La Madonna della Cintura si trova in diversi luoghi di culto italiani legati alla tradizione agostiniana, tra cui il Santuario della Madonna della Cintura di Pasturo, la chiesa di Sant’Agostino di Intimiano, la Cappelletta di San Possidonio e l’Oratorio dell’Arciconfraternita dei Cinturati di Penne. La denominazione antica ed esatta, è Madonna della Consolazione, ricevendo in seguito l’appellativo della Cintura.
Il luogo indicato più precisamente come Santuario della Madonna della Cintura si trova nel centro di Pasturo, all’interno dell’antica chiesa intitolata a San Giacomo Apostolo. Esistono tuttavia altre chiese e cappelle dedicate alla stessa devozione, nate soprattutto grazie alla diffusione del culto da parte degli Agostiniani.
Dove si trova la Madonna della Cintura
| Luogo | Dove si trova | Elementi principali |
|---|---|---|
| Santuario della Madonna della Cintura | Nel centro di Pasturo | Antica chiesa di San Giacomo Apostolo, decorazioni barocche, dipinti e statua processionale |
| Chiesa di Sant’Agostino | Intimiano | Statua della Madonna della Cintura e statua di Sant’Agostino |
| La Cappelletta | Via Matteotti, poco fuori l’abitato di San Possidonio | Chiesetta settecentesca e affresco della Madonna con il Bambino |
| Oratorio dell’Arciconfraternita dei Cinturati | Accanto alla chiesa di Sant’Agostino, a Penne | Edificio ottocentesco legato alla Confraternita dei Cinturati |
Il Santuario della Madonna della Cintura a Pasturo
Nel centro di Pasturo si trova un’antica chiesa intitolata a San Giacomo Apostolo che è meglio conosciuta come Santuario della Madonna della Cintura. Il nome deriva dalla devozione alla Madonna diffusa dagli Agostiniani, che nasce da Santa Monica, madre di Sant’Agostino, secondo la quale Maria le apparve con una veste assai dimessa, stretta ai fianchi da una cintura di pelle, e le raccomandò di portarla sempre e di spingere tutti i fedeli che desideravano la sua protezione a usarla come simbolo di penitenza.
Il presbiterio del santuario vanta una pregevole decorazione barocca in stucco risalente al 1670-1673, realizzata da Giovanni Domenico Aliprandi, un artista oriundo della Val Taleggio, che aveva lavorato a lungo anche nella Repubblica di Venezia. Nella parete di fondo si può ammirare il tripudio decorativo della volta dell’altare maggiore, dove, incorniciati da ricchi fregi, si trovano cinque affreschi di autore ignoto: al centro l’Assunzione della Madonna in cielo, attorno la Natività, l’Adorazione dei Magi, la fuga della Sacra Famiglia in Egitto e l’Incoronazione della Vergine.
Sulla parete di sinistra del presbiterio si trova la tela datata 1687 raffigurante la Madonna della Cintura con i Santi Monica, Agostino e Ambrogio. Il santuario custodisce anche una pala seicentesca dipinta da Aloysius Realis, artista fiorentino, raffigurante l’Immacolata con i Santi Anna, Carlo, Antonio da Padova e Agnese e sullo sfondo l’antico paese di Pasturo.
Sempre del Realis, sulla parete destra si trova una Madonna col Bambino e i Santi Andrea e Pietro martire. A destra delle due cappelle, stuccate tra il 1670 e il 1690, è posta un’altra pala con i Santi Francesco Saverio, Francesco di Sales e Ignazio.
Nel 1886 fu donata da Dionigi Doniselli una statua raffigurante la Madonna della Cintura che ancora oggi viene portata in processione in occasione delle festività del santuario. L’annuale festa si celebra la prima domenica di settembre.

La Madonna della Cintura nella chiesa di Sant’Agostino a Intimiano
A Intimiano la festa della Madonna della Cintura ha preso avvio grazie ai Monaci Agostiniani di Como, che abitavano l’antico convento della chiesa di Sant’Agostino, dove tutt’ora si trova una bella statua della Madonna della Cintura e di Sant’Agostino.
Verso il 1680, Intimiano, attraverso gli Agostiniani di Como, chiese il permesso di celebrare nella nostra Parrocchia il culto alla Madonna della Consolazione, alla Chiesa di San Giacomo in Bologna, la quale concesse con la Bolla di concessione, l’avvio del culto anche a Intimiano.
Furono realizzate due statue in legno da artigianato locale, la prima della Madonna e la seconda di Sant’Agostino nella quale sul retro si possono ancora leggere le dediche dell’intagliatore e del doratore ( Introzzi scultore e Trombetta doratore).
Furono realizzate anche due cappelle una di fronte all’altra poi in seguito demolite e realizzando poi un’unica cappella che accolse la statua della Madonna. Nel 2005, dopo il restauro della statua di Sant’Agostino fu riposizionata nella nuova cappella della Madonna, la quale fu anch’essa restaurata nell’anno 2008.
La festa della Madonna della Cintura per regola e tradizione deve essere celebrata la domenica successiva dopo il 28 agosto, data in cui la Chiesa fa memoria di Sant’Agostino. Come accade anche in altri casi ne consegue che le celebrazioni possono cadere un anno in un mese ed un anno in un altro, anche se la tradizione è per la quarta domenica di Agosto.
Nella nostra Parrocchia la celebrazione, da alcuni anni, avviene la prima domenica di settembre. Quest’anno la solenne festa della Madonna della Cintura sarà domenica 1 settembre 2024 .
La Cappelletta di San Possidonio
In via Matteotti, poco fuori l'abitato del paese, è riconoscibile un grazioso luogo di culto il cui corpo centrale è di costruzione settecentesca denominato la Cappelletta, che ha attribuito il toponimo alla località in cui è situata. La chiesetta è di proprietà da più generazioni della famiglia Cavicchioli di San Possidonio che cura la gestione.
È dedicata al culto della Madonna della Cintura la cui festa è celebrata, da oltre due secoli, la prima domenica successiva la 28 agosto, data in cui la Chiesa ricorda sant'Agostino. All'interno della cappella è possibile ammirare un affresco della fine del XXVIII secolo con la vergine che tiene in braccio il bambino gesù intento a esibire la cintura, sul lato sinistro san Giovannino e, a destra, l'anziana figura di un vescolo, certamente sant'Agostino, anche se è convinzione diffusa che l'immagine rappresenti san Possidonio.
La tradizione narra che santa Monica chiedesse alla Madonna di conoscere come vestiva al fine di poterla imitare anche nell'abbigliamento. Quest'ultima si presentò con abito dozzinale e dimesso, stretto in via da una lunga cintura in pelle che secendeva quasi fino a terra.
La cintura fu donata a Monica con la raccomandazione di portarla sempre con sè e di estendere l'usanza a d altri fedeli. Il primo che colse l'invito fu sant'Agostino, figlio di Monica, al punto che la cintura divenne uno dei trati distintivi dell'ordine da lui creato, quello degli Agostiniani.
L’Oratorio dei Cinturati a Penne
La chiesa di Sant'Agostino, fondata nel 1348, è uno dei complessi religiosi più significativi di Penne e dell'area abruzzese. Nel corso dei secoli ha subito diversi interventi che ne hanno arricchito l'aspetto e che hanno lasciato tracce visibili di epoche diverse: dalle monofore ogivali sulle pareti esterne al campanile quattrocentesco, fino alle decorazioni barocche interne.
Tra gli elementi più preziosi troviamo il grande affresco trecentesco della Crocifissione, importante testimonianza della pittura medievale in Abruzzo. Attaccato alla chiesa si trova l'Oratorio dell'Arciconfraternita dei Cinturati, noto anche come "Madonna della Cintura".
Costruito nel XIX secolo, era sede della prestigiosa Confraternita dei Cinturati, legata all'ordine agostiniano, ma oggi si trova in stato di totale abbandono, con il tetto parzialmente crollato e necessita quindi di urgente intervento.
Perché si chiama Madonna della Cintura
Riguardo la devozione alla Madonna SS. della Cintura vi sono due diverse tradizioni. La prima racconta che l'apostolo Tommaso, giunto troppo tardi a Gerusalemme per assistere alla morte della Madonna, fece aprire il sepolcro per contemplare le spoglie della Madre di Dio; di Maria però trovò solo la cintura che divenne oggetto di speciale venerazione nella cristianità.
La seconda tradizione, invece, è nata dal desiderio di Santa Monica (madre di Sant’Agostino) di imitare Maria anche nel modo di vestire: Monica infatti avrebbe chiesto alla Madonna di farle conoscere quale era il Suo abbigliamento durante la Sua vedovanza e, soprattutto, come vestiva dopo l’ascesa al cielo di Gesù.
La Vergine, accontentandola, le apparve letteralmente coperta da un’ampia veste di stoffa dozzinale, dal taglio semplice e di colore molto scuro, ossia in un abito povero e penitenziale. Tale veste era stretta in vita da una rozza cintura in pelle che scendeva quasi fino a terra.
Maria, slacciatasi la cintura, la porse a Monica raccomandandosi di portarla sempre e le chiese di invitare tutti coloro che desideravano la Sua protezione ad indossarla. Fra i primi che approfittarono dell’opportunità troviamo Sant’Agostino, il figlio di Monica e, poco per volta, la cintura divenne uno dei tratti distintivi dell’ordine degli Agostiniani e di quanti hanno regole di vita che traggono spunto da Sant’Agostino.
Il significato della cintura nella devozione agostiniana
Nella storia si trovano esempi di pie associazioni, con tanto di indulgenze concesse dall’autorità ecclesiastica che richiedeva l’iscrizione alla confraternita, di indossare la cintura e la recita quotidiana di una coroncina.
I “cinturati” si considerano consacrati a Cristo che per amore ha sparso il Suo sangue per i “suoi amici” (Gv, 15, 13: «Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici»).
Portare la cintura equivale a raccontare il volto del Redentore con la vita, in un comportamento aderente al Vangelo e operando secondo la volontà del Signore.
Iconografia della Madonna della Cintura
Sono frequenti le immagini in cui si ritrae la Vergine, in alto, tra Santa Monica e Sant’Agostino in atto di donare la propria cintura. Il fatto che più colpisce è tuttavia che l’iconografia appare molto simile in vari casi a quella della Vergine del Rosario.
La stessa Cintura si può confondere, se non si osservano le immagini attentamente, con tale strumento di preghiera: come nel caso della Madonna di Pompei, anche la Vergine della Cintura viene sovente raffigurata fra due santi uno di sesso maschile e l’altro femminile.
La Madonna della Cintura la si onora la prima domenica di settembre, ed è ricorrenza religiosa. Il culto venne diffuso dagli agostiniani.
Pillole d'arte #12 – La Madonna della Cintola di Giovanni Pisano, capolavoro gotico.
La tradizione di Santa Monica e Sant’Agostino
Si racconta che Santa Monica, madre di Sant’Agostino, si rivolse alla Vergine, chiedendo quale abito mettere dopo la scomparsa del marito. Maria le apparve con le vesti indossate alla morte del sacro Figliolo: una lunga tunica nera e un manto dello stesso colore, un velo bianco sul capo e la cintura sui fianchi.
Si tolse la cintura e ne fece dono a Monica. Fra i primi che approfittarono dell’opportunità troviamo Sant’Agostino, il figlio di Monica e, poco per volta, la cintura divenne uno dei tratti distintivi dell’ordine degli Agostiniani e di quanti hanno regole di vita che traggono spunto da Sant’Agostino.
La festa della Madonna della Cintura
La festa della Madonna della Cintura per regola e tradizione deve essere celebrata la domenica successiva dopo il 28 agosto, data in cui la Chiesa fa memoria di Sant’Agostino. Come accade anche in altri casi ne consegue che le celebrazioni possono cadere un anno in un mese ed un anno in un altro, anche se la tradizione è per la quarta domenica di Agosto.
La Madonna della Cintura la si onora la prima domenica di settembre, ed è ricorrenza religiosa. L’annuale festa si celebra la prima domenica di settembre.
Il giorno dopo è di turno il Senturèl, che di sacro non ha nulla. Si dice che tutto sia nato anni e anni fa dai reduci dei festeggiamenti mariani: dopo Messa era tutto un dentro e fuori dall’osteria.
La notte la si passava dove capitava e al mattino ci si ritrovava per ricominciare. Si prendevano allora in mano le bocce e si cominciava un’interminabile partita lungo le strade sterrate del comune, facendo tappa in tutte le osterie.
La curiosa, lunghissima e abbondantemente bagnata gara di bocce del Senturèl si svolge ancora oggi, coi contendenti che macinano chilometri e chilometri dietro al boccino. Spettatori ce ne sono pochi, ma non importa.
Si va avanti sino alla resa. Per fatica o per gòti.
Altare e statua della Madonna della Cintura
Posta sul lato destro della navata presso il presbiterio. L’altare è stato realizzato parte in scagliola e parte in marmo, il paliotto è in marmo intarsiato con motivi geometrici.
La nicchia che accoglie la statua della Madonna della Cintura è stata inserita tra due semicolonne con capitelli corinzi mentre nella parte superiore vi sono due angioletti plasmati in stucco.
I putti ed il frontone costituiscono gli elementi più antichi che, nel 1971, sono stati inseriti nel complesso dell’altare restaurato in forme barocche.