Il pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Carmine sul Monte Carmelo di Sant’Arsenio è un cammino annuale di fede, preghiera e memoria, che unisce la Chiesa Madre alla montagna attraverso la devozione della comunità santarsenese. Nel 2026 l’appuntamento ha assunto un significato ancora più profondo, poiché ricorre il 75° anniversario dell’edificazione del Santuario.
Il percorso, guidato da don Martino Romano, parroco della Parrocchia di Santa Maria Maggiore, si è svolto nella preghiera e nella riflessione e si è concluso con la Celebrazione Eucaristica alla presenza di numerosi fedeli. Per i santarsenesi, la processione della Madonna del Carmine rappresenta molto più di una tradizione religiosa: è un viaggio nella memoria collettiva e nell’interiorità, un legame che unisce passato e presente attraverso la fede.

Il pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Carmine
Il pellegrinaggio ha preso il via dalla Chiesa Madre di Sant’Arsenio, dove i partecipanti si sono ritrovati prima di intraprendere il cammino verso il Monte Carmelo, guidati da don Martino Romano, parroco della Parrocchia di Santa Maria Maggiore. Un percorso vissuto nella preghiera e nella riflessione, che rappresenta uno dei momenti più sentiti dalla comunità santarsenese.
La partecipazione particolarmente numerosa dei fedeli è stata legata anche alla ricorrenza del 75° anniversario dell’edificazione del Santuario. A metà percorso un delizioso ristoro è stato offerto a tutti i partecipanti.
Il pellegrinaggio si è concluso con la Celebrazione Eucaristica, alla presenza di numerosi fedeli. Ad accogliere i pellegrini hanno preso parte, insieme a don Martino Romano, anche don Antonio Breglia e don Luigi Terranova.
La storia del Santuario e dell’immagine mariana
Il Santuario custodisce una storia profondamente intrecciata con quella del paese. Il 16 luglio 1952 venne collocata al suo interno l’effige della Madonna del Monte Carmelo, opera del frate e pittore santarsenese Angelico Spinillo, divenuta nel tempo simbolo di devozione per intere generazioni.
Il quadro della Madonna del Carmine era giunto in paese lo scorso 4 luglio, accolto da una partecipata processione che lo aveva condotto nella Chiesa Madre, dove è rimasto esposto per l’intero novenario. Nella giornata di oggi il quadro è stato ricondotto in processione al Santuario del Monte Carmelo, dove continuerà a essere custodito.
Nei giorni precedenti era stato presente anche il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, in occasione delle celebrazioni dedicate all’importante anniversario. Le celebrazioni sono state animate dai sacerdoti della forania e dai dodici rioni di Sant’Arsenio, ciascuno protagonista di una serata dedicata alla preghiera e alla catechesi.
Le origini della devozione a Sant’Arsenio
Le origini del culto affondano però in un passato ancora più remoto. Tutto risale al 1857, anno in cui un violento terremoto devastò il Vallo di Diano causando migliaia di vittime.
Solo a Polla si contarono circa duemila morti, mentre Sant’Arsenio fu risparmiata dalla tragedia. Lo scampato pericolo venne attribuito all’intercessione della Madonna del Carmelo e, da quel momento, la devozione nei suoi confronti si consolidò fino a diventare uno degli elementi identitari della comunità.
La storia del Santuario, l’immagine della Madonna del Monte Carmelo e il ricordo dello scampato terremoto formano così un’unica memoria religiosa e civile. Il pellegrinaggio rinnova ogni anno questo legame, trasformando il cammino verso il Monte Carmelo in una manifestazione condivisa dell’identità del paese.
Il ritorno dell’immagine al Santuario
Secondo la tradizione, farà ritorno in paese soltanto tra venticinque anni, in occasione del 100° anniversario dell’edificazione del Santuario della Madonna del Carmine, rinnovando ancora una volta un rito che continua a custodire la fede e l’identità di un’intera comunità.
| Ricorrenza o momento | Data o intervallo | Significato |
|---|---|---|
| Terremoto del Vallo di Diano | 1857 | Origine attribuita della devozione alla Madonna del Carmelo |
| Collocazione dell’effige nel Santuario | 16 luglio 1952 | Opera di Angelico Spinillo |
| Arrivo del quadro in paese | 4 luglio | Processione verso la Chiesa Madre e novenario |
| Anniversario dell’edificazione del Santuario | 2026 | 75° anniversario |
| Prossimo ritorno del quadro in paese | Tra venticinque anni | 100° anniversario dell’edificazione del Santuario |
La Solennità della Madonna del Carmine
Ricorre il 16 luglio la Solennità della Madonna del Carmine, nel giorno in cui si commemora l’apparizione della Vergine del Monte Carmelo nel 1251 a san Simone Stock, padre priore dell’Ordine dei Carmelitani a cui venne donato lo scapolare con queste parole: “Questo è per te e per tutti i carmelitani un privilegio: chiunque morirà rivestito di esso, non sarà dannato”.
Da allora lo scapolare, formato da due lembi di stoffa marrone collegati da cordoni e spesso raffiguranti il Sacro Cuore di Gesù e la Madonna del Carmelo, divenne simbolo di appartenenza alla famiglia carmelitana e di consacrazione a Maria.
Il legame tra la Madonna del Carmelo e i fedeli si è rafforzato nel tempo anche attraverso la concessione dell’indulgenza plenaria, nota come “Perdono del Carmine”, inizialmente da Papa Leone XIII, il 16 maggio 1892, e poi confermata nel 1968 da Papa Paolo VI, alla luce delle nuove disposizioni del Concilio Vaticano II.
Ancora oggi, è possibile ottenere l’indulgenza dal mezzogiorno del 15 luglio alla mezzanotte del 16, oppure nella domenica più prossima stabilita dal Vescovo, visitando una chiesa o un oratorio dell’Ordine e adempiendo la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre.
Il pellegrinaggio e la tradizione della Vergine Bruna
Nell’anno santo 1500 la confraternita dei cuoiai, compì un pellegrinaggio a Roma per lucrare la indulgenze del giubileo indetto da papa Alessandro VI. Ad essi si unirono altri numerosi fedeli.
Il pellegrinaggio partì da Napoli il 7 aprile. I pellegrini portarono con sé l’icona della Vergine Bruna. Il tragitto fu percorso tutto a piedi, passando per Traietto e Sermoneta.
Durante il cammino, per intercessione della Madonna avvennero “più miracoli a diversi uomini in diverse terre”. Giunto il pellegrinaggio a Roma il 13 aprile, l’immagine della Bruna rimase esposta alla venerazione nella Basilica Vaticana, ove ricevette l’omaggio dello stesso pontefice Alessandro VI.
L’affluenza del popolo romano e dei pii romei presenti nella Città Eterna fu tale che lo stesso Papa diede, pochi giorni dopo, l’ordine ai pellegrini napoletani di partire dalla città “per dubbio che per detta icona non fusse levata la perdonanza a Santo Pietro et alli altri luoghi de Roma”.
Cosi i pellegrini ripresero il 18 Aprile la strada del ritorno, giungendo il 25 dello stesso mese a Napoli. Pure nel viaggio di ritorno a cui si unirono altri pellegrini lungo il cammino si ripeterono grazie e prodigi per intercessione della Madonna.
L’accoglienza della città partenopea alla venerata immagine che tornava alla sua chiesa, fu trionfale. Più tardi l’abile pennello di Luca Giordano avrebbe immortalato l’avvenimento in una tela, che si trova nella chiesa di Donnaregina in Napoli.
Per intercessione della Bruna continuarono “multi miracoli de surdi, et cechi et stroppiati” e grazie spirituali e temporali numerose. Ben presto“quasi tutto lo regno venne in Napoli con le processioni a visitare la detta figura de santa Maria de la Bruna, et vennero tutti scalzi, chi con torce et chi con calici d’argento”.
Per questo l’icona mariana non venne rimessa nella primitiva sede, ma fu collocata sull’altare maggiore in una edicola lignea, al posto del quadro che lo precedeva e che raffigurava l’Assunta, il quale fu collocato poi nella sala capitolare del convento.
I “mercoledì del Carmine”
Per ordine di Federico II d’Aragona il 24 giugno dello stesso anno 1500 si radunarono nella chiesa del Carmine molti malati per implorare dal cielo, attraverso la mediazione materna di Maria, la sospirata salute. In seguito si parlò di guarigioni avvenute.
Quel 24 giugno era un mercoledì. Questo fatto determinò la scelta di venerare in modo particolare in questo giorno della settimana la Vergine Bruna.
Nacquero così i “mercoledì del Carmine” una pia pratica che ben presto da Napoli si diffuse non solo in tutto l’antico Regno di Napoli, ma anche fuori di esso specialmente nelle chiese dell’ordine Carmelitano.
La pia pratica del “mercoledì” continua ancor oggi, e il pio pellegrinaggio permane come realtà viva nella pietà dei napoletani verso la Vergine Bruna.
La devozione carmelitana nelle celebrazioni locali
La Chiesa di Verona rinnoverà la sua devozione alla Madonna del Carmine, con varie celebrazioni diffuse nel territorio diocesano.
- Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Villa Bartolomea: dal 7 luglio: Rosario per la novena presso il capitello di via Mutto alle 20.30; lunedì 13 luglio: momento di preghiera e rosario in preparazione alla memoria della Vergine del Carmelo; giovedì 16 luglio: Messa e processione dalle 19.00.
- Chiesa di San Tomaso Cantuariense: novena da sabato 11 a domenica 19 luglio con recita del Santo Rosario, alle 18.00, e Santa Messa con pensiero mariano seguita da adorazione e benedizione eucaristica, dalle 18.30.
- Basilica di Santa Teresa di Gesù Bambino: giovedì 16 luglio: Sante Messe alle ore 7.00, 8.00, 9.00, 10.00, 16.30 e 18.30, al termine delle quali sarà possibile ricevere lo scapolare.
- Santuario della Madonna del Carmine, San Felice del Benaco: giovedì 16 luglio: ore 10.00 festa dei religiosi e delle religiose della zona e della famiglia carmelitana, con rinnovo della professione del Terz’Ordine Carmelitano; ore 11.30 imposizione dello Scapolare; ore 12.00 supplica alla Madonna del Carmine; ore 17.00 imposizione dello Scapolare.
- Chiesa di Santa Maria in Progno, Negrar: giovedì 16 e venerdì 17 luglio: Sante Messe alle 8.00 e alle 20.30; recita del Santo Rosario alle 20.00; sabato 18 luglio: Sante Messe alle 8.00, con adorazione eucaristica e confessioni, e alle 18.00; recita del Santo Rosario alle 17.30; domenica 19 luglio: Sante Messe alle 8.00 e alle 10.00; recita del Santo Rosario alle 17.30; Santa Messa ore 19.00, a cui seguirà la processione con la statua della Madonna.
- Chiesa di San Zeno in Santa Maria Assunta, Cerea: giovedì 16 luglio: Messa con benedizione di scapolari e medagliette alle 8.00.
“Beata sei tu, o Vergine Maria, che hai portato in grembo il creatore dell’universo; hai generato colui che ti ha creato, e rimani Vergine in eterno” Antifona mariana
Processione Madonna Del Carmine Arnara 2016
La Madonna del Carmine nella vita della comunità
Il pellegrinaggio di Sant’Arsenio conserva insieme la dimensione liturgica, quella comunitaria e quella della memoria storica. La partenza dalla Chiesa Madre, il cammino verso il Monte Carmelo, la preghiera, l’accoglienza dei pellegrini e la Celebrazione Eucaristica scandiscono un rito nel quale la devozione personale diventa esperienza condivisa.
La presenza dei sacerdoti, il coinvolgimento dei dodici rioni e il novenario preparato nella Chiesa Madre mostrano come la festa non sia limitata al momento della processione. Le celebrazioni accompagnano il ritorno dell’immagine mariana al Santuario e preparano la comunità a custodire nel tempo una tradizione ricevuta dalle generazioni precedenti.
Il Santuario della Madonna del Carmine sul Monte Carmelo di Sant’Arsenio rimane così il luogo verso cui converge la fede della comunità e dal quale la memoria religiosa continua a rinnovarsi. Il rito del pellegrinaggio, legato alla storia del paese e alla devozione per la Madonna del Carmelo, mantiene vivo un legame che attraversa il tempo.
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