita lascia sempre un segno di dolcezza”.
Sull’onda di questa nuova gioia continua: “e perché non fare una capatina a Venezia? Anche un po’ di sano svago non nuoce”. Il mattino seguente a bordo della prima carrozza parte per Venezia.
Giunto nella città lagunare viene indirizzato alla Basilica della Madonna della Salute. Sull’altare, tra una miriade di lumini accesi, troneggia Maria. Don Ludovico sente subito un forte richiamo verso quella meravigliosa immagine.
Passa intere giornate ai piedi di quell’altare che tanto lo attira e lo attira a sostare. L’ultima sera, mentre sta già facendo le valigie per il ritorno a Macerata, un distinto signore accostandosi gli dice: “Reverendo, ho notato la sua devozione, ho saputo che è arrivato da molto lontano. le ho portato un dono, lo gradisca”, e gli lascia tra le mani una immagine bellissima della Madonna della Salute.
È un dipinto rappresentante la Vergine che veglia sul bambino assopito in un sonno profondo e che oggi si pensa possa attribuirsi al Sassoferrato. Tornato in città sistema il prezioso quadro sull’altare centrale, spostando quello raffigurante San Giorgio in uno dei laterali.
Il dipinto della Madonna della Salute
Il dipinto della Madonna della Salute, attribuito a Giovanni Battista Salvi, detto “Il Sassoferrato” (sec. XVII), rappresenta un vero e proprio tesoro artistico e di devozione contenuto all’interno della stessa chiesa.
Fu trasportato a Macerata da Venezia da don Ludovico Ferraioli che la donò alla città nel 1666. L’immagine rappresenta la Vergine che veglia sul Bambino assopito in un sonno profondo.
Il dipinto viene comunemente attribuito al Sassoferrato. La tela è collocata sull’altare maggiore e costituisce il principale fulcro della devozione nella chiesa di San Giorgio.

La diffusione del culto a Macerata
Tra i maceratesi si sviluppa subito la devozione a Maria Santissima protettrice non soltanto della salute bensì anche di quella fisica. La devozione si sviluppò subito e i maceratesi chiesero per se stessi e per i loro cari la protezione spirituale e la salute del corpo.
Non solo, alla Madonna della Salute i fedeli rivolsero le loro preghiere per la salvezza dalle pestilenze, dalle carestie, dalle guerre e dai terremoti. Numerose nel tempo le messe e le cerimonie, soprattutto per gli ammalati e gli anziani.
Dopo 73 anni di ininterrotta venerazione, la Chiesa locale presenta istanza al capitolo vaticano affinché si incoroni la santa immagine. La cerimonia di accoglimento avviene con solennità e immensa partecipazione in Cattedrale nel 1749.
Da allora la Madonna della Salute attende tutti i maceratesi con un appuntamento che si ripete ogni anno il 21 novembre.
La chiesa di San Giorgio
La chiesa è stata realizzata dall’architetto Cosimo Morelli mentre la facciata è stata ricostruita nel 1800 in stile neoclassico da Agostino Benedetti. All’interno conserva la venerata immagine della Madonna della salute attribuita a Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato.
Secondo alcuni storici locali l’antica chiesa di S. Giorgio era di origine longobarda e comunque già ricordata in documenti del 1073. Officiata nel 1278 da tre cappellani, era dedicata anche ai Ss. Stefano e Martino di Tours, titoli ereditati da chiese precedenti, e divenne Arcipretura nel 1434.
Fu ricostruita a cura del Comune di Macerata nel 1542 eliminando il quadriportico che aveva sul davanti. Officiata fino al 1613 da una Pia Unione di Preti, passò poi ai Filippini che vi risiedettero fino al 1624 o 1653.
Fu demolita, ad eccezione del campanile, alla fine del sec. XVIII. Il campanile venne costruito intorno al 1476 in forme gotiche, che poi ha perso nel rimaneggiamento ottocentesco.
La ricostruzione tra Settecento e Ottocento
L’attuale sacrestia vecchia venne costruita nel sec. XVI. Nel 1790 l’architetto comunale Giuseppe Mattei diede il progetto per la ricostruzione della chiesa e la sistemazione delle case antistanti.
Il progetto della chiesa non fu adottato, mentre fu realizzato quello per la sistemazione della piazza. La chiesa venne costruita su progetto di Cosimo Morelli tra il 1792 e il 1798 a spese della famiglia Asclepi e col concorso del Comune.
Nel 1842 l’ingegnere comunale Agostino Benedettelli progettò la facciata della chiesa, la cui costruzione fu completata nel 1854. Nelle due nicchie esterne furono collocate le statue della Fede e della Speranza, forse provenienti dalla distrutta chiesa di S. Maria della Fonte.
Gli altari e le opere conservate
La pala del primo altare di sinistra fu realizzata, molto probabilmente, dal pittore maceratese Gaspare Gasparrini per la chiesa precedente. Rappresenta S. Bartolomeo ed è datata 1584 e forse faceva parte di una composizione più ampia.
Nel secondo quarto del XVII sec. venne realizzata, forse dal pittore maceratese Sforza Compagnoni (1594 -1649), la tela con S. Giorgio poi collocata sull’omonimo altare.
Nel 1666 l’arciprete Ludovico Ferraioli portò nella chiesa di S. Giorgio l’immagine della `Madonna della salute` che ancora vi si venera. Il dipinto viene comunemente attribuito al Sassoferrato.
Il Crocifisso ligneo ancora esistente nella chiesa è attribuito a tal Hagemann, un `lavorante fiammingo che dimorava a Macerata`, identificabile col gesuita Guglielmo Hagemann, e fu realizzato tra la fine del sec. XVII e l’inizio del sec. XVIII.
La corona d’oro e la sistemazione dell’immagine
Il 24 aprile 1850 fu rubata la corona d’oro che ornava il quadro della Madonna posto sopra l’altare maggiore. In seguito il quadro fu collocato dietro l’altare maggiore in una nicchia ornata con una cornice di legno dorato e intagliato realizzata dai maceratesi Filippo e Nicola Vignati.
Nel 1868 la sacrestia vecchia venne completamente rinnovata. Poco dopo il 1868 fu restaurata tutta la chiesa. Tali lavori comportarono probabilmente l’alterazione dei caratteri stilistici settecenteschi creati dal Morelli.
Nel 1931 Ciro Pavisa e i fratelli Bedini di Ostra realizzarono la decorazione pittorica dell’interno. Il Pavisa realizzò il S. Giorgio sulla volta della navata.
Fra il 1999 e il 2000 si procede alla revisione della copertura ed al restauro del prospetto principale. Fra la fine del sec. XVIII e il successivo la chiesa è dotata di un organo opera di Sebastiano Vici.

La Festa della Madonna della Salute del 21 novembre
La Diocesi celebra la Festa della Madonna della Salute il 21 novembre nella chiesa di San Giorgio a Macerata. Una festa molto sentita dai maceratesi che ogni anno, per tutto il giorno, si recano nella chiesa cittadina per pregare davanti al dipinto della Madonna della Salute.
Le celebrazioni liturgiche delle ore 10.30 e delle ore 18.30 saranno presiedute dal vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi. Sempre il 21 novembre, la Santa Messa delle ore 10.30 vedrà inoltre la presenza dei Carabinieri in onore della Virgo Fidelis, Patrona dell’Arma.
Orari delle celebrazioni
| Ora | Celebrazione |
|---|---|
| 7.30 | Santa Messa |
| 8.30 | Santa Messa |
| 9.30 | Rosario |
| 10.30 | Santa Messa |
| 11.30 | Rosario |
| 12.15 | Santa Messa |
| 15.00 | Santa Messa |
| 16.00 | Rosario |
| 16.30 | Santa Messa con unzione degli infermi |
| 18.00 | Rosario |
| 18.30 | Santa Messa |
Le celebrazioni liturgiche delle ore 10.30 e delle ore 18.30 saranno presiedute dal vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi. La santa messa delle ore 10.30 vedrà inoltre la presenza dei Carabinieri in onore della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma.
Informazioni per la visita
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Chiesa | Chiesa di San Giorgio |
| Indirizzo | Piazza XXX Aprile, 1 - Macerata |
| Telefono | 0733 260 752 |
| Accessibilità | Accessibile alle persone con disabilità |
| Orario indicato | Dalle 7:30 alle 9:30 |
La chiesa si trova in Piazza XXX Aprile, 1 - Macerata. La modalità di accesso indicata è accessibile alle persone con disabilità.